Storia della lingua
Il 300 —> secolo importante —> le 3 corone: SI DEFINISCE LA LINGUA ITALIANA
MA solo le basi, a livello diatopico vi erano delle differenze —> influenza delle 3 corone solo nella
lirica attraverso un processo di imitazione stilistica —> si crea un codice espressivo lessicale MA
Non a livello morfologico o fonologico
DANTE —> diviene modello già nel 300
a. PETRARCA —> la produzione latina diventa subito un modello —> la produzione volgare
b. (Canzoniere, Trionfi) oggetto di culto dal 400—> modello difficile da imitare
BOCCACCIO —> produzione italiana diffusa in ambito mercantile —> modello linguistico dal
c. 500 —> diverrà modello di lingua assoluto
LINGUA —> in questo periodo si intende quella SCRITTA, la lingua orale era molto diversificata —
> ciò si verifica solo in italiano:
FRANCESE —> dal parlato allo scritto—> dal 1229 conquista della Provenza e unità del
a. territorio
ITALIANO —> dallo scritto al parlato—> divisione territoriale e sociale
b.
Nello scritto, l’italiano si stabilizza nel 500 creando una situazione di:
DIGLOSSIA —> italiano e dialetti
a. DIAMESICA —> scritto e orale
b.
L’italiano è una lingua solo letteraria che si è ispirata nel corso di tutta la sua storia agli autori
precedenti a partire dalle 3 corone
Lingua come un singolo fiore in serra, curato dalle poche persone senza avere contatti esterni
Ad ogni cambiamento linguistico succede un dibattito in merito alla lingua —> presenza di un
marcato PURISMO
Nel 400—> nello scritto lenta formazione di una lingua con tratti sovraregionali —> volontà di
differenziare lo scritto dal parlato—> promotrici: LE CORTI—> irradiazione linguistica mediante:
cancelleria
a. letteratura
b.
Toscana e Firenze fra 400 e 500: situazione diversa dal resto dell’Italia poiché scritto e parlato
coincidono
2 situazioni linguistiche:
dalla fine 200 FIORENTINO AUREO —> fino alla prima metàdel 400 poi:
a.
Con l’umanesimo si ha una REGRESSIONE DEL VOLGARE in ambito letterario colto—> ripristino
della società latina classica:
nascita del FIORENTINO ARGENTEO:
perdita ed acquisizione di parole
a. mutamenti morfologici e lessicali (es: desinenze singolari e plurali uguali)
b. causa —> peste nera—> decimazione della società —> ripopolamento di persone provenienti
c. dalle campagne —> la lingua viene riplasmata
Dalla seconda metà del 400 —> LORENZO DE’MEDICI (politica linguistica) —> il fiorentino
argenteo resta ma muta la cultura verso la lingua
LEON BATTISTA ALBERTI —> figura d’eccezione—> propone nuovamente il volgare come lingua
colta —> Grammaticheria vaticana —> regole del fiorentino inserite nelle categorie latine —>
metodo inadatto per certi aspetti ma brillante—> prova che il volgare è degno quanto il latino —> è
un’opera contemporanea, infatti si occupa del fiorentino argenteo—> fiorentino che scrive con la
lingua moderna—> distacco dal Passato, ma allo stesso tempo anche ripresa
LEZIONE NUMERO 2
Il secondo 400 —> LORENZO DE’MEDICI—> politica precisa: politica CULTURALE considerando
l’espansione della cultura fiorentina sulle altre corti italiane come un elemento fondamentale per
segnare l’egemonia di Firenze —> una parte consistente della sua politica va intesa come politica
LINGUISTICA
Federico di Aragona —> Raccolta Aragonese —>1477—> antologia della lirica fiorentina dallo Stil
Novo al 400 —> preceduto da lettera predicatoria di Poliziano —> idea dell’antologia era quella di
diffondere la poesia fiorentina e la lingua proponendole ad imitazione dei poeti aragonesi—> tutti i
poeti avevano scritto in fiorentini diversi—> Fiorentino Aureo (quello che diventa italiano) VS
Fiorentino Argenteo (quello cambiato)—> NON ESISTE UNA SOLUZIONE DI CONTINUITA’ TRA
LE DUE POESIE DEL 300 E DEL 400, COSI’ COME NELLE LINGUE —> tutti già guardavano al
fiorentino del 300 e ai suoi autori come i maestri della cultura volgare —> vuole dire che la Firenze
400esca è la figlia naturale della Firenze 300esca, è l’esito moderno della poesia fiorentina del 300
—> IL RUOLO GUIDA CONTINUA —> si vuole dire che la lingua fiorentina è sempre la stessa:
errato!
