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Il declino della dinastia Tang

La conclusione della ribellione di An Lushan appare strettamente connessa col nuovo sistema

istituzionale che si andava delineando.

La rivolta di An Lushan fu, senza dubbio, un avvenimento di fondamentale importanza, che segnò

l’inizio di una fase nuova del periodo Tang e della storia cinese nel suo complesso. Dopo la

ribellione, l’Impero non fu più sicuramente quello dell’epoca precedente. Sul piano sociale è da

segnalare in primo luogo il declino inarrestabile dell’aristocrazia del Nord-Ovest e, più in generale,

dell’aristocrazia settentrionale sino-barbarica. Sul piano istituzionale, venne meno la struttura

centralizzata che, nel primo periodo, aveva reso possibile la grande espansione dell’Impero Tang e

la sua crescita economica e sociale.

Un altro aspetto che va segnalato riguarda la crescita del peso economico delle regioni meridionali.

Si può affermare che la dinastia Tang poté sopravvivere in quanto mantenne il proprio dominio su

tali regioni, dalle quali ormai provenivano la maggior parte delle entrate fiscali. Dopo la rivolta di

An Lushan, il sistema fiscale e quello militare conobbero una radicale trasformazione. La ribellione

determinò la chiusura delle frontiere settentrionali.

La militarizzazione del potere in questa fase è un risultato diretto dell’evoluzione conosciuta del

conflitto.

Il sistema delle regioni militari di frontiera, che costituirà la premessa della ribellione di An Lushan,

è da collegarsi direttamente con la grande espansione dell’Impero Tang e con l’estensione dei suoi

confini.

Nel 780 venne realizzata un’importante riforma fiscale che poneva ufficialmente termine al sistema

della perequazione agraria. La cosiddetta “doppia imposta” introdotta in questo periodo colpiva

essenzialmente la proprietà e la ricchezza, e variava in relazione alle diverse condizioni locali.

La rivolta di An Lushan porta ad un cambio radicale:

1. Cambia la cultura ding

2. Cambia il sistema sociale

3. Cambia il sistema economico

 150.000 soldati marcieranno sulla capitale, perché l’imperatore ha dato la carica di 1°

militare a yang Gauzhong.

 Resistenza data anche dai governi miliari che si sposteranno verso la capitale, lasciando le

frontiere libere.

 755 An Lushan è gia sconfitto, ma Yang fece un errore strategico (una battaglia campale)

che lo costringerà a spostarsi dalla capitale a Xiuchuan (durante lo spostamento l’imperatore

farà uccidere Yang e la concubina).

 Il figlio dell’imperatore farà abdicare il padre. Poi diventerà imperatore Daizong

762-763: Su Zong vincerà e fermerà la rivolta.

Conseguenze sul piano politico:

 Riconoscimento autorità militare dei generali.

 Regionalizzazione del potere politico. (gli Uguri)

 Regione governate da un governatore (sono autonome anche se sotto

l’impero)diversificazione: ognuno ha il suo esercito.

 Governatori hanno il loro esercito che l’impero è costretto a riconoscere in quanto il loro

esercito è anche quello dell’impero governatori= minaccia continua.

Conseguenze sul piano religioso:

 Persecuzione contro il Buddhismo (le classi nobili sono contro le famiglie buddhiste perché

sono ricche)

Sviluppa stampa religione Va espansa

Sviluppa propagandauniverso

Tecnica silografica, incisione su legno.

Cambiamento – conseguenze sul piano economico:

 Terre abbandonate nel Nord

 Fine del predominio sull’Asia Centrale

 Perequazione agraria non più efficace

Riforma fiscale: il sistema della doppia imposta (Liang Shui Fa – fino al 1500)

-Riscossa in due periodi dell’anno (raccolto estivo ed autunnale)

-Pagata in beni tessili (in base al numero di persone) e cereali (in base

all’estensione della terra)

-Per calcolare a quanto ammontava il prezzo si contano le teste della

famiglia (uomini) e la grandezza/estensione della terra

-Amministrata a livello regionale riflessione del nuovo sistema del

potere non ci sono più leggi valide per tutto l’Imperoleggi e

amministrazione diversificate in base alla regione

Cambiamento classe dirigente conseguenze sul piano sociale

 Moneta usata per scambi commerciali

 stop aristocrazia sino-barbarica

 nuova: -proprietari terrieri –mercanti (grazie allo sviluppo commerciale)

 eunuchi e accademici il profilo culturale inizia a contare

Avranno il potere

 il commercio è importante

 monopoli = sale, ferro, tè Lo stato compra e fa rivendere a

Si basa su atti commerciali 

prezzo più alto ai mercanti

commercio interregionale (non si

Affidati a cooperazioni produce più per sussistenza).

Danno risorse allo stato

Urbanizzazione 

Prima la città era chiusa adesso: -è il centro dell’attività commerciale e artigianale

-Troviamo una città amministrata -cresce

e commerciale. -nodi per scambi di informazioni e merci

Invenzioni - stampa e polvere da sparo Fine Tang

Causa di disagi: rivalità tra eunuchi e funzionari – rivolte popolari.

In generale si tenterà di formare una dinastia ma…

… Frammentazione politica …

Invasioni maggiori da Turchi e Mongoli – autonomia dei generali che si autoproclamano re.

IL PRIMO PERIODO MODERNO DELLA STORIA CINESE

Gli inizi della Cina moderna si possono far risalire alla disgregazione dell’impero Tang. Si ha una

società aperta, con un’organizzazione statale razionale e un’ideologia universale in grado di

realizzare e mantenere un vasto consenso. Tutti questi requisiti si ritrovano nella Cina Song. Essa

portò ai più alti livelli le grandi trasformazioni sociali, economiche, filosofiche e scientifiche ancora

in vigore alla fine dei Tang e nel periodo delle Cinque Dinastie.

Fra le grosse trasformazioni che prepararono la nuova fase della storia cinese inaugurata dai Song,

in campo sociale si ha la decadenza dell’aristocrazia settentrionale sino-barbarica e l’estinzione di

un gran numero di grandi famiglie meridionali durante i conflitti e le ribellioni fra la fine dei Tang e

le Cinque Dinastie; in campo economico non può essere sottovalutato lo sviluppo della produzione

e del commercio che nello stesso periodo era iniziato nelle aree sud-orientali della Cina. Ciò avviò

un processo di differenziazione all’interno della classe dirigente, di maggiore mobilità sociale e

aveva aumentato le opportunità di lavoro e di guadagno fra gli artigiani ed i mercanti.

