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DIVERSITA’ FRA CITTA’ TERRENA E CITTA’ CELESTE

Agostino ci vuole spiegare attraverso due Fratricidi la diversità fra la città Terrena e

la città celeste. Agostino ci parla di due fratricidi che sono tutte due all’inizio della

storia romana, quello di Romolo su Remo e il fratricidio di Caino su Abele.

Esaminiamo quello di Romolo e Remo: Romolo uccide il fratello Remo per una atto

di “POTENZA” e questo lo fa per sentirsi uno, superiore al fratello e due, perché se

non avesse ucciso Remo, Remo avrebbe fondato Roma. Quindi il fratricidio di

Romolo su Remo è dettato da quello spirito di Potenza che caratterizza la città

terrena.

Esaminiamo il fratricidio di Caino su Abele: Abele era un agricoltore che offriva il

meglio delle sue cose alla divinità, ma era povero, non aveva potere non possedeva

ricchezza non possedeva niente. Perché allora Caino lo uccide? Sicuramente non lo

uccide per lo spirito di Potenza perché Abele non possedeva chissà quale potenza e

non ne avrebbe avuta nel tempo. Ma Caino uccide Abele per INVIDIA perché aveva

capito che Abele viveva in una dimensione diversa dalla sua, tranquilla. Abele era

ormai nella città celeste, e Caino non riusciva a comprendere come si potesse stare e

quindi era invidioso di questa realtà che gli sfuggiva, che gli sembrava bella ma alla

quale egli non poteva andare, e di conseguenza lo uccide.

Questi due fratricidi ci fanno ulteriormente capire sia la città di Dio sia la città

Terrena.

Bisogna però dire che il pensiero Agostiniano è un pensiero NEOPLATONICO

perché Platone aveva diviso i due mondi: mondo delle idee-perfetto, mondo terreno-

imperfetto, questo dualismo di Platone viene ripreso da Agostino con la città celeste-

perfetta, città terrena-imperfetta. Ma mentre in Platone e in tutto il mondo classico

non c’è l’idea della “COLPA ORIGINALE” che ha portato l’imperfezione del

mondo terreno. Dal cristianesimo in poi abbiamo l’idea della “PECCATO

ORIGINALE” quel peccato originale fatto da ADAMO che ha portato la città

terreno a separarsi dalla perfezione divina. 14

JUS NATURALISMO O (DIRITTO NATURALE )

IL JUS NATURALISMO o DIRITTO NATURALE detta in maniera semplice è

“un’esigenza di GIUSTIZIA propria di tutti gli uomini”. L’uomo secondo il Diritto

Naturale, possiede dei Diritti naturali propri non in quanto cittadino ma in quanto

uomo. Quindi il diritto alla vita, alla libertà, sono diritti che non provengono dallo

Stato e che non si hanno perché siamo cittadini ma si hanno perché siamo uomini “

Diritto di Natura”. L’applicazione del quel diritto naturale è per ogni individuo la

realizzazione della propria giustizia.

Il primo esempio di diritto naturale è rappresentata dalla tragedia greca

“SOFLOCHE L’ANTIGONE” questa tragedia parla della principessa Antigone che

vuole seppellire il fratello morto in guerra “Polinice”. Lei sente dentro di se il senso

di giustizia, infatti se il cadavere non veniva seppellito non poteva andare nell’eden

secondo la credenza antica, quindi Antigone sentiva giusta la sepoltura del fratello.

Ma per la città di TEBE (dove si svolge l’azione) Polinice è considerato un traditore

e di conseguenza i traditori non potevano essere sepolti, infatti il re Creonte che era

il re di Tebe impedisce la sepoltura di Polinice.

Questa tragedia ci fa capire che abbiamo due posizioni diverse quella di Antigone

portatrice del senso di giustizia e quella di Creonte che era il portatore della legge

positiva cioè della legge della Polis che dice no non può essere sepolto. Quindi

abbiamo il primo scontro tra diritto Naturale e diritto Positivo.

Ma la domanda è, chi è che inserisce dentro l’uomo questo senso di GIUSTIZIA,

perché l’uomo sente questo senso di GIUSTIZIA?

Abbiamo tre risposte una da parte del mondo Antico, una da parte di quello cristiano

e una di quello moderno:

Per il mondo Antico: è la natura stessa che inserisce dentro l’uomo questo senso di

Giustizia, questa prima fase del diritto naturale nel mondo antico viene definito

JIUS NATURALISMO NATURALISTICO

Per il mondo cristiano: ritenevano che era DIO stesso ad inserire in tutti gli uomini

quel senso di giustizia, questa seconda fase viene definito,

JIUS NATURALISMO VOLONTARISTICO.

Per il mondo Moderno: Ugo Grozio riteneva che ad inserire in tutti gli uomini il

senso della giustizia non era né la natura ne dio, ma la RAGIONE questa terza fase si

chiama JIUS NATUARALISMO RAZIONALISTICO.

