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Storia della diplomazia

Il significato della diplomazia

Il termine diplomazia si identifica con politica estera (specie nei paesi anglosassoni). Altre volte invece si intende un negoziato, una trattativa fra stati, altre volte invece si intende parlare di diplomazia come carriera diplomatica. Stile diplomatico: spesso usiamo questo termine anche nella quotidianità intesa come abilità. La diplomazia è lo strumento con cui gli stati conducono i loro rapporti tra stati e cercano di risolvere i contrasti in modo pacifico che ci sono nel tempo. Il trattato è lo strumento per eccellenza.

Caratteri tipici della diplomazia

L'origine etimologica non è del tutto chiara, viene dal greco diplom ovvero "piegare in due", difatti ai tempi dei greci e dell'impero romano i permessi di transito erano applicati su delle piastre metalliche piegate in due chiamate diplomas, che venivano usati come veri e propri lascia passare. Questo termine si estese poi con l'utilizzo della carta, possiamo dire che questi furono le prime forme di documenti diplomatici. Ovvio è che nel tempo, prima i greci poi i romani fecero nascere nei governanti dell'epoca l'esigenza di trovare qualcosa che desse l'opportunità di ordinare tutta la burocrazia.

Nacque così l'archivio e la figura dell'Archivista e proprio con quest'ultimo nacque così la scienza della paleografia ovvero accertare certi documenti. Queste due occupazioni, nel tempo cambiarono nomi: nel XVII secolo resdipomatica (o affari diplomatici). Ma l'utilizzo del termine diplomazia lo si deve però a Edmund Burke (1796) poiché iniziò a usare i termini diplomazia e diplomatico per identificare quelle figure e procedure istituzionali-politiche mediante le quali gli stati intrattengono relazioni reciproche. Tappa importante fu il Congresso di Vienna del 1815 poiché dopo quest'ultimo la diplomazia venne riconosciuta come professione.

La definizione di diplomazia

Secondo l'English Oxford Dictionary, la diplomazia è la condotta delle relazioni internazionali mediante negoziati. Il metodo con cui vengono condotti sono gli ambasciatori, la diplomazia è quindi il mestiere e l'arte del diplomatico (professione tecnica non politica). La diplomazia è quindi lo strumento per la scelta di una politica estera. L'attività diplomatica (che deve essere necessariamente in continuo mutamento) serve a porre le basi per quella che sarà poi la scelta del governo per un'eventuale politica estera.

Funzioni della diplomazia

L'agente diplomatico: è colui che pone le basi per il raggiungimento di un trattato. La diplomazia ha cambiato metodi all'attenzione dell'opinione pubblica a seconda di quelli che sono i cambiamenti sociali (es: notevole cambiamento con l'arrivo di internet). Nel metodo diplomatico esistono metodi preponderanti dei caratteri tipici della diplomazia che sono:

  • Rappresentatività: Un agente diplomatico, per essere riconosciuto tale, deve essere rappresentante di un potere superiore all'estero.
  • Informatività: Tutto quell'insieme di informazioni reciproche scambiate tra agente diplomatico e il suo datore di lavoro ovvero il ministero degli esteri, una vera e propria corrispondenza diplomatica interna.
  • Esecuzione: Consiste in tutto il lavoro che il diplomatico fa per raggiungere un certo accordo.
  • Lingua: Nei vari secoli la diplomazia ha avuto la sua lingua universale di riferimento, all'epoca degli antichi romani veniva utilizzato il latino, in età contemporanea fino alla fine della Seconda guerra mondiale fu il francese, ai giorni nostri è invece l'inglese.

Attori diplomatici

Il diplomatico è un dipendente del ministro degli esteri e svolge una professione tecnica e sono funzionari burocratici. Gli agenti diplomatici escluso il console, svolgono le attività seguendo le norme di diritto internazionale.

L'ambasciatore: Si acquisisce tale carica solo in età avanzata e dopo una carriera nell'ambito diplomatico. L'ambasciatore è il più alto rango di rappresentanza all'estero, lui è a capo della missione diplomatica, seguito da una serie di collaboratori. Inoltre, presta servizio anche in attività di rappresentanza presso organizzazioni internazionali o anche grandi eventi come seminari o cerimonie ecc.

