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STORIA DELL’ARCHITETTURA MODERNA – professoressa Renata Samperi

LEZIONE 1 – 3 MARZO 2022 – UMANESIMO e RINASCIMENTO

CONTESTO STORICO

Dopo la pace di Lodi, Italia frammentata.

Arte: Trinità di Masaccio (vediamo l’ordine che inquadra l’arco e anche la volta a botte cassettonata), Storie

di Salomone di Ghiberti, ritratto di giuliano da sangallo di Pietro di Cosimo (importante è il rapporto che c’è

ora tra committente e architetto), ecc.

Leon Battista Alberti è stato sicuramente a Ferrara.

San Pietro abbiamo tanti disegni che mostrano la costruzione della basilica di san Pietro nelle sue varie

fasi. La su costruzione iniziò dal transetto. Bramante aveva realizzato una struttura temporanea (il tegurio)

che doveva proteggere l’altare principale durante la fase di cantiere. Pilastri a sbarra sostengono dei

pennacchi trapezoidali su cui poggia la cupola centrale della basilica.

NEL TRECENTO

Rinascenze ≠ Rinascimento

Con il termine Rinascenze si fa riferimento a opere che si avvicinano a quelle rinascimentali anche se non lo

sono.

Classificazione: Architettura classica -> classicismo -> rinascimento -> manierismo -> barocco

Questa concettualizzazione di periodi storici non deve però creare limiti, non deve ingabbiare le opere, ogni

opera può mostrare delle variazioni rispetto alle caratteristiche del periodo.

Umanista = Colui che si dedica agli studi del passato antico, soprattutto romano e in parte anche greco. Un

tipo di studio che usa l’approfondita conoscenza dl passato per generare un rinnovamento nel presente.

Rivalutazione dell’antico, consapevolezza di dover studiare l’antico.

Filologia = Disciplina dedita a ritrovare la versione originali e corretta dei testi.

F. Petrarca è toscano ma passa gran parte della vita in Francia. Va in Francia perché la corte pontificia nel

300 è in esilio in Francia; Roma senza la corte pontificia entra in crisi (“cattività avignonese”), c’era il contrasto

tra lo splendore del passato, testimoniato dai monumenti in rovina, e la crisi del presente. Petrarca vede il

medioevo come un periodo di tenebre.

Nel 300 i monumenti erano in stato di rovina. C’era una sorta di atmosfera di lutto, di perdita della bellezza

del passato. C’è necessità di un rinnovamento. Consapevolezza della perdita e del bisogno di conoscere e

studiare attraverso la filologia per poter capire e arrivare ad un rinnovamento.

Continuità -> Distanza (perdita, lutto) -> Conoscenza (prospettiva storica) -> recupero attraverso la filologia

-> Questione delle fonti (testi letterari, monumenti)

Umanesimo è la parte iniziale del rinascimento; l’umanesimo crea i principi su cui poi si fonderà il

rinascimento. Non sono due cose diverse, ma sono uno la base dell’altro. Il rinascimento è la concretizzazione

dell’umanesimo.

Sistema medievale del sapere diviso nelle sette arti liberali: arti del trivium (grammatica, dialettica, retorica)

e arti del quadrivium (aritmetica, geometria, astronomia, musica, a cui si potevano aggiungere la

giurisprudenza, la medicina e tutte le altre materie più scientifiche).

Gli amanuensi che copiavano i testi non conoscevano la grammatica né il contenuto di quello che copiavano

e questo provocò diversi errori, ecco perché diventa fondamentale la filologia.

IL RAPPORTO CON L’ANTICO NEL MEDIOEVO: RINASCENZE E CONTINUITÀ

Torhalle di Lorsh c’è un richiamo all’antico e all’ordine ma è evidente che si tratta di una architettura

diversa da quella antica.

Battistero di Firenze netto richiamo all’architettura antica. un dettaglio che si discosta dall’arte antica è

l’architrave che rigira.

Proto rinascimento = coincide con il romanico

Nel medioevo, mentre in Europa e in Italia si costruiscono chiese più innovative, a Roma si continua a

costruire basiliche. →

Chesa di santa Maria in Trastevere, Roma Pezzi di cornice usati come mensole poste sopra al fregio; c’è

una strana sintassi dell’ordine architettonico. Dei pezzi di gocciolatoio vengono tagliati e usati come mensole.

C’è un distacco dal rigore dell’uso dell’ordine.

LEZIONE 2 – 4 MARZO 2022 - BRUNELLESCHI

CONTESTO E BIOGRAFIA

Brunelleschi inventore della nuova architettura. iniziatore del rinascimento in architettura o comunque di

questo rinnovamento che si compie in architettura basato sul recupero del patrimonio antico. Orafo,

orologiaio, scultore, pittore prospettico, architetto. Inventore della prospettiva.

