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magistrato che è partito da un ruolo istituzionale e il tiranno che deriva dalla degenerazione di una

monarchia o di un'oligarchia.

I vari tiranni non intervennero nella situazione costituzionale delle varie città, ma agirono sulla

situazione politica e sociale, integrando gli esclusi redistribuendo le risorse, attraverso opere

pubbliche, intensificazione degli scambi e promozione della potenza politica e militare della città

anche mediante relazioni internazionali. La tirannide quindi ha superato la situazione di isolamento

della Grecia antica. Dal punto di vista religioso valorizzano i culti panellenici e rurali rispetto ai

culti poliadi e misterici.

I tiranni contribuirono insomma ad una società più egalitaria, accelerando la crisi dell'aristocrazia.

La tirannide assunse forme parzialmente diverse nelle varie zone della Grecia.

FORME DI COORDINAMENTO INTERNAZIONALE : LEGHE SACRE E ALLEANZE

MILITARI

L'estrema frammentazione del mondo politico greco rese necessarie collaborazioni tra i diversi stati

per superare l'individuale debolezza. Primo tentativo furono le anfizionie o leghe sacre di popoli

vicini che si riconoscevano in un culto comune, celebrando festività insieme. L'anfizionia per

eccellenza fu quella delfico-pilaica, una lega sacra di 12 popoli attorno al culto di Apollo. Ogni

popolo veniva rappresentato due volte l'anno da due ieromnemoni, mentre le polis inviavano degli

osservatori detti pilagori. Venne dilaniata spesso da singole forze greche che tentavano di

egemonizzare la lega sacra e mantenere il santuario delfico sotto il proprio diretto controllo, come

Atene, Sparta e Tebe.

Un secondo tentativo fu quello delle leghe militari o symmmachiai, di natura originariamente

difensiva, in cui un gruppo di polis riconosceva volontariamente la guida di un'altra polis o di un

singolo individuo. Da ricordare sono la Lega di Corinto costituita nel 481 dai Greci che volevano

contrastare l'invasione persiana, la Lega del Peloponneso sotto l'egemonia di Sparta e le due leghe

navali sotto Atene (Lega delio-attica e Seconda Lega ateniense).

Il fatto di detenere un'egemonia non implica una posizione di superiorità, anzi è amministrare i

propri interessi sulla base dell'uguaglianza di diritti rispetto agli alleati, riservando cura particolare

agli interessi comuni e un'attenta mediazione tra interesse del singolo stato e interesse dell'intera

lega.

Anche se nate come difesa, possono diventare di tipo offensivo in favore dell'egemone stesso,

condividendo integralmente la sua politica estera. Qui l'ointeresse dell'egemone prevale su quello

comune.

Spesso le leghe militari sono degenerate in tirannie.

Quindi né le Anfizionie né le simmachie riuscirono a realizzare un assetto stabile superando la

frammentazione politica, lasciandosi fragili di fronte ai popoli esterni.

LA GRECIA TARDO-ARCAICA

E' il periodo VI-V sec, prima delle guerre persiane e dell'età classica.

I GRECI D'ASIA E DELLE ISOLE

Sulle coste e sulle isole dell'Asia Minore fiorivano nel VI sec numerose prospere città che hanno

avuto un ruolo nella colonizzazione e che avevano visto lo sviluppo della poesia epica e lirica e a

Mileto della filosofia con Talete, Anassimene e Anassimandro, la storiografia e la geografia.

Erano divise su base linguistica in tre zone: Eolide, Ionia e Doride. Si affermarono anche qui

governi tirannici. Si schierarono poi con i Persiani data la loro debolezza.

La conquista persiana però ebbe conseguenze gravi: sul piano amministrativo furono costrette a

versare un tributo a fornire contingenti militari, mantenendo le tirannie o creandole dove non

c'erano. Persero anche tutte le loro ricchezze andando sotto il controllo politico e militare dei

Persiani → accentramento del sistema → rivolta ionica.

LA GRECIA CENTRO-SETTENTRIONALE

La Tessaglia era una grande pianura circondata da montagne, adatta alla coltivazione di cereali e

all'allevamento. Era molto ricca di risorse.

