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Storia dei trattati

È prevalente l’aspetto giuridico dello studio del procedimento mediante il quale furono elaborate le norme contenute nei trattati e delle disposizioni convenute nei trattati stessi. Trattato: Strumento mediante il quale gli Stati dirimono i loro contrasti e disciplinano i loro rapporti. Nel testo, gli Stati sono tradizionalmente indicati con il termine Alte parti contraenti. La formazione dei trattati internazionali è regolata dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, redatta dalla Commissione ONU per la codificazione del diritto internazionale, firmata nel 1969 ed entrata in vigore nel 1980.

Procedimento per la redazione del trattato

  • Negoziazione: I plenipotenziari predispongono il testo e lo sottoscrivono in forma non vincolante per gli Stati.
  • Firma: Il negoziato si chiude con l’apposizione della firma da parte dei plenipotenziari; il testo è autenticato e può essere modificato solo con un nuovo negoziato. La firma non ha valore vincolante.
  • Ratifica: Lo Stato si impegna a osservare il trattato con la ratifica disciplinata dalle costituzioni di ciascun Stato.
  • Scambio delle ratifiche: Il trattato entra in vigore dopo lo scambio delle ratifiche tra gli Stati firmatari o il deposito delle ratifiche presso uno Stato che funge da segretario o il Segretariato delle NU.

Composizione

  • Preambolo: Indica lo scopo.
  • Designazione dei plenipotenziari e loro credenziali.
  • Testo.

La durata: periodo di validità.

  • Parafatura, siglatura: Quando intercorre del tempo tra la conclusione di un negoziato e la firma del trattato, i plenipotenziari appongono il loro sigillo (parafa) e le loro iniziali (sigle) a garanzia dell’inalterabilità del testo (ne varietur).
  • Deposito del testo originale: Nelle clausole è precisato il luogo di deposito del testo originale.

Principio dell’equilibrio

Regola i rapporti fra le grandi potenze. Ci sono paesi che declinano come grandi potenze, altre che emergono come grandi potenze. Quando una potenza ritiene di essere abbastanza forte per dichiarare guerra, vi è come conseguenza la convergenza dei minacciati contro il potere egemonico. I trattati di pace sono sempre stati trattati di compromesso tra vincitori e vinti per creare equilibrio (comunque sempre instabile e precario).

Sistema internazionale

È un insieme di stati che intrattengono relazioni reciproche e regolari e il cui comportamento ha influenza sulle scelte degli altri creando una rete di interrelazioni. Un sistema può essere:

  • Unipolare: Usa dopo la Guerra Fredda.
  • Bipolare: Guerra fredda con USA e URSS.
  • Multipolare: Cooperativo, competitivo o conflittuale.
  • Apolare: Presenza di molteplici attori, anche non statali, che esercitano vari tipi di potere. Potenze regionali (Brasile, Egitto), organizzazioni globali, organizzazioni regionali (Mercosur, EU), partiti armati (Ezbollah), multinazionali, cartelli della droga, grandi città (Shanghai, New York), organi di stampa (Cnn, Al Jazeera), istituzioni e movimenti religiosi, organizzazioni terroristiche.

Stati insulari

È concetto geopolitico. Può essere isola ma non è necessariamente un’isola. È uno stato che non ha minaccia pressante presso i propri confini (paesi confinanti non sono minaccia o vi è blocco naturale): Inghilterra, difesa naturalmente dal mare, dal 1689 è vietato avere esercito permanente senza consenso del Parlamento perché non vi è necessità. Non si sviluppa l’esercito ma si sviluppa la Marina. Questo dà la possibilità di decentrare il potere. Stati Uniti fino alla 2GM confinante con due oceani e due stati non minacciosi (Messico e Canada). In questi stati la politica estera è meno aggressiva.

Stati continentali

Vi sono confini terrestri con pressione militare. Politica estera più aggressiva. Con molta pressione ai confini, la politica interna è direzionata verso l'accentramento e un forte esercito. Più facile che si sviluppi sindrome dell’accerchiamento (es/militarismo prussiano).

Questa divisione tra stati continentali e insulari non vale più così tanto per via dell’avanzamento tecnologico (razzi a lunga gittata e armi che valicano e oltrepassano il concetto fisico di confine).

Attori e fattori nelle relazioni internazionali

Attori: Coloro che agiscono nel campo delle relazioni internazionali (individui, enti, gruppi, organizzazioni). Uno degli attori più importanti (e per secoli quasi esclusivo) è lo Stato, oggi affiancato da altri soggetti anche non statali che influenzano le relazioni internazionali (organizzazioni internazionali, ONG, imprese multinazionali, lobby, organizzazioni terroristiche, organizzazioni criminali, opinione pubblica, media, movimenti religiosi, gruppi armati ecc.).

