Storia dell'arte moderna
Lezione 1 - 18-09
Corso monografico: Gaudenzo Ferrai, nato a Valduggia nel 1457 circa, morto a Milano nel 1546. Opere più importanti sono a Vercelli, Novara e Varallo (Sacromonte). Alla fine del '500 era considerato uno dei più importanti artisti italiani, amato fino al 20esimo secolo.
Il grand teatro montano
Roberto Longhini lo dedicò a Gaudenzo Ferrai, un amante degli angeli. Sacro: Gesù, angeli (solo uomini), Madonna, etc. Profano: il resto. Nel 1527 il sacro di Roma: la nuova religione luterana entra a San Pietro.
Bibliografia
Manuale tardogotico e neorealismo. I maestri della scultura.
Lezione 2 - 19-09
Italia 400: paese frammentato, massima espansione del signore di Milano (Visconti), lo stato della Lombardia si espande fino ad arrivare all'Italia centrale. La Valsesia era la valle più a occidente dello stato di Milano, il confine con lo stato dei Savoia è il Sesia, siamo dentro la diocesi di Novara, valle chiusa che termina con il Monte Rosa. Economia oggi che si fonda sul turismo. Più si sale verso Alagna e più il paesaggio muta e cambia.
Sacro monte
Santuario di Varallo a 500m di altezza. (Specchi d’acqua, valle verde e poco piovosa) molte strutture abbandonate, popolazione dedita alla pastorizia e coltivazione. Valle ricca di chiese, oratori, etc (sacro). Nei centri isolati di Varallo ancora abbiamo testimonianze del periodo tardogotico.
Cappella dell'Alpe Seccio (Varallo)
Costruita nel 1446, decorata con affreschi del 1446 a cui vengono aggiunti quadri settecenteschi nel corso dei secoli. 1440-1470 zone periferiche: si dipingeva senza un forte tasso di innovazione figurativa. Non si producono scene narrative ma c’è una forte riproduzione di santi e figure/simboli religiosi poiché queste cappelle servivano per celebrare la messa per i gruppi di pastori. Santi legati all’attività pastorale.
- Sant'Antonio Abate: si preoccupava di curare i malati dal fuoco di San Antonio con il grasso di maiale.
- Apostoli seduti a messa: rappresentati in piedi nel 1446 e troviamo i nomi dei santi scritti sulle tovaglie.
- Raffigurazione San Bartolomeo: o scuoiato vivo o malattia.
- Oratorio è intitolato a San Lorenzo + raffigurazione in cui si distingue San Lorenzo perché viene arrostito su una griglia.
1470 Chiesa di San Pantaleone a Oro di Boccioledo: affreschi tardogotici datati 1476 - madonna incoronata e accerchiata da angeli con un manto di pelliccia. Affreschi realizzati da un pittore di Novara chiamato Jhoannes De Campo, pittori che non escono mai dalla stagione tardogotica (stile a suo modo elegante ma fuori tempo), pittore molto attivo.
Angeli e raffigurazioni
Angeli con muso allungato a furetto. Sono raffigurate anche le storie della Beata Palacea, ovvero rappresentazione di santi locali venerati solamente in una determinata zona geografica, in questo caso non si esce dalla Valtellina. Facciata dell’oratorio: all’esterno si trova una raffigurazione della ruota della fortuna e San Cristoforo, santo che ha un’enorme diffusione nel tardomedioevo e inizio età moderna, raffigurazioni monumentali che si trovano spesso all’esterno degli edifici. I pellegrini ricorrevano alla protezione di San Cristoforo prima di intraprendere grandi viaggi. Si riteneva che se una persona nell’arco della giornata avesse visto una figura di San Cristoforo, sarebbe fuggito alla malasorte e alla mala morte.
Nella Valtellina il tardogotico è una novità: c’è una situazione prospettica rispetto alla rappresentazione dei santi nella cappella di Alpe Seccio. Santa Maria delle Grazie del 1485: prospettica con San Battista, un bambino che benedice un uomo nobile ai piedi > committente, ed è privo di aureola, applicate foglie d’oro e cornice di quercia. Il personaggio in ginocchia si chiama Marco Scarolino, segretario del marchese di Varallo (Monferrato, Guglielmo Ottavo), politico che risale alla metà dell'400. Non esistono i documenti per riconoscere chi sono i creatori dei dipinti (di solito si firmavano) ma si creano dei nomi convenzionali per un gruppo di opere (maestro x): lo stesso che ha dipinto tra il 1474 e il 1479 un ciclo di affreschi con le storie di Santa Margherita (maestro di Crea) pittore rinascimentale e prospettico.