NEL 400 FUORI FIRENZE
Grande novità linguistica —> nascita delle lingue di Koinè —> si sviluppano all’interno delle corti
quattrocentesche non toscane —> lingue comuni che nascono per esigenze di comunicazione
della capitale con la periferia e con le altre corti —> ambito tipicamente delle cancellerie —> stati
regionali: stati moderni: quantità ingente di documentazione scritta (leggi, regolamenti,
disposizioni, circolari, lettere):
Abbandono progressivo dei tratti locali —> tratti dialettali
a. Formazione e stabilizzazione di un modello linguistico sovraregionale
b. costituzione possibile grazie al conguaglio di 3 elementi linguistici tra loro diversificati:
c. Varietà locale—> non ancora dialetto (solo dopo la nascita dell’italiano) —> elemento variabile
1. sul piano diatopico (geografico) —> tutte le lingue di koinè variano fra loro perché questa
caratteristica è diversa a seconda delle regioni —> si pone come il polo negativo da cui
allontanarsi —> l’allontanamento totale dalla componente dialettale è impossibile —> vale
soprattutto nella morfologia e nella fonologia (sonorizzazione consonanti scempie
intervocaliche, perdita doppie intervocaliche) —> incertezza nella resa dei dittonghi —>
ANAFORESI FIORENTINA
Latino—> ovvio punto di riferimento —> da sempre è la lingua per eccellenza della cultura
2. europea —> in ambito cancelleresco era la lingua d’uso tradizionale —> anche nei costrutti
sintattici —> ortografia (non esisteva una norma ortografica per scrivere in volgare: si usava
l’alfabeto latino —> rispondeva a fonemi latini non a quelli dialettali) —> strumento
fondamentale di normalizzazione ortografica di quei fonemi che non avevano corrispondenza
nell’alfabeto latino
Toscano —> per i suoi meriti letterari —> non direttamente dai parlanti toscani ma dai testi
3. modello letterari —> il toscano è la lingua scritta della letteratura —> fuori toscana non si ha la
consapevolezza del fatto che il fiorentino 300esco era molto diverso rispetto al nuovo fiorentino
—> fa sì che il toscano che penetra è quello che attinge egualmente dalle forme 300esche e
400esche
Contemporaneamente presenti nella mente dello scrivente —> si orienta verso l’uno o verso l’altro
sulla base delle proprie abitudini, sulla base delle estemporaneità —> tuttavia nel quadro di
oggettiva oscillazione gli storici cercano di capire —> CRITERIO DELLA MAGGIORANZA —> le
forme che tendono ad essere utilizzate sono quelle su cui convergevano 2 modelli su 3 (es: Lingua
su Legua perché fiorentino e latino prevalevano sul dialetto) —> costruttivamente instabili perché
ibride—> questi modelli compongono un sistema che continua a riassestarsi
2 linee di sviluppo:
Cronologia—> perdita progressiva dei tratti locali a favore del toscano dalla metà del 400 fino
a. alla fine —> l’istanza primaria delle lingue di koinè che è l’allontanamento dal dialetto si precisa
mano a mano come un avvicinamento al toscano
Genere testuale —> generi cancellereschi: più conservativi nell’elemento locale VS generi
b. letterari: innovativi—> scrittura letteraria in prosa: utilizza come modello linguistico per
allontanarsi dal dialetto soprattutto il latino VS in versi: si aprivano in maniera più estesa al
toscano: poema cavalleresco in ottava rima + rime petrarchesche—> comporta differenti modi
di interpretare la lingua di koinè nelle sue diverse componenti —> poesia lirica: modello
toscano preciso VS scrittura del romanzo cavalleresco: 2 modelli (Stanze per la giostra, Il
Morgante maggiore) MA potenza minore del canzoniere di Petrarca —> nei poemi
cavallereschi scritti fuori dalla toscana il livello di toscanizzazione è più contenuto
Boiardo —> il più importante autore italiano del 400 —> 2 opere importanti:
Innamoramento di Orlando
a. Amorum Libri Tres
b.
