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Riassunto esame Storia della Filosofia Antica Appunti scolastici Premium

Riassunto propedeutico all'esame di Storia della Filosofia antica basato su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Gammarelli dell’università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr, Facoltà di Scienze religiose. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia della filosofia antica docente Prof. E. Gammarelli

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# L’unica cosa da fare (per essere sapienti) è cercare di convincere gli altri delle proprie convinzioni.

# Gradi retori: non dire la verità, ma saper parlare bene, saper distinguere il bene (l’utile) dal male (dannoso)

# Dottrina amorale/immorale = se convinci, vinci… e fai i soldi

* Gorgia Nulla c’è. L’antiparmenide. Il non essere E’.

NICHILISMO Nulla esiste. Se qualcosa esiste non può essere conosciuto dagli uomini. Se può essere conosciuto non può certamente essere

(successo personale) comunicato e spiegato agli altri.

# Respinge l’esistenza sia dell’essere che del non-essere servendosi delle affermazioni contraddittorie dei filosofi della natura. Le loro stesse affermazioni

(essere come unico/molteplice/generato/ingenerato) – dimostrano l’impossibilità dell’essere: nulla esiste perciò non è possibile accettare nessuna verità.

# Non svincola solamente l’essere dal pensiero, ma anche le parole dalla realtà. La parola si rende autonoma, senza vincolo con il reale e al servizio dell’uomo

perché la utilizzi per il fine a cui voglia destinarla.

# La retorica diventa lo strumento adatto a dominare, a trionfare politicamente.

SOCRATE: La figura più alta della filosofia occidentale. Evidentemente si oppone ai sofisti. Accusato di aver corrotto la gioventù ateniese e di non

aver aderito alla religione “patria”. Non scrisse nulla; quindi occorre fidarsi delle numerose testimonianze che ci sono giunte (Aristofane, Platone, Senofonte,

Aristotele). Il suo insegnamento ebbe come oggetto soltanto questioni etiche. Il suo merito è di aver risposto in modo inequivocabile alla domanda sulla natura

dell’uomo: l’uomo è la sua anima.

#Anima = centro della personalità intellettuale e morale dell’uomo.

- Un educatore che si distingue dai sofisti. Il suo interesse è insegnare agli uomini a conoscersi, a scoprire il posto privilegiato dell’anima e a prendersene cura.

- Dando priorità all’anima inverte l’ordine dei valori etici, portando in primo piano i beni dell’anima e la scienza.

- Nella scienza egli riunisce tutte le virtù (bene), così come l’ignoranza raggruppava tutti i vizi (male). [Intellettualismo]

- Per scienza egli non intende qualunque tipo di conoscenza, ma solo quella più elevata, la scienza di ciò che l’uomo, la sua anima, è e di quello che di

conseguenza è buono e conveniente per lui, cioè i beni dell’anima.

- E’ pure convinto che soltanto l’ignorante può considerare come bene ciò che in realtà è male. “E’ meglio subire che commettere ingiustizie”

- La parte più importante dell’uomo è quella che non si vede // ciò che conta non è la sua dimensione fisica // è immortale, così come i valori morali.

- La vita è degna se è di pensiero, sapere, conoscenza, razionalità…

# La sua teologia parla di un Dio come Intelligenza ordinatrice e di un diamonon (praticamente il dono della fede).

#Il metodo socratico per insegnare alla gente a ragionare, consiste del dialogo, attraverso domande e risposte in una ricerca comune della verità.

- Ironia: nella ricerca della vera sapienza, egli parte proprio dal non sapere. Praticamente per smontare le certezze altrui si dice egli stesso ignorante. (So di non

sapere… e conduce l’interlocutore in difficoltà);

- Maieutica: l’aspetto costruttivo, l’arte che aiuta a far venire alla luce le verità che l’anima racchiude in sé (ostetrico delle anime).

Praticamente pars destruens vs. pars construens // La verità è dentro di noi e si tratta di farla emergere (Innatismo).

