Arte Tardoantica (IV-VI secolo)
L’arte tardoantica copre il periodo che va dal III al VI secolo e rappresenta la rottura della tradizione
naturalistica dell’arte greca, per dare origine a nuovi stili portati da civiltà come quella bizantina e carolingia:
tale rottura è principalmente legata alla situazione politica, economica e sociale, che nei momenti di di coltà
portava le persone al bisogno di evasione e distacco, concretizzandosi nello slittamento verso l’irrazionale,
come confermato anche dalle nuove forme di spiritualità che si di usero in quel periodo. A ciò aggiungiamo
la scalata al potere di nuove classi legate all’esercito e alle province rurali, che non si riconoscevano nelle
manifestazioni artistiche della vecchia aristocrazia senatoria. Essa si sviluppa quindi dal lone dell’arte plebea
e provinciale romana, praticata dalle classi inferiori o periferiche dell’Impero. Altri due elementi che donano
all’arte tardoantica la sua sionomia sono il Cristianesimo e le invasioni Barbariche.
Storia.
Contestualizzandolo storicamente possiamo dire che il periodo di crisi che a ronta l’Impero Romano è
compreso tra la morte di Commodo, avvenuta il 31 Dicembre del 192, e l’ingresso di Costantino a Roma, il 29
Ottobre 312. Tale periodo è diviso in tre parti: governo della dinastia dei Severi, dall’avvento di Settimo
Severo nel 193, alla morte di Alessandro Severo, nel 235; governo degli imperatori militari, dal 235 al 284
(anarchia militare); Diocleziano e la Tetrarchia, tra il 284 e il 312. Quest’ultimo periodo è particolarmente
importante: Diocleziano aveva avuto necessità di trovare un nuovo sistema per assicurare la stabilite del
potere e della sicurezza imperiale; pertanto pensò alla creazione di un gruppo di 4 persone che formassero
una famiglia imperiale, due Augusti, possessori del potere supremo diviso tra parte occidentale e parte
orientale, a ancati da due Cesari, imperatori più giovani subordinati agli Augusti e destinati alla successione.
Nel 286 Diocleziano a da l’incarico di secondo Augusto per la parte occidentale dell’Impero a Massimiano,
mentre nel 293, Costanzo Cloro e Galerio sono nominati Cesari, il primo d’Occidente, il secondo d’Oriente.
Tuttavia i risultati della riforma tetrarchia non furono quelli sperati: a seguito della dimissione di Diocleziano e
Massimiano nel 305, la lotta per il predominio riprese e dopo anni di guerre civili, nel 312, Costantino, glio di
Costanzo Cloro, scon sse Massenzio, glio di Massimano nei pressi del ponte Milvio, alle porte di Roma.
Costantino conquistò così l’Occidente, mentre in Oriente vi governava Licinio, subentrato a Galerio.
Successivamente, nel 324, Costantino scon sse Licinio, diventando così unico Imperatore, e proprio in
Oriente, a Bisanzio, nel 330, egli sposterà la capitale dell’impero che assumerà il nome di Costantinopoli, che
divenne una splendida e ricchissima città.
A seguito della scomparsa di Costantino vi fu un periodo in cui si successero almeno dieci diverse gure fra
imperatori e usurpatori; nel 379 divenne imperatore Teodosio I il Grande che, appena l’anno dopo, emanò
l’Editto di Tessalonica, proclamando la religione cristiana il culto u ciale dell’Impero. A Teodosio
succedettero Arcadio, in Oriente, e Onorio, in Occidente, entrambi però sotto la guida del generale vandalo
Stilicone. Nel 402, la capitale dell’Impero Occidentale fu spostata da Milano a Ravenna, mentre Roma è
lasciata al sacco da parte dei Visigoti di Alarico, nel 410: l’impero d’Occidente dovette iniziare ad adattarsi a
convivere con i barbari. Nel 476, il Re barbaro Odoacre depose l’ultimo imperatore d’Occidente Romolo
Augusto, evento che segnò la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. Ma la sua permanenza non fu
duratura, in quanto nel 493 egli venne scon tto da Teodorico, Re degli Ostrogoti, che si stabilì a Ravenna e
regno su tutta l’Italia per più di trent’anni. Intanto, nel 527, Giustiniano ascese al potere come imperatore
dell’impero d’Oriente, e attuò una politica di riconquista dell’Italia, con l’intento di ricostituire l’impero
Romano, grazie all’aiuto dei suoi dati generali Belisario e Narsete: tra il 532 e il 534 Belisario riconquista
l’Africa del Nord, da un secolo caduta nelle mani dei vandali, mentre tra il 535 e il 540 sbarca in Sicilia e inizia
la riconquista delle regioni meridionali; sarà tuttavia Narsete a completare l’opera di riconquista nel 552. Nel
565 Giustiniano muore e con lui il sogno di ricostituire l’Impero nella sua completezza.
Caratteristiche.
La nuova arte comportò l’avvento di autentiche rivoluzioni e di nuove tecniche di lavorazione:
reimpiego di materiali, come il marmo, o elementi architettonici (capitelli, fusti, trabeazioni) a causa di una
• minore disponibilità di pietre;
distacco dalla realtà e concezione anti-naturalistica dell’arte;
• ribaltamento di tutte le prospettive su un piano unico;
• sfalsamento delle proporzioni, non più secondo natura, ma secondo una ‘gerarchia morale’;
• Accentuazione espressività delle gure, tramite il risalto dei tratti individuali e la rappresentazione patetica
• dei volti nella ritrattistica;
Accentuazione degli e etti di chiaroscuro a scapito del modellato;
• Preferenza per la posizione frontale e ssità per i personaggi principali, che favorirono il successo del
• mosaico;
predilezione per i metalli preziosi, come oro, argento, avorio, marmi colorati, pietre dure, lavorati con l’arte
• della toreutica: decorazioni a incavo e/o a rilievo tramite il cesello, lo sbalzo e l’incisione;
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l’utilizzo del vetro per la creazione di oggetti di gran lusso;
• L’opus sectile: tecnica che utilizza marmi, o anche paste vitree, tagliati per realizzare pavimentazioni e
• decorazioni murarie a intarsio;
Utilizzo del por do rosso, pietra estremamente dura e di cile da lavorare, originaria dell’Egitto, esclusiva
• per manifatture imperiali;
Arte Paleocristiana (IV-V secolo)
L’Arte Paleocristiana si sviluppa in concomitanza al periodo dell’Arte Tardoantica.