La piena realizzazione del sistema degli esami di Stato fu determinante per la formazione di una

classe burocratica basata sul merito e non sulla nobiltà di sangue. Ciò si rifletté sulla diminuzione

del controllo statale sulle persone, artigiani e contadini. Si ebbe una svolta nell’evoluzione del

pensiero.

Alla fine del periodo Tang si verificò sul piano polito una completa disintegrazione dell’Impero, il

quale si divise in numerose ed effimere entità statali, in continua lotta fra loro. In questo periodo

sorsero, inoltre, al di là del dominio delle Cinque Dinastie, altre dieci formazioni territoriali, i Dieci

Regni.

Il periodo delle Cinque Dinastie e dei Dieci Stati 907-960

Nel periodo che va dalla caduta dei Tang all’ascesa dei Song, si susseguirono in Cina una serie di

regni di breve durata. Questa fase segnò il protrarsi della situazione di frantumazione delle forze

politiche che aveva caratterizzato l’ultima parte della dinastia Tang.

Nord i regni delle Cinque Dinastie ebbero in media una durata breve. Quello che ebbe una

maggiore durata fu il regno di Liang Posteriori, fondato da Zhu Wen. Il più importante dei regni

settentrionali fu quello degli Zhou Posteriori.

Sud 10 stati nati dalle regioni militari e civili.

LA DINASTIA SONG 960-1279

La riunificazione dell’Impero sotto la nuova dinastia

Nel 960, il comandante supremo dell’esercito imperiale dei Zhou Posteriori, Zhao Kuangyin, con un

colpo di stato si impadronì del potere e fondò a Kaifeng la dinastia Song.

L’annessione della Cina meridionale fu facilitata dall’appoggio delle classi dei proprietari fondiari e

dei mercanti, consapevoli dei vantaggi che sarebbero loro derivati dall’unificazione imperiale e

dalla conseguente espansione del mercato.

La nuova fase della politica estera imperiale sotto i Song: esauritasi la spinta espansionistica si

affermò l’interesse verso est e verso sud. Benché la dinastia fosse stata fondata da un militare, e

benché il suo esercito fosse diventato il più moderno al mondo per organizzazione ed armamento,

essa non seppe o non volle impiegarlo in tutte le sue potenzialità. Durante i tre secoli della sua

esistenza, essa si trovò a confrontarsi con potenti stati sino-barbarici.

Zhao Kuangyin consolidò il suo potere anche all’interno, iniziando un marcato processo di

accentramento del potere statale e ponendo fine al predominio dei militari. Vietò poi il cumulo delle

cariche civili e militari. Con il potenziamento del sistema degli esami letterari e l’affidamento

dell’amministrazione imperiale a funzionari civili, l’esercito perse gran parte del suo prestigio e del

suo potere, mentre risultarono avvantaggiati la nuova classe dei letterati e l’élite agraria

meridionale. Ciò contribuì alla nuova configurazione dello Stato Song, con la prevalenza della

gentry e dei letterati. Aumentò anche il controllo centrale sulle cariche locali.

I rapporti internazionali e l’evoluzione interna

La potenza dell’Impero Liao si fece minacciosa nell’XI secolo. Dopo una serie di scontri militari

nel 1005 i Song giunsero alla firma di un trattato di pace: l’Impero Liao e quello Song si

riconoscevano reciprocamente, i Song si impegnavano, inoltre, al pagamento di 100.000 liang

d’argento e di 200.000 pi di seta.

La pace venne ristabilita nel 1042. Nel frattempo era sorta una nuova protesta ad occidente, lo Stato

denominato Xi Xia, contro il quale i Song combatterono fra il 1040 ed il 1042. Ma in seguito ad una

serie di sconfitte, essi preferirono addivenire ad un trattato di pace (1044), in base al quale si

impegnavano al pagamento di un oneroso tributo annuo in argento, seta e tè.

Le grandi trasformazioni economiche e sociali, incentivate dall’unificazione, si ripercossero a loro

volta sulle strutture dello Stato e dalla società. Le autorità presero parte con sempre maggiore

interesse alle attività economiche.

Ma, se da un lato queste grandi trasformazioni accentuarono gli squilibri sociali, dall’altro esse

impressero un particolare dinamismo alla società e contribuirono alla sua crescita intellettuale e

civile. Sorsero nuovi gruppi politici.

Con la radicalizzazione della lotta politica, i letterati si schierarono su due fronti. Da un lato c’erano

i “radicali” e dall’altra i “moderati” o “conservatori”.

La lotta politica si intensificò con l’ascesa al potere di Wang Anshi (1021-86), uno dei maggiori

pensatori e statisti dell’epoca Song.

Le riforme di Wang Anshi

Con l’avvento dell’imperatore Shenzong, Wang Anshi fu messo a capo dell’amministrazione

statale. La sua azione si esercitò praticamente in tutti i campi, da quello economico a quello fiscale,

da quello militare a quello istituzionale. Favorì i piccoli proprietari ed i piccoli commercianti.

Con i prestiti agrari, chiamati “giovani germogli”, Wang Anshi si proponeva una serie di obbiettivi:

intendeva riscattare i contadini dall’indebitamento con i grossi proprietari, e nello stesso tempo

permettere agli uffici statali di incamerare una parte degli introiti che erano stati lucrati da usurai.

Egli istituì un vero e proprio sistema di controllo governativo sul commercio, che mirava a fare

dello Stato il principale intermediario fra produttori e consumatori. Adottò alcune misure a favore

dei piccoli commercianti, per renderli economicamente indipendenti dalle grosse corporazioni.

Un’altra riforma importante fu quella del “sistema di trasporto e di distribuzione dei tributi”.

Le misure militari proposte da Wang Anshi prevedevano la formazione di una milizia, con funzioni

sia nell’ambito della difesa nazionale sia della sicurezza locale, mediante il sistema del baojia. Armi

ed addestramento erano fornite dal governo.

Non meno rilevante fu la riforma del sistema degli esami. Furono richieste ai candidati conoscenze

di tipo pratico, in campo economico, amministrativo, geografico e militare.