Lezione 3 - 26-09
Monumento a Gaudenzio Ferrari nel 1874 che attesta la duplice identità di Gaudenzio Ferrai (presa ispirazione dal monumento che si situa in Piazza della Scala a Milano). Il convento costruito in questa zona possiede ancora un tetto costruito con una copertura di beole (che è diverso dal mattone e dal cotto, caratteristici lombardi). È collocato centralmente nel paese alla pendice di un colle, tetto a capanna, portico demolito e assoluta assenza di decorazioni (perdute nel corso del tempo).
La cappella in cui doveva essere messo il polittico era ancora in costruzione, voluta da Scarolino, dove ora è defunto. Come pittore venne chiamato il maestro della cappella di Santa Margherita a Crea = nome convenzionale.
Nel santuario di Crea, situato sulle colline vicino a Casale Monferrato troviamo un ciclo di affreschi che raccontano la storia di Santa Margherita, con un linguaggio fortemente espressionista, il linguaggio di un pittore che conosce la grande pittura del '400. Pittore “raro” di cui si conoscono solo gli affreschi di Santa Margherita a Crea, che sono loro che danno il nome all’artista: il polittico di Varallo. Un quadro a Berlino e uno in una collezione privata. Pittore molto legato alla tipologia di pittura che si faceva a Pavia: siamo propensi a credere che sia un personaggio della famiglia Sfarzotti: famiglia di pittori dell’alto milanese, padre Pietro, figli Martino e Francesco, gruppo famigliare legato alla famiglia Campagnigo, sempre dell’alto Milanese/Varese. Si pensa che il pittore sia Francesco Sparzotti. L’identificazione dei personaggi ha permesso di capire che sono stati fatti tra il 1475/79.
Il polittico Scarolino non è l’unica testimonianza di cultura Sparzoniana, a Rinasco troviamo un dipinto che risale all’ultimo decennio del '400, si trova nella parrocchiale di Rinasco, non sappiamo come ci sia arrivato ma si pensa sia lì dall’antico. Questo quadro rappresenta una madonna con un bambino allattante, siamo di fronte ad una traduzione popolare di un'iconografia, traduzione popolare di un altro modello più nobile e ricercato della madonna Litta (conservato a San Pietroburgo), dipinto da Giovanni Antonio Boltracchio (studente di Leonardo). Probabilmente possedeva origini aristocratiche, e sappiamo di certo essere nella bottega di Leonardo tra il 1490/95.
Questo dipinto arriva in Russia nella metà dell’800, conosciamo il disegno preparatorio che sta a Berlino, disegno preparato e fatto su carta azzurra con una punta di metallo, con la quale non è possibile correggere il disegno. Il sacro monte conosciuto solo come il sepolcro di Varallo, nel XV secolo era difficile andare a Gerusalemme per via di pirati nel mare e quindi vennero costruiti luoghi santi della Palestina in luoghi più vicini e meno pericolosi da raggiungere.
Questa ipotesi si realizza proprio a Varallo grazie a un frate francescano. Vuole ricostruire esattamente Betlemme, Gerusalemme e Nazareth: impresa che dura parecchio tempo (dal 1441 e nel 1486 autorizzazione ad accettare la donazione dove costruire da un lato il convento di Santa Maria delle Grazie e un terreno dove ricostruire Gerusalemme > nel 1491 sono terminati i lavori del Sepolcro). Nel 1943 vengono consegnati a padre Caimi diverse cappelle. Gaudenzio = pittura artigianato. Si producono immagini per far fronte alla volontà geniale del frate Caimi. Nella prima fase del lavoro la cappella era popolata da figure, come se fosse un presepe > In questo modo si intensifica la devozione.
Tra le cappelle più antiche: cappella dalla quale provengono le statue (nel XVI secolo si passa dal legno alla terracotta, nel XVI secolo si inizia ad usare il marmo puro, il marmo di caparra che caratterizza la produzione di Michelangelo, dove la scultura colorata rimane ai margini della produzione artistica, solo per le sculture popolari). Policrome sono le statue della cappella dell’Unzione, dove veniva costruita la storia di Gesù dopo la sua morte, dove veniva posto su una pietra e unto con degli oli prima di essere messo nel sepolcro. Statue primitive ma conservate bene. Queste sculture non si trovano più nel loro contesto d’origine ma si trovano nella pinacoteca di Varallo, sostituite da opere più moderne. Sono sculture che danno vita ad un gruppo che manca di elementi: alcune mani sono rotte, policromia non sempre presente, pezzi mancanti, la testa del cristo è stata aggiunta successivamente insieme a delle dorature.
