Storia dei Paesi islamici
“Storia dei Paesi islamici” del Professor Luca A. Patrizi. Voto preso con questi appunti: 30.
Su una popolazione mondiale attuale di circa 7,3 miliardi i musulmani sono 1,6 miliardi. Una buona parte di essi sono sunniti (85%), i restanti sono sciiti (15%). Esistono poi altri gruppi minoritari e i cosiddetti “riformisti islamici”.
I musulmani si trovano in Indonesia, il paese musulmano più popolato, in Asia meridionale, nel Vicino Oriente, nel Medio Oriente, nel Maghreb e nell’Africa subsahariana.
I sunniti sono maggioritari in Africa, nella Penisola Araba, ad eccezione dell’Oman che è uno stato ibadita, ramo del kharigismo, e nel sudest asiatico. Gli sciiti sono maggioritari in Iraq, in Iran e in Azerbaigian.
L’Islam è una religione monoteista, sviluppatasi nel VII secolo d.C. ad opera di Maometto, il “sigillo dei profeti”, inviato da Allah per ribadire la rivelazione, annunciata ad Adamo, primo uomo e primo profeta musulmano.
Le religioni sono un insieme di dottrine, riti, ortoprassi e simboli che regolano il rapporto dell’uomo con il sacro. Il termine religione deriva dalla parola latina “religio, religare”, ovvero legare con il sacro. Inoltre, c’è un collegamento tra i termini dharma (hindi), daena (avestico) e dīn (arabo) che significano “religione”.
La religione è strettamente legata al concetto di sacro, che deriva dal termine latino “sakros”, scritto sul Lapis Niger, la pietra nera che si trova nell’omphalos, la parte centrale dell’Antica Roma. Ciò denota anche un curioso collegamento tra la pietra nera di Roma e la pietra nera (Ka’ba) della Mecca.
La situazione in Oriente all’avvento dell’Islam
Intorno al VI secolo, prima dell’arrivo di Maometto, la penisola arabica fu coinvolta nel conflitto tra impero bizantino e impero sasanide, i quali avevano vari stati cuscinetto.
L’impero bizantino (395/1453 d.C.), che sottomise i Ghassanidi, aveva come religione il cristianesimo. L’impero sasanide (224/651 d.C.), che sottomise i Lakhmidi, aveva come religione il mazdeismo o zoroastrianesimo.
Nella penisola araba erano presenti il cristianesimo e l’ebraismo. L’Abissinia, il cui negus si era convertito al cristianesimo, aveva fortemente influenzato la zona di fronte, dall’altra parte del Mar Rosso. Nell’attuale Yemen c’era una zona chiamata “Arabia Felix”, molto fertile. Il cristianesimo subiva l’influenza della chiesa siriana, la quale si era staccata dall’impero bizantino, e si divideva in: giacobiti, monofisiti siro-ortodossi, e nestoriani, duofisiti.
I ghassanidi erano monofisiti siro-ortodossi, mentre i lakhmidi erano duofisiti nestoriani. L’ebraismo era presente nelle oasi di Khaybar e Yathrib. Esistevano anche delle sette giudeocristiane: i Sabei, Arabia settentrionale, e i Mandei, Iraq. Nella zona di Petra, Iraq, c’erano i nabatei, popolo che parlava una variante dell’aramaico.
Nel sud della penisola araba, Yemen, c’era il regno di Himyar, il cui sovrano Dhū Nuwās si era convertito all’ebraismo. Questo re aveva contatti con la città cristiana di Najrān, la via del commercio. Dhū Nuwās attaccò la città. Intervenne il sovrano cristiano etiope Ella Asbeha e sconfisse Himyar. I sasanidi successivamente scacciarono gli etiopi.
Nella tavola dei popoli, Genesi 10, vengono nominate le genealogie dei figli di Noè: Sem, Cam, Yafet. Si nominano Yoqtān / Qahtan, antenato degli arabi nord arabici, Hadramawt, Arabia Saudita, Oman, Saba’, Yemen, e ‘Ebēr, antenato degli ebrei.
