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Venerdì 6 ottobre 2017

Necessari per l’esame: bibliografia dell’approfondimento, approfondimento, quaderno schizzi e disegni.

Cos'è la modernità? Passo n. 664 Casabella

Nella Vienna di metà Ottocento cominciano ad imporsi diverse questioni: il rapporto tra modernità e tradizione, tra forma e costruzione. Un interrogarsi sui limiti e le possibilità d’intervento dell’architetto. La Vienna dell’Ottocento si impone come luogo di crisi, di sistema di valori, di un ordine duraturo per sempre. Crisi dovuta alla particolare condizione storica. Vienna era capitale di un impero che si dichiarava erede dell’impero romano. Vienna come un impero (impero austro-ungarico) nuova Roma. La Prima Guerra Mondiale ne porterà il disfacimento. Una crisi che attraversava cultura e società contemporanea viennese. Vienna come luogo del disordine e della confusione dove più nulla si armonizza. Proprio a Vienna incontreremo Freud.

A Vienna troviamo un gruppo di artisti ed intellettuali, ciascuno nel proprio campo specifico (Egon Schiele, Adolf Loos, Otto Wagner ecc). Affrontano un medesimo tema: l’impossibilità della sintesi. Una data significativa è il 1857, l’anno dell’editto imperiale in cui si decide per l’abbattimento delle mura più interne della città e la loro sostituzione con quella che è più nota come un’arteria di traffico: Ringstrasse (1859-1872). Quest’operazione viene percepita come una sorta di proiezione sul territorio della crisi che stava attraversando la città. Parigi sembra inadatta ad accogliere la modernità alla fine del Settecento. Uno degli interventi più significativi di Parigi è quello del 1853 (Grand Croix). Uno sventramento di quartieri reso possibile dall’autorità che si trasforma. È anche in relazione a tutto questo che Vienna subirà questa trasformazione.

Sull’area settecentesca del Glacis si costruirà l’anello Ringstrasse: una struttura complessa che doveva definire e proteggere un nucleo storico e costruire una cintura di collegamento tra il centro storico e tutto intorno saranno costruiti i quartieri esterni. Un intervento difficile, a ferro di cavallo, dove complessi residenziali vengono innalzati importanti edifici vicino alla Ringstrasse come il Parlamento, il Municipio in stile neogotico ecc. Edifici differenti che non hanno nessuna relazione tra di loro e nessuna relazione con il luogo dove sono costruiti. Non avevano un luogo definito. Incapacità di stabilire un dialogo con il luogo. Un unico tentativo è quello rappresentato dall’Hofburg Forum di Gottfried Semper e Karl Hasenauer. Ai primi del Novecento, poco prima della fine della monarchia, fu infatti costruita la parte più imponente della Hofburg, la Neue Hofburg, parte del “Foro imperiale”. (Oggi ospita alcune sezioni della Biblioteca nazionale austriaca con le sue varie collezioni, insieme alle raccolte di diversi musei. Progetta due edifici che non a caso si guardano. Due edifici uguali che vanno ad individuare uno spazio che interrompe il Ring per ricongiungersi con il Palazzo Imperiale. Uno spazio capace di tenere insieme i nuovi interventi e la memoria della città.

Difendere l’identità, la forma della città è ancora possibile? Domanda cruciale che accompagna tutto il lavoro di Otto Wagner.

Otto Wagner

Josef August Lux scrive la prima monografia di Wagner. Viene presentato come architetto moderno. Lettura storiografica fortunata che in qualche modo si ispira agli scritti di Otto Wagner. Uno dei libri più importanti è “Architettura Moderna”, composto da diversi capitoli. Un libro in cui spiega che il compito dell’architetto è abbandonare gli stili storici e partire dal tempo della modernità, dal tempo dell’utile. Il compito dell’architetto è soddisfare certi bisogni. “La necessità è padrona dell’arte.” Architettura figlia del proprio tempo.

Wagner costruisce due ville per sé. La seconda molto moderna residenziale, la prima estremamente storica. La prima ripropone uno stile classico all’italiana. Si ispira alle ville palladiane. Un corpo centrale con portico ed ordine ionico, e due corpi laterali. Un modello che ci conduce a riflettere alla formazione di Wagner. Lui si forma tra Berlino e Vienna. Lo stile di riferimento è il classico all’italiana. Costruisce una grande quantità di edifici per appartamenti nel cuore di Vienna. Vere e proprie speculazioni mobiliari. Costruisce su terreni di sua proprietà per finanziare il suo studio.

