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Storia della lingua – introduzione

Lo studio della storia della lingua si divide in:

  • Storia della lingua interna, che studia come si evolvono le strutture della lingua italiana dal latino, e quindi è chiamata grammatica storica. La grammatica storica, come quella tradizionale si divide in:
    • Fonologia – studio dei suoni
    • Morfologia – studio delle forme
    • Sintassi – studio costrutti
  • Storia della lingua esterna, che studia i mutamenti esterni dati da fattori storici, sociali, politici e antropologici.

Come nasce la lingua italiana?

Nel dopoguerra (1953) nasce il primo manuale di storia della lingua, scritto da Giacomo Devoto. Il manuale intende per "Italia" come spazio geografico, in cui si sono susseguite varie popolazioni con varie lingue di cui il Migliorini parla. Il termine "Italia" nasce, al tempo dei latini, dal nome di una popolazione della Calabria, i Vítali. Poi questo nome si espanse al sud per indicare le popolazioni che vivevano in questa parte dell'Italia. In epoca Augustea, questo termine venne usato per definire tutta la zona peninsulare.

La lingua italiana nasce da un processo complesso: inizialmente si parla di proto-italiano (quando nascono i primi testi non in latino, che sono il lascito di Capua e l'indovinello veronese), poi nascono i vari volgari ed infine l'italiano nel 500 con la disputa sulla lingua. La vera lingua italiana nasce nel 500 quando scoppia la questione letteraria. Lo scopo del dibattito è quello di creare una lingua che serva da connettore per gli intellettuali, che sia strumento comune, basata sul canone delle tre corone (Dante, Petrarca e Boccaccio), quindi il fiorentino. Questa però era lingua letteraria, alla nazione serviva una lingua parlata, strumento di comunicazione.

Nell'800, Manzoni decide di fare diventare la lingua letteraria, fondata sul canone trecentesco del fiorentino, lingua viva, ma con un rinnovamento, un'aggiunta costituita da alcune parti del fiorentino parlato (anche perché Dante e Co. non parlavano di tutto e quindi mancavano alcune parole tipiche del parlato). Manzoni crea l'italiano: lingua letteraria del 500, rinnovata dal fiorentino parlato.

Nel dopoguerra nasce la disciplina che studia la storia della lingua italiana. Bruno Migliorini è il padre della materia, che insieme a Giacomo Devoto, fonda Lingua Nostra, la rivista sulla storia della lingua. Il Migliorini e il Devoto scrivono i primi manuali:

  • "Linguaggio d'Italia" di Giacomo Devoto. In questo manuale si analizza la lingua, che a differenza del linguaggio, nasce da un processo di sovrapposizione (il latino si sovrappone alle lingue parlate sul suolo italico) e di evoluzione (il latino si evolve in italiano). "Italiano" è un termine "evanescente", perché si va a formare in un arco temporale vasto, che è quello del Medioevo.
  • "Storia della lingua italiana" di Bruno Migliorini. È la prima opera della disciplina, anche se rimane un po' superata, sostituita da manuali come quello del Marazzini. Uscì nel 1960, che era il millenario della nascita della lingua, perché al 960 risale il lascito di Capua, primo documento ufficiale in lingua non latina. Sicuramente prima del lascito campano ci sono stati altri documenti scritti in volgare, come l'indovinello veronese, ma non sono ufficializzati. Il Migliorini divide la storia della lingua per secolo, ma non insiste sulla linea di demarcazione fra lingua e letteratura, perché per lui sia il popolo sia gli autori contribuiscono alla formazione di una lingua.

Lo studio del parlato infatti è una cosa complessa, perché si sono vari linguaggi (quello giurista, scientifico ecc…) ma anche perché deve avere una prospettiva sincronica, dato che il parlato cambia per le varie influenze.

Periodizzazione della storia della lingua italiana

Periodo medievale

Dal V sec. d.C. (476 d.C., caduta dell'impero Romano d’occidente) alla fine del XV sec. Durante il periodo medievale siamo in una situazione di diglossia, ovvero la lingua era divisa in:

  • Lingua scritta – era il latino con uso letterario, civile e giuridico.
  • Lingua parlata – già prima del 1000 appaiono nella scrittura i volgari, cioè quelle lingue che non sono latino ma non ancora italiano, e che sono l'uno diverso dall'altro a seconda della regione. I volgari costituiscono la lingua parlata nelle varie regioni.

