Capitolo 1: la vita e la morte
La morte, nella società attuale, è un avvenimento intimo, individuale, confinato perlopiù nella sfera
familiare; nella vita di ciascuno, la scomparsa di un familiare è un fatto sconvolgente ed
eccezionale. Ovviamente, non è sempre stato così
Saldo naturale della popolazione: differenza tra il numero dei nati e il numero dei morti
Tasso di mortalità: numero dei decessi nel giro di un anno sul totale della popolazione. Se il numero
è elevato si verifica una crisi demografica. A partire dall’ ‘800 ma soprattutto dal ‘900 si p
verificata un immensa crescita demografica
Tra il 1300-1400 la popolazione cala bruscamente a causa della grande peste (provocata da un
bacillo che si trasmette all’uomo attraverso le pulci dei ratti e dei topi; era già stata presente tra il
541-544 ai tempi dell’imperatore bizantino Giustiniano). Nel 1347 la peste fu portata da alcune navi
genovesi (che provenivano dal Mar Nero, dove infuriava l’epidemia) che sbarcarono a Messina. La
peste si ripresenta nel ‘600 accompagnata dalla guerra dei 30 anni che è la prima guerra su scala
europea. Dal 1750 la crescita demografica non conosce più pause
Le grandi tragedie come guerre ed epidemie richiamano la dimensione collettiva della morte
Tasso di natalità: numero di nascite nell’arco di un anno sul totale della popolazione
Tasso di nuzialità: numero dei matrimoni nell’arco di un anno rispetto al totale della popolazione
Aspettativa di vita: numero di anni di vita probabile di una persona in base alla media della
generazione cui appartiene
La crescita della popolazione dipende anche dalla “fecondità” di una donna che può essere
condizionata da una serie di fattori naturali-culturali-sociali. In ambiente europeo la maturità
sessuale e procreativa è legata al matrimonio. Più tardivo è l’inizio della procreazione minore è il
numero dei figli che si può mettere al mondo. Nel passato, una percentuale significativa della
popolazione femminile non si sposava (religione o suore)
Europa medievale e prima età moderna alta pressione demografica (elevati tassi di mortalità,
aspettativa di vita molto bassa, alta mortalità infantile)
Ultimo decennio XX sec bassa pressione demografica (diminuzione del tasso di natalità: fine
delle ondate epidemiche, miglioramento delle tecniche igienico-sanitarie, calo drastico della
natalità, allungamento della vita media)
Nella Francia del ‘700 si diffondono le prime tecniche contraccetive
Mentre dal XII al XVIII sec esistevano persone abili o inabili al lavoro, dal ‘700-‘800 sono state
inventate infanzia e gioventù. Solo nel ‘900 si è determinata una fase post-lavorativa, ovvero gli
anziani
Per quanto riguarda le nascite, tradizionalmente avvenivano in casa con l’assistenza delle
mammane, la nascita in casa coinvolgeva tutta la comunità familiare (mortalità da parto per scarso
livello di igiene). Oggi si assiste ad una delocalizzazione delle nascite, che avviene negli ospedali e
quindi il parto, la nascita riguarda prevalentemente i due genitori
Luoghi della morte: in Europa il costume più diffuso è quello della inumazione, ovvero della
sepoltura. Accanto alle città dei vivi ci sono le città dei morti, i cimiteri. Nell’antichità i defunti si
seppellivano ai margini dei centri abitati o nelle loro proprietà rurali. Con l’avvento del
cristianesimo si iniziano a seppellire i morti nei luoghi sacri, nelle chiese, vicino le reliquie dei
santi. In Inghilterra, tra ‘500-‘600 si iniziano a seppellire i defunti nel giardino adiacente alla chiesa
(churchyard). Questo cambiamento avviene anche grazie alla riforma protestante che abolisce il
culto dei santi. Tra il XVIII e il XIX sec nasce in tutta Europa il cimitero moderno, anche per
ragioni di carattere igienico-sanitario (miasmi dei cadaveri) e per il sovraffollamento delle chiese. A
partire dal ‘700 il cimitero di riempie di monumenti commemorativi che simboleggiavano i
momenti più significativi della vita del defunto. Nell’ ‘800 con il romanticismo i cimitero sarà il
luogo di esaltazione dei valori civici (Foscolo, Dei Sepolcri). Anche i cimiteri hanno i loro quartieri
bassi e quartieri alti in base alle differenze economiche e sociali. Oggi sono anche luoghi di
pellegrinaggio
Buona morte e bella morte: il cristianesimo offre il modelli della buona morte che indica la fine
della vita terrena e l’inizio di una nuova vita. Con l’avvento dell’umanesimo (XV sec) e ancor più
dell’illuminismo (XVIII sec) la morte perde il suo significato puramente religioso e diventa
qualcosa di più naturale. Nasce anche l’esigenza di agire per migliorare la vita terrena, senza
attendere passivamente la morte e la nuova vita. La cultura romantica offre invece il modello della
bella morte per amore, per sentimento patriottico
La morte tende oggi a non essere più un aspetto socialmente condiviso ma a divenire un dramma
individuale (spettacolarizzazione della morte attraverso i media). La morte quindi si fa estranea e
viene rimossa Capitolo 2: famiglia, parentela, gruppi sociali
La famiglia odierna sembra aver perso la sua tradizionale centralità nella vita sociale degli europei.
