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ciò che si trova sotto il

cielo(egemonia su tutta

la Cina)

I 5 rapporti che regolano la società

1.Padre-figlio (virtù della pietà filiale)

2.Fratello maggiore-fratello minore (rispetto per i superiori)

3.Principe-suddito (virtù della giustizia)

4.Marito-moglie (virtù della distinzione)

5.Amico-amico (virtù della fedeltà)

1-3: Rapporto padre-figlio : molto importante, rispecchia quello sovrano-suddito. Il primo ambito sociale in

cui l'uomo impara ad essere autentico, secondo Confucio, è la famiglia. Il figlio apprende la pietà filiale: deve al padre

rispetto e sostegno nella vecchiaia, mentre il padre gli assicura protezione e lo aiuta a formarsi. La gratitudine verso

i propri genitori si dimostra facendo carriera nella società, nell’aiutarli economicamente e alla loro morte questi

doveva osservare il lutto per tre anni (perché nei primi tre anni della sua vita i genitori lo avevano assistito in tutto e

per tutto, quindi in quei tre anni egli aveva dipeso interamente da loro) vestendosi, per il primo periodo, di sacco, in

segno di contrizione, smettendo di lavorare per vivere in preghiera e portare offerte ai defunti. A volte si lasciava la

propria casa per vivere in una sorta di capanna vicino al luogo di sepoltura.

Così come il figlio deve obbedienza al padre, così il suddito deve obbedienza al sovrano che rappresenta la

sua guida.

2-5:Rapporto fratello maggiore-fratello minore, ecc. la società segue una struttura piramidale che tiene conto

dell’età. Ancora oggi nella società cinese viene sottolineata tale differenza nella denominazione di fratello maggiore

e minore, anche nei rapporti di amicizia.

4:Rapporto marito-moglie: hanno doveri diversi e devono vivere in modo consono al proprio ruolo e

seguendo precise regole. Il marito lavora fuori casa, ed è impensabile che dopo il matrimonio lui vada a

vivere da lei. La moglie, una volta sposatasi, seguirà il marito nella sua casa ed è malvista perché così

depaupera le finanze del marito e della sua famiglia. Tuttavia, se il marito smarrisce la retta via, lei deve

ammonirlo.

Importante per il confucianesimo è la rettifica dei nomi: la corrispondenza tra linguaggio e realtà va rispettata,

pertanto ognuno deve rispettare il ruolo che gli viene assegnato Confucio è un tradizionalista, un conservatore.

Questo suo atteggiamento si evince anche e soprattutto nel considerare la storia didascalica . poiché egli comprende

che il suo pensiero non viene seguito, cerca di trasmetterlo con lo studio della storia, la quale diventa

“testimonianza”. La storia non deve annotare tutto ma solo quello che ha un significato morale, un valore da

tramandare. Ci sono sfumature linguistiche per indicare un giudizio positivo o negativo riguardo a sovrani o periodi,

per dare una critica di ciò che viene visto come una cattiva guida(-> uso sottile del giudizio). La storia è “un percorso

da seguire per gli aristocratici”.

*Colui che governa è il vertice di una piramide di virtù e per questo il popolo lo segue volentieri.

*massima confuciana: <>. Ovvero,

bisogna imparare dagli antichi.

*problema da affrontaregoverno e posizione dell’individuo di fronte natura e società.

Gli Umanisti riprendono il confucianesimo come il pilastro di una società senza Dio.

Tre sono i gradi del pensiero confuciano:

*apprendimento

*umanità

*spirito rituale

*la santità non è intesa in senso religioso ma si intende una saggezza superiore, al di là di bene e male: il

santo ha superato la tentazione. I santi sono i sovrani mitici(es. l’imperatore giallo) dell’età classica oppure

sono i saggi che hanno un forte spessore morale. I santi del suo tempo sono i sovrani,quindi i sovrani erano

i modelli di virtù.

*il concetto di “junzi”(figlio del principe) intende che il sovrano dev’essere per prima cosa un uomo di

valore. Al galantuomo così inteso si contrappone lo “xiaoren”,ovvero colui che mette i propri fini prima del

bene comune. L’apprendimento necessario è “imparare ad essere umani”(l’ideogamma “umanità”

contiene il radicale “uomo” e il carattere “due”, ciò indica l’uomo in rapporto con gli altri).

SCUOLA DELLA LEGGE

novità: la storia è evolutiva, non ciclica(no mandato celeste,virtù…),il passato quindi non è più una guida (come era

visto nel pensiero confuciano) perché vi erano condizioni diverse(si sosteneva vi fosse più di un Dao,”via”, da

seguire).Le fonti storiche su cui ci basiamo sono testi scritti in varie epoche e ricondotte ad un unico pensiero, ad un

pensatore emergente:-Guanzi,menzionato negli annali di Confucio(IV-II sec);-libro del signore di Sang;-Han

feizi,somma di ciò che era stato scritto nei precedenti due libri e si rifà ad un ministro condannato a morte.

Han feizi analizza la storia senza elementi di giudizio poiché gli uomini del passato erano socialmente diversi. Il

passato non era migliore ma nel presente c’era la necessità di rafforzare il potere,l’ordine,mediante le leggi. Usa una

simbologia per indicare la chiarezza e l’equità delle leggi(la bilancia,la squadra…->sinonimi di precisione).

La scuola legista non è filosofia ma punta alla praticità,al governare; i testi infatti riguardano come ottenere e

mantenere il potere(no riferimenti alla virtù). Lo strumento fondamentale è la legge che dev’essere declamata

cosicché tutti conoscendola possano seguirla;essa dev’essere chiara e uguale per tutti (solo il sovrano ne è al di

sopra: può manipolarla pur di mantenere il potere). Anche i funzionari erano sottoposti alla legge;la legge era

superiore ai legami di parentela;ci si basa sul concetto di ‘paura’ e ‘consapevolezza’,cioè il popolo conosce le leggi e

le punizioni cui andrà incontro se le trasgredisce.

*metafora acqua=va incanalata per evitare straripamenti, così l’uomo è cattivo e va costretto sulla giusta via con la

minaccia di una punizione*

Per il legismo il sovrano deve diffidare di tutti, non dev’essere virtuoso, deve solo far rispettare le leggi con: tattica e

la legge( tattica il sovrano è solo, è tiranno perché diffida di tutti e quindi non può mettere al corrente nessuno

circa i suoi progetti, dev’essere attento per evitare intrighi di palazzo).

Aneddoto Hanfeizi:un uomo vendeva lance che diceva invincibili e scudi che diceva fossero resistenti a tutto, allora il

legista gli fece notare la contraddizione(che da tale tradizione viene detto ‘maodun’ da lance,mao, e scudi, dun).

Questo per indicare che potere e morale non erano conciliabili al governo.

BUDDISMO

Nasce in India nel 560-480 a.C.(contemporaneamente a Confucio).

