Storia della Cina
Tre augusti e cinque imperatori
Dinastia Xia
Dinastia Shang
Dinastia Zhou occidentale
Periodo delle primavere e degli autunni
Dinastia Zhou orientale
Periodo dei regni combattenti
Dinastia Qin
Dinastia Han occidentale
Dinastia Xin
Dinastia Han orientale
Tre regni
Dinastia Jin occidentale
Dinastia Jin orientale
Sedici regni
Dinastie del Nord e del Sud
Dinastia Sui
Dinastia Tang (interrotta dall'Imperatrice Wu)
Cinque dinastie e dieci regni
Dinastia Liao
Dinastia Song del Nord
Dinastia Song del Sud
Dinastia Xia occidentale
Dinastia Jīn
Dinastia Yuan
Dinastia Ming
Dinastia Qing
Repubblica di Cina
Repubblica popolare cinese (Taiwan)
La Cina arcaica
Il territorio della Cina è abitato fin dall'epoca che viene chiamata Pleistocene (da 3 a 1 milione di anni fa): soprattutto la zona più abitata fu quella dello Yunnan (Sud, vicino Tibet) che può essere considerata una delle zone originarie della specie umana. Scoperta ancora più significativa fu il ritrovamento nel 1965 nel distretto di Yuanmou di due denti incisivi di un ominide maschio adulto della tipologia Homo Erectus e successivamente a manufatti litici, fossili di mammiferi, ecc... Gli studiosi hanno avanzato che l'ominide di Yuanmou sia uno stadio intermedio tra il tipo Australopithecus e Homo Erectus. Esso è comunque la più antica forma umana nell'intero continente asiatico. Numerosi furono i ritrovamenti sia durante il Pleistocene inferiore, sia durante il medio (da 1 milione a 100 mila anni fa) decretando che l'Homo Erectus lantianensis, di cui sono stati ritrovati numerosi reperti, è più primitivo del Sinanthropus Pekinesis (homo di Pechino) che costituisce tutt'ora l'ominide meglio conosciuto e quello che più popolò la Cina durante il Pleistocene: camminava eretto e aveva un linguaggio, sapeva conservare il fuoco.
Nel corso degli scavi condotti negli anni '20 e '30 nel centro di Zhoukoudian (50 km da Pechino) furono rinvenute numerose calotte craniche e frammenti di ossa, denti, avvenuti per lo più in una grotta detta "sala dei piccioni", un deposito di 40m. Il Sinanthropus si ricollega all'Homo Erectus, soprattutto nei tratti della conformazione del cranio (fronte bassa, spessore cranico doppio, dentatura primitiva). Camminava eretto e viveva in piccole comunità, basava il proprio sostentamento su caccia e raccolta di erbe commestibili. (Non si esclude che fosse anche cannibale). Sapeva usare e conservare il fuoco, ma è improbabile che sapesse crearlo.
Numerosi scavi appartenenti al Paleolitico e al Neolitico sono stati portati alla luce soprattutto nella zona del bacino del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro (nei pressi di Shangai). Con la cosiddetta glaciazione di Lushan si fa cominciare in Cina il Pleistocene superiore (100 mila anni fa). Nel periodo si verificarono importanti mutamenti del genere umano: l'Homo Erectus lasciò il posto all'Homo di Neanderthal, testimoniata dal ritrovamento nella seconda metà del ‘900 nelle cittadine di Dali e Maba. Esso presenta caratteristiche di una evoluzione rispetto al Sinanthropus e all'Erectus, anche se si nota ancora la loro somiglianza.
Un grande numero di manufatti è stato scoperto nella valle del fiume Fen e la lavorazione della pietra appare molto accurata: schegge rifinite su entrambi i lati, punte prismatiche. L'Homo sapiens fece la sua prima comparsa in Cina 40 mila anni fa, durante l'ultimo periodo glaciale detto di Dali (la lavorazione subisce un brusco progresso poiché la produzione litica si adegua ai cambiamenti climatici). Importanti sono i ritrovamenti nel Nord della Cina di manufatti microliti (strumenti da taglio, piccole punte) ipotesi dello sviluppo dell'industria litica in Siberia e poi nella Cina del Nord.
Di un'epoca successiva, tra il Pleistocene e gli inizi dell'Olocene, risalgono i ritrovamenti nella Cina del Nord, della Caverna Superiore (a Zhoukoudian) dove sono stati portati alla luce numerosi fossili umani che presentavano caratteristiche morfologiche di tipo mongolo (ciò porta a pensare ad una fase avanzata di differenziazione razziale). Assumono particolare importanza gli ornamenti, a prova di un senso estetico; la presenza di conchiglie marine sembrerebbe indicare lo sviluppo di scambi tra località relativamente lontane. La caverna si compone di due ambienti: la parte inferiore riconduce ad un luogo di sepoltura dove i corpi erano circondati da alcuni ornamenti (forse l'inizio di una celebrazione di riti funebri). Il livello dell'organizzazione sociale era sicuramente più elevato, se già praticava il culto dei morti.