Opere la cui policromia è stata realizzata da un pittore Sparzoniano, opere che si collocano circa nel 1490. La barba e i capelli del Cristo sono stati scalpellati successivamente. “Pietra dell’unzione”: realizzata da 2 scultori che vivono tra il 400 e il 500, si chiamano fratelli Donati, il più anziano va a Casale Monferrato, il minore muore nel 1516: non sappiamo dunque distinguere le mani dei due fratelli, siamo di fronte ad un mondo romantico, lavorano attraverso botteghe, caratterizzati da un lavoro artigianale. I due fratelli compiono opere di basso costo e qualità, ma realizzano anche dei grandi complessi: il capolavoro rappresentato da un insieme di 4 sculture > 1480 il più antico Santa Maria del Monte, due rilievi si trovano al Castello Sforzesco e due nella Basilica di Santa Maria. Bassi rilievi di policromia di bassa qualità e lignee. Bassi rilievi prima separati da una stampa (differenza dallo schizzo all’opera: l’incisione non viene riprodotta nell’opera).
Mantegna: più esemplari di cui non conosciamo i disegni preparatori, a dx troviamo San Giovanni Evangelista disperato per la morte di Gesù, Maria svenuta e altre due che la sostengono. Il corpo di Gesù morto dentro il sudario, due personaggi robusti che tengono il corpo di cristo, Marcia Maddalena con le braccia invasate e un altro uomo che le soffia il naso. La versione dei Donati: diversa anche se rappresenta la stessa scena, piccole modifiche. Gruppo di Varallo: rappresenta il momento subito dopo la crocifissione, riconosciamo bene i personaggi perché sugli scolli ci sono i nomi. L’unzione di Gesù: pietra su cui si trova Gesù nella tela di Mantegna di Brera, non sappiamo dove siano finiti i pezzi della pietra (dopo un lungo periodo di circolazione) ma abbiamo una circolazione di pietre dell’unzione nei dipinti di questo periodo. La pietra rossastra la vediamo anche in un dipinto degli anni 80 del 1400 > Francesco Buon Signori che troviamo a Verona rappresenta la Madonna con bambino e il bambino su una lastra di pietra simile a quella di Mantegna.
Gottardo Ponzio, venuto a Milano diventa un grande editore della Milano del 500, nel 1514 pubblica una guida del Sacro monte di Varallo, di piccolo formato provvista di iconografie delle opere presenti. Esiste solo un esemplare nella biblioteca colombina di Siviglia. Il figlio di Colombo compra questo libretto intorno agli anni 20 del 1500. Conosciamo lo stampatore ma non l’autore. Importante testimonianza.
Lezione 4 - 01/10/18
Polittico destinato alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, attribuito al Maestro di Crea > mostra una cultura che delinea le novità prospettiche della nuova eredità di pittura italiana. Il polittico si trova nella pinacoteca di Varallo. Madonna con il bambino allattante che mostra una conoscenza iconografica delle soluzioni innovative leonardesche. L’esemplare che si trova ad Arnaldo è un dipinto che è nato per la devozione privata che è stato assegnato a Volpi. Ci dimostrano una cultura seriale dove l’innovazione conta molto meno di ciò che è considerata oggi, è una cultura conservativa, dove niente si buttava. Se una Madonna era funzionale e adatta a ciò che poteva raffigurare si continuava a portare avanti. Incisioni in rame, molto più comodi da trasportare. Sacro monte di Varallo: riproduzione topo mimetica dei luoghi della Palestina (Betlemme, Nazareth e Gerusalemme). Il cantiere del Sacro Monte è andato avanti per secoli e le testimonianze più antiche sono di difficile recupero, molti manufatti non si trovano più al loro posto.
Gruppo ligneo policromo dei fratelli De Donati (il lenzuolo non è originale). Questo gruppo ha una forte valenza teatrale. Sappiamo solo che la madonna deve essere sorretta altrimenti cadrebbe, ma non si sa se San Giovanni fosse in secondo piano. Fratelli Donati: I fratelli De Donati sono due fratelli tra i più importanti riguardanti la scultura in legno. (Giovanni Pietro, Giovanni Ambrogio). Il pittore del gruppo scultoreo non è il fratello Ludovico, ma uno dei Sfarzotti. I fratelli sono molto prolifici: hanno a monte la realizzazione di un capolavoro, un ciborio costituito da dei grandi rilievi (Flagellazione, crocifissione e deposizione). Queste sculture ci fanno capire quelle che erano le novità figurative del tempo (Era infatti basato su un'incisione del Mantegna).