• Siddarta Gautana-Sakyamuni: principe che viveva nello sfarzo ma che cambia condotta di vita quando

incontra:un povero,un morto per strada,un vecchio e un asceta. Capisce che è inutile legarsi ai beni materiali ma che

ciò che conta è la meditazione: non c’è sofferenza se non ci si lega ai beni materiali (cioè quando questi beni

vengono meno, non essendovi legati, non si soffre). Non ci si deve legare a nulla, nemmeno alla propria famiglia

perché tutto è illusione lo si capisce ‘risvegliandosi’ ILLUMINAZIONE. Buddha non è altro che colui che si è

risvegliato, che è stato illuminato da questa consapevolezza(non è un dio, chiunque può essere un Buddha).

• Karma: ogni individuo rinasce con in sé le conseguenze delle azioni commesse nella sua vita

precedente Scansara=ruota della reincarnazione, da cui ci si stacca raggiungendo il Nirvana cioè la vera

vita,rinunciando così a qualsiasi desiderio. La reincarnazione può avvenire in ogni forma, anche animale o

vegetale(tali forme rappresentano il grado di espiazione che bisogna superare a causa della precedente cattiva

condotta).

• Teoria genetica dell’azione:nasciamo con i pesi delle azioni precedenti di cui però non abbiamo

memoria;quindi il processo di purificazione è molto lungo.

• L’anima non esiste, e nemmeno un dio creatore. Il concetto di anima sarà introdotto in Cina come un filo

conduttore di tutte le vite, una sorta di ‘io permanente’, un nucleo distintivo di ogni essere durante le sue

reincarnazioni.

• Per purificarsi vanno leguite le ‘4 nobili verità’; i metodi di apprendimento sono legati alla pratica: ‘ottuplice

pensiero’ (saggezza-pratica morale-disciplina mentale). La disciplina mentale consiste nel non desiderare nemmeno

con gli occhi, con lo sguardo, non si deve pensar male degli altri.

5 precetti da seguire:

1. Non uccidere(nemmeno insetti-a causa delle reincarnazioni);

2. Non rubare;

3. Non mentire;

4. Non commettere adulterio;

5. Non bere alcolici(si riferisce al divertimento in generale)

(non ci dev’essere attaccamento alle cose, quindi viene negato il desiderio delle cose di lusso e non van dette

maldicenze)

Il buddismo tradizionale prevede una vita ascetica, monastica; i monaci dovevano tagliarsi i capelli e vivere di

elemosina. Per seguire tale filosofia vi sono due veicoli: Hinayana(piccolo veicolo, cioè vita monastica) e

Mahayana(grande veicolo, per i laici).

• Arhat:è colui che ha raggiunto l’illuminazione ma non va nel Nirvana fin quando sulla terra non ci saranno più

persone da aiutare.

NEOCONFUCIANESIMO

Si scinde in “scuola della via”(Dao Xue) e “Scuola del principio”(Li Xue). Dao Xue ha in sé la parola “dao” che sarebbe

il dao taoista,quindi sin da subito sono evidenti rapporti tra taoismo e neoconfucianesimo.

Il neoconfucianesimo propone una restaurazione dei valori antichi “inquinati” o “perduti”, ma tiene presente le

influenze buddhiste e taoiste in Cina e a differenza del confucianesimo(semplice,basato su elementi fondamentali),

esso presenta una connotazione metafisica (questo gli da maggiore spessore rispetto alle altre scuole basate su una

vita nell’aldilà). Per questa sua caratteristica è vicino a taoismo e buddhismo, ma a differenza loro non propone mai

discipline ginniche o alimentari.

neoconfucianesimo

Il è un rinnovamento del confucianesimo e, come per esso, elemento importante è

l’educazione. Prende il via alla fine del primo millennio d.C. e fiorisce soprattutto sotto i Song. Con la stampa

xilografica e la diffusione dei libri, nonché con gli esami di stato, la nuova ideologia si propagandò rapidamente

influenzando e restando influenzata dal sistema politico e culturale che vedeva negli esami il suo maggior mezzo

d’azione.

Il movimento era organizzato da letterati che volevano inculcare già dall’infanzia i valori morali tramite le scuole (un

po’ come delle accademie private) a tutti i livelli.

Obiettivo del neoconfucianesimo era riproporre una società armonica dove vi fosse un equilibrio nelle funzioni

sociali e un’ identità nei giudizi e nei valori. L’uomo di valore doveva dedicarsi all’autocoltivazione mentale che

portava alla comprensione dei valori universali del Dao e al raggiungimento dello stato di quiete.

-punti in comune con il buddhismo

La meditazione moderazione

,l’esame del proprio essere,l’introspezione, e la nel vivere i sentimenti(il “giusto

mezzo” di Mencio).

-differenza con il buddhismo

Non predica il distacco dalla vita, l’astensione dai desideri, bensì la retribuzione in vita di ciò che abbiamo fatto. La

realtà sociale non è vista come illusione (quasi).

-la dialettica

Tutte le cose sono determinate dall’interazione tra “li” e “qi”: il “li” fa di noi ciò che siamo,è il principio costruttivo, è

come un seme che ha le informazioni per la crescita della pianta(é una sorta di dna che bisogna lasciar sviluppare); il

“qi”,spirito vitale-sostanza-energia, così come nel buddhismo, può essere opaco mentre se è limpido indica una

mente chiara e pura che sa come comportarsi.

Nell’ XI secolo i cosmologi prendono piede.Il cosmo è un organismo di elementi matematici che uniscono le varie

parti dell’universo( serie numeriche che confermano il “principio unico” che contiene il tutto; quando nel 1600

arrivarono i gesuiti furono ben accolti perché uomini eruditi,anche in astronomia). Tra questi ricordiamo Shao Yong

(1011-1077)che utilizzava modelli matematici per spiegare la realtà e prevedere il futuro. La realtà, quindi, va oltre la

prospettiva soggettiva e segue un ordine intimo. La coscienza della realtà si sviluppa in livelli e la vera conoscenza si

ha nella fusione di oggettività e soggettività. Fu considerato eterodosso. Il “principio celeste” è il Cielo, colui che da il

mandato. Altro appartenente a questa corrente di pensiero fu Zhou Dunyi(1017-1073) che vede la santità come uno

stato di perfetta sintonia con l’universo. L’etica, è la mera applicazione del principio celeste(tian li) che risiede in

tutte le cose. La pratica morale p nella natura stessa. La natura umana è buona, ma incappa nel male quando si devia

dal Mezzo. Ognuno ha in sé la possibile santità (come nel buddhismo). Gli Illuministi, Leibniz, prenderanno spunto da

loro circa il principio matematico.

natura umana

La è buona, ma va migliorata , vanno eliminate le scorie per raggiungere la santità (si riprende

male

Mencio). Il è costituito da desideri ed emozioni (influenza buddhista). Ogni desiderio terreno è egoistico

(perché si toglie qualcosa ad un altro) e bisogna quindi liberarsene. La persona illuminata controlla i sentimenti in

modo che siano equilibrati; le emozioni, lasciate libere, danneggiano la natura: il metodo di lavoro è l’introspezione

che corregge la mente dalle cattive abitudini. La compassione, come sentimento, produce affetto verso i genitori,

benevolenza per il popolo e amore verso gli altri esseri.

