Storia della Chiesa 2
Prima fase
Riforma gregoriana
Chiese private. Ogni latifondo mirava a ottenere l'autosufficienza e il proprietario spesso costruiva una chiesa o un monastero sottratto alla giurisdizione dei vescovi, al quale però esigeva l'ordinazione di un sottoposto, non sempre specchiato. Anche i monasteri costruivano delle chiese di proprietà sottratte alla giurisdizione dei vescovi. Dal tempo di Carlo Magno venne stabilito che quei beni fossero inalienabili per garantire la chiesa e il culto che in essa si svolgeva.
Chiese urbane. Si organizzarono in collegi di sacerdoti iscritti nell'elenco ufficiale stilato dal vescovo (denominati canonici): formavano dei capitula (leggevano ogni giorno vite dei santi) e si chiamavano collegiate. A capo del capitolo c'era il primicerius; lo scholasticus (questioni liturgiche), il praepositus dirigeva il capitolo coadiuvato da un addetto all'amministrazione. Facevano vita in comune e provvedevano alla cura delle anime. Verso il IX secolo iniziò la disgregazione del patrimonio delle chiese collegiate.
I Vescovi. Potestas ordinis: compievano ordinazioni sacerdotali, amministravano battesimo e cresima, il crisma il giovedì santo, consacravano chiese e altari; supremo maestro, dotato di giurisdizione. Ogni anno doveva intraprendere visite pastorali, organizzare un tribunale diocesano e indire sinodi. Dopo la caduta dei Carolingi le funzioni aumentarono, assumendo ruoli civili con conseguente confusione tra le due sfere.
Papa e gerarchia. La loro posizione non era sotto l'imperatore ma accanto: dopo l'850 solo il papa poteva trasmettere la dignità imperiale. L'autonomia era assicurata dallo Stato della Chiesa (tiara, altre insegne); lo assisteva una cancelleria papale. A partire da Carlo Magno, fondazioni diocesane per iniziativa congiunta con l'imperatore (pallio agli arcivescovi). Il prestigio crebbe dal positivo rapporto instaurato con i più vitali movimenti monastici. La fede non venne messa in discussione anche quando era proposta da prelati personalmente indegni o deboli.
Oriente/Occidente. Le due Chiese avevano un obiettivo diverso: l'Occidentale si trovava all'inizio di uno sviluppo travolgente; quella di Oriente si stava chiudendo a riccio in difesa della propria veneranda tradizione (guardava al passato).
Con Niccolò II venne assicurato per decreto la libertà di elezione del papa, che doveva avvenire per opera di un collegio di cardinali formato da alcuni vescovi, presbiteri e diaconi titolari delle diocesi suburbicarie, delle parrocchie e delle diaconie di Roma. Nel caso di tumulti ci si poteva riunire anche fuori Roma, e l'eletto era legittimo; all'imperatore restava il diritto di conferma dell'eletto, ma l'elezione spettava propriamente solo al clero.
Seguirono vari Sinodi. Da risaltare il movimento della pataria, in Lombardia, ostile al clero simoniaco, che ricevette impulso da un sacerdote della Brianza, Arialdo: nel 1057 obbligarono i sacerdoti a vivere il celibato. Il clero milanese prestò solenne giuramento di abbandonare queste pratiche.
Gregorio VII
Acclamato papa dal popolo prima della riunione dei cardinali: monaco a Cluny, poi priore del monastero di San Paolo fuori le mura; grande prestigio tra i riformatori. Per lui il mondo costituiva una chiesa universale, nella quale erano presenti i poteri dell'impero e del sacerdozio; il secondo era superiore al primo, ma solo affinché il primo divenisse veramente cristiano.
Nel 1074 rinnovò i decreti contro simoniaci e concubinari (che dovevano essere boicottati dai fedeli); rinnovò il decreto contro le investiture da parte dei laici; elezione dei vescovi analoga a quella del papa (all'interno dell'ordine clericale); il sistema di chiese private doveva scomparire; si servì dell'opera di legati. Dictatus papae (1075).
Gregorio VII venne proclamato santo nel 1606. Una delle figure profetiche nella storia della Chiesa; con lui la riforma compì un passo irreversibile.
La lotta per le investiture
La Chiesa tedesca, unita da legami con l'impero, non accolse la riforma gregoriana, ma non giunse allo scisma. Enrico IV mantenne atteggiamento prudente, tollerando la scomunica di cinque dei suoi consiglieri ecclesiastici. Fu ammonito dal Papa quando elesse i Vescovi di Milano, Fermo e Spoleto, poi scomunicato. Da qui nacque la cosiddetta lotta per le investiture.
