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Storia dell'arte moderna

Il gotico internazionale

Il concetto di Rinascimento ha una genesi profonda che non parte con il concorso della porta del 1401. Vi è, infatti, un momento di transizione tra il '300 e il '400, definito tardo-gotico per un attardarsi del gusto gotico, oppure gotico cortese, poiché diffuso soprattutto nelle corti essendo un’arte che manifesta la ricchezza della vita cortigiana. Si tratta del periodo della cosiddetta cattività avignonese, nella quale il pontefice sposta la sua sede papale da Roma ad Avignone dove c'è una grande elaborazione architettonica. Il raffinato gusto gotico fu portato dai senesi Giovannetti e Martini, chiamati a servizio dal papa. Successivamente il papa si riapproprierà del Palazzo Vaticano che, grazie a Bernini, diventa l’odierna San Pietro.

Il tardogotico viene spiazzato definitivamente nel decennio 1420-30, non solo per ciò che accade a Firenze, ma anche nelle Fiandre dove si diffonde un gusto per il naturalismo organico con la riscoperta dell’uomo e della natura. Il tardogotico è una stagione nostalgica che guarda al passato con temi come il gioco, l’attività ludica, la ricchezza, ma che nasconde anche una parte inquietante. Quello che caratterizza questo periodo sono le preziosità irreali, che non sono dettate da leggi prospettiche, ma sono piuttosto un’esasperazione della realtà ed un tentativo di emulazione della natura. Le corti diventano protagoniste della vita politica e culturale.

Palazzo dei Papi, Avignone

Caratterizzato dalle eleganti linee sinuose di Martini e Giovannetti. In particolare, la stanza del cervo riproduce una scena di caccia, intorno alla fontana vi sono personaggi intenti nelle faccende. Questo era ciò a cui si riferisce Pisanello quando parla di santi tra le verdure; questi santi erano sempre cacciatori come in questo caso. Le stesse caratteristiche di abiti ed acconciature vengono utilizzate dai miniatori: Boemo, Madonna nel Giardino del Paradiso, acconciata come una signora o una principessa, queste sono caratteristiche costanti di questo periodo.

Rappresentazione di gennaio

Uomini e donne nel gioco delle palle di neve, fuori dal castello, con abiti irreali ma curati nei dettagli: realtà il più possibile vicino alla natura. L’intento non era quello di rappresentare la realtà in maniera prospettica, ma naturale. Viene data anche l’idea di una città protetta da mura turrite.

Miniatura del libro d’ore del Duca di Berrì

Analogamente ci sono gli stessi elementi, con un approfondimento su Gennaio, vi è anche un riferimento astrologico con un oroscopo. Il torneo, anche, diventa uno dei temi, insieme all’amore, ricorrente anche negli interni.

La corte dei Visconti, Milano

Emana il tema dell'Adorazione dei Magi che poi diverrà anche un tema profano poiché rappresenta il dono da parte dei ricchi. Nel 1336 ci fu una vera e propria processione dei Magi, una serie di ricchi si riunì e partì dal castello visconteo, per passare per la Madonna delle Grazie, fino ad approdare alla chiesa di Sant’Eustorgio, la chiesa familiare dei Visconti. Da qui il corteo dei Magi diventa un importante tema pittorico legato alla battuta di caccia (stanza del cervo). Si diffonde a Milano poiché lì si credeva che fossero conservate le reliquie dei Magi che poi furono portate via da Federico Barbarossa.

Opere e artisti del periodo

  • Pisanello, affresco del Palazzo Mantovano dei Gonzaga, molto deteriorato e poco conservato. Raffigurazione di alberi ed essenze.
  • Miniatura di Michelino da Besozzo, Fanciullo con Falcone, legati ad un modello di artista che sia architetto, pittore, orafo e miniaturista, appunto. Riproduce un tema esportato dalla Francia.
  • Gentile da Fabriano, Adorazione dei Magi, anni ‘20 del ‘400, Santa Maria Novella per Palla Strozzi. Una delle 3 lunette della pala rappresenta, appunto, il corteo dei magi, dando una visione generale di quelli che potrebbero essere gli edifici della città. Ci sono i falconi, simbolo di ricchezza, ma anche dignitari che seguono il sovrano.
  • San Petronio, Bologna, c’è una cappella Bolognini affrescata da Giovanni da Modena, è una delle prime committenze non aristocratiche; il committente è un ricco mercante, nel suo testamento dispone che questa cappella venisse decorata con soggetti ed episodi religiosi, fino ad arrivare al Giudizio Universale: elementi contemporanei e tardogotici, viene introdotto il tema della morte, fino a quel momento la vita e la morte avevano la stessa valenza, per questo non si arriva ancora alla rappresentazione della terribilità della morte. Non sono ancora rappresentate le emozioni.
  • Palazzo Sclafani, Palermo, il tema della morte si riveste di caratteristiche cortesi, donne che assistono alla cavalcata della morte che falcia le vite.
  • Pisanello, Cappella di S.Anastasia, Verona, il drago che sbrana le vite e il San Giorgio e la Principessa, dove la morte e lo sfarzo convivono nella stessa opera. Accanto a S.Giorgio che si allontana per uccidere il drago vi sono gli impiccati.