Fattori: Elementi di varia natura che influiscono sull’andamento delle relazioni internazionali (geografia e territorio, popolazione e curva demografica, sistema economico, strutture politiche e sociali, ideologia, potenza militare, ambiente, sviluppo scientifico e tecnologico ecc.).

Ragion di stato e anarchia internazionale

Ragion di stato: Sicurezza e stabilità dello Stato sono obiettivi prioritari cui va subordinata ogni altra considerazione di natura etica, religiosa, politica, economica o giuridica.

Anarchia internazionale: Relazioni interne allo Stato sono soggette alla sovranità statale, ed è escluso il ricorso alla violenza monopolizzata dallo Stato. Le relazioni esterne fra Stati riguardano i rapporti fra enti sovrani che si svolgono “all’ombra della guerra” (Aron). La politica internazionale è lotta per il potere, politica di potenza.

Sistema internazionale e multipolarismo

Sistema internazionale: Insieme costituito da unità politiche che intrattengono relazioni reciproche regolari e in cui il comportamento di ciascuna influenza le scelte degli altri creando una rete di interrelazioni.

  • Multipolarismo cooperativo: sistema omogeneo, valori condivisi, concerto delle potenze che impongono regole comuni.
  • Competitivo: equilibrio di potere.
  • Conflittuale: rottura dell’equilibrio.

Sistema apolare: Presenza di molteplici attori, anche non statali, che esercitano vari tipi di potere: grandi potenze, potenze regionali, organizzazioni globali, organizzazioni regionali, organizzazioni funzionali, partiti armati, Stati-Regione, grandi città, multinazionali, organi di stampa globali, istituzioni e movimenti religiosi, organizzazioni terroristiche, cartelli della droga, ONG.

Sfera d'influenza e stati satellite

Sfera d’influenza: Una grande potenza tende ad assicurarsi al di là dei propri confini un’area più ampia possibile dove esercitare un’influenza esclusiva militare, politica, economica.

Stato satellite: Paese formalmente sovrano, in realtà dominato da una grande potenza egemonica con scarsa indipendenza politica, militare, economica.

Stato cuscinetto: Paese posto tra due grandi potenze rivali per cercare di evitare un conflitto tra queste. Gli stati cuscinetto, quando sono indipendenti, perseguono una politica di neutralismo, che li distingue dagli stati satelliti (Afghanistan tra Russia e India britannica, Belgio tra Francia e Germania).

Stato neutralizzato (neutralizzazione): Accordo fra più Stati per cui uno si impegna a restare neutrale in ogni conflitto e gli altri a rispettare o garantire la sua neutralità (Svizzera dal congresso di Vienna, Austria dal 1955). La neutralizzazione può comportare obblighi (limitazione delle forze armate) o riguardare una parte del territorio (il trattato di Versailles impose alla Germania la smilitarizzazione - fascia territoriale in cui è vietata la presenza militare - della riva destra del Reno per una profondità di 50 km).

Diplomazia

Diplomazia: Strumento politico, impiegato in genere insieme ad altri mezzi economici o militari, per permettere a un attore internazionale di raggiungere i suoi obiettivi. Gli attori internazionali cercano attraverso il negoziato di risolvere i conflitti senza il ricorso alla guerra. Tre elementi:

  • Rappresentatività: Del sovrano, dello Stato.
  • Esecuzione: Negoziare secondo le direttive impartite al diplomatico dal sovrano o dal governo.
  • Informativa: Il diplomatico informa il proprio governo che deve determinare la politica estera.

Secondo l’ambiente storico-politico si distingue:

  • Diplomazia classica: La politica di gabinetto si sostituisce a quella del sovrano e realizza il sistema di equilibrio.
  • Diplomazia liberaldemocratica: Dopo la rivoluzione francese, con le monarchie costituzionali e i regimi parlamentari, la diplomazia esce dal segreto dei gabinetti e tiene conto del parlamento e, col diffondersi del giornalismo e dei mezzi di comunicazione di massa, dell’opinione pubblica. I 14 punti di Wilson aprono la fase della diplomazia democratica o popolare: open diplomacy.