Zhan Zai mette in contrasto il principio divino con i desideri umani (renyu) , tuttavia essi non si possono eliminare; è

necessario bilanciare il li e il qi (un po’ come lo Yin e lo Yang). Il Qi è il legame tra ogni essere e il vuoto-assoluto. C’è

identità tra uomo e cosmo e l’armonia si raggiunge con la fratellanza e l’amore universale che controlla i desideri.

Dice che bisogna “imparare ad essere umani”, ovvero senza difetti -> l’umanità è un punto di arrivo. A regolare le

emozioni è la mente-cuore; la ricerca della santità è continua, infinita e lo sradicamento totale dei desideri è

innaturale e anti-sociale.

Il confucianesimo è volto al miglioramento finale della società, diversamente dal Buddhismo che predica il

miglioramento individuale e il distacco dalla società. La responsabilità dell’uomo è centrale, secondo la teoria della

retribuzione che è condivisa da molti pensatori. Nel confucianesimo tradizionale non vi è il concetto di “bene e

male”, di “meditazione e riflessione”. Celebre è la “metafora della marionetta”: colui che apprende se si ferma un

solo istante diventa una marionetta che si muove quando gli vengono tirati i fili(quindi il corpo resta in vita ma lo

spirito muore).

Una corrente del neoconfucianesimo nega il legame tra azione umana ed ordine naturale.

Fratelli Cheng(nipoti di Zhang Zai)

Sono eredi dei cosmologi e pensano che la nascita di ogni essere dipenda dalla combinazione di “li” e “qi” e che a

contraddistinguere ognuno sia la purezza o torbidezza del qi. Approfondiscono il discorso di li e qi ed il concetto di

natura umana introdotto da Mencio. L’unico amore che mai viene considerato eccessivo è quello per i genitori, a cui

si deve eterna gratitudine. Tutti gli altri tipi di amore (anche quello per i figli) sono eccessivi se distolgono dalla

realtà. Ciò che è innato si chiama <> (xing); l’uomo è dotato di di qi che, secondo il li, contiene il

bene e il male.

Zhuxi (1130-1200)

Privilegia i 4 libri e i 5 classici. Riorganizza il pensiero precedente in una sintesi diffusa in tutta l’Asia,soprattutto in

Corea,Giappone e Vietnam. Nasce durante il periodo Jin e vive nella speranza di vedere il territorio edificato.

Considera il Li superiore al Qi, come fosse un principio guida, ma comunque legato al Qi. Se il Li non fosse legato al

Qi, non avrebbe a che aderire. Il male è momentaneo, è una nebbia(desideri che ostacolano la limpidità e portano a

scelte affrettate) che bisogna eliminare: non bisogna farsi prendere dalle emozioni. Individua 4 semi (umanità-

virtù

giustizia-senso del rituale-vergogna principali) come il Li e le 7 emozioni(amore, odio, gioia,tristezza,

ira,desiderio, paura) come il Qi. Le 7 emozioni vanno vissute con moderazione al tempo giusto e per essere buoni

devono essere controllati dalla ragione(si pensi all’auriga); i 4 semi sono sempre buoni. Secondo Zhu Xi purificare il

proprio Qi per dar luce al Li è come il germogliare di una pianta. Se il qi è puro, il Li si manifesta liberamente; se è

corrotto, il Li riesce a manifestarsi superando l’ostacolo; se il qi oscura completamene il Li allora prevalgono i

desideri egoistici. La natura è buona, la malvagità dipende dal Qi il quale con lo studio può essere reso più limpido (è

un percorso difficile ma non impossibile). La personalità è uno sviluppo della sensibilità morale nelle relazioni sociali

(dimensione contemplativa-meditazione ma anche dimensione attiva-impegno politico e civile, responsabilità del

proprio ruolo) Si tratta di un’etica sociale, c’è una parte attiva. L’investigazione delle cose è una pratica per

individuare il Li, il principio, e il bene.

1472-1529: Wang Yangming porta all’estreme conseguenze il discorso della mente (il cuore è la sede dei pensieri

razionale, quindi c’è il connubio mente-cuore) formando la “Xin xue”(scuola della mente) che mette in

comunicazione con il Cosmo. Il discorso gerarchico cade perché tutti gli uomini sono uguali in quanto fatti dello

stesso principio celeste, il che rende inutile seguire rigidi schemi sociali. Questo pensiero fu ritenuto pericoloso e

Wang venne allontanato dalla scuola. Egli, inoltre, rifiutava l’idea di un modello da seguire che dicesse cosa e come

fare(->vicinanza al buddismo) e lo studio assume significato se ottenuto mediante lo spirito. Emblematico è il suo

rifiuto di rifarsi a Confucio:<< se ciò che penso sia vero lo dice un uomo comune, non direi mai che è falso; se una

cosa che penso sia falsa Confucio dice che è vera, dirò che è falsa>>. In noi già ci sono elementi positivi, non ci

occorrono i testi ma è necessario guardare in se stessi. La realtà è in continuo divenire. La mente è un tutt’uno con la

realtà, è in tutto l’universo(non è una prerogativa umana) e permette l’identità tra soggetto/oggetto. La mente non

è più un’entità che, assalita dalle emozioni devia dal bene ma è artefice del male. Poiché la mente è partecipe dello

spirito della realtà, l’individuo e gli altri uomini condividono istantaneamente i valori di comportamento. La

perfezione fa si che si sappia come agire senza bisogno di riflessioni.

Pensiero radicale di LiZhi

<<“Nello studio non si può prescindere dalle regole” ,massima confuciana, non mia! Dico che dalla nascita ogni uomo

apprende dal Cielo il proprio modo di agire, non c’è bisogno di aspettare di apprenderlo da Confucio>>.

TAOISMO

Insieme a Buddismo e Confucianesimo, forma le tre scuole che percorrono la storia dell’impero. Il taoismo

filosofico è il più antico ed è chiamato “daotia”(tia= scuola, dao=Via); esso non è proprio una scuola che

tramanda concetti ma vengono accomunati vari pensatori (il termina “scuola” fu introdotto sotto gli Han).

Alcuni di questi “filosofi” sono più leggendari che storici e i principali sono:

Il taoismo nega che l’uomo sia al centro di tutto: tutte le creature hanno la stessa importanza, anzi gli

uomini dovrebbero vivere seguendo l’esempio degli animali(cioè seguire la natura, senza essere ambiziosi).

Ricorrente era la metafora dell’acqua per indicare il flusso, il seguire la natura lasciandosi andare ai suoi

ritmi.

Il Dao (tao) è il principio che dovrebbe guidare le nostre azioni, evitando i problemi relativi alla mancata

realizzazione dei propri sogni.

Dovremmo, quindi, essere più naturali: la saggezza superiore è quella degli animali che seguono il flusso

naturale.

Il Taoismo prende piede durante un periodo di confusione politica e lotta per il potere, ed

(1027 - 481 a.C.)

indicava un agire umano pacifico.

