Storia della medicina
Test a crocette
30 domande a crocette con un’ora di tempo il 26 marzo. Storia della medicina, della sanità in Occidente.
Paleopatologia
I resti umani che ci rimangono dal passato ci servono per capire la paleopatologia (patos = malattia, studio delle malattie del passato, malattie arcaiche), studio basato sul rilievo dei segni morbosi dimostrabili in individui del passato. Studia anche i tessuti molli che sono rimasti. I cadaveri vengono presi dalle necropoli anche se le ossa si trovano tutte mescolate; con questo possiamo trovare lo studio delle malattie di quel tempo, possiamo distinguere gli uomini dalle donne grazie alle ossa, il loro stato di salute, la loro grandezza, ecc.
100 anni fa l’età media del nostro paese era 20 anni minore rispetto a quella di oggi; gli uomini primitivi si pensa che morissero intorno ai 25/30 anni. I denti ci servono per capire le caratteristiche antropometriche. Patocenosi → quadro delle malattie che caratterizza un’epoca storica; prima patocenosi è una malattia acuta. Oggi si muore di tumori, malattie vascolari, oggi è una patocenosi cronico-degenerativa. I traumi e le infezioni cambiano nel corso del tempo.
I denti, intesi come frammenti, ci possono dire sulle abitudini alimentari delle abitazioni e sul loro quadro di malattia e di salute della comunità. Sono basi scarse e frammentarie su cui basarsi, ma abbiamo solo queste. Tra l’uomo cacciatore e quello allevatore del passato cambia l’usura dei denti, il primo li ha decisamente più usurati dato che la carne è più dura. Se noi sulle caverne vediamo i disegni con i mammut possiamo intuire che la popolazione potesse morire di traumi.
Iconodiagnostica
Iconodiagnostica → diagnostica è dare un nome ad una malattia dell’individuo che hai in carico in quel momento. Quindi nella paleopatologia ha uno scopo medico antropologico (studio dei caratteri tipicamente umani del passato). Nel passato i materiali erano le ossa e i denti frammentati, quindi i resti umani. Vengono usati l’anatomia, studi macroscopici ed istologici, biochimica (chimica biologica, applicazione della chimica sulla biologia dei resti umani, sui liquidi biologici), sierologia, istochimica (tessuti da studiare applicandoli alla chimica) e radiologia con i raggi x per studiare le ossa.
Storia della medicina egiziana
Viene chiamato vicino oriente. Lo stato di base della popolazione era molto alto, composto da schiavi, agricoltori, allevatori, pastori, ecc. Via via che si sale la popolazione aumenta e la piramide finisce con il Faraone. Il faraone poteva essere un uomo o una donna. Il capo doveva essere preservato per la sua salute, perché devono vivere a lungo e in buona salute. Le mestruazioni venivano interpretate come un astro della luna e cercavano di rimediare, venivano considerate come un problema gastrointestinale dai medici dell’antico Egitto.
Gli antichi egizi facevano le steccature; se uno schiavo giovane si rompeva una gamba veniva “curato”, perché non potevano perdere un uomo “da lavoro”. C’era una gerarchia piramidale della classe medica: c’erano tanti maghi e veterinari perché la mucca e i gatti venivano considerati sacri. Le medicine e le terapie erano locali. Sopra i veterinari c’erano i medici di corte, era importante per la scrittura amministrativa. I medici erano gli unici a poter visitare il faraone. Erano grandi cosmologi, usavano molti colori anche per truccare la regina e pitturare i templi. Sappiamo queste cose grazie alla fonte della scrittura e grazie quindi al papiro medico. I papiri contengono testimonianze chiarissime dello stato e i papiri medici dove parlano della medicina.
