Estratto del documento

Storia della filosofia medievale

Patristica greca

Pseudo Dionigi Areopagita

Non si conosce la sua identità, è un nome convenzionale. Forse si convertì dopo aver sentito la predica di San Paolo all’Areopago, quindi forse è il primo filosofo cristiano ma i suoi scritti portano citazioni di Proclo (V sec.) e compaiono per la prima volta nel 500. I suoi numerosi scritti sono conosciuti come ‘Corpus Areopagiticum’. L’opera più importante è ‘Dei nomi divini’: nelle Scritture a Dio vengono attribuiti diversi nomi; che rapporto c’è fra questi nomi? Perché tanti nomi? Perché pur essendo un’entità intelligibile (conoscibile solo con l’intelletto) lo si può conoscere poiché si rivela nelle cose sensibili: noi conosciamo le creature di Dio, corporee quindi sensibili, e non Dio, quindi ciò che possiamo dire di Dio sarà sempre insufficiente!

  • Teologia positiva: quando si attribuisce qualcosa a Dio;
  • Teologia negativa: essendo insufficiente la TP dovrà essere completata da questa che dice cosa Dio non è, ma non cosa è;
  • Teologia superlativa: afferma gli attributi della TP ma su un altro piano, oltre la ragione umana.

Impianto Plotiniano e Platonico: Dio è il Bene ed è a titolo di bene supremo che egli crea le sue creature ≈ Platone, l’idea del Bene è il sole. Il tutto è una cascata gerarchica, da Dio derivano gli altri esseri, dal più nobile e perfetto al meno. Ogni essere creato ha il suo luogo e la sua funzione poiché Dio ha pensato ad un mondo Ordinato. Tutte le creature sono un momento specifico di una effusione, illuminazione di Bene. Quindi la creazione è l’effetto di una rivelazione di Dio nelle sue opere e quindi Dionigi parla del mondo come di una ‘Teofania’, manifestazione di Dio. Dio è anche luce, bellezza, ma soprattutto Amore: l’amore è il movimento di carità con il quale egli riconduce a sé tutti gli esseri. L’obiettivo della vita umana è ritornare a Dio tramite l’Amore. In un universo in cui tutto è manifestazione di Dio, tutto ciò che esiste è buono: il Male è, per sé, Non Essere, è mancanza di bene.

Un altro nome è quello di Essere: Dio è ‘Colui che è’ e a questo titolo egli è causa di ogni essere, è colui per il quale tutto il resto sussiste a titolo di partecipazione. L’essere è la prima partecipazione, fondamento di tutte le altre ma Dio non è l’Essere, è al di là dell’Essere stesso, l’essere è solo la prima di tutte le partecipazioni a Dio. Per questo motivo le Idee sono subordinate a lui (≠ Agostino, Anselmo, Bonaventura, Tommaso: le idee sono identificate con Dio). Le idee rappresentano i raggi divini allontanatesi appena dal loro centro ma già distinti. Dio come Uno.

Massimo il confessore

Scrisse il ‘De Anima’ e ‘Intorno ad alcuni passi particolarmente difficili di Dionigi e di Gregorio di Nazianzo’ ovvero ‘Ambigua’: commento alle opere di questi due autori. Nel Medioevo il commento è un genere molto comune poiché, essendo Cristo la verità, con la sua venuta la verità si è compiuta, quindi non si ha bisogno di scrivere opere nuove ma soltanto di commentare etc, la verità è data va solo commentata. Dio è la pura monade, non l’unità numerica che, per addizione, genera i numeri, ma la fonte, essa stessa indivisibile e non moltiplicabile, da cui deriva il molteplice senza alterarne la purezza. La monade è il principio del movimento: che è la conoscenza con la quale il suo essere e il come del suo essere si manifestano a coloro che sono capaci di conoscerli.

Primo movimento, interno: dà origine alla Diade con la generazione del verbo che è la sua manifestazione totale, poi produce la Triade con la processione dello Spirito Santo. Secondo Movimento esterno: la manifestazione di Dio fuori di sé, in esseri che non sono Dio, cioè la Creazione. Il Verbo contiene già la realtà stessa della creazione, la quale fin dall’origine è voluta, conosciuta e stabilita da Dio. Con un effusione di pura bontà la Triade divina irradia le espressioni di sé che sono le creature, le quali compaiono secondo una gerarchia.