In pratica a livello del parlato si crea una situazione di plurilinguismo, che è la conseguenza del policentrismo. Durante il medioevo, questo volgare che inizialmente è solo parlato, produce testi a partire dal XIII secolo, periodo della rivoluzione mercantile. Il mercante infatti impara a scrivere, ma non per esigenza letteraria, quindi non usa il latino, ma per esigenze commerciali, è dunque usa la sua lingua, cioè il volgare.

La massima espressione della civiltà mercantile è Firenze, che diventa centro economico per tutta la penisola. Il fiorino diventa moneta europea (il primo viene coniato nel 1252 e nel 1265 nasce Dante). Nel corso del ‘300 c’è una cesura, cioè la Commedia, che turba il policentrismo, poiché viene imitata e quindi influenza gli altri volgari. Prima della Commedia, tutte le altre esperienze letterarie sono sullo stesso piano e quindi non sono imitate, e quindi dopo Dante il fiorentino emerge su tutti gli altri volgari.

Dal 1500 al XIX sec. (1861 quando l’Italia viene unificata)

Dopo il ritorno al latino dell’Umanesimo nel 400, nasce la lingua italiana nel 500.

  • Viene codificata la lingua italiana sul canone delle tre corone, cioè su quella esperienza dominante che tutte le regioni avevano conosciuto durante il Medioevo. Questa è la lingua di Tasso, Ariosto e Leopardi.
  • A livello del parlato non ci sono più i volgari, che si sono evoluti, ma i dialetti. Per il Medioevo non è corretto parlare di dialetti, perché questi nascono quando una lingua afferma la sua superiorità, mentre le altre sono inferiori. Il Medioevo conosce tanti volgari che sono tutti sullo stesso piano.

Periodo post-unitario

Nel momento in cui si ha una nazione, c’è bisogno anche di una unificazione a livello linguistico nel parlato, c’è bisogno di una lingua utile al commercio ecc… Manzoni per codificarla, riprende la lingua letteraria, cioè il fiorentino delle tre corone, e la svecchia inserendo gli elementi di quale parlato? Di quello fiorentino che più si avvicinava alla lingua letteraria. La lingua italiana si afferma nel corso del ‘900 con più mezzi: scuola, dizionari, letture popolari, giornalismo e letteratura (Pinocchio e Cuore).

Considerazioni sull’affermazione della lingua italiana

  • Il processo di unificazione letteraria è stato pilotato da Firenze, ma il primo documento in volgare toscano non è fiorentino, ma è pisano, cioè il resoconto navale pisano del 1211, perché Pisa era più ricca di Firenze.
  • Il fiorentino non si è imposto per motivi politici come è successo in Francia o Spagna (dove la lingua si è affermata per volere dell’esercito), ma per motivi letterari. Non poteva affermarsi di fatto per motivi politici, perché l’Italia come entità politica ancora non esisteva.
  • L’ufficializzazione non è stata fatta dai fiorentini ma da Veneziani (Bembo) e Milanesi (Manzoni).
  • In Italia i dialetti sono più importanti, perché con il fatto che l’unificazione politica è avvenuta tardi, ognuno si identificava con la sua città.
  • Nell’italiano dalla struttura classica, cambia solo il lessico, non la forma e quindi è più semplice la comprensione. Es: nel francese il cambiamento è stato totale, quindi serve una traduzione.
  • L’italiano, essendo rimasto legato alle forme classiche, ha il vizio della forma. Es: nello scritto il soggetto non può essere lui, ma egli (Manzoni usa lui come soggetto, perché è più vicino al parlato).

L’Accademia della Crusca

È un’istituzione con sede al castello medico di Firenze Castello, fondata fra 1582-83, nel secolo della disputa linguistica, da Leonardo Salviati, sulle cui idee sarà scritto il primo vocabolario della Crusca. Il vocabolario della Crusca ha 4 edizioni:

  • 1623
  • Fine ‘600
  • Prima metà del ‘700
  • Fra ‘800 e ‘900, conclusa nel 1923. Con il passare del tempo il vocabolario si amplia includendo autori minori, ma obbligatoriamente fiorentini.

Il presidente della Crusca scrive che l’italiano si è affermato, a differenza delle altre lingue, senza un supporto politico poiché mancava lo stato italiano. Non si riconosce in un poema epico come accade negli altri casi. È una lingua “singolare”, perché difficile, che ha “ideali e motivi universalistici”. Il fatto che abbia alla base la commedia, si è abituata a trattare tematiche alte e quindi è più difficile usarla per parlare dell’ambito pratico: ne riduce le capacità comunicative, ed ecco perché si parla il dialetto.

