Appunti del corso di storia della Cina
Il periodo delle tre dinastie
Il periodo compreso tra il III millennio e il 221 a.C. (anno di formazione dell’Impero cinese) è chiamato “delle tre dinastie” poiché esse (Xià, Shāng e Zhōu) furono quasi contemporanee. Tuttavia, la storiografia tradizionale annota delle date che si riferiscono ai rispettivi momenti di maggiore potenza. Per dinastia si intende la continuità del potere su un territorio.
Dinastia Xià
La prima delle tre dinastie è la Xià, la quale riportò la monarchia da elettiva ad ereditaria e fu fondata dagli “Imperatori mitici” (I primi imperatori) a cui si fanno risalire le invenzioni relative all’agricoltura e alle erbe mediche. Si tratta di una dinastia così antica che i reperti archeologici non ne danno una certa testimonianza, tuttavia possiamo dire che è con essa che si ha l’ingresso nel Neolitico, con un cambiamento nella scrittura e nella società. Viene ricordato l’Imperatore Yǔ per il controllo delle acque; fece scavare il corso del fiume per evitare che i sedimenti potessero ostruirlo causando disastri naturali. Passerà alla storia come “Yǔ il Grande” ed è proprio con lui che si ha il passaggio dello scettro da padre in figlio: Yǔ ricevuto il trono dall’imperatore Shu, lo passa al figlio.
Dinastia Shāng
La seconda dinastia è la Shāng, la quale è ampiamente testimoniata dai reperti archeologici e nacque col nome della capitale, Yin. Il passaggio di potere da padre in figlio assume un connotato religioso: il sovrano è considerato il figlio biologico della divinità più importante, il dio Shandì, per cui egli diventa di diritto il sovrano di tutto il mondo. Gli antenati regali diventano delle divinità a cui chiedere consiglio. La famiglia reale diventa un clan, si allarga: il successore al trono può non essere il figlio del re ma anche un nipote, un cugino, ecc. Si vive in questo periodo un’alternanza generazionale che prevede che ci siano due rami della famiglia: se il sovrano in carica appartiene al primo di essi, il suo successore apparterrà al secondo ramo. Il re è itinerante, legato alla natura (ai cicli vitali, alle fioriture) garantiva che tutto procedesse come doveva essere e quindi doveva visitare i suoi regni. La società entra intrisa di magia/superstizione. Il sovrano era il sacerdote massimo e a lui si chiedevano consigli circa gli aspetti della vita quotidiana (agricoltura, guerra, ecc). Con la dinastia Shang alla religione viene data molta importanza e frequente era la divinazione, che consisteva nel leggere messaggi divini nella diversa posizione che assumevano i cocci (o ossa) incisi con una scrittura rudimentale.
Età del bronzo
L'età del bronzo ha inizio precocemente, ed indica l’abilità raggiunta dalle popolazioni cinesi nella lavorazione di rame e stagno. Il bronzo aveva un uso religioso, non quotidiano: gli oggetti ritrovati, inoltre, mostrano una certa complessità dei rituali (vasi per le offerte decorati e in relazione con il loro preciso utilizzo, ad esempio quello per i sacrifici era un tripode con decorazione di un mostro spaventoso). Durante i riti erano usati gli strumenti musicali. Un ulteriore esempio dell’abile lavorazione raggiunta dagli artigiani era la giada, una pietra il cui colore varia dal beige al verde.
Dinastia Zhōu
Nel passaggio dalla dinastia Shang alla Zhou, in campo militare viene introdotto il carro e l’uso del ferro. La terza dinastia è la Zhou, divisa in occidentale (periodo di maggiore splendore) e orientale. Era una popolazione straniera proveniente da occidente ed amministrò un territorio più vasto di quello gestito dalle precedenti dinastie. Pertanto risulta infondata il concetto tramandato di “purezza della razza” (55 tribù tra cui la dominante è quella pura).
Dinastia Zhou occidentale
La dinastia Zhou occidentale regna, con un sistema proto statale, nella zona in cui si erano insediati dal 770 al 470-453 a.C., quando vengono spinti ad est (spostando così la capitale) da una popolazione occidentale; questo determina un periodo di crisi e decadenza del regno (gli aristocratici non riconoscono più come dominante la figura dell’imperatore). Il sovrano non è considerato una divinità, e questo giustifica il passaggio da una dinastia ad un’altra. Le calamità naturali vengono lette come un messaggio del Cielo che l’imperatore in carica non era adatto a regnare; eventi gravi significano la fine di un’era. Il Cielo è un elemento religioso che accomuna tutti: esso assegna il potere ma il sovrano non è divino. Questo pensiero permise alla dinastia Zhou di legittimare il proprio potere pur non discendendo dalla dinastia Shang. Il Cielo era un’entità che inglobava nuovi e vecchi sovrani e gli antenati regali non sono più considerati dèi, tuttavia continuano ad essere rispettati dal sovrano.
