Dal pensiero psicologico alla psicobiologia
Platone
Platone era interessato alla filosofia morale e credeva che nasciamo con la completa conoscenza nella nostra anima. L'apprendimento non è altro che un processo di riflessione interna per scoprire la conoscenza che è in noi.
Democrito di Abdera
Democrito di Abdera sosteneva che i cambiamenti nel mondo sono legati a quelli degli atomi e che tutto è soggetto alle leggi matematiche e fisiche. La natura si comporta come una macchina e non è niente di più che un meccanismo complesso.
Aristotele
Secondo Aristotele, la conoscenza è acquisita attraverso l'esperienza. Ha formulato le quattro leggi dell'associazione:
- Similarità
- Contrasto
- Contiguità
- Frequenza
Cartesio
Cartesio ha introdotto il dualismo mente-corpo. Credeva che il comportamento fosse controllato dalla mente. La sua nozione dualistica del comportamento umano implica che solo alcune componenti del comportamento possono essere scientificamente investigate.
Come nasce lo studio del comportamento
I greci iniziarono ad interessarsi di come "l'anima / mente" produca memoria, sensazione, movimento, ecc., e dove si trovi "l'anima / mente". Da Cartesio si inizia con il dualismo mente-corpo. Si chiede come la materia fisica possa produrre pensiero e sensazione, anche dal punto di vista meccanicistico (riflessi). Cartesio sosteneva che la ghiandola pineale è l'interfaccia tra anima e corpo.
La frenologia è stata studiata da Gall.
Wundt è considerato il padre della psicologia sperimentale. Ha fondato il primo laboratorio di psicologia in Germania a Leipzig nel 1879 e studiava il tempo di reazione a stimoli semplici e a doppia scelta.
James ha scritto il primo testo di psicologia "The Principles of Psychology".
Calkins studiava le funzioni della memoria ed è stata presidente dell'associazione psicologica americana nel 1905.
Freud si è occupato dell'interpretazione dei sogni, della sessualità nell'età infantile e la sua idea più influente era l'inconscio.
La teoria pulsionale biologica
La base di questa teoria è il concetto di bisogno, o necessità fisiologiche. Tali bisogni "scattano" quando i segnali superano uno specifico livello di attenzione. Il bisogno è interpretato dall'organismo esclusivamente in chiave deprivazionale, ossia scatta quando non è soddisfatto. La teoria pulsionale spiega le variazioni della motivazione secondo un modello circolare, le cui fasi sono: stato di bisogno, soddisfazione, latenza, stato di bisogno e così via. La motivazione è qui intesa come un meccanismo omeostatico, ossia come un processo psichico di tipo automatico che influenza la condotta per spingere verso un determinato oggetto. La teoria pulsionale "biologica" è adottata come piattaforma concettuale per tutte le motivazioni di tipo primario e fisiologico.
La teoria freudiana delle pulsioni
La pulsione è un istinto con un'origine, uno scopo, e un oggetto attraverso cui avviene la sua scarica. Utilizzando come punto di partenza un modello omeostatico della motivazione, essa spiega le dinamiche proprie dell'inconscio oltre che gli stati fisiologici essenziali dell'organismo, identificando due istinti o pulsioni di base: una legata alla sopravvivenza e alla sfera sessuale, un'altra alla morte e alla distruttività.