Rapporto con il latino

L’italiano è il naturale sviluppo del latino volgare o parlato. Anche il latino come l’italiano ha avuto cambiamenti durante l’impero.

  • Influssi da altre lingue
    • Influsso etrusco: l’etrusco, non essendo lingua indoeuropea, ha influenzato solo il lessico e non le strutture del latino, fornendogli termini relativi all’ambito teatrale.
    • Influsso greco: è un influsso antico, per contatto con la Magna Grecia.
    • Influsso dell’Osco-Umbro: perché lingua indoeuropea.
  • Varia con il passare del tempo: se si confronta un’iscrizione arcaica (come l’epigrafe del Garigliano) con una classica, vediamo che sono diversi, si assomigliano solo per l’ordine delle parole. Il latino (scritto) infatti si può dividere in latino arcaico, preclassico, classico, postclassico e tardo.
  • Varia a seconda del luogo.
  • Varia a seconda dello stile, a seconda se questo ha un tono alto o basso.
  • Varia per fattori socio-culturali.
  • Varia a seconda del modo in cui è trasmesso, se è trasmesso scritto o parlato.

Il Marazzini propone uno schema che descrive come si passa da latino parlato ad italiano, passando per il volgare. Il latino viene diviso in:

  • Lingua scritta: il latino classico. Il latino classico significava latino di classe, cioè di prima classe. Questo termine venne coniato da un erudito del II secolo, Aulo Gellio: così come gli aristocratici rappresentavano la prima classe della società, così gli scrittori latini più eleganti rappresentavano la prima classe della letteratura.
  • Lingua parlata:
    • Latino aristocratico, più vicino a quello classico.
    • Latino popolare, anche chiamato latino volgare, cioè parlato dagli stati più bassi della popolazione.

Entrambi subiscono influenze l’uno dall’altro. Nel 50 a.C. avviene la prima cesura, rappresentata dalla codificazione della lingua latina scritta in grammatica. In questo modo la lingua scritta si irrigidisce e si chiude senza subire altre influenze. Altra conseguenza della prima cesura è il cambiamento del latino parlato aristocratico, che pian piano si uniforma sempre di più al latino popolare o volgare. "Latino volgare" va pertanto ad indicare il latino dei ceti colti e non, e dunque il Marazzini per evitare fraintendimenti, dice di chiamare il latino volgare (unico), lingua comune. Questo latino volgare cambia a seconda di:

  • Tempo
  • Coordinata sociologica (la classe sociale)
  • Variabile geografica

Come si ricostruisce questo latino parlato volgare?

Con delle fonti o con la metodologia per la ricostruzione.

  • Autori:
    • Autori tecnici, che per esigenze espressive usano una lingua vicina a quella del parlato. Come nel caso di Vitruvio, il quale dice che l'architetto non è un grammatico.
    • Autori che per motivi espressivi usano brani in lingua parlata. Fra questi Plauto che scrive la commedia in un linguaggio simile al parlato.
    • Autori che si avvicinano al parlato perché non sono tanto colti, come nel caso delle lettere di un soldato a Traiano.
    • Autori cristiani, per farsi capire dal popolo. Importante è il giudizio di Sant’Agostino, che preferisce farsi capire dal popolo piuttosto che guardare allo stile.
  • Grammatici quando parlano delle forme da evitare e degli errori di uso quotidiano.
  • Appendix Probi: è un documento del III secolo scritto da un maestro di scuola anonimo. È chiamata così perché è stata ritrovata alla fine di un manoscritto dello Pseudo Probo. Ha lo scopo di classificare in due colonne le parole corrette dello scritto e le parole errate del parlato. Es: speculum (giusta) e specclum (sbagliata).
  • Iscrizioni.
  • La metodologia per le ricostruzioni: è un metodo che serve per ricostruire una parola non attestata, quindi che non si è mai trovata scritta, risalendo ad essa dalla lingua parlata.

Variazioni del latino volgare

Nel V secolo avviene la seconda cesura, perché cade l’impero romano d’occidente. L’impero dunque ritira la lingua per motivi:

  • Politici: l’impero si disgrega a causa delle invasioni barbariche (già dal IV sec.), e tende a ritirarsi.
  • Sociali: si diffonde il cristianesimo, che si rivolge ai ceti più umili, dunque con la lingua parlata, e che in origine si esprimeva in greco, dunque porta nelle lingue di sostrato parole del greco.
  • Roma non aveva imposto la cultura latina, si era semplicemente sovrapposta perché il popolo la considerava più prestigiosa, mentre le altre lingue si sottomissione e diventano di "sostrato". Furono poi le popolazioni che decisero di abbandonare il latino e tornarono a parlare la lingua di sostrato.