Agostino infine ci dice che esiste una la legge naturale perfetta che deriva dalla

volontà Dio, e ritiene che la legge positiva dello stato per essere una legge buona non

deve far altro che recuperare la legge divina. Quindi non ci dovrebbe essere una

scissione tra legge naturale e legge positiva ma una unione. 15

MACHIAVELLI

Siamo alla fine del 1400 inizio 1500, nella Firenze dei Medici, e siamo in un periodo

storico che vede l’Italia divisa in tanti piccoli stati.

Machiavelli vive a Firenze chiamato il Cancelliere perché era il segretario della

Repubblica di Firenze. (Firenze stava sotto il principato dei Medici un po’ sotto la

Repubblica ).

Con Machiavelli la politica diventa una scienza a se, infatti quell’unione tra politica

ed etica tipica del mondo antico scompare definitivamente.

Il pensiero di Machiavelli è un pensiero “REALISTA” infatti guarda la realtà così

comè, e si accorge scrutando dentro l’uomo che “L’uomo è malvagio” quindi il

pensiero di Machiavelli nasce da un grande “PESSIMISMO” la malvagità

dell’uomo. L’uomo per Machiavelli è sempre alla ricerca di qualche cosa di nuovo

quando la trova non si accontenta e continua a cercare qualcosa di nuovo. Ecco

questa insoddisfazione nell’uomo che è perenne e perpetua.

Le opere di Machiavelli importanti sono due:

1) IL PRINCIPE

I DISCORSI sulla prima decade di Tito Livio

2)

Nel PRINCIPE Machiavelli parla dello “Stato Forza”

Nei DISCORSI Machiavelli parla dello “Stato Libertà”

Nel PRINCIPE analizza la figura del Principe che deve con le sue doti dar vita ad

uno Stato Forte nel quale la massa “i Sudditi” devono obbedire al Principe.

Machaivelli non parla di Assolutismo perché l’assolutismo si è sempre inserito

all’interno di uno Stato Nazione come la Francia, la Spagna e l’Inghilterra mentre

l’Italia di quel periodo era un insieme di tanti piccoli stati per cui quell’apparato

burocratico amministrativo dell’assolutismo mancava. Ecco perché Machiavelli

chiama la sua opera il principe e non il monarca perché sapeva che l’Italia di quel

momento non poteva avere una dimensione assolutistica. Quindi Machiavelli non si

può definire un assolutista vero e proprio ma in senso lato si perché è teorico di uno

Stato forte, e nel Principe si parla di uno stato FORTE che si basa sulla forza del

principe. 16

NEI DISCORSI riprende la grandezza della ROMA REPUBBLICANA dove non

c’era la forza ma c’era la LIBERTA’ .

La Roma Repubblicana piaceva tanto ha Machiavelli perché aveva una forma di

MISTO

GOVERNO che permetteva a Roma la libertà.

Il Governo Misto erano le tre forme di governo classiche (Monarchia,Aristocrazia,

Democrazia).

L’elemento monarchico era rappresentato dai Consoli, poi vi era il Senato che

rappresentava l’elemento Aristocratico, infine vi erano i TRIBUNI della Plebe

(popolo) che rappresentavano l’elemento democratico.

POLIVIO esaltava la forma di governo Misto perché lui era un greco che viene a

Roma come schiavo poi ha avuto la fortuna di inserirsi nel circolo degli Scipioni

perché aveva una grande cultura e quindi da schiavo venne liberato e diventa un

personaggio importante della Roma Repubblicana.

Machiavelli riprenderà Polivio dicendo che la forma di governo Misto è una

conquista per il popolo romano, e proprio perché è una conquista c’è una pagina nei

GUARDIA della LIBERTA

Discorsi intitolata la dove i Tribuni della Plebe che

sono coloro che hanno maggiormente sofferto per inserirsi all’interno del Governo,

sono per Machiavelli la Guardia della Libertà (IMPORTANTE) grazie hai tribuni

della plebe che controllano che il governo misto non abbia alterazioni è possibile la

vita pacifica all’interno di Roma. Quindi sono i tribuni della Plebe ad aver faticato

maggiormente per ottenere quella posizione di prestigio nel governo e quindi è giusto

che controllano che la libertà venga mantenuta. TUMULTI (guerre civili)

Sempre in questa pagina affronta il tema dei

definendoli sempre un qualcosa di negativo, ma in certi casi come nella

Repubblica Romana li ha definiti come qualcosa di positivo, perché hanno permesso

alla Plebe (Tribuni della plebe) di inserirsi all’interno della vita politica della

Repubblica Romana in modo da formare il governo Misto. Tutto questo ribadisce

Machiavelli può accadere perché all’interno della Roma repubblicana non c’è

corruzione e dove non c’è corruzione i tumulti sono sempre positivi. Al contrario

nell’Impero Romano i Tumulti sono stati sempre e comunque negativi perché

all’interno di quel governo vi era corruzione.

TEMA DELLA RELIGIONE NEI DISCORSI

Machiavelli fa una differenza e dice: una cosa è la Religione una cosa è la Chiesa

cattolica . positivo

LA RELIGIONE : per Machiavelli è qualcosa di perché è al servizio

della politica.