In Genesi 25 vengono nominate le due concubine di Abramo, Ketūrāh e Agar, con i rispettivi figli, Midyān e Ismaele.
La religione dell’Arabia preislamica
Prima dell’arrivo dell’Islam, nell’epoca dell’ignoranza, jāhiliyya, le tribù erano politeiste e animiste. Adoravano e veneravano idoli, pietre e alberi. Questi idoli sono contenuti nel “Kitāb al asnām”, il libro degli idoli, scritto da Ibn al Kalbī.
La divinità principale era Al-Lahu, il dio creatore del mondo. C’erano poi altre divinità secondarie nel pantheon preislamico:
- Rahmānān, al Rahmān = il misericordioso.
- Figlie di Allāh: al Lāt, Manāt, al ‘Uzzā.
Al Lāt, dea della fertilità, era venerata a Taif. Manāt, dea del destino, era venerata a Yathrib. Al ‘Uzzā, simile alla dea Venere, era venerata dai Quraysh a Mecca.
Nella Ka’ba, dove già nell’epoca preislamica vi era incastonata la pietra nera, la divinità centrale era Hubal.
- “Hu” --- abbreviazione di huwa, lui, egli.
- “Bal” --- termine semitico per dio nelle tribù mesopotamiche.
Intorno alla Ka’ba venivano svolti dei pellegrinaggi. Un altro pellegrinaggio si svolgeva a ‘Arafat, nei pressi della Mecca.
Le zone arabiche erano perlopiù politeiste, ma alcuni individui rigettavano il politeismo e praticavano i culti monoteisti di Abramo, il patriarca, diversi dal cristianesimo e dall’ebraismo. Questi erano i cosiddetti “ḥunafā’” e non si riferivano a una specifica struttura religiosa organizzata.
La struttura sociale preislamica
C’erano tribù sedentarie, ḥaḍar, e tribù nomadi, badū. La società aveva una confederazione tribale, qabīla, ed erano presenti diversi clan con svariate denominazioni: al ‘āshira, al fukhdh, al-ṭāyfa.
Alcune caratteristiche all’interno della società erano:
- Nasab --- legame con i propri antenati.
- ‘Aṣabiyya --- senso di coesione e appartenenza ad un clan/gruppo.
- Shaykh/Sayyid --- anziano, signore, figura centrale del clan.
- Ghazawāt/Maghāzi --- conquiste, razzie per impadronirsi di beni altrui.
I poeti avevano un ruolo importante all’interno delle tribù e declamavano delle poesie durante le battaglie per mostrare la forza e il coraggio dei combattenti del loro clan.
Le composizioni dei poeti erano canti di guerra, eroici ed epici. Queste “poesie sospese”, perché scritte su tessuti appesi, venivano chiamate Mu’allaqāt e sono la prima forma di letteratura araba.
Sociolinguistica della lingua araba
L’arabo è stato influenzato dall’antico avestico, lingua della Persia, utilizzato dall’impero achemenide (550-330 a.C.) e da Dario il Grande (550-486 a.C.). Un’altra influenza arrivava dall’Etiopia e dal regno di Aksum (4 sec. a.C. / 1 sec. d.C.) e intaccava la parte meridionale della penisola araba, Yemen.
Le popolazioni arabe si suddividevano in due gruppi:
- Qahtānidi, i meridionali stanziati in Yemen, discendenti di Qahtān, discendente di Eber.
- ‘Adnāniti, i settentrionali delle tribù di Asad, Quraysh e Tamīm, discendenti di ‘Adnān, figlio di Ismaele.
L’arabo settentrionale conservava tratti molto più arcaici rispetto a quello meridionale, soggetto a variazioni consistenti, portate dalle migrazioni da sud verso nord. Con la diffusione dell’Islam nel VII secolo, anche la lingua araba arrivò ad occupare un’area molto vasta e si impose in campo scientifico, religioso, filosofico e letterario, diventando una koiné, lingua comune, del vicino e del medio Oriente.