  • Palazzina in Universitatstrasse, 1887: Presenta basamento bugnato. Ordine architettonico accennato solamente dalla decorazione ai piani superiori ed una ricchissima decorazione che chiude la cornice. Atteggiamento antiavanguardista.
  • Progetto “Artibus”, Vienna 1880, non realizzata: Concorso per un progetto museale. Un vero e proprio omaggio alla Vienna contemporanea. Una gigantesca cascata architettonica che invade la città. Ai margini del progetto, una piccolissima serra costruita con nuovi materiali: ferro e vetro. Ci disturba la scala, una sorta di nota stonata. Un elemento di disturbo, un attrito tra materiali, linguaggio, realtà differenti e lontane. Nel progetto Artibus coesistono una molteplicità di forme derivate da diversi stili storici: antico, rinascimento, barocco italiano e austriaco; inoltre all'interno di Artibus è inserita anche una struttura in metallo e vetro che funge da elemento di collegamento alle tecnologie del presente all'interno di questo progetto che guarda al passato.
  • Progetto di concorso per l’edificio del Reichstag a Berlino, 1882: La cupola c’è però nascosta, in ferro.
  • Progetto di concorso per il Duomo di Berlino, 1882: Partecipa al concorso per la costruzione del duomo di Berlino.

Nel 1882 costruisce la Landerbank a Vienna. Introduce un atrio circolare che fa da perno. Facciata palladiana. Bugnato e ordine architettonico. La soluzione della sala degli sportelli con un ordine maggiore e uno minore concatenati in maniera ortodossa ed una copertura, vela in ferro e vetro. Assistiamo ad una successione di progetti dove porta due mondi e linguaggi differenti. Nel 1894 tutto questo viene portato nel cuore della città: edificio delle Assicurazioni Ankerhaus. Sempre ferro e vetro. Wagner immagina una soluzione leggerissima, trasparente. Leggerezza ribattuta nell’attico dove progetta lo studio di un fotografo. Troviamo una successione di ordini che ritmano la facciata. Linguaggio del moderno sembra aggredire il linguaggio della tradizione. Sta dimostrando un attrito, un divenire e trasformarsi del linguaggio. È l’anno dove progetta la costruzione della rete metropolitana della città. Ma è anche l’anno in cui vince la cattedra all’accademia di belle arti. Una cattedra intitolata “Rinascimento”. Wagner spiegherà come il corso proprio da quel momento cambierà di contenuto.

Wagner è incaricato di costruire la rete metropolitana di Vienna. Un’operazione gestita con una rapidità impressionante (4 anni). Per far fronte a questo impegno dovrà allargare il proprio studio con allievi importanti. Stazione metropolitana di Unter-Dobling, Vienna, 1895. Trabeazione completa con le sue gutte. Parte centrale chiusa da un arco moderno in ferro. La stazione più singolare realizzata da Wagner è sicuramente quella dell’Hofpavillon. Essa, infatti, è un padiglione che funge da stazione privata per la corte imperiale, è ubicato poco distante dalla reggia estiva di Schonbrunn. Questa stazione al contrario delle altre, non è concepita come un edificio destinato ad accogliere servizi ma, essendo uno spazio privilegiato per i reali, diviene una sorta di palazzina decentrata dalla residenza estiva imperiale, con annessa una sala d’attesa di lusso. La costruzione è costituita da una struttura di base di forma cubica, sormontata da un tamburo ottagonale, ornato da elementi barocchi, le finestre a rosoni ovoidali e da una cupola di matrice bizantina di colore scuro. È presente una pensilina per l’attesa delle carrozze, in acciaio di pianta rettangolare.

A Karlsplatz vi è una stazione, a padiglioncino che presenta una struttura moderna in ferro che però non si mostra. Non si mostrano le strutture. Decorazione a motivi di girasole che continua nella decorazione in ferro. Concentra l’attenzione sul rivestimento (caratteristica della scuola viennese). La decorazione si concentra tutta nella parte alta della struttura, smaterializzando la cornice. Rapporto tra costruzione e forma. Allontanandoci un momento vediamo che il padiglioncino si raddoppia. Due padiglioni che si guardano e che inquadrano uno spazio, dove si può riconoscere sullo sfondo la chiesa di San Carlo. Stabilendo così un rapporto con il luogo e la memoria.