*il linguaggio taoista era formato da metafora ed elementi paradossali ed ironici; si raggiungono

conclusioni che sembrano assurde ma che in realtà hanno uno stringente nesso logico. C’è una differenza

tra “senso” e “parola”. A tal proposito è celebre l’aforisma:<< la ragion d’essere della trappola è la lepre,

una volta capita la lepre ci si dimentica della trappola>>, allo stesso modo <

è il senso, capito il senso ci si dimentica della parola>>. L’aforisma è lo strumento per negare il valore

dell’argomentazione dialettica; il paradosso unisce due elementi contrari che raggiungono il punto

desiderato anziché creare un’assurdità(Zhuangzi lo usa spesso). L’aforisma della quaglia e del leggendario

uccello enorme apre poi le porte al relativismo: l’uccello mitico può raggiungere i posti lontani più in fretta

grazie alla maggiore estensione alare ma le stesse enormi ali possono risultargli di intralcio durante il volo e

quindi la posizione migliore è quella della quaglia. Tuttavia chi può dire cosa sia giusto e cosa sbagliato? Il

giudizio è impossibile poiché chiunque può dimostrare il contrario della posizione presa. Sempre riguardo

al relativismo, si pensi alle parole di Zhuangzi: egli, raccontando di un sogno in cui era una farfalla, chiese

quale fosse il sogno e quale la realtà (lui aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla di essere lui?).

egli cioè pose come interrogativo: viviamo nella realtà o nel sogno di un’altra realtà. Il nostro essere è

quindi privo di tangibilità(sogniamo o siamo svegli?-> “essere o non essere nel Dao”). Il pensatore,

aggiunse che poiché non possiamo sciogliere questi interrogativi, non possiamo occuparci del resto. Wu

wei, altra importante figura del taoismo, a tal proposito disse: “se non fai nulla non ci sarà nulla che non sia

stato fatto” quindi non bisogna imporre la propria volontà sugli elementi naturali.

*Il Qi è l’essenza, l’energia vitale,, è l’elemento che costituisce il soffio vitale(si usa il campo semantico

della respirazione proprio per indicare la sua necessari età alla vita) di tutte le cose. Tutto è percorso dal qi

e gli esseri si distinguono in base alla quantità di qi che possiedono; per svilupparlo ed accrescerlo bisogna

sottoporsi a mirati esercizi ginnici o ad una dieta basata su norme per nutrire lo spirito vitale (qi).

*Il Classico “della via e della virtù”: si tratta di un testo poetico attribuito a Laozi (II sec a.C.) molto

complesso; è un’elaborazione dottrinale in forma di episodi.

*La ragione era la falsità: il modello per gli uomini è il neonato perché è puro e libero da pensieri

superficiali.

*L’abilità manuale segue la natura, quindi è anteposta all’artificioso agire umano.

*Acqua=yin=maternità=flusso continuo, ritmo naturale (metafora)

*bisogna preferire la mitezza alla forza mentale; Wu Wei predicava in “non agire” (<

del fiume che passi il cadavere del tuo nemico>>

Aneddoto su Confucio: “questi, vedendo un uomo annaspare gli si avvicinò con la sua imbarcazione e gli chiese

perché nuotasse in quel modo; l’uomo gli rispose che si tuffava con l’afflusso e riemergeva con il reflusso” (-> acqua,

metafora del flusso della vita)

Mozi(V-IV sec)

Posteriore a Confucio rappresenta un’evoluzione del pensiero confuciano verso una teoria politico-sociale del tutto

diversa. Originariamente era discepolo di Confucio ma dopo aver seguito i suoi insegnamenti se ne distacca. Mozi

sostituisce “l’uomo di valore” con “l’uomo capace”: ciò che conta non è il valore ma l’abilità (soprattutto

manuali,non a caso pare fosse un carpentiere). Va imposta una gerarchia affettiva per cui vanno eliminati i legami

famigliari.

-L’amore universale e l’umanità(che Anne Cheng traduce come “avere cura degli altri, quindi come equiparare gli

altri a se stessi): Mozi vuole convincere la gente che il benessere collettivo si riflette su quello personale(cioè del

singolo) quindi si contrappone alla struttura gerarchica di Confucio . il pacifismo viene da “jian” che si oppone a

“bie”(quindi distinzione tra “mio e tuo”). Dal testo tramandatoci appare evidente un andamento discorsivo più

filosofico rispetto a quello di Confucio e Zhuangzi: mentre quest’ultimo lo rifiuta, Mozi lo ritiene un’arma utile per

convincere le persone. Mozi critica il rituale perché lo considera inutile in quanto uno spreco di energie dal punto di

vista economico. Egli affermò che “ogni discorso doveva avere un un fondamento, un’origine e un’utilità. Il

fondamento consisteva nelle gesta compiute nell’antichità(età dell’oro) mentre l’origine era la testimonianza del

popolo. Ad essere superiore al sovrano non vi è la virtù, bensì il Cielo:esso è un elemento fortissimo che colpisce il

sovrano se questi si comporta male e da esso, quindi, deriva l’ordine sociale. Il Cielo “costringe” il sovrano a

comportarsi bene. Per Confucio la legge morale è dentro di noi mentre per Mozi è un elemento esterno (in pratica è

come un demone che ci colpisce se ci comportiamo male).

-Confucio parla di vergogna come della sensazione che proviamo quando sappiamo di aver sbagliato: non provare

vergogna significa non avere in noi il principio morale. Mozi, invece, parla di colpa annessa alla punizione (il

confuciano non temeva la punizione perché la punizione peggiore era la vergogna).

Mengzi(Mencio, IV-III sec)

È considerato il più crande discepolo di Confucio anche se non si sono mai conosciuti personalmente; tuttavia il loro

pensiero ha molti punti in comune. Mencio vive durante il periodo degli Stati Combattenti (+ contemporaneo di

Zhuangzi) e questo influenza la sua argomentazione che diventa più dialettica e sviluppata (mette in scena

conversazioni avute con varie persone).

Pone il “jun” davanti al “junzi” quindi l’etica è superiore alla politica ed è fondamentale; il sovrano pensa di essere

superiore all’uomo di valore e non vuole porsi come “allievo” e quindi non vuole ascoltare il filosofo perché lo

considera un servitore.

-differenza tra:

-resta centrale l’Umanità, l’unico modo di governare è seguendo questa virtù perché sottintende il consenso di tutti

gli strati sociali, soprattutto il popolo. Nel popolo risiede la facoltà di sostenere o meno il sovrano, a seconda se

questi si comporta o meno in modo virtuoso metafora: il sovrano è la barca e il popolo il mare, quindi se l sovrano

perde la virtù il popolo è legittimato a sovvertirlo, così come le onde capovolgono la barca. Si tratta cioè del “dovere

di regicidio”.

Per Mencio solo la virtù può ripristinare il corso corretto delle cose.

-Mencio introduce il concetto di “natura umana” che considera buona ma che ha bisogno di essere coltivata: così

come l’acqua scende verso il basso, l’uomo tende al bene. Per spiegarlo, il pensatore usa la metafora del bambino

nel pozzo: chiunque vedendolo è mosso interiormente dall’istinto di salvarlo, prova compassione. Egli individua 4

semi, ovvero quattro virtù che sono dentro di noi: umanità,giustizia, sapienza e senso del rituale.

