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Storia dell'arte moderna dal 1400 alla fine del 1700

Modulo 1: pittura e critica/fonti

01/03/2021 Introduzione al corso

  • Stato di conservazione:

    "Cenacolo" ("L'ultima cena", 1494-97, Milano Santa Maria delle Grazie) di Leonardo: inizia a rovinarsi/deteriorarsi molto presto a causa della tecnica della pittura su muro e non affresco su muro. Vasari, negli anni '30 del 1500, lo vede già deteriorato. Il più grande restauro del 1900 per poterla di nuovo leggere ed evidenziare il percorso di maturazione di Leonardo.

  • Autore/scuola (geografia):

    "Trittico con Annunciazione" o "Annunciazione del Louvre" (3 pannelli diversi): Louvre, ultimi anni del 1400, Vergine che reagisce alla visita dell'angelo. La prevalenza identifica l'autore in un pittore di nome Carlo Braccesco, grazie ad altre opere (sempre in maniera ipotetica). Carlo Braccesco era un pittore di area lombarda, di fine 1400, novità tra Milano, Lombardia e Venezia che si manifestano alla fine del 1400 (no autore, no data).

  • Cronologia
  • Iconografia:
    • Diverse Annunciazioni, con movimenti della Vergine differenti, tutte dell'area fiorentina tra la fine degli anni '30 del 1400 e la fine degli anni '80/'90 dello stesso secolo:

      • In alto a sx: Annunciazione, Filippo Lippi (anni '40, 1445, Firenze San Lorenzo): tempera su tavola, spazio architettonico un poco aperto, che lascia intravedere giardino, associato alla simbologia mariana;
      • In alto a dx: Annunciazione, Botticelli (fine anni '80, 1489-90, Uffizi): tempera su tavola, scena che si svolge in un ambiente più chiuso, ma con una finestra aperta su uno splendido paesaggio, anche qui la Madonna ha un atteggiamento di rifiuto, è turbata da qualcosa (posizione del corpo e delle braccia);
      • In basso sx: Annunciazione, Fra’ Carnevale (1445-50, National Gallery of Art, Washington): per molto tempo identificata con pseudonimo, Maestro delle Tavole Barberini, poi artista viene identificato (come con Carlo Braccesco). Caratteristiche simili con quelle precedenti, ma la Madonna ha altra postura e gestualità (non è turbata);
      • In basso centro: Annunciazione, Alessio Baldovinetti (prima del 1460, data ante quem, Uffizi a Firenze): loggiato, giardino, spazio un poco aperto un poco chiuso, ma posizione della Madonna non è né turbata né quella dell'Opera di Carnevale, ma ancora altra posizione;
      • In basso a dx Affresco, Annunciazione, Beato Angelico (più o meno tra 1438-1445, oggi conservata al Museo di San Marco a Firenze): spazio chiuso, posizione ancora diversa della Madonna di fronte all'angelo, inginocchiata con mani portate al petto.

    Le iconografie sono diverse a causa dei diversi momenti narrati nel Vangelo di Luca:

    • Momento della conturbazione (turbamento) dell'annunciazione (Lippi e Botticelli);
    • Momento della cogitazione (dubbio) dell'annunciazione (Fra’ Carnevale);
    • Momento dell'interrogazione (domande, Maria chiede come può essere possibile all'Angelo) dell'annunciazione (Baldovinetti);
    • Momento dell'umiliazione (accettazione, Maria accetta il suo destino) dell'annunciazione (Beato Angelico).
  • Committenza:

    Coro di Santa Maria Novella, scene affrescate da Domenico Ghirlandaio (tra 1485-90), su committenza di Giovanni Tornabuoni (famiglia importante fiorentina): contratto 1485, ci permette di fissare data, autore e committenti certi + luogo (Santa Maria Novella). Il contratto veniva sancito di fronte a un notaio, molto importante. Tornabuoni ha le idee molto chiare: commissiona delle pitture squisite e ornate con il proposito di esaltare la sua casata e la sua famiglia. Mette una clausola sui materiali: tutte le storie devono essere dipinte in affresco e con l'uso dell'azzurro oltremarino (il più costoso al momento), considera importante l'uso di un materiale prezioso. Vuole figure ricche, molti edifici, molti animali etc.

    Scene della vita della Vergine (mariane) + personaggi vestiti alla moda fiorentina dell'epoca del Ghirlandaio, in una scena sacra membri famiglia Tornabuoni diventano protagonisti nella scena sacra (importanza politica che avevano a Firenze nella metà del 1400).