L’uomo è in grado di determinare in certa misura il posto che occuperà nella gerarchia degli esseri, egli può crescere o decrescere in quanto partecipazioni divine, cioè di volersi più o meno simili a Dio, con la decisione della loro libera volontà. L’uomo è composto di un corpo, materiale divisibile e perituro, e di un’anima, immateriale indivisibile e immortale. Anima e Corpo vengono creati simultaneamente. Così creato l’uomo era capace di muoversi sia verso Dio sia verso il molteplice ed la sua funzione era quella di raccogliere il molteplice nell’unità della sua conoscenza e di riunirlo a Dio ma Adamo ha fatto il contrario: ha disperso ciò che era uno volgendosi dalla conoscenza di Dio a quella delle cose. Dissolvendosi nel molteplice, l’uomo è giunto quasi a ricadere nel non-essere.

Per questo Dio si è fatto uomo per salvare l’uomo: ha ricondotto le nature all’unità congiungendo in Cristo quelle del corpo e dello spirito. Muoversi verso Dio è impegnarsi a conoscerlo, e conoscendo Dio si comincia ad amarlo. L’uomo entra così in estasi: risale con la conoscenza verso Dio e verso l’idea eterna di se stesso che è sempre esistita in Dio. L’uomo è il centro di tutte le nature create e, come per la sua defezione tutto il resto si è esiliato dal suo principio, il suo ritorno a Dio trascinerà quello del mondo intero.

Giovanni Filopono

È un Cristiano che commenta Aristotele. Commento al ‘De Anima’: Unità o pluralità degli intelletti umani? Ogni uomo possiede un proprio intelletto possibile ma l’intelletto Agente?

  • L’I. Agente è universale poiché sarebbe Dio.
  • L’I. Agente non è Dio, ma un essere inferiore a Dio e superiore all’uomo che illumina le nostre anime e conferisce loro una luce proporzionata alla loro natura.
  • L’I. Agente è un principio intellettivo interno all’anima ma di origine esterna ad essa.
  • Ogni uomo possiede il proprio intelletto, ed è il medesimo intelletto che è ora in potenza, ora in atto → Per Filopono è quella vera, poiché autorizzava a sostenere l’immortalità dell’anima razionale.

Commento alla ‘Fisica’: si oppone alla dottrina di Aristotele secondo la quale l’urto trasmesso all’aria da colui che lancia il proiettile conserva, in seguito, il movimento di questo proiettile (tutto ciò che si muove è mosso da altro ma il moto dei proiettili? Continuano a muoversi anche dopo che si sono separati da ciò che li ha mossi. A: si muovono per effetto del mezzo ≠ F: se fosse così basterebbe muovere il mezzo per muovere il proiettile.) Sostiene che chi lancia il proiettile trasmette una certa forza motrice che continua a muoverlo.

Giovanni Damasceno

Scrisse ‘La fonte della Conoscenza’, la cui parte più importante, la terza, è ‘De fide Orthodoxa’, raccolta di testi dei padri della Chiesa precedenti, organizzati per argomento e da lui commentati. Afferma che non esiste un suolo uomo in cui naturalmente non si sia inserita la conoscenza che Dio esiste ma bisogna dimostrare lo stesso la sua esistenza perché Satana ci convince che non esiste. Elabora tre prove:

  • Tutto ciò che ci è dato nell’esperienza sensibile è mutevole, lo sono anche le anime e gli angeli, e tutto ciò che giunge all’essere attraverso un cambiamento è creato: tutto ciò che ci è dato in questo mondo è creato e quindi esiste un creatore.
  • Argomentazione tratta dalla conservazione e dal governo delle cose.
  • L’ordine e distribuzione delle cose non possono risultare dal caso.

‘Che Dio esista è manifesto, ma ciò che egli sia quanto al suo essere e alla sua natura è assolutamente inafferrabile e sconosciuto’

Patristica latina

MacroBIO

Commento al Somnium Scipionis dal ‘De Republica’ di Cicerone: sogno di Scipione l’Emiliano prima della battaglia di Cartagine. Gli compare il padre Scipione l’Africano il quale gli predice la vittoria e gli dice che le anime che hanno ben servito la patria saranno ricompensate da Dio. Invita il figlio, che guarda ancora alla terra, a volgersi alle cose celesti. La gloria non è nulla poiché il cielo si misura per grandi anni, non con la rivoluzione del sole ma con quella dell’intero cielo. Inoltre dice che il corpo dell’uomo è mortale, non la sua anima: l’anima in se stessa non cesserà mai di muoversi e quindi di esistere.