Il nome ambasciatore è diverso per gli agenti diplomatici del Vaticano, infatti portano il nome di Nunzio Apostolico. La missione diplomatica invece prende il nome di nunziatura. La chiesa nel tempo non con tutti gli stati ha avuto immediati rapporti diplomatici per una questione di sicurezza, infatti i legami diplomatici con Israele e le terre di Palestina furono piuttosto restii, i primi passi si videro prima negli anni '90 e nel 1993 un'apertura verso Israele e nel 1994 si raggiunsero i primi accordi. Fu da quel momento che il Vaticano inviò a Tel Aviv il suo primo Nunzio Apostolico in terra israeliana, lo stesso Nunzio divenne Delegato Apostolico a Gerusalemme e Palestina. Ad oggi il Nunzio A. nonché anche Delegato A. con sede a Tel Aviv è Leopoldo Girelli.

Concetto di diplomazia

Il concetto di diplomazia, dei vari modi in cui si può interpretare, ma quello principale è la diplomazia come strumento con cui gli Stati conducono i loro rapporti, le loro relazioni reciproche per risolvere pacificamente le controversie che inevitabilmente nascono tuttora. La diplomazia come strumento della politica estera: è sottile il confine fra il concetto di diplomazia e di politica estera. La diplomazia è tutta quell’attività preparatoria di quella che sarà poi una determinata scelta di politica estera di uno stato. Ecco perché anche oggi la diplomazia, in un mondo molto frantumato e caotico basato sull’improvvisazione, riveste un ruolo molto importante, perché senza il contatto diretto, la capacità di poter vedere la risoluzione di certi conflitti, arrivare anche ad un compromesso resta fondamentale nelle relazioni internazionali.

Caratteri tipici della diplomazia

Parleremo sei caratteri tipici della diplomazia, degli strumenti, delle funzioni. Origine della parola diplomazia, che viene dal greco “diploum”: ovvero, piegare in due. Perché “piegare in due”? Perché i documenti, nei tempi antichi, quando la carta non c’era erano documenti di metalli, grosse piastre piegate in due e queste piastre servivano come lasciapassare da un paese all’altro, da un confine all’altro. Si scambiavano notizie, favori fra due città-stato confinanti, il più grande oratore di una parte andava con la piastra a rappresentarsi all’altro territorio ed esprimeva le sue richieste.

Definizione di diplomazia

Come definizione di diplomazia, accettata ovunque, da tutte le parti del mondo: English Oxford Dictionary: la condotta delle relazioni internazionali mediante negoziati. Il negoziato è la trattativa, è il trattare, il discutere; il metodo con cui queste relazioni vengono condotte ed equilibrate da ambasciatori e inviati ed infine è il mestiere e l’arte dei diplomatici. Lo stesso Kissinger, nel suo libro “L’arte della diplomazia” esprime quello che è il ruolo del diplomatico nel mondo. Altro aspetto importante è il fatto che l’attività diplomatica deve essere in continuo aggiornamento, deve evolversi, necessariamente perché cambiano i sistemi sociali, i sistemi politici. Il contesto internazionale è in continuo mutamento e quindi anche la diplomazia che deve appunto analizzare questo contesto internazionale e arrivare a certe soluzioni deve adeguarsi ai metodi, agli strumenti.

Caratteri tipici della diplomazia

Quali sono i caratteri tipici della diplomazia? Rappresentatività, l’informativa, l’esecuzione e la lingua.

  • Rappresentatività (cosa principale): il diplomatico deve essere rappresentante di un potere superiore altrimenti non è accettata dallo Stato che lo riceve la sua qualifica. Rappresentante di un potere superiore, una volta di un re, di un principe, oggi di un Ministro degli esteri. Ambasciatore, normalmente, è un funzionario del Ministero degli Esteri.
  • Informativa: informarsi reciprocamente fra chi è il datore di lavoro, chi impartisce le direttive e chi li riceve e l’ambasciatore o tutti gli altri agenti diplomatici rispondono al ministero degli esteri. Si parla di scambio interno, della corrispondenza interna. Molto importante perché si fissano le basi delle relazioni.
  • Esecuzione: quello che è in grado di fare il diplomatico. Attraverso tutta la sua attività e le direttive che ha ricevuto realizza le basi per un accordo, per un negoziato, per la realizzazione di un documento diplomatico, per un accordo. Difficilmente firmato non da lui ma dal Capo di Stato, dal Ministro degli Esteri, realizzato in gran parte dall’ambasciatore, dietro le quinte.
  • Lingua: nei secoli l’attività diplomatica è stata caratterizzata da una lingua che ha prevalso, il latino, poi il francese almeno fino alla seconda guerra mondiale, dopo la seconda guerra mondiale fino a oggi, l’inglese. Ogni lingua ha lasciato un certo retaggio di termini che la diplomazia utilizza.