  • Collocazione originaria e spostamenti nel tempo:

    "Martirio di San Pietro" (sx) e la "Conversione di San Paolo" (dx) (Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo): perché queste posizioni? La cappella Cerasi (finanziata da Tiberio Cerasi: 3 pale: 2 Caravaggio + "Assunzione" di Annibale Carracci, frontale), a cappella già costruita Caravaggio si trova a lavorare con diversi problemi di spazio e di visione (no visione frontale) questo spiega l'impostazione diagonale che ha l'intenzione di bucare lo spazio e allungarlo lateralmente.

    "David" di Donatello (Bargello Firenze, seconda metà anni '30 del 1400, 1433-1438): commissionata da Cosimo de’ Medici, con destinazione originale: stanza chiusa di Palazzo Medici (via Larga), ma fu molto presto spostata in un altro palazzo. Per secoli è stata guardata ad occhi (cioè a terra) ciò ha suscitato molti tentativi di spiegazioni: il David è in un momento di trionfo, ma lo sguardo basso sembrava evidenziare il contrario, e la sua corporatura esile anche. Qualche anno fa uno studioso di Donatello ha scoperto un documento che mostra che il David era inizialmente collocato su una colonna molto alta (1,80 m), quindi il David veniva osservato dal basso verso l'alto. Cosa cambiava quindi nella percezione dell'opera se vista come doveva essere idealmente collocata? La visione cambia radicalmente: lo sguardo che sembra basso è invece uno sguardo che guarda direttamente negli occhi lo spettatore, anche la muscolatura e la corporatura per questo David adolescente è molto più pronunciata a potente se osservata su una colonna (anatomia e muscolatura molto più pronunciate) cambia percezione ed interpretazione: non è un David timido, ma un David trionfante (identificazione tra mito di David e la città di Firenze che reagisce alle minacce esterne).

  • Fortuna critica (e cambiamento di giudizio di un’opera del tempo):

    "Morte della Vergine" di Caravaggio (tra 1605-1606, oggi non è più in Italia, ma è al Louvre): fu commissionata a Caravaggio da Laerzio Cherubini per una chiesa di Roma (chiesa Carmelitana di Santa Maria della Scala). Esiste anche un contratto (1601) di valutazione affidato a un collezionista del momento (Vincenzo Giustiniani) stipulato tra Cherubini e Caravaggio, in cui c’era una clausola che uno dei principali collezionisti dell’epoca (Giustiniani) dovesse dare un giudizio all’opera (fatta bene o no). Nel momento in cui opera viene consegnata ai committenti, i padri di Santa Maria della Scala vengono sconcertati dalla rappresentazione così nuova e sconcertante della Morte della Vergine: Vergine morta, abbandonata su questo letto, sfatta, pallida, gonfi, non c’è nulla di idealizzato, non c’è nemmeno accenno alla successiva Assunzione della Vergine, nessuno aveva mai dipinto una scena del genere, disperazione molto umana degli apostoli (come se non sapessero della buona fine della storia). Il quadro venne rifiutato per la totale assenza di decoro. Rifiuto di committenti religiosi, ma l’opera viene messa all’asta, a cui partecipano i principali collezionisti del momento. La scena che destava scandalo in una chiesa/luogo pubblico, era invece appetibile in un luogo privato, dove si valutava non tanto la scena sacra ma le novità stilistiche e interpretative etc.

    A Roma, in quel momento, c’è Rubens, per studiare modelli italiani ma anche per fare il consulente artistico del Duca di Mantova. Nonostante abbia pittura diversa da Caravaggio, Rubens si identifica nell’opera di Caravaggio, consiglia quindi al duca di comprarla, che lo fa, e quindi l’opera finisce nella collezione del duca di Mantova. Scalpore: gli artisti romani chiedono che l’opera fosse esposta all’Università dei pittori, per poterne studiare, per coglierne le novità. Il dipinto va a Mantova, nella collezione dei Gonzaga, dove vi rimane per poco. Nel 1600 viene venduta parte della collezione a causa di debito di gioco di uno dei Gonzaga. Viene venduta a Carlo I (Inghilterra). Anche qui l’opera non rimane molto, Carlo I subisce le vicende della rivoluzione inglese (muore) e la sua collezione viene dispersa, parte della sua collezione viene comprata da un banchiere fiammingo, che dopo il 1649 la cederà a Luigi XIV. Per questo motivo oggi è al Louvre! Vorticoso viaggiare.

