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Storia delle relazioni internazionali

Parte introduttiva

Questa materia è importante, è una materia storica che ha delle asperità per quanto riguarda la parte mnemonica in alcune sue parti. Questa prima parte è metodologica e non sarà in esame ma è importante per capire la materia.

Pace di Westfalia

La storia delle relazioni internazionali è la storia della politica estera, è la storia dei rapporti della politica internazionale. Questa materia “nasce” da quando gli stati hanno cominciato a raccogliere le carte delle relazioni con altri stati e cioè dalla guerra dei 30 anni (conflitto tra impero asburgico e papato per il controllo di alcuni stati per imporre il proprio dominio in Europa), (1618-1648). Alla fine, si trova un compromesso con la pace di Westfalia e con i 2 trattati ha inizio la politica estera moderna e con essa la diplomazia.

Un concetto rivoluzionario che è presente nella pace è quello della libertà religiosa (non intesa come oggi) infatti si dice che chi ha il potere impone la sua religione allo stato ma si dice anche che non si possono più perseguitare i credenti di un’altra religione. Con questo ci si avvia alla tolleranza religiosa, nella pace si stabiliscono tutta una serie di regole per la diplomazia internazionale: i trattati sono scritti e in latino e nelle lingue dei paesi coinvolti (prima venivano scritti solo in latino), viene anche introdotto l’istituto di mediazione internazionale (nel caso specifico: Venezia con la famiglia Contarini e la Chiesa con il principe Fabio Chigi), questa è anche la prima vera conferenza internazionale, si ha anche il primo cursus honorum cioè le regole di convivenza gerarchica tra nazioni, si stabilisce chi ha il grado di importanza maggiore e minore, viene stabilita la sacralità della comunicazione diplomatica. Dal ‘700 si ha una politica estera quando si ha il corpo diplomatico permanente nelle nazioni.

Chi sono i protagonisti della politica estera?

Prima della Prima guerra mondiale si poteva dire che erano gli stati sovrani che erano riconosciuti tali dalla comunità internazionale. I requisiti di sovranità per uno stato sono: il territorio, la popolazione, una propria moneta e una forza militare. Dopo la situazione si fa più complicata. Dopo la Prima guerra mondiale si aggiungono le organizzazioni internazionali (esempio: la società delle nazioni) le quali offrono protagonisti alla vita politica e potere economico (esempio Giovanni Agnelli).

Soggetti di politica internazionale

Non si possono dimenticare le religioni, le Confessioni religiose non perché stati sovrani anche perché di stato sovrano riconosciuto ce n’era uno solo ed era quello della città del Vaticano. Chiaramente il califfato islamico, l'Isis ha avuto l’ambizione di rappresentare anche un potere temporale. Non si può dire se sia ancora esercitato il potere temporale in qualche zona. Ma ci sono stati dei momenti (4-5 anni fa) in cui il califfato islamico nelle zone tra Siria e Iran dove ha esercitato un potere temporale.

Ma non è il potere temporale a rendere importante una religione perché è un potere temporale modesto. Il potere della chiesa, quindi, non risiede nel contingente di militari svizzeri e nei suoi 700 abitanti ma nella forza del messaggio del Papa che è ascoltato da cattolici e no. Le religioni non sono solo quella cattolica e musulmana, c’è anche il Dalai Lama che è anche un soggetto di politica internazionale. Anche le criminalità organizzate sono soggette di politica internazionale.

Fonti primarie e secondarie

Per scrivere di una certa materia, perché come si tramanda la storia ma non solo la storia, anche la storia della politica estera, bisogna scriverci sopra. Ho bisogno che si scrive di un certo tema e allora quel tema è in qualche maniera studiato. Allora per studiare e scrivere di storia della politica estera ho bisogno delle fonti perché altrimenti se non abbiamo fonti dimostrabili concretamente e disponibili noi facciamo una traslazione nella categoria dei romanzi. Bisogna avere degli indicatori il più affidabili possibili che mi permettono di ricostruire una certa trama di determinati avvenimenti. Se io non ho queste fonti non posso fare storia.

Possiamo dividere in due le fonti, abbiamo quelle primarie e quelle secondarie, non è un giudizio di valore.