Le sue riforme ebbero breve durata. La maggior parte di esse venne abolita con la morte

dell’imperatore Shenzong, nel 1085.

Il mancato successo delle riforme è da attribuire probabilmente non solo all’opposizione dei

conservatori. Mancò l’appoggio di gran parte della classe burocratica, che peraltro aveva tratto

numerosi vantaggi da alcune delle misure.

La caduta dei Song Settentrionali

La lotta fra le fazioni non si placò con la caduta di Wang Anshi e paralizzò la vita pubblica

dell’impero, contribuendo al suo indebolimento nei confronti dell’esterno.

La situazione di malessere interno si tradusse in alcune rivolte popolari.

Il governo riuscì a riportare l’ordine interno, ma ora i più gravi problemi derivano dai rapporti con

l’esterno. I Xi Xia ed i Liao avevano praticamente interrotto le tradizionali relazioni ufficiali con

l’impero cinese con i paesi dell’Asia centrale e con la Corea e gli scambi con i paesi non confinanti

erano quindi affidati solo all’iniziativa dei privati.

Nel 1115, alle spalle dei Liao, era sorta una nuova potenza, quella dei Jin, e i Song si affrettarono ad

allearsi con essi in funzione anti-Qidan. I Jin riuscirono in poco tempo a conquistare i territori Liao.

Il tentativo Song di approfittare della caduta dello stato Qidan si dimostrò irrealizzabile e provocò

lo scontro con i vincitori. Nel 1127 conquistarono la capitale Kaifeng.

Il 1127 è considerato l’anno della caduta dei Song Settentrionali e dell’inizio dei Song Meridionali.

La capitale dei Song Meridionali da Nanchino, nel 1138 fu spostata più a sud, a Hangzhou.

Il primo quindicennio di regno di Gaozong fu poi travagliato dalla lotta fra due fazioni: quella dei

militari e quella degli agrari. La prima era per la guerra ad oltranza contro i Jin, mentre la seconda

per la fine delle ostilità e per una diminuzione delle imposte fondiarie.

Nel 1142 venne stipulato il trattato di pace tra i Song e i Jin: i primi riconoscevano la sovranità dei

secondi, dai quali ottenevano l’investitura, e ai quali si impegnavano a pagare un forte tributo annuo

in argento e seta.

La fine dei Song

La tensione fra l’impero Song e quello Jin riprese qualche anno dopo, con la veloce ascesa della

potenza mongola. L’impero Song scelse di allearsi con i “barbari” più lontani contro gli scomodi

vicini, e ancora i nuovi alleati si dimostrarono più pericolosi dei confinanti. Nel 1221 i Song si

allearono con i Mongoli; il regno dei Jin fu annientato (1234), ma presto i Mongoli avrebbero

attaccato a loro volta gli ex-alleati, approfittando dei loro dissidi interni e in particolare dei contrasti

tra civili e militari.

Con la sconfitta dell’ultima resistenza, i Mongoli, nel 1279, ponevano fine alla dinastia Song.

È opportuno ricordare che l’impero Song era lo stato più popolato, più prosperoso e civile del

mondo. Eppure l’organizzazione militare era estremamente moderna, con un esercito di mestiere.

Era quasi una scelta obbligata quindi, per il fondatore dei Song, quella di limitare il potere dei

militari e di sottoporli al controllo dei civili. L’ascesa della gentry poi, e l’affermazione

dell’ideologia neoconfuciana rafforzarono il primato dei funzionari civili. La forza sociale che stava

alla base della dinastia Song era costituita dalla classe dei proprietari fondiari, specie quelli

meridionali, e dalla nuova classe della gentry, il cui carattere precipuo era costituito dal

superamento degli esami civili di stato, dal possesso della cultura e dal rispetto dei valori

confuciani. I frequenti scontri fra l’amministrazione civile e quella militare determinarono una serie

di gravi difficoltà nello stesso andamento delle operazioni belliche.

In altre parole si potrebbe dire che lo stato preferì la scelta del benessere e degli affari a quella della

efficienza militare.

La gentry

Un nuovo strato sociale, sorto con l’espansione e la ristrutturazione del sistema degli esami civili di

stato dalla dinastia Tang in avanti, ma la cui rilevanza sociale e politica si manifestò con la dinastia

Song. Si trattava di un élite, con uno status privilegiato non ereditario, ma basato sul merito.

I membri della gentry costituivano una élite locale.

La gentry cooperava con le autorità, dirigendo i lavori pubblici, organizzava e finanziava i servizi di

assistenza sociale, di soccorso e di “difesa civile”. Collaborava con la giustizia nei casi penali. Ad

essa faceva capo il controllo dell’ordine sociale. La sua funzione culturale si estendeva alla

diffusione della cultura superiore confuciana e nello stesso tempo alla conservazione delle culture

locali.

Perciò la gentry svolgeva un duplice ruolo fondamentale, in rapporto, da un lato, alle comunità e

alle culture locali, e, dall’altro, all’organizzazione statale. Dal suo interno provenivano i funzionari

ed era essa che fungeva da tramite tra la struttura sociali ai diversi livelli e quella politica.

Gli esami statali e il reclutamento dei funzionari

L’amministrazione statale fu modificata e resa più varia e complessa durante l’epoca Song. Essa

comprendeva il settore del funzionariato civile, quello militare, e, a livello inferiore, gli apparati

locali e degli “esperti-tecnici”.

Il reclutamento era regolato da precise norme, e poteva avvenire attraverso:

a) Il superamento degli esami o il conseguimento di eccellenti risultati presso le scuole

imperiali.

b) Il privilegio-ombra.

c) La segnalazione.

d) Il passaggio dalla carriera militare o dalla condizione di impiegato.

Il privilegio ereditario, anche se largamente praticato, fu limitato dai Song. Anche il sistema di

nomina per raccomandazione o segnalazione fu ridimensionato.

Il sistema degli esami era basato su una serie di prove scritte, che dovevano mettere in evidenza i

meriti e le conoscenze dei candidati migliori, in modo da permettere l’assunzione di persone colte

ed efficienti. Fu articolato in tre livelli. Il primo si svolgeva nelle prefetture e ad esso potevano

partecipare tutti coloro che erano ammessi dai responsabili delle scuole locali e dai funzionari

locali. Il secondo ed il terzo avevano luogo nella capitale. L’esame metropolitano consisteva in

composizioni scritte sui Classici confuciani oppure su testi storici o legislativi. Si richiedeva la

conoscenza dei Classici, della storia, della letteratura, delle leggi e dei riti, nonché un grado elevato

di abilità nelle composizioni e nell’interpretazione dei testi.