* PLATONE * (Accademia) – IL MONDO DELLE IDEE (realtà soprasensibile)

Un filosofo asistematico (dottrina viva, mutabile, purchè porti alla comprensione): filosofia e politica, innanzitutto, cultura e insegnamento. Era convinto che

pensare sia fare. Antisofista per eccellenza: o si trova qualcosa di fermo, immutabile, oggettivo oppure si va incontro al caos. Questo qualcosa lui lo trova

attraverso una seconda navigazione che è astratta rispetto al legame terreno: il mondo delle idee.

# Come Socrate, usa i dialoghi, con i quali ricorre a tutti i mezzi idonei a favorire la comprensione (figure, similitudini, narrazioni, miti): si serve di

nuovi modi di esporre…

- Gioventù (Apologia di Socrate, Carmide, Alcibiade primo, Ippia minore e Protagora): contenuto fondamentalmente etico: virtù principali come giustizia e

sapienza. La virtù può essere insegnata/ la causa del male è l’ignoranza. Bene=vera sapienza.

- Maturità (Simposio, Fedone, Repubblica e Fedro): contenuto metafisico, speculazione sull’essere reale, sulla natura delle cose…che lo conducono a scoprire il

mondo delle IDEE.

- Vecchiaia (Teeteto, Filebo, Parmenide, Leggi, Timeo): affronta con maggiore profondità il problema metafisico delle Idee, una cosmologia che spieghi il

mondo fisico e i problemi politici.

- Esoterici, dottrina non scritta: spiegazione ancora più profonda della teoria sulle Idee.

# Miti: anche se fa parlare Socrate, il contenuto è platonico. La loro funzione è quella di elevare lo spirito umano a quelle sfere che la ragione non

può raggiungere. Anche se usa delle immagini che potrebbero apparire come metafore possiedono un significato ben preciso; riproducono una storia con un

contenuto vero che si sviluppa tra la sfera divina e quella umana… elementi che in definitiva si conoscono non per esperienza ma per fede.

# IDEE: Centro della speculazione platonica. Il mondo delle Idee rappresenta una realtà soprasensibile che è causa del sensibile e che può essere percepito

soltanto dall’intelligenza.

Idee come livello superiore della realtà / mondo delle cose è apparenza: non ha valore se non limitatamente.

- L’idea non è concetto o pensiero, ma ciò che è veramente reale, ciò a cui il pensiero si dirige quando pensa e senza il quale non ci sarebbe pensiero. Idea è

dunque essenza, causa, principio di tutte le cose. Ha realtà in se stessa e per se stessa. È immutabile, identica a se stessa. Cambiano le cose sensibili, ma l’Idea

che ne è causa non cambia. Riprende in un certo senso Parmenide per quanto riguarda l’immutabilità. Mentre il mondo fisico, in mobilità costante lo assimila a

quello di Eraclito.

- Abbiamo dunque una visione dualistica della realtà. Essendo poi le idee causa delle cose fanno si che le cose siano ciò che sono. Apertura alla trascendenza,

dunque, anche se non riesce poi a spiegare come le Idee, che trascendono il sensibile, lo causino. In alcuni casi parla di imitazione o partecipazione, in altri di

comunanza o di presenza.

- Le Idee sono molteplici. Esiste un’Idea di tutto ciò che è, ma tra di loro deve esserci un ordine, una gerarchia, un’Idea prima da cui tutte le altre in qualche

modo procedano. Questa gerarchia cambia. Nella Repubblica, al vertice di tutte colloca l’Idea del BENE, fonte di verità e conoscenza (che assimila al SOLE)...

# Mondo sensibile: l’essere del sensibile è un piano intermedio tra l’essere e il non-essere. Non è l’essere, però ha l’essere e lo ha per la sua partecipazione

all’intelligibile, alle Idee. Il sensibile, oggetto non della vera conoscenza ma dell’opinione è in quanto partecipa delle Idee e allo stesso tempo non è per la sua

partecipazione alla materia.