Papiri medici
Hanno fini didattici, hanno come oggetto la malattia, e si trova spesso uno schema didattico di formulazione diagnostica costante e avanzato e moderno: il medico anziano insegnava al medico più giovane come si doveva comportare con la persona, come visitare, come formulare la diagnosi e la prognosi. Il titolo è “se tu visiti un uomo/donna che..”, visita “elenco di sintomi”, diagnosi “identificazione della malattia”, prognosi “disponibilità al trattamento”, terapia “ricetta” e glosse “commento”.
Le fonti sono molto più estese rispetto a quelli degli uomini primitivi: paleopatologiche → resti umani, le mummie, quindi non soltanto i resti ma anche i cadaveri stessi che sono soggetti a mummificazione o imbalsamazione. Le mummie sono importanti perché ci dicono tante cose, può essere sottoposta a tac, risonanza, ecc. La mummificazione era a fine religioso, facevano in modo che non si deteriorassero nel tempo i corpi dei faraoni. Non erano anatomici, loro si preoccupavano solo della conservazione, svuotavano il corpo dagli organi. Questi ultimi venivano persi, o comunque inseriti nei vasi per essere conservati in soluzione resinosa derivata dal mondo vegetale.
Le fonti archeologiche erano letterarie, strutturali, documentarie e artistiche: papiri, vasi, sculture. Red eye: serie di malattie che collegano l’occhio a malattie infettive ed infiammatorie. L’occhio era soggetto alla luce del sole, al caldo e alla sabbia, cose molto negative per il mantenimento dell’occhio sano. Il Tracoma era molto diffuso in Egitto, manifestava febbre.
Le conoscenze
Medicina come un’arte teorica, è composta da scarse conoscenze anatomiche e fisiologiche. Si ha una descrizione della patologia e quindi anche una terapia usando delle sostanze del mondo animale, vegetale e minerale.
La malattia
Il nome stilizzato deriva o dal luogo che la malattia colpiva o dal sintomo guida inteso come la testimonianza del paziente. L’eziologia (studio delle cause della malattia), il medico dava un nome alla malattia e provava a capire l’origine della malattia, quindi abbiamo un tentativo di capire la causa utilizzando le cause soggettive e oggettive. Alcune erano interpretate come malattie nate nell’organismo nel malato, altre invece venivano viste come cause estrinseche, derivati da cause di aggressione esterne (magico o reale) che potevano dare fratture e infiammazioni. L’acqua era decisiva per la vita delle popolazioni, infatti i villaggi erano sempre vicini ad essa, dove l’acqua diventava stagnante gli antichi medici riscontravano malattie.
Medicina greca antica
Ha radici nell’antico Egitto, Africa, Asia Minore, Turchia. Fa sintesi culturale con i contributi medici che derivano dagli altri paesi. Parliamo di Ippocrate che è il padre della medicina occidentale. La cultura greca parla tanto di medicina, attentati e di minacce alla salute delle persone. Anche Omero è famoso per la medicina; nel campo dell’Iliade ci fu un’epidemia, quindi l’opera si apre con un sipario strettamente sanitario. La malattia è un’entità unica: o sei sano o sei malato. Con Esiodo (poeta medico) la malattia si comincia a pluralizzare.
Ippocrate
È vissuto intorno al IV e V secolo a.C, grande conoscitore della medicina greca arcaica, ricevette contributi derivati dalla medicina Africana e dell’Asia Minore. Corpus Hippocraticum → insieme degli scritti di Ippocrate, è composto da libri e lettere, sono tanti diversi e relativi a medicine sanitarie. Sono frutto di una unica persona o più persone che scrivevano a nome suo.
Gli argomenti sono di medicina e sanità → pratica medica, semeiotica, eziologia, studio della dieta durante la malattia, lo studio della terapia, intesa come minimo sollievo alla malattia, chirurgia cioè il tentativo di sollievo ai problemi di salute riducendo o cambiando anatomicamente la persona.
