Storia dello sviluppo economico
Il metodo d’insegnamento storico nasce nel 500 a.C. quando Erodoto pose i primi fondamenti scritti, narrando le guerre tra Atene e Sparta. Fino ad allora, la storia veniva narrata oralmente. Con la rivista francese Les Annales (anni '30), gli storici giunsero alla conclusione che, oltre alla storia politica e culturale, occorreva valutare anche quella sociale ed economica, tenendo conto della demografia, della vita quotidiana, della sessualità ecc.
Prime attività economiche
1° attività economica: quella primitiva, basata su caccia, pesca e raccolta, era compiuta da comunità itineranti che si muovevano in modo ciclico (7 anni) per sfruttare al meglio i terreni coltivabili. Questa prima forma di attività economica venne poi arrestata in futuro con l’arrivo dei coloni che costrinsero tali popolazioni alla sedentarietà.
2° attività economica: un’altra tra le prime forme di attività economiche è sicuramente legata allo stanziamento vicino ai grandi fiumi. Nel 5000 a.C., tra il Tigri e l’Eufrate, le popolazioni iniziarono a stanziarsi sfruttando la fertilità del territorio, giungendo alle prime forme di agricoltura e allevamento. Questo comportò la costruzione di villaggi, l'apparizione di sacerdoti, monarchi e infine città.
L’agricoltura in Europa avanzò lentamente fino al 700, quando in Inghilterra si svilupparono i primi cambiamenti (aratro meccanico), guidati dai Farmers, in grado di generare surplus per passare da un’economia agricola a una industriale. In Italia, l'industria prese piede nel 1900.
In Egitto prevaleva la proprietà contadina; nell’Impero Romano lo schiavismo. Con l’arrivo di Carlo Magno e del Sacro Romano Impero fondato su principi cristiani, emersero le figure dei Signori proprietari della terra e dei servi che lavoravano la terra (sistema curtense).
Inghilterra e rivoluzione industriale (1700)
La rivoluzione industriale comportò il passaggio da un’economia basata sull’agricoltura a una basata sull’industria, su sistemi di produzione articolati, sull’uso della macchina e dell’energia. Le energie finora utilizzate erano limitate a quella umana, animale e idraulica. Dal 1700, si iniziò a parlare di energia inanimata, con la sua prima espressione nella macchina a vapore.
Origini della rivoluzione industriale
- 1500/1600: L’Inghilterra acquisì la supremazia militare e commerciale dell’Atlantico. Tutto iniziò con Colombo che, nel tentativo di raggiungere l’India, giunse invece in America Centrale (Cuba, Haiti, Bahamas). Da quel momento partirono molte esplorazioni, a partire da Cortes, che arrivò in America Centrale, spostandosi verso l’interno e trovando diverse popolazioni native ricche di oro e argento: Maya e Aztechi, derubati di tutto ciò che possedevano. Spagnoli e portoghesi continuarono le attività in lecite in tutto il centro-sud America, dominando l’Atlantico. A questo punto, gli inglesi decisero di agire in due modi: da un lato si specializzarono in nuove produzioni (panni di lana), dall’altro iniziarono a costruire navi per intercettare le navi spagnole, sia con la marina militare sia tramite pirati autorizzati dal regno. Oltre all’attività di intercettazione, iniziò anche una ricca attività commerciale sull’Atlantico. Dal porto di Londra venivano esportate merci in Europa e Africa (triangolazione commerciale), portando l’Inghilterra alla supremazia sull’Atlantico.
- 1600: I coloni inglesi si insediarono in America coltivando cotone, tabacco, canne da zucchero, cacao, prodotti poi esportati in patria, facendo emergere la classe mercantile. Fondamentale fu l’introduzione del cotone, tessuto poco costoso e utilizzabile nelle diverse stagioni.