E in che modo e al servizio della politica? Machiavelli ci parla della storia di Numa

Pompilio che fu il secondo re di Roma che aveva conquistato il potere ed il rispetto

dei romani grazie alla Religione, infatti Numa Pompilio diceva hai romani che era

gente rozza ed ignorante di parlare con la ninfa “EGERIA” e da questa ninfa diceva

di prendere i consigli della politica della città di Roma. Tutto questo metteva paura

17

hai romani perché la ninfa era qualche cosa di divino che non si comprendeva, e tutto

quello che non si comprendeva tipo ( lampi, tuoni ecc) a quel tempo metteva paura.

( quindi la religione vista come timore della divinità).

Machiavelli facendo un salto nel tempo ci parla della Firenze dei suoi giorni, e parla

di Girolamo Savonarola che era un frate che era riuscito con le sue prediche ed

insieme ai suoi frati chiamati “Piagnoni” a dar vita alla “ REPUBBLICA

FIORENTINA) proprio servendosi della religione, infatti il Savonarola diceva di

parlare con Dio . Ora Machiavelli diceva, non è importante se lui aveva o non aveva

parlato con Dio l’importante era l’effetto, perché usando la religione come mezzo con

cui temere le divinità era riuscito a convincere un popolo colto come i Fiorentini del

1400. ( quindi la religione vista positivamente perché è un’arma al servizio della

politica)

“Facendo una piramide delle priorità per Machiavelli prima di tutto c’è la Politica e

poi vengono tutti gli altri”. IL PRINCIPE

Machiavelli in quest’opera politica ci dice che esistono molte forme di PRINCIPATO

e possono essere:

EREDITARI : cioè territori che si ereditano da padre in figlio

• NUOVI : cioè territori presi per la prima volta dal Principe.

Machiavelli ci dice che è più facile governare un principato ereditato, perché basta

mantenere l’ordine così come l’aveva mantenuto il predecessore, mentre la difficoltà

sta nel governare principato nuovo perché essendo territori da poco conquistati c’è

bisogno che il principe per poter governare bene deve prima fare nuove leggi nuove

norme e poi conoscere anche il carattere della popolazione.

Poi vi sono i principati:

MISTI : cioè sono un unione di principati ereditati e nuovi

Machiavelli ci spiega che un Principe nello stesso tempo può aver ereditato un

principato e allo stesso tempo averne conquistato uno nuovo per la prima volta.

L’unione dei due principati forma un principato misto. 18

Poi vi sono i principati:

ECCLESIASTICI : sono quei principati guidati dai Vescovi

Machiavelli ci spiega che prima la Chiesa aveva oltre il potere spirituale anche il

potere Temporale di conseguenza i Vescovi erano non solo pastori di anime ma

stavano anche a capo di un principato che secondo il nostro Machiavelli andavano

avanti per Grazia di DIO .

Poi vi sono i principati :

ACQUISTATI : sono principati conquistati con le Armi e con le Virtù.

Machiavelli ci dice che il principe conquista questo principato con armi proprie

perché possiede un esercito ma non ha la virtù, infatti per poter occupare il principato

si fa aiutare da altre persone. Poi ci sono i principati conquistati per virtù cioè il

principe non possiede un esercito per conquistare ma lo fa con le sue virtù.

APPROFONDIAMO LA FIGURA DEL PRI NCIPE

Per Machiavelli il Principe deve essere una persona superiore capace di possedere 4

grandi doti:

LA FURBIZIA E LA FORZA

• LA VIRTU’ E LA FORTUNA

• La Furbizia perché deve essere furbo come una Volpe e Forte come un

 Leone.

Ma le caratteristiche fondamentali in assoluto che un buon principe deve possedere

sono la VIRTU’ e la FORTUNA.

LA VIRTU’ : Per Machiavelli il concetto di Virtù assume un valore

 prettamente LAICO cioè non c’è niente di spirituale daltronde lui separa la

politica dall’etica. Infatti il concetto di Virtù in Machiavelli assume un valore

Politico perché si estrinseca nella capacità intrinseca del principe di occupare

principati e mantenerli.

LA FORTUNA: Che possiamo tradurre con SORTE, per Machiavelli è un

 evento incerto che può essere buona o cattiva, ecco perché può essere

paragonata alla SORTE perché la sorte può essere negativa o positiva e inoltre

la sorte è un evento incerto ed esterno al principe. 19

Quindi la Fortuna per Machiavelli è un evento esterno che il principe deve fare

sua, al contrario della Virtù che invece possiede per natura, e quindi un buon

principe deve saper riconoscere che quell’evento è positivo e saperlo prendere al

volo perché la Fortuna e la Sorte passano.

LA FIGURA IN CARNE E OSSA DEL PRINCIPE

Per capire la virtù e la fortuna secondo Machiavelli

Il personaggio storico che aveva in mente Machiavelli e che raffigurava la figura del

CESARE BORGIA

principe in carne ed ossa era figlio natuarle del Papa

Alessandro VI Borgia.

Per Machiavelli, Cesare Borgia possedeva le 4 doti che un principe doveva avere la

Forza e la Furbizia e indubbiamente la VIRTU’ e la FORTUNA.