Inoltre, Mencio afferma che ogni uomo ha un cuore che reagisce a quello che prova. Non si è umani senza un cuore

che compatisca gli altri e visto che il cuore è buono, la santità è raggiungibile da tutti.

Per lui diventiamo cattivi perché perdiamo il senso della giustizia ma in qualunque momento possiamo tornare sulla

retta via (il concetto di male però è affrontato dal neoconfucianesimo).

-Un ruolo importante riveste per Mencio il “giusto mezzo”(/invariabile mezzo), ovvero egli afferma che bisogna

vivere le emozioni con moderazione per far si che le passioni cattive non ci travolgano.

-Zhu Xi nel XII sec, stabilì o “4 libri” ovvero: Lunyu (i dialoghi),Mengzi(Mencio),Daxue(il grande studio) e

ZhongYong(l’invariabile mezzo).

Xunzi

Contemporaneo di Mencio, è considerato il razionalista confuciano. Afferma che la natura umana non è cattiva ed è

con l’educazione (insieme alla cultura e allo studio) che porterà in luce i comportamenti giusti oscurando l’egoismo

di base.

L’apprendimento vuol dire incanalare la forza della natura verso il bene. Un uomo che si comporta bene è un

animale addomesticato che ha la qualità del discernimento (che lo distingue dagli animali), quindi sa frenare i suoi

istinti (l’istinto è negativo perché è quello della sopraffazione, dell’egoismo). Xunzi considera L’apprendimento è,

quindi, indispensabile e la cultura è proprio la somma di quanto si è appreso: l’umanità non è nella natura ma nella

cultura(è artificiale). il Cielo un’entità amorale, ovvero ci sovrasta senza darci un insegnamento (-> pensiero taoista).

Il discernimento consente di distinguere il bene dal male; la persona che possiede questa virtù sa giudicare se

un’azione è moralmente accettabile o meno.

Il senso morale e il rito sono gli strumenti, indicati dagli antichi, per garantire l’ordine attraverso la

ripartizione(=principio di divisione delle risorse e di ciò che sta alla base della gerarchia sociale).

-wen=cultura Taosimo e Confucianesimo

Entrambi partono dal concetto di Dao come via e principio di tutto. La “musica del Dao” è lo sfondo che dovrebbe

suggerire all’uomo come comportarsi.

allego schema che riassume le loro differenze

Sistema legale e giudiziario

Origini

Nello Zuo Zhuan del 536 d.C. si parla di leggi scritte in tale data su dei bronzi ma questo non significa che prima di

allora non ci fossero leggi. I Zhou erano usi alla scrittura quindi probabilmente hanno trascritto codici e punizioni.

Tradizionalmente, si dice che leggi non fossero di pubblico dominio in modo che la classe dominante (l’unica a

conoscerle) potesse manovrarla a proprio piacimento ma ci sono elementi nei testi che contraddicono questa

ipotesi.

Caratteri della legge

La principale fonte sarebbe collegata al re Wu: a nessuna legge è attribuito un carattere divino ma il Cielo era visto

come un supremo amministratore della giustizia. Il re dichiarava infatti di assumersi le responsabilità di commutare

le pene in modo giusto, altrimenti egli stesso sarebbe stato punti dal Cielo. Il re affidò poi tale incarico al fratello

minore Kang, come narrato nel “Libro dei Documenti”.

Colpe e pene

I peggiori criminali erano considerati traditori e ladri, violenti e sprezzanti della morte. Ancora peggiore era

considerato chi non rispettava i genitori, il padre che non rispettava i figli, il fratelli che non si rispettavano…tutto ciò

era punito senza pietà (in seguito la menzione dei doveri dei minori verso i maggiori scompare). Altri comportamenti

scorretti da punire erano il mancato pagamento delle tasse (da parte dei cinesi) e dei tributi(da parte dei barbari), la

diserzione, la insubordinazione, bere liquori inebrianti in gruppo fuori dalle cerimonie. I reati venivano puniti dal re

Wu con la morte(poche fonti, comunque sembrerebbe che la pena di fosse affievolita successivamente). Nel caso di

furto di granaglie, il ladro doveva ridare il maltolto + una quota aggiuntiva; probabilmente vi era un ufficio che

controllava il rispetto dei contratti. Altre soluzioni erano la prigionia ed il confino(poche sono le testimonianze), i

processi poi avevano luogo con una proscrizione di 10 giorni: bisognava valutare attentamente tutte le prova prima

di emettere un verdetto ed inoltre vi erano degli “avvocati”.

Epoca Qin

Il codice era diviso in 6 parti: furto, violenza,carcerazione,arresto,diritto penale, questioni diverse; le pene, inoltre,

erano molto crudeli(incisione del cranio, bollitura) e la pena più comune erano i lavori forzati. Tuttavia vi era una

certa arbitrarietà nell’applicazione delle leggi; già solo l’esistenza di una legge doveva essere considerata un monito.

La pena era inflitta all’intero clan del criminale: ciò era considerato un deterrente, giacchè pensare che le proprie

azioni avrebbero avuto ripercussioni sulla propria famiglia doveva impedirne l’atto. Era punito anche chi stava per

trasgredire la legge,così si invitava la gente a spiare e sospettare.

Epoca han

C’era un principio di legalità: non si poteva punire chi non aveva trasgredito espressamente quanto detto nel Codice

(anche se non ne esisteva una completo), tanto che se il sovrano giudicava un reato in modo diverso e non

conforme, la sentenza veniva annullata..Dong Zhongshu schematizza lo stato e vengono aggiunti commenti

confuciani alle leggi. Alle 6 leggi Qin se ne aggiungono 3 relativi a corvée, bestiame e famiglia. Nonostante restassero

bollitura e sterminio della famiglia, le pene erano più miti rispetto alla dinastia precedente.

Epoca tang

Erano presenti 5 gradi di pene: bastone leggero(50 bastonate)-pesante(100 bastonate)-servitù penale(nelle saline)-

esilio-pena capitale. Nel 737 d.C. abbiamo il primo codice, tutt’ora integro e completo: tra le pene, la più gravosa era

l’esilio perché ciò comportava il distacco dalla famiglia e quindi dai propri antenati. La pena capitale avveniva per

strangolamento o decapitazione; quest’ultima era la peggiore perché comportava la divisione del corpo quando

invece la sua interezza era molto importante per i cinesi (gli eunuchi infatti si facevano seppellire “interi”… la parte

asportata veniva per questo conservata dopo l’evirazione).

