Storia della psicologia
Fonti storiche
Oggetto di studio sono le fonti storiche: documenti dai quali nascono i libri di storia. Si dividono in:
- Primarie: Provengono dal tempo di cui parlano
- Secondarie: Sono posteriori al tempo trattato
Se ci si basa solo sulle secondarie si rischia di perpetrare errori o semplificazioni. Es. Fleming e la penicillina. Karl Popper → logica della scoperta scientifica: contesto della scoperta e poi contesto della giustificazione. Importanza degli archivi.
La storia della psicologia
La storia della psicologia occupa una posizione intermedia fra umanistico e scientifico. Charles Percy Snow → “The two cultures” (1959): separazione fra cultura umanistica e scientifica. La linea che le divide, soprattutto in psicologia, spesso non è definita e contraddittoria.
La nascita della psicologia si data al 1879: Wundt fonda a Lipsia nella facoltà di filosofia il primo laboratorio di psicologia sperimentale. Disciplina giovane rispetto alle scienze della natura. Nel '700 nascono le scienze umane → Francia, les idelogues. Nasce anche il concetto di psicologia scientifica: nel 1732 Christian Wolf parla di “esame dei fatti empirici della vita psichica”.
Prima il concetto di psiche corrispondeva a quello di anima, ora (1700) si naturalizza un’idea che appartiene ancora al mondo religioso e metafisico. Psiche ha diversi significati in antichità e modernità: ai tempi degli egizi l’anima aveva una connotazione materiale → strettamente legata al corpo. Omero parla di anima in due accezioni: riferita all’uomo vivo come soffio vitale, legata alla dimensione corporale oppure riferita all’uomo morto è sinonimo di ombra → corpo dematerializzato. Opposto alla concezione cristiana, in cui l’anima è immateriale.
Concezioni antiche della psiche
VI sec. a.C. – Orfismo: anima come principio divino e immortale caduto nel corpo a causa di una colpa originaria. Il corpo è la tomba dell’anima. Visione dualistica.
V sec. a.C. – Alcmeone di Crotone e Ippocrate: Alcmeone seziona animali e studia le funzioni sensoriali (visione) → divisione fra sensazione e pensiero; Modello animale di ricerca per capire le funzioni dell’uomo; cervello sede delle funzioni cognitive. Ippocrate, padre della medicina occidentale, si basa sull’osservazione clinica. Idea la teoria dei quattro umori a cui fa risalire stato di salute e malattia → corrispondenza fra uomo e natura:
- Aria: sangue → cuore
- Fuoco: bile gialla → fegato
- Terra: bile nera → milza
- Acqua: flegma → cervello
Umori legati a organi interni. La malattia deriva da uno squilibrio di questi quattro umori. Per Ippocrate va compresa anche la funzione della psiche e le malattie mentali. “De morbo sacro”: testo sull’epilessia. Per lui l’epilessia è una malattia cerebrale, fa sempre un aggancio anatomico. Malattia vista come “esperimento della natura” che ci porta a capire anche alcuni fenomeni dello stato di salute. Encefalocentrismo → cervello sede delle funzioni psichiche normali e patologiche.
Teoria dei temperamenti individuali:
- Temperamento flemmatico
- Temperamento collerico
- Temperamento sanguigno
- Temperamento melanconico
Tipizzazione psicologica basata sui quattro umori e sull’età dell’uomo. Legame fra macrocosmo e microcosmo. Naturalizzazione del mentale.
Filosofia e psiche
V-IV sec. a.C. – Tragedia greca: emerge il senso di individualità e il soggetto morale. La Medea di Euripide → costante oscillazione fra stati d’animo contraddittori. Ci sono lunghi monologhi interiori (nascita soggetto morale). Medea è straziata dai sensi di colpa.
Socrate: psiche coincide con coscienza morale. Lo scopo dell’uomo è coltivare la propria anima attraverso l’autocoscienza. Riprende visione dualista: anima materiale e anima immortale.
