Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Qui ci sono grandi proprietà fondiarie con tenute da più di 1000 ettari. Solo il 5% era coltivabile a

causa del clima. Qui il contadino è socialmente emancipato ma non sono avvenuti i riscatti della

terra.

2) TERRE NERE

Sono molto fertili e produttive. Importante fattore è anche il nodo ferroviario e la nascita di

industrie legate all’agricoltura. Vi è una certa diversificazione delle colture. Molti contadini devono

l’importante è

avviare il riscatto delle terre. Qui la manodopera.

3) STEPPE DEL SUD

Ci sono ampie estensioni non coltivate (le cosiddette terre vergini) e il servaggio è quasi

sconosciuto. C’è un utilizzo di manodopera stagionale.

4) RUSSIA OCCIDENTALE (Baltico e foce del Danubio)

Qui si favoriscono i contadini piuttosto che i proprietari.

Il bilancio della commissione è che la riforma è un concetto che varia a seconda delle zone.

Secondo questa “fotografia” ad ogni nobile spettano 600 desiatine, a un contadino solo 52(quel

che possa vivere di sussistenza). Le cause maggiori dell’arretratezza sono: la tassa

poco per far sì

personale e le quote esorbitanti di riscatto. La commissione fece dunque un rapporto sfavorevole

sulla Comune. Il grande merito della comune era che assicurava ai contadini un fondo inviolabile.

Inoltre si evinse che la produzione non era buona in quanto l’unico metodo che i contadini

conoscevano era quello della rotazione, senza conoscere le tecniche moderne né gli strumenti che

gli sarebbero stati utili.

Uno dei personaggi più emblematici fu Cubalov che si fece promotore di un progetto costituzionale

che aveva come fonte ispiratrice il modello inglese. Obiettivi del suo progetto erano:

ad un’azienda agricola sotto i vecchi proprietari

-Ritorno

- Riattribuire le funzioni amministrative ai proprietari terrieri.

Questo progetto, che riduceva la riforma, fu respinto sia dai liberali che dai conservatori. Tuttavia, è

espressione di un clima nel paese che sta cambiando.

INDUSTRIA

Gli anni successivi all’emancipazione videro una grande attività industriale. Lo sviluppo più

importante si ebbe nel campo delle costruzioni ferroviarie. Il forte sviluppo delle costruzioni

ferroviarie creava una richiesta d’acciaio che giovava all’industria metallurgica. Le costruzioni

ferroviarie ebbero grandi effetti sull’economia e stimolarono enormemente il commercio dei cereali.

L’emancipazione ebbe effetti negativi sui settori industriali che avevano utilizzato manodopera

servile poiché gran parte della manodopera una volta libera abbandonò le miniere e gli stabilimenti.

Invece le industrie che già prima usavano operai salariati adesso prosperavano. Nel 1860 venne

creata la Banca di Stato che sostituì le precedenti banche di proprietà statale e lo stato rese pubblico

il proprio bilancio.

LA NAZIONALITA’ riguardò la Chiesa, l’amministrazione e il sistema scolastico. Le norme

La politica di russificazione

per l’istruzione vennero applicate anche in Polonia, dove la lingua di insegnamento doveva essere il

russo. Durante questo regno vennero presi taluni provvedimenti in favore degli ebrei: fu abolito

l’arruolamento per i bambini; a talune categorie di ebrei fu concesso di risiedere al di fuori delle

aree in cui potevano vivere soli ebrei.

IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO E IL REGICIDIO

Durante gli anni 70 cominciarono a nascere movimenti di stampo nichilista. Queste attività minori

“movimento dell’andata del popolo”. Centinaia

furono sostituite da un movimento di massa, detto

di giovani andarono nei villaggi a predicare fra i contadini le idee rivoluzionarie. Davano troppo

nell’occhio e ben presto furono presi di mira dalla polizia. I membri più radicali credevano che il

governo prima di pretendere l’aiuto del popolo doveva concedere a questo i diritti politici. L’altra

ala riteneva che si potesse raggiungere l’obiettivo costringendo il governo a cedere mediante

l’uccisione dei suoi membri dei suoi membri e dello stesso zar. La rottura avvenne: da un lato la

contadini che respinsero il terrorismo. L’altro

Divisione Nera che riaffermò il suo interesse per i

“Volontà e fecero dell’uccisione dello zar il primo obbiettivo e

gruppo fu denominato del popolo”

dopo vari tentativi nel 1881 fu lanciata una bomba contro la carrozza dello zar che uscì per

informarsi dell’avvenuto e fu lanciata un’altra bomba, questa volta letale.

ALESSANDRO III

Alessandro III era un uomo schietto ed onesto e cercò di fare del suo meglio per il paese. Tuttavia

questo meglio non bastò e ciò si evinse alla fine del suo regno in quanto durante ci fu una relativa

L’uomo che esercitò la più grande influenza sullo zar

pace e stabilità. fu Pobedonoscev, fanatico

devoto all’autocrazia.

Al Ministero dell’Interno vi fu dapprima Ignatev e poi Dmitrij Tolstoj. Tra il 1881 e il 1905 si attuò

il processo di contro-riforme. Le caratteristiche principali degli ultimi due decenni del regno fino

alla guerra col Giappone del 1904 furono:

dell’agricoltura / progresso industriale.

-Ristagno dell’istruzione.

-Regresso

-Russificazione della metà non russa della popolazione.

RIFORME

AMMINISTRAZIONE

Il centenario dello Statuto di Caterina fornì l’occasione per un manifesto che dichiarava che la

nobiltà doveva avere come in passato la priorità nella direzione militare e civile e

nell’amministrazione locale. Lo scopo essenziale era di porre i contadini sotto l’autorità del

Ministero dell’Interno ed eliminare l’influenza esercitata su di essi dagli zemstvo eletti dall’intera

popolazione.