La Fortuna la possedeva in quanto era figlio del PAPA è la saputa sempre sfruttare,

la Virtù politica la possedeva in quanto era riuscito attraverso tante scelleratezze ad

uccidere tutti i suoi nemici che gli impedivano la sua ascesa. “Esempio”

(VITELLOZZO che era padrone di uno staterello in Italia venne invitato da Borgia a

cena con tutta la sua famiglia, dopo la cena chiude le porte e fa fuori tutti ed in questo

modo riuscì ad impossessarsi del principato di Vitellozzo.)

Quindi Machiavelli vedeva in Cesare Borgia colui che più di ogni altro rappresentava

l’incarnazione della sua idea di principe. Solo che ad un certo punto le cose cambiano

il padre PAPA ALESSANDRO VI BORGIA muore e lui tra l’altro si ammala

gravemente, e da quel momento comincia gradualmente la sua discesa politica con

una serie di sbagli che lo porteranno alla distruzione.

Infatti bisognava eleggere un nuovo PAPA ed a questa scelta partecipavano tutti i

signori degli stati perché ci doveva essere sia l’elemento religioso che quello laico,

infatti il Papa era si capo della Chiesa ma era anche capo dello Stato.

Cesare Borgia che era anche Vescovo nella decisione da prendere per la scelta del

GIULIO II DELLA ROVERE

nuovo papa decise di favorire che alla fine

divenne PAPA.

Ma questa scelta fu fatale per Cesare Borgia perché GIULIO II della Rovere

apparteneva ad una famiglia che era stata da sempre in battaglia con la famiglia

Borgia di conseguenza aveva dimenticato un insegnamento della storia che i conflitti

tra i padri non si dimenticano facilmente ma rimangono nel tempo.

Ecco il primo SBAGLIO di Cesare Borgia che lo ha portato a fare una serie di

sbagli a catena in un conseguenza di causa ed effetto.

Ecco che Cesare Borgia non venne più visto da Machiavelli come il principe anzi

cambia la figura nella sua mente e rivaluta la figura del nuovo principe GIULIO II

che anche se era papa lo vedeva nella sua mente come il principe che avrebbe potuto

unificare lo Stato italiano. 20

La VISIONE DELLA CHIESA PER MACHIAVELLI

Da sottolineare che per Machiavelli la RELIGIONE era una cosa Positiva, ma la

Chiesa veniva vista da lui in maniera NEGATIVA, perché la chiesa era piena di

CORRUZZIONE infatti Cesare Borgia era figlio naturale del Papa quindi

(immoralità). L’altro elemento di negatività era perché secondo Machiavelli la

Chiesa era un IMPEDIMENTO per l’unificazione dello Stato italiano, in quanto

essendo uno Stato nello Stato era troppo piccolo per assorbire tutti gli altri Stati, ma

allo stesso tempo era troppo grande tanto da impedire che altri Stati riuscissero ad

unificare tutti gli altri Stati.

“QUINDI da ricordare che per Machiavelli la Religione era qualche cosa di positivo

perché finalizzata allo Stato e alla Politica, mentre la Chiesa era vista in maniera

negativa perché era corrotta e perché impediva l’unificazione degli stati italiani.”

Fine. 21

ASSOLUTISMO

Prima di parlare di Boden bisogna capire che cos’è l’ASSOLUTISMO

L’assolutismo è un movimento di pensiero che si ebbe nel 1500-1600, ed è

caratterizzato da tre punti fondamentali:

Perché si possa parlare di Assolutismo ci deve essere realmente uno stato

 nazione come la Francia, L’Inghilterra ecc.

Perché si possa parlare di Assolutismo chi governa, governa in modo assoluto,

 legislativo, esecutivo e giudiziario

ciò vuol dire che i tre poteri ( ) sono

nelle mani di chi governa (non c’è separazione dei poteri), importante ricordare

che si possono avere forme di assolutismo Monarchico, Aristocratico, ma

soprattutto si può avere una forma di Assolutismo Democratico come

SPINOZA

descritto dal grande scrittore (1500-1600). (ricordarsi Spinoza)

Perché si possa parlare di Assolutismo , colui o coloro che governano sono

 sciolti dalla legge, cioè sono superiori alla legge,e di conseguenza non sono

tenuti a rispettare la legge che essi stesi fanno.

BODEN (FRANCIA)

cattolico

Boden era francese, vive nel 1600 durante il periodo di Luigi XII e XIII.

Scrive un opera molto ampia intitolata i SEI LIBRI INTORNO ALLO STATO

Per Boden il concetto di STATO si compone di 4 elementi

• La Famiglia o meglio le Famiglie

• Un governo giusto

• Le cose comuni

• La sovranità Stato

Unendo insieme questi quattro elementi possiamo dire che lo è l’insieme di più

famiglie governate in modo giusto, che posseggono le cose in comune sotto il

requisito della sovranità. 22

ANALISI DEGLI ELEMENTI DELLO STATO

La Famiglia : Per Boden lo STATO nasce nel momento che almeno tre

1. famiglie entrano in lotta tra di loro, la famiglia che vince diventa capo della

dinastia, quindi è lei che deve governare.

Governo giusto : Ossia governo legittimo, infatti chi governa deve avere un

2. governo legittimo e la legittimità è dovuta al fatto che chi è al governo è

discendente legittimo della famiglia che è stata a suo tempo vincitrice del

potere. Per Boden questa forma di governo è la Monarchia.