Testo in pdf -> Brunelleschi e la nuova architettura fiorentina di bruschi

Cenni biografici Nasce nel 1377 e muore nel 1446. Inizia a lavorare come architetto nel 400. Vasari

descrive Brunelleschi come un “uomo donato dal cielo”, con lui l’architettura ritrovò

misura e proporzione dopo un periodo di “fabbriche senza ordine, con mal modo, co

tristo disegno, ...”. grande attenzione agli ordini architettonici e all’architettura

antica.

Fece tanti viaggi a Roma, molto importanti per la sua formazione. Il biografo di

Brunelleschi fu A. Manetti. Egli viaggiò a Roma insieme a Donatello e insieme

giravano a fare rilievi attraverso disegni molto dettagliati.

Radici del rinnovamento che si concretizzò con Brunelleschi Grande importanza di Firenze fin dal

tardo 300 poiché qui ci sarà una crescita

economica e affermazione della classe

borghese (una classe piuttosto avanzata

dal punto di vista culturale che portò

anche un rinnovamento culturale.

Quindi Firenze alla fine del 300 fu

protagonista di un rinnovamento

economico e culturale. Sarà in questo

clima che Brunelleschi inizierà anche un

rinnovamento architettonico.

Chiesa di san miniato al monte

Romanico fiorentino. Chiesa romanica ma non coperta a volta (in Italia le volte sono limitate ad alcune aree

geografiche), ci sono colonne e pilastri (alternanza sassone. Non ci sono le volte ma ci sono gli archi

diaframma che si impostano nei punti in cui ci sono i pilastri; questi archi diaframma determinano la

suddivisione in campata della navata, nonostante l’assenza delle volte. C’è un elemento semplicemente

disegnato lungo la parete che corre tangente alla chiave dell’arco che può essere ricondotto a una

trabeazione, anche se solo disegnata e non tridimensionale; questa trabeazione collegata all’ordine maggiore

ma anche tangente agli archi crea continuità tra i due, si collega ad entrambi i sistemi. Ogni elemento si

“incastra” con l’altro, non si può spostare qualcosa altrimenti si scompone tutto, sistema sintattico. Sopra i

capitelli ci sono i pulvini. La maggior parte degli ordini sono addossati alla parete. In corrispondenza delle

colonne addossate alla parete ci sono dei tronchi di trabeazione tridimensionali (delle porzioni di trabeazione

che fanno capire all’osservatore che quella disegnata nelle pareti è una trabeazione).

Ciborio di santa cecilia a Roma

Arnolfo di cambio (allievo di Nicola piano). Rapporto tra ordine e arco di tipo sintattico.

Arco acuto che rende tutto meno rigido a differenza dell’arco a tutto sesto. Ordine più

piccolo posto sopra alle colonne. Sintagma arnolfiano: sistema che impiega l’arco e

l’ordine architettonico, basato sulla regolazione reciproca degli elementi che lo

compongono, in modo che ogni elemento non può variare senza che variano con esso

anche gli altri elementi.

Ciborio di san paolo fuori le mura a Roma

Arnolfo di cambio. Stesse caratteristiche del ciborio di santa cecilia. Ci sono i pulvini.

Visione di frate agostino e del vescovo

Giotto. Vediamo l’ordine inquadrato dall’ordine.

Formelle del battistero Concorso per le porte del battistero, sacrificio di Isacco, formelle

di Lorenzo Ghiberti e Brunelleschi.

LE SUE OPERE

Cupola di santa Maria del fiore

La cupola non viene costruita insieme alla chiesa. La cupola all’inizio non c’era.

L’Alberti scrive riguardo a questa cupola. Egli riconosce che la cupola era stata costruita “senza aiuto di

travamento alcuno”, lo capisce senza che nessuno glielo dicesse; inoltre, la descrive come una “volta sferica

ad angoli”.

Brunelleschi non usa una armatura completa per tutta la cupola ma una armatura parziale che a mano amano

che la cupola veniva costruita veniva spostata; armature parziali, come se si costruiva un anello, poi si

spostava l’armatura e veniva costruito un secondo anello, poi un terzo, e così via. Brunelleschi non segue più

il processo costruttivo tradizionale, come poteva essere ad esempio la costruzione della cupola del pantheon;

egli si inventa un nuovo modo di costruire per realizzare tale cupola.

Volta sferica in una struttura poligonale (paragone con la matita, che è ottagonale, che si tempera con il

temperino, che ha il buco a cono).