Il giudice di pace (che aveva funzionato da collegamento tra gli organi collettivi e i contadini) fu

sostituito nelle città dai giudici municipali. Nelle zone rurali fu creato un funzionario detto

“comandante territoriale” che doveva far parte della nobiltà. Questi aveva ampi poteri sulle autorità

contadine di volost’ e di villaggio: poteva sospendere i verdetti dei tribunali di volost’. Tutto ciò

rientrava in una politica intesa a mantenere i contadini sotto uno stato di tutela e rendere loro

difficile quella pratica di autogoverno necessaria per la trasformazione di antichi servi della gleba in

cittadini liberi. Il governo non osò mai abolire del tutto le autonomie locali ma le autorità non si

limitavano solamente a osteggiare le pubbliche espressioni politiche ma limitavano qualsiasi

iniziativa locale, anche prive di entità politica.

LA SCUOLA E LA VITA CULTURALE

Durante il regno di Alessandro III fu Deljanov a occuparsi della questione dell’istruzione e della

cultura. Egli unì una politica dura nei riguardi degli studenti, alla discriminazione sociale.

L’impressione fu quella di un governo che mirasse ad ostacolare qualsiasi progresso dell’istruzione.

Fu emanata una legge per cui furono aumentati i poteri degli ispettori responsabili verso i

che dovevano essere d’ora in avanti nominati

provveditori, rettori, presidi e professori universitari

dal ministro e non più scelti dai consigli accademici. Dopo alcuni anni di disinteresse cominciarono

ad esserci disordini nelle università. Gli studenti cominciarono a declamare il diritto di formare

organi interni all’università. Lo scopo di Deljianov era quello di tenere fuori dall’università le

persone di umili origini e per questo aumentò le tasse. Negli anni 80 la censura diventò sempre più

forte e norme speciali furono emanate per le biblioteche e le sale di lettura pubbliche, per i giornali.

La Russia non riusciva a procedere nel processo di modernizzazione perché nel momento in cui uno

Stato intraprende questa strada, per colmare il divario tra le differenze di classe, vi devono essere 3

lo sviluppo industriale, l’urbanizzazione e una

presupposti: buona istruzione su scala nazionale.

LA RUSSIFICAZIONE

Fu nel regno di Alessandro II che la russificazione diventò una direttiva politica ufficiale. Al

governo si rivendicò, accanto all’antico, un nuovo fondamento di legittimità: oltre che in nome

dell’autocrate nominato da Dio, la fedeltà ad esso venne richiesta in nome della nazione russa.

Coloro che ritenevano che la lingua russa e il popolo russo dovessero avere il primo posto

nell’impero diventarono più numerosi ed influenti e soprattutto comparvero nella cerchia

russe dell’impero:

governativa. Vittime della russificazione furono tutte le popolazioni non tedeschi

baltici, finlandesi, armeni. Nelle scuole polacche le sole materie che potevano essere insegnate in

polacco erano la religione e la lingua. La situazione degli ebrei peggiorò tanto che da molti il

regicidio fu attribuito a uno di loro. Si possono distinguere due tipi di antisemitismo: uno negli

ambienti governativi, l’altro nelle masse analfabete. Molti, vittime del malcontento, furono gli ebrei

che parteciparono negli anni 70 al movimento populista.

LO SVILUPPO SOCIALE

AGRICOLTURA

Negli ultimi decenni del secolo l’agricoltura rimase stagnante. La maggioranza dei contadini non

disponeva né delle cognizioni né delle risorse per migliorare le colture e il governo fece ben poco

per aiutarli poiché totalmente rivolta all’industrializzazione. Gli strumenti agricoli erano primitivi,

anche gli aratri. La vastità del paese non permetteva che le terre fossero produttive ovunque e si

cercò una soluzione nel passaggio degli alimenti da zone a maggiore produzione a zone a minore

produzione. Un altro problema fu la sovrappopolazione delle terre rurali, soprattutto nella zona

centrale delle terre nere. Nelle terre avvenivano due tipi di affittanze: una si aveva nel caso di un

contadino povero che dava in affitto tutta la terra ad un contadino più ricco e lui andava a

guadagnarsi da mangiare nelle zone industriali; l’altro era il caso del contadino ricco che prendeva

in affitto ampi appezzamenti di terra dei proprietari e li coltivava insieme ai suoi cospicui poderi.

Un numero crescente di figli di contadini si spostarono nelle città diventando definitivamente operai

industriali. La ricerca di lavoro provocò movimento di massa in due direzione: a Mosca e verso le

regioni agricole in espansione della Nuova Russia e del Caucaso. La possibilità per migliorare la

sorte dei contadini era quella di riesaminare i pregi e i difetti della società comunitaria e di quella

individuale. Le critiche anti comunitarie venivano soprattutto dal Ministero delle finanze ed erano

frutto di considerazioni economiche: la debolezza economica della Russia era dovuta proprio alla

incoraggiando l’iniziativa individuale. Coloro che

Comune, si sarebbe avuto un progresso soltanto

erano a favore erano soprattutto coloro che credevano nell’ideologia di tenere a bada i contadini

avendo la terra sicura e far sì che non si formasse un proletariato.

Nel 1899 le uscite superano le entrate, dunque la Russia è in una situazione di debito. Le

problematiche sono:

dell’indebitamento dei contadini: i contadini dovevano

-L’aumento pagare il Testatico (tassa sui

contadini maschi da quando nascono a quando muoiono) e a questo si accumula la quota per il

riscatto della terra.

All’arretratezza interna si accumula la crisi esterna.

- Crisi esterna: I prezzi dei cereali cadono. La

Russia risponde limitando gli investimenti e cercando di far affidamento sui propri terreni, ma

mettendo a coltivare più terreni si mette a repentaglio la fertilità degli stessi in quanto non si ha la

possibilità di ruotare le colture. Diminuendo i pascoli inoltre, diminuisce anche il fertilizzante per la

terra (il letame) e la terra diventa sempre meno produttiva. Manca inoltre la diversificazione, si

esporta quasi solo grano.