L’ultimo libello era costituito dal cosiddetto esame di palazzo, in teoria alla presenza

dell’imperatore.

Benché i membri delle classi superiori fossero naturalmente avvantaggiati sia per l’ambiente

culturale in cui erano cresciuti sia per le disponibilità finanziarie che occorrevano per intraprendere

questi studi, non si può negare che la serietà degli esami permise in genere la scelta dei più capaci e

qualificati, indipendentemente dall’origine familiare.

Economia e società: sofisticata – urbanizzata – commerciale

Interventismo statale molte attività divengono molto importanti.

- Cotone, tè, lacche, riso = progresso dell’artigianato

- Rivoluzione commerciale e specializzazione regionale

 

Come in epoca Tang classe dirigente proprietari terrieri e mercanti

 Commercio marittimo – più verso il sud-est che verso l’Asia centrale

 Gilda: mercantile – le tasse e 1060 acquedotti certificati con i quali rit. il sole

 Identità regionale – determinata anche dal commercio La città – ambiente diversificato

 Mobilità commerciale

 Residenze che accolgono immigranti si creano veri e propri gruppi di persone

 Associazione aiuti umanitari (tenute di giustizia)

Fan Zhongyan Associazioni migranti

Altre associazioni clan famiglie che condividono il cognome e che si identificano nell’avere un

antenato comune (legami familiari)

Culto degli antenati garantisce la condivisione dei beni economici, dell’istruzione per i figli, della

costruzione dei templi. Un clan può essere un villaggio intero

Clan espressione della nobiltà sociale visione

neoconfuciana – la famiglia estesa

Società aperta e complessa (vivacità intellettuale)

Stato : riconosce tutto anche le transizioni sociali – conservatorepotere basato sul consenso –

corrente interventista-conformista.

Neoconfucianesimo : si espande in tutte le classi sociali – ha assorbito tutti i cambiamenti della

storia – è una corrente filosofica/ influenza determinante/ introspezione.

Cina completamente confuciana Da dentro l’individuo verso poi l’esterno

Anche grazie alla trasmissione del sapere la stampa

GLI IMPERI BARBARICI

L’impero Liao

I rapporti con i barbari avevano costituito, sin dall’inizio dell’Impero, un grosso problema per i

Cinesi. La situazione si era fatta più complessa nel Medioevo, per la formazione, nel Nord, dei regni

barbarici sempre più integrati. I conquistatori avevano perso molte delle loro caratteristiche,

sinizzandosi progressivamente, ma allo stesso tempo creando un nuovo strato sociale dominante,

costituito da un’aristocrazia guerriera.

Queste popolazioni riuscirono ad impadronirsi di parti del territorio cinese e sorsero così: l’Impero

Qidan dei Liao, l’Impero Jin e l’Impero Xi Xia.

Tali popolazioni miravano alla conquista dell’Impero cinese per divenirne gli eredi.

I Qidan, pur costituendo una minoranza e nonostante il processo di sinizzazione, mantennero la loro

identità culturale: avevano una propria lingua e una propria scrittura.

Liao:

 Impero vasto che nasce nel 907 con la caduta dei Tang

 Qidian fondato dai Knitanks (indicava originariamente 8 tribù)

 Fine 1125

 Avevano una lingua e una scrittura

 Ha dovuto mettere insieme diversi gruppi, tribù del nord

Sintesi fra i due da loro deriva il termine “catai”, usato da M.P. per indicare la Cina.

Il mod Tang usato dai Liao per mod. impero

L’impero Xi Xia

Le tribù Dangxiang, di lingua tibetana, originarie dell’area del Qinghai, avevano mantenuto il

controllo sulla regione che corrispondeva all’attuale Shaanxi settentrionale e al Gansu sud-orientale

per tutto il periodo delle Cinque Dinastie. Nel 990 il loro capo si proclamò sovrano del nuovo stato

Xia e nel 1038 Zhao (Li) Yuanhao, assunse il titolo imperiale e proclamò la dinastia dei Da Xia,

nota come Xi Xia o Xiao Occidentali. Entrarono in aperto conflitto con i Song. Dopo una serie di

scontro (1040-1042) si giunse alla pace del 1044, in seguito alla quale i Song si impegnavano a

pagare un tributo, mentre i Xi Xia si riconoscevano loro vassalli.

L’avvento dell’impero Jin interruppe i rapporti fra Song e Xia.

Il commercio svolgeva un ruolo fondamentale nell’economia; la ricchezza del paese derivava infatti

dal controllo delle vie di comunicazione fra la Cina propriamente detta e l’Occidente.

Xi Xia:

 Buona posizione

 Popolazione tanguta (lingua tibetanarapporto con il Tibet)

 Tribù Dangxiang

 Popolazione multietnica

 È in mezzo ai traffici tra Oriente ed Occidente

 1038-1227 dai Mongoli

 Buddhismo e loro scrittura (modellata su quella cinese)

 

1044 pace con i Song

L’impero Jin

Nüzhen era il nome di alcune tribù nomadi stanziate nel bacino del fiume Sungari e lungo il corso

medio ed inferiore dello Heilongjiang.

Dopo essere state vassalle dei Liao, si diedero una nuova organizzazione di tipo militare,

La dinastia Liao venne ben presto travolta, anche perché si trovò attaccata su due fronti, essendosi i

Nüzhen alleati con i Song.

I Jin non si limitarono tuttavia alla conquista del territorio dei Qidan, ma spinsero la loro offensiva

verso sud, giungendo all’occupazione di Kaifeng. Conquistarono tutta la Cina settentrionale.

Stipularono, nel 1142, la pace: i Song si dichiararono vassalli dell’impero Jin e furono costretti a

pagare un oneroso tributo annuale in argento e seta.

L’impero Jin era molto più vasto e popolato di quello Liao. La popolazione venne divisa in due

gruppi: le famiglie Nüzhen (zhenghu) e “tutte le altre” (zahu).

