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associato con tutta la forza comune. Il corpo sovrano è il solo giudice: R. quindi, pur non volendo

espropriare le libertà dei singoli, non ammette una riserva a priori di diritti individuali.

LA VOLONTA’ GENERALE: COSA E’, COSA NON E’

R. non ne da’ una rigida configurazione concettuale. Non è una semplice connessione di fenomeni

sociali. Non obbedisce a leggi ontologicamente definite e rifiuta la derivazione divine del potere.

Non deriva dalla tradizione ( non è un insieme di convenzioni, come invece è per Hume ). Non è un

voluto involontario che forma socialità spontaneamente. Non è però fondata su una logica solo

intellettuale, perché la ragione scissa dall’etica diventa solo calcolo egoistico. Non ammette

l’utilitarismo, perché il contratto sociale per R. non si basa sulla convenienza. Non è una somma di

volontà, un fatto maggioritario, bensì una fusione. E’ difficile dire cosa è perché la volontà generale

rompe i canoni tradizionali della conoscenza. La categoria che più ne coglie lo spirito è quella

dell’INTUIZIONE, ma ciò può creare problemi, perché l’intuizione può sfociare nel misticismo e

nell’autoritarismo e R. non pone nessun correttivo costituzionale per queste derive.

A R. basta dire che la volontà generale: 1è assoluta, incondizionata e retta, 2 non può essere dunque

alienata, 3non può sussistere se esiste pluralismo sociale. Da ciò si deriva che R._ 1è contro la

divisione dei poteri, 2è contro la democrazia rappresentativa, perchè la sovranità è del popolo e chi

si fa rappresentare non ha più potere.

SINTESI: Poiché da’ come unica genesi del potere la volontà generale, l’opera di R. è

rivoluzionaria e infatti gli fu censurato tutto. Di fatto però la sua socialità per fusione può avere

successo solo nel micro, NON nel macro, perché: 1senza democrazia rappresentativa, la

conversione della volontà generale in governo implica la strutturazione di un potere assoluto, quasi

autoritario, anche perché se la libertà non è un diritto individuale, ma adesione della volontà singola

a quella generale per costrizione, di libertà ce n’è ben poca. 2riconoscere che esistano personalità

super che da subito intuiscono i valori della volontà generale ( i legislatori ) e possono

legittimamente imporli senza attendere il consenso della maggioranza, significa predisporsi

all’autoritarismo.

DEMOCRAZIA E GARANZIE COSTITUZIONALI

R. non da’ un grande contributo a definire l’organizzazione istituzionale del potere: crea la sua

comunità politica, ma non da’ strumenti di garanzia e controllo del potere. Tuttavia dalle sue opere

si deduce che: 1non lascia spazio alla politica costituzionalistica e garantista, 2 vale solo la

legittimazione popolare, quindi l’equilibrio di privilegi ad esempio della Costituzione inglese non lo

interessa, 3 alla fine elabora più una metafisica del potere assoluto, piuttosto che del potere limitato.

COMUNITA’ E VOLONTA’ GENERALE

La comunità per R. non è la porzione del cosmo dei giusnaturalisti, né un dato oggettivo: è invece

una lava vulcanica senza vincoli, né obblighi. E’ un’entità sempre in creazione di sé, propulsiva,

una fusione di coscienze non esaurita nel già dato. Il rapporto di cittadinanza che R. impone parte

da Platone, cioè che cittadino=uomo eticamente consapevole. Dunque non è né suddito, né motivato

da particolarismi singolaristici. Il rapporto di cittadinanza libera doppiamente l’uomo dalla

sudditanza, sia dal singolarismo.

SOVRANITA’ POPOLARE E CONTRADDIZIONI SOCIALI

Siccome la volontà generale è matrice di verità negli ambiti dell’esperienza umana, niente le si

oppone, neppure la religione. Ma questa visione fortissima, non porta R. a velleità rivoluzionarie.

Anzi, R. concilia il tutto affermando che una volta costruita la volontà generale come base della

realtà sociale, anche le cose che senza di essa sono illegittime possono diventare illegittime, ad

esempio la Proprietà: senza v.l.=causa max delle storture dei rapporti umani, con v.l.=diritto sancito

dalla v.l. al punto da essere il più sacro dei diritti civili. Alla fine ciò legittima anche le cose

peggiori, come le disuguaglianze: senza v.l=prevaricano perché autolegittimatesi e nessuno deve

essere superiore a nessuno, con v.l.=sono addirittura utili se funzionali alla Società. Se ognuno resa

nel suo status e si frena la mobilità, l’ordine sociale è più regolare.

L’IDEA DI NAZIONE


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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia delle dottrine politiche per il corso del professor Spanu. Gli argomenti trattati sono i seguenti : Jean Jacques Rousseau, uno dei maggiori esponenti dell'illuminismo, il concetto di civiltà, il concetto di natura, l'individuo, il cittadino, la volontà generale, l'intuizione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze delle lettere e della comunicazione
SSD:
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Spanu Giorgio.

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