L’attenzione pubblica fu però richiamata all’attenzione con la carestia del ’91-’92 che causò dai

4000 ai 5000 morti e rappresentò un bagno di realtà. La carestia mise in luce l’arretratezza del

sistema: la causa immediata era il cattivo raccolto, gravato dalla politica economica attuata sui

contadini che agli inizi degli anni ’80 avevano riserve (in denaro e in alimenti) e che adesso non

avevano più. Il governo cercò di reagire con una legge che stabilisce che la distribuzione della terra

debba avvenire ogni 12 anni.

Nel 1900 fu istituita una commissione per esaminare la situazione dei contadini e il Ministro delle

Witte fu messo a capo di una speciale Commissione per la necessità dell’industria agricola

Finanze

che lavora per tre anni. Durante la prima fase egli è quasi ignorante in materia contadina e infatti

all’inizio è dalla parte della Comune. I problemi che emergono sono:

-Il destino della comune

questione dell’uguaglianza giuridica dei contadini.

-La Per modernizzare il paese dal punto di vista

economico e sociale era assolutamente necessario rendere il contadino un cittadino libero.

Witte incarica Rittic di fare un’indagine sui vantaggi economici della Comune sui contadini. Dal

suo rapporto emerge che la Comune aveva totalmente disatteso le aspettative e aveva favorito la

formazione di una povera maggioranza e di una ricca minoranza. Tutto ciò sfavorendo la nascita di

un proletariato urbano.

Una delle proposte di Witte è la costituzione di aziende familiari autonome, ma la legge non passa

con una dichiarazione dello zar che afferma l’inviolabilità della Comune.

a lungo fu lo status separato del tribunale di volost’,

Un altro tema dibattuto il quale mancava di

quel personale qualificato che potesse far sì che i contadini si integrassero nel sistema giuridico

diventando cittadini liberi a tutti gli effetti. La commissione raccomandò la loro abolizione. Ma

prima che la Commissione avesse terminato i suoi lavori la Russia si trovò immersa nella guerra

con il Giappone, fu sciolta dallo zar e furono approvati solo alcuni emendamenti: l’inviolabilità

della comune; l’abolizione della responsabilità collettiva della comune per il pagamento degli

indennizzi.

L’arretratezza agricola fu la causa principale della debolezza economica e il malcontento dei

contadini unito alla guerra con il Giappone furono le principali cause dello scoppio della

rivoluzione del 1905.

ECONOMIA NAZIONALE

Mentre l’agricoltura stagnava, gli altri settori facevano a sue spese progressi dovuto innanzitutto

alla iniziativa privata. L’organo principale della politica economica fu il ministro delle Finanze. Il

primo che tenne questo ufficio sotto Alessandro III fu Bunge che dovette rimettere in ordine le

finanze russe dopo la guerra con la Turchia. Ex professore di economia, mostrò di avere a cuore la

sorte della gente comune. Introdusse in Russia le prime leggi per la protezione dei lavoratori

industriali, abolì l’imposta sul sale e istituì la Banca fondiaria contadina. Al tempo stesso aumentò

dazi di importazione per proteggere l’industria russa.

sensibilmente i

Il suo successore Vysnegradskij si dedicò allo sviluppo industriale e al miglioramento della bilancia

commerciale. Aumentò le imposte indirette, esercitò pressione sulla popolazione agricola perché

vendesse i raccolti al fine di aumentare le esportazioni ed elevò fortemente i dazi di importazione.

Il terzo Ministro delle Finanze fu Witte, uno dei maggiori statisti dell’800. Aveva intrapreso la

carriera burocratica ed era diventato un esperto dell’amministrazione ferroviaria. Il suo obiettivo era

la grandezza dello stato russo. Il modo migliore per assolvere a questo compito era

l’industrializzazione, per incrementarla c’era bisogno di:

-Protezionismo: Mantenne alte le tariffe doganali e le imposizioni fiscali.

L’industrializzazione aveva bisogno di prestiti

-Gold Standard: e capitali stranieri, questi potevano

essere attratti solo dalla stabilità finanziaria, e la prova migliore di stabilità era che il rublo fosse

posto su base aurea: ciò che realizzò nel 1897. Molti prestiti affluirono dalla Francia e dal Belgio.

-Sviluppo agricolo: Abolire la Comune contadina; introdurre nuovi macchinari; Mantenere i

prodotti agricoli bassi rispetto a quelli industriali.

l’ordine economico doveva procedere di pari passo

Un altro problema che Witte mette in luce è che

con l’ordine civile. Lo sviluppo economico doveva anche andare di pari passo con lo sviluppo

dell’arretratezza può essere risolto solo se si risolve il problema

amministrativo. Il problema

dell’autocrazia, anch’essa riformata. Witte affrontò anche una polemica con il

che doveva essere

Ministero degli Interni sulla questione degli zemstvo. Witte ha una visione ambigua di questa

assemblea che mina il prestigio dell’autocrazia, anche per le tasse che gli zemstvo chiedevano. Coloro

che lo attaccano credono che una sana industria deve far sì che ci sia una forte produzione interna,

dunque manifatturiera. Tuttavia Witte viene attaccato ma senza che gli si proponga una alternativa.

sviluppo dell’economia nazionale

-Lo nel ventennio in cui questi tre uomini furono in carica può

essere esaminato sotto quattro aspetti:

SVILUPPO INDUSTRIALE

Fu questo il periodo della costruzione della Transiberiana. Il nuovo boom ferroviario mise in moto

lo sviluppo industriale dell’Ucraina. Sorsero imponenti stabilimenti metallurgici, ci fu lo

il settore maggiore dell’industria russa, con

sfruttamento dei pozzi di petrolio. Il tessile rimaneva

l’industria cotoniera di Pietroburgo. La forma principale di appoggio da parte del governo fu la

protezione doganale. I dazi di importazione furono aumentati e ne soffrirono soprattutto i beni di

consumo e le materie prime. La politica di protezionismo si accompagnò a un aggressivo

nazionalismo russo. Le grandi industrie danneggiarono gli artigiani e lo Stato cercò di aiutarli

destinando alcuni fondi per sussidiarli.