Le cose comuni : Boden dice che lo STATO è formato da cose comuni. Ma fa

3. una separazione tra Diritto pubblico e privato: infatti le cose comuni sono

quelle che rientrano nel diritto pubblico (strade, alberi, ecc) e che tutti

posseggono in quanto fanno parte dello Stato. Poi ci sono le cose private,

proprie, dei singoli, (case, terreni ecc) che rientrano nello Stato ma che sono

proprie dell’individuo come tale.

la Sovranità : per Boden la sovranità non deriva da DIO ma è qualche

4. cosa che appartiene allo Stato e che lo Stato trova in se stesso. Lo STATO è

tale se ha la sovranità, se non c’è l’ha non è uno stato.

REQUISITI DELLA SOVRANITA’

La sovranità è una : cioè non possono esistere due sovranità, perché se

• esistessero due sovranità una supererebbe l’altra.

È Perpetua : la sovranità non muore mai, infatti non è legata alla vita mortale

• del sovrano (re)

Intrasferibile. Cioè posso far fare l’esercizio di questo potere ad un altro ma la

• sovranità rimane sempre la mia

INDIVISIBILE: Boden dice che la sovranità è unica ed indivisibile, infatti

• critica fortemente la forma di governo misto di Machiavelli dove i tre poteri

(monarchia, aristocrazia e democrazia) convivevano assieme, Boden dice che

è una follia in quanto se monarchia è monarchia, se Aristocrazia è aristocrazia

e così via, non c’è separazione della sovranità con altre sovranità. 23

LE TRE FORME DI POTERE: Legislativo-Esecutivo-Giudiziario per Boden

Boden per adesso approfondisce il tema del potere LEGISLATIVO. Dicendoci che

il potere legislativo è sempre stato considerato il potere principe in quanto consiste

nel fare le leggi, ma questo potere ha dei LIMITI , infatti il legislatore che può essere

(Monarchia, aristocrazia, democrazia) quando fa una legge ha dei limiti, queste

limitazioni sono:

Le leggi divine

• Le leggi di natura

• Le leggi fondamentali dello stato; ( legge SALICA) per cui le donne in

• Francia non possono salire al trono

I PATTI TRA I PRIVATI ; ossia il legislatore non può intervenire negli

• accordi che i privati fanno tra loro, questo ci riporta alla distinzione che Boden

fa tra pubblico e privato.

LE FORME DI GOVERNO PER BODEN

Per Boden le forme di governo che possono governare sono MONARCHIA-

ARISTOCRAZIA-DEMOCRAZIA, ma la migliore tra queste e di certo la

Monarchia perché secondo le reminescenze del pensiero medievale è meglio che

comandi uno perché nell’unità c’è la perfezione piuttosto che un gruppo o addirittura

una moltitudine. Solo nella Monarchia si applica la “VERA GIUSTIZIA” che

Boden definisce Armonica. Mentre nelle altre due forme di governo Democrazia e

Aristocrazia si attuerebbero secondo Boden due forme di “Imperfette” di giustizia

che egli chiama:

Per la DEMOCRAZIA: GIUSTIZIA ARITMETICA

Per l’ARISTOCRAZIA: GIUSTIZIA GEOMETRICA

Nella Democrazia Giustizia aritmetica: vuol dire che tutti sono uguali come numeri,

senza nessuna distinzione e questo per Boden è abbastanza iniquo.

Nell’Aristocrazia Giustizia Geometrica: Boden vede un dislivello di giustizia enorme

tra chi governa che sono pochi nei confronti di molti, quindi ecco che la giustizia è

tutta ridotta ad un gruppetto limitato di ricchi.

Nella MONARCHIA invece vede una giustizia Armonica dove vi è l’unione tra

Giustizia Aritmetica e Geometrica e dove i meritevoli vengono premiati per quello

che valgono e non per quello che sono. 24

TEORIA DEI CLIMI DI BODEN

Boden riprende la teoria dei CLIMI di Aristotele proprio per studiare le

caratteristiche della personalità e i modi di vivere dei vari individui. Con questo

Boden non vuole esaltare la Francia , ma ha voluto studiare il comportamento degli

individui secondo i climi dicendo: che i popoli che vivono nei climi freddi sono più

portati all’ordine ma meno intelligenti, mentre i popoli che vivono nei climi caldi

sono più intelligenti ma meno portati all’ordine. In tutto questo c’è un risvolto

politico in quanto i popoli del clima del Nord sono dei popoli ben costituiti da un

punto di vista politico, mentre i popoli del clima del Sud dove c’è disordine sono più

soggetti a vivere nella tirannide.

LA RELIGIONE PER BODEN

Boden critica la visione della religione e della chiesa in Machiavelli, in quanto

Machiavelli si serviva della Religione come arma politica, ed in secondo luogo

perché aveva trattato male la Chiesa cattolica definendola piena di corruzione.

In realtà la critica che Boden muove nei confronti di Machiavelli è una critica su certi

Religione

aspetti poco fondata, perché in realtà la per Boden è si un freno al

disordine e di conseguenza è un insegnamento di vita fondamentale per lo Stato, ma è

anche un mezzo che ha il sovrano per coordinare meglio i suoi sudditi e quindi non è

proprio messa al servizio della politica come in Machiavelli.