I Tessali erano una popolazione dorica, attirata dalla fertilità della terra. Nel VI sec era uno stato

federale. Una parte della tradizione gli attribuisce un ruolo fondamentale nella <<prima guerra

sacra>>, che durò 10 anni e si concluse con l'istituzione del agòn stephanites, i Giochi Pitici. Il

territorio fu quindi diviso in tetradi per fornire contingenti di opliti e cavalieri, governate da

tetrarchi o polemarchi e sottoposte all'autorità centrale del tago. La tagia era la magistratura

suprema della federazione, aveva carattere militare e tendeva ad essere vitalizia. Nelle situazioni di

atagia (mancanza di un capo) vigeva la debolezza.

ATENE

L'Attica ha un territorio prevalentemente montuoso, quindi prevalgono colture di ulivi e viti. In età

micenea l'acropoli ospitava un palazzo. Era divisa in comunità autonome che si univano solo in

caso di difesa.

Dal VII sec al VII sec esse si aggregarono in <<demi>>, cioè circoscrizioni territoriali di Atene. Vi

ebbero sede istituzioni comunim, consiglio e magistrati e vi si raccoglievano i contributi fiscali.

Conclusa l'epoca dei re, la monarchia venne sostituita da <<arconti>> vitalizi, poi decennali, poi

annuali scelti per nascita e per ricchezza. Gli arconti erano 9: l'eponimo che dav il nome all'anno, il

re che aveva competenze religiose, il polemarco che guidava l'esercito e sei tesmoteti (custodi dei

thesmoì, cioè le leggi ritenute di origine divina). Usciti di carica gli arconti entravano nel consiglio

dell'Aeropago e vi restavano a vita. L'aeropago aveva competenza nei delitti di sangue e in materia

religiosa.

La popolazione era riunita in 4 tribù, ognuna con un proprio re.

SOLONE

Essendoci oca agricoltura, i piccoli cittadini si indebitavano con l'aristocrazia a cui dovevano

versare una parte dei raccolti, altrimenti ne diventavano schiavi. Solone avvio un processo di

integrazione sociale e politica, dopo essere stato scelto come arconte. Non redistribuì la proprietà

terriera, poiché secondo lui ognuno doveva avere diritti e doveri a seconda delle proprie capacità e

del proprio ruolo.

Concesse al cittadino di chiedere il giudizio solo dei propri pari e vietò di garantire i prestiti con la

persona. Divise la popolazione in 4 classi di censo a seconda del reddito: pentacosiomedimni

(ricavato di 500 medimni), hippeis (300 medimni), zeugiti (classe media con 200 medimni) e teti

(nullatenenti). L'appartenenza alle classi determinava l'accesso all'esercito e alla magistratura. I teti

avevano solo il diritto elettorale attivo e l'accesso in tribunale.

Solone rifiutò di diventare un tiranno. Comunque diede avvio ad una certa mobilità sociale.

PISISTRATO

Aristotele lo definisce democratico, in quanto rappresentava gli interessi dei contadini più poveri e

degli artigiani. Non modificò l'assetto costituzionale e legislativo di Solone. Favorì lo sviluppo della

piccola proprietà agraria e, imponendo una tassa sui prodotti agricoli, faceva prestiti a contadini

poveri. Introdusse anche giudici dei demi, cioè magistrati itineranti che amministravano la giustizia

nel territorio. Introdusse poi il dracma. La sua politica di opere pubbliche fece decollare

l'artigianato, eliminando la dipendenza dall'aristocrazia.

Sul piano religioso fu dato grande impulso ai culti cittadini e popolari, come quello di Atena o di

Dioniso.

Sotto Pisistrato Atene iniziò a crearsi un impero coloniale con insediamenti che avevano forte

legame con la madrepatria.

Clistene poi istituì la democrazia, sistema politico in cui tutti i maschi adulti liberi avevano accesso

a pieni diritti di cittadinanza e alla partecipazione politica.

CLISTENE

Le tribù divennero dieci e assunsero carattere territoriale, prendendo il nome degli eroi locali. Ogni

tribù era divisa in tre trittie, divise a loro volta in demi (circoscrizione amministrativa e territoriale

di base). Ogni tribù doveva fornire un reggimento di opliti e uno stratega da mandare al collegio dei

dieci strateghi. Tutto per una maggiore integrazione della cittadinanza ateniense.

