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LEZIONE 1

STORIA DELL’ECONOMIA E-N 2020/2021

La prima parte del corso ovvero anche del libro riguarderà la storia economica dell’Europa preindustriale da

un punto di vista statico, invece la seconda parte riguarderà una progressione cronologica di quello che è

avvenuto nell’Europa a livello economico, dall’anno mille al 18esimo secolo.

DOMANDA E OFFERTA

Ogni sistema economico può essere analizzato da 2 differenti punti di vista:

• Domanda da chi consuma

è

• Offerta da chi produce e vende

è

La DOMANDA è determinata dalla popolazione, quindi se non ci fosse la popolazione non ci sarebbero

bisogni umani e allora nemmeno la domanda.

A seconda dell’ammontare della popolazione si definisce l’estensione fisica del mercato e quindi i contorni

quantitativi della domanda; al giorno d’oggi effettuare ciò è più semplice ma difficile per l’antico regime

perché per quanto riguarda la demografia storica fino al 18esimo secolo i dati sono molto approssimativi

ma sono presenti maggiori informazioni sulle popolazioni urbane.

Fino al 18esimo secolo la popolazione europea rimase relativamente scarsa, poche città (considerate

metropoli) superavano i 100.000 abitanti ed anche altre città che superavano 50.000 abitanti erano

considerate metropoli.

Nel corso dell’epoca pre-industriale la popolazione aumentò relativamente poco perché il tasso di

mortalità rimase a lungo molto alto (e non perché il tasso di natalità fosse basso).

La DOMANDA si distingue tra BISOGNI e DESIDERI

I bisogni e i desideri alimentano la domanda e dipendono da una serie di fattori:

Ammontare della popolazione

v Struttura della popolazione per età, sesso e condizione economica (es: una popolazione fatta di

v giovani/anziani avrà una tipologia di domanda diversa)

Fattori geografici e fisici (es: un luogo ambientale dove prevale una temperatura fredda ci sarà

v domanda di combustibile/abiti caldi)

Fattori socio-culturali (la domanda non è determinata solo dai bisogni immediati, ma anche dai

v bisogni che sono determinati dalla mentalità, tradizioni, cultura di una specifica popolazione)

DOMANDA EFFETTIVA

Per far sì che i bisogni e i desideri si trasformino in domanda effettiva è necessario disporre di potere

d’acquisto quindi la domanda effettiva dipende da:

à

Livello di reddito corrente (= entrate giornaliere/mensili) e accumulato (ciò che ho risparmiato nel

§ tempo)

Distribuzione del reddito e della ricchezza: i consumi dei poveri sono ben diversi dai consumi dei

§ ricchi

Livello e andamento dei prezzi: più i prezzi sono elevati e più la domanda effettiva subirà una

§ contrazione viceversa più il livello e l’andamento dei prezzi sarà basso e più la domanda effettiva

subirà una espansione

REDDITO

Il reddito deriva dalla partecipazione al processo produttivo e tale partecipazione può avvenire mediante il

lavoro manuale o intellettuale, con l’assunzione di rischio (es: rischio l’impresa), erogazione di capitale

(interesse) e la disponibilità di risorse naturali. A seconda di come il mio reddito viene prodotto prenderà

nome di salario (derivante da lavoro dipendente, manuale o intellettuale), profitto (se si tratta di

assunzione di rischio d’impresa) e interesse (se si tratta di erogazione di capitali), rendite (se io abbia

disponibilità di risorse naturali di terre o immobili).

Salari, rendite, interessi e profitto sono redditi che forniscono potere d’acquisto ai percettori di

à reddito stessi, i quali possono così esprimere sul mercato sottoforma di domanda effettiva i propri

“bisogni e desideri”, in questo modo determinare la destinazione di quanto è stato prodotto e

influenzare la struttura futura.

SALARIO

Nei secoli passati, ma in buona parte anch’oggi, gran parte della popolazione viveva del proprio lavoro e

quindi percepiva un salario; in età pre-industriale il lavoro era soprattutto manuale e il salario era molto

basso quindi consentiva un tenore di vita molto basso talvolta ciò non permetteva di soddisfare le

necessità primarie legate alla sussistenza nella società pre-industriale prevaleva la povertà

à

Con un sistema salariale oggettivamente basso e che veniva percepito solo nel momento in cui si lavorava,

nell’Europa pre-industriale era presente un numero molto elevato di poveri, la distribuzione del reddito e

della ricchezza era fortemente sperequata.