Gottfried Semper

(Amburgo, 1803 - Roma 1879) Architetto tedesco che lascia la Germania dopo i moti del 1848. Arriva a Vienna ed influenza gli architetti viennesi per i suoi scritti. Un libro fondamentale è “Lo Stile”. Tra le sue esperienze fondamentali è la visita alla mostra internazionale che si tiene a Londra al Crystal Palace, all’interno del quale espongono i padiglioni nazionali. Edificio montato rapidamente. I padiglioni mostrano diversi e nuovi oggetti d’uso che entreranno nelle case di tutti. Riscontra un attrito fra le merci e le forme scelte per esprimerle. Inadatte ed inadeguate. L’osservare l’inadeguatezza di una capanna caraibica esposta nei padiglioni lo porterà a riconoscere la necessità di individuare uno spazio. L’architettura nasce dalla necessità di coprirsi. Distingue chiaramente ciò che è struttura e costruzione da ciò che è involucro. E proprio nel gesto di annodare stuoie e tappeti prende il via il lavoro creativo dell’artista artigiano. L’inizio dell’ornamento viene dalla capacità dell’artigiano di intrecciare stuoie e tappeti. Distinzione fra ciò che è necessità da ciò che è elemento ornamentale e decorativo.

“Questioni di stile” Rieghel dirà che l’architettura non può prescindere dalla necessità ma deve partire dai materiali, tecniche e capacità costruttive. Nel 1897 gli allievi che lavorano con lui si uniscono a Klimt per creare il movimento della secessione in segno di protesta. Klimt guida 15 giovani nella scelta di lasciare la Kunstlerhaus per dar vita alla Secessione. Nel 1899 Wagner li segue.

Casa della secessione

Iscrizione che inneggia la libertà. Tempo, arte, libertà. Con gli allievi realizza due palazzine costruite sulla Linke Wienzeile n.38 e 40 nel 1898. Hanno una struttura estremamente complessa. La scala interna conduce ad una corte. Un organismo complesso nascosto da una facciata. La facciata MASCHERA ciò che sta dietro. La casa delle maioliche realizzata con rivestimento di maioliche per combattere l’inquinamento della città fumosa e sporca. Proteggere l’edificio rivestendolo. Il muro non ci viene mostrato come la struttura. Le finestre sembrano ritagliate nel tappeto. Ritaglio in una pelle. Disegno bruscamente interrotto dall’apertura. Usa la decorazione per restituirci la forma come forma instabile.

“Gli edifici per appartamenti moderni devono avere...Una superficie liscia interrotta solamente da una serie indifferenziata di finestre.. Le superfici rivestite di porcellana, maiolica, pietra, mosaico…per ragioni di igiene e per combattere l’inquinamento” Questo diventa massimamente evidente in un altro edificio ovvero la Cassa di Risparmio Postale (1903-1912). La facciata fa da sfondo alla piazza. Struttura trapezoidale. Ingresso con pensilina in ferro sostenuta da colonnine in ghisa che sembrano aggrapparsi all’edificio storico. Nulla del linguaggio storicista. Non abbiamo più ordini architettonici. Il controllo del prospetto è affidato al rivestimento in sottili lastre di pietra. Facciata centrale con due avancorpi. Rivestimento con lastre quadrate ed un chiodo (tenere le lastre salde fino a quando il cemento non fa presa) al centro, capocchia rivestita in alluminio. Non svolgono una funzione strutturale. Le giunture delle lastre sono perfettamente allineate. Avancorpi leggermente aggettanti, rettangolari un po’ sfalsanti, sostenute nella stessa maniera. Negli spigoli ci lascia vedere che ciò che io vedo è solo rivestimento. Rievocando in maniera consapevole la lezione di Semper.

“Il chiodo è affine sia linguisticamente che concettualmente alla cucitura. Il chiodo diviene quindi anch’esso simbolo naturale del concetto di cui si sta trattando. Forse la capocchia del chiodo, che sulla decorazione di superfici appare come una rosetta, è un motivo decorativo trasferito più tardi dal rivestimento secondario, basato sulla tecnica del metallo, all’autentico rivestimento tessile, motivo che tuttavia, anche in quest’ultimo, poteva forse essere nato in origine come bottone o laccio.”