Fu Clistene a creare l'ostracismo, cioè la votazione per designare un cittadino come pericoloso per

la comunità, scrivendone il nome su un coccio (ostrakon). Questa persona veniva esiliata per dieci

anni e perdeva i diritti politici mantenendo solo quelli civili (matrimonio, patria, potestà e

proprietà). Serviva per allentare le tensioni sociali.

SPARTA E IL PELOPONNESO

LA COSTITUZIONE SPARTANA

Anche qui la popolazione è divisa in tribù e in cinque suddivisioni territoriali dette obai. Vi era la

diarchia (due re contemporaneamente con potere militare, religioso e giudiziario e la sovranità era

dell'assemblea del popolo. Divise la terra in lotti.

Per controllare i re vennero istituiti cinque efori. I re con altri ventotto formavano la gherousia, un

consiglio vitalizio che preparava le proposte per l'assemblea. Erano eletti per acclamazione

dall'assemblea del popolo, formata da cittadini di pieno diritto. Potevano solo accettare o rifiutare le

proposte, non discuterle veramente.

La carica degli efori era annuale.

L'agoghè era un sistema educativo rigidamente controllato dallo stato e orientato per i maschi alla

formazione di guerrieri e per le femmine alla nascita di generazioni sane e forti. I bambini restavano

in famiglia fino ai sette anni, poi vivevano in comune sotto la guida di un paidonomos. La loro

formazione era fisica, musicale e di canto.

Il risultato fu unirli in un sentimento di reciproca uguaglianza assorbendo il singolo nella comunità.

Era una società immobile poiché precaria. Sparta quindi si chiuse di fronte ad influenze esterne.

Nonostante tutto per alcuni studiosi erano i più democratici tra i Greci.

LA LEGA DEL PELOPONNESO

E' una definizione recente: infatti gli Antichi la definivano <<gli Spartani e i loro alleati>>. Nasce

dalla volontà di Sparta di controllare il Peloponneso mediante un sistema di alleanze tale da evitare

coalizioni a suo danno. Essa esisteva già nel 525. Originariamente aveva carattere difensivo ed era

costituita sulla base di alleanze bilaterali paritarie. I vari membri erano autonomi ma accettavano il

comando di Sparta in guerra. Avevano un voto nell'assemblea degli alleati (sinedrio). Sparta non

richiedeva tributi, ma risorse militari quando decideva di fare spedizioni, creando così l'esercito più

forte della Grecia e diventando la prima città della Grecia.

Dalla Lega restarono esclusi gli Achei, uno stato federale il cui centro era il santuario di Zeus, e

Argo, che aveva controllato gran parte del Peloponneso, guerreggiando con Sparta e divenendo il

punto di riferimento della forze antispartane.

I GRECI D'OCCIDENTE

Il movimento coloniale aveva portato i Greci fino al Mediterraneo occidentale instaurando tirannidi

(Ippocrate di Gela e Dinomenidi).

In Italia meridionale le colonie greche ebbero unità culturale ed economica (Magna Grecia).

IL QUINTO SECOLO

LE GUERRE PERSIANE : UNO SCONTRO DI CIVILTÀ

La formazione dell'impero persiano si colloca nella seconda metà del VI secolo, ma l'assetto

definitivo si ebbe con Dario I. Era un grande impero sovranazionale molto decentralizzato, in cui il

sovrano delegava a governatori locali (satrapi). Dario I creò 20 satrapie e verso il 500 a.C.

controllava l'intero bacino orientale del Mediterraneo. I sudditi erano autonomi ma sottoposti ad

esazione fiscale.

LA RIVOLTA IONICA

I Persiani gli imposero il versamento di un tributo e favorirono le tirannie → malcontento → rivolta

ionica, che abbattè le tirannidi portando la democrazia in tutta la Ionia.

Nel 497-494 i Persiani ripresero il sopravvento.