Concordato di Worms
Settembre 1122: l'elezione dei vescovi doveva avvenire alla presenza dell'imperatore o di un suo delegato; in caso di contestazione, l'imperatore doveva impegnarsi a favorire il candidato più degno, in accordo con il metropolita e con i suffraganei (soluzione di compromesso). Pose fine alla lotta per le investiture, iniziata trent'anni prima.
In base ai termini dell'accordo l'imperatore rinunciava al diritto di investire i vescovi dell'anello e del bastone pastorale, simboli del loro potere spirituale, riconoscendo solo al Pontefice tale funzione, e concedeva che in tutto l'impero l'elezione dei vescovi fosse celebrata secondo i canoni e che la loro consacrazione fosse libera.
Anselmo d'Aosta (1033)
Arcivescovo di Canterbury, si rifaceva a Sant'Agostino. Fides quaerens intellectum: l'uomo non ha altro mezzo per entrare in contatto con Dio che impiegare la ragione di cui è dotato.
Monologion: esistenza di Dio attraverso la considerazione degli enti che formano il cosmo.
Proslogion: tutti posseggono implicita l'idea di Dio, di colui oltre il quale non si può pensare che ci sia un essere più perfetto; non può esistere solo nella mente, perché non sarebbe il più perfetto se non esistesse anche nella realtà fuori di noi.
Le crociate
Nel XI e XII secolo la Chiesa assunse un atteggiamento nuovo nei confronti della guerra; il motivo è da cercare nei movimenti della pace di Dio sorti in Francia e Germania, predicati dai monaci di Cluny per far cessare le guerre private. Sorsero discussioni su se fosse lecito per il Papa guidare una guerra; Anselmo di Lucca ribadì il diritto di guidare una guerra difensiva. L'idea non era solo di cristianizzare la cavalleria e di porre al servizio di un grande ideale, ma porre l'enfasi anche sul pellegrinaggio.
Prima Crociata - Gerusalemme, Urbano II - 1099. Goffredo di Buglione eletto re di Gerusalemme, "difensore del Santo Sepolcro".
Seconda Crociata - Costantinopoli, Luigi VII, 1147.
Terza Crociata - Riccardo I Cuor di Leone re d'Inghilterra, 1189.
Quarta Crociata - Conquista di Costantinopoli, 1203. Permetteva di affrontare molti problemi: riunione delle Chiese, pace tra i regni d'Occidente, recupero del Santo Sepolcro.
Nuovi ordini monastici
Nel XII secolo le nuove fondazioni monastiche furono numerose, non solo per la decadenza delle antiche abbazie, ma per l'entusiasmo verso nuove forme di ascetismo, che si innestavano sulla scia della regola benedettina: nacquero i certosini (ogni monaco viveva da solo in una casetta con orto: anacoreta, ma all'interno di un cenobio con chiesa e altri servizi; i cistercensi, fondati da Roberto in una landa paludosa di Cîteaux: la base economia del monastero era data dalle terre recuperate dalle paludi e poi affittate.
San Bernardo di Chiaravalle. Figura affascinante del XII secolo, scrittore efficace e oratore trascinante. Amava la solitudine e studiava con passione la Scrittura; entrò nel monastero a Cîteaux, accompagnato da una trentina di persone tra cui quattro fratelli e un zio. I monasteri si moltiplicarono; la sua influenza religiosa fu immensa, anche come consigliere di re e papi e fermo difensore dell'ortodossia: la fede o si accetta o si rifiuta; il dogma non è qualcosa che si possa smembrare a piacimento.
È un cristianesimo virile: fu lui a propagandare l'ordine dei Templari, che aveva il compito di difendere la Terra Santa dai ritorni offensivi dei musulmani. Fondati nel 1119 da Ugo de Payns: formato da monaci cavalieri, serventi e cappellani, e presto dotati di cospicue proprietà immobiliari da amministrare con criteri capitalistici per poter finanziare i cavalieri che partivano per l'Oriente. Tale rete permise di accettare versamenti di denaro, garantiti da lettere di credito, da parte di mercanti che preferivano viaggiare senza troppi denari, che poi riscuotevano presso la casa dei Templari dove erano diretti: si configurava così la struttura di base di un sistema bancario che fiorì in modo impressionante.
Concilio Lateranense II (1139)
Si conclude l'epoca gregoriana. Venne riservata particolare attenzione ai problemi della morale famigliare e fu accresciuta l'importanza della tregua Dei per assicurare pace nella società e nella Chiesa: il papa affermò che lacerare l'unità della Chiesa era un peccato contro lo Spirito Santo.