Epoca Song

Il codice promulgato nel 963 seguiva il modello di quello Tang, ottenendo un testo che univa le leggi nuove a quelle

vecchie (per rispetto della lingua scritta, il vecchio codice non poteva essere distrutto). Esso conteneva anche gli

editti imperiali e i precedenti penali e furono aggiunte leggi sul commercio. Per emanare un giudizio il magistrato si

avvaleva di aiutanti che appartenevano alla gentry e conoscevano le leggi nuovi e precedenti. La legge era

considerata di proprietà dell’imperatore ed i testi erano riservati agli addetti affinchè gli altri, non conoscendoli, non

potessero aggirarle(addirittura nei testi, sui termini legali, vi era uno spazio bianco proprio per sottolineare

l’importanza dell’imperatore e la sua sovranità). Il popolo doveva obbedienza al sovrano, al concetto astratto di

legge, non c’era bisogno che le conoscesse. Chi era scoperto in possesso di stampe o copie delle leggi, veniva punito

con 100 colpi di bambù pesante).Tuttavia con Wang Anshi tale divieto fu tolto e, in seguito, fu diffuso un codice per

incentivare i buoni comportamenti (Ming Taizu istituì un programma di diffusione della legge per guidare il popolo).

Pena di morte

Con i tang, il sovrano doveva dare il suo consenso per tre volte prima dell’esecuzione. Sotto i song la maggior parte

delle sentenze fu modificata e con Taizu i condannati dovevano recarsi in udienza dal sovrano, il quale si avvaleva di

consiglieri e funzionari.

Pregi e difetti del sistema Song

Le condanne capitali eseguite furono poche, il potere giudiziario era diviso da quello della polizia, gli appelli erano

ripetuti e la corruzione limitata; tuttavia non vi era una regola fissa che decidesse se una sentenza fosse definitiva o

meno e questo causava molti litigi.

Se le liti riguardavano gli stranieri(sin dai Tang) si faceva riferimento alla giurisdizione straniera, tuttavia se vi era una

controparte cinese allora ci si rifaceva a quella cinese.

Epoca Ming e Qing

I decreti iniziali, detti “lu” non vennero modificati anche se ne entrarono in vigore altri.

Amministrazione della giustizia

Il magistrato era il livello basso della corte. L’ufficio era aperto tutto l’anno, eccetto nel periodo agricolo più

intenso(ovvero dalla semina al raccolto visto che il popolo non doveva essere distratto dall’agricoltura e spesso,

quindi, ci si accordava con somme di denaro). Nei distretti il magistrato era il capo dell’amministrazione locale e

giudice. La polizia arrestava con molta facilità.

Gli scrivani erano autorizzati dal governo a scrivere una denuncia in caso di analfabeti e solo loro potevano

o svolgere questa funzione. Essi giudicavamo se era il caso o meno di entrare in causa e se respingevano una

causa invece importante(o ne accettavano una futile), venivano puniti(nel caso di errori frequenti, essi

venivano licenziati).

Iter giudiziario: la richiesta giungeva allo Yamen e veniva esaminata dai funzionari del dipartimento di

o giustizia, in caso positivo passava al magistrato che chiamava le parti in causa, i testimoni e tutti i coinvolti.

Testimoni: se il querelante era donna o uomo anziano, era rappresentato da un parente. Le donne gravide e i

o 70enni non venivano chiamati in causa in quanto non potevano, nel caso di falsa testimonianza, essere

sottoposti alla pena della battitura

Carcerazione preventiva: nei giorni precedenti all’udienza, l’accusato poteva essere incarcerato a scopo

o cautelativo(o messo sotto la sorveglianza dei parenti o con i ceppi alle mani) nelle celle predisposte a questo.

Quando nei testi si parla di “celle vuote” si fa riferimento a quelle usate per questo motivo e non all’assenza

di criminali.

Il processo prevedeva l’investigazione e l’applicazione delle leggi(entrambi per opera del magistrato). Il capo

o della polizia si occupava di catturare i delinquenti(con i Song il potere giudiziario viene diviso dalla polizia). La

confessione del colpevole, anche in presenza di prove e spesso si faceva ricordo alla tortura(decisione presa

in accordo da magistrato,assistente e segretario).

Confessione: la tortura consisteva in un tot di colpi di bambù; in epoca Ming e Qing il pubblico fu ammesso

o alle udienze. Vi era un impiegato che trascriveva ogni parola della confessione e il colpevole, alla fine, doveva

firmarla (imprimendo l’impronta del dito medio se analfabeta).

Sentenza: in casi gravi si poteva chiedere un riesame del caso; i funzionari cercavano negli archivi casi

o analoghi a cui far riferimento per stabilire una giusta punizione. Se la punizione era inferiori ai 100 colpi,

veniva inferta subito( in epoca Song si ridussero a 25 sulle natiche)

La prefettura dipendeva dal governo centrale, quindi il prefetto doveva rispondere all’imperatore. Aveva due

o uffici di investigazione e due carceri separati(se necessario se ne aggiungeva un terzo). Dopo l’investigazione

veniva interrogato il condannato, al quale si chiedeva la confessione per confrontarla con quella fatta al

distretto. In caso di esilio o pena capitale, il caso passava al circuito di controllo che decideva di applicarla o

di sottoporla al vaglia del potere centrale.

Il condannato poteva proclamare pubblicamente la sua innocenza prima che venisse ucciso o prima di

o partire per l’esilio. Andava fatto un riesame in base agli eventi e se la pena consisteva in meno di 100 colpi,

essa veniva eseguita alla prefettura per evitare che il reo dovesse essere portato al distretto sotto scorta.

Se il querelanti o i parenti non erano soddisfatti della sentenza si faceva appello al supervisore di circuito che

o riesaminava i documenti ed eventualmente invitava a riesaminare il caso.

A partire dai Tang, in base al principio di umanità confuciano, i 70enni,i minori di 15 anni e gli infermi

o dovevano commutare la pena nel pagamento di una somma previo presentazione di specifica richiesta; se

però ripetevano il crimine non potevano più avvalersi di tale norma. La stessa possibilità era data a chi aveva

commesso un crimine da bambino ma che era giudicato in età adulto a o in vecchiaia. Solo per i bambini era

prevista un’attenuante in caso di tradimento e ribellione.

L’età legale cinese era calcolata un anno in più della nascita e un anno aggiunto per ogni capodanno lunare.

o Per chi aveva 70-79 anni erano previsti 11-15 anni, per chi aveva 80-89 anni, ne erano previsti 8-10, mentre

per i novantenni, meno di 7. Le pene per i giovani erano più severe se questi avevano danneggiato gli

anziani; se invece il giovane era stato provocato da uno maggiore di lui di almeno 4 anni allora veniva

considerato un attenuante. Nel caso di rei anziani era concessa clemenza poiché si reputava che non

potessero ripetere il crimine.