Macrobio si richiama a Platone e Plotino: alla sommità degli esseri vi è il Bene, poi l’Intelligenza, nata da Dio, che contiene in sé gli esemplari di tutte le cose, o idee. In quanto si volge al Bene, questa Intelligenza resta perfettamente simile alla sua origine, ed in quanto si volge verso se stessa produce l’Anima (benché l’Intelligenza contenga in se la moltitudine delle specie essa rimane una e benché l’Anima si diffonda nell’universo anch’essa conserva l’unità).

L’Anima contiene le anime: alcune di esse non se ne distaccano mai, altre invece si per il desiderio dei corpi e della vita terrestre. Queste anime cadono dal loro luogo originario e si lasciano imprigionare nei corpi. Una specie di ebbrezza fa dimenticar loro la loro origine ed esse non potranno liberarsi se non progressivamente con uno sforzo di reminiscenza (Platone). Nella sua caduta l’anima attraversa tutte le sfere celesti e acquista in ciascuna di essere le facoltà che eserciterà incarnata: ragionamento, intelligenza, forza, coraggio, l’opinare, capacità di esprimersi, di crescere e nutrirsi.

Per quanto sia lontana dalla sua fonte l’anima umana non ne è separata. Grazie alla sua parte superiore, che è l’intelligenza ed il ragionamento, essa conserva una conoscenza innata del divino e il mezzo per riunirsi ad esso con l’esercizio delle virtù.

Natura dell’anima umana: Platone: essenza che si muove da sé, natura in se completa, entità autonoma, reale e che contemporaneamente si trova nel corpo; Aristotele: atto di un corpo che ha la vita in potenza, riceve il suo movimento dall’esterno; ma la dimostrazione aristotelica del primo motore immobile non implica per forza né che l’anima sia questo motore immobile né che l’anima non sia internamente vita e movimento! → Macrobio: l’anima è una fonte di movimento derivata da una fonte ancora più abbondante, ma dalla quale germogliano senza interruzione le sue conoscenza, le sue volontà e anche le sue passioni.

CalcIDIO

Commento alla prima parte del Timeo. Distingue tre Primi Principi: Dio, la Materia e l’Idea. Il Dio supremo è il Bene Sovrano, posto al di là di ogni sostanza e di ogni natura, incomprensibile ad ogni intendimento, in sé perfetto, egli è autosufficiente, ma è oggetto di desiderio universale. Dopo vi è la Provvidenza (intelletto per i Greci): è rivolta al bene.

Dalla Provvidenza dipende il Destino: legge divina dalla quale sono retti tutti gli esseri, secondo la loro propria natura. Altre potenze sono subordinate alla provvidenza come la Natura, la Fortuna, il Caso, gli Angeli.

Gli Angeli: scrutano gli atti degli uomini, sono al servizio della Provvidenza ma hanno sopra di sé l’Anima del mondo (Seconda Intelligenza) che penetra il corpo dell’universo per vivificarlo e organizzarlo. Il mondo è opera di Dio, egli è l’origine causale non temporale! Il mondo è eterno, almeno nelle sue cause.

Esistono due tipi di esseri: i Modelli (idee) e le Copie. Copie: è il mondo sensibile che è eterno. Modelli: il mondo dei M. è il mondo Intelligibile. L’idea è una sostanza incorporea, inodore, senza forma, comprensibile con il solo intelletto, causa degli esseri che partecipano della somiglianza con lei. Sono le opere proprie di Dio che le produce comprendendole, quindi sono le intellezioni di Dio e fanno tutt’uno con lui. (Se il mondo sensibile è eterno vuol dire che Dio pensa eternamente le idee, di cui il mondo sensibile riproduce perpetuamente l’immagine nel corso del tempo)

Materia: è semplice, puramente passiva, in sé infinita cioè indeterminata, potenzialità pura (possibilità di essere o non essere un corpo). L’esistenza della materia si può dimostrare per analisi o per sintesi. L’Analisi parte dai dati immediatamente percettibili (fuoco, aria, terra), questi elementi non solo sono intorno a noi ma anche in noi poiché di essi sono formati tutti i corpi. Il corpo è formato dalle qualità sensibili, dalle forme e dalla figure: se con il pensiero distinguiamo tutto questo e ci chiediamo quale realtà contenga tutto questo indivisibilmente troveremo la Materia. Sintesi: ricomponiamo progressivamente ciò che abbiamo separato, le specie, qualità, figure secondo ordine, armonia e proporzione: dovremo spiegare quest’ordine etc con una provvidenza. Non c’è provvidenza senza intelletto, né intelletto senza pensiero. È dunque il pensiero di Dio che ha modellato tutto ciò che forma i corpi, cioè le idee.