Rappresentazione dei sentimenti

Castello della Manta, Giacomo Jaquerio, rappresenta gli uomini illustri. Per evitare che le figure sembrino dei figurini c’è un ingigantimento dei corpi, i capelli svolazzanti, ma soprattutto la pesantezza delle vesti.

Pisanello, S.Giorgio, capisce di dover rappresentare non solo i sentimenti umani ma anche quelli animali. Sceglie di rappresentare il commiato del santo dalla principessa.

S.Pietro martire ucciso, Gentile da Fabriano, Polittico di Valle Romita, rappresentazione asettica del santo che non reagisce, si tocca solamente la testa.

Jacobello del Fiore, Storie di Santa Lucia, riprodotte le caratteristiche del fondo oro, i prati fioriti, non in affresco, ma su tavole lignee. Nella scena dell’uccisione accentua la postura, uccisa davanti ai soldati che non sembrano toccati da questo episodio.

Polittico dell’incoronazione della Vergine, Cattedrale di Teramo, Jacobello, diffondersi dell’arte veneziana grazie ai commerci nell’Adriatico.

Cappella dei Lupi di Soragna, Basilica di S.Antonio, Padova, Altichiero, episodi della vita di Cristo. Costituisce il precedente per la rappresentazione dei sentimenti e della modernità. Pisanello introduce l’elemento chiave di differenza tra l’uomo e l’animale: il sentimento.

Pisanello, Ritratto di Margherita Gonzaga e Lionello d’Este, tema della medaglistica, proveniente dal mondo classico in cui gli imperatori erano ritratti di profilo sulle monete. L’acconciatura di Margherita comincia ad essere diversa. Erano stati commissionati a scopo privato.

Il rinascimento

Solo dopo il 1420/30 si può cominciare a parlare di Rinascimento poiché nascono le prime sperimentazioni di Brunelleschi, Donatello e Masaccio. Prima di questo vi era un proliferare di corti e signorie che commissionavano opere ad artisti come Pisanello e Gentile da Fabriano. Uno di questi esempi è Genova, che aveva dato ospitalità ad un maresciallo della corte di Francia e per questo la città ha importato oggetti di lusso, come il piatto di agata. Per cui circolavano anche i modi figurativi, non solo di monete o miniature, ma oggetti artistici.

Lucca, Paolo Guidigi, che per far eseguire il monumento funebre di sua moglie (1408) scomparsa prematuramente chiama Jacopo della Quercia, il signore dimostra, così, non solo una sensibilità verso l’arte ma anche un’apertura verso le innovazioni rinascimentali. La protagonista è Ilaria del Carretto ritratta come una sovrana, Della Quercia applica le stesse regole degli affreschi e dipinti tardogotici, viene ripreso il tema della fedeltà dato dal cane. Lucca, essendo un centro minore, viene considerata periferia, tuttavia Paolo Guidigi considera la sua città, il suo regno e si comporta da sovrano e chiama corte numerosi artisti, per questo venne definito “illuminato”.

Un’altra arte che ha grande diffusione in Italia è quella fiamminga che subisce anch’essa un’evoluzione rinascimentale, ma con caratteristiche diverse, per questo Panowski afferma che si può parlare di Rinascimenti poiché non solo in Italia viene sentita questa esigenza di modelli figurativi nuovi. Rinasce l’ampiezza della cultura classica e rinasce nel luogo che è stato fucina della cultura romana, in questo periodo viene ignorata l’arte greca che verrà rivalutata solamente nel ‘700 con l’archeologia e Winckelmann.

I due grandi regni del periodo sono il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, due poli che nel Rinascimento si sono sempre fronteggiati per le mire espansionistiche sul territorio. Ebbero contatti con la Francia e per questo nell’arte padana vi sono influenze d’oltralpe.

Una parte importante è dettata dal sud e dal Regno di Napoli, un’arte importante per il contatto con gli stranieri, nella quale confluiscono l’arte fiamminga e quella italiana, maggiore esponente è Antonello da Messina. Il ruolo di Firenze in questi anni è ancora marginale, non era la sede di una corte, era condizionata dalla ricerca di autonomia e contrastava la preponderanza dei Visconti.