Modulo 2: scultura

02/03/2021 Preparare sezione 1 e 2 libro 3

Non esiste una sola storia dell'arte

  • Giorgio Vasari: Le vite biografie di artisti fino alla fine del '700.
  • Poi storia dello stile, artisti vengono messi in secondo piano.
  • Dal 1900 storia sociale: studiare i contesti, committenti, collezionismo.
  • Storia della letteratura artistica (inizi '900) con Schlosser.
  • Roberto Longhi: Uno dei più grandi studiosi italiani dell’arte fonda la rivista "Paragone" (1950, ancora attiva) con due serie: una dedicata alla letteratura italiana, una dedicata alle arti figurative (meno attenzione all’architettura). Opere d’arte messe in rapporto con un contesto di uomini che le vogliono, le pagano, le realizzano. Storia dell’arte deve sempre tenere conto del contesto.
  • Enrico Castelnuovo: Allievo di Longhi, ne raccoglie l’eredità, è uno storico dell’arte torinese. Volume del 1985, dove riprende il concetto di campo intellettuale da applicare agli studi artistici, proposto da un francese (Bourdieu). Campo intellettuale: "irriducibile a un semplice aggregato di agenti isolati, o a un insieme additivo di elementi semplicemente giustapposti, il campo intellettuale, al modo di un campo magnetico, costituisce un sistema di linee forza. Ciò equivale a dire che gli agenti o i sistemi di agenti che ne fanno parte possono essere descritti come altrettante forza che ponendosi, opponendosi e componendosi, conferiscono al campo la sua struttura specifica a un determinato momento". Castelnuovo invita ad applicare il concetto di campo intellettuale anche al campo artistico.

Costanti di lunga durata

1) Rapporto molto importante tra geografia e stile (in Italia)

  • Raffaello "Madonna Sistina" (1513, Dresda) vs Tiziano "Assunta" (1516-1518, Venezia, Chiesa dei Frari).
  • Due opere che si parlano, Tiziano aveva avuto notizia delle pale d’altare di Raffaello quasi contemporanee, ma caratteristiche diverse.
  • Nell'opera di Tiziano c’è un'attenzione per il colore, la luce e il naturalismo che in quella di Raffaello non c’è. Queste caratteristiche erano tipiche della scuola veneziana a partire dal 1400, mentre la scuola romana/fiorentina era più attenta ai valori del disegno, dell’antico che hanno più importanza per loro del colore.

2) Rapporto molto intenso tra 1400 e 1700, tra tradizione classica e la tradizione cristiana

  • Andrea Mantegna "San Sebastiano" (1481, oggi Louvre): In Italia il confronto con l’antico è molto più forte che in area fiamminga. Ambientazione all’antica molto adatta alla contestualizzazione della storia di San Sebastiano sensibilità storica nella narrazione della storia dei santi. L’antico è molto importante colonna a cui è legato, decorato. Frammenti di rilievi, piede di una statua sulla sx, città antica che fa sfondo alla scena di San Sebastiano.
  • Botticelli "La punizione dei ribelli" (1480-82, Cappella Sistina, stagione precedente a quella di Michelangelo e Raffaello): Altra testimonianza dell’importanza dell’antico: scena sacra, con scenografia all’antica, architettonica con arco che richiama da vicino, seppur reinterpretato, l’arco di Costantino.
  • Michelangelo I "Nudi della volta sistina" (1508-12): Importanza fondamentale del confronto con l’antico. Nudi che Vasari riteneva la parte più nuova della Volta Sistina (non tanto la narrazione della Genesi etc) nuova rappresentazione potente, dinamica e artificiosa del corpo umano. Michelangelo arriva a questa nuova proposta del corpo umano attraverso un nuovo confronto molto serrato con l’arte antica (confronto con Il Torso Del Belvedere). Non si trattava di prendere una singola citazione (come prima, es opera Botticelli), ma di far diventare quell’antico potenziato, di porre l’antico alla base di una proposta figurativa nuova.
  • Raffaello "Trasporto al Sepolcro" (pala Baglioni, 1507, poco prima della chiamata a Roma da Giulio II, oggi Galleria Borghese RO): Raffaello prova dei nuovi moduli narrativi (l’iconografia era nota), ma divisione in 2 gruppi è una novità narrazione armonica e composta derivata dal riutilizzo di un modello antico (scena antica rappresentata molte volte sui sarcofagi antichi confronto con il Trasporto del corpo morto di Meleagro).