- Lo schema della cosmologia platonica è il seguente, spiegato nel Timeo: c’è un modello, le Idee, una copia, il mondo sensibile, e un artefice che realizza la

copia servendosi del modello e della materia (Demiurgo). Solo l’essere che è sempre, la realtà soprasensibile, non è soggetto alla generazione e al divenire. Il

mondo del divenire, invece, captato dalla percezione sensibile, è oggetto di opinione. Il Demiurgo è la causa efficiente che genera e rende mutevole la realtà

sensibile. Egli introduce ordine nel disordine del principio materiale; si tratta di una operazione complessa e realizzata attraverso dimensioni geometriche e

matematiche. Genera i quattro elementi e dalla loro Unità fuoriesce la misura suprema, il Bene.

# ANIMA: Anche qui abbiamo il dualismo. Per Platone, come per Socrate, l’uomo è soprattutto la sua anima. L’anima appartiene al piano del soprasensibile,

mentre il corpo è di natura sensibile. L’anima mette in contatto l’uomo con l’invisibile e l’eterno, le Idee, proprio perché prima della sua unione con il corpo

(caduta: mito del Carro alato / prigionia) essa fu a contatto con queste realtà. La conoscenza sarebbe solo un ricordo, un anamnesi, un portare alla luce quello

che da sempre era presente all’interno dell’anima. Qui ritorna allora la trasmigrazione delle anime. Nel Fedone spiega bene questi principi.

- La conoscenza della realtà intima delle cose porta alla verità (alla salvezza). Soltanto dopo aver conosciuto l’Idea si potrà comprendere la realtà sensibile. Per

Platone la scienza è la conoscenza propria del filosofo, che raggiunge la meta quando è capace di scoprire, dopo un lungo allenamento, la causa ultima. Questa

strada prende il nome di dialettica. La conoscenza delle Idee e dei Principi è esclusiva del filosofo.

- Immortalità (Fedone, Fedro, Repubblica): similitudine con San Tommaso: la proporzione che deve conservare il soggetto con l’oggetto. Se gli universali sono

oggetto della conoscenza umana, e sono incorruttibili, il soggetto conoscente – l’anima – dovrà anch’essa essere esente da corruzione. Platone si occupa però

anche del destino ultraterreno dell’anima (premio o castigo a seconda del comportamento avuto in vita).

# ETICA: anima e corpo sono distinti, opposti e inconciliabili. Il corpo sarebbe la prigione dell’anima, la sua tomba e finchè l’uomo resterà legato al corpo si

troverà come morto. Esso è anche la radice di ogni male (passioni, lotte, ignoranza). L’etica platonica mira dunque a liberare l’anima dal corpo. I piaceri sensibili

sono intanto l’antitesi del bene. Quel che all’uomo è chiesto è la vita dell’intelligenza, la più divina, difficile da realizzare ma da ricercare. L’uomo potrà

purificarsi mediante l’autentica sapienza, della conoscenza (intellettualismo socratico).

- L’Eros: la natura dell’anima, il ricordo della sua origine e la nostalgia del suo destino costituiscono la radice dell’amore platonico. La commozione erotica, che

l’anima prova in presenza della bellezza sensibile, non va confusa con la soddisfazione del desiderio: l’incontro con la bellezza, più che soddisfazione, procura

speranza; più che possesso di un bene finito è apertura dell’anima verso una pienezza che non può essere ottenuta in questa vita. Per cui siamo di fronte ad un

carattere contemplativo, mistico religioso. Dio massima misura di tutte le cose.

#POLITICA (Repubblica, Politico, Leggi): Gli autentici politici possono essere soltanto i filosofi perché costoro, possedendo l’autentica conoscenza, possono

metterla in pratica. Se l’uomo è soprattutto la sua anima, di essa in primo luogo dovranno occuparsi i governanti.