A Firenze nel 1427 il 10% della popolazione disponeva quasi del 68% della ricchezza, mentre il 60% della

popolazione possedeva solo il 5% della ricchezza.

ESEMPIO 2:

L’Europa pre-industriale aveva una presenza massiccia di poveri e medicanti che andavano nelle grandi città

per svolgere lavori precari o chiedere l’elemosina. ê

IL CIRCUITO DELLA CARITA’

Molti lavoratori poveri non avevano un reddito sufficiente per sopravvivere, quindi non avendo la

possibilità di accumulare risparmio generalmente, questi lavoratori creavano reddito mediante la carità.

ALTRI MODI DI FORMAZIONE DEL REDDITO

Il reddito, formato con la partecipazione al processo produttivo può essere poi trasferito che può avvenire

in forma di:

Trasferimenti volontari: carità e donazioni (il ruolo della Chiesa, degli enti assistenziali, degli

Ø ospedali, le doti, il gioco d’azzardo)

Trasferimenti coatti (=non volontari ovvero quelli obbligatori): prelievo fiscale (pagare le tasse),

Ø saccheggio, bottino di guerra (risarcimento)

FORME DI SCAMBIO

DONO Elemosina, dote, lasciti testamentari

ð Usi consuetudinari (es: in determinati giorni dell’anno come nelle festività era uso consuetudine

ð fare omaggio ai poveri del vicinato di beni di varia natura)

RAPINA Guerra e saccheggio

ð Incertezza del diritto di proprietà

ð

MERCATO

Mercato locale e internazionali

ð Consuetudini che limitano mercato

ð La politica economica degli stati

ð

Lo spazio limitato del mercato: nel complesso, gli cambi di mercato non rappresentavano grandezze molto

maggiori rispetto ai trasferimenti unilaterali, volontari o coatti = vuol dire che in quest’epoca gli scambi che

avvenivano nel mercato era solo una parte degli scambi che avvenivano nella realtà, gran parte degli

scambi avvenivano sottoforma di scambio volontario e coatto.

LA REDISTRIBUZIONE

I trasferimenti di reddito o ricchezza, volontari o coatti, significano redistribuzione e le forme di

redistribuzioni andavano in diverse forme:

• Ricchi Chiesa

à

• Chiesa poveri

à

• Contribuenti Stato

à

Parte delle donazioni dei ricchi alla Chiesa non venivano reintrodotte nei circuiti della carità ed è così che

aumentava la concentrazione della ricchezza nelle mani della Chiesa.

RUOLO DELLA CHIESA

Nell’Europa pre-industriale la Chiesa aveva un fondamentale ruolo come ente economico ne è

à

esempio l’Inghilterra che nel 1530 aveva il reddito dei monasteri quasi il doppio del reddito della Corona.

Il reddito della Chiesa deriva in parte dell’amministrazione al suo patrimonio e in parte da continui

trasferimenti di ricchezza a suo favore, il grosso patrimonio ecclesiastico si formò tra il VIII e il XI secolo.

TIPOLOGIE DI DOMANDA

Domanda di beni di consumo

¯ Domanda di servizi

¯ Domanda di beni capitali

¯ Domanda interna privata

¯ Domanda interna pubblica

¯ Domanda estera

¯

DOMANDA PRIVATA

Domanda interna privata di beni e servizi

La legge di Engel: più basso è il reddito maggiore è la quota di esso assorbita dalla sussistenza.

ð

Per esempio nel 1950 la spesa per l’alimentazione incideva per il 22% del budget per i consumi in U.S.A, per

il 31% in G.B e per il 46% in Italia.

In età pre-industriale questa quota si aggirava attorno al 70 - 80%.

In tempi di carestie/epidemie, il reddito della popolazione povera non bastava nemmeno a garantire la

sopravvivenza perché in questi tempi il prezzo dei generi alimentari aumentavano.

Invece dall’altra parte c’era chi poteva permettersi ogni genere di lusso consumi ostentati, che

à

porteranno nel 13esimo secolo alla nascita delle LEGGI SUNTUARIE che hanno lo scopo di limitare il

consumo legato all'ostentazione del lusso.

DOMANDA E RISPARMIO

Non tutto il reddito dei più ricchi andava in consumo, una parte poteva influire nel risparmio che dipendeva

da fattori psicologici e socio-culturali, livello e distribuzione del reddito.

DAL RISPARMIO ALL’INVESTIMENTO

è

Ammesso che si potessero accumulare risparmi rilevanti, non necessariamente essi alimentavano

l’investimento: condizione questa necessaria affinché il ciclo economico si riproducesse.