LA PRIMA GUERRA PERSIANA

Alla fine della rivolta ionica i Persiani ripresero la loro egemonia. Atene e Sparta si rifiutarono di

allearsi con loro, uccidendone gli araldi inviati a chiedere alleanza; mentre altre città greche dissero

di si. Con la battaglia di Maratona i Persiani ripresero dominio sull'Egeo, anche se vinsero i Greci.

TRA LE DUE GUERRE

Le isole Cicladi restarono sotto il dominio persiano. Ad Atene nel 488 venne applicato per la prima

volta l'ostracismo.

Atene investì i proventi delle miniere nella costruzione di navi, investendo quindi nella marineria.

I Greci delusi dall'andamento politico si allearono con Serse, fornendogli aiuto per intervenire nella

Grecia.

LA SECONDA GUERRA PERSIANA

Dopo la morte di Dario, Serse sedò la rivolta dell'Egitto. Voleva espandersi anche in Europa. Gran

parte della Grecia settentrionale e centrale gli si sottomise, mentre la restante parte creò la Lega

degli Hellenes composta da 31 membri comandati da Sparta. A Termopili le truppe di terra vennero

sconfitte, mentre quelle navali gli inflissero molte perdite. Tra Salamina e l'Attica molte navi

persiane vennero distrutte, come anche in altre zone.

I Greci si resero quindi conto di essere più simili di quanto pensassero.

GRECI E BARBARI IN OCCIDENTE

Nelle stesso giorno della vittoria di Salamina Gelone di Siracusa sconfisse i Cartaginesi,

riprendendo potere su Siracusa e diventandone tiranno. Il suo successore Ierone fece guerra agli

Etruschi, sconfiggendoli. Siracusa diventò quindi la protettrice degli interessi greci in area tirrenica.

Morto Ierone si tornò all'eleutheria passando a regimi costituzionali.

ATENE E SPARTA: IL MODELLO DELLA DOPPIA EGEMONIA

Le mura di Atene vennero ricostruite. In tanto espugnarono sia Cipro che Bisanzio. I vari popoli

voltarono le spalle a Sparta, diventando sudditi ad Atene. Allora gli Spartani rinunciarono alla loro

egemonia nell'Egeo. Si pensa che ciò sia dovuto alla ricerca di un equilibrio in Grecia mediante la

spartizione delle sfere d0influenza sulla base della vocazione continentale di Sparta e di quella

marinara di Atene. L'economia di Sparta era prevalentemente agricola, il suo esercito

prevalentemente oplita, rifiutava gli scambi commerciali e l'accumulo di risorse finanziarie. La loro

politica oligarchica poi richiedeva molto impegno.

Atene fondò il suo ruolo di città più potente della Grecia. Essa era una forza navale e non terrestre,

la sua economia agricola era povera, viveva di scambi commerciali e di politica egemonica su più

fronti.

LA LEGA DELIO-ATTICA

Venne istituita nel 478 come strumento principale dell'egemonia ateniese. Aveva sede a Delo e gli

Antichi la definivano <<Atene e i suoi alleati>>. Anche questa era un'alleanza militare difensiva

nata dalla volontà di continuare la guerra contro la Persia. Atene stabilì chi doveva contribuire con

denaro e chi con navi. Coloro che contribuivano con denaro però erano subordinati ad Atene, in

quanto disarmati. La guerra contro la Persia prese un carattere propagandistico contro Sparta.

La lega si occupò anche di fronteggiare le rivolte interne e i blocchi costituiti dalla Lega del

Peloponneso. L'egemonia iniziò a diventare un impero e Atene iniziò a pretendere i tributi dagli

alleati, approfittando del fatto che molti di loro non avevano navi o difese.

Gli alleati sottomessi venivano costretti a sottoscrivere un'alleanza sia offensiva che difensiva, cioè

a condividere integralmente la politica estera di Atene perdendo autonomia. Atene inoltre iniziò ad

usare la cassa della Lega per i propri interessi, accentrò i processi e impose governatori. Impose poi

in tutto l'impero l'uso del dracma, ma impedì a tutti gli alleati di battere moneta.

LA PENTECONTETIA

Sono i cinquant'anni 478-431. Atene rese più forte il suo impero. Sparta intanto continuava la sua

espansione nei territori più vicini.