La scultura lignea era molto diffusa nel nostro territorio, proprio perché essendo pieno di montagne e boschi, il legno era un materiale da reperire facilmente e molti artisti, celebri o meno, si dedicarono a queste rappresentazioni. Nelle chiese milanesi non abbiamo più testimonianze lignee proprio perché si andava alla ricerca di continue innovazioni. In contesti più poveri erano ovviamente meglio conservati. Nel corso del XV secolo in Italia rimarrà continuamente il gusto per l’oro. Nella chiesa di S.Giovanni Pedemonte si trovava un altare per San Pietro Martire. Una volta distrutta la chiesa i pezzi di quest’altare si sono sparsi in tutto il mondo. I De Donati realizzano anche una produzione seriale di presepi, manufatti rari e sculture lignee. A Caspano di Civo, in Valtellina troviamo la chiesa di San Bartolomeo risalente all’ultimo decennio del 400. La cornice presenta motivi archeologici. perdere il colore, private appositamente della policromia durante il 900, percezione del manufatto differente. esempi due sculture tenute a sondrio: san lorenzio (santo diacono, fascia diaconale, giovane, graticola) san rocco (gamba nuda esibisce piaga della peste, veste corta e bastone da pellegrino, spesso raffigurato anche con ampio cappello e cane).
Sempre nella chiesa di Caspano di Civo nella cappella a sinistra c’era un compianto sul cristo nel quale erano raffigurati Nicodemo (discepolo di Gesù), Giuseppe da Rimatea, Maddalena, San Giovanni e le altre Marie. C'è stato un restauro drastico. Fino 10 anni veniva montato una sorta di basamento per portare Cristo in processione, per cercare di ritrovare il supposto assetto originale che non conosciamo. Opera a Oltrazio su lago di Como 1508 polittico. Sempre nella chiesa di San Bartolomeo a Caspano troviamo un altro polittico rappresentante un episodio di Lazzaro di fronte a Maddalena e Marta (1508), ancora provvisto della cornice originale era stato rubato e successivamente ritrovato dai carabinieri 2-3 anni fa. Alla base dei pilastri ci sono due figure: San Bartolomeo (rosso, sanguinante, senza la pelle) e Santo Bambino San Simonino (un bambino di Trento cui si diceva fosse stato ammazzato dagli ebrei. Santo usato nella campagna antiebraica).
Il Sacro Monte dopo l’intento topo-mimetico diventa una specie di parco a tema. Nel corso del 500 ha un aspetto differente poiché le cappelle venivano usate come teatri disposti in un ambiente naturale senza una disposizione precisa. Nel santuario di Varallo troviamo una scultura che risale al principio del 600 di un frate francescano che tiene in mano un modellino del Sacro Monte. Di fianco al sepolcro troviamo un'incisione che spiega l’intento originale della creazione del Sacro Monte.
Lezione 5 - 02/10/18
Guido Mazzoni (modenese) ha realizzato una serie di compianti, i quali (quasi tutti) hanno perso la policromia originale e non ne conosciamo la disposizione originale. Nel loro contesto originale del 400 l’impatto era decisamente più forte perché non c’era un’illuminazione chiara, bensì un’illuminazione di candele che causavano una diversa percezione degli oggetti e dell’ambiente.
Nel gruppo della chiesa di Santa Maria di San satiro, al compianto si aggiungono personaggi canonici > Giuseppe da Erimatea e una persona nera con un aspetto esotico. Chiesa di impianto rinascimentale anche se possiede origini più antiche. Cristo in legno intagliato e dipinto a Varallo, per tanto tempo è stato situato all’aperto in cima alla fontana della piazza di fronte alla basilica del Sacro Monte. “Cristo della fontana”, possibile non fosse la sua collocazione originaria. Lo scultore è sconosciuto (no fratelli De Donati perché la faccia non era tondeggiante e la barba non era tipica loro). Nel 1980 spostata la statua originale e messa una copia. Nella guida si dice che sulla fontana c’era un Cristo ma ci dice anche che dalle piaghe del Cristo usciva dell’acqua quindi all’interno probabilmente c’erano dei tubi (se la testimonianza è fedele alla realtà) però la copia che abbiamo adesso non presenta alcuna tubature, si pensa che questa stava da qualche altra parte del Sacro Monte e quando il Cristo con le condutture si è rovinato è stata recuperata questa e messa sulla fontana. Può essere un Cristo di una delle più antiche cappelle del Sacro Monte > si può capire ad esempio dalle dita delle mani e dei piedi che s...
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