Lingua dello stesso autore declinata in 2 generi diversi —> le due opere sono scritte nella lingua di
koinè padana che però ha le componenti interne fortemente differenziate
Il genere di scrittura più vicino al toscano è la POESIA LIRICA —> primo studioso ad affrontare il
problema è Mengaldo —> modello assoluto PETRARCA —> argomento unico AMORE —>
modello non assimilato totalmente per:
caratteri propri del petrarchismo —> nel 400 Petrarca non è l’unico riferimento —> in
a. particolare il modello di petrarca viene mediato da altri poeti petrarchisti che già lo avevano
imitato —> fungevano da mediatori del modello di Petrarca—> il più importante è Giusto dei
Conti di Valmontone —> mediatore linguistico della lingua del canzoniere —> altro modello:
poeti della cerchia lorenziana —> leggono petrarca in manoscritti che linguisticamente non
sono molto attendibili soprattutto perché sono scritti con grafie fortemente latineggianti
situazione a-cronica —> poeta rinuncia volontariamente alla sua lingua d’uso cortigiano per
b. assumere in toto un linguaggio altrui
Il 500
Si arriva ad un’unificazione della lingua scritta—> nascita della lingua italiana a partire da un
dibattito fra intellettuali nei primi 30 anni del 500—> questo dibattito continuerà a riemergere—> si
vuole individuare un modello linguistico unitario stabilizzato —> in Italia NO unione statale/politica
MA culturale —> questa unità culturale necessita di uno strumento comune, così la lingua scritta
viene codificata —> ciò è stato reso possibile dall’editoria e alla stampa dei libri
L’italiano perciò si identifica unicamente come lingua scritta e colta —> lingua “artificiale”, non si
sviluppa a partire dalla società ma a partire dai testi letterari —> questo fu il motivo dei continui
dibattiti
IL DIBATTITO SULLA LINGUA
Migliorini (fondatore della storia della lingua italiana, anni 60)—> 3 posizioni nel dibattito:
cortigiana
a) fiorentina
b) arcaicizzante (Bembo) —> questa suddivisione è stata poi approfondita e rifatta
c)
Divisione dibattito in 3 periodi:
Primo decennio del 500
a) 1510-1525
b) 1525-1530
c) La questione della lingua a partire dalle pubblicazioni dell’Arcadia (1504) e degli Asolani (1505)
1) —> entrambi prosimetri, uno pastorla,e l’altro un dialogo filosofico
Sono 2 autori non toscani! —> scritti entrambi in una lingua perfettamente ripresa dalle 3 corone
OLTRE LE LINGUE DI KOINE
no tratti locali
a. pochi tratti del fiorentino argenteo
b. capacità di distinzione fra forme poetiche e della prosa del 300
c.