POLITICA DEL LAVORO

Nella maggior parte delle città i lavoratori erano figli di contadini e la mancanza di ogni

qualificazione non poteva certo procurargli dei buoni salari e la concorrenza di manodopera

permetteva di tenere bassi i salari. Per aiutare le loro condizioni venne emanata una legge per cui

veniva vietato il lavoro ai fanciulli al di sotto dei 12 anni, l’orario venne limitato fra i 12 e i 15 anni

a 8 ore giornaliere e obbligò i datori di lavoro a permettere agli adolescenti di frequentare la scuola.

Altre leggi proibirono il lavoro notturno di bambini e donne.

FINANZE STATALI

A pagare il prezzo del progresso furono i contadini e i poveri delle città. LE principali entrate statali

erano le dogane e il monopolio sugli alcolici. MA vi erano anche altre tasse come quelle sul

tabacco, lo zucchero, i fiammiferi e il petrolio. L’altra fonte di entrata erano le ferrovie.

Le spese principali erano le forze armate e gli interessi per i prestiti.

COMMERCIO ESTERO

Il migliore cliente era la Germania. Per i prestiti, i contatti ci furono con la Francia e il Belgio.

Le critiche mosse contro Witte furono quelle di gravare troppo su contadini e classi povere e che

per l’agricoltura si faceva troppo poco. Witte era accusato di vendere la Russia ai rapaci capitalisti

stranieri. Lo stesso Marx affermava in questo periodo che se la rivoluzione non fosse avvenuta

quanto prima possibile la Russia sarebbe finita nelle mani dei capitalisti.

LE CLASSI SOCIALI

Il censimento del 1897 fece evincere una struttura sociale così organizzata:

-Nobili ereditari (appartenenti alla nobiltà terriera ma anche ai gradi più alti delle forze armate e

della burocrazia civile e una parte considerevole dei liberi professionisti)

-Gli ecclesiastici di tutte le religioni

-Vi erano poi le classi superiori della città quali: i cittadini ragguardevoli(professionisti) e mercanti

(la classe imprenditoriale e commerciale).

L’élite colta a quel tempo era divisa tra: Professionisti(figli dell’intelligencija) e scrittori. I

professionisti si distaccavano dall’intelligencija che si proponeva come unica soluzione

all’autocrazia. Tuttavia i professionisti volevano aiutare lo sviluppo del Paese. La nuova

intelligencija venne così chiamata: Intelligencija radicata. Entrambi sono accomunati dal desiderio

di aiutare il popolo. Molti sono i funzionari di stato: medici, biologi. Tutto ciò si scontra con

l’assurdità del governo per cui tutto deve essere posto sotto il proprio controllo. Per cui molte

iniziative sono represse. La prima intelligencija era stata caratterizzata da uno spirito di positivismo

materialista. Con la seconda intelligencija, i valori borghesi vengono criticati in quanto non

esprimono lo sperimentalismo. Il senso di precarietà porta allo spiritualismo (in contrasto con il

materialismo industriale) che porta ad un interesse verso l’Oriente. Cercano un cambiamento

RADICALE.

Nelle città le condizioni erano nel complesso migliori ma lo squallore e la miseria erano pur sempre

L’afflusso nelle città dei contadini in cerca di lavoro faceva salire i prezzi degli affitti anche

enormi.

in luoghi squallidi.

-LE classi più povere della città; I contadini comprendevano una classe consistente di individui che

appartenevano alla classe dei contadini ma che si guadagnavano da vivere nelle industrie. Gli ultimi

due gruppi indicano il totale della classe lavoratrice.

NICOLA II

Alessandro III morì nel 1894 e gli successe Nicola II, molto più intelligente e sensibile. Anche

Nicola fu educato a credere che dovesse mantenere il principio dell’autocrazia, sostenne Witte, ma

diffidava degli intellettuali ed era ostile agli ebrei.

I PARTITI POLITICI di posizione da parte dell’opinione pubblica e ciò porta

Durante questo periodo si ha la prima presa

alla nascita dei partiti politici. In Europa l’origine di questi ultimi fu di stampo liberal-borghese: il

loro scopo principale era l’abolizione dell’Ancient Regime. Questo obiettivo si diramò tra liberali e

repubblicani. Solo in successione ai partiti di stampo borghese si svilupparono partiti del popolo,

come quello socialista. In Russia invece nascono prima i partiti del popolo, quelli socialisti e

populisti e poi quelli borghesi dopo la rivoluzione del 1905 in quanto prima di allora una borghesia

vera e propria non era mai esistita. Nel decennio fra l’avvento di Nicola II e la crisi rivoluzionaria

del 1905 si ebbe lo sviluppo di quattro movimenti politici:

-Nazionalismo

- Marxismo: anni ’80 le idee marxiste stavano diventando molto in voga tra gli studenti

Alla fine degli

universitari. Il marxismo fu per i giovani russi una rivelazione, soprattutto per il modo specifico,

concreto e scientifico di affrontare i problemi che contrastava con il vago romanticismo populista, i

quali slogan erano vaghi e antiquati. Durante lo stesso periodo nelle fabbriche si erano andati a

come fine l’auto

formare alcuni gruppi di lavoratori che avevano miglioramento. Questi accettavano

volentieri l’ingresso di studenti e di altre persone istruite disposte ad aiutarli nella loro istruzione. Il

loro fine non era solo l’educazione politica quanto quella in generale. Allo stesso tempo gli

intellettuali volevano interagire con i lavoratori. Dal 1889 funzionò a Pietroburgo un Circolo

centrale operaio che collegava insieme vari gruppi di piccoli lavoratori, ed altri gruppi di

intellettuali marxisti, a uno di questi aderì Lenin, segnando l’inizio della sua carriera rivoluzionaria.