- 1600/1700: Grande trasformazione dell’agricoltura, motivata da fattori sociali. Quando spagnoli e portoghesi portarono in Spagna le ricchezze rubate ai Maya e Aztechi, una parte fu conservata, mentre un'altra fu usata per battere moneta, causando un grande processo inflazionistico e un aumento dei prezzi. Questo è spiegato dalla teoria quantitativa della moneta: se le transazioni sono proporzionate alla quantità di moneta, il sistema economico rimane stabile, ma se si ha moneta in eccesso, tutti i beni aumentano di prezzo. L'effetto inflazionistico partì dalla Spagna e invase l’Europa, toccando le classi sociali in modo disparato. I lavoratori salariati furono i più danneggiati. L’inflazione colpì anche l’agricoltura, danneggiando le classi curtense che dovettero comprare a prezzi aumentati e vendere a prezzi ridotti, impoverendosi e vendendo le terre. Gli acquirenti furono le classi mercantili, arricchite dall’attività commerciale, che misero a dirigere le terre i farmers, i quali iniziarono a introdurre sistemi manageriali capitalistici, portando a una modernizzazione delle terre.
Cause della rivoluzione industriale
Riforme agricole
- Rotazione triennale: Si coltivava il campo per due anni e il terzo si lasciava riposare. Nell’anno di riposo, i farmers introdussero la coltivazione dell’erba medica e del trifoglio, in grado di aumentare l’azoto nel terreno e di servire da foraggio per gli animali, sviluppando così l’allevamento e aumentando la produzione.
- Modernizzazione degli attrezzi: Prime costruzioni di aratri con parti in metallo, migliorando la semina.
- Passaggio dal traino animale alla rettificazione dei campi.
- Esproprio delle terre comuni: I contadini contrattavano con i signori la possibilità di coltivare le terre in cambio della produzione per la famiglia. Queste terre comuni diventarono poi dei farmer, spingendo i contadini a migrare verso le città o i porti, lasciando la campagna. Furono proprio i farmer a introdurre le prime fabbriche nelle città (Manchester), sostituendo le piccole botteghe, soprattutto nella lavorazione del cotone. Con i farmer, iniziò un processo di reimpiego delle risorse e del surplus in agricoltura, favorendo attività di investimento. La ricchezza non veniva consumata ma reimpiegata dai farmer per migliorare le aziende che gestivano.
Rivoluzioni politiche del 1600
I farmer si insediarono nelle città fondando le prime fabbriche in grado di produrre profitti elevati, grazie alla non concorrenza e alla mancanza di una tassazione industriale. In questo contesto, Enrico XIII dei Tudor fondò la chiesa anglicana, provocando effetti economici rilevanti grazie all’acquisto delle terre prima di proprietà cattolica e poi vendute, generando grande valore per l’Inghilterra.
Nel 1603, avvenne l’unificazione tra Inghilterra e Scozia, sotto il re di Scozia, creando il Regno Unito, che portò a un unico mercato nazionale dove le merci giravano liberamente. La Glorious Revolution, una rivoluzione pacifica, portò alla stesura della carta dei diritti, una prima bozza di carta costituzionale in cui si proclamava la libertà di ogni individuo nell’intraprendere attività economiche (liberalismo economico). Nacque la concezione del potere basato sul Parlamento, capace di esprimere il volere del popolo, e le democrazie borghesi strutturate attraverso la tripartizione del potere: esecutivo in mano al sovrano, legislativo in mano al Parlamento e giudiziario autonomo da quello esecutivo.
Rivoluzione commerciale
Vi fu una forte attività di esportazione nel porto di Londra, inserito sull’estuario (che facilitava la costruzione di cantieri navali e docks) e in grado di penetrare per molti km dal Canale della Manica verso l’interno. Londra affiancò all’attività commerciale diversi servizi che la resero famosa fino ad oggi, in particolare grazie all’attività bancaria: sorta a Londra già nel medioevo e concentrata sull’effettuare trasporto di merci da Genova verso la Germania e la Svizzera. Con l’aumento del commercio, iniziarono le prime attività di prestito, garantite da oggetti di valore familiari, e nacque l’attività creditizia.
Nel 1694, fu fondata la prima banca moderna (Bank of England), che, oltre all’attività di raccolta, eseguiva prestiti di tipo commerciale, cambio di monete per lettere di cambio, emissione di carta moneta per combattere i limiti dell’emissione di monete d’oro e d’argento. Nacque la prima compagnia di assicurazione nel settore navale (Lloyd’s), dove ogni persona che intraprendeva un viaggio versava una quota che garantiva un rimborso in caso di incidente. Dal settore navale, l’assicurazione venne introdotta anche sui rischi delle abitazioni. Nacquero le compagnie commerciali e nel 1720 il Royal Exchange, luogo...