Nella Cina del Sud, la documentazione relativa alla presenza umana nello stesso periodo ha assunto importanza negli ultimi anni. I due crani rinvenuti presentano infatti caratteristiche di differenziazione razziale, pur conservando tratti primitivi del Sinanthropus, con caratteristiche di tipo mongolo.
Le culture neolitiche (11°-10° millennio a.C.)
Una delle tappe più importanti è la cosiddetta rivoluzione "neolitica": le comunità umane cominciarono a crearsi fonti stabili di alimentazione mediante la coltura delle piante e l'allevamento di animali. Lavorazione della pietra, dell'osso e della giada più sofisticata (levigazione), primo progresso tecnologico (ceramica e tessitura) e passaggio dalla caccia all'agricoltura. Esse conobbero una rapida espansione, dando origine a sistemi sempre più complessi di organizzazione e aggregazione. Si pensa che la rivoluzione sia stata un fenomeno graduale sulla base di esperienze e di conoscenze accumulate in milioni di anni di raccolta e di manipolazione. In Cina, è ormai chiarito che le tecniche di coltivazione e di coltivazione non sono state importate ma vi sono sorte spontaneamente. Una serie di scavi fa risalire la fase del neolitico cinese a 8000 anni fa che attestano soprattutto nel bacino del fiume Giallo, il ritrovamento di vasellame lavorato e cotto a basse temperature di colore rosso-bruno con semplici decorazioni, fosse abitative, pietre da macina, ciotole, animali domestici, tutti con una datazione di carbonio risalente a quel periodo. Inoltre è stata rinvenuta una testa di vecchio in argilla, il più antico esempio di scultura fittile finora ritrovato in territorio cinese. Importanti sono per questo i siti di Cishan (Hebei) e Peiligang (Henan). Nella provincia dello Zhejiang sono stati ritrovate tracce riconducibili senza dubbio alla coltivazione del riso, zucche e altri cereali: la popolazione viveva su vere e proprie palafitte, nei pressi di un lago, e producevano anche vasellame di colorazione nera.
A partire dal V millennio il Neolitico cinese è caratterizzato da tre culture principali:
- Yangshao: prende il nome dal suo villaggio situato nel distretto di Mianchi (Henan) in cui lo svedese J. Gunnar Anderson ritrovò negli anni '20, della fine ceramica dipinta. Da allora intorno al bacino del fiume Giallo sono stati scoperti numerosi siti appartenenti a questa cultura, che arrivano fino al fiume Wei (Gansu) fino allo Shandong e allo Shaanxi meridionale. I limiti cronologici vanno dal V al III – II millennio a.C.. L'origine di questa cultura è riconoscibilmente legata alle culture più antiche. Esse coltivavano il miglio, pescavano, allevavano e cacciavano. Sicuramente erano conosciute le tecniche di filatura e tessitura. La ceramica era ancora modellata a mano ma i tipi più caratteristici sono un bacile-pen con decorazioni nere su fondo rosso e una bottiglia-ping a base appuntita con decorazione a "cordicella". Con questa cultura abbiamo le prime decorazioni antropomorfe (come maschere) e forse anche rituali a carattere sciamanico, poiché sono state ritrovate numerose tombe con corredi. Sono state ritrovate abitazioni comuni con fondamenta scavate nella terra: si ritiene che fosse caratterizzata da un sistema sociale di tipo egualitario.
- Dawenkou: prende il nome dal sito nello Shandong. È caratterizzata da una ceramica grigia, marrone, bianca o nera con numerose varietà di tipologie (giare, tripodi, coppe) probabilmente lavorate al tornio. Importante era l'allevamento, poiché alcuni ritrovamenti sono stati fatti nelle tombe. Il grande divario sepolcrale tra le tombe porta a pensare che esistesse una sorta di differenziazione sociale: sono stati ritrovati crani nelle tombe che ricondurrebbero a sacrifici funerari riservati ad un gruppo ristretto, un'élite.
- Qingliangang: presenta numerose somiglianze con quella Dawenkou; la coltivazione del riso costituiva la sua principale attività produttiva.