Boden dice che il sovrano non deve imporre la propria Religione all’interno dello

Stato perché se lo facesse avrebbe l’effetto contrario dai suoi sudditi. Il sovrano deve

comportarsi bene seguendo i dettami della sua religione, i sudditi vedendo il monarca

che si comporta bene perché segue la sua religione sono portati anch’essi a seguire la

religione del monarca. Quindi si nota che il monarca non impone con la violenza la

sua credenza religiosa ma la fa seguire dando esso stesso l’esempio.

RAPPORTO TRA SOVRANO E PARLAMENTO PER BODEN

Boden dice che per capire bene l’assolutismo bisogna capire bene il rapporto che c’è

tra il sovrano è il Parlamento. Il Parlamento per Boden ha solo una funzione

“Consultiva” infatti non si sovrappone alle decisioni del sovrano (monarca) a cui

spetta sempre la decisione ultima. Infatti se il Parlamento avesse avuto la stessa

funzione del sovrano si sarebbero costituite due sovranità che sarebbero andate in

contrasto, mentre per Boden abbiamo detto che la sovranità è una è una sola. 25

HOBBES (Inghilterra)

Hobbes vive nell’Inghilterra del 600 caratterizzata da guerre continue di religione,

guerre fratricide che sono state per lui un punto importante per la sua riflessione

filosofica e politica.

Giusnaturalista

Hobbes è un cioè afferma l’esistenza di un “Diritto Naturale”

cioè un insieme di norme di comportamento dedotte dalla natura e riconoscibili

dall’uomo. Contrattualista

Ma Hobbes è anche un cioè per lui lo Stato civile nasce per mezzo

Contratto

di un “ ”.

Approfondendo il pensiero di Hobbes ci si accorge che lui parla di uno Stato di

Natura che viene prima dello Stato Civile, e come vive l’uomo in questo stato di

Natura? l’uomo

Secondo Hobbes nello Stato di Natura vive male perché lo Stato di Natura

era contraddistinto dalla violenza, dalla ferocia, e dall’egoismo, dalla PAURA.

L’uomo nello Stato di natura e naturalmente un LUPO verso l’altro uomo, e allora

per Hobbes l’unico metodo per frenare la belva che vi è nell’uomo e solo lo Stato

Assoluto.

Per Hobbes lo Stato di Natura è uno Stato in cui vi è una GUERRA DI TUTTI

CONTRO TUTTI: da qui la necessità di un Potere assoluto.

Per Hobbes l'uomo non è un animale politico (non avverte un "amore naturale" per i

suoi simili), ma vede gli altri come strumenti per il suo utile. L'uomo, in altre parole,

è naturalmente mosso dall'istinto di sopravvivenza, istinto che lo porta a prevaricare

sugli altri. Da qui l'idea che nello "stato di natura" non esistono "diritti naturali": il

concetto di diritto nasce solo in uno Stato.

Nello stato di natura di fatto ognuno, mosso dall'istinto di sopravvivenza, ha diritto su

tutto, anche a scapito degli altri. Da qui il BELLUM OMNIUM CONTRA

OMNES. Da qui la paura di soccombere in questa guerra. E' questo timore che è

ragione"

all'origine della "società". Ed è la " che, tramite "leggi naturali" (cioè

razionali) gli indica la via per uscire da uno stato in cui la vita è minacciata in

permanenza.

Le principali "leggi naturali" sono: CERCARE E CONSEGUIRE LA PACE,

STARE AI PATTI. E' solo seguendo queste leggi che si può spegnere la guerra.

In altre parole è solo RINUNCIANDO AL DIRITTO SU TUTTO (NON

FACENDO AGLI ALTRI QUELLO CHE NON SI VORREBBE SI FACESSE A SE

STESSI), che ci si può liberare dal terrore della morte violenta. In concreto gli

uomini possono vivere nella tranquillità solo quando STIPULANO TRA LORO UN

CONTRATTO CON CUI RINUNCIANO AL DIRITTO ILLIMITATO E LO

TRASFERISCONO ALLO STATO. 26

Quindi ad un certo punto secondo Hobbes gli uomini con quel barlume di

“RAZIONALITA’” che ancora hanno comprendono che è necessario cambiare e

quindi passare da questo stato di natura libero, ma precario, tumultuoso e pauroso,

ad uno Stato Civile saggio in cui gli uomini perderanno tutti i loro diritti e tutte le

loro libertà ma acquisteranno la tranquillità e la pace.

Ma questo passaggio dallo Stato di natura allo Stato civile si ha per mezzo di un

“CONTRATTO” ma nella terminologia di Hobbes non si usa il termine Contratto ma

si usa il termine “PATTO” . La differenza tra Contratto e Patto sta nel fatto che il

Contratto è un rapporto di natura economica che ha una breve valenza nel tempo

(classico scambio di beni) mentre il Patto a cui fa riferimento Hobbes dura nel tempo

e ha una valenza politica.