- Nella Repubblica indica come dovrebbe essere il vero Stato per formare l’uomo perfetto. (Artigiani, custodi e governanti, che corrispondono ai tre tipi di

anima. I custodi dovranno avere tutto in comune, rinunciando a famiglia e proprietà privata…

- Nel Politico riafferma l’importanza del filosofo, colui che governa secondo virtù e scienza.

- Nelle Leggi propone un modello legislativo per la città: finalità, pratica…modello di altre costituzioni.

# Mito della CAVERNA: summa di tutto il suo pensiero. Gli incatenati al buio siamo tutti noi e la nostra conoscenza è limitata alle ombre. Il mondo

è apparenza, illusione, ombra. Se uno degli incatenati riuscisse a liberarsi e a raggiungere l’uscita, innanzitutto rimarrebbe abbagliato dalla luce del vero, della

realtà. Quest’uomo è il filosofo. Il percorso è una risalita dalle tenebre dell’errore, dal sensibile verso la verità. Intriso di religiosità questa idea.

IL FILOSOFO EDUCATORE E POLITICO non può rimanere a contemplare la verità ma ritornare ed aiutare gli altri che sono rimasti nella caverna a risalire

anche loro. * ARISTOTELE * (Liceo) – Attenzione al CONCRETO (immanenza) – Grande positività, senso comune, realismo

20 anni a scuola da Platone. I due non sono contraddittori ma complementari. Mentre Platone è considerato il filosofo della trascendenza, Aristotele ha

richiamato la speculazione alle cose della TERRA. Volge attenzione al concreto. È convinto che per spiegare la realtà non c’è bisogno dell’idea di realtà; c’è già

la realtà. Il sensibile non è apparenza. Si passa dunque dalla trascendenza all’immanenza. Dà maggior rilievo alle singole identità (realtà compiuta, valida);

ogni ente (sinolo di materia e forma) è significativo, ha un grande valore. La materia ha però valore solo se subordinato alla forma. Completa la trascendenza

con l’idea dell’unico Dio (Atto Puro): quindi il primo e uno dei grandi “teologi” di tutti i tempi.

# Scritti: Essoterici (forma dialogica e rivolti al grande pubblico) – Esoterici (frutto della sua attività didattica, destinata ai discepoli e patrimonio esclusivo

della scuola: diversi settori e varie scienze)

# La LOGICA (Organon): Le sostanze materiali del mondo sensibile non sono necessarie, sono mutevoli, ma la conoscenza che abbiamo di esse può essere

universale e necessaria, scientifica. Anziché la filosofia, il modo di procedere del pensiero umano nell’attività scientifica è la logica; il ragionamento segue una

propria struttura (semplice apprensione con cui percepiamo la notizia delle cose e otteniamo i concetti; giudizio, che mette in relazione i concetti; il raziocinio,

col quale si giunge da giudizi conosciuti ad altri sconosciuti. Sviluppa queste considerazioni in 6 trattati: Categorie (si occupa dei concetti; raccolgono i diversi

modi di essere della realtà. Il giudizio potrà essere vero o falso e ottenuto attraverso una proposizione…). Dell’interpretazione; Analitici Primi (si studia il

sillogismo); Analitici Secondi (studia la dimostrazione attraverso l’induzione); Topici (la dialettica: individuare ciò che c’è di vero nelle conversazioni comuni);

Elenchi sofistici (pseudosillogismi o ragionamenti capziosi).

- L’induzione: Come i concetti sono elaborati per astrazione dalle sensazioni (albero, dopo aver visto tanti alberi singoli), così i principi sorgono per induzione a

partire dai fenomeni particolari: per esempio, dopo aver visto che un certo tutto concreto è magiore delle sue parti, si capterà in generale il principio

indimostrabile, ma evidente, che qualsiasi tutto è maggiore delle sue parti.