Nel corso del IV millennio a.C. si andarono creando altre culture che appaiono come il risultato dello sviluppo di altre culture più antiche. Nel III millennio a.C. si formarono nel bacino del Fiume Giallo le culture Longshan (dette anche della montagna del drago) caratterizzata da una ceramica nera con un livello di lavorazione molto elevato con funzioni prettamente rituali. Un'altra innovazione significativa riguarda la stratificazione sociale poiché si è formata definitivamente un'élite alla quale era destinato un vasellame in ceramica nera a fini rituali. Altro elemento sono le mura che circondano alcuni villaggi in terra battuta che sono sintomo di una forma di difesa necessaria verso altre popolazioni. Ciò implica anche un potere militare per la presenza di un "esercito": con la cultura Longshan fanno la comparsa le prime forme metallurgiche (ritrovamento di crogiuoli di rame fuso). Appare evidente che siamo ormai entrati in un'epoca di formazione delle prime organizzazioni statali.
Miti della creazione
Secondo alcune leggende, il mondo nasce da un unico essere che creò animali, piante, uomini, derivanti quindi da un essere primordiale. Gli albori della storia cinese sono legati invece a personaggi mitici: i 3 imperatori e i 5 sovrani (三皇五帝 Sān Huáng Wǔ Dì).
- Secondo una prima fonte sarebbero:
- Il sovrano celeste
- Il sovrano terreste
- Il sovrano degli uomini
- Secondo una seconda fonte:
- Fuxi: che portò agli uomini l'addomesticamento degli animali
- Nüma: che sposò suo fratello Fuxi
- Shennong: che concesse agli uomini l'agricoltura, la medicina e il commercio
I 5 sovrani sono invece:
- Huang Di (imperatore Giallo) che portò la scrittura, il calendario e la ceramica
- Zhuanxu che portò il sistema patriarcale
- Ku
- Yao sono ricordati per la loro bontà e moralità del governo
- Shun alla capacità etica e morale
Discendente di Yao e Shun è Yu (il grande) fondatore della dinastia Xia (colui che seppe regolare il corso delle acque e gestire i fiumi).
Le tre grandi dinastie
Il III e II millennio a.C. è il periodo delle grandi dinastie ereditarie (三代 Sāndài) che si susseguiranno a capo della Cina dal XXII secolo al II sec a.C. La tradizione scritta di queste tre dinastie è intesa come insieme di testi che nella loro attuale redazione risalgono al periodo degli Stati Combattenti (453-221 a.C.) e alla dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.). Alcuni testi furono poi scritti da Sima Qian (145-90 a.C.) che li raccolse nel Shiji (memorie di uno storico). Sull'esistenza della dinastia Xia e Shang si sono avuti dubbi: l'archeologia ha sicuramente dimostrato l'esistenza della dinastia Shang, e anche per la dinastia Xia le tracce sono buone anche se non si è ancora certi. Le dinastie sono contemporanee all'interno di una stessa area culturale (non è uno stato controllato in sequenza da diverse dinastie, ma troviamo poli di potere che diventano egemoni e tra esse vi erano relazioni).
- Xia (夏) dal 2205-1751 (1994 – 1523) a.C.: è la più antica delle dinastie ereditarie. Secondo la tradizione si sono succeduti 17 sovrani (che hanno una certa attendibilità di esistenza). Il fondatore fu Yu il grande regolatore delle acque. Alla sua morte il trono non sarebbe stato trasmesso per colui che egli aveva scelto ma a suo figlio Qi, da questo momento il trono viene ceduto per ereditarietà. Passaggio da una monarchia elettiva a monarchia dinastica. Numerosi sono i siti archeologici ma i più importanti sono quello di Erlitou (二里头) dove sono state rinvenute tombe nella quale si vede la differenza tra i corredi funerari e le abitazione, conchiglie, crogiuoli di metallo fuso, vasi di terracotta, prodotti in bronzo e palazzi reali, manufatti di giada ad altissimo livello; altro sito è quello di Erligang (二里岗) secondo alcuni appartiene all'ultima epoca della dinastia Xia mentre per altri siamo già alla dinastia Shang, della quale potrebbe essere la capitale più antica; la dinastia Xia si estende nel bacino del Fiume Giallo.
- Shang (商) dal 1751 – 1122 (1523- 1027) a.C.: Viene anche chiamata dinastia Yīn (殷) per l'antica capitale Anyang (Yin); la prova di questa dinastia è nella storicità archeologica rinvenuta negli anni '20 e '30. La dinastia si estende nell'area del Nord e Sud del Fiume Giallo. Abbiamo anche documenti originali che ne attestano l'esistenza tra cui ossa oracolari. Sono ossa di animali o gusci di tartaruga trattati e frammentati (probabilmente ottenuti da altre popolazioni). Venivano incise con iscrizioni in lingua cinese arcaica e poi gettate sul fuoco: le incisioni formavano crepe che venivano interpretate come la risposta alla domanda posta. Spesso queste ossa recavano sopradata/luogo/domanda/risposta e alcune volte anche la verifica (se la risposta si era avverata).
