La Medicina nel buio della proto-storia
Nell’arco di millenni non è immaginabile una
società umana senza una qualsiasi forma di
medicina, senza cioè una qualche forma di
risposta, curativa o rassicurativa, alla domanda
dell’integrità
di tutela della vita umana e fisica
nei confronti di un mondo esterno ostile, di una
natura altrettanto matrigna quanto madre.
La vita è breve,
l’arte è lunga,
l’occasione è fugace,
l’esperienza è fallace,
il giudizio è difficile.
Dagli aforismi di Ippocrate
La Medicina nel buio della proto-storia
Nelle società pre storiche la medicina è,
all’origine, una prerogativa dei Sacerdoti
intesi come intermediari con la divinità.
l’ira
Sono i sacerdoti che placano degli
Dei, che esorcizzano la malvagità dei
l’aiuto
demoni, che invocano divino, che
confidano nel soccorso degli spiriti, che
affidano la salute dei vivi alla protezione
dei morti.
La Medicina nel buio della proto-storia
Le medicine Assiro-babilonesi ed Egiziana
avevano in comune una medicina di
medici ed una medicina di maghi.
Entrambi fanno uso di preparati e
medicamenti (orientali).
d’Oriente
Le due medicine erano, come
l’una l’altra
poi sarà in Grecia, empirica
esorcistica.
La Medicina nel buio della proto-storia
Dalla traumatologia di guerra e dalla
infortunistica di pace nasce la chirurgia
anatomica sui viventi, diversa dalla
anatomia chirurgica sui cadaveri che
secondo le epoche verrà praticata con
alterne fortune.
La Medicina nel buio della proto-storia
dell’igiene,
Gli Ebrei pionieri nonostante non
l’alto
avessero medici, livello raggiunto dalla
loro medicina casalinga, una sorta di proto-
l’affermarsi
igiene domestica, ha favorito di una
coscienza sociale nel popolo e introdotto
misure efficaci per prevenire le malattie
l’igiene
epidemiche e promuovere collettiva.
Tra il divino e l’umano,
tra il mito e la realtà
Asclepio, (XIII a.C.) l’artefice mite
che placa le pene e rinsalda le membra,
l’eroe che protegge da tutte
le specie di morbi –
(Illiade Omero VIII a.C.)
Da taglio cesario (a cadavere ancora caldo della madre Koroni)
sarebbe nato il semidio della medicina Asclepio o Esculapio
(quello che pende dalla quercia esculenta) figlio illegittimo di
Apollo. Tra il divino e l’umano,
tra il mito e la realtà
Igea, rappresenta il mito della medicina salutista e
preventiva (Igea figlia legittima di Apollo e sorella
di Asclepio).
Una seconda versione del mito invece attribuisce
ad Asclepio la paternità di Igea e della sorella
dall’unione
Panacea, nate con Epione (colei che
lenisce i dolori). Mentre Igea personificherebbe la
salute tutelata, Panacea personificherebbe la
salute ritrovata attraverso un rimedio universale ed
onnipotente.
Tra il divino e l’umano,
tra il mito e la realtà
Distinzione tra medici e sacerdoti (papiro Smith) il
primo si occupava soprattutto dei traumi
(seguendo una esposizione dalla testa ai piedi ne
descrive 48 tipi diversi) e di patologie che si
vedono esternamente, visibili e palpabili. Questi
medici operando soprattutto una medicina fatta
–
con le mani (dal greco chèir mano e èrgon-
lavoro) verranno detti chirurghi.
Tra il divino e l’umano,
tra il mito e la realtà
Con Asclepio, Igiea e Panacea si dà avvio ad
un’esperienza curativa che si consolida in veri
e propri protocolli terapeutici statisticamente
efficaci (come si evince dalla descrizione dei sintomi e delle terapie,
Non bastano più
impresse sulle tavolette votive dei templi).
purificazioni e sacrifici agli Dei per guarire una
malattia. Si rendono necessarie manipolazioni,
diete, purghe, esercizi fisici, si applicano
localmente medicamenti e bendaggi.
Tra il divino e l’umano,
tra il mito e la realtà
Con Ippocrate si
( V-IV sec. a.C., il mito lo vuole discendente diretto di Asclepio)
concretizza una vera e propria tèchne medica detta
l’arte
iatrèia cioè di guarire attraverso i rimedi
(rimediare in latino mederi, donde medicus). Ippocrate
non contraddice i principi della medicina ieratica dei
un’arte
templi ma rende la medicina pratica impegnata
d’ogni
nella prognosi e nella terapia giorno contro i
mali quotidiani. –stare
Una medicina clinica (Klìno coricato, giaccio-)
cioè svolta al letto della persona malata che il medico
può ospitare anche in casa sua.
Tra il divino e l’umano,
tra il mito e la realtà
Il medico è un tecnico che si avvale dello
sguardo, del tocco, del taglio delle parti, di
medicazioni e fasciature, ed utilizza
strumenti ed utensili (Kairolog
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