In seguito agli attacchi mongoli, nel 1214 l’impero Jin era costretto a trasferire la capitale da

Pechino a Kaifeng, e veniva ridotto alla condizione di uno stato cuscinetto. Ma anche questa

situazione si rivelò provvisoria, perché una ventina di anni dopo l’impero Jin venne spazzato via

dall’alleanza Song-mongola (1234).

Jin :

 Fondati dai Nuzhen (tartari)

 Si libererà dai Liao

 1115 i Jin 10 anni dopo stringerà un accordo con i Song contro i Liao e poi occuperà il

nord della Cina.

 Impero multietnico

 Attua il processo di sinizzazione (tutti i popoli dovevano farlo se conquistavano la

Cinaconsiste nell’incarnare la cultura cinese come propria)

 Buddhismo dovuto al mix e all’amalgamato etnico

 Ereditarietà non più auto-legittimata

 Capitale vicino a Pechino Kaifeng

 

Mix di elementi Liao e cinesi sistema misto, ma con divisione etnica

Difficoltà a mantenerlo

Sistema degli esami

 

Fine 1234

LA DINASTIA YUAN

L’Impero mongolo

La potenza mongola ebbe inizio dall’opera di unificazione e di accentramento realizzata da Temujin

all’interno delle tribù nomadi Shatuo e tatare stanziate fra i fiumi Onon e Herlun.

Proclamato capo dei Mongoli con il titolo di Gengis Qan, Temujin si diede ad organizzare la loro

struttura politica e militare. Attraverso una serie di fulminee campagne militari creò le basi

dell’immenso impero mongolo, conquistando la Cina settentrionale, ad oriente, e spingendosi sino

in Ucraina e Polonia. L’impero fu diviso fra il Gran Qanato, il Qanato turkestano, il Qanato

dell’Orda d’Oro ed l’Ilqanato su Iran, Afghanistan e Pakistan.

Dal 1211 Gengis Qan iniziò gli attacchi all’impero Jin, occupando la Manciuria e la regione di

Pechino. Quindi attaccò Xi Xia che nel frattempo si era alleato con i Jin. In breve Xi Xia venne

conquistato.

Nel 1229 venne eletto come successore per il Gran Qanato, Ogodai. Nel 1234 fu definitivamente

liquidato l’impero Jin.

Contrariamente ai Qidan e ai Nüzhen, i Mongoli, al tempo della loro espansione in Asia Orientale,

avevano subito solo una sinizzazione superficiale.

In pochi anni le truppe mongole avanzarono in territorio Song.

Mongoli – Impero Yuan :

 Nei primi del ‘200 si espande in maniera sistematica

 Impero di breve durata che si frammenterà, ma che comunque durerà molto

 

Gengis (universale) Khan (imperatore/sovrano) = fondatore capacità carismatica e

organizzativa

 Riusciranno facilmente a conquistare i territori stepposi e di pratene: meno facile sarà la

conquista della Cina

 

Tribù dominate da aristocrazia – burocrazia non molto organizzata

 

G. K. muore impero mongolo diviso e governato da familiari di G

 Cercheranno di conquistare il Giappone

 1234 sconfitto Jin

 Mongoli sinizzazione dai Jin (tipo il fisco derivazione comunque cinese)

Processo lungo e parziale che genera conflitti interni

 1276 conquista Song conquista lunga a causa dei territori difficili da conquistare

 Qubilay accelererà il processo di sinizzazione e porterà a termine la conquista della Cina

La dinastia Yuan 1271-1368

Era la prima volta che dei barbari erano riusciti a conquistare tutto il territorio cinese. Ma il loro

vantaggio derivava soprattutto dalla superiorità dell’organizzazione militare e della tecnica bellica.

Qubilay diede impulso alla sua politica e si rese conto della necessità di seguire il più possibile il

modello cinese.

Nel 1271 ancora prima dell’annessione del territorio Song, Qubilay assunse per l’impero il nome

dinastico cinese di Yuan. Restò peculiare dell’ordinamento multietnico mongolo la pluralità del

sistema giuridico in base alle diverse categorie in cui era divisa la popolazione.

Dopo la morte di Qubilay iniziò il declino dell’impero.

Il grosso punto debole dell’amministrazione Yuan fu l’agricoltura, a causa dell’inesperienza degli

invasori e dell’esclusione della gentry dall’amministrazione.

Contribuirono alla crescita dell’insofferenza contro il governo mongolo l’uso di affidare la

riscossione delle tasse ad esattori e appaltatori privati di origine persiana e centroasiatica, le

restrizioni ai danni dei mercanti cinesi (specie nel Meridione).

Dall’inizio del XIV secolo scomparirono numerose rivolte popolari.

Società, stato, economia sotto i Mongoli

L’intera popolazione era suddivisa in quattro categorie fondamentali: i Mongoli, i semuren, gli

hanren e i manzu.

1. I Mongoli costituivano la classe dirigente privilegiata

2. I semuren erano una categoria speciale, che comprendeva 31 etnie diverse, alleate dei

Mongoli e provenienti dall’Asia Centrale e Occidentale. Svolgevano un’azione ausiliaria

importante come amministratori alle dipendenza dell’aristocrazia mongola e come

esattori fiscali. Godevano di privilegi, ma si dedicavano all’attività mercantile e

bancaria.

3. Gli hanren comprendevano tutti gli abitanti della Cina settentrionale. Vi erano compresi

gli antichi sudditi dei regni Liao e Jin.

4. I manzu o nanren (i nuovi sudditi), i meridionali, che corrispondevano agli abitanti

dell’impero Song prima della conquista mongola.

Le cariche più importanti erano appannaggio dei Mongoli ed erano ereditarie. Col ripristino degli

esami ebbe un’ulteriore spinta il processo di sinizzazione dei Mongoli. Il ceto della gentry continuò

comunque ad essere in larga misura escluso dal potere politico ed amministativo.

Il ceto che si trovò avvantaggiato fu quello mercantile.

All’ultimo gradino della scala sociale si trovavano gli schiavi.

Le differenze di trattamento giuridico si riflettevano anche in campo penale: un mongolo poteva

uccidere un cinese, ma un cinese non poteva uccidere un mongolo.