Il PATTO a cui fa riferimento Hobbes si divide in due momenti che Hobbes

chiamerà PATTO DI UNIONE E DI ASSOGGETTAMENTO , è un patto di

Unione perché gli individui si riuniscono insieme, è di assoggettamento perché gli

uomini si assoggettano liberamente allo stato civile. Questi due momenti in Hobbes

coincidono nel “PATTO FONDAMENTALE” dove tutti i cittadini decidono

liberamente di affidare tutti i loro diritti e tutte le loro libertà ad un terzo che è fuori

dal patto che Hobbes chiama: LEVIATANO.

Il Leviatano è probabilmente il libro più conosciuto di Thomas Hobbes,

pubblicato nel 1651. Il titolo è ripreso dalla figura biblica del Leviatano.

Il libro tratta il problema della legittimità e della forma dello Stato,

rappresentato sulla copertina della prima edizione del testo come un

gigante costituito da tanti singoli individui; il gigante regge in una mano

una spada, simbolo del potere temporale, e nell'altra il simbolo del

potere religioso, a indicare che, secondo Hobbes, i due poteri non

vanno separati. 27

Per Hobbes il Leviatano non è altro che lo Stato per eccellenza.

Hobbes definisce il Leviatano come un “DIO MORTALE” perché è onnipotente

come il Dio vero in quanto concentra su se stesso “tutti i diritti e tutte le libertà dei

cittadini” però ovviamente gli manca L’eternità.

Adesso con il passaggio dallo stato di natura allo stato civile gli uomini non sono più

individui ma “CITTADINI” .

Da qui si capiscono i discorsi di BOBBIO che diceva che dalla libertà estrema (stato

di natura) si passa ad uno stato assoluto, chiuso, dove l’unico punto di riferimento è il

Leviatano, dove l’uomo volontariamente è voluto entrare per avere la pace e la

sicurezza di vita rinunciando a quei diritti naturali che rientrano nella sfera privata.

Dirà un contemporaneo di Hobbes: SPINOZA anche lui assolutista, che ci sono

alcuni diritti talmente legati all’individuo che non possono in nessun modo essere

trasferiti ad un altro (leviatano).

Spinosa infatti nel 1600 parlava oltre al diritto alla vita, e al diritto della libertà,

parlava del diritto di “LIBERTA’ DI PENSIERO”. Infatti per Spinosa diceva che

l’uomo non può perdere mai la sua libertà di pensiero, non può cederla, come invece

è successo in Hobbes dove l’uomo perde tutto, dove anche il suo pensiero va a

confluire nel Leviatano.

Hobbes libertà di pensiero nello stato civile

elimina la perché secondo lui

“Teorie Sediziose”

portano alle che possono corrompere o danneggiare lo Stato.

Infatti il cittadino che ha dato tutte le sue libertà anche quella di pensiero al Leviatano

non ha la facoltà di pensare alla giustizia o all’ingiustizia, non può pensare questo è

bene , questo è male, e soprattutto non ha la libertà di pensare che il Leviatano si

comporti in maniera errata. La facoltà di decidere ciò che è bene e ciò che è male c’è

l’ha solo il Leviatano. Quindi il solo fatto di pensare da parte di un cittadino a ciò che

è bene e male e poi dirlo ad un amico può provocare dice Hobbes una corruzione o un

male all’interno dello Stato perché è una teoria Sediziosa. Volontà

Un altro aspetto che ci vuole far comprendere Hobbes è che la del

Leviatano non può essere in nessun modo limitata , infatti fa l’esempio che se il

Leviatano dovesse dire ad un cittadino uccidi tuo padre : il cittadino si può rifiutare

perché avrebbe del male da questa azione quindi verrebbe meno il concetto di pace,

bene, giustizia ecc, ma il fatto che io rifiuti non significa che la volontà del Leviatano

non venga assecondata da un altro che del padre non gli importa nulla. Quindi il

rifiuto nei confronti della volontà del Leviatano non comporta una limitazione del

potere della volontà del Leviatano perché la stessa azione lui la può far fare ad un

altro soggetto. 28

TEMA DELLA RELIGIONE PER HOBBES

Hobbes vive in un periodo della storia Inglese caratterizzato dalle guerre di religione,

infatti lui vede la religione come un elemento che non dava serenità ma al contrario

determinava la guerra. Da questo presupposto nasce il lui la ricerca di una

RELIGIONE capace di dare pace.

La domanda che si pone Hobbes è perché ci sono le guerre di religione? Le guerre di

Religione esistono perché ci sono varie confessioni religiose , e che da sempre fin

dall’epoca Medievale c’è sempre stata una conflittualità tra CHIESA e STATO.

Anche DANTE ALIGHIERI: aveva preso in considerazione il problema del

rapporto tra Stato e Chiesa (papato e impero) e nella sua opera la MONARCHIA

rende in maniera poetica la visione di questo scontro e ci dice:

Il Sovrano o l’imperatore, è come la LUNA invece il Papa quindi la Chiesa, è il

SOLE tutte è due le realtà sono fondamentali per l’uomo che non potrebbe vivere

senza il sole e senza la luna. Ma Dante ci dice che il Sole vive di luce propria mentre

la Luna vive di luce riflessa e proprio perché il Sole (Papa) vive di luce propria si

colloca in una posizione di superiorità rispetto alla Luna che è pur sempre

fondamentale ma che però vive di luce riflessa.

