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Storia dell'Europa - la Comunità Europea Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'Europa per l'esame del professor Benigno sulla Comunità europea. Gli argomenti trattati sono i seguenti: gli avvenimenti storici che hanno portato alla nascita della comunità Europea e la sua evoluzione fino ai giorni nostri.

Esame di Storia dell'Europa docente Prof. F. Benigno

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Welfare state: insieme di interventi e di istituzioni pubbliche adottate in Europa e negli USA dal

1930 circa per assicurare ai cittadini assistenza sanitaria, occupazione, istruzione di base, alloggio.

Il welfare (diffusione maggiore negli anni ’60-’70) è oggi in crisi a causa dei crescenti costi a carico

dello stato  

Crescita del ruolo delle donne innovazioni industria alimentare diffusione degli

elettrodomestici declino della famiglia modello

La famiglia europea, il suo modello, è stato forgiato dal cristianesimo, ma con il processo di

secolarizzazione si è assistito ad una laicizzazione della vita familiare con la sua fuoriuscita dal

controllo ecclesiastico

Secolarizzazione tra ‘700 e ‘800 indicava l’assunzione da parte dello stato di beni e funzioni

(istruzione e assistenza pubblica) detenuti dalla chiesa cattolica. Nel XX sec indica la liberazione

della società e della cultura dai dettami e condizionamenti della religione

Oggi le famiglie, sebbene in condizioni diverse, somigliano a quelle della classe operaia inglese

della prima metà dell’ ‘800: ognuno conta sulle proprie capacità e sul proprio lavoro e le unioni

matrimoniali si fanno e si disfano

Capitolo 3: stato, nazione, territorio

Oggi lo stato nazionale, identificato con un unico popolo, con una data lingua, con certe tradizioni,

con un preciso territorio è in crisi. Persone di razze e costumi diversi provenienti da altri paesi

bussano alle porte degli stati nazionali

Nazione comunità ben identificata, culturalmente e linguisticamente omogenea

Patria territorio delimitato da precisi confini entro i quali si realizza la comunanza linguistica,

ideologica ecc

Stato organizzazione politica che monopolizza forza militare e produzione di leggi di un dato

territorio

Si affermano spinte a difendere o creare piccole patrie nazionali, che nascono a seguito degli

aggregati statali più vasti:

- disgregazione della Jugoslavia

- divisione della Cecoslovacchia

- disgregazione dell’URSS

La Gran Bretagna ha riconosciuto alla Scozia un proprio parlamento e in Italia, nella parte

settentrionale del paese, ci sono richieste di ampliamento dei poteri delle autonomie regionali. Tutto

ciò avviene mentre va sviluppandosi un processo di integrazione fra gli stati europei (unione

europea)

Lo stato nazionale è dunque attaccato da due fronti:

- dal basso (le richieste di maggiore autonomia da parte delle regioni)

- dall’alto (la nascita dell’unione europea)

Lo stato nazionale per molto tempo, attraverso l’istruzione pubblica, il servizio militare, le feste

civili, i monumenti, ha avuto il compito di insegnare ai cittadini a essere buoni membri di una

comunità nazionale: il cittadino, che si identifica con la sua patria, per essa è disposto a dare il

meglio di sé e se è necessario a combattere e morire. Oggi invece, grazie ad un periodo di relativa

pace, l’identificazione degli individui con lo stato nazionale si fa meno intensa, mentre va

rafforzandosi il radicamento locale ed il riconoscimento ad una più ampia identità europea

I romani e gli altri

Le moderne nazioni europee trovano le loro lontane radici nella dissoluzione in Europa occidentale

dell’impero romano alla fine del V sec e la nascita dei regni romano-barbarici originati

dall’incontro tra cultura romana e barbari

Romani avevano una concezione spaziale e territoriale del potere. Lo spazio organizzato in

province rette da governatori era poi soggetto a suddivisioni valide ai fini del prelievo fiscale

(municipi, istituzioni cittadine). I romani riscuotevano tasse ed esigevano obbedienza ma tendevano

a rispettare i costumi delle popolazioni soggette

Barbari avevano una concezione del potere basata su legami personali di fedeltà: i capi

esercitavano il proprio potere su individui, famiglie, tribù, senza che ciò comportasse il dominio di

un dato territorio. Alcune di queste popolazioni avevano trovato un insediamento stabile all’interno

del territorio controllato da Roma, mettendo la loro abilità guerriera al servizio dell’esercito

romano, favorendo un assimilazione di gruppi barbarici nel sistema imperiale. Negli ultimi secoli

dell’impero, al tradizionale modello della confederazione (vivevano in posizione subordinata) si

affianca quello della hospitalitas (obbligo di prestare servizio militare con il diritto di acquisire 1/3

delle terre dell’arca)