Storia.
A partire dal periodo di Costantino si ebbero radicali cambiamenti dal punto di vista religioso: nel 313 venne
emanato l’Editto di Milano, che proclamava la libertà di culto per i cristiani ponendo ne alle loro
persecuzioni; tuttavia è sotto Teodosio che la religione cristiana, con l’Editto di Tessalonica del 380, diventa la
religione u ciale dell’impero.
Ricordaimo che inizialmente i cristiani si riunivano i case private, dalle quali nacque il termine di ECCLESIA,
che identi ca sia la comunità che l’ambiente da essa occupato. I primi luoghi di culto veri e propri furono i
TITULI, che presero il nome dal TITULO, ovvero una tavoletta indicante, sulla porta di ingresso, il nome del
proprietario dell’edi cio: erano abitazioni dotate di più piani, a disposizione dei cittadini benestanti per la vita
comunitaria religiosa; inoltre, ospitavano sacerdoti e diaconi, e potevano essere luogo di attività creative,
come scuole per fedeli. Agli inizi del IV secolo si contavano, presso la città di Roma, 25 tituli. A seguito della
libertà concessa ai cristiani, questi ultimi si dedicarono ad un’intensa opera di edi cazione di imponenti edi ci
pubblici consacrati alla loro religione: le Basiliche. Le basiliche erano edi ci già esistenti ma con funzione
civile, a pianta latitudinale, suddiviso in tre navate e dotato di due absidi sui lati brevi. Quelle cristiane
subirono delle modi che architettoniche: presentano simile pianta, con l’ingresso spostato su uno dei lati
brevi, da cui scompare una delle due absidi, alla cui estremità opposta rimane l’altra, spesso dotata di ricchi
mosaici dorati. Frequentemente, nelle basiliche cristiane, le navate sono intersecate da un corpo trasversale,
ovvero un transetto, che conferisce alla pianta una struttura cruciforme: o a croce latina, con transetto più
corto rispetto alla lunghezza delle navate (immissa o commissa), o a croce greca, con transetto pari alla
lunghezza delle navate che per questo è detta a pianta centrale (più di usa in Oriente).
Caratteristiche:
Scultura principalmente costituita da produzione di sarcofagi, con gurazioni simboliche inserite accanto a
• ra gurazioni cristiane che tendono a organizzarsi, ponendosi al centro di una composizione allusiva alla
salvezza;
Pittura principalmente di usa nelle catacombe, con rielaborazioni di temi pagani e ra gurazioni simboliche
• accanto a soggetti delle Sacre Scritture, de nite da un naturalismo classico che si evolve verso una
tendenza all’astrazione e alla sempli cazione;
Architettura principalmente dedita alla costruzione di luoghi di culto, prima privati poi pubblici.
•
Basiliche.
Le basiliche cristiane presentano solitamente 3 o 5 navate, determinate da le di pilastri o colonne
sormontate da architravi o archi a tutto sesto, sui quali poggia la travatura (ovvero mediante travi) lignea del
tetto, il quale, nella navata centrale e nel transetto è a capriate (implica un innalzamento del livello del tetto
rispetto al resto dell’edi cio), mentre nelle laterali è a spiovente. La navata centrale è solitamente doppia o
comunque più larga di quelle laterali, e anche più alta per la presenza di ampie nestre nelle pareti. L’abside è
semicircolare e coperta da una cupola a quarto di sfera, detta catino absidale; l’area dell’altare maggiore e
dell’abside è detta presbiterio, rialzato e cinto da una bassa transenna in legno o marmo, spesso tagliata o
traforata i cui elementi sono detti plutei (in alcuni casi, specie in oriente, la transenna è molto alta e ospita
iconogra a, tanto da prendere il nome di iconostasi). Alle prediche e letture è riservato il pulpito, una tribuna
rialzata accessibile da una scala, che si trova a lato dell’altare o nella navata centrale. In alcune basiliche vi
sono delle gallerie al di sopra delle navate laterali, che in origine erano riservate alle donne e per questo
chiamate matronei. Nelle basiliche più antiche è presente un arco trionfale che collega la navata centrale al
transetto, oppure che incornicia l’abside dietro l’altare maggiore: sua funzione, chiaramente simbolica, è
quella di celebrare il trionfo di Cristo sulla morte e sul male. Ai lati dell’abside vi sono due ambienti, in origine
dedicati alla vestizione del clero e all’esposizione dell’ostia consacrata, detti generalmente pastoforia, più
dettagliatamente diatonico (a destra) e protesi (sinistra). Talvolta, la basilica è preceduta da un atrio
rettangolare detto nartece, in origine destinato ai penitenti e ai non battezzati, che ovviamente non potevano
accedere all’interno della chiesa; qualora ai due lati corti del nartece si sviluppino due absidi semicircolari,
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Storia dell'arte medievale
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Storia dell'arte medievale - Benedetto Antelami p.2 + L'arte gotica