Sulla penisola c’era anche Roma, dove era rientrato il papa trasformando lo stato del Vaticano in uno stato solido e forte.

Opere e artisti del rinascimento

  • Lorenzo Monaco, Madonna col Bambino e Santi, Empoli: linguaggio in linea col fondo oro che richiama la tradizione, pieghe abbondanti nelle vesti (caratteristica del tardogotico, espediente che indica la preziosità delle stoffe), volontà di dare peso alla figura umana dopo la riscoperta della statuaria classica, tuttavia in quest’opera le persone sono ancora figurine. La scultura, in questo caso, è facilitata dal mezzo che contiene già in sé la tridimensionalità, ma la pittura no. Per cui nei primi anni del ‘400 è un’assoluta novità il fatto che Brunelleschi riesca a rendere in disegno la terza dimensione. Gli artisti riproducono la realtà nei minimi particolari, ma non riescono a dare in pittura la profondità.
  • Incoronazione della Vergine, Uffizi, tripartizione del legno del polittico, la novità sta nel fatto che pur seguendo la tripartizione in personaggi fuoriescono dai loro limiti dando vita ad un contesto unico. Nei pilastri sono rappresentati i santi, al di sotto vi è una ripartizione della predella che conserva ancora una forma polilobata. Queste opere paiono ancora legate alla tradizione giottesca.
  • Lorenzo Ghiberti, formazione da orafo (era la base per gli artisti) in un contesto tardogotico. La sua cultura tardogotica non verrà offuscata dalle novità che fiorentine di Brunelleschi, Donatello e Masaccio.
  • Lorenzo e Jacopo Salimbeni, producono un’arte marchigiana con uno stile collocato nel periodo: Lorenzo Salimbeni, Storie di San Giovanni Evangelista, presenza di vegetazione ricca, abbigliamento signorile, ricchi abiti: gusto figurativo del tardogotico con la particolarità dei colori squillanti, legati al gusto dell’artista. Gli stessi colori sono riproposti nella Crocifissione dell’Oratorio di San Giovanni, che subisce il procedimento di strappo.
  • Lazio, Tarquinia, due opere di Filippo Lippi: Cappella Palazzo Vitelleschi; Madonna di Tarquinia, Palazzo Barberini, la prima a scopo pubblico e la seconda privato, commissionate dallo stesso committente. Nella seconda possiamo notare già un accenno di prospettiva, l’architettura ripete le formule architettoniche non realistiche, si crea così un irrealismo prospettico. L’affresco è destinato alla Cappella di uso pubblico, mentre la Madonna è di piccole dimensioni, sono caratterizzate da gusti diversi, la seconda è già quasi rinascimentale.

Si può dire che il Rinascimento si afferma alla metà del secolo poiché vi è un cambio generazionale ed inizialmente, la prospettiva è solo sperimentale. Masaccio ha capito, ancor prima di Brunelleschi, che ciò che faceva la differenza in pittura è la luce, così come nelle opere di Filippo Lippi.

Santa Caterina, Galatina, cicli molto preziosi, partizioni architettoniche di travature divise da colonne, modalità consueta di spartire le storie in episodi per dare una continuità di narrazione. Rimandi ad una tradizione giottesca diffusasi anche nel sud Italia. Il pittore di Galatina scende a compromesso anche con la tradizione del gotico: scena di un torneo.

Venezia, architettura: Ca’d’Oro, Giustiniani, Ca’Foscari, Palazzo Ducale, architettura che non può avere delle fondamenta tradizionali, ma su palafitte, sorgendo nella laguna, ciò non consentiva un appesantimento della facciata. La decorazione si avvale, perciò, di bucature: doppio o triplo loggiato che diventano aerei man mano che l’edificio sale.

Pittori veneziani: Jacobello del Fiore, Trittico della Giustizia, arcangelo, San Michele e la Giustizia rappresentata con spada, bilancia e i due leoni, simbolo di Venezia. Anche dal ‘500, con Tiziano, questa immagine della Giustizia sarà sempre un rimando a Venezia.

Jacopo Bellini a bottega, processioni davanti alla Basilica e la piazza, dove scorgiamo il Palazzo Ducale. Il vedutismo è un genere che nasce a Venezia e poi si esporta in tutta Europa. Immagine della potenza e della magniloquenza delle cerimonie veneziane, cerimonie che la Repubblica veneziana fa anche fuori dal territorio per via dei commerci con l’Oriente: veduta di Costantinopoli e Santa Sofia, sempre una processione di personaggi del governo veneziano. Elementi che poi diverranno importanti: folla di dignitari, rappresentazione della forza del governo, attualizzazione del linguaggio con architetture reali, che esistevano realmente, presenza di una natura espressa attraverso il cielo reso reale dalle nuvole e dal chiarore, attenzione all’elemento atmosferico. Si vuole rendere il qui ed ora, attualizzazione dell’immagine.

