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Storia delle dottrine politiche – parte istituzionale

Definizione e utilità della disciplina

Storia delle dottrine politiche è una disciplina che può essere definita come la storia delle riflessioni degli uomini attorno alla loro convivenza e alle relative modalità. Analizza le idee degli uomini su come gestire e organizzare la vita associata in comune.

A cosa serve: è una materia fondamentale per la facoltà di Scienze Politiche e serve per:

  • Acquisire il lessico fondamentale, le parole, i concetti della politica (come popolo, democrazia, aristocrazia, parlamento, governo, liberismo, comunismo, illuminismo...)
  • Conoscere il pensiero di diversi autori del passato tenendo presente il luogo e il periodo storico da essi vissuti. Gli autori e i loro concetti vanno quindi contestualizzati in modo da capire non solo cosa hanno scritto ma anche perché.

Es. Bodin, vissuto nel XVI secolo in Francia in un periodo di notevole instabilità politica e di lotte religiose e civili, scriveva nella sua opera I sei libri dello Stato, un modello di Stato forte e unito con a capo un sovrano "assoluto", in altre parole cercava di dare una soluzione alla situazione nella quale viveva di forte instabilità.

Origine della disciplina

Quando nasce: nasce negli anni '20 con la creazione della facoltà di Scienze Politiche voluta dal regime fascista per formare i quadri dell'amministrazione del nuovo Stato fascista.

Gaetano Mosca è stato il primo titolare di tale insegnamento in Italia.

Le origini greche

Grecia: partiamo dallo studio della Grecia per:

  • Scarsità di fonti inerenti alle epoche precedenti.
  • Ma soprattutto perché è solo con il mondo dell'antica Grecia (500 a.C.) che nascono termini, concetti, forme di pensiero e teorie inerenti alla sfera della politica. Nascono termini come democrazia, politica ed altri che nel corso della storia hanno a volte assunto significati diversi.

Vengono coniati i termini politica + logos = le cose che riguardano la Polis (città-stato) = discorso: mette l’uomo in posizione autonoma.

La politica ha una dimensione etica: rispetto agli altri esseri viventi, per l’uomo greco era una filosofia, un’arte. La politica avviene tramite dialogo per scambio di idee, non era una scienza e non era separata dalle altre attività.

La politica è parte integrante di ciascuno di noi alla quale nessuno può sottrarsi. La felicità si trova solo nella Polis → comunità politica dell’antica Grecia, una forma particolare di città-stato dove i cittadini vivevano in armonia e potevano realizzarsi. Non c’è separazione tra vita privata e pubblica, tutto si svolge nella polis rispettando le leggi della polis. La polis ha un territorio ristretto.

Si rompe la visione di un potere nelle mani di un unico uomo (come il Faraone in Egitto) e si aprono altre strade come opinione pubblica e spazio pubblico simboleggiato dall’agorà → piazza pubblica, spazio pubblico dove si discute, si scambiano idee, dialogo (Foro nell’antica Roma).

Forme di governo

Le forme di governo vengono sistemate per la prima volta nell’antica Grecia (Aristotele):

  • Monarchia: governo di una sola persona
  • Aristocrazia: governo dei pochi, dei migliori
  • Democrazia: governo del popolo

Polis nell'età omerica

Nell'età omerica, l'organizzazione politica dove il potere è nelle mani del ghenos. La polis era formata da istituzioni.

  • Ghenos: gruppo di famiglie che vanta un comune progenitore
  • Re e assemblea: il popolo non ha potere, parlano solo i nobili

Principali polis dell'antica Grecia

  • Sparta: gruppi etnici gli spartani e gli iloti (schiavi) i vinti. Lo spartano doveva essere educato a vivere nella polis con i coetanei e viene formato alla rigida disciplina del guerriero. Il potere sovrano spettava all'assemblea Apella formata dai cittadini guerrieri.
  • Atene: ordinamento politico fondato sul censo, diviso in classi pentacosiomedimni, cavalieri, zeugiti, tetti. Atene fu una città-stato, la prima nella storia dell’umanità ad adottare un sistema politico democratico. Sparta governo aristocratico, Atene governo democratico.

Platone

Nell’analisi degli autori è fondamentale la contestualizzazione individuando il periodo storico ed il luogo nel quale hanno vissuto in modo da comprendere le loro idee e le relative differenze o uguaglianze di pensiero con autori precedenti o successivi. Gli autori spesso riflettono sul loro tempo storico e scrivono delle soluzioni ai vari problemi.