Oggi consistenti quote di popolazione vivono la condizione di single, mentre gli anziani vengono
spesso ricoverati nelle case di riposo. Sempre più alto è il numero dei divorzi e delle famiglie
monoparentali (figli che vivono con uno dei due genitori). Il numero dei componenti del nucleo
familiare è da 20 anni in calo. Il pasto del mezzogiorni tende a scomparire e le cene sono dominate
dalla presenza invadente della TV. Il lavoro femminile costringe la vita familiare a tempi e ritmi
diversi. La vita affettiva non è più circoscritta al solo ambito familiare. Anche il matrimonio è
cambiato: molti, prima di sposarsi, scelgono la convivenza (si ritarda il matrimonio); è stata
superata la consuetudine della dote nuziale, la scelta del partner è un affare personale. A questa
famiglia contemporanea, incerta ed in parte frantumata, si oppone la famiglia modello (coppia
indissolubile con figli che mantiene al suo interno il monopolio affettivo e le principali funzioni di
formazione primaria e selezione dei consumi)
Per famiglia si intende un gruppo di persone coresidenti che vivono cioè sotto lo stesso tetto. In
Europa, la struttura familiare di base è quella della famiglia semplice (una coppia con o senza figli);
quando la famiglia semplice si estende abbiamo la famiglia allargata (può accogliere la
generazione precedente o quella futura)
Nella storia europea prevale la famiglia semplice. Ci sono però zone in cui è costume che la nuova
coppia si sistemi nella casa del padre dello sposo (orientamento patrilocale). Più rari i casi in cui gli
sposi risiedono nella casa della madre della sposa (orientamento matrilocale). L’orientamento
patrilocale aveva lo scopo di assicurare la continuità del patrimonio di famiglia.
Famiglia ceppo tipo di famiglia incentrato sulla preservazione dei beni lungo una linea di
discendenza maschile
In generale le famiglie possidenti tendevano a formare gruppi di coresidenza complessi, mentre le
persone senza beni vivevano in nuclei semplici
Possono far parte di un gruppo familiare anche soggetti privi di legami di parentela (nel medioevo il
termine familiare indicava anche il domestico). Sono esistite nel passato, e esistono tutt’ora nel
presente, popolazioni nomadi che per cultura e tradizione fissano la propria residenza in un luogo
indeterminato.