I marxisti non dovevano limitarsi solo a propagandare le loro dottrine, ma dovevano anche prendere

contatto con le masse, scoprire ciò che essi desideravano e guadagnarsi la loro fiducia. A causa di

questa propaganda molti furono arrestati, tra cui Lenin. I superstiti decisero però di fondare il nuovo

partito che prese il nome di Partito operaio socialdemocratico russo (RSDRP). Il primo tentativo di

fondare un partito socialdemocratico fu seguito da aspre divisioni fra i membri del gruppo.

La realtà della vita russa favoriva la posizione di Lenin, in quanto un movimento di massa in un

Paese con regime autocratico non era possibile e l’azione politica avrebbe dovuto avere carattere

“CHE formulò l’idea del “partito di tipo nuovo” necessario per la

cospiratorio. Lenin in FARE”

lotta rivoluzionaria, modello del suo partito bolscevico. Il partito doveva basarsi sulla conoscenza

delle teorie marxiste e su una rigorosa disciplina interna. Gli intellettuali avevano il compito di

convincere i lavoratori della necessità di costruire dei sindacati, di lottare contro i padroni, di

governo questa o quella legge desiderata. Lenin voleva limitare l’appartenenza al

ottenere dal

partito a chi non ne accettava il programma e a chi non partecipava personalmente. Egli voleva dei

rivoluzionari attivi. La scissione avvenne nel momento in cui Martov decise di opporsi al progetto

designato da Lenin. Ci fu una votazione e andarono a formarsi due gruppi: i Bolscevichi

(maggioritari, il gruppo di Lenin) e i menscevichi( la minoranza). Quando sopraggiunse in Russia la

crisi rivoluzionaria il partito socialdemocratico era diviso in queste due fazioni.

-IL LIBERALISMO:

Questo termine è stato usato per indicare una vasta gamma di opinioni e di attività politiche che si

estendevano dai dirigenti degli zemstvo (di tendenza conservatrice) fino agli intellettuali radicali a

cui si diede il nome di socialisti. L’interesse maggiori dei membri degli zemstvo più moderati era di

migliorare il benessere pubblico, a tal fine era necessario che tutti i dirigenti degli zemstvo si

riunissero. Questi giungevano ad auspicare anche l’esistenza di un qualche organo rappresentativo

per la consultazione dello zar con il popolo.

Dall’altro lato vi erano dirigenti degli zemstvo più radicali (che vennero poi definiti come “Terzo

elemento”) le cui principali richieste erano l’abolizione delle punizioni corporali e l’istituzione

dell’istruzione secondaria. Essi appoggiavano anche l’abolizione del tribunale di volost’ per far

entrare i contadini a pieno nel sistema statale.

Durante questo periodo gli studenti universitari ricominciarono ad interessarsi di politica e le

università divennero accaniti centri di opposizione al governo. Davanti ai liberali si aprivano due

strade: Una era di premere sul governo al fine di consentire una maggiore partecipazione alla

politica sociale ed amministrativa; l’altra era quella di creare un’organizzazione politica illegale e di

far propaganda per ottenere una costituzione e libertà politiche. Ci fu una riunione, a cui

parteciparono membri degli zemstvo e dell’intelligencija radicale e che decretò la nascita del partito

illegale di opposizione, l’Unione di liberazione. Il suo obiettivo era quello di abolire l’autocrazia e

stabilire un governo costituzionale.

-I SOCIALISTI RIVOLUZIONARI

Ci furono anche vari piccoli gruppi di provincia che si diedero il nome di socialisti rivoluzionari. La

loro attività fu quasi subito bloccata dalla polizia. Negli anni successivi si svilupparono tre centri

dai quali emerse una nuova forza politica, il movimento socialista rivoluzionario.

Il primo fu l’Unione dei socialisti rivoluzionari. Il loro programma non prendeva conto dei

- contadini e si proponeva di dedicare tutte le forze per la lotta alla libertà politica.

- Il secondo gruppo, il Partito dei socialisti rivoluzionari, metteva al primo posto la lotta

contro l’autocrazia, ma dava maggiore attenzione al lavoro fra i contadini.

Il terzo gruppo poneva l’attenzione sul terrorismo come unica arma di lotta.

-

Questi partiti si tennero in contatto fra di loro e fondarono il Partito dei socialisti rivoluzionari. La

loro propaganda fu condotta da ribelli romantici il cui modo di sentire e di parlare si avvicinava

molto ai contadini, le cui idee si diffusero come un’epidemia.

RIVOLUZIONE DEL 1905

GUERRA CON IL GIAPPONE

La Guerra russo Giapponese (1904-1905) oppose le ambizioni imperialistiche dell'Impero russo e

dell'Impero giapponese per il controllo della Manciuria e della Corea. La costruzione della

Russia con l’impero Cinese e la

Transiberiana aveva infatti messo a contatto la Manciuria era ricca

di minerali, anche il Giappone aveva un interesse per questa opportunità. La Russia viene però

pesantemente sconfitta su mare e su terra.