Sistema Jingtian
A questa dinastia (occidentale) risale il sistema Jingtian, ovvero la divisione della terra tra 8 proprietari; l’ideogramma usato è “pozzo”, jing, formato da “9 pezzi” e infatti ogni famiglia cura un lotto e quello centrale è curato da tutti. Questa gestione collettiva, comunque, non è di certa veridicità. Con i Zhou il sovrano non è più itinerante e quindi delega i poteri dando inizio al periodo feudale: un signore incarica gli aristocratici di svolgere delle mansioni. Tale passaggio di potere avveniva con un rito che consisteva nel dare al duca, conte ecc, una zolla di terra proveniente dall’area dell’altare. Ogni “feudo” doveva fornire una parte dell’esercito e delle tasse. L’estensione del feudalesimo Zhou formerà il “Sinocentrismo”.
Il sovrano universale
Il sovrano aveva potere su tutti gli uomini, anche quelli stranieri, in quanto sovrano “universale” (non cinese) giacché il Cielo sovrasta tutti i popoli. Con la dinastia Zhou si vive un’evoluzione verso lo stato ma quando viene spinta ad est perde credito presso la classe aristocratica, la quale elegge una nuova guida (perché inizialmente non hanno l’ardire di rimpiazzare l’imperatore). La figura eletta come tramite tra aristocrazia e sovrano è l’Egemone: nel 681, questi si riuniscono in una conferenza vedendo il sovrano Zhou distante, solo come un simbolo, ed eleggono chi dimostra più carisma e capacità di comando, un sovrano che però non ha una valenza politica. Nel 453 lo stato Jin si divide in tre parti rompendo, così, il nucleo del regno e si accantona l’imbarazzo di sostituire l’imperatore iniziando la lotta per il potere ed inizia la fase degli Stati Combattenti. Questi sette stati avevano una propria moneta ed il tempo del loro impiego indica la capacità amministrativa di ciascuno Stato. Alla fine rimangono a fronteggiarsi tre stati forti, che avevano sconfitto gli altri quattro, ovvero il regno di Qin, Chu e Qi. Lo stato Qin ne esce vittorioso e la sua moneta era tonda con un foro al centro.
Unificazione Qin
Lo stato di Qin vinse sugli altri stati combattenti per:
- Posizione geografica favorevole, protetto dai monti e dal fiume giallo;
- Efficaci tecniche agricole che consentivano l’approvvigionamento delle truppe;
- Migliore addestramento militare;
- Apertura ad inserire elementi nuovi da parte di popolazioni straniere nel sistema autoctono;
- Solidità del potere grazie alla generale longevità dei sovrani.
Il sovrano di Qin conquista la Cina, allora nota come ‘ciò che sta sotto il cielo’. Si nominò Qin Shi Huandi (primo imperatore di Qin) con l’intento di iniziare una dinastia che sarebbe durata per 10.000 generazioni (cioè all’infinito). Egli era dedito, nel privato, a riti e si interessava all’alchimia (cercava l’elisir di lunga vita).
Impero Qin (221 a.C.-206 a.C.)
Si può parlare di Impero, prima erano solo regni.
Riforme Shang Yang: ministro che attuò sotto lo stato di Qin numerose riforme e abolì il jintien (sistema a pozzo introdotto dai Zhou) ed il feudalesimo; furono aboliti i titoli nobiliari da stato aristocratico a stato burocratico. Furono introdotte monete circolare con un foro al centro, utili per creare le filze-unità di 5 monete.
L’imperatore Ying Zheng uniforma pesi e misure: monete, scrittura (viene adottata quella del ‘piccolo sigillo’), lo scartamento dei carri. Le famiglie nobili vengono trasferite nella capitale per essere controllate; furono creati governatorati e distretti (ogni governatore gestiva una piccola regione; i distretti erano sezionamenti delle regioni); furono attuate numerose opere pubbliche, rese possibili grazie alla ‘corvè’, una tassa manuale per cui ogni uomo per un mese lavorava gratis per lo stato.
Caratteristiche dell'Impero Qin
- La capitale è Xianyang, nei pressi dell'attuale Xi'an.
- Rogo dei libri (213 a.C.): gesto dimostrativo del mutato pensiero… il passato non è una guida, i testi filosofici sono inutili e distolgono dalla praticità. Pertanto vennero messi al rogo molte opere letterarie, ad eccezione di quelle scientifiche. Tale evento dalla storiografia postumo è descritto con venature atroci, di letterati sterminati per la loro opposizione al rogo (in realtà molte di quelle opere furono conservate nella biblioteca imperiale).