Platone visse circa nel V secolo a.C. in un'epoca difficile per la Grecia tra il V e IV sec. a.C. perché usciva dalle molte guerre tra le polis (città-stato) in cui era divisa. La Grecia era divisa in diverse polis che erano alleate o in guerra tra loro. Guerre del Peloponneso: principali scontri tra Sparta ed Atene (sconfitta).

Atene esce sconfitta dalla guerra con Sparta e nel periodo vissuto da Platone viene dominata da 30 tiranni, quindi da governi ingiusti. Inoltre, la polis di Atene democratica dopo la caduta dei 30 tiranni aveva condannato Socrate (maestro di Platone) per empietà e corruzione dei giovani.

Motivi che spingono Platone a scrivere la sua opera La Repubblica

Motivi politici:

  • Molti conflitti nella Grecia tra le polis
  • 30 Tiranni ad Atene dopo sconfitta con Sparta
  • Condanna di Socrate da parte della polis democratica di Atene

Motivi culturali: l’opera di Platone si presenta come una risposta alla corrente filosofica dei sofisti (la sofistica), che erano filosofi molto preparati e furbi che davano il loro insegnamento a pagamento e spesso sostenevano e poi distruggevano le loro stesse tesi relative ad uno stesso argomento. I sofisti erano esponenti del relativismo che nega le verità assolute e vari concetti come il bene e la giustizia. Per Platone era questo uno dei motivi della decadenza della polis.

Platone scrive la sua opera La Repubblica (Politeia) in greco per un motivo di riforma spinto dalla necessità di pensare ad uno Stato migliore, inteso come polis, come comunità. Non uno Stato ideale ma migliore possibile, una sorta di utopia. Platone è capostipite delle utopie → descrizioni di Stato con governi talmente perfetti da considerarsi impossibili. Lo stesso Platone, rendendosi conto dell’impossibilità della Repubblica, scrive un altro dialogo Le leggi dove va a mitigare la forma ideale dello Stato proponendo una descrizione più realistica.

Le opere di Platone sono scritte in forma di dialogo tra più personaggi dove uno di questi è spesso Socrate. La Repubblica è un'opera dialogica tra Socrate ed alcuni sofisti attorno al tema della giustizia, rappresenta le idee di Platone esponenti del relativismo. Cosa è e come si realizza la posizione filosofica che nega le diverse concezioni di verità assolute, Platone e i sofisti.

Natura dell'uomo secondo Platone

L’uomo del bisogno: come primo istinto l’uomo tende a soddisfare i propri bisogni. Le relazioni sociali servono per unirsi in gruppi e soddisfare più bisogni. La società nasce perché l’uomo comprende che insieme ad altri individui riesce a soddisfare più bisogni. Platone, come molti altri autori, inizia la sua analisi inerente alla politica partendo dalla natura dell’uomo (antropologia). Si parte da come siamo fatti (dalla natura dell’uomo) per poi capire come deve essere fatto uno Stato. Dopo la nascita dello Stato bisogna capire come organizzare la vita e i rapporti tra chi comanda e chi obbedisce.

Uomini con nature diverse: secondo Platone gli uomini non sono tutti uguali, c’è chi comanda e chi obbedisce (l’uguaglianza è un concetto della storia moderna).

Mito delle nature per spiegare la diversità degli uomini: gli Dei hanno plasmato gli uomini con 3 metalli diversi: l’oro, l’argento, e il bronzo. Ogni uomo nasce con una natura diversa e non è detto che dall’unione di due persone plasmate con l’oro nasca un figlio con la natura dell’oro (mescolanza della natura). A seconda del metallo, l’uomo avrà delle virtù diverse ed apparterrà ad una classe diversa:

  • Oro: conoscenza e saggezza. Reggitori filosofi, coloro che governano la polis. Compito di governare. Governare è un'aristocrazia culturale, governo dei pochi, dei migliori, intesa non come persone ricche ma dotate di sapienza.
  • Argento: coraggio e forza. Guerrieri, compito di difendere la polis da attacchi esterni o rivolte interne.
  • Bronzo: pazienza e sopportazione. Lavoratori, compito di sostentamento della polis e di tutti gli abitanti.

Oltre 3 virtù: un'altra virtù è la giustizia.