- Il sovrano poneva la domanda al grande Shang Di (il supremo imperatore) con il quale egli intercedeva attraverso i suoi antenati. Erano interrogate ogni 2-3 giorni. Spesso venivano trovate dai contadini nel terreno che le utilizzavano per medicamenti. Sima Qian elenca 14 sovrani predinastici (da Xie a Tang) e 30 sovrani dinastici (da Tang a Dixin o Zhòu da non confondere con la dinastia Zhou – primo tono). Xie per primo si sarebbe insediato a Shang che viene collocata nei pressi dell'attuale Shangqiu nello Henan orientale. Successivamente la capitale sarebbe stata spostata parecchie volte. Il re Tang esaltato dalla tradizione scritta, inaugurò il periodo dinastico. Realizzò una serie di conquiste nelle vicinanze e avrebbe abbattuto la dinastia Xia, il cui ultimo sovrano, il re Jie, viene presentato dai testi come tiranno assoluto e crudele. Tra i successori di Tang, coloro i quali la tradizione scritta ci dà più informazioni sono il 19° re Pangeng, che trasferì la capitale a Yin, e il 22° re Wuding, noto per la saggezza. L'ultimo sovrano Dixin si macchiò di crimini orrendi, per i quali i signori sottoposti l'avrebbero abbandonato per rendere omaggio al re Wu della dinastia Zhou. Le rovine di Yin (yinxu 殷墟) si estendono sul fiume Huan e comprendono due sono i siti archeologici principali:
- Xiaotou: sulla riva meridionale del fiume con palazzo reale, ricche tombe, fosse sacrificali, abitazioni, fonderie, e numerose ossa oracolari.
- Xibeigang: sulla riva settentrionale del fiume, consiste in una necropoli con 11 tombe maggiori dette "reali" e oltre un migliaio di tombe minori.
Esse eliminano ogni dubbio sull'autenticità della dinastia Shang: a Yinxu sono presenti numerosi reperti che attestano un'elevata tecnologia del bronzo sviluppata, una scrittura già pervenuta a uno stadio di maturità e un apparato statale complesso. Nel 1950 sulle colline di Erligang (nel Henan) furono trovati reperti appartenuti alla dinastia Shang molto più antichi di quelli rinvenuti a Yinxu: ciò vuol dire che la civiltà abitava ancora queste zone prima di spostare la capitale a Yin. La cultura Shang che si sviluppava nell'attuale provincia di Pechino, conosceva l'uso del rame e del bronzo, vasellame grigio e rosso con una propria tipologia, quella Shang. Il sovrano aveva un potere religioso che non apparteneva solo a lui ma a tutto il lignaggio reale, al clan della sua famiglia. Il potere era un titolo che passava da un ramo all'altro del lignaggio: esso era diviso in 10 rami raccolti in due gruppi, e il potere era dato scalando di una generazione ogni volta.
Il Wang (il re) vive nella città poiché solo così può esercitare il suo "potere": è qui che si trovano il palazzo reale, le tombe e i cosiddetti "uffici" che controlla. Egli infatti viaggia spesso per controllare il suo territorio poiché non può delegare il suo "potere" e in questo modo riusciva a stipulare patti di alleanze o a consolidare rapporti. Non esistono confini o leggi poiché non esiste uno stato con sudditi. Fondare una città era un atto rituale e fondamentale. I matrimoni erano egemoni per poter mantenere la purezza del potere religioso (all'interno del clan). La civiltà era evoluta (del bronzo) con un'organizzazione sociale complessa e si sviluppa con un forte rapporto con l'aldilà. Avevano anche un alto livello militare (arco, frecce, asce, carri cinesi a due ruote trainati da cavalli). Probabilmente essi praticavano sacrifici umani per seguire il sovrano. La produzione in bronzo viene fatta attraverso stampi e vengono prodotti anche dischi in giada che vengono posti sui cadaveri. Nel 1122 a.C. la dinastia è sconfitta dagli Zhou. Ciò è molto particolare poiché numerose ossa oracolari presentavano, soprattutto nel periodo del re Wuding, recavano spesso riferimenti agli Zhou. L'ultimo re Dixin condusse una campagna contro i Ren e per questo si pensa che ne uscissero molto indeboliti e non riuscirono a respingere gli Zhou. In questo periodo si ritiene che gli Shang avessero due capitali, come già detto, una Yin, capitale politica (chiamata zi yi, "questa città") e l'altra Shang o Tian Shang (città celeste Shang), centro religioso in cui si trovavano i sacri templi anche.
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