Gli Yuan, nel tentativo di adattarsi alla realtà cinese, ricalcarono molte istituzioni imperiali Tang e

Song. C’era inoltre la preminenza dell’elemento militare nell’organizzazione governativa.

L’agricoltura rimase la base economica dell’impero, il cui centro produttivo era ancora il Sud-Est

della Cina. Su di esso gravava il mantenimento di gran parte dell’apparato statale.

Gli Yuan non modificarono l’assetto agrario. La tradizionale attenzione del governo verso

l’agricoltura fu minore durante la dominazione mongola e ciò contribuì alla sua decadenza. Qubilay

Qan promosse una politica per la valorizzazione e l’utilizzazione delle terre incolte e per il controllo

delle acque.

Il settore economico che ebbe maggiore sviluppo fu quello del commercio, specialmente dopo la

riunificazione di tutta la Cina (1279). La sua prosperità fu favorita dalla politica di promozione dei

trasporti e delle comunicazione degli Yuan e dalla Pax mongolica. (commercio marittimo verso

l’asia Centrale e l’Occidente)

La Cina venne a trovarsi inclusa in un circuito economico mondiale. Esportava soprattutto seta e

importava gioielli, profumi, spezie. 

Il sistema fiscale yuan si adattò a quello precedentemente in vigore nel paese (testatico in denaro

moneta cartacea).

Vari sono i fattori che fornirono l’intensa corrente di scambi fra l’Occidente e la Cina, con notevoli

conseguenze per l’intera storia mondiale. Espansione mongola e sviluppo delle vie di

comunicazione.

Un altro fattore determinante fu il grande sviluppo economico e commerciale che iniziava proprio

allora in Europa e in cui le repubbliche marinare italiane svolsero un ruolo importante.

Un posto importante fra i resoconti di viaggio di questo periodo è occupato dalle memorie di Marco

Polo, tramandate con il titolo “Il Milione”.

Durante il periodo della dominazione mongola, le scienze, le tecniche e la produzione in genere

conobbero un ulteriore sviluppo.

LA DINASTIA MING 1368-1644

Originario di una famiglia di contadini poveri della Cina centrale, Zhu Yuanzhang aveva perduto i

genitori durante la carestia del 1344 e si era rifugiato nel convento buddhista Huangjue divenendo

monaco. Nel 1352 entrò al servizio di Guo Zixing, uno dei numerosi capi ribelli dell’Anhui legati

alla setta del Loto Bianco e facenti parte dell’organizzazione dei Turbanti Rossi.

Zhu Yuanzhang ebbe l’accortezza di circondarsi di consiglieri capaci e colti, alcuni dei quali erano

membri della gentry. Con il loro appoggio, egli potè ben presto acquistare una posizione preminente

nella direzione della rivolta.

Il regno di Hongwu

La morte, nel 1367, in circostanze poco chiare di Han Lin’er, il sovrano dell’Impero Song instaurato

dai Turbanti Rossi, spianava la strada all’assunzione, anche formale, del potere supremo da parte di

Zhi Yuanzhang. All’inizio dell’anno successivo (1368) Zhu proclamava la nuova dinastia imperiale

con il nome di Ming (luce).

Nanchino rimase la capitale e furono iniziate grandi opere per il suo ingrandimento e una sua

parziale ricostruzione. Furono proseguite le campagne per estendere il controllo su tutto il territorio

cinese. Da un lato furono eliminate le sacche di resistenza, dall’altro fu intrapresa una vasta

campagna verso nord, contro i Mongoli. Questi però preferirono ritirarsi.

L’unificazione della Cina sotto la dinastia Ming era completa.

Diversa da quella degli Han, dei Tang e degli stessi Mongoli fu la politica verso l’Asia Centrale. I

Ming non tentarono di imporre il loro dominio diretto, ma si accontentarono di controllare

direttamente o indirettamente, sotto forma di protettorato, il nodo strategico e commerciale di Hami.

Il regno di Hongwu segnò il consolidamento dell’organizzazione statale e in particolare

l’accentramento del potere imperiale, che rimasero praticamente immutati per tutto il periodo Ming

e la dinastia successiva. Zhu si modellò sui fondatori delle dinastie Han e Tang, che ammirava per i

loro successi militari. Fu un sovrano dispotico e talvolta spietato, ma si servì ampiamente di metodi

inquisitori per il controllo sulla stampa.

Il primo imperatore Ming si mostrò particolarmente severo con gli strati più ricchi della

popolazione.

Anche la cultura e l’educazione furono poste sotto controllo del sovrano. Se da un lato il pieno

ripristino e la promozione del sistema degli esami e la capillare diffusione di scuole locali

costituirono la premessa per una più ampia mobilità sociale, tali misure furono anche utilizzate

come mezzo per il controllo ideologico degli studenti e della futura classe dirigente.

Fondata la nuova dinastia imperiale, si preoccupò della ridistribuzione della terra ai contadini poveri

e della compilazione di registri e catasti attendibili per impedire l’evasione fiscale dei ricchi

proprietari.

Riforme sociali ed economiche di grande portata. Esse permisero l’innalzamento del tenore di vita

nelle campagne e un notevole incremento della produzione. Ne sarebbero derivati un aumento senza

precedenti della popolazione e un’imponente “rivoluzione commerciale” che avrebbe travolto le

stesse strutture sociali volute dal fondatore della dinastia.

Il regno di Yongle

Il nuovo sovrano apportò notevoli cambiamenti sia alla politica interna sia alla politica estera. Egli

modificò in senso più pratico l’organizzazione statale. Yongle stabilì la capitale principale a

Pechino. Tale scelta era determinata dalla sua diffidenza verso il sud, mentre il centro del suo potere

era concentrato nell’area di Pechino; ma era indice anche di una nuova politica strategica, che dava

preminenza ai problemi della frontiera.

Si acuirono i contrasti con il sud, che si vedeva gravato di maggiori oneri.

Quanto alla politica estera, l’epoca di Yongle fu contrassegnata dall’espansione territoriale e da un

notevole interesse per i paesi stranieri.

L’interesse verso paesi e mercati lontani si manifestò poi nell’invio delle famose spedizioni

marittime comandate dall’eunuco Zheng He che rientravano in una intensa attività diplomatica

rivolta in più direzioni, dal Giappone sino al Medio Oriente.