La lingua araba era stata rivelata al profeta Ismā’il, ma la sua purezza si era perduta nei secoli a venire. Successivamente l’arabo verrà rivelato nuovamente a Muhammad, che la porterà alla perfezione e mai commetterà errori di lingua.
La vita del profeta Maometto
Maometto nasce alla Mecca intorno al 570, con il nome di Abū l-Qāsim Muḥammad ibn ‘Abd Allāh ibn ‘Abd al-Muṭṭalib al-Hāshimī.
Il nome era così formato:
- Kunya, padre di Qāsim, il primogenito.
- Ism, nome proprio — Muḥammad.
- Nasab, patronimico --- figlio di… figlio di…, nome del padre e del nonno.
- Nisba, provenienza geografica oppure origine della famiglia, se importante, Hāshimī.
Si poteva aggiungere anche il “laqab”: il titolo onorifico o soprannome. Quello di Maometto era Al Amīn, il fidato.
Muḥammad apparteneva al clan dei Banū Hāshim, mercanti, appartenente alla tribù dei Quraysh della Mecca. Il padre ‘Abd Allāh muore prima della sua nascita, mentre la madre Amīna muore quando lui ha pochi anni di vita. Viene affidato ad una balia, Halīma. I suoi tutori furono il nonno paterno Abd al-Muṭṭalib ibn Hāshim e lo zio paterno Abū Tālib. Inoltre, anche la zia Fāṭima bint Asad si prese cura di lui.
Un antenato molto importante di Muḥammad fu il suo bisnonno Hāshim ibn ‘Abd Manāf. Egli fu il primo ad organizzare le carovane commerciali dei Quraysh verso la Siria e lo Yemen, esentandole dalle imposizioni doganali, tramite i contatti politici con l’impero bizantino e il regno di Axum.
Durante i pellegrinaggi aveva due compiti:
- Rifāda --- nutrire i pellegrini.
- Siqāya --- dissetare i pellegrini.
Inoltre, Hāshim durante una carestia riuscì miracolosamente a sbriciolare, hashama, del pane in una zuppa. Egli scavò anche numerosi pozzi per poter reperire l’acqua nelle zone desertiche.
Il nonno di Maometto, ‘Abd al-Muṭṭalib, fece dei sogni in cui gli venivano date le indicazioni per scavare il pozzo della fonte di Zamzam. Dormiva nella Ḥijr Ismā‘īl, la tomba di Ismaele, al lato della Ka’ba. La storia è legata alla fonte di Zamzam, che ancora oggi disseta coloro che compiono il pellegrinaggio alla Mecca. Si ricorda la corsa di Agar, madre di Ismaele e concubina di Abramo, per trovare l’acqua, corsa interrotta nel momento in cui l’Arcangelo Gabriele fa scaturire l’acqua dal tallone di Ismaele.
Io sono il figlio dei due sacrificati
“Io sono il figlio dei due sacrificati”.
Questa frase di Muḥammad si riferisce a Ismaele e a Abd Allāh. Ismaele, nella teologia islamica, è il figlio di Abramo che quest’ultimo intende sacrificare, come nell’episodio della Bibbia con Isacco. Ismaele, così come Isacco, non sarà sacrificato e al suo posto verrà ucciso un montone.
‘Abd Allāh è il padre di Muḥammad. ‘Abd al-Muṭṭalib, nonno di M., non più molto giovane e non ancora padre, si rivolse al dio Hubal, promettendogli che se avesse avuto dieci figli, uno l’avrebbe sacrificato a lui. Muṭṭalib ebbe diversi figli, tra cui ‘Abd Allāh, e si rivolse ad un’indovina, Kāhina, che gli propose un’idea. Si doveva fare un vaticinio con le frecce, da una parte circa 100 dromedari, dall’altra il figlio ‘Abd Allāh. Quando il numero di dromedari sarebbe bastato al dio Hubal, la freccia avrebbe indicato gli animali. Vennero sacrificati 100 dromedari, numero iperbolico, al posto del padre di Maometto.