Giustizia è la virtù che lega le altre 3. È la virtù somma, quella più importante.

Per Platone, si verifica quando ogni cittadino svolge nella polis il compito seconda la propria virtù. La giustizia indica di seguire la propria virtù. Per alcuni sofisti la giustizia consiste nel fare il bene degli amici e il male dei nemici.

Ruolo della donna secondo Platone

Per Platone, la donna è quasi paritaria all’uomo ed è diversa solo fisicamente ma non culturalmente. La donna può svolgere ruoli di rilievo all’interno della polis, come di guerriera, ma non di reggitore filosofo.

Concezione organicistica della polis

Rapporto organico tra le classi: le classi nella polis non devono essere separate ma unite tra loro. Platone, filosofo dell’unità: tutto ciò che tende a dividere è visto negativamente mentre ciò che unisce è visto positivamente. Gli elementi di separazione sono negativi (vive nel periodo di guerre tra polis).

Organicismo platonico: Platone crede che la polis (Stato) sia come un grande essere vivente formato da diverse parti inscindibili tra loro e dove ogni cosa viene percepita da tutti. L’uomo nella polis deve condividere dolori e piaceri.

Comunismo platonico - idee comunistiche

I cittadini non devono possedere famiglia e proprietà privata, due istituzioni che porterebbero l’uomo a separarsi dalla comunità stessa, dall’unità. La famiglia porta gli uomini a fare del meglio per i propri famigliari. La proprietà privata porta gli uomini a interessarsi dei propri beni e non dell’unità, di ciò che è comune.

Politica in caso di conflitto tra bene comune e bene privato: l'uomo saggio deve scegliere il bene comune.

Determinismo platonico e mito di Er

Nella Repubblica è forte il determinismo, si vede infatti come gli uomini non abbiano la libertà di scegliere il proprio posto nella società, perché questo viene deciso dai reggitori-filosofi: separano il figlio dai genitori dal momento della nascita e lo educano dovendo scoprire la sua natura e quindi la sua posizione all’interno della società. L’educazione non spetta ai genitori ma ai reggitori filosofi.

Il mito di Er serve per restituire all’uomo una libertà: è vero che l’uomo viene educato dai reggitori filosofi che determinano il loro posto, ma tale posto è influenzato dalla scelta fatta in modo libero nell’aldilà.

Contrapposizione tra determinismo e libertà individuale (presente nella parte finale de La Repubblica). Mito di Er racconta di un guerriero che dopo la sua morte è andato nell’aldilà e per volere degli Dei torna sulla Terra per raccontare ciò che ha visto. Nella cultura greca si crede nella reincarnazione: ciascuno vive molte vite. Er vede le anime in fila che scelgono in un'urna la vita successiva e assiste a due eventi:

  • Un uomo semplice sceglie la vita futura di un tiranno non capendo come la sua nuova vita sarà infelice e triste, senza amici e con molti nemici che proveranno ad ucciderlo.
  • Ulisse, protagonista dell’Odissea e dell’Iliade, avendo avuto una vita movimentata di grande re, sceglie invece una nuova vita di un uomo semplice per vivere in tranquillità.

L’uomo non si ricorda della sua scelta perché beve l’acqua del fiume Lete che fa dimenticare.

Paragone tra uomo di stato e medico - tra politica e medicina

Il medico deve imparare ad usare le medicine ma anche i veleni che in piccoli dosi possono essere usati come cure. L’uomo di politica, come un medico, deve essere in grado di compiere a volte azioni contrarie all’opinione pubblica per un interesse collettivo (ragione di Stato) che solo gli uomini di stato conoscono.

Degenerazione dello stato

Dopo il governo dei filosofi, che per Platone è il migliore che consente il vivere comune, vi sono altre forme di governo progressivamente peggiori:

  • Timocrazia: governo fondato sull’onore. Uomo timocratico = ambizioso vuole a tutti i costi governare.
  • Oligarchia: governo fondato sul censo. Uomo ricco.
  • Democrazia: governo fondato sulla libertà eccessiva dei cittadini. Si forma l’anarchia per la troppa libertà.
  • Tirannide: governo fondato sul comando del tiranno. Uomo tiranno oppressore dei sudditi, infelice.