LA RIVOLUZIONE DEL ‘5

Nei primi giorni di Gennaio del 1905 si ebbero vari scioperi nella capitale, la cui conseguenza

immediata fu il licenziamento di alcuni operai appartenenti all’Assemblea dei lavoratori russi di

era una organizzazione di tipo patriottico e non politico che aveva a capo

fabbrica. Quest‘ultima un

prete, Gapon. Anche se non di stampo politico era inevitabile che essa fosse trascinata dal

malcontento dominante nella classe lavoratrice. Il 9 Gennaio 1905 Gapon decise di guidare una

deputazione di lavoratori per presentare una petizione allo zar al Palazzo d’Inverno. La deputazione

fu seguita da una folla immensa, ma pacifica e ordinata. Quando la folla si trovò raccolta sulla

il fuoco e centinaia di persone morirono. L’episodio, la “Domenica

piazza, le truppe aprirono di

Sangue”, segnò l’inizio della Rivoluzione del 1905. Cominciarono a questo punto ad esserci vari

industriali dell’impero.

scioperi in buona parte dei centri Il movimento operaio nel 1905 culminò

l’istituzione a Pietroburgo di un “Soviet”

con dei deputati operai. Scoppiarono rivolte contadine. La

concessione di autonomia alle università non fece che aumentare l’attività politica al suo interno. Il

movimento degli zemstvo entrò in azione e contro il divieto della polizia si tenne un congresso

comune dei suoi rappresentanti e delle municipalità che adottò come obiettivo preciso della propria

azione politica un progetto di costituzione preparato da uno dei suoi membri. Il governo si dimostrò

praticamente inetto, e lo zar credeva fosse ancora possibile instaurare una dittatura militare, ma

nessuno era disposto a prendersi questo incarico. Witte consigliò a Nicola di concedere la

costituzione e alla fine lo zar cedette, diede a Witte un rango equivalente a quello di primo ministro

e pubblicò il manifesto del 17 ottobre. Questo si presentava come una premessa di costituzione:

dava istruzione al governo di garantire le libertà civili, l’inviolabilità della persona, la libertà di

coscienza, di parola, di riunione e di associazione; dichiarava che il suffragio per la duma elettiva

sarebbe stato allargato in modo da farne partecipi le classi che allora erano totalmente privi di diritti

entrata in vigore senza l’approvazione della

politici; stabiliva che in futuro nessuna legge sarebbe

Duma, e che i rappresentanti eletti dal popolo sarebbero stati in grado di partecipare al controllo

della legalità delle istituzioni. Tutto ciò fu un grande passo avanti verso un governo democratico,

ben lontani dall’assemblea costituente richiesta dai principali gruppi politici.

ma si rimaneva

Nel 1905 comparvero gruppi di destra di tendenza nazionalistica e antisemita: si richiamavano alla

tradizione. A sinistra segnò un forte progresso dei socialisti rivoluzionari. Le organizzazioni

socialdemocratiche erano impegnate ad aiutare il movimento operaio, Lenin era deciso ad

affermarsi di nuovo a capo del movimento. Nel 1905 pubblicò una delle sue opere più brillanti in

cui formulò l’idea della dittatura democratica del proletariato e dei contadini. La sua tesi era che la

rivoluzione russa sarebbe stata necessariamente borghese e il suo eventuale successo avrebbe

all’istituzione di un sistema parlamentare di tipo Europeo,

portato ma che la borghesia russa era

troppo debole per guidare una rivoluzione. La funzione guida poteva essere svolta soltanto dalla

classe lavoratrice, diretta dal suo partito e aiutata dai contadini di cui, pur essendo pieni di difetti,

riconosceva il potenziale rivoluzionario nel loro desiderio della terra. Dopo la vittoria si sarebbe

stabilita una dittatura in cui il partito avrebbe avuto in mano tutto il potere politico. Lenin

riconosceva che nelle condizioni attuali della Russia una rivoluzione socialista sarebbe stata

sconfitta, il socialismo non poteva diventare una realtà finché la struttura sociale russa non si fosse

profondamente migliorata con maggiore occupazione della popolazione nell’industria, finché le

masse contadine non si fossero scisse in una borghesia e in un proletariato rurale. I progressi

potevano essere accelerati solo se la rivoluzione si verificava nei paesi industriali d’Europa. Era

“democratico-borghese” in Russia fornisse la

presumibile che il successo di una rivoluzione

scintilla che avrebbe scatenato la rivoluzione in Europa. Quest'ultima idea era stata espressa già da

Trockij: adesso una rivoluzione socialista sarebbe stata sconfitta ma se la rivoluzione si diffondeva

teoria della “rivoluzione

in Europa il socialismo sarebbe uscito vincitore. La cosiddetta

permanente”.

Una delegazione incontrò Witte il 21 ottobre e chiese un’assemblea costituente eletta con

l’immediata

quadruplice suffragio, instaurazione delle libertà promesse nel proclama dello zar e una

completa amnistia per tutte le persone incarcerate per reati politici. Queste richieste furono respinte.

Venne promulgata una legge per cui i sindacati poterono almeno svolgere attività collettive anche se

gli scioperi erano vietati.

Nei primi mesi del 1906 i partiti politici migliorarono la propria situazione per fare fronte alle

“Cadetti”

elezioni. I democratici costituzionali, indicati con il nome di elaborarono un programma

un’assicurazione contro le malattie per gli operai a spese dei

comprendente la riforma agraria e

datori di lavoro. L’ex minoranza del movimento costituzionalista fondò il movimento Ottobrista,

che batteva soprattutto sul miglioramento dell’agricoltura. I socialisti

che ebbe un programma

ponevano l’accento sulla riforma

rivoluzionari agraria: esso chiedeva la socializzazione della terra;

la terra coltivabile tolta ai proprietari doveva essere controllata da autorità locali.

1906: ci fu l’istituzione di

I particolari del nuovo sistema elettorale furono annunciati il 20 Febbraio

due camere:

- una camera alta, detta Consiglio di Stato con un numero di membri uguale fra quelli di nomina e

quelli elettivi nominati dalla Chiesa, dagli zemstvo, dalla nobiltà, dalle università e dalle

organizzazioni imprenditoriali.

-I membri della camera bassa, detta Duma di Stato, sarebbero stati letti in collegi elettorali separati

secondo la classe e il censo. Per i contadini, l’elezione doveva avvenire in modo indiretto.