Concilio Lateranense III (1179)
Trecento vescovi dell'Occidente e numerosi abati. Il vescovo di Assisi, Rufino tenne il discorso di apertura; tra i canoni approvati: per l'elezione del papa occorreva la maggioranza di due terzi dei voti degli elettori; ai vescovi venne ordinato di assicurare a ogni chierico un conveniente beneficio; divieto di usura, commercio di armi.
Concilio Lateranense IV (1215)
Voluto per la riunione delle Chiese d'Oriente e d'Occidente. Indetto due anni prima per permettere di redigere un elenco di problemi da dover risolvere. Vi parteciparono 400 vescovi e più di 800 abati e superiori di congregazioni monastiche. Si svolse in tre sessioni; fu un successo, senza proteste o incidenti.
Venne affermata la transustanziazione; respinte le tesi di Gioacchino da Fiore (AT età del Padre, primo millennio età del Figlio e l'epoca dello Spirito Santo --> fine dei tempi). Venne stabilito un principio fondamentale: la conoscenza di Dio che l'uomo può avere è strettamente dipendente dalla ragione analogica, umana. Lotta contro le eresie, istituzione del tribunale delle inquisizioni in ogni diocesi; confessione almeno una volta l'anno e comunione pasquale; proibizione dei matrimoni clandestini (illeciti); divieto esposizione reliquie senza autorizzazione. Insieme al Concilio Tridentino, è fonte dell'attuale Codice di Diritto Canonico.
Concilio di Lione II
1274. Tra i decreti più importanti, quello relativo all'elezione papale: si ordinava la riunione dei cardinali entro dieci giorni dalla morte del papa nel luogo dove era deceduto (conclave), in completo isolamento dall'esterno fino ad elezione avvenuta, con crescenti restrizioni di vitto man mano che passava il tempo e non si giungeva a una decisione.
Innocenzo III (1198-1216)
Santa Romana Repubblica, comprendente tutti i battezzati, posti sotto un regnum sacerdotium temporale subordinato al supremo del vicario di Cristo, come l'anima con il corpo. La Chiesa deve santificare il mondo con la predicazione del Vangelo e l'amministrazione dei sacramenti. Il papa possiede la pienezza dell'autorità.
Lotario dei Conti di Segni, allievo di Pietro Lombardo, studioso di diritto canonico, scrisse De miseria humanae condicionis (assoluto pessimismo circa le possibilità dell'uomo di salvarsi da solo). Eletto a 38 anni, energico, colto. Alcuni problemi urgenti: dare ordine allo Stato della Chiesa (autonomia, indipendenza); affrontare le eresie (càtari); riformare la curia (costumi, simonia): riteneva che gli imperatori e i re ricevessero potere direttamente da Dio.
Riforma della curia: ai tribunali della Santa Sede si poteva ricorrere solo per questioni di grave importanza (appello solo per le vittime); ridurre il tenore di vita dei prelati; norme contro contraffazione delle bolle papali; cultura e decenza per i vescovi e visita ad limina ogni quattro anni; rispetto del celibato e abbigliamento decoroso; santità e indissolubilità del matrimonio. Approvò nuovi ordini religiosi / combatté le eresie, soprattutto quella dei càtari diffuse in Italia (teologia radicale, dissacrante, negatrice, socialmente rivoluzionaria).
Ordini mendicanti
Frati che non vivevano di una dotazione iniziale ma dell'elemosina dei fedeli: francescani, domenicani, carmelitani e serviti. Novità in quanto i monasteri non erano più isolati ma nelle città: predicavano la parola di Dio.
Francescani, approvato da Innocenzo III nel 1215.
Domenicani, fondati da Domenico di Guzmán, approvato da Onorio III nel 1217. Percorse le strade d'Europa a piedi fondando conventi nelle principali città universitarie; a lui si deve la nascita dell'Università di Oxford, Colonia...
Ordine di Nostra Signora del Carmelo, fondato in Palestina e approvato da Gregorio IX nel 1228.
Serviti, riconosciuti nel 1255. Verso la fine del 1200 erano circa 30.000 frati minori e 10.000 frati predicatori, distribuiti in migliaia di conventi nelle città. Funzione sociale rilevanti: hanno fatto da pacieri, e da missionaria; ogni tre anni rinnovavano le loro cariche.
Filosofia scolastica
San Tommaso d'Aquino. Domenicano, ebbe il dono di riassumere le questioni più complicate in modo chiaro.