Questo passaggio era negativamente condizionato dallo scarso sviluppo di istituzioni creditizie (chi aveva

risparmi non poteva depositarli presso questi istituti che a loro volta trasformavano questo risparmio in

investimento) e dalla forte tendenza alla tesaurizzazione della moneta.

Questo fa sì che la società pre-industriale avesse una scarsa disponibilità di risorse per

ð

l’investimento: quella piccola parte della popolazione che risparmiava finiva per tesoreggiarlo

mettendo le monete nelle diverse parte della casa

DOMANDA PUBBLICA

In quest’epoca pre-industriale vi era presente una difficile distinzione tra patrimonio del signore e

patrimonio pubblico perché quello che era del signore era dello Stato. La domanda pubblica dipende da:

Reddito del potere pubblico

v Bisogni e desideri da esso espressi

v Andamento dei prezzi

v

REDDITO DEL POTERE

Esso è determinato da:

Prelievo fiscale: prevalenza della tassazione indiretta su quella diretta

à Debito pubblico: invenzione delle città italiane nel Medioevo a partire dal 200/300 a Firenze,

à ovvero erogazione di titoli di Stato in cambio di interessi

Sfruttamento del patrimonio pubblico (es: case/terreni pubblici che vengono dati in affitto)

à Signoraggio ossia diritti di monetazione

à

SPESE DEL POTERE PUBBLICO

Guerra e difesa: eserciti, fortificazioni, equipaggiamenti, guerre

§ Amministrazione: polizia, giustizia, sanità, assistenza, istruzione, burocrazia

§ Vita di corte

§ Festività e cerimonie

§

DOMANDA DELLA CHIESA

Patrimoni e redditi che si sono massicciamente incrementati nel corso del tempo.

Spese che spaziavano dalla beneficienza alla costruzione delle chiese alla gestione della corte papale.

LEZIONE 2

Fattori produttivi

PRODUTTIVITÀ E PRODUZIONE

Per descrivere il processo produttivo si ricorre ai termini di:

• Input sono i fattori produttivi

ð

• Output è la produzione

ð

I fattori produttivi ovvero l’INPUT sono:

TERRA: genera rendita e nell’epoca pre-industriale gran parte della terra era nelle mani

v dell’aristocrazia (= proprietari terrieri, clero)

CAPITALE: genera interesse e profitto ed era gestito dal ceto medio ovvero i mercanti, dalla

v borghesia capitalista

LAVORO: genera salario e gran parte della popolazione svolgeva ciò.

v

L’ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA IN ETÀ PRE-INDUTRIALE

Vi è una differenza di organizzazione tra economie pre-industriali ed economie industriali, perché per

quanto riguarda il lavoro manuale la fabbrica non esisteva, ma esistevano prevalentemente “botteghe

artigiane” dove lavoravano i cosiddetti “operai” mentre il mercante corrispondeva più o meno a quello che

noi oggi chiameremmo imprenditore. La figura predominante dal punto di vista quantitativo era

è

l’artigiano.

POPOLAZIONE E LAVORO

Composizione della popolazione in rapporto al lavoro e al consumo:

a) Popolazione attiva: coloro che producono e consumano

b) Popolazione dipendente: coloro che consumano solo

ê

Queste 2 tipologie di popolazione sono collegate tra loro perché vi è un rapporto di stretta

dipendenza

Nelle società industriali si tende a considerare attiva tutta la popolazione tra i 16 e i 65 anni e popolazione

dipendente tutto il resto; le organizzazioni produttive in epoca industriale (al giorno d’oggi) permette di

mantenere pensionati studenti, casalinghi, ciò non era possibile in epoca pre-industriale.

La differenza maggiore tra società pre-industriale e società industriale stava nella composizione della

popolazione dipendente: mentre nella società industriale i giovani di età 0-14 rappresentano il 70%, nella

società pre-industriale rappresentavano quasi il 90%. ê

- Nelle società industriali la dipendenza si è molto spostata verso le classi degli anziani

- In epoca pre-industriale gran parte della popolazione dipendente era in età 0-14 anni

POPOLAZIONE ATTIVA E SETTORI ECONOMICI

Settore primario: attività agricola, forestali, pesca, attività minerarie

¯ Settore secondario: attività manifatturiere (maggiormente di tipo artigianale)

¯ Settore terziario: trasporti, banche, assicurazioni, commercio e distribuzione, insegnamento,

¯ professioni e servizi domestici.

