Estratto del documento

Unibo filosofia esame storia greca - docente Vattuone Riccardo

Crediti: 121.
R. Vattuone, Historíe. Lezioni introduttive al corso di Storia greca, Bologna, Il Mulino 2006.
R. Vattuone, Il mostro e il sapiente. Studi sull'erotica greca, Pàtron, Bologna 2004.
R.W. Connel, Questioni di genere, Il Mulino, Bologna 2011 [2006].
C. Bearzot, Manuale di Storia greca, Il Mulino, Bologna 2011.

Capitolo 1 – la formazione della civiltà greca

Preistoria e protostoria

La Grecia settentrionale era popolata da cacciatori e raccoglitori seminomadi già nel Paleolitico. Dal VII millennio inizia la sedentarizzazione → neolitico dove iniziano a formarsi comunità stabili riunite in villaggi che si dedicano all'agricoltura e all'allevamento. Compare anche la ceramica antropomorfa e zoomorfa. Asce e accette sono in pietra levigata, ma compaiono anche oro e rame. Fin dalla preistoria il bacino dell'Egeo vede intense relazioni tra le popolazioni che vi abitano e quelle limitrofe.

Nella seconda metà del IV millennio si ha l'età del bronzo che porta alla metallurgia e quindi a un aumento di scambi, data la carenza di metalli nell'area egea. Molte comunità passano da un'economia agro-pastorale a un crescente uso delle risorse non agricole e nell'insediamento in villaggi cintati da mura in siti mai occupati in precedenza, detti "centri proto-urbani".

La civiltà minoica

Alla fine del III millennio l'Egeo si scinde in due aree: Creta e le Cicladi espandono le città, adottano un sistema palaziale e mantengono un alto livello di scambi; Peloponneso e Grecia centrale e settentrionale subiscono una regressione culturale. L'Isola di Creta è l'apogeo della civiltà minoica. Nella seconda fase palaziale i palazzi già esistenti, dopo una distruzione per cause naturali o a lotte interne, vengono ricostruiti in forme più complesse. Si ha l'egemonia di Cnosso, il cui nome deriva dal re Minosse.

Il sistema palaziale, già presente nel Vicino Oriente, è un sistema di organizzazione politico-sociale fortemente centralizzato, basato sul palazzo come sede del potere politico, di funzioni economiche, religiose e culturali. A Creta viene introdotta la "triade mediterranea" (vite, ulivo e cereali) che necessita di organizzare la produzione, la raccolta delle eccedenze e la loro ridistribuzione. Vi si sviluppa anche un artigianato altamente specializzato.

Il palazzo ha una struttura complessa: intorno a un grande cortile centrale rettangolare si raggruppano stanze di servizio, d'abitazione e ricevimento, sale di teatro e culto, magazzini, uffici e laboratori. Molti ambienti hanno decorazioni policrome e il palazzo è aperto verso l'ambiente circostante e sull'abitato. Non ci sono fortificazioni. Vi sono progressi nei sistemi di notazione, nell'uso dei sigilli e nella scrittura. Creta creò sigilli in pietra, avorio e oro. La scrittura era già nota in Mesopotamia e in Egitto ma i Cretesi crearono una scrittura ideogrammatica detta "geroglifica", poi la "Lineare A". Sono entrambe scritture sillabiche che non è stata ancora decifrata. Con la conquista da parte dei Micenei giunge la "Lineare B".

La religione ha un ruolo così fondamentale da portare alla definizione di teocrazia minoica guidata da un re-sacerdote. Aveva una forte impronta naturalistica, le figure divine sono femminili con animali (serpenti, uccelli e leoni). La centralizzazione della struttura economica garantisce il progresso dell'artigianato (tornio, incrostazione, placcatura e granulazione). Tra la produzione cretese stile di Kamares con polipi.