Ritirandosi il volgare, riaffiorano le lingue di sostrato. Esse durante l’impero erano state influenzate dal latino parlato e quindi sono cambiate, sono diventate lingue romanze o neo-latine. Le lingue romanze sono:

  • Ramo ibero-romanzo: spagnolo (castigliano in origine), portoghese, catalano (a metà fra ibero e gallo).
  • Ramo gallo-romanzo: francese, provenzale (la lingua d’oc).
  • Ramo italo-romanzo: italiano di stampo fiorentino e tutti i dialetti d’Italia, perché dopo la nascita delle lingue romanze ci sono più lingue parlate definite volgari.
  • Appendice romanza-isolata: romeno, unica lingua romanza in territorio balcanico.

L’italiano dunque è la continuazione del latino, che ha agito su varie componenti. Il latino produce in italiano delle forme dotte, latinismi o cultismi e delle forme popolari, con significati diversi.

Parola latina Forma dotta Forma popolare
Pensare Pensare Pesare
Discum Disco Desco (tavola)
Radium Radio Raggio / razzo
Claudia Claudia Chioggia
Area Area (ambito scientifico) Aria (esito semi-dotto)
Aia (esito popolare)
Exemplum Esemplo / essemplo Esempio (semi-dotto)
(esemplare) Scempio (popolare, strage che serve da esempio)

La grafia

Viene introdotta in italiano quando nasce la grammatica, cioè nel 500. Se ne sente il bisogno, perché nasce la stampa. Vengono adottate degli accorgimenti come H che non si pronuncia, ma serve per distinguere "ho" da "o". Questo accorgimento viene da habeo.

Fonetica

Com’è costituito l’apparato fonatorio?

I polmoni producono l’aria che attraverso tutto l’apparato incontra ostacoli.

  • Corde vocali: sono due membrane che possono avere due posizioni.
    • Allargata, quando si pronunciano le vocali.
    • Accostata, quando si producono le consonanti.
      • Le consonanti sorde non implicano la vibrazione. (f)
      • Le consonanti sonore implicano la vibrazione. (v)
  • Palato molle o velo palatino: ha due posizioni.
    • Alzata, quando siamo in posizione normale e si pronunciano le nasali.
    • Abbassata, per gli altri suoni.
  • Palato duro, dove batte la lingua.
  • Alveoli
  • Denti
  • Lingua

La fonetica

Fonetica: è lo studio dei suoni in modo generale.

  1. Fonologia o fonematica: è lo studio dei suoni specifici di una lingua.
  2. I suoni sono chiamati nel linguaggio tecnico, foni. I foni possono alternarsi all’interno delle stesse sequenze di suoni, realizzando parole con significati diversi. Es: vento – cento, in questo caso v e c sono due fonemi. I fonemi possono essere indicati in vario modo:
  • /v/ e /’vento/ se si fa riferimento all’aspetto semantico.
  • [v] e [‘vento] se si fa riferimento solo all’aspetto del suono.
  • <v> quando si fa riferimento alla grafia, cioè come si scrive un fonema.

I fonemi messi tutti insieme formano l’alfabeto fonetico internazionale che rappresenta la pronuncia.

Come si trovano?

Con la prova di commutazione. È una procedura empirica in cui vengono individuate due coppie di parole, chiamate "coppie minime" o "undivergenti". Il fonema può essere dimostrato da una coppia minima, e siamo nel caso di una coppia a basso carico funzionale; ma può essere anche dimostrato da più coppie minime, e siamo nel caso di coppie ad alto carico funzionale. Es: [razza] -> stirpe e [razza] -> pesce. La razza stirpe ha il gruppo <ts>, mentre la razza pesce ha il gruppo <dz>. In questo caso il fonema è verificato da una sola coppia minima, quindi è a basso carico funzionale.

Vocali

Sono suoni caratterizzati dalla libera corrente d’aria. Le vocali atone, quelle non accentate, sono cinque, mentre quelle toniche, accentate, sono sette, e si organizzano in un triangolo vocalico.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rachelebarghini28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della lingua italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Manni Paola.
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