Platone: prima suddivisione delle funzioni psichiche → funzioni della sensibilità e funzioni dell’intelletto, pensiero astratto. Sono ordinate cronologicamente lungo un continuum: funzioni degli istinti primari; funzioni delle emozioni; funzioni della ragione. La sfera razionale controlla gli istinti e le passioni, che sono il “motore” dell’uomo. Divisione fra anima razionale e irrazionale. Governo delle passioni → mito dell’auriga: animali sono forza trainante e simboleggiano le passioni e gli istinti. Il condottiero che li guida simboleggia la ragione. La vera conoscenza è razionale → mito della caverna: conoscenza dettata dalle passioni è illusoria. Quindi i concetti chiave sono:
- Psiche ha diverse funzioni
- Funzioni primitive sono il motore delle azioni
- La ragione le controlla
Aristotele: per lui l’anima è un principio vitale che dà forma ai corpi. Rimanda a una necessità di una ricerca empirica sulle forme viventi. Prospettiva più integrata rispetto al tema corpo-anima di Platone. Per lui l’anima ha sede nel cuore → cardiocentrismo. Divide l’anima in:
- Vegetativa: funzioni vitali di base
- Sensitiva: regola le sensazioni
- Intellettiva: idee razionali
Evoluzione storica della psicologia
III-II sec. a.C. – Biblioteca di Alessandria: si aspira a raccoglier tutto lo scibile dell’uomo. Nel ’47 viene distrutta. Inizio del Medioevo → studio dell’anima è veicolato dal sapere religioso. Scienze umane sacrificate alle scienze divine. Non vengono più dissezionati i cadaveri.
Galeno: ritorna all’encefalocentrismo. Sede dell’anima è nei ventricoli cerebrali. Per lui è fondamentale lo studio delle sensazioni. Modello di G. è puramente teorico → modello degli spiriti animali: fluido che circola nel cervello determinando le sensazioni dell’anima.
Rinascimento e nuovi approcci
Medioevo: centralità delle sensazioni, lette però da un punto di vista teorico. Durante questo periodo in Islam si fonda la casa della saggezza → Alhazen (965-1039): compie studi sulla visione e sulla percezione. Si pensava che l’occhio emettesse dei raggi e Alhazen contesta questa credenza basandosi sul fenomeno delle immagini consecutive → se fisso la luce la vedo anche ad occhi chiusi. Dice che è l’oggetto che emette i raggi che colpiscono gli occhi. Si basa su studi empirici anatomici e dissezioni. Ipotizza il modello dell’occhio come camera oscura → si pone il problema dell’inversione dell’immagine. Problema risolto nel ’600 → è l’anima che vede attraverso l’occhio. L’opera di Alhazen viene tradotta in occidente solo nel ’500.
Fine ’400-inizio ’500 → invenzione della stampa: trasmissione del sapere diventa circolare e non più verticale. Scoperta dell’America → nasce il tema dell’”altro”, senso di identità. Inizio ’500 c’è l’affissione delle 95 tesi di Lutero → critica il dogmatismo cattolico, anche nel campo dell’amministrazione del sapere.
Nel 500 compare il termine psicologia per la prima volta in diversi scritti che si riferiscono all’anima umana. Compare anche il termine antropologia → Otto Cassymann, vista come la dottrina “fisica” più ampia e la psicologia quella dell’anima → ritorna la dualità. Nella Francia del ’700 psicologia e antropologia quasi si identificheranno. Il termine psicologia si diffonde in Italia e in Francia nel ’700.
Umanesimo rinascimentale → Padova città cruciale. Lì ancora prima della rivoluzione galileiana c’è Andrea Vesalio: scrive “De humanis corporis fabrica” (1542) in cui l’uomo diviene oggetto di osservazione e di scienza.
Nel ’400 c’è un interesse per il tema della follia: vista come scorcio attraverso il quale indagare tutte le sfaccettature dell’uomo. Pittore Bosch illustra il tema della follia in “la nave dei folli”. L’uomo viene messo al centro dello studio degli scienziati. La cultura umanista ha come caratteristiche la coscienza individuale, l’autonomia d’azione, lo studio naturale dell’uomo svincolato da religione e metafisica.
Leonardo da Vinci oltre agli studi anatomici propone anche disegni di macchine che intervengono sull’ambiente e permettono di determinare le proprie condizioni di vita → figura del Prometeo, autonomia dell’uomo rispetto al mondo.
Concezione moderna della psicologia
Nuova concezione pedagogica → Juan Luis Vives (1492-1540): stile pedagogico non deve impartire una ripetizione passiva dei concetti ma mirare alle capacità intellettive individuali. Bisogna capire come funziona la mente (anima), non com’è fatta.
Michelle de Montaigne (1533-1592): senso della coscienza individuale. Cosa orienta la condotta? Non sono più i precetti religiosi ma la coscienza individuale. Nell’opera “Essais” (1580) tratta da un punto di vista soggettivo gli aspetti della vita. Si confronta con le nuove culture scoperte in America: inizia a emergere una nuova forma di relativismo. Tutto l’ordine del reale è in costante trasformazione e va ricercata una “bussola” nella propria intimità → coscienza individuale. Studio naturale dell’uomo, uomo di Leonardo.