- I predicabili: I diversi modi in cui l’universale può essere attribuito alle cose, i diversi modi di approccio della mente alla realtà; la mente infatti distingue la

sostanza singolare (ciò che non è in un altro ente né si predica di un altro ente) da tutto ciò che si può predicare di essa e, allo stesso tempo, riconosce ed è in

grado di regolare tale predicazione secondo modalità diverse di appartenenza del predicato al soggetto, alla sostanza. Va distinto anche tra sostanza seconda (un

universale che contiene l’essenza o natura di una pluralità di individui che hanno la stessa forma e pertanto è predicabile di tutti questi: uomo si predica di

Giovanni, Pietro…) e la sostanza prima (individuale e concreta, un ente reale di cui si predica tutto senza che essa si predichi di nessuno: Giovanni non può

essere predicato di Pietro…).

- La scienza: conoscenza certa alla luce delle cause; implica di sapere con piena certezza come e perché qualcosa avviene e quindi implica il dover risalire alle

cause necessarie. Un sapere mediato, elaborato, che parte dai principi immediati, necessari, evidenti, comuni a ogni sapere… Pertanto, è l’insieme di conclusioni

dimostrate mediante sillogismi a partire da questi principi. Conoscenza necessaria (opposta al probabile e all’opinione poiché procede da principi certi) e

universale (valida per ogni tipo di enti).

Tre tipi: speculative (cercano il sapere per se stesso) // etica (in funzione del perfezionamento morale) // poietiche o produttive

Le più elevate in dignità e valore sono le prime: fisica, matematica e metafisica.

Fisica: tratta della sostanza sottomessa al movimento (essere sensibili in quanto sensibili) // Matematica: caratteristiche quantitative degli essere sensibili

(dimensione e numero) // Metafisica: realtà immateriali che non sono in ciò che è sensibile né si considerano nelle cose sensibili; possono esistere separatamente

(Dio) o sussistere anche se non vincolate.

# La FISICA (scienza empirica ma anche filosofia della natura)

- Composizione ilemorfica: la natura ci fa assistere al fenomeno universale del divenire, che ha un punto di partenza e un punto di arrivo. Il cambiamento

sostanziale, punto di arrivo, è definito dalla forma sostanziale. Dall’altro lato c’è la materia prima. Entrambi sono principi intrinseci della realtà, interdipendenti

tra di loro. La materia prima e anche da intendere come potenza reale, attitudine verso la perfezione, mentre la forma è il principio attuale per eccellenza, quindi

unica per ciascuna sostanza corporea. In sintesi: materia e forma sono in rapporto l’una con l’altra come la potenza e l’atto.

- Accidenti: la sostanza corporea può subire una serie di variazioni che non ne trasformano la natura (l’alterazione, qualitativa // l’aumento-diminuzione,

quantitativa // il movimento, rotazione o traslazione). Non si trasforma mai in un’altra sostanza.

- Il movimento: è qualcosa di imperfetto perché non ha ragione di fine ma è sempre per un fine, che è la forma definitiva. Esprime quella dimensione dinamica

della realtà, delle cose. Il divenire verso la perfezione.

- Elementi semplici e corpi misti: terra, acqua, aria e fuoco sono gli elementi più semplici che stanno alla base del mutamento sostanziale dei corpi fisici sulla

terra. Danno vita ad indefinite combinazioni che producono composti (omeomerie) che mescolati tra loro danno poi vita ai corpi misti. Il corpo misto più nobile

è il corpo umano.

# La METAFISICA (la più alta tra le scienze speculative)

- Definizione: 4 modi: indaga le cause prime // l’ente in quanto ente // la sostanza // Dio.

Diversità di oggetti, frutto di un’unica indagine filosofica che avrebbe come oggetto l’ente in quanto ente con le sue cause e questo sforzo di comprensione delle

cause dell’ente darebbe luogo alla teologia…

- Principio di NON-CONTRADDIZIONE: una risposta/mazzata al relativismo e allo scetticismo. Un modo per cercare la verità più certa, la base o principio

di ogni dimostrazione e pertanto di ogni scienza. “È impossibile che la stessa cosa, ad un tempo, appartenga e non appartenga ad una medesima cosa…”.