- Viene costruito un esercito di terracotta per difendere l’Imperatore.
- Per difendere l'impero dalle incursioni dei popoli nomadi, soprattutto dagli Xiongnu a nord, furono consolidate le fortificazioni costruite dai vari stati combattenti e collegate in quella che viene considerata la prima Grande muraglia cinese.
Fine dinastia Qin
Struttura dello stato: Imperatore, al disotto del quale vi erano tre duchi (grande maresciallo - si occupava delle sezioni militari; grande consigliere - sezioni amministrative; grande censore - organo di controllo, ispettori) e nove dignitari (si occupavano della casa imperiale). Il territorio era diviso in governatorati - distretti - borghi, con a capo un governatore.
La fine della dinastia: all'improvvisa morte di Qin Shi Huangdi nel 210 a.C., seguì la congiura del consigliere Li Si e dell'eunuco Zhao Gao, i quali spinsero il figlio Huhai ad impadronirsi della corona al posto del fratello maggiore. Così, una serie di rivolte scoppiarono in tutto l'impero. Alla fine, Zhao Gao fece uccidere l'imperatore, che non lasciò eredi. Zhao Gao mise quindi sul trono Ziying, il figlio dell’erede spodestato che però, poi, fece uccidere Zhao e si arrese a Liu Bang.
Dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.)
Dinastia Han occidentale (206 a.C.-9 d.C.)
Il potere è prima preso dal ribelle Xiang Yu, il quale però si dimostra troppo efferato e viene rovesciato da Liu Bang che guida i rivoltosi che non accettano il suo potere (Xiang Yu si suicida). La capitale è Chang'an (sempre nello Xi'an). Tra i problemi da fronteggiare vi era quello dei “guo” che in pratica portava ad una doppia amministrazione.
Il regno di Wudi: risolve il problema dei guo, instaura un’Università Imperiale, ai riti di Feng e Shan affianca quello di Taiyi (la Grande Unità), introduce un nuovo calendario che inizia dal primo mese lunare e non dal X, impone delle regole ai funzionari e il servizio militare obbligatorio a 23 anni. Divide la corte tra “interna” ed “esterna” e dal legismo si torna al Confucianesimo a cui si aggiunge la Teoria dei Cinque Elementi. Durante questo periodo lo scrittore Sima Qian compila lo “Shiji” composto da 5 parti: gli Annali fondamentali, le Tavole, i Trattati, i casati ereditari e le biografie.
L’imperatore portò a termine campagne militari verso Nord (sconfigge gli Xiognu e conquista l’Ordos), Sud (conquista il Vietnam), Est (conquista la Corea sett. e la Manciuria) ed Ovest (fallisce l’alleanza con gli Dayezhi contro gli Xiongnu).
La storiografia nasce formata da inventario + catalogazione. L’agricoltura vive un miglioramento, vengono costruite opere idrauliche, industrie e sorgono i monopoli degli alcolici. Si forma la Via della seta, rotta commerciale che da Dunhuangsi si divide a nord e sud di Tarim.
Struttura dello stato: imperatore, tre duchi + segreteria imperiale. I duchi erano: Grande maresciallo (si occupava delle sezioni militari), Grande Consigliere (sotto cui vi erano i Nove dignitari e le sezioni amministrative) e il Grande Censore (da cui dipendevano le sezioni del censorato). Furono imposte tasse sul raccolto + il “testatico”.
Fine della dinastia Han occidentale
La fine della dinastia Han Occidentale si ebbe per la mancanza di sovrani forti e per la crescente presa di potere degli eunuchi e dei parenti dell’imperatrice.
Dinastia Xin (45 a.C. - 23 d.C.)
Fondata dall’usurpatore Wang Mang. Attuò una propaganda per legittimare il proprio potere: cercò di restaurare l'autorità dello stato attraverso la confisca delle terre dei latifondisti (da redistribuire ai contadini secondo l'antico sistema dei "campi a pozzo"), l'abolizione della schiavitù, rigorose riforme monetarie e fiscali e nuovi monopoli produttivi. Impone 6 monopoli. Ideologicamente si richiama alla dinastia Zhou.
Fine della dinastia Xin
La dinastia termina a causa di catastrofi naturali, numerose rivolte di contadini (tra cui quella dei Sopraccigli Rossi), oppressi dall'aristocrazia e dalla pressione fiscale, e lo stesso imperatore fu ucciso durante il saccheggio di Chang'an nel 23 a.C.
Dinastia Han orientale (23 a.C.-220 d.C.)