Regni romano-barbarici

Le caratteristiche della storia europea successiva nascono da questo scambio tra romanità e universo

barbaro. La stessa forma istituzionale, il regno, è effetto della sovrapposizione di diverse culture. I

romani con l’espressione rex indicavano i capi delle varie tribù barbare ai quali erano stati attribuiti

alti gradi di comando delle armate romane. Dopo la caduta dell’impero, i capi più potenti tesero ad

ereditare i poteri tipici degli imperatori romani: pian piano l’esercizio dell’attività politica si rivestì

di ruoli sacri, la sovranità assunse una veste semi-divina, modificando una concezione che in

origine riconosceva nel capo un condottiero militare. Le tecniche di combattimento,

l’organizzazione della vita sociale del sistema imperiale romano, si fondono con le tradizioni

guerriere culturali delle popolazioni barbariche: l’esempio è il regno Franco, il più potente dei

regni romano-barbarici realizzato soto la dinastia carolingia (775-825).

Al momento della sua dissoluzione, l’impero romano è un impero cristiano e quindi l’imperatore è

il rappresentante di Dio in terra, difensore della fede. Il processo di cristianizzazione delle

popolazioni barbariche è un importante fattore di commistione culturale. I regni (formazioni statali

organizzate per il controllo di un territorio guidati da una classe dirigente coesa ed un capo

chiamato re) si affermano in Europa come una nuova realtà emersa dal declino romano, anche se la

forma politica dell’impero non scompare dalla scena. L’imperatore Teodosio aveva diviso l’impero

in occidentale e orientale da destinare ai due figli Onorio e Arcadio. La capitale della parte

orientale, Costantinopoli, divenne il centro dell’impero bizantino (che dura fino alla caduta per

mano turca del 1453). Nella parte occidentale, invece, la chiesa per affermare la propria egemonia

chiedeva sostegno alla monarchia: Carlo Magno fu incoronato imperatore dal papa (natale 800)

sancendo una sorta di legame tra chiesa e impero: sacro romano impero che nell’843 si sfaldò

dando vita a 3 regni: regno di Francia, regno di Germania, regno d’Italia

A seguito della dinastia carolingia, l’istituzione imperiale viene restaurata da Ottone I di Sassonia,

re gi Germania e Italia, fino ad identificarsi col solo regno di Germania. Con l’imperatore Carlo IV

di Lussemburgo viene istituita la bolla d’oro che affida l’elezione degli imperatori a sette grandi

eletti (quattro principi e tre arcivescovi) rendendo difficile la continuità dinastica

Stati monarchici l’Europa della prima età moderna costituisce un universo variegato di

formazioni politiche diverse. In particolare, in Francia e Inghilterra (attraverso la guerra dei 100

anni) si definiscono gli stati monarchici: regni territorialmente definiti nei quali un gruppo etnico

maggioritario esprimeva una classe dirigente che operava in base a specifiche leggi e consuetudini

che definiscono e limitano il potere sovrano e la successione al trono

Inoltre molte città, in nord Europa e Italia, mantenevano una propria autonomia, governandosi

spesso in forma repubblicana

Città-stato centro urbano retto da un governo autonomo sia sul piano interno che esterno

Signoria forma di governo basata sul potere personale di un individuo che poteva dar luogo ad

una dinastia e impadronirsi del controllo di più centri urbani. Affermatasi nell’Italia centro-

settentrionale del XIII sec a seguito delle violente lotte all’interno dei comuni tra fazioni rivali

Stati imperiali formazioni statali composite che aggregano realtà molto diverse tra loro,

estendono il proprio dominio su territori difformi e su popolazioni di diverse lingue, costumi,

religioni 

Regni compositi effetto dell’azione del principio dinastico (potevano essere anche territori non

contigui)

Intorno alla metà del ‘700 si va definendo il concetto di nazione:

- rivoluzioni inglesi (1640-49 e 1688-89)

- rivoluzione americana (1776-87)

- rivoluzione francese (1789)

Risorgimenti ottocenteschi e unificazioni nazionali: due popoli (Italia e Germania) ben identificati

culturalmente, ma ai quali non corrisponde un organizzazione statale unitaria. Due soluzioni

possibili per i paesi di lingua tedesca:

- piccolo tedesca (vuole aggregare al regno di Prussia un piccolo gruppo di formazioni statali

a dominante cultura tedesca, questa soluzione avrà poi la meglio)

- grande tedesca (coinvolgimento dell’impero asburgico)

In Italia il dibattito ruota:

- inclusione o meno dello stato della chiesa

- configurazione repubblicana o monarchica che il nuovo stato dovrà assumere

Nazionalizzazione delle masse:

- romanticismo (nazioni come organismi viventi che comprendono un popolo che si identifica

in un passato glorioso, in una comune esperienza spirituale e culturale. Nazione come

sinonimo di tradizione e conservazione)

- sentimento nazionalista (per raggiungere l’autodeterminazione e per la retorica della nazione

civilizzatrice sulle popolazioni considerate inferiori)

- razzismo e xenofobia (mito della purezza etnica)

Capitolo 4. il sacro e la religione

Sacro in ogni cultura umana vi sono alcuni luoghi ma anche persone che sono definiti sacri, cioè

dedicati alla divinità e al culto, separati dalla comunità e in gradi di collegare il mondo materiale

all’altro mondo. Il sacro è in qualche modo legato alla magia, che è la credenza di poter sfruttare a

proprio vantaggio l’universo delle forze ultraterrene. Il sacro è in grado di spiegar la realtà della

vita, fornire un senso a ciò che sembra non averne. L’insieme di credenze, riti, istituzioni e uomini

che interpretano e organizzano il sacro si chiama religione (organizzazione sociale del sacro). La

religione circoscrive l’arco del sacro distinguendo lo spazio sacro dallo spazio profano, divide le

persone sacre (sacerdoti) e le persone comuni (laici), divide il tempo sacro (preghiera) e il tempo

ordinario (lavoro). Attraverso i riti, la religione organizza l’accesso controllato della popolazione al

sacro 

Religioni monoteistiche adorano una sola divinità. Esiste un insieme di verità considerate

indiscutibili (dogmi) per questo in ogni religione monoteista è essenziale un libro sacro che

contiene l’essenza della verità

Ebraismo antico testamento

Cristianesimo bibbia

Islamismo corano

Dal momento che la sfera del sacro è l’origine della legittimità dell’agire, si capisce il motivo per

cui l’autorità politica abbia sempre tratto vantaggio nel rivestire un ruolo sacrale; ha significato

conferire al potere politico indiscutibilità

Per circa tre secoli dopo la morte di Cristo, il cristianesimo, sebbene fosse diffuso in tutto il bacino

del Mediterraneo, era una religione minoritaria, tra le tante che convivevano nell’impero romano.

Molto attivi nel proselitismo (ricerca di nuovi segnali attraverso la predicazione della parola di Dio)

i cristiani si organizzavano in comunità locali che spesso venivano perseguitate dalle autorità

romane per il loro eccessivo attivismo. Le comunità cristiane originarie presentano delle differenze

relative alla natura di Dio, al suo messaggio alla liturgia (insieme di riti e cerimonie pubbliche

attraverso cui si esprime la devozione dei fedeli)

- nel IV sec il cristianesimo diviene religione ufficiale dell’impero romano

- editto di Milano: promulgato da Costantino nel 313, i cristiani godono di libertà di culto,

mentre dagli anni ’40 vengono limitate le religioni non cristiane

- editto di Tessalonica: promulgato da Teodosio nel 380, dichiara il cristianesimo religione di

stato

Diffondendosi in tutto il Mediterraneo, il cristianesimo entra in contatto con culture diverse: i

pagani (da pagus-villaggio, le aree rurali resistettero di più alla cristianizzazione) che adoravano gli

idoli. Da qui nascono visioni diverse del cristianesimo, discussioni di carattere dottrinario

- polemiche cristologiche: diverse posizioni sulla duplice natura di Cristo (umana e divina).