  • Primaria è la fonte che si utilizza così com’è stata prodotta dall’attore di politica internazionale che ci interessa. Deve essere nelle stesse esatte condizioni in cui è stata prodotta al momento e da quegli attori.
  • Secondaria è la fonte mediata, interpretata da qualcuno.

La maggior parte dei documenti è riservata e se vengono aperti lo sono dopo molti anni e lo storico deve aspettare un certo periodo di tempo per avere disponibili le fonti che gli interessano, il giornalista invece non ha tempo di aspettare e quindi media sull’oggi.

Le fonti primarie sono fondamentali ma non sono sufficienti perché quelle secondarie danno idea del clima del periodo che si sta studiando. Non esiste oggettività né nei giornali né nei documenti perché lì c’è quello che ci si è voluto mettere e come lo ci si è voluto mettere, l’oggettività non fa parte della natura umana. Nelle fonti primarie rientrano anche le carte, per esempio, dell’ONU se ha avuto un ruolo in quella situazione e l’ONU non è uno stato sovrano. I grandi gruppi industriali non sono obbligati a far vedere i documenti.

Tra le fonti primarie rientrano in primis gli stati ma non in esclusiva, gli stati hanno cominciato a raccogliere con un certo ordine le carte dalla fine del ‘600 all’inizio del ‘700 e quindi essenzialmente le carte cominciano ad esserci ma questo non vuol dire risolvere tutti i problemi perché bisogna catalogarle e dargli un certo ordine altrimenti diventa solo un mucchio di carte disordinate. Perché gli stati fanno vedere le carte agli interessati? Perché se si tratta di uno stato democratico ritiene un diritto dei cittadini e degli interessati che passato un certo tempo, detto tempo di sicurezza, cioè un tempo che non faccia danno agli interessi dello stato, di poter vedere queste carte.

Bisogna anche tenere presente che le carte sono brutte e possono creare imbarazzo, ovviamente quelle più brutte non vengono aperte. Dal grado di apertura delle carte si può misurare la democraticità dello stato. Chi apre le carte per primo sono gli Stati Uniti, 25 anni di norma, la maggioranza dei paesi dell’UE le aprono dopo 30 (Regno Unito, Francia, Germania, Austria), in Cina non si avrà molta fortuna, in Russia dipende da chi si ha di fronte, la chiesa è sempre stata prudente in questo, un esempio è rappresentato dal fatto che le carte visibili solo a studiosi referenziati riguardano il pontificato di Benedetto decimo quinto che muore nel 1922, questo fino a 10-15 anni fa, poi mano a mano si sono cominciate a vedere anche altre carte. Perché questo ritardo nell’apertura? Perché rendere pubblico qualcosa su cui si sta lavorando può essere molto pericoloso. Sono proprio i fogli di carta che si sono passati gli attori della politica e possono essere vari tra loro, sono calligrafici fino a fine ‘800 inizi ‘900, poi diventano scritti con la macchina da scrivere e poi oggigiorno con il computer. L'Italia apre i documenti in generale dopo 50 anni che per uno specifico motivo anche dopo 30 anni. Il fatto che i documenti si aprano dopo un certo tempo NON ha nulla a che vedere con la classifica di segretezza del documento stesso, perché è una classifica valida solo nel momento in cui il documento viene prodotto. Questa classifica indica il grado di circolazione del documento all’interno della stessa amministrazione che lo produce. Oltre a questa classifica ci sono dei documenti che non vengono mai aperti perché sono d’importanza strategica per il paese, un’altra motivazione per cui uno stato decide di protrarre l’apertura di un documento perché può provocare danni a delle persone fisiche ancora in vita, altri documenti possono anche essere aperti ma si decide di eliminare il nome delle persone coinvolte; se sono coinvolti dei privati cittadini l’Italia li tutela fino a 70 anni. Vengono secretati anche argomenti e scelte che possano destare danno d’immagine dello stato stesso, quei documenti che creano un’immagine deleteria del paese ma anche colpi di stato.

Prima gli stati facevano delle raccolte di documenti ma non bastava, ora c’è internet dove si trovano tante cose, non tutto e comunque si trova di più andando in archivio e si ha maggiore scelta sui contenuti da vedere. Gli archivi più aperti sono quelli inglesi.

NON bastano le fonti primarie perché non hanno un contesto.