Tra la materia e le idee si trova il mondo delle cose generato nella materia dalle idee. Queste cose hanno le loro forme proprie che nascono con i corpi (species/formae nativae). L’idea esiste sotto due aspetti: in sé come forma prima e nelle cose come forma nata dall’idea eterna. Poi vi è la materia che ha il suo essere dalla sua forma propria.

A questi tre gradi dell’essere corrispondono tre gradi della conoscenza: idea comprensibile con l’intelletto; la forma nativa con i sensi, oggetto di opinione; la materia non può essere conosciuta essendo né intelligibile né sensibile.

Anima: rifiuta la definizione aristotelica di anima come forma del corpo perché equivarrebbe per lui a fare dell’anima una forma nativa, l’intermediario tra l’essere dell’idea e il non essere della materia, quindi un semplice accidente del corpo, peritura. La vera natura dell’anima non è di essere una forma ma una sostanza spirituale dotata di ragione.

Agostino

Ragione-Fede: La ragione deve precedere l’assenso alle verità della fede poiché deve dimostrarci che vi è motivo di credere. Ma bisogna accettare per fede le verità che Dio rivela, se si vuole in seguito acquisirne intelligenza ‘Nisi credideritis, non intelligetis (se non avrete creduto non comprenderete)’/ ‘Intellige ut credas, crede ut intelligas (comprendi per credere, credi per comprendere)’.

Anima: l’uomo è un’anima che si serve d’un corpo. Se degli oggetti esterni colpiscono i nostri sensi, i nostri sensi subiscono le loro azioni ma poiché l’Anima è superiore al corpo e l’inferiore non può agire sul superiore, essa non ne subisce azione alcuna. Poiché grazia alla sorveglianza che esercita l’anima non lascia passare inavvertita questa modificazione del suo corpo. Senza subire niente da parte del corpo, ma invece con la sua attività, essa trae dalla sua sostanza un’immagine simile all’oggetto, cioè una sensazione. Le sensazioni sono dunque azioni che l’anima compie, non passioni che essa subisce.

Le sensazioni sono instabili e mutevoli e quindi non sono conoscenze propriamente dette, poiché conoscere significa apprendere con il pensiero un oggetto che non cambia. Le verità invece sono necessarie, puramente intelligibili, immutabili e quindi eterne; la loro verità dipende dal fatto che esse possiedono l’essere, perché soltanto ciò che veramente è è vero!

In un certo senso tutte le nostre conoscenze derivano dalle sensazioni, quindi chi è la fonte delle conoscenze vere? L’uomo stesso non può essere poiché non è meno contingente e mutevole delle cose, quindi c’è nell’uomo qualcosa che supera l’uomo. Poiché è verità, questo qualcosa è una realtà puramente intelligibile, necessaria, immutabile, eterna: Dio, il Maestro Interiore.

Dio: è ineffabile ma vi è un nome che meglio degli altri lo designa ‘Ego sum qui sum’, egli è l’Essere stesso → Dio Essentia: è l’essere perché è l’immutabilità. A. concepisce la natura di Dio per analogia con l’immagine che si se stesso il creatore ha lasciato nelle sue opere, in particolare nell’anima umana: l’anima è, come il Padre, e dal suo essere genera l’intelligenza di se stessa, come il Figlio o Verbo, e il rapporto dell’anima con la sua intelligenza è una vita, come lo Spirito Santo. L’anima è dapprima un pensiero (mens) da cui sorge una conoscenza con cui essa si esprime (notitia) e dal suo rapporto con questa conoscenza sorge l’amore che essa ha per sé (amor) → Ricordare, comprendere e amare. Essere analogo alla Trinità significa anche essere una testimonianza vivente del Padre, del Figlio e dello Spirito. Conoscere se stessi è conoscersi come immagine di Dio.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 40
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 1 Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia della filosofia medievale - Appunti Pag. 36
1 su 40
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/08 Storia della filosofia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DellaFilosofia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rossi Pier Giuseppe.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community