Attori della diplomazia

Agente diplomatico: funzionario del ministero degli esteri. Carriera burocratica, non è una professione politica, ma una professione tecnica, anche se alcuni pensano che l’ambasciatore sia un politico. Dovrebbe restare immune, anche se ognuno ha un proprio pensiero. Svolgono le loro azioni in sedi diplomatiche, chiamate missioni. Il più alto rango è l’ambasciatore e lo si diventa in età avanzata, poiché la carriera è lunga. L’ambasciatore può essere posto a capo non soltanto di un’ambasciata ma anche presso un’organizzazione internazionale oppure a far parte di una delegazione di conferenze internazionali. L’ambasciatore che svolge la sua attività, così come qualsiasi altro agente diplomatico deve essere accreditato. Ma cos’è l’accreditamento? Il Ministro degli Esteri scrive una lettera di credenziali con la quale accredita la persona presso il governo straniero. Il governo straniero normalmente accetta, quando c’è tutto il curriculum ma può anche non accettare. Il governo ricevente che si chiama accreditatario, accetta la lettera di credenziali dallo stato accreditante.

L’ambasciatore è la delegazione che tutti gli Stati usano escluso uno Stato particolare, lo Stato del Vaticano che ha il nunzio. La sede non è più l’ambasciata, ma la nunziatura. Ci sono casi in cui la Chiesa ha ritenuto nel tempo di non accreditare il proprio nunzio in quello stato perché non riconosce quello stato, ad esempio lo stato della Palestina, stato non riconosciuto, si tratta di un’entità. In questi casi la chiesa ha avuto delle difficoltà su questo fronte, e anziché inviarci un nunzio ci ha inviato un delegato apostolico, ovvero una figura secondaria. C’è però una contraddizione perché quello che c’è attualmente, Leopoldo Girelli, è nunzio in Israele, ma al tempo stesso delegato apostolico per i territori di Gerusalemme e Palestina, come sede a Tel Aviv.

Altra figura: ministro residente. Rango oramai decaduto. Esisteva fino a un secolo fa circa. Altri che esistono anche oggigiorno, leggermente inferiore all’ambasciatore, ministro plenipotenziario, inviato straordinario o detto anche ministro consigliere di ambasciatore. Molto spesso, nel caso in cui l’ambasciatore ha dei problemi di salute, oppure può essere inviato per due/tre settimane presso l’Onu e quindi deve stare lì, allora questo ministro prende il suo posto in tutto e per tutto, è quasi un vice pronto a sostituirlo nel momento del bisogno.

Altro grado: incaricato di affari, tutti funzionari al Ministero degli Esteri. Anche questo personaggio può subentrare nel caso in cui l’ambasciatore non può presiedere l’ambasciata. Oppure può essere utilizzato in maniera tattica: a volte è accaduto nella storia che i rapporti fra i due paesi in ballo stiano degenerando, ci sono degli attriti insomma (es. tra Inghilterra e Argentina), il governo dice ritiro l’ambasciatore, ci metto l’incaricato per far vedere al governo ospitante che c’è qualche problema, come una sorta di protesta ti metto un rappresentante di secondo grado.

Addetto attaché: si tratta di un segretario d’ambasciata, esperto di certe materie. Mentre l’ambasciatore deve essere informato su tutto circa quel paese, l’attaché è l’addetto al settore marino, ad esempio, o commerciali, o aeronautiche, o alle migrazioni. Agenti diplomatici esperti in un determinato settore utili nel lavoro diplomatico che un Paese intavola con un altro Paese. Addetti stampa: giornalista? Anche. Ma è anch’esso un agente diplomatico, di rango inferiore anche lui, ma molto importante. Molto più importante di un ambasciatore perché nel luogo in cui viene mandato ci sta per molti più anni rispetto all’ambasciatore. Caso italiano: governo cambia, ministro cambia, cambia l’ambasciatore. Significa che un ambasciatore presente a Parigi ci sta un anno, due, dipende, mentre l’addetto stampa è presso l’ambasciata di un Paese straniero, è svincolato dalle scelte politiche del paese di provenienze. Conosce altri addetti stampa come lui nel paese straniero, stando lì inizia a capire molto bene la realtà di quel paese, vizi e virtù, conosce grossi imprenditori, economisti e finanzieri, acquisisce delle conoscenze maggiori rispetto all’ambasciatore. Ruolo molto importante anche oggi.