Teoria umorale
Questa sfocia in due concetti di base:
- Giuramento
- Theoria umorale
È il cardine del sistema ippocratico con il concetto di salute e malattia, questi sono cambiati nel corso del tempo. Il corpo umano era un contenitore fisico di 4 liquidi (umori): sangue, bile nera, bile gialla e flegma. La salute è lo stato di equilibrio degli umori. Ippocrate toglie la stregoneria e la medicina e formula un concetto di salute molto importante che si propagherà nei secoli successivi. La malattia è il disequilibrio degli umori, quindi quando uno si ammala bisogna provare a ristabilire l’equilibrio.
La bile nera è nell’ipocondrio destro, nella cisti, la bile gialla anche, il flegma può essere il muco (bronchi) o il liquido alla base del cranio e il sangue è quello che scorre nei nostri vasi (come il concetto di oggi). Il sangue è l’unico umore aggredibile, perché è più semplice aggredirlo (toglierlo), non si azzardavano neanche a provare ad aggiungerlo. L’obiettivo è ristabilire l’equilibrio degli umori sottraendo (in modo controllato) il sangue, si faceva con il salasso (sottrazione di sangue), con un taglio con una lama, con le sanguisughe. Questa è praticata fino al ‘900 addirittura per le malattie infettive. Il salasso era l’unica sottrazione attendibile a quell’epoca, si faceva anche per la polmonite e la tubercolosi. Da 2500 anni fa fino a 100/150 anni fa. Questa teoria umorale è di carattere dominante, anche se era comunque dannoso praticare il salasso veniva comunque eseguito.
Gli umori si collocano nella teca: quattro sono gli elementi del mondo, quattro sono gli umori, quattro sono le qualità e quattro sono le stagioni, quindi ne discendono anche le qualità dell’organismo sano o malato (caldo, umido, secco, freddo). Fuoco, terra, aria, ed acqua compongono il mondo. L’anatomia umana è quella insegnata da Claudio Galeno.
Il giuramento
Primo testo scritto di etica e deontologia della professione medica del mondo occidentale, quindi prima del III e IV secolo i medici si regolavano nell’agire in base alla loro coscienza. La medicina ippocratica è una medicina paternalistica: cioè agire per il paziente che deve uniformarsi alle prescrizioni del medico. Il paziente si affidava completamente al medico perché lui era l’unico ad avere queste conoscenze, il paziente non conosce la medicina e la salute, si affida al medico per questo. Le capacità terapeutiche del medico erano limitate a quei tempi però la fiducia che prendeva dal paziente era molto alta. La medicina e la tecnologia sanitaria hanno fatto passi da gigante, anche solo negli ultimi anni. La fiducia del paziente nei suoi confronti è diversa forse anche perché c’è poco comunicazione, i pazienti adesso cercano informazioni su internet, fanno da soli la maggior parte delle volte. Per qualunque intervento terapeutico l’ultima parola la ha sempre il paziente. Prima il paziente non era informato e non ci sarebbe mai permesso di mettere in dubbio le conoscenze del medico e quello che esso diceva. Ora il medico ha dei doveri nei confronti del paziente, non può abusare di lui indipendentemente dalla classe sociale del paziente e dal suo sesso. Quindi una volta la medicina era paternalistica. La clinica come disciplina nasce nell’antica Grecia con Ippocrate, clinica intesa come studio dell’individuo come sdraiato.
Clinostatismo → studio dell’individuo sdraiato; posizione ortostatica: individuo in piedi; clinostatica: sdraiato.
Medicina romana
Medicina alta: era praticata nell’antica Roma insegnata e praticata dalle sette mediche (dogmatica, empirica, metodica, pneumatica). Ippocrate era una scuola fatta di allievi di sesso maschile che seguiva l’insegnamento di un maestro più anziano. Nel XIX secolo la prima donna laureata in medicina. La scuola è intesa come gruppo chiuso; le sette mediche possono sembrare “losche” ma è inteso come il gruppo di seguaci del maestro, la persona guida, a quei tempi non aveva un significato negativo. Quindi la scuola è composta dagli allievi e dal maestro.