Nel 570, nascita di Muḥammad, ci fu una spedizione dall’Arabia Felix, voluta dal sovrano yemenita Abraha per distruggere la Mecca. Nella battaglia venne usato un elefante, scioccante per le popolazioni della penisola araba centrale che non ne avevano mai visto uno. Quell’anno venne battezzato “anno dell’elefante”.
Il nome Muḥammad, che significa grandemente lodato, venne scelto dal nonno paterno.
Leggende legate ai miracoli di Maometto
- Il padre di Maometto era un uomo molto bello. Qutayla gli chiese di sposare lei al posto di Amīna, madre di M., dicendogli “se mi sposi avrai in cambio tutti i dromedari che sono stati sacrificati al tuo posto.” Tuttavia, egli si sposò con Amīna. Dopo il matrimonio Qutayla gli disse “non sono più interessata a te, la luce che ho visto in te non c’è più.” La stessa Amīna, quando partorì, vide uscire dal proprio corpo una luce intensa che illuminava il paese fino ai castelli di Bosra, Siria. C’era quindi una luce che si trasmetteva dagli antenati a Muḥammad.
- Durante una carestia, quando la balia Halīma avvicinò Muḥammad al suo seno, lei riuscì di nuovo a produrre latte e anche le pecore ricominciarono ad avere latte in abbondanza.
- Mentre il piccolo Maometto giocava con un bambino, arrivarono due personaggi vestiti di bianco, angeli, che lo stesero a terra e gli aprirono il petto per togliere un grumo nero dal suo cuore e purificarlo. Il profeta disse in età avanzata: “gli uomini quando nascono vengono attaccati dal male che lascia una macchia nera sul cuore.” Muḥammad nacque quindi, diversamente da Gesù e da Maria, con il peccato originario, come tutti gli uomini.
- Sotto la guida dello zio Abū Tālib, Muḥammad viaggiava spesso con le carovane. Durante un viaggio arrivarono in un posto della Siria dove abitava un monaco eremita, Baḥīrā, convinto dell’arrivo di un profeta. La carovana su cui viaggiava M. era seguita da una nuvola che faceva ombra e ciò stupì l’eremita. Dopo un banchetto, il monaco chiamò Maometto e vide un segno tra le sue spalle, il sigillo dei profeti, il simbolo del futuro carisma profetico.
Vita di Maometto
Durante l’adolescenza Muḥammad accompagnava lo zio Abū Tālib durante i viaggi commerciali di lavoro. Successivamente, lo zio consigliò al giovane di lavorare per la ricca e colta vedova quarantenne Khadija bint Khuwaylid. La donna rimase colpita dalle sue capacità e si propose in sposa all’allora venticinquenne Maometto.
Ebbero sei figli:
- Zaynab.
- Ruqqaya.
- Umm Kulthūm.
- Fātima.
- Al Qāsim.
- ‘Abd Allāh.
I figli maschi morirono prima dei due anni di età. Tra le figlie solo Fātima sopravvisse al padre e andò in sposa al cugino del padre, ‘Ali.
Oltre a Khadija, Maometto ebbe altre tredici mogli. Si ricordano Sawda, ‘Ā’isha, Hafsa e Mariya. Solo Mariya la copta diede a Muḥammad un figlio, Ibrāhīm, il quale morì a 18 mesi.
Corano, 33:40: “Muḥammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l’inviato di Allāh e il sigillo dei Profeti.”
La rivelazione del Corano
Muḥammad si ritirava nella grotta di Hirā, sul Jabal al-nūr, monte della luce, per meditare. Una notte del 610, fu svegliato da una figura angelica, Jibrīl, che gli disse che lui era l’inviato di Dio. Un versetto del Corano ricorda questo momento.