Fondata da Liu Xiu che seda le rivolte dei Sopraccigli Rossi e prende il nome di Guang Wudi. La capitale diventa Luoyang. Elimina i monopoli, tenta di ridistribuire il carico delle imposte, non mira all’espansionismo ma attua la sinizzazione dei barbari. Il successore Mingdi riporta vittorie in Asia Centrale grazie al generale Ban Chao. Il buddhismo entra in Cina.
Fine della dinastia Han orientale
La parte finale della dinastia è caratterizzata da un non-controllo della popolazione, i “guo” diventano nuclei amministrativi autonomi, non viene dato un buon finanziamento delle istituzioni (il censo della popolazione era più drastico sulla carta che nella realtà), gli imperatori che si susseguono sono giovani e manovrabili (potere agli eunuchi). Prende piede la setta della Via della Grande pace (fondata e guidata da Zhang Jiao) che propagandava il ripristino dell’età dell’oro e che le malattie dipendessero dai propri peccati. Attua un piano insurrezionale annunciando la presa di potere del “Cielo Giallo”, la rivolta però viene soppressa in battaglia. Si apre una scena anarchica.
Contributi culturali della dinastia Han orientale
Da un punto di vista culturale, la dinastia Han orientale lascia:
- Lo Hanshu, iniziato da Ban Biao, continuato da BanGu e completato dalla sorella Ban Zhao. L’opera è divisa in 4 sezioni (ovvero sono le stesse dello Shiji ma senza la parte delle casate ereditarie).
- Zhang Heng inventa il sismografo e la sfera armillare.
Medioevo (220 d.C.-589 d.C.)
La nomenclatura è occidentale ed è usata per indicare un periodo intermedio, di passaggio, e perché contiene le basi che poi saranno sviluppate in seguito.
I Tre regni: Wei, Shu e Wu (220-266 d.C.)
Il regno di Wei aveva il controllo del bacino del fiume Giallo, poggiava su funzionari fidati, dava importanza all’esercito formato soprattutto da barbari. Il regno di Shu aveva come punto di forza il prestigio del re, considerato discendente degli Han. Il regno di Wu aveva una forte flotta e poggiava sul latifondo. I regni di Shu e Wu si allearono contro il regno di Wei, il quale però li sottomette e Sima Yan (appartenente alla famiglia Sima che aveva sconfitto il regno di Shu) fonda la dinastia Jin.
Dinastia Jin occidentali (265-316)
Il fondatore tentò una fallimentare unificazione imperiale. Le capitali sono Chang’an e Luoyang. Dona vasti territori ai parenti per scongiurare colpi di stato. Si snodano lotte intestine note come “i tumulti degli otto principi”. I barbari formano nuclei statali nel Nord depauperato. La fine della dinastia fu determinata dallo stato di disordine, siccità, una grave invasione di cavallette e alla fine gli Xiongnu tolgono il mandato ai Jin.
I Sedici regni
Di brevissima durata, essi erano formati dall’elite delle popolazioni “barbare”.
Dinastia Jin orientali
Fondata da Sima Rui. La capitale è Jian Kang (odierna Nanchino). A causa delle immigrazioni si usano due registri per il censimento: uno bianco per i nuovi arrivati e uno giallo per i vecchi residenti. La fine della dinastia si ha per lotte intestine e il generale Liu Yu si proclama imperatore della dinastia Song.
Dinastia Wei settentrionali (o Tuoba)
Si fonda a Nord per opera della popolazione tuoba (originari della Manciuria) che aveva sconfitto i popoli dei 16 regni. Segue il modello di impero cinese. Si scontra inizialmente con i Song, il che provoca danni ad entrambi. Conquistando la Cina del nord si pone come stato forte. Sinizzazione dell’impero a livello civile (vengono incoraggiati matrimoni misti con i cinesi) ed istituzionale (si ha una burocrazia stipendiata). Dopo una fase di adesione incondizionata al confucianesimo, spostarono i loro favori verso il buddhismo che diventa religione di stato (proclamava l’amore universale, l’accoglienza di gruppi etnici). Si ha la Juntian (perequazione agraria): la terra diventa proprietà dello stato, non dei ricchi e le terre vengono divise per famiglie, ciascuna delle quali una volta terminata la gestione dovrà restituirla allo stato con interessi (in tal modo lo stato si assicurava entrate da investire in opere pubbliche, istruzione, ecc). Importanza data al merito, che viene valutato in base ai Nove gradi per il reclutamento dei funzionari. I funzionari vengono pagati in terre che alla loro morte tornano allo Stato.
Differenza tra Nord e Sud
Nord: si assiste ad un’evoluzione con l’aggregazione dei “barbari”, si ha un maggiore controllo delle terre e si sviluppa l’agricoltura della colture asciutte (legumi, ortaggi). Le donne sono più libere e nelle famiglie nobili.
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