Stato moderno

Per secoli è stato protagonista esclusivo della politica internazionale. Lo stato moderno è (Bobbio) l’organizzazione della vita collettiva di un gruppo sociale (popolo) stanziato su un determinato territorio la cui caratteristica principale è il monopolio del potere coattivo (sovranità). Lo stato è il mezzo, non il fine, attraverso il quale si organizzano i rapporti fra i cittadini. Lo Stato si prende cura del benessere e della sicurezza dei cittadini. Solo lo stato può usare legittimamente la forza per imporre i suoi comandi, nessun cittadino è autorizzato a fare lo stesso. Stato moderno nasce quando questo non riconosce più autorità di Chiesa e Impero (autonomizzazione da sopra) e accentra tutto il potere a se stesso dai feudi (accentramento dal basso). Lo Stato moderno accentra l’uso della forza. L’oltraggio di Anagni (schiaffo di Anagni): 1300 rappresentante del Re di Francia si presenta dal papa Bonifacio VIII e lo “schiaffeggia”: Evento che ha il significato di totale distacco del potere del sovrano rispetto al Papato, non c’è più riconoscimento e “sottomissione”. Quindi vi è rivendicazione da parte dello stato moderno dall’alto (da Impero e Chiesa) e rivendicazione dal basso accentrando il potere nelle proprie mani dai vari minuscoli feudi.

Si dice che uno stato è sovrano quando questo non riconosce nessuna autorità al di sopra di se che ne limiti la sovranità. È stato che fonda tutti gli altri poteri (comune, regioni, province…). Art.2 statuto Nazioni Unite: “Ogni stato è giuridicamente sovrano” -> San Marino vale come la Cina (poi ovviamente economicamente… pesa di più uno che l’altro).

Periodizzazione

  • 1494: Crollo del sistema degli stati italiani e nascita del sistema europeo degli stati che durerà fino alla 2GM.
  • 1521-1659: Tentativi egemonici asburgici. Paesi Bassi, grande potenza che emerge in questo periodo: Amsterdam centro del mondo, ma non ha potenza militare.
  • 1661-1815: Tentativi egemonici francesi. Ascesa dell’Inghilterra (con Elisabetta I grande potenza marittima; Londra diventa centro del mondo al posto di Amsterdam. Amsterdam non diventa più povera, anzi, è più ricca nel 1700 che nel 1600 ma emergono altre potenze che la soppiantano senza per toglierle ricchezza: perde potenza ma non ricchezza) di Prussia, Austria e Russia che diventano grandi potenze grazie a processi di modernizzazione opposti a quelli di Paesi Bassi e Inghilterra (in questi è dal basso: c’è la crescita della borghesia contro lo stato assoluto, mentre in Prussia Austria e Russia la borghesia non c’è, la società è ferma al Medioevo ma vi è comunque la necessità di modernizzazione e quindi è il caso della modernizzazione dall’alto da parte del sovrano dato che manca la borghesia e quando questa si formerà non avrà poteri politici.
  • Nel ‘700 c’è la più grande espansione araba mussulmana che creò un’enorme civiltà.
  • 1815-1914: Pace dei cent’anni. Egemonia britannica mercantile (“officina del mondo”).
  • 1914-1945: Tentativi egemonici tedeschi. Crollo del sistema europeo degli stati (necessario intervento USA nella 1GM. Poi tornano in modalità isolazionista).
  • 1945-1991: Sistema mondiale bipolare: equilibrio del terrore.
  • Post 1991: Ricerca di un nuovo ordine internazionale: anarchia internazionale.

Rotte commerciali europee nel tardo Medioevo

  • Venezia principale attrice.
  • Asia via terra e via mare: importante per le spezie che servivano per conservare i cibi e per i farmaci. Spezie percorrevano la via della seta arrivando alla Penisola Arabica o al Mar Nero. Arrivate a Venezia, venivano distribuite in tutta Europa.

Cinque grandi potenze italiane

  • Venezia
  • Ducato di Milano
  • Firenze
  • Stato della Chiesa
  • Regno di Napoli

Si combattevano fra di loro per l’egemonia della penisola fino alla pace di Lodi (1454): equilibrio tra le potenze italiane; equilibrio garantito da Lorenzo De Medici che tesse una rete di ambasciate temporanee in tutte le potenze. Equilibrio crolla con l’arrivo di Carlo VIII (francese) che arriva nel sud Italia (dove c’erano gli Angioini di cui si sente l’erede) per spezzare il monopolio veneziano andando lui a prendere le spezie in Asia. Nel sud d’Italia però, non ci sono più gli Angioini, ma gli Aragonesi (Spagnoli): scoppia così la guerra tra Francia e Spagna per il dominio sull’Italia. Tutti gli stati cercano di farsi amico Carlo VIII così da non essere distrutti, infatti arriverà a Napoli senza combattere, in un clima di assoluta non conflittualità che denota l’estrema ricchezza dell’Italia e la sua inesistente protezione.