Bottega Bellini

Quadri di piccolo formato a scopo privato, in cui viene inaugurato un nuovo genere: la Madonna col Bambino, quella di Jacopo Bellini ricorda ancora il tardo-gotico, con la Madonna che regge il figlio quasi senza sentimento.

In questo momento nelle opere è possibile distinguere più mani e non è facile capire quale sia il maestro, ma vi sono delle figure preminenti come:

Gentile da Fabriano

Gentile è un appellativo vasariano dato alla sua pittura. È un artista marchigiano, molto attento alla natura. Andrea de Marchi ha approfondito quello che è stato il ruolo delle Marche attraverso mostre, arrivando al ruolo importante di Ancona come luogo di affluenza per la sua posizione portuale. Gentile si è subito formato come maestro, è stato coinvolto da subito in committenze importanti. Spostandosi verso nord fu voluto sia dal papa che dalla Repubblica Veneziana. È evidente che la sua formazione era calata nel tempo, in particolare si rifaceva alla preziosità di Simone Martini, nelle stoffe, nel fondo oro e negli ornamenti. La luminosità aveva anche lo scopo di rinfrangere la luce per dare profondità.

  • Affresco del Duomo di Orvieto, Vergine col Bambino, arte di Gentile che si è già evoluta: chiaroscuro che caratterizza la Madonna e che evidenzia la tenuità dei colori. È stato eseguito dopo la Pala per Palla Strozzi per cui erano appena finiti gli affreschi per la Cappella Brancacci di Masaccio, la cui intuizione sulla rappresentazione della luce era già stata assorbita.
  • Madonna col Bambino tra S.Giuliano e S.Nicola, linguaggio prezioso ed irreale ancora legato ai pittori senesi trecenteschi, alberelli resi architettonici che simulano lo scranno dove è seduta la Vergine. Punzonatura del fondo oro per renderlo più rinfrangente + novità della bordatura dei mantelli con la sovrapposizione dell’oro a pastiglia (tecnica orafa del riempire i vuoti incisi con colature di smalti od oro), sempre per quell’intento di esasperato decorativismo, ma anche per dare maggiore evidenza alle rappresentazioni.
  • Madonna col Bambino di Perugia, peregrinare di Gentile nella penisola. Avergli riconosciuto da vivo il ruolo di maestro. Un’altra variante della stessa rappresentazione. Lo scranno del trono conserva degli elementi architettonici, ma accompagnati da elementi naturalistici.
  • Polittico di Valle Romita, contatto con il contesto veneziano e Jacopo Bellini, sfondo con paesaggio con architetture e colline astratte tipiche del favolismo tardo gotico. La definizione di “Gentile” gli fu data da Michelangelo per la grazia delle sue opere, come si vede dal gesto della Madonna verso il perizoma del bambino. Di nuovo aggiunta di oro nel mantello della Madonna, simulando il chiaroscuro toscano. Aureola della Madonna incisa con l’oro, poiché a Venezia c’è anche molta disponibilità della materia.
  • Madonna con S.Giuliano e S.Lorenzo, i santi sono di schiena e quindi di scorcio, c’è un dialogo tra la Madonna e il S.Giuliano. Rappresentazione dell’affetto con i gesti avvolgenti della Madonna nei confronti del bambino. Gentile intuisce che i personaggi non devono essere frontali tutti, ma capisce che può esserci prospettiva, segno del suo passaggio a Firenze. L’aureola è fuori asse, ma c’è già una sperimentazione della prospettiva.
  • Adorazione dei Magi, la sua opera più importante per Palla Strozzi, il quale per suo stesso volere si fa rappresentare nell’opera con intento celebrativo. Tripartizione del Polittico che, però, egli contraddice non rispettando i limiti lignei (come fece anche Lorenzo Monaco). Si dice che Palla Strozzi avesse concesso un appartamento ed abiti costosi all’artista, al quale è riconosciuto il suo grande ruolo. Gentile si è fatto aiutare da maestranze per realizzare la parte lignea del polittico. Inventa la variante di inserire all’interno degli spazi ristretti delle rappresentazioni di piante e fiori, rimanendo legato al naturalismo tardo gotico.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentinadesa99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Torlontano Rossana.
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