Intanto i poteri della Duma venivano drasticamente limitati, infatti il 23 Aprile 1906, alla vigilia

della convocazione della Prima Duma il governo promulgò le leggi fondamentali, base del nuovo

sistema politico russo, di cui il manifesto di ottobre aveva dato solo le direttrici. Stando alle leggi

fondamentali l’imperatore conservava enormi poteri; alla Duma era preclusa la possibilità di

costituzionali; la nomina dei ministri restava nelle mani dell’imperatore e

promuovere emendamenti

essi rimanevano in carica finché avevano la sua fiducia non erano in alcun modo responsabili verso

la Duma. La Duma non poteva rovesciare il governo né provocare le dimissioni di singoli ministri

con un voto di censura.

5 giorni prima della riunione della Prima Duma Witte diede le sue dimissioni e fu sostituito con

Stolypin.

LA PRIMA DUMA

La prima duma si riunì il 10 maggio 1906 dopo una libera elezione. Risultò chiaro dai risultati che

le opinioni radicali si erano ormai allargate in tutto il paese senza escludere né i contadini né le

classi operaie. I cadetti ebbero di gran lunga il numero maggiore di candidati eletti; i

socialrivoluzionari non avevano partecipato alle elezioni ma molti membri con le loro idee furono

eletti. All’estrema sinistra c’erano alcuni socialdemocratici e all’estrema destra c’erano alcuni

ottobristi. Le nazionalità non russe erano fortemente rappresentate.

I problemi da affrontare erano vari: il problema della riforma agraria, i diritti dei dissidenti religiosi,

l’eguaglianza per gli ebrei, l’autonomia polacca e l’istruzione elementare. Nelle settimane seguenti

ci furono vari dibattiti e la Duma cominciò a chiedere varie riforme ma lo zar rifiutò.

La Duma fu poi esasperata da una dichiarazione di politica agraria del governo in cui respingeva

definitivamente la redistribuzione della terra. La Duma in risposta emanò un proclama diretto al

popolo affermando che le questioni non potevano essere risolte se non si chiamava in causa la

Duma. Lo zar considerò quest’atto illegale e sovversivo e ciò fu preso a pretesto per il suo

Da questo momento il governo funzionò in base all’articolo che autorizzava il

scioglimento.

sovrano ad emanare decreti durante la vacanza della Duma. Dei massimalisti, intanto, cercarono di

far saltare in aria la casa di Stolypin.

LA SECONDA DUMA

Le elezioni per la seconda Duma si ebbero nel Febbraio del 1907 e il governo sperò che la nuova

rispetto alla prima ma rimase deluso. L’estrema destra

Duma avesse un carattere più conservatore

uscì più forte e anche gli ottobristi aumentarono; a sinistra vi furono più socialisti rivoluzionari e i

socialdemocratici. Coloro che furono danneggiati furono i cadetti.

Anche con questa Duma ci furono problemi tra i rappresentanti e il governo in quanto Stolypin

voleva convincerli per forza della sua azione politica, ma la Duma non volle saperne. Questa volta il

pretesto per lo scioglimento fu l’accusa da parte di Stolypin di aver scoperto una congiura contro lo

zar. Infatti, senza attendere i risultati della commissione incaricata di esaminare le prove, la Duma

fu sciolta. Stolypin introdusse misure restrittive per il suffragio e ciò fu un attacco alle stesse leggi

fondamentali del 1906, ciò non può essere che considerato un vero e proprio colpo di Stato.

L’ETA’ DI STOLYPIN

Stolypin ha goduto in tutte le trattazioni storiche di differenti giudizi. La critica sovietica lo vide

come l’ingabbiatore della rivoluzione. Quando cadde l’Unione Sovietica ci fu poi un revival della

sua figura. Tutta la sua politica era intesa a modernizzare lo Stato russo. Stolypin era un

conservatore e un rigido nazionalista russo, ma credeva nelle riforme e nel progresso sociale. Era

favorevole alla collaborazione con i rappresentanti del popolo al costo che facessero ciò che egli

voleva.

Stolypin sottopose alla Duma un progetto per l’introduzione delle istituzioni di zemstvo nella

regione occidentale ma al consiglio non piacque come proposta. Egli però rifiutò di accettare la

sconfitta e chiese allo zar di far bloccare le camere per tre giorni e di emanare questo

provvedimento come decreto di emergenza. Lo zar con riluttanza acconsentì e quando il decreto fu

annunciato la maggioranza della Duma che all’inizio era a suo favore, si volse contro di lui. Quando

era convinto che i suoi piani avrebbero portato vantaggio al popolo russo, nessuno poteva fermarlo.

Nel 1911 durante uno spettacolo teatrale Stolypin fu ferito mortalmente a colpi di pistola.

LA TERZA E LA QUARTA DUMA

LA terza Duma fu eletta con suffragio ristretto e fu dunque un’assemblea priva di carattere

rappresentativo, formata grazie a un colpo di stato e alla falsificazione del suffragio. La Terza

Duma approvò due riforme di grande importanza: il ripristino dei giudici di pace; la privazione dei

poteri giudiziari per i comandanti territoriali. Il tribunale di volost’ continuò ad esistere. Un’altra

importante riforma fu l’introduzione delle assicurazioni sanitarie per i lavoratori. Un campo in cui

né la terza né la Quarta Duma fecero grandi passi fu la riforma ecclesiastica. Il malcontento di

questa parte della popolazione non trovò sfogo; la Chiesa rimase ancorata allo Stato e dipendente

dalla burocrazia civile. Anche se una legge del 1905 aveva promesso la tolleranza religiosa, fu

dall’ortodossia ad altre fedi e fu disposta l’abolizione di ogni discriminazione.

lecito il passaggio

Sia la Terza che la Quarta Duma si occuparono dell’istruzione: una legge stabilì l’istruzione

elementare obbligatoria, la stessa legge fissò le condizioni e gli stipendi dei professori.

L’atteggiamento verso il problema dell’istruzione era profondamente mutato, si capiva che per far sì

che la Russia crescesse era inevitabile che tutta la nazione fosse istruita.