La cupola è costruita da due calotte, una calotta interna strutturale e una calotta esterna di rivestimento.

Ospedale degli innocenti

Ospedale in cui venivano accuditi i bambini abbandonati.

Qui possiamo veder bene la ripresa di diversi elementi dell’antico.

La struttura venne ricostruita con dei disegni da A. Bruschi.

Il portico costituisce la parte più innovativa del progetto. Portico composta da archi su colonne e coperto da

volte a vela (volta costituita da una cupola semisferica tagliata dai piani corrispondenti ai quattro lati del

quadrato inscritto nel cerchio della cupola); la freccia dell’arco corrisponde alla metà della corda dell’arco,

grande attenzione alla modularità e alla relazione tra le parti. Il progetto originario prevedeva una sequenza

di archi su colonne inquadrate dall’ordine formato da paraste e trabeazione tangente alla chiave degli archi

(notevole richiamo a san miniato al monte: trabeazione tangente alla chiave degli archi e presenza di pulvini).

Sacrestia vecchia

Commissionata da cosimo il vecchio de medici.

È una sorta di manifesto dell’architettura brunelleschiana.

Un vano principale quadrato coperto da cupola a ombrello su pennacchi (come cupola di chiesa di santa

sofia di Costantinopoli o anche come cupola del battistero di Padova.); questo vano quadrato si associa ad

un altro vano quadrato coperto da cupola, in cui vediamo nicchie sui tre lati.

Dicotomia tra ordine architettonico in pietra grigia e parete chiara che sembra non essere portante, come

se il grigio volesse rappresentare la parte portante mentre il colore chiaro volesse rappresentare la parete

più leggera, non portante (in realtà è il contrario naturalmente). Sotto alla trabeazione vengono aggiunte

delle mensole che mettono in evidenza l’ordine murario; allo stesso modo la parte muraria viene enfatizzata

dalla marcata strombatura delle finestre (questo è quindi in contrasto con la scelta cromatica di fare le pareti

chiare, come se si volesse nascondere la sua valenza portante). Presenza di parasta filiforme sull’angolo come

per voler far sembrare che l’ordine era portante e non il muro.

San Lorenzo

Sistema di arcate su colonne ripresa dal modello della basilica paleocristiana. Elemento diverso rispetto alla

architettura paleocristiana: sopra al capitello delle colonne c’è un tronco di trabeazione e poi l’arcata.

Impianto: nella parte del transetto c’è un chiaro riferimento alla architettura cistercense, ovvero la

terminazione rettilinea/piatta delle cappelle e dell’abside affacciati sul transetto.

Razionalizzazione del sistema usato in san miniato al monte: sistema sintattico, trabeazione tangente agli

archi, archi diaframma che candiscono le campate.

Anche qui c’è la cupola su pennacchi. Sintagma (schema) brunelleschiano. La campata centrale con la cupola

su pennacchi è come se volessero imitare un grande ciborio.

Nel progetto originale non erano previste le cappelle laterali che si affacciano sulle navate laterali.

Presenza di parasta filiforme posizionata sull’angolo, come nella sacrestia vecchia.

Capitello corinzio Brunelleschi usa quasi sempre un determinato tipo di capitello corinzio; una sorta

di suo capitello corinzio standardizzato che usa in tutte le sue opere. È un

capitello un po' diverso dal capitello corinzio antico. Brunelleschi non lo copia

dall’antico ma usa dei modelli di capitelli corinzi medievali, Brunelleschi guarda

a modelli medievali locali fiorentini (differenza con altri architetti del tempo che

usano capitelli di fantasia ispirandosi a capitelli corinzi antichi e non medievali).

Il rigore di Brunelleschi era probabilmente finalizzato a stabilire dei modelli, per

creare un nuovo codice di questa nuova architettura.

Lo vediamo ad esempio in San Lorenzo o nel portico degli Innocenti.

Cappella de Pazzi

Parte centrale rettangolare affiancata da spazi coperti a botte. Volte a botte molto strette. Parasta piegata a

libro in corrispondenza dell’angolo.

(rivedi meglio appunti di questa chiesa)

Santo Spirito

Navate coperte da volte a vela. Navate laterali girano su tutto il perimetro, come se fosse un deambulatorio

che avvolge lo spazio centrale. quasi come se fosse un impianto centrico, fusione tra impianto longitudinale

e impianto centrico a croce greca. L’unico punto in cui la navata laterale “non gira” è in corrispondenza della

facciata; nel progetto originale doveva girare su tutto il perimetro, anche lungo la facciata, ma poi non venne

costruito così.