Sotto Cimone ad Atene si ebbe un governo di stampo moderato e la Lega delio-attica riprese il suo

scopo antipersiano.

Atene si alleò con gli Argivi (antispartani) violando la non interferenza. Caduto Cimone il

successore fdette fine anche all'Aeropago.

Il 462 è un anno di diverse svolte: Atene vuole l'egemonia su tutta la Grecia, si libera dal rapporto

privilegiato con Sparta e dell'Aeropago e procede con la sua democratizzazione, anche sotto la

guida di Pericle.

Da questo momento si crea un tacito accordo di non interferenza tra Atene e la Persia; le clausole

imponevano alla Persia di non entrare nell'Egeo. In realtà entrambe le parti erano alle prese con altri

problemi.

La lega delio-attica si svuotò quindi di significato, dando ancora più rilievo all'oppressione

imperialistica. Si aprì una fase di <<guerra fredda>> con guerre locali fra blocco peloponnesiaco e

blocco ateniese fino a che non proposero di nuovo una divisione delle sfere d'influenza.

La prima guerra del peloponneso però riguardo più Corinto che Sparta.

Atene perse poi il controllo della Grecia centrale e venne invasa da un esercito spartano.

Nel 446 fu conclusa tra Atene e Sparta una pace trentennale, che stabiliva che le città neutrali

scegliessero da che parte stare, che ci fosse libera circolazione tra i due blocchi e che ogni

controversia fosse risolta per vie legali in modo arbitrario.

DEMOCRAZIA E IMPERIALISMO

EFIALTE

L'ostracismo di Cimone, che era intervenuto a favore di Sparta, portò alla riforma democratica di

Efialte. Essa potenziò il tribunale popolare, costituito nel V secolo da 6000 giudici sorteggiati

annualmente tra tutti i cittadini. Anche chi osservava i sorteggi veniva a sua volta sorteggiato.

PERICLE E LA <<DEMOCRAZIA REALE>>

Pericle introdusse il misthos, cioè la retribuzione delle cariche pubbliche per incoraggiare la

partecipazione politica di tutti compresi coloro che non avevano ricchezze tali da lasciare il lavoro

per svolgere funzioni pubbliche.

Il sistema del sorteggio è una garanzia democratica , ma è stato spesso contestato poiché

indifferente alla meritocrazia. In realtà per le cariche per cui servivano delle competenze tipo la

magistratura restava l'elezione.

L'organo principale della democrazia ateniese era l'assemblea popolare, formata da tutti i cittadini

con età superiore ai 20 anni. Deriva dall'assemblea in armi presente anche in altri popoli. I giovani

raggiunti i 18 anni facevano un servizio militare di due anni detto <<efebia>>. L'aspetto principale

era il poter discutere le proposte che venivano portate in assemblea anche da singoli cittadini.

Residenza e diritto di cittadinanza qui non sono la stessa cosa. Donne, stranieri liberi, schiavi erano

esclusi dai pieni diritti.

Ad Atene si sviluppò la metoikia per tutelare la posizione dello straniero libero. Chi prende

residenza in un'altra città prende lo statuto di meteco e doveva porsi sotto la protezione di un

cittadino che ne diventava patrono e doveva prestare servizio militare. Per la tutela giuridica si

avvaleva dell'arconte polermarco.

Lo schiavo invece era proprietà e non persona, quindi privo di diritti. Essi fecero rivolte a Sparta,

ma non ad Atene in quanto vivevano in buone condizioni.

La donna infine era definita mediante matrimonio, procreazione e lavoro domestico. Viveva

segregata nell'oikos. Si occupava solo di trasmettere la cittadinanza.

LA GUERRA DEL PELOPONNESO

Dopo varie battaglie e occupazioni sia da parte di Sparta che da parte di Atene, Sparta chiese ad

Atene di sciogliere la lega delio-attica per rendere autonomi e liberi i Greci.

LA GUERRA ARCHIDAMICA

E' la prima fase della guerra del Peloponneso e prende il nome dal re Spartano Archidamo. Dopo

questa fase la guerra diventò locale per poi tornare dal 404 ad un conflitto globale.

