La storia del Brasile
Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni del Brasile erano primitive, vivevano in villaggi e tribù localizzate lungo le coste, ma anche nell'interno. Sono i portoghesi ad arrivare per primi in Brasile, nell'aprile del 1500. Ci arrivano per caso a seguito di una tempesta mentre andavano verso l'India che li dirotta verso occidente. Il loro comandante è Pedro Alvarez Cabral, che approda a Porto Seguro e chiama la terra appena scoperta isola di Vera Cruz.
La colonizzazione portoghese
La prima regione colonizzata dai portoghesi fu San Salvador. I portoghesi, all'arrivo in Brasile, rimasero colpiti dal paesaggio ma anche e soprattutto dagli Indios che li accolsero al loro arrivo. Gli indios brasiliani, infatti, erano una popolazione che viveva nelle foreste e in maniera selvaggia; non conoscevano né il ferro né il bronzo, erano rimasti al Neolitico. I portoghesi rimasero estremamente colpiti dal fatto che gli indios vivessero completamente nudi. Le indios brasiliane erano bellissime, e tutti loro erano glabri (non avevano peli). Nella visione cattolica dei portoghesi, che credevano che il corpo fosse sede di peccato e prigione dell'anima, la nudità delle donne provocava in loro vergogna.
La cultura portoghese e gli indios erano destinate ad incrociarsi. Il Brasile non aveva niente e non sfruttava né le ricchezze del suolo, né le scienze. Dal punto di vista economico, i portoghesi rimasero colpiti dal fatto che si potesse coltivare la canna da zucchero (fin dagli antichi romani e nel Medioevo si aveva solo il miele). I primi a scoprire la canna da zucchero furono i genovesi, che cominciarono a coltivarla nell'isola di Madeira.
L'importanza dello zucchero
I portoghesi capirono l'importanza dello zucchero e quindi cominciarono subito con le piantagioni intensive nelle terre sopra Bahia, chiamate terre di Nordest, dove c'erano le condizioni ideali per coltivare la canna da zucchero. Però mancava la manodopera, così decisero di schiavizzare gli indios. Purtroppo, però, gli indios erano del tutto inadatti, dato che non avevano conoscenze agricole e nemmeno la mentalità giusta per capire l'agricoltura. Furono costretti a lavorare con il caldo o equatoriale molte ore al giorno, molti morivano; inoltre, non avevano gli anticorpi per proteggersi dalle malattie, come il vaiolo e la sifilide. Quest'ultima ha funestato il Brasile fino all'inizio del 900.
La tratta degli schiavi africani
A partire dal 1550, la deportazione degli schiavi africani in Brasile e in tutta l'America portò oltre 2.000.000 di schiavi neri, che si fusero con le due componenti razziali già esistenti. Fino all'inizio dell’800, le tre razze presenti in Brasile e che si incrociavano fra loro erano: Indios, portoghesi e africani.
Flusso di schiavi verso il Brasile
Il flusso era continuo e molto intenso, data la grande richiesta per le piantagioni. Dall'Africa, le deportazioni avvennero soprattutto dal Senegal, dal Ghana, dall'Angola e soprattutto dal Congo. Si prendevano uomini, donne e bambini per farli accoppiare, così da aumentare il numero degli schiavi. I deportati portavano...
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