De ente et essentia: tra l'essenza e l'ente concreto c'è un rapporto come tra potenza e atto; non si deve accettare per fede ciò che si può conoscere mediante il retto impiego della ragione.
Legge eterna e legge naturale. Intelletto agente e anima personale e immortale.
San Bonaventura. Grande sintesi in linea con la più antica tradizione teologica risalente al neoplatonismo cristiano di Sant'Agostino.
Lotta tra Bonifacio VIII e Filippo IV il Bello
Vedi elaborato.
Periodo avignonese
Ben articolata burocrazia curiale, che produceva documenti e incassava tasse (flusso denaro). Si diede inizio a regolari bilanci con entrate e spese ordinarie. I papi avignonesi furono ottimi amministratori; ciò permise alla Chiesa di consolidare un immenso patrimonio che finanziava tutta l'assistenza pubblica. Scandalo era che molti chierici venivano ordinati per poi occuparsi prevalentemente di questioni finanziarie. Tema alla base dei vicendevoli contrasti con il potere temporale, ciascuno si sentiva sfruttato…
Guglielmo da Occam
Nel XIV secolo inizia la decadenza della Scolastica; si era più affascinati dalla conoscenza dei particolari, il soggetto comincia a interrogare se stesso. Tra intelletto e volontà, a differenza di Tommaso, Guglielmo da Ockham (1285, francescano, formatosi a Oxford) assegna il primato alla volontà, arrivando a dire che Dio potrebbe anche volere il male; i comandamenti, ad esempio, sono frutto della volontà divina, e potrebbero anche aversi al contrario, se Dio volesse.
Accentua la libertà e l'onnipotenza di Dio: non comanda il bene, ma è bene ciò che egli comanda… conseguenze disastrose sulla teologia sacramentaria, i cui segni diventano relativi. Non esiste differenza tra atto naturale e soprannaturale: anche con le sole forze naturali l'uomo può amare Dio sopra ogni cosa / sminuisce il valore delle Scritture e della Grazia (Dio dà o toglie a suo piacimento). Rapporti Chiesa/Stato: imperatore e papa hanno potere relativo, limitato alle leggi divine e dalla libertà delle singole persone e dal bene comune; potere è legittimo se approvato interiormente dal popolo. Anche il Papa deve rispettare i precetti divini e il diritto naturale. Autorità del Papa ordinata al servizio dei fedeli; sopra c'è la chiesa universale; l'istanza ultima è la Sacra Scrittura.
Marsilio di Padova
Due teorie: potere spirituale e temporale indipendenti e ordinati uno all'altro (Innocenzo III) / potestas della Chiesa è universale, al di fuori non esiste proprietà o diritto (Bonifacio VIII).
Defensor pacis: a difesa di uno stato nazionale che occupi tutti gli spazi di libertà, compresi quelli propri della Chiesa. La pace è messa in pericolo dalla pretesa del papa di avere la pienezza dei poteri; invece il potere deve essere riunito nelle mani di un unico imperatore - i chierici si devono occupare solo dei mezzi che conducono alla vita eterna (ceto sacerdotale assoggettato al principe).
In caso di contrasti decide il concilio, convocato dal principe, che ne ratifica anche decisioni. Chiesa come semplice funzione dello Stato. Condannato da Giovanni XXII per cinque proposizioni: 1) Cristo morendo ha dichiarato la sua sottomissione al potere temporale; 2) Pietro non ha autorità superiore agli altri; 3) imperatore può destituire il Papa; 4) tutti i chierici hanno pari grado; 5) chierici non hanno potere coercitivo se non lo ricevono dallo Stato.
Il grande scisma
Gregorio XI nel 1377 aveva riportato la sede pontificia a Roma, ma l'anno dopo morì. C'erano ancora dei cardinali che erano rimasti ad Avignone, e altri non si erano adattati all'ambiente romano; come spesso accadeva prima di ogni conclave, si verificarono vari tumulti di facinorosi, principalmente perché volevano un Papa italiano. Venne eletto Urbano VI, duro nei confronti del re di Napoli, ebbe un alto senso del suo ruolo. I cardinali francesi ribadirono l'invalidità dell'elezione ed elessero Clemente VII, che cercò di conquistare Roma ma fu sconfitto e ritornò ad Avignone. I cardinali romani elessero Bonifacio IX, che si impose all'interno dello Stato della Chiesa e a Roma; i cardinali avignonesi elessero Benedetto XIII, disposto a dimettersi se si fosse risanato lo scisma. A Roma si succedettero inoltre Innocenzo VII e quindi Gregorio XII.
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