Dinastia Sui(581-618)

-fondata da Yang Jian, poi noto come Wen/ Wendi

-la capitale è Chang’an

-sconfisse i Chen a Sud grazie anche ad un’opera di propaganda (fu inviata una lettera all’imperatore Chen, sovrano

del Regno meridionale, nella quale si elencavano venti accuse tali da richiedere che il suo mandato celeste venisse

ritirato e annunciandogli una campagna militare a tale scopo. 300'000 copie di tale lettera furono distribuite nelle

province meridionali, allo scopo di mostrare alla popolazione la legittimità della guerra)

-nel 589 unifica l’impero fondando difatti la dinastia

-per annientare le confederazioni turche avviò azioni diplomatiche

Imperatore Yang Guang

-completa il Gran Canale, anche detto Canale Imperiale (una via d’acqua navigabile che collega Pechino con la

provincia meridionale dell’Hangzhou): rappresentò il simbolo stesso della riunificazione nazionale e permise il rapido

passaggio delle merci e dei soldati fra le due più importanti regioni dell’Impero, il bacino del Fiume Giallo con quello

del Fiume Azzurro

-pone una seconda capitale a Luo Yang

-fa edificare jiangdu

-annienta i ribelli a Sud

-economia stabile (a nord valeva la perequazione agraria)

-contro il regno coreano di Koguryo intraprese tre spedizioni militari fallimentari

-vigeva il sistema tributario (imposte in corvèe, tessuti e cereali)

-divisione della terra

-la fine della dinastia si ebbe a causa di rivolte aristocratiche e popolari (equilibrio già rotto per i fallimenti militari e

peggiorato dalle imposte)

Dinastia Tang(618-907)

-fu fondata da un generale appartenente all’aristocrazia sino-barbarica, Li Yuan noto come imperatore Gaozu dei

Tang

-la capitale resta Chang’an, che diventa centro culturale emulato in Giappone a Nara

-società militarista che militarmente agì contro i ribelli

-divide l’Università imperiale da quella per i “figli dello stato”(cioè dei ragazzi aristocratici)

-la leva obbligatoria viene tolta(un giovane ogni 6 famiglie) e l’esercito si riempe di volontari che aspirano alla

carriera militare

-si ha un ufficio storiografico che si occupa della storia contemporanea e di revisionismo

Imperatore Taizong

-raggiunge l’equilibrio tra virtù civili e militari

-mette a punto un sistema di esami per il reclutamento di funzionari

-decide una riforma agraria con una equa distribuzione delle terre, senza però toccare le proprietà dei grandi

proprietari e dei monasteri; diminuisce le imposte, abroga le leggi troppo dure, riforma i codici e sopprime molte

pene

-vince sui turchi e fu nominato “Capo supremo”,ovvero Qaghan Celeste); domina sull’Ortos (dove stavano i turchi)

-prospera il buddismo, tanto che il monaco Xuanzang parte in pellegrinaggio per l'India, passando dall'Asia centrale,

in cerca di manoscritti che poi tradurrà dal sanscrito

-Taisuo->propaganda che fa discendere i tang da Laozi

Imperatrice Wu

-concubina di Taizong, consorte di Gaozong (il figlio dell’imperatore che gli succede alla morte) e prende il potere

- fervente buddhista, la sua scalata al potere fu appoggiata dai buddhisti che la riconobbero come reincarnazione del

bodhisattva Maitreya

-da impulso agli esami imperiali

-fonda la dinastia Zhou con capitale Luoyang(più vicina al Grande canale)

-i contrasti interni al governo la portano ad abdicare

Imperatore Xuanzong

-Li Longji prende il potere con un colpo di stato uccidendo la moglie dell’imperatore(figlio di Wu) che a sua volta era

stato avvelenato da lei

-rimette ordine nelle finanze, nell'amministrazione e nei costumi politici

-esamina personalmente i funzionari di corte, dimettendone molti

-abbiamo i primi statuti del periodo Kaiyuan(corpus di leggi amministrativi e penali)

-il cancelliere Li Linfu abolisce le colonie militari in favore dei governatorati militari

-rivolta capeggiata da An Lushan(appartenente ad una tribù turca, che aspira alla carica di primo ministro, dopo la

morte del titolare Li Linfu)

-scontro con gli arabi con la battaglia sul fiume Talos

-la fine della dinastia è segnata dalla rivolta di An Lushan e la fuga dell’imperatore che assume il titolo di “supremo

imperatore in ritiro”

[Xuanzong verso la fine della sua vita si disinteressa del governo e segue il volere della concubina Yang Yuhuan, nota

con l'appellativo di Yang "guifei" (= consorte Yang) di affidare incarichi di prestigio ai membri della famiglia di lei.

Tutto ciò provoca il malcontento di un governatore, An Lushan, appartenente ad una tribù turca, che aspira alla

carica di primo ministro, dopo la morte del titolare Li Linfu nel 752. L'incarico viene affidato invece a Yang Guozong,

cugino della favorita. Ciò provoca la ribellione di An Lushan nel 755, che riesce ad occupare la capitale. La ribellione

continua dopo la morte di An Lushan, sotto la guida di Shi Siming suo luogotenente, e viene infine domata dalle

truppe imperiali nel 763.]

-si aprì un periodo di disordine e di difficoltà economica per lo stato che si trovò a dover vendere lo status monacale;

la popolazione diminuì e fu divisa in “popolo buono”(mercanti, contadini,ecc) e “popolo basso”(servi,attori, macellai-

perché avevano contato col sangue). Il potere centrale cade nelle mani degli eunuchi, che controllano la nomina dei

generali e dei funzionari; giungono anche a porre sul trono o a deporre gli imperatori.

-per gli esami, furono previste prove di calligrafia e ginniche. Per un primo periodo si usò il testo taoista Daodejing,

poi si adottarono solo i testi confuciani in quanto la loro interiorizzazione avrebbe permesso loro di governare bene

-le imposte furono simili a quelle del periodo Sui ma gli anziani ne erano esonerati

Dinastia Song(960-1126*-1279 d.C.) *i Song si dividono in settentrionali e meridionali

Dinastia Song settentrionale

-fondata da Song Zhao Kuangyin, generale che come prima norma vieta alla figura del funzionario di accumulare

cariche civili e militari

-il territorio fu riconquistato anche grazie al favore del sud ,con il sostegno dei proprietari terrieri e dei mercanti

(vedono un maggiore guadagno)-la dottrina seguita è il confucianesimo

-furono potenziati gli esami: i testi adottati erano “i quattro libri” e “i cinque classici”, non vi erano limiti di età per i

candidati ma non vi si accedeva in caso di lutto

-La capitale è Kaifeng

-a nord i Qidan (che formeranno l’impero Liao) crea resistenza e con il trattato di Chan Yuan i Song riconoscono la

sovranità dei Liao versando loro un contributo in argento e seta

-i Song tentano una riscossa ma, fallendo, si videro costretti a pagare un’imposta maggiore della precedente

-il governo è burocratico, non aristocratico

-economicamente i Song sono forti: export (tessuti,tè,cereali,ceramiche) e import (prodotti di lusso, pellami, spezie)

-impone i monopoli di sale, tè, alcolici

-opera il riformatore Wang Anshi con il suo “memoriale delle 10.000 parole”

-all’interno del “popolo buono” si identificano 4 classi sociali:funzionari, agricoltori,artigiani,mercanti

-fiorisce il commercio e si espande il mercato( si diffonde la carta moneta, si vive un’inflazione che porta ad investire

sulle terre facendo riscoprire il latifondo)

-da un punto di vista fiscale si individuano le “famiglie proprietarie” e “ospiti” (porta a casi di evasione)