Sistema europeo di stati

  • Regno di Francia: C’è processo di unificazione portato avanti dai re della Francia centrale a spese dei feudatari che si opporranno all’assolutismo dei monarchi fino alla rivoluzione francese.
  • Spagna: Unificazione territoriale da parte della penisola Iberica, processo che avviene tramite la riconquista e tramite il matrimonio (Ferdinando di Aragona e Isabella di Castilla).
  • Inghilterra: Finita la guerra dei 100’anni non cercherà possedimenti sul continente europeo, ma cercherà e riuscirà ad espandere la Marina conquistando i mari e costruendosi uno dei più grandi imperi coloniali. A metà 1400 inizia la guerra delle due Rose: York contro Lancaster. Si concluderà con un matrimonio e si affaccerà una nuova dinastia rivoluzionaria: i Tudor, ideatori e iniziatori dello stato moderno.

Europa nell’età moderna

I secoli XV-XVI sono caratterizzati da due fattori di lungo periodo, destinati a segnare la storia europea nei secoli successivi:

  1. Espansione europea nel mondo ad opera delle monarchie territoriali della costa atlantica.
    • Spagna arriva ad Oriente passando da occidente (Colombo).
    • Portogallo va ad Oriente passando dal fondo dell’Africa (Vasco da Gama).
  2. Trattato di Tordesillas: Rischio di guerra tra le potenze cattoliche di Spagna e Portogallo per la conquista di nuovi territori. Interviene Alessandro VI spartendo il mondo tra Spagna e Portogallo. Si sviluppa lo spirito capitalistico: calcolo razionale costi/benefici che prende il posto delle considerazioni religiose diffuse nel Medioevo. Vi è riforma protestante nel 1517 (95 tesi di Lutero).

Nuove correnti del traffico internazionale: dal Mediterraneo il focus commerciale passa all’Oceano Atlantico, facendo iniziare la marginalizzazione del Mediterraneo e dell’Italia. Questo focus viene accentuato anche dallo sviluppo demografico dell’Europa che fa accrescere la richiesta di molti beni.

  1. Colonialismo di sfruttamento (spezie, oro e argento)

Conflitto fra le potenze europee per la supremazia sul vecchio continente. Si afferma il concetto di suprematismo europeo rispetto al resto del mondo: europei “civilizzati” rispetto ai “selvaggi” americani. La frammentazione europea, che sembrava essere il punto debole del continente, si rivela un punto a favore: c’è competizione per sopravvivere come regno: antagonismo competitivo, se vuoi essere forte, devi migliorare e innovare, stimola la competizione.

Rivoluzioni fine ‘400 inizio ‘500

  • Militare: Prima l’esercito era pagato dal nobile per il quale combatteva e le fortezze erano i castelli. L’esercito diventa permanente, è esercito mercenario che va pagato (se no cambia “capo”), non c’è idea di fedeltà nazionale, al massimo fedeltà dinastica. Viene inventata l’artiglieria e un nuovo tipo di fortificazione: le mura penta stellate con i bastioni.
  • Capitalistica: Nasce nuovo ceto sociale, la borghesia (ceto rivoluzionario all’epoca). Accanto ad essi, nuovi gruppi sociali legati alle nuove attività economiche, come finanzieri e imprenditori.
  • Della stampa: Gutenberg. Nascita dei giornali e quindi della censura.
  • Scientifica: Copernico, Galileo e Macchiavelli.

Grazie a queste innovazioni, l’Europa sopravanza sul resto del mondo; gli europei conquistano, nasce il ceto del conquistatore.

Principali centri di potere mondiale nei secoli XV-XVI

  • Europa Occ.: Manca autorità centrale e uniformizzante.
  • Impero Ottomano: Fortemente centralizzato, autorità del sultano fortissima. Spinte all’innovazione represse.
  • Moscovia: Nel ‘400 serie di Zar danno slancio all’espansione (la futura Russia di Pietro il Grande). La nobiltà controlla lo stato.
  • Persia: Impero antichissimo, ma chiuso in se stesso.
  • Impero Moghul: (attuale India+Pakistan). Impero ricchissimo, ma nessuna spinta innovativa.
  • Cina: Grande flotta che arriva nel Mar Rosso; Le verranno imposti i “trattati ineguali”. Non reagendo all’apertura, verrà divisa tra le potenze Occidentali.
  • Giappone: 1600 chiusura di stampo conservatore: chiusi tutti i porti e cacciati tutti gli stranieri.

Tentativi egemonici degli Asburgo 1512-1659

Gli Asburgo tentano di egemonizzare l’Europa tramite tre tentativi:

  1. Carlo V d’Asburgo 1519-1556: Eredita dai nonni materni la corona di Castiglia e la corona d’Aragona e dal nonno Massimiliano d’Asburgo: Borgogna, Fiandre, Svizzera e Austria. Le sue direttrici di politica estera erano basate su:
    • Egemoni del potere imperiale, asservimento dell’Italia. La sua idea era di trasformare i suoi possedimenti in un impero centralizzato.
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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elisaellischiaravalli167 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Morelli Umberto.
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