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Storia delle ideologie del Novecento - l’ideologia marxista

Appunti di Storia delle ideologie del Novecento con particolare attenzione ai seguenti argomenti: caratteri essenziali e principali Stati in cui l'ideologia marxista si è diffusa, il Capitale di Marx, l'analisi economica del capitalismo, da analisi economica a ideologia.

Esame di Storia delle ideologie del Novecento docente Prof. G. Berti

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principi del revisionismo e reputa possibile (e preferibile) la "via parlamentare" per raggiungere la società senza classi, dai

primi del Novecento, soprattutto attraverso Lenin ed esponenti bolscevichi del Partito socialdemocratico operaio russo, a

sinistra si affermano i gruppi del comunismo contemporaneo, decisi a respingere qualunque compromesso coi nuclei

borghesi e pronti a utilizzare il conflitto mondiale, per trasformarlo in una gigantesca guerra civile, con cui portare alla

vittoria il proletariato internazionale

Unione Sovietica

La teorica “dittatura del proletariato” si trasformò in Russia nella spietata dittatura di Stalin (1879-1953), che una

volta al potere, pianificò con vari piani quinquennali l’industrializzazione del Paese in senso socialista, non esitando a

liquidare tra il 1929 e il 1930 milioni di persone della classe sociale kulaki, contadini agiati che si opponevano alla

collettivizzazione della terra. Ogni resistenza alla realizzazione dei kolchoz fu piegata con arresti, deportazioni, fucilazioni,

nelle tristemente famose “purghe staliniane”.

Almeno fino alla II guerra mondiale, lo sforzo per il consolidamento del comunismo sovietico si accompagna alla

lotta contro il nazifascismo, che condiziona la strategia di ogni partito comunista, imponendogli la politica di alleanza coi

partiti socialisti e coi gruppi più avanzati della borghesia (i cosiddetti "fronti popolari"). Ma, dopo la fine del conflitto, col

processo di decolonizzazione nei Paesi afroasiatici e coi nuovi rapporti di equilibrio internazionale, l'Unione Sovietica, che

pure aveva contribuito massicciamente a portare al potere i partiti comunisti nell'Europa orient. (DDR, Polonia, Ungheria,

Cecoslovacchia), comincia a veder criticato e respinto il ruolo di Stato-guida; e la vittoria di Mao Tse-tung che proclama la

Repubblica Popolare Cinese (1949) serve di inizio a un "nuovo corso" nelle vicende del comunismo mondiale, che, dopo

il XX Congresso del Partito comunista sovietico e la famosa destalinizzazione (1956), cerca di affermarsi e consolidarsi

all'insegna delle "vie nazionali".

Cina

Il dissidio russo-cinese, iniziato nel 1955, diventa rivelatore per cogliere le due strategie che, a partire dagli anni

Sessanta, dividono i partiti comunisti. Da un lato stanno i partiti (in prevalenza europei) che rimangono fedeli a Mosca e

considerano la coesistenza pacifica l'unica possibilità efficace per rispondere alla sfida del capitalismo; dall'altro lato

stanno i partiti comunisti (soprattutto quelli del Terzo Mondo) che si richiamano al comunismo cinese e perseguono un

programma di "rivoluzione ininterrotta" trotskiana per ottenere il trionfo del comunismo nel mondo.

Dopo la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1° ottobre 1949, Mao definì il nuovo regime “dittatura

democratica popolare”, specificando che “la classe operaia e i contadini esercitano la dittatura nei confronti dei proprietari

fondiari e della borghesia”. Democrazia per il popolo e dittatura sui reazionari. La Cina si ritenne inoltre unica interprete

del pensiero marxista, considerando la Russia, dopo la morte di Stalin e il rapporto Kruscev al Congresso del 1956, in

preda al revisionismo dei “traditori” del comunismo.

. Quest'ultima posizione peraltro perse sempre più terreno e la morte di Mao (1976) le fu fatale. Oggi nella Cina,

nonostante il crollo del comunismo, continua a vivere un regime totalitario in cui vige la repressione del dissenso politico

e un ferreo controllo dell’attività artistico-culturale. L’isolamento seguito alla strage di Tien-an-Men (1989) è già un ricordo

né si levano più proteste significative alle notizie degli arresti, dei processi e delle condanne con cui il regime continua

imperterrito a soffocare ogni avvisaglia d’opposizione democratica. La stabilità interna e i successi economici,

costituiscono un contrasto clamoroso con tutto quello che è accaduto negli altri Paesi comunisti, e sembrano avere per

ricetta non cedere all’occidentalizzazione, proseguendo sulla strada tracciata dalla politica revisionista di Teng.

Cuba

La grande isola del Mar dei Carabi era controllata economicamente e politicamente dagli Stati Uniti, che

disponevano della base navale di Guantànamo, ma un impetuoso movimento popolare guidato da Fidel Castro, nel corso

di una guerra civile durata tre anni, abbatté la dittatura fascista di Fulgencio Batista, sostenuta dagli Stati Uniti e dette vita

il 1° gennaio 1959 ad un regime di tipo comunista. La riforma agraria, promessa da Castro alle masse contadine, confiscò

le terre, le aziende elettriche e le raffinerie di petrolio ai capitali statunitensi, affidandole allo Stato. Per sostenere

l’economia dell’isola, soffocata dall’embargo americano, Castro strinse accordi con l’Unione Sovietica e non esitò ad

adoperare i mezzi più brutali per soffocare ogni dissenso.

Conclusioni

Il comunismo, come dottrina o sistema politico fondati sull’uguaglianza e l’abolizione della proprietà privata dei

mezzi di produzione, era già stato formulato con sfumature diverse in ogni epoca, da Platone (428-347 a.C.) a Tommaso

Moro (1478-1535, cancelliere del Regno inglese sotto Enrico VIII) a Tommaso Campanella (1568-1639), ma acquistò un

significato non più utopistico e di richiamo alla natura, ma storico e rivoluzionario dopo la Rivoluzione Industriale. Dopo le

prime formulazioni di Saint-Simon, Fourier, Blanc, Proudhon e Owen la teoria comunista fu scientificamente definita da

Marx ed Engels, che per la prima volta esposero una strategia politica volta alla costituzione di una società senza classi.


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AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche, studi internazionali ed europei
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle ideologie del Novecento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Berti Giampietro.

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