Scientificità della ricostruzione storiografica

Nella ricostruzione storiografica non c’è l’oggettività perché questa non è una scienza esatta, avere delle visioni differenti è normale.

Elementi di condizionamento degli attori politici

Un elemento molto importante da considerare è la geografia e adesso c’è una potenza che è in grado di proiettarsi in tutto il mondo e sono gli Stati Uniti d’America.

  • La geografia limita l’influenza di un attore, lo stesso vale per il clima,
  • I fenomeni migratori che non sono governati e si dividono in migrazioni economiche, ambientali, legate alle guerre...
  • Le congiunture finanziarie ed economiche (un esempio è la crisi del 2008/2009, ma anche la crisi del 1929)
  • Le epidemie (esempio: la spagnola)
  • La demografia

Questi attori hanno ben poca libertà rispetto alle forze profonde che si modificano con difficoltà, non è impossibile ma non è semplice e quindi bisogna interagire con esse ma la forza vera ce l’hanno le forze profonde.

Storia delle relazioni internazionali - Parte in esame

Facciamo una fotografia delle dinamiche della politica internazionale in Europa nell’anno 1871, si sceglie il 1871 perché in quell’anno si trova già la Germania come stato nazionale e questo è dovuto al trattato di Francoforte crea la grande Germania (prima era “solo” una confederazione di stati e staterelli in gran misura autonomi e formalmente erano sotto la corona d’Asburgo), troviamo un’altra potenza europea consolidata che è l’Italia (marzo del ‘61 c’è l’unità ma mancava il Veneto e Roma) che è sufficientemente completa e questo vuol dire che nell’immaginario italiano si sente ancora la mancanza della fascia confinaria e quindi Trieste, Gorizia e Trento, bisogna però pensare che il resto d’Italia non fremeva per avere queste terre che erano sotto il dominio austriaco. Possiamo dire che quindi l’Europa ha essenzialmente assunto le dimensioni che troviamo fino alla Prima guerra mondiale.

Tensioni, interessi e problematiche della politica estera degli attori

Nel 1871 gli attori sono effettivamente stati sovrani:

  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda:
    1. La Gran Bretagna in quel momento sta conducendo una politica estera di splendido isolamento, questo si traduce in una politica imperiale, e vuol dire che NON accettano alcuna politica di alleanza con l’Europa e stanno solo attenti che l'Europa non cada sotto un’unica dominazione perché questo per loro sarebbe invivibile la sicurezza e l’economia delle isole, (la battaglia definitiva per far fuori Napoleone si combatte a Waterloo, il grande vincitore è il duca di Wellington); un’Europa tutta francese per gli inglesi sarebbe terribile. Basti pensare che poi 15 anni più tardi nasce il Belgio e il grande “sponsor” è l’Inghilterra e in più lo vogliono neutrale. Durante la Prima guerra mondiale i tedeschi per arrivare in Francia invadono il Belgio e qui la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania. La politica inglese è una politica di astensione dall'Europa fintantoché non viene controllata dalla Francia.
    2. Le possibili tensioni extraeuropee sono: 1) con la Francia per il controllo del continente africano e 2) con la Russia per i territori asiatici perché una parte dei territori è sotto il controllo russo e in più perché l’impero britannico ha il suo cuore nell’India perché nonostante le sue contraddizioni era molto apprezzata dagli inglesi e perché poteva sempre essere minacciata da sopra FISICAMENTE dall’impero russo.
  • Russia:
    1. È la più decadente delle potenze europee, è arretrata perché solo alla fine degli anni ‘60 (1800) abolisce la schiavitù, ruolo trasbordante della nobiltà mentre in Europa comincia a lasciare spazio alla borghesia imprenditoriale, la monarchia è distaccata dalla realtà sociale, è distaccata ma ha i numeri, può muovere milioni di uomini sotto le armi. La Russia è europea perché i suoi confini arrivano fino all’odierna Austria e Germania perché non c’è la Polonia. È scossa da possibili tensioni interne perché ci sono troppi popoli ma a livello internazionale è opposta all’Inghilterra per questioni asiatiche, con l’impero asburgico per ruolo degli imperi nell’area del Danubio, i Balcani sono in mano all'Austria ma la popolazione è slava e la Russia essendo slava si sente in dovere di proteggere quelle popolazioni e quindi si ha una naturale tensione con Vienna, la Russia ha plurisecolare tensione con l’impero ottomano per il controllo degli stretti del Bosforo e Dardanelli che limitano l’ingresso delle navi da guerra.
  • Impero Ottomano:
    1. È plurisecolare, i turchi si installano nel Medioriente, nel 1453 spazzano via l’Impero romano, Costantinopoli diventa la capitale dell’impero e dell’Islam, comincia opera di allargamento verso l’Europa (pensare che l’impero ottomano sia lontano dall’Europa, basta pensare a Palmanova per fermare gli ottomani), ha perso forza nei secoli perché non ha saputo ammodernarsi e si spegne con il procedere del tempo. In quel periodo quando un diplomatico francese voleva parlare a un collega tedesco dell’impero ottomano diceva o questione d’oriente (modo elegante) o uomo malato d’Europa. Essendo malato gravemente è ovvio che muoia ma bisogna vedere come e quando e soprattutto vedere come fare per l’eredità; chi lo vuole morto subito sono i russi per ottenere il controllo dei due stretti, l'Inghilterra invece lo vuole vivo a oltranza perché loro avendo il controllo del mediterraneo non vogliono i russi. L'impero cerca di perdere meno pezzi possibile per la strada, la prima grande batosta è stata Lepanto nel 1571 ma non è la fine, perché quella comincia a Vienna nel 1683, sotto le mura di Vienna quando la coalizione cristiana ferma gli ottomani che volevano calare in Italia.
  • Austria-Ungheria:
    1. Perché da 1877 quale grave sconfitta prussiana nella quale i prussiani buttano fuori gli austriaci e l'Italia si prende il veneto nonostante tutto. Grave conseguenza per l’impero è che gli ungheresi hanno definitivamente alzato la cresta e chiedono di non essere più una minoranza piuttosto autonoma dell’impero ma vogliono la parificazione della monarchia austriaca e ungherese riunite sotto la persona dell’imperatore d’Asburgo e quindi si ha un regno di Austria e di Ungheria non con un sovrano diverso ma con un governo diverso. Questo è grave perché una volta resi paritetici con gli austriaci diventeranno i più intransigenti difensori del loro status privilegiato. L'impero asburgico ha tensioni non più con la Germania perché con Bismark e la cacciata dei tedeschi cadono tutti i motivi di contesa ma restano possibili tensioni con l'Italia per le terre irredente che erano austriache, con la Russia perché si ritiene il grande patrono della Serbia che nell’800 diventa serbatoio dell’indipendenza slava e porterà alla Prima guerra mondiale.
  • Germania:
    1. È un grande stato unificato che arriva fino ad alcune parti dell’odierna Polonia e a ovest fino ai confini con la Francia, il Belgio e l’Olanda. È la più grande potenza militare terrestre, è evoluta dal punto di vista sociale e industriale, (esercito prussiano nel 1870 è andato dritto a Parigi). Si ritiene soddisfatta e ha come unico interesse evitare il revanchismo francese e Bismark cerca di mantenere una certa stabilità in Europa e ritiene che la guerra non serva in quel momento. La pace deriva dalla stabilità. La si può definire una posizione apicale di gestione della politica europea, tra 1870 e 1890 riesce a tenere stabile l'Europa. Per evitare il revanchismo bisogna isolare la Francia.
  • Italia:
    1. Nasce debole nel ‘60, c’è stata la guerra di stabilizzazione dei territori del Sud, aveva 2 grandi obiettivi di politica estera: Roma o Venezia? Le vittorie prussiane ci danno prima Venezia e Roma perché la Francia ha sempre messo il veto alla conquista di Roma. Conflitti: NESSUN conflitto con la Gran Bretagna perché nel mediterraneo sono più forti, POSSIBILE conflitto con la Francia perché sta per cominciare la spartizione dell’Africa e territori irredenti del Nord-est italiano, con l’annessione del Veneto il confine si sposta ma non si arriva ai territori irredenti, NESSUNA tensione con la Germania, la Russia è lontana, in quella fase non ci sono problemi con l’impero ottomano. Francia ha un obiettivo e cioè spezzare l’isolamento e far sì che un giorno riesca ad allearsi con qualcuno di abbastanza forte in modo da regolare.
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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisaMonroe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste o del prof Meyr Georg.
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