Sala degli sportelli

Doppia copertura, in ferro, molto moderna. L’involucro avvolge lo spazio. L’involucro è il luogo di lavoro dell’architetto.

Chiesa di San Leopold allo Steinhof, Vienna, (1902-1907)

All’interno dell’ospedale psichiatrico della città. Cupola scintillante in rame dorato. Impianto a croce greca con pronao. L’ingresso si distingue per la presenza di 4 colonne doriche che non hanno funzione portante. Sono una pura citazione, portate fuori dal loro contesto. Va a sovrapporsi una pensilina in ferro su colonnine di ghisa (moderna). Si apre una finestra termale, che richiama gli edifici romani. L’utilizzo della serliana che richiama l’architettura classica. Lastre orizzontali davano supporto a quelle verticali. Imbullonate entrambe. Cupola altissima, doppia cupola. Traliccio in ferro con rinforzi orizzontali in cemento armato. Il passaggio dall’esterno all’interno ci fa capire che ciò che ci copre non è struttura. Motivi decorativi ricordano le cuciture di un tappeto. Un linguaggio che abbandona l’uso dell’ordine architettonico.

20 ottobre 2017

Chicago (Illinois)

Nel 1871 un devastante incendio brucerà per giorni distruggendo il cuore commerciale della città di Chicago. La ricostruzione di quest’area avverrà in tempi lunghissimi da architetti che verranno attribuiti alla “Chicago School”, nascita dei grattacieli. Sono anni in cui la città si sviluppa e cresce; verrà trasformata infatti in uno dei più importanti centri americani in grado di competere con le grandi città della costa del Ovest. La fortuna della città è data dalla posizione geografica e i collegamenti con le linee ferroviarie. Dal 1820 Chicago viene dotata del primo piano urbanistico. Un piano caratterizzato da una maglia ortogonale, caratteristica delle città americane (Manhattan). All’interno di questa maglia la città continua a crescere, l’unica legge che vige è il massimo sfruttamento del suolo, territorio.

Questo sistema di crescita ordinato è ricollegabile al sistema economico di Chicago: la libera iniziativa e concorrenza negli ambiti internazionali (Un sistema protezionistico che garantirà una crescita esponenziale fino al 1893 che l’America entrerà in crisi).

All’interno di questa maglia uguale già dal 1840, si assiste ad una sorta di concentrazione delle attività commerciali lungo il canale. Gradualmente in modo inesorabile si assiste ad una concentrazione delle attività terziarie alle quali corrisponde una dispersione delle residenze, non operaie, ma medio-alte, fuori la città in una successione di quartieri e sobborghi. Le costruzioni delle attività commerciali e le residenze degli operai vennero concentrate lungo il fiume, nell’area che verrà colpita dall’incendio del 1871. Da questo sviluppo bipolare nasce la figura del grattacielo: edificio commerciale alto che potrà sfruttare il valore del suolo e garantire allo stesso tempo la complementarietà delle funzioni che il nodo terziario richiede.

“L’architettura non consiste più nell’arte di progettare edifici quanto piuttosto nella brutale estrusione verso il cielo di un qualunque lotto l’imprenditore immobiliare sia riuscito a mettere insieme” - Rem Koolhaas.

Un grattacielo per svilupparsi e crescere ha bisogno di grandi innovazioni in ambito tecnologico e scientifico. Dopo l’incendio del ’71 sorge il problema di mettere a punto dei sistemi costruttivi antincendio e sistemare le fondazioni galleggianti. Nel 1888 Leroy Buffington brevetta un sistema costruttivo antincendio. Prevedeva di ingabbiare le strutture metalliche in una sorta di involucro di muratura, affogare così le strutture metalliche nel laterizio, nella terracotta o nel cemento.

Diverse furono le innovazioni di quegli anni: il sensore di sicurezza, la produzione dell’acciaio, la macchina da scrivere, il telefono, la luce elettrica, la produzione a basso costo dell’acciaio, ma una delle più importanti in ambito architettonico fu l’invenzione nel 1971 degli ascensori (capaci di dare lo stesso valore commerciale a tutti i piani): “grande emancipatore delle superfici orizzontali situate oltre il pianterreno”. Il Tribune Building fu il primo edificio contenente un ascensore. Richard Morris Hunt, 1873-75, New York.

William Le Baron Ingegnere, aveva studiato a Pa...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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