Le grandi spedizioni marittime all’inizio del XV secolo, oltre a dimostrare l’alto livello tecnico

raggiunto dalla Cina in campo cantieristico, non sono che l’espressione più appariscente

dell’intensa attività marittima mercantile.

Dalla politica di chiusura a quella di ripiegamento

La fine delle spedizioni marittime segnò l’inizio della chiusura e del ripiegamento dell’Impero

Ming. La decadenza della sua potenza marittima coincise con lo sviluppo della pirateria sino-

giapponese, e l’arrivo delle flotte europee nei mari dell’Asia Orientale.

Si aggravò anche la situazione alle frontiere occidentali, per l’emergere di forti gruppi organizzati di

popolazioni mongole, fra cui i Tartari. Le restrizioni imposte al commercio contribuirono ad

accrescere lo scontento fra quelle popolazioni. Le operazioni furono condotte con tale incompetenza

che l’esercito cinese fu travolto a Tumubao e l’imperatore fu fatto prigioniero.

Sviluppo economico e crisi politica

La seconda metà del XV e tutto il XVI secolo segnarono il progressivo declino della struttura

statale. Questa decadenza tuttavia era dovuta soprattutto ai fattori di prepotente sviluppo economico

e di crescita della società, che travolsero l’organizzazione politica e amministrativa instaurata dai

primi imperatori Ming.

Il proliferare di piccoli e grandi mercati e di botteghe di ogni genere fu accompagnato dalla

commercializzazione dei prodotti agricoli e della industrializzazione di certi settori dell’artigianato.

Tutto ciò portò ad un processo di urbanizzazione ancora più esteso di quello dei Song, con lo

spostamento di masse di contadini nelle città.

Nella seconda metà della dinastia Ming si verificò l’ascesa di una nuova gentry, la cui base

economica consisteva nelle entrate legali o illegali derivate dalle cariche pubbliche.

Ci fu uno sconvolgimento dell’organizzazione fiscale e militare dello Stato stabilita da Hongwu. Si

sentì la necessità, per tutto il XVI secolo, di una riforma radicale del sistema fiscale. Il risultato

finale dei vari tentativi e delle varie proposte fu la cosiddetta “riforma dell’unica sferza”.

Lo strapotere degli eunuchi continuò sotto i regni successivi.

Nel 1604 l’opposizione si organizzò nell’ambito di un partito, incentrato nell’Accademia donglin.

Tale partito si era posto come obbiettivi la restaurazione dell’ortodossia neoconfuciana, l’attuazione

dei principi politici e morali confuciani, la lotta contro la corruzione della burocrazia e lo strapotere

degli eunuchi.

Gli ultimi decenni della dinastia Ming furono caratterizzati, oltre che dalle continue lotte fra gli

eunuchi e la gentry, dall’aggravamento dei problemi di difesa alle frontiere, da un’acuta crisi

finanziaria e dallo scoppio di tensioni e di rivolte in tutto l’Impero.

Ripresero gli scontri con i Mongoli. Essi invasero più volte le regioni di confine e giunsero ad

assediare Pechino.

Nel frattempo, nel Nord-Est, si andava consolidando il potere di un gruppo di tribù Nüzhen.

La chiusura dei canali ufficiali di scambio con il Giappone alimentò la pirateria.

Un ruolo di particolare importanza fu svolto dai gesuiti, che, nonostante la diffidenza dei Cinesi

verso gli Occidentali, a causa del comportamento dei pirati e dei mercanti portoghesi, seppero

conquistarsi la fiducia di una parte delle autorità cinesi. Un ruolo di particolare rilievo fu svolto da

Matteo Ricci. Dotato di grande insegno e cultura, Matteo Ricci seppe modificare il proprio

linguaggio e atteggiamento, adattandoli alla situazione cinese, e si fece portatore dei più alti livelli

raggiunti dalla civiltà europea dei suoi tempi.

Un grave problema per le autorità Ming era costituito dalle endemiche rivolte popolari.

Contro l’eccessiva tassazione furono numerose le forme di protesta, specie fra i mercanti, gli

artigiani, gli studenti e i letterati, e gli abitanti dei centri urbani in genere.

L’organizzazione dell’Impero e il sistema politico

Nell’Impero Ming venne in parte mantenuta l’organizzazione statale sperimentata nelle due

precedenti dinastie Song e Yuan.

L’Impero, nella sua accezione più vasta, poteva essere idealmente diviso nelle seguenti fasce:

 L’area metropolitana delle due capitali, sotto il diretto controllo degli organi centrali

 La zona delle provincie dove prevaleva l’autosufficienza della struttura sociale locale,

un’autonomia di fatto, guidata informalmente dalla gentry

 Le aree di confine sotto controllo militare o dei gruppi etnici locali

 Le aree controllate solo indirettamente dalle autorità cinesi

 I paesi “tributari” confinanti dell’area sinica, dotati di un’organizzazione statale autonoma,

ma modellata su quella cinese-confuciana

 I paesi “tributari” più distanti e con organizzazioni statali dissimili e totalmente indipendenti

SCHEMA RIASSUNTIVO -divisione etnica

Dinastia Ming 1368-1644 -sinizzazione cinese molto forte

Fine dell’impero Mongolo -influenza esterna 

-no consolidamento attività agricole trascurate!

Intorno al 1360 nel Sud e nel centro rivolte accompagnate dalla gentry

-Nate all’interno di sette religiose di ispirazione buddhista che si rifanno agli insegnamenti del Loto

Bianco (Hangjin 1351-1366) – setta o Nuvola bianca

Rivolta popolare su vasta scala che faranno retrocedere i Mongoli.

 Successione di lotte e conflitti tra i vari pretendenti, ma un generale prevarrà e nel 1368

unificherà il Paese, fondando la dinastia Ming con l’appoggio dei Turbanti Rossi, ma poi

non ne riconoscerà il potere.

Zhu Yuanzhang passerà alla storia con il nome di Hongwu (nome del

regno in cui ha regnato): 

Capitale Nanchino

 Ultima dinastia di etnia Han

 Sarà conquistato da un impero nomade

 

Poco controllo sulle frontiere minacce da tribù e confederazioni nomadi

Rafforza l’autocrazia imperiale – rafforza il potere dell’imperatore

Imperatore è rivestito di molto potere

Ideologia – il neoconfucianesimo élite: burocrati la cui identità deriva dal confucianesimo

Impero Hongwu – autoritario

Elimina le sette ortodosse (Loto Bianco) per il loro potere: anche se lo hanno aiutato a prendere il

potere, Hangwu le considera una minaccia.