Corano 96:1-5: “Leggi, in nome del tuo Signore, che ha creato l’uomo da un grumo di sangue! Leggi! Ché il tuo Signore è il Generosissimo. Colui che ha insegnato l’uso del calamo, ha insegnato all’uomo quello che non sapeva.”
Inizialmente Maometto credette di essere impazzito. Khadija fu la prima a credere nelle sue rivelazioni. Lei lo condusse da un suo parente, Waraqa ibn Nawfal, ḥānif dedito al culto preislamico puro. Egli confermò la visione di Muhammad e disse di Jibrīl: “Questo angelo è colui che è sceso sui profeti che ti hanno preceduto.”
Alcuni suoi discepoli che gli credettero furono ‘Ali ibn Abī Ṭālib e Abū Bakr al Ṣiddīq. I suoi collaboratori più fidati erano chiamati “dieci benedetti”, al ashara al mubashshara.
Zayd ibn Thābit fu lo scriba principale di Maometto.
‘Umar ibn al-Khaṭṭāb era inizialmente un oppositore che non credeva alle rivelazioni di Muḥammad. Durante una lettura del Corano, rimase commosso dalla recitazione. Ebbe una metanoia, conversione interna, rimanendo folgorato e si convertì all’Islam.
Nella Sunna, sono presenti gli ḥadīth, detti del profeta. Esistono anche gli ḥadīth qudsī, santi, che non appartengono al Corano. In questi ḥadīth vengono narrate le rivelazioni divine di Muhammad.
Dopo l’inizio delle predicazioni di Maometto, iniziarono le persecuzioni dei musulmani alla Mecca. Dissero a M. che se avesse abbandonato la sua missione gli avrebbero dato in cambio una sposa, un lavoro ben retribuito e soldi. Ma lui rifiutò dicendo “se anche mi dessero il sole nella mano destra e la luna nella sinistra, chiedendomi di abbandonare la mia missione, io non la abbandonerei.”
Sura 92 --- Al layl, la notte, legata alla distribuzione della ricchezza. Muḥammad si schiera contro gli avari e dalla parte dei generosi che saranno felici.
Nel 619 d.C., l’anno della tristezza, muoiono Khadija, moglie del profeta, e Abū Ṭālib, zio. Iniziò un boicottaggio portato avanti da Abu Jahl, facoltoso commerciante, nei confronti del clan di Maometto. Lo zio, capo dei Banū Hāshim, viene sostituito alla sua morte da Abū Lahab, nemico di M. Costui maltratta Muḥammad. Un giorno, la sposa di Abū Lahab, mise sulla strada dove passava il profeta dei rovi e dei rami con le spine, in modo che si pungesse.
Nella sura 92, Al Masad, la fibra di palma, M. condanna questo episodio.
“In nome di Dio, il Compassionevole, il Misericordioso.
- Periscano le mani di Abu Lahab e che lui stesso perisca.
- A niente gli sono servite le sue ricchezze e quello che ha guadagnato.
- Brucerà in un fuoco fiammeggiante.
- E la sua donna che porta la legna.
- Al suo collo avrà una corda di fibre di palma.”
Muḥammad, per proteggere i suoi compagni musulmani, ne invia una parte in Etiopia e chiede la protezione del Negus cristiano, tra il 613 e il 615.
Il viaggio notturno
In una notte del 621 M. compie un viaggio ultraterreno, particolarmente significativo. Il viaggio era formato da due fasi: al isrā’, viaggio orizzontale, e al mir’āj, ascesa.
Viene trasportato dall’arcangelo Gabriele a bordo di una creatura alata, asino-mulo, dalla cavalcatura celeste: il Burāq. Muhammad viene accompagnato dal Tempio Santo al Tempio Remoto, dalla Ka’ba al tempio di Gerusalemme. Da l&igr
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