Modularità geometrica: basato sul modulo quadrato. Il quadrato delle campate della navata centrale ha il

lato pari al doppio del quadrato della campata delle navate laterali.

La parete piana è molto molto ridotto e questo denota un cambiamento nello stile di Brunelleschi; molti

interpretano questi cambiamenti come l’inizio della fase matura di Brunelleschi.

Anche qui, con in san Lorenzo. La campata centrale è trattata come fosse un ciborio.

Interessante è notare come si comportano le nicchie negli angoli, come si raccordano tra loro.

Solitamente la costruzione di una basilica iniziava con la costruzione dello spazio presbiteriale e poi di

campata in campata si procedeva con la realizzazione delle navate; la facciata solitamente era l’ultima ad

essere realizzata ed ecco perché spesso non è coerente con il resto, poiché viene fatta tempo dopo.

Rotonda degli angeli Impianto centrico. Prima chiesa a impianto centrale rinascimentale

dell’età moderna.

Spazio centrale cupolato e spazi laterali costituiti da cappelle tra loro

comunicanti. Anche qui la parete piana si riduce moltissimo poiché ci

sono molte nicchie, molte parti scavate o aperte. Non c’è una distinzione

netta tra ordine e pilastro; l’ordine sembra una parte del pilastro. Non

c’è l’ordine posizionato sull’angolo (richiamo ai romani), poiché non

essendo portante ma decorativo, l’ordine non aveva necessità di essere

sull’angolo.

Palazzo di parte guelfa

Grandi paraste che inquadrano la facciata. Le paraste e la parete sono fatte nello stesso modo, con lo stesso

materiale (come i romani).

Tribune morte di santa Maria del fiore Molto diverse dal linguaggio della chiesa medievale.

Parete scavata da grandi nicchie semicircolari

(richiamo a architetture romane). L’ordine

architettonico si fonde con la parte muraria. Continuità

del materiale. Vediamo i capitelli corinzi standardizzati

di Brunelleschi.

Lanterna di santa Maria del fiore →

1436 Modello ligneo

1446 inizio lavori

1447 Brunelleschi muore

Quindi Brunelleschi non vede la lanterna finita. C’è la voluta fitoforma.

Capitelli molto interessanti, ma sono capitelli di fantasia quindi non

brunelleschiani.

Voluta fitoforma Nell’antichità le volute venivano usate come decorazioni a piccola scala. Invece

vediamo che con Brunelleschi viene usata anche in grade scala e funge da

elemento di collegamento e raccordo. C’è anche nella lanterna di santa Maria del

fiore oppure la vediamo molto bene nella facciata di santa Maria novella.

LEZIONE 3 – 10 MARZO – LEON BATTISTA ALBERTI

CONTESTO E BIOGRAFIA

Umanista e architetto. Alberti non ha una visione ottimistica sull’uomo, ha una posizione piuttosto

contraddittoria e diversa da quella dei suoi contemporanei, i quali riponevano fiducia nell’uomo e nel suo

sviluppo. Alberti sembra rovesciare questa visione, mostra un certo pessimismo e al posto di valorizzare

l’uomo ne mette in evidenza i limiti; sostiene che l’uomo saggio è colui che riconosce i suoi limiti. Da questo

punto di vista è un personaggio problematico. Anche il dubbio, il mistero è un tema collegato alla sua figura.

Il padre era un banchiere. La sua famiglia era fiorentina ed era stata esiliata per motivi politici a Genova.

Studia a bologna dove inizia a scrivere le sue prime opere letterarie, tra cui scritti di politica ma anche di

geometria o di diritto. La sa è una scrittura molto eclettica. Mentre era a bologna stava anche per prendere

i voti ma poi non lo fece.

Dopodiché si sposterà a Roma dove inizierà a lavorare come scrittore apostolico per la corte pontificia. In

veste di scrittore apostolico lui seguì il papa in tutti i suoi viaggi. In questo periodo Roma non attraversa un

periodo facile, è appena uscita dal periodo di crisi causato dall’esilio del papa (cattività avignonese), la vita

del papa era in continuo pericolo, erano tanti i tentativi di attentato.

Firenze invece era in questo periodo piuttosto florida e Alberti si trasferirà li. Qui Alberti inizia a studiare le

arti maggiori, a partire dalla pittura. Qui Alberti redige il trattato De Pictura dedicato a Brunelleschi e ricorda

nel proemio una serie di altri protagonisti dell’arte fiorentina del tempo. Molte opere fiorentine attireranno

l’attenzione dell’Alberti, tra cui “storie di salomone” di Ghiberti, “resurrezione di Drusiana” di Donatell

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FediM181 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Samperi Renata.
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