Nel ’600 si ha la rivoluzione scientifica grazie a Galileo Galilei. Idea del “grande libro della natura”: l’universo può essere compreso senza dogmi religiosi, è scritto in linguaggio matematico e va interpretato in termini di materia e movimento. Concezione meccanicistica dell’universo → mondo come una grande macchina che funziona con regole precise e indagabili tramite osservazione. Ciò viene applicato anche nella vita quotidiana. W. Harvey chiarì il meccanismo della circolazione sanguigna in “De motus cordis” (1928): applica un metodo induttivo e sperimentale.
Per la prima volta il meccanismo veniva attribuito a funzioni autonome, non vi era un intervento divino. T. Willis localizza le funzioni psichiche nel cervello e introduce il concetto di riflesso in senso anatomico. F. Bacone (1561-1626) nel suo modello pone meno enfasi alla formalizzazione matematica rispetto a Galileo.
R. Descartes (1596-1650) applica all’uomo il modello della macchina sia dal punto di vista fisico che morale. L’uomo di “autoregola”. Da una lettura meccanicistica anche del processo percettivo → teoria degli spiriti animali: vi è un fluido sottile che dallo stimolo attraverso il corpo arriva alla mente. Nella ghiandola pineale la sensazione diviene cosciente.
Non riduce il pensiero a materia, compie una distinzione fra rex cogitans e rex extensa. Il pensiero si distingue dal corpo. Presa di posizione dualista netta in contrapposizione alla visione meccanicistica del corpo. Da una visione ambivalente dell’uomo. Opere di Cartesio colpite da censura a causa di questa forte materializzazione dell’uomo → lo naturalizza e apre le porte ad un’indagine scientifica che riguarderà anche le funzioni psichiche. Pone il problema mente-corpo.
Meccanicismo e psicologia
Iatromeccanica: disciplina che tende a leggere tutti i fenomeni in termini di meccanica e statica. Es. digestione è un processo di triturazione del cibo. Giovanni A. Borelli in “De moto animalium” descrive i movimenti degli animali con schemi geometrici. Boerhaave fa una descrizione anatomica con metafora della macchina.
“Cogito ergo sum”: per Cartesio il pensiero è qualcosa di astratto e di immateriale. Le leggi del pensiero le inquadra nella prospettiva del razionalismo → In “Discorso sul metodo” (1637), manifesto del razionalismo, si propone una visione del sapere basata sulla ragione, non vi è influenza dogmatica. Indica le regole del corretto ragionare: evidenzia; analisi; sintesi; enumerazione e revisione. Pensa che il linguaggio matematico sia l’espressione della ragione, ma è diverso dalla conoscenza sensibile.
Distinzione fra realtà razionale e fenomenica → riaggancio a Galileo. Metodo sperimentale galileiano:
- “Sensate esperienze”: momento osservativo
- “Necessarie dimostrazioni”: verifica sperimentale delle ipotesi
John Locke divide nello scritto “Sull’intelletto umano” le qualità primarie (inerenti ai corpi) e le qualità secondarie (qualità soggettive). Se un albero cade in una foresta deserta fa rumore? La conoscenza è legata a una visione empirica del reale? Cartesio divide le idee in avventizie, fittizie e innate. Pone un freno all’indagine della mente in psicologia.
Locke – Empirismo: basa sull’esperienza i fondamenti della conoscenza, si oppone al primato delle idee innate e alla concezione razionalista. Ne “sull’intelletto umano” pone un paradosso: un uomo cieco non distingue perché non ha esperienza pregressa → esperienza è fondamentale, idea della mente dell’uomo come una tabula rasa.
D. Hume (1711-1776) sposta l’attenzione sulle operazioni dell’intelletto: percezione vista come un contenuto mentale. Costituita da due componenti:
- Impressioni: portate immediate dall’esperienza
- Idee: copie illanguidite delle impressioni
Idee derivano quindi dalle impressioni → non vi è dualismo. Bacone aveva promosso una scienza induttiva, concreta. Per Hume le idee si formano tramite un processo di associazione → elementi più semplici si uniscono seguendo alcune regole:
- Somiglianza
- Continuità di tempo e spazio
- Causalità
H. distingue diversi tipi di operazioni dell’intelletto:
- Relazioni che dipendono dal confronto fra idee
- Relazioni che dipendono dal confronto con l’esperienza
Il sapere dell’uomo è del secondo tipo. Non è un sapere matematico, ma un sapere basato sulla probabilità → non si ha una certezza assoluta. È dato da un continuo confronto con l’esperienza. D. Harley (1705-1757) in “observation on man” (1749) dice che il pensiero è composto da idee associate fra loro. J. S. Mill (’800) parla del concetto di “chimica mentale” secondo cui le idee semplici non compongono, ma generano insiemi di idee complesse.