Anche SAN TOMMASO: Prende in considerazione il problema del rapporto tra

Stato e Chiesa parlandoci della cosiddetta GERARCHIA DEI FINI : Ci dice che

l’uomo deve realizzare nella sua vita terrena molteplici finalità, ma queste finalità

sostanzialmente si riducono a DUE:

Finalità Spirituali : cioè realizzazioni di finalità legate allo spirito

• Finalità Materiali : cioè realizzazioni di finalità legate alla materia.

Tutte e due le finalità sono importanti perché l’uomo è un composto inscindibile di

anima e corpo. Le finalità materiali vengono soddisfatte dallo Stato mentre le finalità

spirituali vengono soddisfatte dalla Chiesa.

Però secondo la “GERARCHIA DEI FINI” la Finalità Materiali pur essendo

importanti sono legate alla natura mortale dell’uomo, quindi sono destinate a

scomparire con la morte dell’uomo. Invece le Finalità Spirituali non sono legate alla

ciclicità della morte perché sono eterne (l’anima è eterna perché non è legata al

corpo) di conseguenza esse sono superiori a quelle materiali che sono legate alla

contingenza terrena.

Hobbes prendendo in considerazione queste teorie risolve il problema antico del

rapporto tra Stato e Chiesa dando il potere spirituale e quello temporale in mano al

LEVIATANO che automaticamente pone fine alla conflittualità tra Stato e Chiesa.

Quindi nel Leviatano abbiamo l’unione dei due fondamentali poteri quello dello Stato

e quello della Chiesa eliminando così i dualismi che portavano alle guerre. 29

LA FUNZIONE DEL PARLAMENTO IN INGHILTERRA

HOBBES

Va ricordato che in Inghilterra L’ASSOLUTISMO era meno forte perché il

parlamento in Inghilterra aveva una funzione più forte rispetto al Parlamento

Francese, tanto è vero che il Parlamento Inglese nell’epoca in cui vive Hobbes uccide

legittimamente Carlo I, quello fu il primo caso dove un sovrano veniva condannato

a morte legalmente. Anche se Carlo I non riconosceva il Parlamento come un organo

capace di poterlo giudicare.

Da questo si capisce che Hobbes è un teorico dell’assolutismo di gran lunga superiore

a Boden perché lui non mette assolutamente limiti al potere del Leviatano. 30

LOCKE

LOCKE è considerato il padre del “LIBERALISMO” ma inizialmente era invece

assolutista come Hobbes.

Per LIBERALISMO intendiamo l’opposto dell’Assolutismo, infatti 2 sono le

caratteristiche fondamentali del Liberalismo:

• ASSOGGETTAMENTO ALLA LEGGE

• SEPARAZIONE DEI POTERI

Quindi mentre nell’assolutismo abbiamo detto che il sovrano era sciolto dalla legge

nel liberalismo il sovrano e assoggettato alla legge cioè deve come tutti osservare la

legge. L’altra caratteristica e che nel liberalismo c’è separazione dei poteri, infatti

prima nell’assolutismo i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) erano in

mano ad un unico organo adesso con il liberalismo i tre poteri (legislativo, esecutivo,

e Federativo) sono assegnati a tre organi diversi, (separazione dei poteri).

LOCKE come Hobbes è un Contrattualista ma ha differenza di quest’ultimo dove lo

Stato civile nasce per un Patto con Locke il passaggio dallo Stato di Natura allo Stato

Civile avviene per “CONTRATTO”.

Nello Stato di natura Locke ci dice che l’uomo non è più guidato dall’istinto e dalla

passione come in Hobbes ma è guidato dalla “RAGIONE”. In questo Stato di natura

l’uomo vive in uno stato precario, incerto, ma a differenza di Hobbes non vive nella

“Paura” , non vive nella paura perché è guidato dalla Ragione che lo porta a

comprendere e a non lasciarsi andare all’istinto e alla passione.

L’uomo nello Stato di Natura in realtà non vive male, anzi nello Stato di natura

esistono dei “DIRITTI NATURALI” che l’uomo possiede in quanto uomo e non in

quanto cittadino, e sono essenzialmente tre.

Diritto alla vita

• Diritto alla libertà

• proprietà

Diritto di

Quest’ultimo diritto “ Diritto di Proprietà” viene visto la Locke come “Proprietà

Fondiaria” perchè si basa sul lavoro dell’uomo che ha lavorato quell’appezzamento

di terra e di conseguenza ne è proprietario. Ma questa proprietà è limitata al

soddisfacimento dei propri bisogni individuali e familiari.

Ma Locke ci dice che nello Stato di Natura tutto è precario, incerto perchè non c’è

legge scritta e dove tutto si regola sull’andamento della natura. In questa situazione di

incertezza e di precarietà Locke parla dei concetti di “FORZA” e di “VIOLENZA”

per Locke la Violenza è una cosa negativa mentre la Forza ha un valore positivo.

Che cosè l’atto violento? Si ha la “VIOLENZA” dice Locke quando un estraneo con

un atto violento si impossessa di un territorio non suo, l’individuo che viene

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AUTORE

Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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