Sparta aveva una coalizione molto forte sulla terra, mentre via mare contava solo sulla flotta

corinzia e per le risorse si affidava alle donazioni; Atene invece era più forte dal punto di vista

navale e aveva più risorse.

Nel 430 arrivò ad Atene una pestilenza e, dato che la popolazione si era chiusa dentro le mura, si

diffuse velocemente. Anche Pericle perì per questo motivo. I suoi successori dilaniarono l'impero

puntando più al loro tornaconto che agli interessi comuni.

Nel 421 si giunse alla pace di Nicia che ribadì lo status quo e stabilì che ogni contesa doveva essere

risolta per vie legali. Venne fatto anche un trattato di alleanza bilaterale fra Atene e Sparta.

DALLA PACE DI NICIA ALLA SPEDIZIONE IN SICILIA: ALCIBIADE

A sparta arrivarono accuse di asservimento del Peloponneso. Inoltre alcune città non vennero

restituite portando così di nuovo tensioni tra Sparta e Atene. Alcibiade ad Atene promosse la guerra.

Alcibiade venne condannato a morte da Atene e si rifugiò a Sparta dove dette consigli utili al

nemico. Intanto a Siracusa Atene venne gravemente sconfitta più volte.

LA GUERRA IONICA O DECELEICA

E' l'ultima fase della guerra ed è caratterizzata dallo spostamento del fronte di guerra nell'Egeo.

Sparta occupò Decelea togliendo ad Atene le risorse dell'agricoltura. Dopo aver sconfitto la Sicilia,

diverse città voltarono le spalle ad Atene cercando l'alleanza di Sparta. Sparta per trovare risorse

fece entrare nella guerra la Persia, non come risorse militare ma diplomatica e finanziaria, a scapito

della libertà di alcuni stati greci. Fece quindi l'opposto di quello che aveva propagandato nella sua

politica antiatenese.

Alcibiade intanto tentava di danneggiare Sparta per essere richiamato ad Atene.

Con Pisandro ad Atene si andò non più verso la democrazia ma verso l'oligarchia, proponendo

anche di abolire il mysthos. Venne abolita anche l'accusa di illegalità che riguardava proposte che

andassero contro le leggi vigenti. Alla fine si instaurò quasi una tirannide di gruppo.

Il governo cadde per dissidi interni e al suo posto si istituì il governo dei cinquemila che era una via

di mezzo tra oligarchia e democrazia, mentre a Samo si istituì un secondo governo ateniese con a

testa Alcibiade. Nel 410 in patria tornò la democrazia.

Quando Sparta dopo diverse battaglie chiese la pace Atene rifiutò, ma dopo diverse sconfitte sia via

mare che via terra si arrese. Dovette abbattere le sue mura e consegnare buon parte della sua flotta

navale.

Nel 404 Atene capitolò con grande entusiasmo della Grecia che pensò di essere di nuovo libera.

IL QUARTO SECOLO

Sparta a questo punto si trovò in una situazione che richiedeva il suo interventismo, a differenza

della sua solita politica isolata.

Un terzo soggetto, Tebe, tenterà l'egemonia panellenica. Iniziano ad affermarsi gli stati federali con

maggiore estensione e quindi maggiori risorse.

Il mondo greco del IV secolo non è bipolare ma policentrico.

L'EGEMONIA SPARTANA E LE SUE CONTRADDIZIONI

Sparta dovette prendere il ruolo di difesa che prima era di Atene. Seguì però una politica di

autonomia, poiché era più facile controllare stati frammentati tra loro. Dovette trasformare i trattati

bilaterali in alleanze offensive e difensive. Chiese tributi agli stati e instaurò oligarchie per

controllare l'ex impero marittimo di Atene. Introdusse infine la moneta aurea e quella aregentea ma

solo per il tesoro pubblico e non per l'uso privato.

LISANDRO E L'IMPERIALISMO SPARTANO

Egli fece si che gli stati greci iniziassero a mal vedere Sparta, evidenziando l'assenza di libertà che

la politica di Sparta creava. Puntò ad una politica personale e mise se stesso al centro e non la città.