-alleanza con i Jurchen (Jin), popolo barbaro per sconfiggere i Liao. I Jin sconfiggono i Liao ma usurpano i Song

prendendo il potere

Dinastia Song meridionali

-la capitale è Hang Zhou

-a corte si hanno due fazioni: militari e agrari

-si stipula la pace con i Jin

-alleanza con i Mongoli contro i Jin, vengono sopraffatti dagli alleati e la dinastia definitivamente finisce

Imperi barbarici contemporanei ai Song

Dinastia Liao

-si estende dal monte Altai fino al mare

-prende il nome dal fiume e si stabiliscono nell’attuale Manciuria, a nord-est della Cina

famiglia imperiale Yelu: attua un sistema misto di tradizioni cinesi e autoctone

-forma l’orda, un’organizzazione tribale militare

-divide il territorio in cinque circuiti ciascuno con una capitale(sistema ripreso dai Mongoli e seguenti)

-la legge è divisa: i qidan sono giudicati secondo la loro giurisdizione e i cinesi in base alla loro

Dinastia Jin

-l’amministrazione segue il modello cinese

Dinastia mongola

-il titolo più importante è quello di “Gengis Qa’an” che vuol dire “oceanico signore”

-Temujin è un giovane che riesce a conquistare vasti territori sottomettendone le tribù; prenderà il titolo suddetto

-lo spostamento fu dettato dalla necessità di trovare mezzi di sussistenza , visto l’abbassamento della temperatura

-conquista la Siberia, la Mongolia e parte del territorio Jin

-nel 2227 muore e nel 2260 il territorio, troppo vasto per un solo governante, viene diviso

-non vi è alcuna organizzazione fiscale( i territori conquistati venivano depredati)

-secondo la tradizione mongola, il potere passava all’ultimogenito (aveva avuto il tempo di stare accanto ai grandi ed

imparare)

Ogodai

È il successore di Gengis Qa’an e fonda una società sedentaria con capitale Caraccun

-si avvaleva di una burocrazia poliglotta

-Yelu Chucai permette ad Ogodai la burocratizzazione del territorio:apparteneva ai Liao e quindi aveva avuto

esperienza sia loro che dei Jin, inoltre conosceva la burocrazia cinese. Erudito, intraprende un lavoro di

convincimento del sovrano sulla maggiore fruttuosità di territori tassabili rispetto a territori impoveriti e distrutti.

Introduce la cartamoneta e favorisce riforme, inoltre organizza la traduzione dei classici in mongolo. Propone

un’amnistia per dare il tempo di capire cosa sia giusto e cosa sbagliato.

Riforme: gestione burocratica secondo il modello cinese+amnistia+censimento per il testatico+tassa fondaria+tassa

aggiuntiva per carri e funzionari(nelle aree urbane)+monopoli+tasse sul commercio+sistema fiscale nello Shanxi +i

nobili mongoli investono pagando i mercanti;i “semuren” non pagano

-scontro con i musulmani, i quali si spingono in massa in Cina e vengono massacrati (l’ascesa musulmana comunque

porta al declino di Ye Lu e si torna al sistema tradizionale di sfruttamento)

-problemi di etnodiversità (anti-coesione coi mongoli)

-respinge la delegazione Jin giunta per le condoglianze

-conquista il regno dei XiXia

-sconfigge i Jin definitivamente nel 1234

-pone la capitale a Qaraqorum, zona di transumanza famigliare, con una burocrazia stabile per tradurre i documenti

ed amministrare

-il governo è formato da Qidan e Jurhen, gran parte dei cinesi si rifiuta di prendervi parte

Toregene(moglie di Ogodai) e Guyug(loro figlio) prendono il potere

*le donne mongole partecipavano alle assemblee e godevano della stessa considerazione riservata agli uomini

Monke

-continua la burocratizzazione dello stato(grazie a Mahmud Yalavach) e riduce l’autonomia dei principi

-istituisce lo “yam” (servizio postale): oasi dove i viaggiatori potevano riposare e cambiare il proprio cavallo senza

incorrere nei briganti(Marco Polo usò questo sistema). A fornire vettovaglie e cavalli alle stazioni erano le

popolazioni locali e quindi, per non gravarle troppo, si permise questo servizio solo ai funzionari

Quibilai

Nel 1260 accetta di affiancare al suo titolo di Khan, quello di imperatore cinese.

-non può più essere un “sovrano a cavallo, ha bisogno dell’appoggio dei funzionari cinesi e mongoli (a cui distribuisce

terre)-

-nel 1279 i Song soccombono

*I barbari conquistano tutto il territorio, per la prima volta, perché hanno una migliore tecnica militare(usano i

cannoni), le ondate sono numerose e sfruttano i problemi interni dei Song che li stavano indebolendo

Dinastia hai yuan

Viene annoverata tra le dinastie cinesi ed indica la nascita di una nuova visione del potere: il nome ha un valore

semantico legato alla terra (si trova nel Classico dei Mutamenti) ed indica il potere di un sovrano destinato a portare

la pace

-il governo è ibrido (mongolo-cinese) ma le cariche superiori sono destinate ai mongoli. I mongoli erano sospettosi e

prevenuti verso i cinesi: non erano permessi i matrimoni misti e i cinesi non dovevano imparare la loro lingua (tale

atteggiamento è comprensibile giacchè i mongoli erano numericamente inferiori)

-la capitale è Dadu (odierna Pechino), che conserva le memorie del potere cinese (è un modello)

-di questo periodo è il “memoriale di Liu Bingzhong” che spiega le norme che un buon sovrano deve seguire

-vi sono capitali secondarie relative a riti o alla caccia

-le tombe dei sovrani sono poste in luoghi segreti tutt’ora sconosciuti(a differenza di quanto accadeva per i sovrani

cinesi)

-si forma l’accademia storica che raccoglie le storie dei Liao e dei Jin

-le campagne militari sono numerose(Giappone,Birmania,Champa,Giava) ma i risultati durano poco per problemi

diplomatici

-lo stato prevede:

segretario+ufficio affari militari+censorato; la guardia imperiale(kesig); una commissione di affari buddhisti e

tibetani; 6 ministeri e 6 diversi livelli di unità territoriale(di cui “Sheng” era il più grande; ogni livello aveva un

supervisore mongolo)

-economicamente, le terre sofferenti erano esentate dalle tasse

-fu formata la “she”, una comunità rurale di 50 famiglie

-fu data attenzione all’istruzione dei giovani

-gli artigiani erano esenti dalle corvée

-secondo le statistiche, diminuirono le pene capitali e aumentano le amnistie(sollecitate dai lama)

-l’esilio si trasforma in trasferimento forzato in regioni lontane dalle proprie

-legge applicata universalmente

Alla morte di Qubilai si apre una parentesi di lotte tra reazionari e progressisti, il malcontento aumenta soprattutto

in agricoltura( a causa delle corvée per le opere pubbliche la situazione dei contadini era peggiorata), i sovrani si

dimostrano inesperti, le tasse aumentano e ne prendono possesso i privati persiani e centro-asiatici. I mercanti

cinesi subiscono restrizioni, la merce subisce un rincaro e la popolazione insorge.

 Mappe riassuntiva dinastie


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, lettere e culture comparate
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Morgana393 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Guida Donatella.

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