La civiltà micenea

Dopo l'età del bronzo antico molti villaggi vengono distrutti o abbandonati. Compaiono le case ad abside semicircolare e scompaiono i magazzini. Compare una ceramica lavorata al tornio di colore grigio e a superficie liscia detta "minia" e viene introdotto il cavallo domestico. Questi cambiamenti vengono attribuiti sia all'arrivo di popolazioni indoeuropee che a evoluzioni locali. Il ritrovamento di sigilli suggerisce, anche senza tavolette, lo sviluppo di procedure amministrative palaziali. L'influenza minoica appare notevole soprattutto in ambito religioso → religione minoico-micenea. Molte future divinità greche sono già note.

Durante il XV secolo inizia l'espansione micenea nell'Egeo, arrivando a conquistare Creta e quindi arrivando a gestire le rotte commerciali del Mediterraneo orientale. Anche i palazzi micenei sono il centro del potere, come quelli minoici, della vita religiosa, dell'amministrazione, dell'economia e delle forze militari. Ma a differenza dei minoici, gli insediamenti si formano in luoghi ben difendibili. Il cuore del palazzo è detto megaron e vi si colloca il focolare. Esso è la struttura di rappresentanza del signore. Una struttura analoga è riservata al capo militare. Entrambi sono assegnatari di una porzione di terra e sotto di loro vi sono altri funzionari assegnatari, come se fosse un'aristocrazia di capi militari. La base produttiva è garantita da personale dipendente composta da damos residente e douloi o servi. Produzione agricola e allevamento sono rigidamente organizzati e controllati dal palazzo, come anche l'industria tessile e metallica. È un sistema economico ridistributivo che controlla un territorio statale ampio con principati e regni più piccoli. È il primo esempio di politica a vasto raggio in Grecia.

Il XIV-XIII secolo è l'epoca di massimo sviluppo della civiltà micenea, in cui si sviluppano scambi sistematici di materie prime e manufatti fino a interscambi culturali. I Micenei si spingono fino in Sicilia e in Sardegna per reperire metalli, materiali preziosi come avorio e ambra, tessuti pregiati, legname per navi da scambiare con olio, vino, manufatti di bronzo e ceramica, tessuti di lana e lino, costruendo una rete di empori.

L'età oscura (1100-800 ca)

Durante il XIII secolo (1300-1200) alcuni palazzi vengono distrutti e ricostruiti come quelli di Micene e Tebe, venendo poi distrutti di nuovo finendo per scomparire ed essere semplificati → abbandono e spopolamento di certe zone. Nel XI secolo si hanno nuovi usi funerari con tombe individuali a fossa e con l'incinerazione, stile geometrico nelle ceramiche, arrivando poi alla metallurgia del ferro. Scompaiono i beni di lusso dai corredi funebri, dimostrando che la rete di scambi si è ridotta. L'età oscura è caratterizzata da un generale isolamento.

Si pensa che tutto ciò sia dovuto all'invasione di popoli esterni anche magari da oltremare ma non ci sono prove. Si pensa allora anche a terremoti e incendi. Si pensa anche a uno sfruttamento eccessivo delle risorse che le ha esaurite. Alla fine del XII secolo la crisi fece della pastorizia l'attività primaria e fece disperdere la popolazione. → società decentralizzata con accentuato regionalismo.

Dal XI secolo al VIII secolo "migrazione ionica" dato il clima greco più tranquillo e si riformano scambi ed egemonia.

L'alto (730-580) e il tardo arcaismo (580-guerre persiane)

Nel periodo alto-arcaico l'agricoltura riprende, si ha crescita demografica, sviluppo di centri di culto, la formazione di prime comunità cittadine e la riscoperta della scrittura. C'è ancora regionalismo: nella parte occidentale c'è arretratezza, nella parte centrale unità culturale e l'Attica avanzata dal punto di vista tecnologico e aperta all'oriente.