Compete perciò alla metafisica lo studio di questo primo principio che riguarda tutta la realtà. Il principio più sicuro, più noto, che costituisce la condizione

necessaria per dimostrare qualsiasi cosa. Una legge dell’ente, nel senso che ogni realtà concreta è in un modo determinato e non può, allo stesso tempo, essere in

un altro modo. Trattandosi di un primo principio, non si può dimostrare, ma è evidente a tutti. Qualunque ragionamento pretendesse poi di negarlo, non avrebbe

nessun significato se non facesse uso del principio stesso.

- Significati dell’essere: Recupera Parmenide, l’essere è e non può non essere. Ovviamente, per Parmenide l’essere è unico, mentre per Aristotele è molteplice

anche se non tutto è nello stesso significato. Quindi è analogico (diversi significati). Ente si dice dunque di tutte le cose, non nello stesso senso (univocità), ma

neppure in sensi completamente diversi (equivocità). Tra univocità ed equivocità esiste appunto l’analogia; diversità di significati MA con qualcosa in comune.

- Differentemente da Platone, non c’è altra realtà che le cose singolari (gli universali sono astrazioni). Ciò che esiste è l’ente singolare e sostanziale. Soltanto la

sostanza è in se stessa mentre gli altri tipi di realtà sono accidenti, affezioni (sostanza… e poi quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, azione, passione,

posizione e possesso). La sostanza è sussistente mentre le altre sono solamente nella sostanza. E gli accidenti si possono comprendere soltanto in riferimento alla

sostanza.

- Un altto modo di essere è l’essere in potenza (capacità reale di essere in atto) e l’essere in atto e si riferiscono a tutti i tipi di enti. Inoltre, Atto è perfezione ed

ha assoluta priorità sulla potenza. La potenza si conosce proprio riportandola all’atto corrispondente. Ogni passaggio dalla potenza all’atto richiede prima

qualcosa già in atto… Qualsiasi potenza raggiunge il suo fine e la sua perfezione solo quando giunge all’atto. L’Atto racchiude per Aristotele l’aspetto più

radicale della realtà, l’aspetto non soltanto dinamico, ma anche esistenziale: tre significati: movimento/operazione/essere stesso.

- Altri due significati: essere accidentale (che esprime ciò che accade, non ciò che avviene necessariamente; non è la sua essenza, è fortuito, contingente, non

può essere argomentato… difficile individuarne le cause) e l’essere come vero o veritativo (puramente mentale, aggiunge un riferimento alla realtà extramentale;

è l’essere delle cose nella mente, in quanto queste possiedono un referente reale; appartiene alla ragione).

- CAUSE: Tutto ciò che succede ha una causa che ne spieghi l’origine, il fine, il modo peculiare con cui si produce. Parla di 4 specie di cause: efficiente: chi la

fa // materiale: di che è fatta (potenza) // formale: come è fatta // finale: perché è stata fatta.

# LA CAUSA PRIMA: Esiste un Primo Motore Immobile che causa il movimento di tutto l’universo, in forza del principio di causalità secondo cui tutto ciò

che è in moto è mosso da un altro. E se è vero questo, sarebbe assurdo non arrivare ad un principio non mosso ulteriormente senza il quale non si muoverebbe

nulla. Questo motore è anche Eterno poiché se cominciasse ad essere, avrebbe anch’egli bisogno di una causa. La stessa eternità del movimento dell’universo

spiega l’eternità del Primo Motore. Inoltre è Atto puro, giacchè non può avere potenzialità alcuna.

- Esistenza delle sostanza sovrasensibili: se tutte le sostanze fossero sensibili, corruttibili, non esisterebbe assolutamente nulla. Infatti, ciò che è corruttibile una

volta non è stato e, inoltre, niente si muove dalla potenza dell’atto se non grazie ad un essere già in atto. A generare gli enti corruttibili deve pertanto essere un

ente incorruttibile, senza potenzialità ma soltanto atto (altrimenti ritorna di nuovo il movimento).