3) Rapporto strettissimo con le fonti scritte

  • Fin dal Medioevo c’è una ricca produzione di fonti scritte.
  • Raffaello "Stanza dell'incendio del Borgo" (Stanze Vaticane, 1514-17)

Gotico internazionale (anni '60-'70 del 1300)

  • Gotico: insieme di opere con caratteristiche simili e accomunabili, ma ci sono dei limiti
  • La definizione di gotico viene usata inizialmente dagli umanisti del 1400, per indicare uno stile della scrittura medievale opposto alla scrittura romana. Viene poi applicato ad una serie di fenomeni artistici, in primo luogo, architettura e scultura.
  • Per il Vasari l’arte italiana inizia con Giotto, Cimabue, Nichola Pisano, Arnolfo di Cambio protagonisti della parte del classicismo e non del gotico (secondo Vasari non c’era proporzione nel gotico).
  • Il gotico è caratterizzato da un vasto arco cronologico e da una vastissima diffusione geografica.
  • Tardogotico/gotico cortese/gotico internazionale si prolunga nel 1400 in Europa soprattutto in contesto di corti, e in Italia grande circolazione di opere, idee, modelli e artisti tra le corti.
  • Gotico che presenta una sorta di nuovo realismo, evidenze nella descrizione minuziosa dei dettagli, della vegetazione, degli animali (Giovannino de Grassi, Pisanello). Alta valutazione della preziosità dei materiali, superfici dipinte vedono spesso l'applicazione dell’oro a rilievo o a piatto. Attenzione nella resa delle scene → attenzione per la narrazione delle scene sia profane che sacre.

Italia dell’epoca molto frammentata politicamente

Milano di Gian Galeazzo Visconti (1369-1402):

  • Una Milano fortemente internazionale (si parlava in italiano e in francese)
  • Uno dei cantieri più importante di questa Milano internazionale: Duomo di Milano (dalla fine del 1300, gotico internazionale): cantiere enorme, che richiama artisti provenienti da ogni dove es. da Colonia, da Praga, Francia, dall’Italia. Fu progettato in grande sui più grandi modelli gotici d’Oltralpe, per questo si vogliono i migliori architetti e scultori d’Oltralpe influssi di tutta Europa. Specializzazioni erano di vario tipo: spesso gli scultori traducevano in scultura i disegni dei pittori. Giovannino de Grassi era un disegnatore e un miniatore importante di questi anni, forniva disegni agli scultori per il Duomo di Milano.
  • Chiesa di San Petronio (Bologna sotto controllo dei Visconti, gotico internazionale)
  • La realtà stilistica e figurativa dell’arte lombarda è stata ricostruita soltanto nel 1900 molto meno studiata di quella fiorentina. I protagonisti di questa ricerca: Pietro Toresca (1912, pubblica la Pittura e la miniatura nella Lombardia tra fine Medioevo e la metà del 1400. Docente di storia dell’arte a Torino) e Roberto Longhi (“allievo” di Toresca, 1958 cura una mostra “Arte lombarda dai Visconti agli Sforza”, periodo della civiltà figurativa lombarda vista come originale e non dipendente da ciò che accadeva a Firenze).
  • Circolazione dei Manoscritti (OPERE) molti furono comprati dalla Francia Ouvrage de Lombardie preciso stile, opere lombarde uno dei protagonisti della miniatura lombarda della fine del Trecento fu Giovannino De Grassi (1398):

"L’Offiziolo di Gian Galeazzo Visconti" (piccolo libro miniato, oggi a Firenze, Biblioteca): realizzato per Gian Galeazzo Visconti, ritratto in basso a sx. Libro di preghiere riccamente decorato sia da scene sacre sia da dettagli naturalistici, cani, cervi (osservazione naturalistica peculiare di Giovannino de Grassi e in generale del Tardogotico).

Questa attenzione naturalistica di Giovannino de Grassi è ben documentata da un Taccuino conservato alla Biblioteca Civica di Bergamo: che contiene una serie di fogli dedicati a studi animali. Tra questi fogli ne troviamo uno che rappresenta due soggetti diversi: nella parte superiore, una caccia al cinghiale (cani da caccia), mentre nella parte inferiore troviamo un bellissimo leopardo in catene in un giardino (nelle corti venivano allevati animali esotici).

La "Scena caccia al cinghiale" la vediamo reimpiegata nelle "Très Riches Heures" (libro di preghiere) del duca di Berry, miniato intorno al 1416, dai fratelli Limbourg:

In questo foglio, che rappresenta il mese di dicembre, troviamo la scena della caccia al cinghiale (in primo piano), più un bosco ed edifici (appartenenti al Duca di Berry).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alicemazza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gauna Chiara.
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