Fino al 18esimo secolo (1700), una quota compresa tra il 65% e il 90% della popolazione attiva era

impegnata nel settore primario a causa della bassa produttività dell’agricolture, mentre nelle aree urbane

era maggiore la presenza di addetti al settore secondario e terziario.

MANIFATTURA (SETTORE SECONDARIO)

Per quanto riguarda il settore secondario, l’alimentazione, tessile-abbigliamento e costruzioni

erano gli ambiti più rilevanti a questi si indirizzava gran parte della domanda

à

L’importanza relativa di questi 3 settori riflette la forte sperequazione nella distribuzione del reddito e il

fatto che la stragrande maggioranza della popolazione disponeva di reddito molto esigui.

SERVIZI (SETTORE TERZIARIO)

I servizi erano molto ampi: il principale era il servizio domestico; anche in questo caso, l’ineguale

distribuzione del reddito e della ricchezza giocava un ruolo rilevante.

La disparità tra la ricchezza di pochi e il basso livello medio dei salari incentivava la domanda di

œ servizi da parte dei ricchi.

Oltre ai servizi domestici, il settore terziario comprendeva servizi legali, sanitari, religiosi, divertimento e

tempo libero medici, avvocati e notai rappresentavano le professioni più rispettabili.

à

LAVORO SPECIALIZZATO E CAPITALE UMANO

Nelle manifatture era essenziale l’esistenza di lavoratori specializzati. La formazione del capitale umano

era affidata ai sistemi corporativi che istruivano i giovani come l’apprendistato.

ê

Nel settore dei servizi professionali, legali e sanitari, l’apprendistato aveva pure una notevole importanza,

ma nel corso del tempo acquistò peso crescente la formazione universitaria. Le prime università erano delle

corporazioni fatte da docenti e da studenti e il docente era come l’artigiano della bottega e gli studenti

erano gli apprendisti. Questo patto corporativo prenderà forma di università. Il monopolio dell’università

diventerà sempre più definito CAPITALE

IL CAPITALE FISICO

• Capitale umano (=lavoro) e capitale finanziario (=liquidità)

• Capitale fisico: beni economici reali impiegati nel processo produttivo si tratta di capitale

è

riproducibile in quanto distinto dalle risorse naturali

• Capitale fisso: quei beni che possono essere impiegati ripetutamente

• Capitale circolante: è dato dalle scorte, materie che servono per realizzare prodotto finito (materia

prime o semi lavorati)

IL CAPITALE FISSO

Diventa determinante soprattutto dalla rivoluzione industriale in poi.

Ø

Esempi di capitale fisso sono mulini, attrezzi agricoli, fucine, telai verticali di poco valore, forni, bestiame dal

lavoro e trasporto, imbarcazioni, carri.

La produzione manifatturiera faceva leva su una scarsa dotazione di capitale fisso. Per esempio i macchinari

a disposizione erano limitati. ê

Quindi l’evoluzione tecnologica ebbe un impatto decisivo sull’evoluzione del capitale fisso.

Considerando i diversi settori dell’economia pre-industriale e includendo anche il settore pubblico e la

Chiesa, la quota più ampia di capitale fosso era assorbita dalle costruzioni (case o cascine, castelli, chiese,

muraglie).

CAPITALE CIRCOLANTE

Il capitale circolante è costituito in massima parte dalle scorte:

a) di materie prime

b) di semilavorati

c) di prodotti finiti

Le scorte erano fondamentali in età preindustriale perché:

i raccolti erano sempre incerti per quanto riguarda gli alimenti

û i trasporti erano poco sicuri e lenti

û costosi

û

Le scorte alimentari necessarie per l’alimentazione (=consumo), ma anche per la semina (=beni capitali).

RISORSE NATURALI

Terzo fattore di produzione che comprende, oltre alla terra, altre risorse quali giacimenti di petrolio,

miniere di carbone, miniere di argento e ferro, fonti o corsi d’acqua (in base a come uso l’acqua è di

consumo o di capitale se ad esempio la uso per bere o per fare attività produttiva) in sostanza sono

è

risorse naturali tutto quello che si trova nel soprassuolo o nel sottosuolo.

ê

Si tratta delle cosiddette risorse non riproducibili che sono soggetto ad esaurimento (quello del sottosuolo)

mentre quelle del soprassuolo sono risorse naturali riproducibili con tempi di produzione lunghi.

Nell’Europa pre-industriale la risorsa naturale per eccellenza era la terra. Fin quasi al secolo scorso ovvero

l’inizio del 900, la terra è rimasta il fattore dominante del quale dipendeva la possibilità stes

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Jasskaur17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Onger Sergio.
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