Indebolimento letterati censura molto rigida

Eliminerà il ruolo dei segretari (coloro che facevano politica con l’imperatore):

- Ministeri diventano autonomi 

- Funzionari ora scelti dall’imperatore frammentazione della burocrazia

Politica a favore dei contadini registrazione delle terre (per evitare la concentrazione dei

proprietà fondiaria nelle famiglie – no evasione fiscale)

Società poco mobile Queste trasformazioni non saranno

abbastanza forti da imporsi in una

società ereditata dai Song

Imperatore Yongle 1403-1424 a seguito di una guerra civile tra i vari principi (in particolare con

Huidi) 

Capitale Pechino DEBOLEZZA 

Vicino alle aree di tribù nomadi

Capitale politica lontana dal cuore rischio di attacco

economico-culturale cinese (sud)

Rapporti tributari con molti stati 

Spedizioni marittime di Zheng He (eunuco musulmano) 1405-1433

- Più di 40.000 uomini partirono

- Spedizioni non militare voglia di conoscenza

- Spedizioni costose

- Navigazioni di lunga distanza grazie alla bussola

- Accrescimento della conoscenza geografica cinese

- Ricerca di prodotti esotici 

- Raffinamento dei rapporti commerciali tra Cina e Sud-Est asiatico arrivarono in Africa

 poi arrivarono i portoghesi, gli spagnoli, gli olandesi …

Mongoli sono una minaccia tartari + oirati

MURAGLIA CINESE – verso Pechino, verso le zone di frontiera

Ming divisi in:

- Instabilità sociale e figura dell’impero a un lato

- Stabilità economica data da attività agricola

-catasti: disegni degli appezzamenti Sforzo per il controllare il popolo

-registri a squama di pesce Calcolare imposta fondiaria

-registri gialli (censimento

popolazione)

Crescita economica data da :

- Specializzazione regionale

- Commercio MOBILITÀ SOCIALE

- Aumento circolazione monetaria (argento)

- Attività artigianale (si fanno privati e diventa ereditario)

Ma no mobilità imperiale potere agli eunuchi – hanno il controllo delle officine di produzione dei

beni, sono ricchi di domini e hanno il potere dell’impero.

Inizio crisi fine XVI secolo

L’eunuco Wei Zhongxia – capo fazione eunuchi ( di 100.000 uomini)

Contro eunuchi i funzionari che si ritrovano in Occidente private (Boschetto orientale)

opposizione. Famosa la battaglia di Tumbao guidata

Eunuchi campagne violente contro i funzionari da eunuco Wang Zheng contro Oirati

Instabilità imperiale Disfatta totale

CRISI – l’Impero non riesce più a rispondere agli stimoli della società non riesce più a guidare!

1. Nel commercio: confusione tra ragioni diplomatiche e ragioni economiche prevale il

carattere economico il commercio diviene sempre più privato, ma non vi è ragione di

Stato Ming contro i commercianti Sviluppo, contrabbando e pirateria =

incapacità di gestire il commercio chiusura

2. Ribellioni: artigiani o minatori

Vogliono divenire privati ma estrazione

miniera è dello Stato

3. Oirati – Mongoli

1581 trasferimento sistema fiscale

- Unificare tutte le imposte in un’unica tassa pagata annualmente in argento

- Riconoscimento che ormai l’economia agricola va con l’argento (facilitato e abbondante

grazie al commercio con il Giappone, Portogallo, Spagna)

- Riconoscimento del cambiamento-trasformazione dell’economia

- Riconoscimento della Cina come potenza economica

I contatti con l’Europa e i Gesuiti (Matteo Ricci) a corte Più verso il Sud della Cina

- Legami irreversibili 

- Missionari – gesuiti evangelizzazione nelle terre di nuova scoperta

- Portogallo e Spagna vogliono spezie, porcellane, seta

Commercio controllato

Rivolte Li Zicheng e Zhang Xianzhong

- 1635 attaccano la città natale dell’imperatore distruggendo le tombe degli antenati

- Attaccano e conquistano molti territori fonda impero Dushun (grande prosperità)

- 24 aprile 1644 Pechino conquistata (impero Ming si suicida)

Ma Wu Sangui (Gen. Ming) si allea con mancesi e i due eserciti

(quello di Wu e marciuna) inseguono Li.

DINASTIE E CAPITALI *256 anno in cui la dinastia Zhou

viene deposta

Nome Durata Cap. passato Cap. al giorno d’oggi

Dinastia Xia 2205-1751

Dinastia Shang 1751-1122 Xiao – Yin Zhengzhou – Anyang

Dinastia Zhou 1122-211

Fiume Wei Zhou Occ. 1122-771 Hao Xi’an

* Zhou Orient. 771-221 Luoyi Luoyang

Dinastia Qin 221-206 Chang’an Xi’an

Dinastia Han 206-220

Han Occ. 206-9 Chang’an Xi’an

Wang Mang 9-25 Chang’an Xi’an

Han Orient. 25-220 Luoyi Luoyang

Medioevo 220-589

Periodo 3 regni 220-280 Wu – Wei – Shu Jianye – Luoyang –

Chengdu

Jin Occ. 265-317 Luoyang

Jin Orient. 317-420 Jian Kang Nanchino

Dinastia Nord – Sud 420-589

N: Dinastia 16 regni 304-439 Pingcheng Datong

S: Wei 386-554 Pingcheng Datong

6 dinastie: Wu – Jin – 220-589 JianKang Nanchino

Liu – Song – Qi

Merid. – Liang –

Cheng – Ming

Sui 581-618 Chang’an Xi’an

Tang 618-906 Chang’an Luoyang

10 Stati e 5 Dinastie

Song 906-1276

Song Sett. 906-1127 Bianjing Kaifeng

Song Meri. 1127-1276 Lian’an Hangchou

Yuan 1276-1368 Dadu Pechino

Ming 1368-1644 Nanchino – Pechino


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea triennale in Lingue, culture e società dell’Asia e dell’Africa mediterranea
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.maestrini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Cina 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof De Giorgi Laura.

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