La maggior parte delle informazioni derivano dai poemi omerici (IX-VIII secolo). Però in Omero il re non è un sovrano assoluto ma un primus inter pares con funzioni militari, religiose e giudiziarie con accanto un consiglio di anziani e un'assemblea del popolo in armi. Il potere del re viene quindi limitato dal formarsi di un'aristocrazia ("governo dei migliori"), suddivisa in casate e fratrie basate sulla discendenza. Si formano poi anche le tribù che hanno invece carattere etnico e che suddividono la popolazione in ambito militare e territoriale.

Si formano latifondi, decade la piccola proprietà e i piccoli contadini liberi diventano braccianti salariati o schiavi. Si formano le prime città in Attica, Eubea e Argolide. Queste polis hanno strutture di eredità micenee (acropoli fortificata con un tempio della divinità poliade e la città bassa). Si hanno però elementi nuovi come l'interazione tra centro cittadino e campagna coltivata e il territorio di confine destinato al pascolo.

Le strutture più antiche hanno temenos e da un altare a cielo aperto; diventano poi simili a grandi recinti con una via sacra in mezzo, un tempio, l'immagine di culto e l'altare. Le divinità più coinvolte sono Era, Atena, Apollo e Artemide. I santuari principali hanno una collocazione suburbana e non centrale. Si ha una massiccia espansione dell'agricoltura a scapito dell'allevamento e si diffonde la scrittura alfabetica che nasce dall'adattamento al greco dell'alfabeto fenicio. Viene usato sia per scopi commerciali ma anche per epigrafi funebri, poesia.

Polis e stati federali

Nella polis si ha unità culturale ma frazionamento politico con più di mille stati indipendenti. Essa è una società politica strutturata intorno alla nozione di cittadinanza e di culto poliade. Territorio e popolazione sono una cosa comune e il potere deve essere gestito a rotazione. Con un movimento centripeto ("sinecismo") la realtà cittadina si organizza attorno a un centro, aggregando unità minori e villaggi. Nel centro urbano vi sono le principali strutture funzionali e culturali. È lo spazio religioso a dotarsi per primo di strutture architettoniche; solo in un secondo momento compaiono edifici civili e amministrativi.

Metà della popolazione vive ancora nelle campagne e la città ancora non prescinde dall'agricoltura. La piccola proprietà è molto diffusa. La terra viene sfruttata con l'integrazione della triade mediterranea di cereali, ulivo e vite con altre colture leguminose e con l'uso innovativo di macine, presse, torchi, mulini rotatori. La polis inoltre trae rendite dalle terre demaniali affittandole.

Ad un certo punto avviene la "riforma oplitica", una riforma militare che portò al centro dell'esercito i fanti armati pesantemente (opliti da hopla che erano le loro armi) al posto della cavalleria. Gli opliti erano di classe media (contadini liberi) che combattendo insieme si integrarono nella comunità chiedendo una maggiore partecipazione politica.

Il pensiero politico greco classifica le costituzioni in base alla tripartizione monarchia-oligarchia-democrazia, secondo l'estensione della sovranità. Dimostrano la sovranità del popolo il sorteggio delle magistrature, la loro rendicontazione e la messa in comune del processo decisionale. Fino all'arcaismo però era presente anche uno stato federale accanto alla polis, in cui si aveva sia cittadinanza federale che cittadinanza locale. Anche qui è fondamentale il culto comune, la cui celebrazione periodica è occasione di incontro e confronto su problemi di comune interesse. Si sviluppano progressivamente organismi politici basati sul principio di rappresentanza (invio di delegati delle singole comunità a rappresentarle in sede federale).

Lo stato federale caratterizzò la Grecia "periferica" e centro-settentrionale; era caratterizzata da un attardamento culturale e da montagne isolate → difficoltà in comunicazioni e scambi. L'economia era prevalentemente pastorale se non di razzia e la popolazione era divisa in villaggi riuniti in distretti. Nell'età oscura si è sviluppato più frequentemente lo stato federale rispetto alla polis.