ATENE, I TRENTA TIRANNI E LA RESTAURAZIONE DELLA DEMOCRAZIA

Si riunirono a discutere quale costituzione Atene dovesse adottare. Dovette abbandonare la

democrazia e istituire un consiglio di 30 membri per creare la nuova costituzione. Vennero chiamai

Trenta tiranni perché istituirono un'oligarchia. Cercarono di assicurarsi le ricchezze dei più ricchi.

Tutelavano solo 3000 abbienti mentre tutti gli altri erano sotto il libero arbitrio dei Trenta.

Il governo dei Trenta durò un anno e venne minato da dissidi interni.

Con Trasibulo nel 400 si tornò alla democrazia e venne istituito di nuovo il misthos.

LA GUERRA CORINZIA

Beoti e Corinzi erano stati i più stretti alleati di Sparta, ma data la nuova direzione della politica

spartana si ribellarono. Di questo approfittò la Persia che cercò di corrompere con denaro alcune

città greche tra cui Atene affinché facessero guerra a Sparta. Atene accettò immediatamente nella

prospettiva di riavere egemonia sulla Grecia.

Tebe, Atene, Argo e Corinto si allearono e la loro unione aveva sede a Corinto.

Sparta venne sconfitta più volte. Atene posele basi per nuove alleanze e si preparò a ricostruire

mura e flotta.

LA PACE COMUNE DEL 387: L'AUTONOMIA COME PRINCIPIO DI CONVIVENZA

INTERNAZIONALE

Sparta e Atene si divisero la Grecia. Il re di Persia fece da garante e si impegnava ad intervenire

contro i violatori. Gli Spartani però ne approfittarono ancora per prevaricare gli altri Greci,

sciogliendo tutte le alleanze tranne la Lega del Peloponneso.

Venne istituita la Seconda lega navale.

LA SECONDA LEGA ATENIESE

Aveva carattere difensivo e combatteva l'imperialismo spartano. Gli alleati mantenevano la

costituzione che preferivano e non dovevano pagare tributi. La sede era Atene e i vari alleati

avevano un voto nell'assemblea popolare ateniese e potevano farvi proposte.

La cosa non durò molto e sfociò nella guerra degli alleati. Questa avvenne perché nel 370 Atene si

alleò con Sparta, svuotando di significato la lega ateniese.

Atene venne sconfitta più volte e dovette riconoscere la secessione degli alleati.

L'EGEMONIA TEBANA E LA RINASCITA DEGLI STATI FEDERALI

Nel 375 si propose di nuovo di suddividere i territori in base alle sfere di influenza. Tebe intanto

aumentò la sua potenza e iniziò a preoccupare Atene.

Atene e Sparta firmarono la pace mentre i Tebani si rifiutarono e restarono isolati. Sparta quindi

invase la Beozia, ma vennero sconfitti dai Tebani nonostante fossero in numero superiore.

Nel congresso di pace del 371, svolto ad Atene, essa si sostituì a Sparta come garante della pace. La

Lega del Peloponneso cessò di esistere. Nonostante ciò Atene si rifiutò di attaccare Sparta e gli stati

alleati si rivolsero a Tebe, che invase il Peloponneso. Atene allora sostenne Sparta in ottica

antitebana.

EPAMINONDA E IL PELOPONNESO

Egli puntò ad una politica antispartana incoraggiando lo sviluppo del federalismo democratico.

PELOPIDA E LA TESSAGLIA (seconda direzione di Tebe)

Giasone di Tessaglia voleva condurre la Grecia ad una guerra contro la Persia.

Sia Epaminonda che Pelopida promuovevano la rinascita degli stati federali.

VERSO MANTINEA

Tebe chiese alla Persia di riconoscere i suoi successi in Grecia e di aiutarla a costruire una flotta con

cui iniziò ad insidiare l'impero marittimo di Atene.

Morti Epaminonda e Pelopida Tebe rimase lo stato terrestre più forte ma con una politica diprofilo

più basso. Sparta era isolata, Atene indebolita e si sviluppavano il federalismo e il movimento

democratico.

Filippo di Macedonia riprese il cammino di Epaminonda e Pelopida e ne fu il degno erede.


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DETTAGLI
Esame: Storia greca
Corso di laurea: Corso di Filosofia
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleon882000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Normale di Pisa - Sns o del prof Vattuone Riccardo.

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