Lo studio dell’uomo nel ’700 ha portato a:
- Radicalizzazione del modello materialista di Cartesio → radicale materialismo
- Alternative al razionalismo → empirismo
La Mettrie (1709-1751) estende il concetto di macchina cartesiano anche all’anima. Moda degli automi → vengono prodotti automi che riproducono attività intellettuali. L’uomo-macchina di La Mettrie è diverso da quello cartesiano. La Mettrie parla del fenomeno dell’irritabilità → deviazione della visione meccanicistica verso quella biologica. Monismo materialistico: riduzione degli esseri ad un'unica sostanza, per lui la materia.
’700, Francia: enciclopedisti mettono in piedi il progetto di costruire una summa completa della conoscenza dell’uomo, basandosi su principi illuministi. Condillac introduce in Francia l’opera di Locke. Per lui tutta la nostra conoscenza deriva dalle sensazioni. Metafora della statua → di nuovo idea della tabula rasa. Idee derivano dall’esercizio di sensazioni.
Gli ideologues (’700-’800): gruppo di intellettuali di Parigi legati agli enciclopedisti, ma cercando di calare i principi illuministi nel piano culturale francese. Per esempio per creare ospedali, manicomi ecc. Hanno un approccio più concreto. Scienza delle idee → esplorare l’origine dei processi intellettivi dell’uomo. La ragione deriva dall’esperienza. Cabanis (1757-1808) si occupa della formazione di medici in Francia. La medicina per lui deve procedere attraverso l’osservazione e il confronto diretto con il paziente, non è meramente teorica. Riprende il tema di Hume della probabilità. Mentre le scienze naturali nascono da un’istanza conoscitiva, la medicina nasce da un’istanza pragmatica e operativa → bisogna rispondere ai problemi della sofferenza dell’uomo. Cabanis parla dei rapporti fra il fisico e il morale dell’uomo: critica definitiva al dualismo cartesiano. Per lui esiste una sensibilità interna, l’individuo non è una tabula rasa. Precursore della cenestesi (propriocezione) e padre della psicosomatica.
Visione del film “l’enfant sauvage”: caso analizzato dagli ideologues. Centralità dei sensi. Scoperta dell’altro → primo legame psicologia-antropologia, binomio natura-cultura. Primo concetto di pedagogia: educazione del selvaggio.
Binomio natura-cultura rappresentato da Itard e Pinel. Quest’ultimo afferma che il selvaggio sia stato abbandonato perché già problematico → sostiene ipotesi organica ritenendolo un idiota. Il bambino diviene oggetto di interesse dei francesi che mettono alla prova le teoria empiriste. All’istituto dei sordo-muti cercano di rieducarlo basandosi su questo punto di vista.
Scienza dell’uomo = medicina + morale (Cabanis, 1807). Per morale si intende disposizioni mentali e psichiche dell’individuo, quindi significato diverso da quello attuale. Victor rappresenta una sorta di esperimento della natura, ossia un fenomeno spontaneo che permette di studiare fenomeni come l’intelligenza dell’uomo. Gli ideologues mettono alla prova le loro idee di perfettibilità dell’uomo + intento pragmatico di intervenire sulla natura umana. Successivamente anche intento pedagogico.
Maria Montessori: medico, pedagogista, va a Parigi e ricopia a mano molti dei testi di Itard e Seguin. Ciò sottolinea il legame fra psicologia e pedagogia, ancora intendo di perfettibilità. Philippe Pinel (1745-1826) esponente degli ideologues definisce dal punto di vista medico le fondamenta della semiotica medica. Diventa famoso per il “trattato medico del filosofo..” grazie al quale viene considerato il padre della psichiatria. Pinel verrà ricordato da Freud come filantropo e liberatore dei folli. Per Pinel erano necessari i manicomi, luoghi di raccolta dei folli, che prima erano radunati negli ospedali generali insieme a poveri, prostitute ecc. senza distinzione e cure. La follia diventa malattia. Ciò fu anticipato da Ippocrate, ma in maniera più strutturata e con un determinato progetto. Alle origini i manicomi nascono con...
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