Zingari originari dell’India nord-occidentale, approdarono nell’Europa occidentale nel XV sec
(sempre sospettati di furti e truffe, perseguitati dai nazisti)
Mentre il altri continenti, come Asia e Africa, le coppie vengono formate in base a consuetudini
piuttosto rigide, in Europa, grazie all’avvento del cristianesimo, il matrimonio non è mai stato
regolato in maniera prestabilita. La differenza dipende dalla devoluzione (trasmissione ereditaria dei
beni): in Africa è agnatica (linea di discendenza maschile), in Europa è cognatica (linea di
discendenza della famiglia acquisita col matrimonio)
Rete parentale sistema di elaborazione della parentela, di sangue o acquisita, caratterizzato da
legami di solidarietà economica e assistenza reciproca
Geus (Roma antica) consisteva in un gruppo familiare i cui capofamiglia ed i figli si
consideravano discendenti da un comune antenato del quale prendevano il nome
Nel 543 l’imperatore bizantino Giustiniano cancellerà la differenza tra agnati e cognati, da quel
momento la parentela creata dall’avere lo stesso sangue includerà anche i parenti della moglie
A fianco a sistemi che prevedevano la dimensione egualitaria dell’eredità tra tutti gli eredi, vi erano
anche le pratiche tese a privilegiare un erede maschio al fine di mantenere integra le proprietà di
famiglia. Le femmine possono ereditare solo in assenza di fratelli, ma a loro è comunque riservata
la dote nuziale. Presso la nobiltà feudale c’era il:
- maggio rascato (ereditava il figlio maschio più grande)
- fede commesso (pratica testamentaria, i beni erano vincolati ad un solo erede obbligandolo,
pensa l’annullamento del testamento, a fare lo stesso per la propria successione)
I figli maschi non titolari di diritti ereditari (cadetti) potevano intraprendere la carriera militare o
ecclesiastica. Nelle famiglie nobili, le successioni ereditarie erano regolate dai notai, mentre la
gente più povera si regolava secondo le consuetudini locali
Attraverso il matrimonio si scambiano beni tra gruppi familiari diversi, si conferisce la condizione
di eredi e la certezza della paternità. Con la cristianizzazione dell’Europa, i principali obblighi
matrimoniali sono:
- monogamia eterosessuale
- matrimonio distanziato (condannato l’incesto)
- condanna del divorzio
- libera volontà dei contraenti (no matrimoni combinati)
A questa rivoluzione cristiana della vita familiare non mancano delle resistenze: limite di manovra
delle famiglie, impossibilità di ripudiare una moglie sterile, impossibilità di sposare parenti limitava
il numero possibile di partner
Sacramento: sono degli atti ritualmente stabili attraverso i quali la Chiesa rende i fedeli partecipi di
una vita soprannaturale e divina
La chiesa farà del matrimonio un sacramento. Nel IX sec il matrimonio era un contratto tra le parti
e la religione non c’entrava. La figura essenziale era quella del padre che benediva l’unione. A
partire dall’ XI sec si assiste alla sacralizzazione del matrimonio.
Sacralizzazione: processo attraverso il quale un luogo, un oggetto, un istituzione vengono associati
alla sfera del sacro assumendo un carattere di inviolabilità
Un momento di svolta verrà segnato dalla riforma protestante. Una delle questioni al centro del
dibattito era l’eccessiva ingerenza della chiesa nelle questioni familiari ed ereditarie. La causa della
separazione della chiesa anglicana dalla chiesa cattolica fu la pretesa di Enrico VIII di divorziare
da Caterina d’Aragona che non gli dava eredi, per sposare poi Anna Bolena. Enrico VIII con l’atto
di supremazia (1534) si mise a capo della chiesa d’Inghilterra rifiutando il primato papale e
acquisendo tutti i beni ecclesiastici. Un altro punto di rottura tra cattolici e protestanti riguardava la
questione dei beni della chiesa (se non c’erano eredi, era la chiesa ad ereditare). Gli altri argomenti
di dissenso riguardavano aspetti dottrinali: Lutero aveva sancito che il matrimonio non è un
sacramento. In molte aree protestanti il divorzio sarà ammesso, le restrizioni al matrimonio tra
parenti vengono in parte superate. L’ostilità all’adozione è un elemento di continuità con la
tradizione cattolica. La chiesa in risposta alla riforma, ribadisce la sacralità del matrimonio
monogamico, riduce però l’area di parentela in cui è interdetto il matrimonio (da 7 a 4 gradi),
inoltre il consenso egli sposi al matrimonio non escludeva l’approvazione delle rispettive famiglie
Pian piano il potere statale tende ad intervenire nelle questioni relative la vita familiare. A partire
dalla prima età moderna maturano iniziative volte a ridimensionare i problemi sociali: ricovero dei
bambini abbandonati in apposite strutture; nel 1425 a Firenze viene istituito il monte delle doti che
offriva sostegno economico alle donne in vista delle nozze. L’espansione delle competenze statali
sulle questioni familiari, sottrarrà spazio all’influenza ecclesiastica tanto d
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