La diffusione dell’arianesimo (che negava la natura divina di Cristo) induce Costantino a

convocare il primo concilio: il concilio di Nicea del 325 condanna l’arianesimo come eresia

e formula il dogma della trinità

Avvalendosi del prestigio della città di Roma, la sede episcopale romana assume il ruolo-guida con

il concilio di Calcedonia

- 455: l’imperatore Valentiniano concede al vescovo di Roma la supremazia giuridica sulle

Chiese dell’impero occidentale. Il vescovo di Roma viene chiamato papa

La spinta evangelizzatrice cristiana è dovuta all’attività dei monaci (ecclesiastici che vivono in

comunità nei monasteri dai quali i monaci si muovono per predicare in terre non ancora raggiunte

dal messaggio cristiano)

Nel regno Franco, nel IX sec, viene dichiarata valida un'unica regola, quella benedettina di san

Benedetto da Norcia per organizzare la vita nel monastero di Monteccasino

Il clero (insieme delle donne e degli uomini di chiesa) assume pian piano una funzione di controllo

sulla correttezza dei laici ai precetti cristiani

Clero secolare composto da sacerdoti e guidato da vescovi

Clero regolare composto da membri degli ordini religiosi e monastici e guidato da superiori e

abati

La motivazione del celibato e nubilato imposto ai sacerdoti e alle monache vuole garantire il totale

impegno nel servizio religioso

Nella religione cristiana si sviluppa una pluralità di culti rivolti a martiri e santi (le cui vite sono

raccontate nelle agiografie). I santi sono ritenuti in gradi, sia da vivi che da morti, di operare

miracoli. Si diffonde così il culto delle reliquie alle quali sono attribuite facoltà taumaturgiche, le

chiese o basiliche si riempiono di oggetti di culto. Si diffonde anche l’abitudine di andare in

pellegrinaggio sulle tombe dei santi venerati

Primato di Roma alla supremazia del vescovo di Roma sfuggono le comunità cristiane dell’area

dominata dall’impero bizantino, in cui si va affermando l’autorità del vescovo (patriarca) di

Costantinopoli. I teologi bizantini avevano ideato la teoria della pentarchia (superiorità paritaria di

cinque sedi episcopali: Roma, Costantinopoli, Antiochia, Alessandria, Gerusalemme). Le dispute

teologiche dipendevano dal diverso rapporto che le comunità occidentali guidate da Roma e quelle

orientali guidate da Costantinopoli avevano stabilito con l’autorità politica:

- il potere papale romano tenta l’autonomia dei poteri politici ed a costituirsi uno stato

autonomo della chiesa

- a Bisanzio l’imperatore continua ad interferire nella vita della chiesa

L’autorità imperiale è interessata alla definizione dell’ortodossia (conformità al sistema di dottrine

e ai dogmi affermati dall’autorità dei concili dei vescovi) quindi un insieme di dogmi da porre al di

sopra di ogni dibattito. Il potere imperiale nell’VIII sec aveva istituito l’iconoclastia che impediva il

culto delle immagini sacre, mentre in occidente il papa negò l’adesione all’iconoclastia. Nel 1054

papa Leone IX e il patriarca Michele Cerulario si inflissero a vicenda la scomunica (escludere un

religioso o un laico dai sacramenti e dalla vita della chiesa in ogni suo aspetto). Nascono due

distinte chiese:

- chiesa romana (cattolica)

- chiesa d’oriente (ortodossa)

Il papa Niccolò II emana un decreto in cui vengono fissate le procedure per l’elezione del papa

(eletto dai cardinali), si stabilisce il ruolo dirigente della burocrazia papale romana (curia). Nel

1075 il papa Gregorio VIII emana il dictatus papae che fissa le linee di una chiesa monarchica:

figura del papa-re (può prendere qualsiasi decisione, scomunicare, consacrare qualunque sovrano o

imperatore e non può mai essere accusato di eresia)

Iniziano le numerose crociate per riconquistare la Terrasanta, la Palestina, caduta in mano

musulmana, la reconquista della Spagna araba e la cristianizzazione forzata dell’area baltica

occupata dai pagani. Si inaugura anche un conflitto papato-impero:

- professandosi entrambi voluti da Dio per il bene dell’umanità, si contendevano l’eredità

dell’impero romano

- lotta per le investiture: l’imperatore vuole attribuirsi in Italia e Germania il diritto

all’investitura dei poteri spirituali a vescovi e abati titolari di feudi e poteri civili

- controllo politico di ricche regioni italiane

- divisione in Italia di due partiti contrapposti (guelfi, filo papali e ghibellini, filo imperiali)

- istituzione dello stato della chiesa con il pontificato di Innocenzo III (1198)