Le due opere derivano da un’attenta operazione di revisione
Arcadia, 1504 —> seconda edizione, la prima è scritta in lingua di koinè (napoletana)
Sannazzaro e Bembo per la stesura di quest’opera studiarono i testi delle 3 corone—> uso
dell’edizione aldina del 1501 del Canzoniere da parte di Bembo —> questa edizione è stata fatta a
partire dal ritrovamento di Bembo di un manoscritto autografo di petrarca
NOVITA’—> il modello trecentesco viene esteso anche alla prosa—> 2 opere di autori
d’avanguardia, opere sperimentali —> non viene spiegato perché siano scritte con questa lingua
—> CONSEGUENZE —> le corti reagirono in modo molto negativo, gli intellettuali artigiani si
sentono come messi in discussione nel loro modo di esprimersi:
Vincenzo Colli —> Della volgare poesia contro Bembo, opera che non ci è giunta. Ciò che
a. sappiamo deriva da altri autori che parlano di lui, fra cui Bembo, oltre a lui anche Castelletto
parla di Calmeta dicendo che Bembo lo ha interpretato male
Mario Equicola —> De Natura de Amore trattato cortigiano con lettera dedicatoria in cui critica
b. gli Asolani—> se la prende con l’arcaismo di Bembo dicendo che non sa parlare la lingua delle
corti. Dice che Bembo è troppo toscano e ciò è ridicolo perché Bembo è veneziano. Il toscano
non è la miglior lingua, ma lo è la lingua CORTIGIANA ROMANA, lingua che si parla e scrive
nella curia romana —> varietà che corrisponde al romanesco della seconda fase(prima fase
antica, zona sud del Lazio, 2 fase metà 400. ha tratti toscani)
LEZIONE 4
Industria di stampa —>Mercato che comprendesse l’intera società italiana—> necessario avere a
disposizione uno strumento linguistico stabile —> per poter pubblicare su un mercato più ampio —
> modello dell’imitazione stretta dei classici fiorentini del 300—> 2 vantaggi:
modello facilmente assimilabile attraverso i libri —> non richiedeva una competenza culturale
a. diretta —> si apprendeva studiando
modello che non presentava eccessive oscillazioni al proprio interno —> unitario e stabile —>
b. NO oscillazioni, diatoniche (riconosciuto come autorevole in tutta italia) diacroniche o
diastatiche (modello alto che non presentava oscillazioni verso il basso, demotiche)
Fin dagli anni 10 del 500 gli editori cominciano a commissionare opere di letteratura di consumo
scritte con la lingua dei classici fiorentini del 300 —> mentre l’Arcadia e gli Asolani erano di grande
impegno intellettuale, le opere commissionate sono destinate al grande pubblico per
rappresentanti di cultura medio-bassa—> generi che andavano per la maggiore —> antologie di
poesia petrarchista e poemi cavallereschi (Boiardo, Ariosto ma sono solo le punte di un iceberg)
<3
Le commissioni diventano anche revisione di opere utilizzando le lingue di koinè —> si
ripropongono vecchi titoli MA rivendendoli sul piano linguistico —> testimonia che già negli anni 10
le opere scritte pochi anni prima vengono sentite come linguisticamente non più fruibili—> codice
che non è più quello della letteratura moderna
Opera fondamentale —> L’Orlando Innamorato—> MA illeggibile—> alcuni editori commissionano
la revisione dell’opera secondo il nuovo canone linguistico —> almeno 2 versioni aggiornate —>
versioni con ogni diligenza corrette
Mario Equicola De Natura e De amore —> perfino questo libro che esplicitamente aveva attaccato
la proposta bembiana viene revisionato in maniera bembiana
Si tratta di opere di livello medio-basso —> in grande quantità —> costo basso dei volumi —>
garantiva un’ampia fruibilità e circolazione —> libri che si diffondono e favoriscono l’esportazione e
la diffusione in tutta la cultura italiana del modello linguistico —> trova un’ampia diffusione anche
nella cultura di livello medio-basso
Questo garantisce la stabilizzazione del modello —> l’editoria attraverso la produzione seriale di
massa è stata il vero strumento che ha garantito il successo del modello bembiano nella cultura
italiana —> senza più distinzioni di luogo e di livello
Gli inventori appartenevano all’élite più esclusiva —> la proposta è d’avanguardia che veniva
implicitamente rivolta agli unici che erano in grado di recepirla—> non hanno niente a che fare con
l’editoria di massa —> quel modello così elitario in partenza si rivelò come l’unico fruibile da parte
della cultura di massa perché aveva una serie di caratteristiche che gli garantivano una
comprensibilità e una stabilità oggettiva
Modello che si impone con la forza dei fatti storici senza più possibilità di tornare indietro—> NON
erano possibili soluzioni alternative —> le lingue di koinè hanno una troppo forte componente
diatopica
IN ASSENZA DI UNA SOCIETA’ DI PARLANTI CHE SIA LA FONTE DI UNA NORMA
LINGUISTICA, CHE LEGITTIMI UN MODELLO LINGUISTICO NAZIONALE PARLATO DA TUTTI,
L’UNICA POSSIBILITA’ PERCORRIBILE ERA TROVARE IL MODELLO NELLA LETTERATURA
DEL PASSATO
dal 1510 al 1525&m