Aristotele

Aristotele è discepolo di Platone e vive nel IV sec a.C. Il suo nome viene associato a quello di Alessandro Magno perché era il suo maestro. Torna poi ad Atene e fonda la sua scuola dei filosofi: il Liceo (scuola di Platone era l’Accademia).

Paragone tra Aristotele e Platone

Paragone tra Aristotele e Platone molto importante: visione differente della polis e delle modalità di convivenza tra gli uomini.

Platone nella Repubblica si riferisce ad un modello di Stato ideale, uno Stato perfetto. Considera la politica come qualcosa di teorico oltre la pratica. È interessato a stabilire la forma di governo migliore.

Aristotele è più pratico, più realista. Politica come studio delle polis realmente esistite in Grecia e non ideali. Nelle sua analisi tende a studiare le forme di polis, su come gli uomini si governavano.

La politica di Aristotele

La Politica (Politeia) è un'opera di Aristotele. La Politica diventa il testo più influente nel Medioevo e le idee di Aristotele vengono riscoperte e cristianizzate.

Contesto storico di Aristotele

Aristotele vive come Platone in un periodo di crisi. Una crisi più generale che non dipende però dalle guerre tra polis ma dal:

  • Passaggio dal sistema delle poleis a quello dei regni ellenistici (formatosi dalla disgregazione dell’Impero di Alessandro Magno dopo la sua morte).
  • Passaggio dalla cultura greca a quella romana.

Epoca ellenista segue le imprese di Alessandro Magno fino alla nascita dell’Impero romano.

Natura dell'uomo secondo Aristotele

Aristotele concorda con Platone che l’uomo tende a soddisfare i suoi bisogni (suo maestro).

L’uomo è per natura un animale politico: un essere vivente che ricerca in modo spontaneo l’associazione, il rapporto con altri uomini, senza calcolare se gli conviene o meno associarsi. Si associa naturalmente.

Credeva che la polis nascesse attraverso dei raggruppamenti sempre maggiori di persone: famiglia → tribù → villaggio → polis.

Uomini con nature diverse: diversità sia fisiche ma soprattutto intellettive, cioè le persone hanno intelligenze diverse per natura.

Gerarchia naturale delle intelligenze: la natura dota gli individui della loro intelligenza intesa come possibilità di sopravvivere con le proprie capacità. Ci sono persone più o meno intelligenti, queste hanno bisogno di altre persone più intelligenti per sopravvivere. Donne meno intelligenti degli uomini, schiavi o servi ancora meno intelligenti.

Divisione delle scienze secondo Aristotele

Aristotele divide le scienze in due gruppi:

  • Scienze teoretiche (teoriche): studiano i rapporti necessari tra le cose, che esistono e non possono essere altrimenti. Esempio: fisica e matematica.
  • Scienze pratiche: che hanno diverse attuazioni come la politica, pluralità di possibilità con cui l’uomo regola la sua collettività.

La famiglia è il nucleo fondamentale della polis: gli individui sono portati per natura ad associare. Animale politico formato da: padre (superiore della donna), madre, figli, servi.

Per Aristotele, ciò che è importante è individuare i rapporti di comando e obbedienza all’interno della famiglia come avviene in politica:

  • Potere del padre sui figli.
  • Potere del marito sulla madre.
  • Potere del padrone sullo schiavo.

Forme di governo secondo Aristotele

Nelle forme di governo è importante vedere se il potere è eseguito nell’interesse di chi lo riceve o di chi lo esercita. Forme di governo rette (giuste) o degenerate (corrotte).

Schiavitù secondo Aristotele

La schiavitù è positiva anche per lo schiavo stesso perché in possesso di minor intelligenza non riuscirebbe a sopravvivere. Per Aristotele, condizione di scambio tra schiavo e padrone. Il padrone provvede alla vita dello schiavo; lo schiavo alle richieste del padrone.

Critiche di Aristotele a Platone

Aristotele critica Platone per il suo tipo di polis ideale per:

  • Assenza della famiglia e proprietà privata considerate da Platone fonti disgregative.

Aristotele, più attento alla realtà, sottolinea come la proprietà privata sproni l’individuo a lavorare, a migliorare. Ciò che è di tutti viene trascurato, nessuno se ne cura. Esiste un egoismo sano che ci spinge a migliorarci spinti dall’ambizione (positivo). Esiste un egoismo eccessivo che pur di andare avanti ci porta ad ostacolare gli altri (negativo).

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DottSimone91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Clerici Alberto.
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