- Il modo in cui il Primo Motore può muovere restando assolutamente Immobile si può ricondurre all’esperienza del desiderio e dell’intelligenza. L’oggetto del

desiderio è ciò che è bello e buono, che attraggono l’appetito dell’uomo senza muoversi essi stessi in alcun modo; l’intellegibile muove l’intelligenza senza

muoversi esso stesso. Di questo tipo è anche la causalità esercitata dall’Atto Puro, che muove come l’oggetto di amore attrae l’amante. Il Primo Motore viene ad

essere causa efficiente e anche finale, nel senso che è ciò a cui tende ogni movimento.

- Questo principio è anche Vita, il tipo più eccellente e perfetta, che agli uomini viene concessa solo per breve tempo: intelligenza e contemplazione. L’oggetto

di questa contemplazione è anch’esso il più eccellente e non può essere se non Dio stesso. Dio è pensiero che pensa se stesso, pensiero del suo stesso pensare.

Non ha materia né estensione, deve essere senza parti ed indivisibile, impassibile e inalterabile.

- Dio muove direttamente il primo mobile (il cielo delle stelle fisse), la prima sfera, e indirettamente muove tutte le altre che Aristotele stabilisce nel numero di

55 ammettendo quindi altrettanti motori intelligenti, capaci di muove in modo analogo a Dio.

- Dio contempla se stesso… gli individui in quanto tali, nelle loro limitazioni sembra che non siano conosciuti da Dio (anche se non si può dire che li ignori: la

conoscenza della causa e anche conoscenza del causato). Sul rapporto tra Dio e il mondo la questione però rimane aperta.

# ETICA (Etica a Eudemo di Rodi, Etica a Nicomaco, Grande Etica): scienza pratica o politica che ha come fine quello di orientare l’attività dell’uomo, in

quanto uomo e in quanto cittadino. Un sapere per agire, un sapere che non pretende di conoscere ciò che gli uomini hanno fatto o fanno, ma ciò che gli uomini

devono fare. Per Aristotele è un sapere autonomo per oggetto, finalità e metodo anche se con fondamento metafisico.

- Intanto, c’è un fine che deve guidare il comportamento umano, altrimenti è come se l’uomo non agisse. Ci sono fini in se stessi e altri usati come mezzi per

raggiungere altri fini, ma tutto lascia supporre che ci debba essere un fine ultimo al quale è commisurato ogni altro fine. Questo fine deve essere unico, ricercato

per se stesso; autarchico, autosufficiente a colmare di pienezza la vita umana; raggiunto con il proprio agire; stabile e permanente la FELICITÀ.

Per quanto riguarda il contenuto, la felicità NON può consistere negli onori (dipenderebbero dal giudizio altrui), nelle ricchezze (beni materiali) o nei piaceri

(altrimenti l’uomo verrebbe ridotto a essere sensibile ignorandone l’intelligenza che gli è propria). Quindi la massima realizzazione è coltivare il pensiero,

proprio per via della peculiarità razionale dell’uomo…

Il bene proprio dell’uomo è l’attività dell’anima secondo virtù, e se molteplici sono le virtù, secondo la migliore e la più perfetta! Quindi la contemplazione,

l’attività teorica, la sophia. La vita virtuosa, secondo una gerarchia delle virtù, tutte orientate ovviamente all’attività contemplativa.

- La virtù è ciò che aggiunge perfezione ad un’attività, le rende nel miglior modo. Ci sono due tipi: etiche o morali (che consistono nel dominare le tendenze o

impulsi irrazionali, propri dell’anima sensitiva) e dianoetiche o intellettuali (che corrispondono alla parte razionale).

Le prime hanno a che fare con il giusto mezzo, con il buon comportamento che si fonda sull’equilibrio di medietà; sono intimamente legate alla retta ragione…

la giusta misura che la ragione impone a sentimenti, azioni e passioni; abiti acquisiti volontariamente, mediante la ripetizione di atti… hanno a che fare con il


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Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze religiose
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tridente di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto superiore di Scienze Religiose - Issr o del prof Gammarelli Ettore.

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