Come reazione ad una chiesa divenuta ricca e potente ma anche corrotta, nascono nuovi movimenti

ispirati ad un forte rigorismo evangelico

- patari: seconda metà dell’XI sec, il movimento nasce a Milano, sono ostili alla corruzione

della chiesa

- catari: dal 1140, nasce in Italia settentrionale e Provenza, vogliono costruire una vera e

propria chiesa alternativa

- valdesi: leggevano autonomamente la bibbia predicando la superiorità del vangelo alle leggi

ecclesiastiche

- ordine francescano: fondato da Francesco d’Assisi

Per controllare e reprimere le eresie, nel XIII sec viene istituito il tribunale dell’inquisizione. Nel

1300 (dichiarato anno santo) Bonifacio VIII dichiara il primo giubileo, tutti coloro che si fossero

recati in pellegrinaggio a Roma avrebbero ottenuto la remissione o la diminuzione delle pene

 

Fine XV sec movimenti di rinnovamento Erasmo da Rotterdam: critica della società e della

chiesa del suo tempo, si diffondono idee che offrono una visione della natura umana meno

condizionata dalla tradizione teologica (umanesimo)

Lutero il suo punto di partenza è tornare al vangelo, alla parola di Dio, afferma la validità della

sola bibbia, depurata da tutte le stratificazioni interpretative accumulate nei secoli. Lutero giunge

alla conclusione che nel vangelo non vi è alcun riferimento alla chiesa come istituzione organizzata.

Solo la fede salva, dipende solo ed esclusivamente dalla grazia divina (il culto dei santi e delle

reliquie è superstizione, i peccati non si possono commettere, le pene non si possono scontare, la

vendita delle indulgenze è una truffa)

Riforma:

- abolizione dei sacramenti (esclusi il battesimo e l’eucarestia)

- disconoscimento dell’autorità del papa (in quanto autorità umana)

- sacerdozio universale (ogni fedele con il battesimo diventa ecclesiastico)

- abolizione tra chierici e laici (tutti possono sposarsi o interpretare la bibbia)

Lutero viene per questo scomunicato e i suoi seguaci a causa delle loro proteste vengono chiamati

protestanti. Ricordiamo anche Calvino

Il concilio di Trento (1545-1563) provvede alla precisazione delle tradizionali posizioni della

chiesa: distinzione tra laici e credenti, chiesa come autentica interprete delle sacre scritture,

confermati i sacramenti. Le diocesi vengono articolate in parrocchie affidate ai parroci

(catechismo)

In Francia si assiste ad un instabile equilibrio tra la maggioranza cattolica e la minoranza ugonotta

(calvinisti francesi). Per impedire la penetrazione protestante viene messa in atto una forte strategia

repressiva

In Inghilterra inizia ad affermarsi l’idea di tolleranza propugnata da Locke, si inizia a diffondere

anche una necessaria distinzione tra sfera religiosa e sfera politica. Il sovrano inglese Guglielmo III

emana l’atto di tolleranza (garantiva libertà di culto alle sette protestanti che non aderivano alla

chiesa anglicana, anche se ai cattolici veniva proibito il culto)

L’illuminismo estende la sua critica razionalista a tutti gli spetti della vita sociale compreso quella

religiosa; evidenzia il carattere strumentale della religione da parte del potere monarchico

Con la rivoluzione francese si istituisce la costituzione civile del clero del 1790:

- i membri del clero sono stipendiati dallo stato e vengono eletti dai cittadini

- gli ecclesiastici sono tenuti a giurare fedeltà al nuovo regime costituzionale

Ciò costringe circa la metà dei membri del clero ad emigrare. I preti allora incitano le masse

popolari alla contro-rivoluzione; la prima insurrezione si avrà in Vandea (1793) ma anche in Spagna

e nel regno di Napoli. La rivoluzione francese tenta di operare un processo di scristianizzazione

della società (culto della dea ragione e dei martiri rivoluzionari)

Il XIX sec vede riproporsi una guerra di religione tra il pensiero liberale favorevole ad una laicità

dello stato e una libertà religiosa, basato sulla costituzione, e il pensiero cattolico-reazionario

sostenitore di una monarchia di diritto divino

Restaurazione tra il 1815 e il 1830, si cerca di cancellare i risultato della rivoluzione francese

ripristinando l’assetto politico prima del 1789, l’alleanza tra trono e altare si fa stretta

Liberalismo indirizzo di pensiero politico maturato tra ‘700-‘800 incentrato sulla valorizzazione

delle libertà individuali (pensiero, parola, stampa ecc) e sui sistemi politici caratterizzati da

organismi rappresentativi eletti dai cittadini


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Europa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Benigno Francesco.

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