Per quanto riguarda le autorità centrali e locali le condizioni migliorarono: gli zemstvo

provvedevano con le proprie entrate ai tre quarti delle spese scolastiche, mentre un quarto era

coperto dalle sovvenzioni del governo centrale. C’erano stazioni sanitarie per i pronto soccorso e le

cure mediche più semplici e ospedali per i casi gravi.

Fu questo il periodo di reazione contro l’utilitarismo sociale e di grande fermento artistico con

La Russia si pone all’avanguardia rispetto all’Europa. Mentre i

figure quali: Chagall, Kandinskij.

grandi romanzieri dell’800 avevano avuto un periodo di apprendistato, gli artisti del 900 no.

I socialdemocratici continuarono a essere lacerati dalle discordie interne e Lenin continuò a tener

legato a sé il partito. Egli persisteva nella convinzione che la lotta rivoluzionaria doveva essere fatta

da esperti conoscitori della situazione lavorativa più dei lavoratori stessi. In pratica egli agiva come

se solo egli fosse dotato di questa saggezza. In un’altra grande sua opera ”Il programma agrario

democrazia nella rivoluzione russa” egli si dichiara favorevole alla nazionalizzazione

della social-

della terra, questa era una tattica per accattivarsi il favore dei contadini per far partire la rivoluzione.

Ma la spiegazione di Lenin fu che era essenziale espropriare gli ultimi proprietari terrieri. Se la loro

terra fosse stata divisa fra i contadini questo avrebbe portato alla differenziazione tra contadini

ricchi e poveri, borghesia e proletariato rurale. Il proletariato rurale sarebbe stato alleato della classe

operaia nella fase successiva della rivoluzione.

LO SVILUPPO ECONOMICO

AGRICOLTURA

Il mutamento più importante in campo economico fu la legislazione intesa a favorire la formazione

di proprietà contadine individuali anziché comunitarie. Per la legge del 1906 nelle comuni in cui

non si sono avute redistribuzioni dal 1882 ogni capofamiglia poteva richiedere che gli fosse

riconosciuta la proprietà privata di tutti gli appezzamenti di terra in suo possesso alla data del 1906.

legge titoli di proprietà privata sarebbero stati dati a tutti i singoli contadini che

Con un‘altra ne

Le leggi erano intese a incrementare l’attività individuale

avessero fatto richiesta. e a raccogliere

appezzamenti di terra che erano sparsi in poderi compatti. Nei villaggi comunitari il contadino

poteva richiedere la riunione di tutti i suoi appezzamenti di terra in un unico podere. La nuova

legislazione portò a molte compravendite di terre. L’obiezione che si mosse contro Stolypin fu

quella di non tener conto dei più poveri, anche se pur è vero da una parte, dall’altra la

colonizzazione della Siberia favorì la possibilità di lavoro. Stolipyn non risolse i problemi di

sovrappopolazione e povertà rurale.

Migliorarono le tecniche agricole, specie nei poderi più estesi con l’entrata in uso di concimi

artificiali. L’agricoltura era in assoluto dedita ai cereali, per il consumo interno e per esportazione.

La pesca dava lavoro a molta gente. La caccia era un’occupazione importante in Siberia. Si fecero

progressi nella conservazione e sfruttamento delle foreste.

Importante fu la colonializzazione della Siberia: le nuove terre furono coltivate a grano,

l’allevamento del bestiame diede buoni risultati. Si venne a creare un nuovo tipo di società in cui i

più grandi erano uomini che avevano fatto tutto da sé, che giudicavano il prossimo non secondo il

rango sociale ma secondo il merito, la sola parte della Russia dove predominava un certo spirito

borghese individualista.

INDUSTRIA

L’industria si riprese dalla guerra con il Giappone e la produzione raggiunse livelli mai così elevati.

Importante fu la produzione di carbone, l’industria L’industria con il più grande

manifatturiera.

numero di impiegati fu quella metallurgica.

Il commercio estero aumentò senza cambiare modalità e direzione. Nelle esportazioni

predominavano i prodotti agricoli: cereali al primo posto, uova, burro. Il legname crebbe

d’importanza. Il migliore cliente era la Germania, seguita da Inghilterra e Olanda.

Per quanto riguarda le entrate e le uscite, per le imposte indirette crebbero i guadagni derivati dai

dazi doganali, dal monopolio sugli alcolici. Per le entrate il gettito della tassa sulle attività

d’impresa fu raddoppiato.

Le sole due capitali erano le uniche ad avere strade lastricate e soltanto le grandi città avevano

servizi idrici. Tutta la situazione era in rapido mutamento.

NAZIONALISMO

Lo stesso Stolypin era un nazionalista e proclamava spesso la sua fede nella Grande Russia. Non

bastava più che un suddito dell’impero fosse fedele all’imperatore, doveva anche essere fedele alla

Russia, essere un patriota. Tutt’al più si poteva concedere alle popolazioni che non parlavano russo

quel timido nazionalismo che si aveva in Italia con i napoletani. Stolypin non era contrario

all’esistenza di lingue locali ma le metteva sul piano di semplice folklore locale. Egli voleva

distruggere l’ampia autonomia finlandese e schiacciare il movimento ucraino. I musulmani si

lamentavano della migrazione di russi nelle loro terre.


ACQUISTATO

5 volte

PAGINE

32

PESO

546.88 KB

AUTORE

IRENEDI

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, lettere e culture comparate
SSD:
Docente: Sestan Lapo
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IRENEDI di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Russia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Sestan Lapo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia della russia

Riassunto per l'esame di Storia della Russia, Prof. Sestan, libro consigliato La Russia Prerivoluzionaria di H. Rogger
Appunto
Riassunto esame Storia, prof. Sestan, libro consigliato Storia della Russia, Riasanovskij
Appunto
Geografia sociale e culturale - vademecum cartografico
Appunto
Riassunto esame Geografia, prof. Amato, libro consigliato Geografia umana, Fellmann, Bjelland Getis, Getis
Appunto