Altra figura: il console. I consoli sono agenti diplomatici, non c’è differenza. Hanno una sede di lavoro che può coincidere con l’ambasciata oppure no, hanno una sede distaccata: il consolato. Cosa distingue l’attività dei due? L’ambasciatore e tutti gli altri ruoli secondari devono seguire le norme del diritto internazionale, il console nell’espletamento della sua attività nel paese straniero, applica il diritto privato del paese di provenienza. Il ruolo del console è quello di proteggere la comunità italiana all’estero. Il console deve proteggere i connazionali presenti nel paese straniero. Attività tipica del console: rilascio di passaporti, carta d’identità, i visti d’ingresso, servizi elettorali, atti notarili, assistenza sociale. Tutto ciò che è la protezione dei diritti civili, politici e delle libertà personali dei connazionali. Questo è ciò che fa di base, ma al console può essergli attribuita la qualifica di ambasciatore: tocca a te console in questo momento sostituire l’ambasciatore perché gli altri agenti non possono. Il console abbandona i suoi adempimenti di diritto privato e anche lui deve attenersi alle norme di diritto internazionale.

Altra figura: console onorario. Non è funzionario del Ministero degli Esteri. Si tratta di persone di alto livello, avvocato, medici di guerra, alcuni in attività, altri in pensione, ai quali viene dato questo ruolo e anch’essi svolgono funzioni burocratiche seguendo le norme del diritto internazionale, figura aggiuntiva al consolato, pur non essendo un funzionario della carriera diplomatico. Italia piena di questi consolati.

Immunità diplomatiche

Esiste un corpo diplomatico: non ha importanza a livello istituzionale, è un organo di rappresentanza che riunisce una specie di circolo che riunisce tutti gli ambasciatori, il capo è l’ambasciatore più anziano in carriera, ma è un’entità che serve per funzioni cerimoniali. Non è legato alla vera attività del diplomatico. Relativa all’attività dell’agente diplomatico: le immunità diplomatiche: ambasciatori e quelli di rango inferiore possono svolgere con molta libertà e con dei privilegi la loro attività. Si tratta di una serie di norme stabilite dalla Convenzione di Vienna del 1961, sancite dal diritto internazionale e che riguardano le funzioni dell’agente diplomatico. Una serie di privilegi che l’agente diplomatico ha nello svolgimento delle proprie funzioni. Le immunità lo proteggono da tutta una serie di cose: ad esempio, la libertà di comunicazione e d’inviolabilità della corrispondenza; l’inviolabilità personale cioè l’agente diplomatico dal più alto di rango al più basso, non può essere arrestato o detenuto dalle autorità locali del paese ospitanti, inviolabilità domiciliare, immunità dalla giurisdizione del paese ospitante: sia per cause giuridiche o penali non può essere giudicato dal tribunale di Tunisi, ad esempio, ma da quello italiano. Unica eccezione a quest’ultimo caso: nel caso in cui avesse commesso un reato internazionale quindi un crimine internazionale. Altro privilegio: esenzione fiscale del paese di residenza, dalle imposte dirette ai dazi doganali, una sorta di nicchia, di esclusività dell’agente diplomatico. Attività molto protetta, con privilegi che riguardano lui, tutto il suo staff e la famiglia.

Strumenti della diplomazia

I documenti diplomatici. Cos’è? Definizione generale: “È qualsiasi testimonianza scritta di un fatto sia esso un’azione compiuta da un determinato soggetto oppure la semplice espressione del suo pensiero riguardo a un determinato problema”. (definizione data nei libri di testo, dai precursori di storia dei trattati, come Serra, il professor di Nolfo)

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VanessaLazzerini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della diplomazia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Casini Fabio.
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