Nel IV secolo le polis si indeboliscono e si rafforzano gli stati federali, a causa di forte coesione interna per l'assenza di spinte autonomistiche. Lo stato federale ha una maggiore apertura rispetto al mondo cittadino per la disponibilità a rinunciare parzialmente all'autonomia delle singole comunità in cambio di vantaggi comuni. Nella polis invece ci sono autonomia e eleutheria (autonomia e libertà) che esprimono la possibilità di autogovernarsi con proprie leggi liberamente accettate senza lasciarsi condizionare da poteri forti. Questi valori si affermano con le guerre persiane, che permettono alla Grecia una presa di coscienza della loro diversità culturale e etnica rispetto ai barbari. Il Greco è libero di fronte allo stato mentre il barbaro vi è sottomesso e non integrato. Si inizia a rifiutare lo stato federale e a chiudersi verso l'esterno sia verso il barbaro che verso lo straniero.

Rispetto alla Grecia classica, il mondo ellenistico favorirà una maggiore integrazione fra uomini di cultura diversa, attraverso l'omologazione determinata dallo stato di comune sudditanza rispetto al sovrano.

Il governo delle aristocrazie

Vi è forte tensione egalitaria. Si conservano solo le monarchie nazionali dell'Epiro e della Macedonia dalla forte caratterizzazione "omerica" in cui il re è un capo che condiziona capi minori. I privilegi dell'aristocrazia si basano innanzitutto sulla nascita, poiché si sentivano gli eredi degli eroi. La loro ricchezza era basata sul possesso delle terre lavorate da personale dipendente libero (teti) o schiavo (servitù rurale) e sul possesso di case e beni, dalla guerra e dalla pirateria. La vita degli aristocratici è legata all'oikos (casa, famiglia e proprietà), la cui sopravvivenza richiede una gestione complessa detta oikonomia (economia domestica incentrata sull'agricoltura). L'oikos indica anche una comunità con valore giuridico e religioso. Diritto dell'oikos e diritto della polis finiranno per convivere e per integrarsi sulla base della pluralità degli ordinamenti.

Gli aristocratici si dedicano al simposio avendo tanto tempo libero, bevendo insieme e svolgendo anche attività culturali (musica, canto e recitazione) e politico (elogio degli eroi e critica dei tiranni). Le relazioni tra casate aristocratiche assumono carattere internazionale attraverso i rapporti di ospitalità che prevedevano mutua assistenza con vitto e alloggio e che venivano sanciti da symbola (oggetti che venivano spezzati in due come prova di riconoscimento). Si sviluppano per evitare che lo straniero diventi vittima di rappresaglia → fitta rete di rapporti fuori dalla comunità di appartenenza che farà sviluppare poi una tutela giuridica dello straniero. Un ulteriore strumento di relazioni internazionali sono i legami matrimoniali che univano casate appartenenti a città e popoli diversi.

I vari aristocratici venivano poi aggiunti nei circuiti propagandistici legati alle feste religiose panelleniche e si confrontavano con i loro pari negli agoni atletici, poetici e musicali previsti nei Giochi Olimpici iniziati nel 776, la cui vittoria dava grande prestigio. Dal punto di vista militare l'aristocrazia è legata al modello omerico del duello eroico e all'uso del cavallo. La crisi dell'aristocrazia fu dovuta alla diminuzione della produzione agricola e l'impoverimento e indebitamento dei contadini → riforma oplitica. La funzione guerriera non fu più un privilegio solo aristocratico, ma si ampliò a tutto il demos (popolazione residente sul territorio). L'oplita era armato con elmo, corazza, schinieri, scudo rotondo a doppia impugnatura e lancia; tutti armamenti piuttosto economici e alla portata dei piccoli proprietari.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Storia greca Pag. 1 Storia greca Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia greca Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia greca Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia greca Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eleon882000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Scuola Normale Superiore di Pisa o del prof Vattuone Riccardo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community