Il mondo sociale
Alla metà del XX secolo i modelli di classificazione sociale distinguevano i gruppi rispetto al settore di attività economica:
- Contadini (impiegati nel settore primario, l’agricoltura)
- Operai (impiegati nel settore secondario, l’industria, venivano chiamati colletti blu)
- Impiegati (impiegati nel settore terziario, i servizi, venivano chiamati colletti bianchi)
- Gli appartenenti alle professioni liberali (avvocati, medici, notai ecc.)
Il concetto di classe, elaborato nella prima metà dell’800, identifica un gruppo di persone aventi una posizione analoga rispetto al processo produttivo; all’interno di una classe è poi possibile distinguere varie stratificazioni in base al reddito (piccola borghesia, media borghesia, alta borghesia ecc.). La società è quindi rappresentata come una sorta di scala sulla quale un individuo può cercare di salire, migliorando la sua posizione sociale, o scendere. Questo fenomeno va sotto il nome di mobilità sociale.
C’è poi un altro modello di classificazione della società, dicotomico:
- Proletariato
- Borghesia
La contrapposizione borghesia-proletariato assunse un significato politico: i gruppi o partiti democratici e socialisti che volevano rappresentare le istanze del mondo salariato sedevano a sinistra nelle aule parlamentari, mentre a destra c’erano coloro che difendevano gli interessi del mondo borghese.
Oggi la realtà sociale appare più complessa: gli individui si raggruppano e si riconoscono in base a schemi che non riguardano più la posizione economica, d’altra parte il mondo borghese comprende la stragrande maggioranza della popolazione.
Antico regime indica il sistema politico, sociale, giuridico vigente in Francia prima della rivoluzione. Espressione divenuta sinonimo di società pre-industriale, tradizionale, cioè anteriore a tutte le trasformazioni indotte dalla rivoluzione francese e industriale.
Tra il VI e XI secolo:
- Visione organicista (società come organismo vivente)
- Visione funzionalista (ogni parte ha una funzione rispetto all’insieme)
La società è distinta in tre gruppi:
- Oratores (coloro che pregano, primo stato)
- Bellatores (coloro che combattono, secondo stato)
- Laboratores (coloro che lavorano, terzo stato)
Gli ecclesiastici svolgevano anche funzioni sociali: amministrazione di ingenti patrimoni, educazione, sanità, assistenza ai disagiati, consiglio alle autorità civili. Il primo ordine era sempre presente nelle istituzioni politiche rappresentative del continente europeo. Anche la nobiltà affianca al suo ruolo militare compiti di direzione politico-amministrativa.
Titoli nobiliari: principe, duca, marchese, conte, barone.
Il re poteva concedere titoli nobiliari a proprio piacimento ma aveva alcuni limiti:
- Più la famiglia aveva una discendenza nobiliare antica e riconosciuta, più era nobile
- Doveva riconoscere le famiglie più importanti che si generavano spontaneamente nelle città
In Europa nobile lo si può anche diventare: esercizio di cariche politico-amministrative, servizio a favore del sovrano in campo civile o militare. Inoltre, a partire dal XVI secolo i titoli nobiliari e le onorificenze vengono vendute per la crescita dei bisogni finanziari della macchina statale.
Solo il far parte di un gruppo sociale consentiva ad un individuo di praticare legittimamente un mestiere. I privilegi contraddistinguono i diritti dei corpi sociali in una società in cui la legge non è uguale per tutti:
- Privilegi giurisdizionali (riguardanti il trattamento in sede giudiziaria)
- Privilegi economici (esenti dalle tasse ecclesiastici e nobili)
I privilegi determinano anche i comportamenti formali che sottolineano simbolicamente il riconoscimento delle appartenenze di ceto.
Dato il processo di inflazione dei titoli nobiliari era necessario inventare qualcosa che permettesse alla nobiltà più antica di distinguersi da quella più recente:
- Onorificenze (dal XVI secolo, riconoscimenti concessi solo ai più degni di essere onorati, inventato anche il titolo di baronetto)
- Ordini cavallereschi (nella Castiglia degli Asburgo la scala nobiliare culminava con Grande di Spagna, massimo grado a cui poteva aspirare un nobile. Con l’inflazione del titolo di Grande di Spagna, viene istituito il toson d’oro, un onorificenza contraddistinta da una catena preziosa, concessa solo a coloro che tra i Grandes meritavano un trattamento speciale)
Con la rivoluzione francese e quella americana si assiste alla soppressione delle categorie privilegiate: uguaglianza di fronte alla legge, sovranità popolare, partecipazione politica, ma tutto ciò non ha reso simili gli individui. Nel XIX secolo l’ineguaglianza tra gli individui restava profonda (profonde differenze di reddito). Gli operai costretti ad un lavoro faticoso e malpagato e a delle condizioni di vita pessime danno vita a:
- Società di mutuo soccorso (per aiutare chi perdeva lavoro o era costretto a sospenderlo per malattie o infortuni)
- Organizzazioni sindacali (davano vita a rivendicazioni collettive per il miglioramento delle condizioni economiche e di lavoro degli operai)
Attorno agli operai di fabbrica va crescendo anche tra gli altri lavoratori dipendenti la consapevolezza di far parte di un'unica categoria: lavoratori salariati, categoria contrapposta a quella degli industriali, dei commercialisti e dei burocrati.
Nelle realtà urbane, si assiste ad un’uniformità negli stili di vita. Abbandonati i ritmi ed i gusti della campagna, le feste patronali, i rituali di villaggio, nascono nuovi luoghi di ritrovo come il pub, nuovi sport di massa come rugby e calcio. Nella società europea dell’800 ogni gruppo sociale è impegnato a distinguersi da un altro, creando delle barriere di tipo culturale (lingua, titolo di studio, stili di vita). Inoltre le classi medie proponevano un certo ideale di famiglia: la famiglia modello con la donna che si occupa della casa e l’uomo del lavoro; difesa del pudore e del ritegno. Una società classista si riconosceva anche nel modo di passare il tempo libero: in Inghilterra si diffonde il culto del fair play, quel modo distaccato di fare sport, proprio di chi non dimentica di star giocando un gioco. Si inventano gli sport d’élite: equitazione, scherma, golf ecc. Tra ‘800-‘900 nasce il mito degli happy few.
Oggi c’è libertà di vestire, nell’abitare, nell’agire, gli individui si riconoscono più per l’orientamento di tipo culturale, religioso, territoriale che per la condivisione di una fascia di reddito o di un’attività lavorativa.
Contestazione giovanile: hippy, punk.
Si tende a sfuggire alla relazione con i propri simili e a rapportarsi direttamente all’universo degli stimoli pubblicitari.
Poteri e forme di potere
Tradizionalmente si distinguono tre forme di potere:
- Legislativo
- Esecutivo
- Giudiziario
A partire dall’800 si parla di un quarto potere, la stampa, che si è attribuita un potere di critica nei confronti delle autorità costituite ed espressione della società civile (il mondo sociale esterno agli apparati dello stato e agli organi di governo). Quindi la stampa dà voce all’opinione pubblica. Si parla nel '900 di un quinto potere con la nascita della TV. Mentre i poteri tradizionali sono elettivi, la stampa è libera, non dipende direttamente dal potere politico. TV e stampa sono perlopiù di proprietà privata.
Ricordiamo che nella nostra società il potere religioso esercita un’influenza su tutte le più importanti questioni del vivere associato.
Un potere, in via generale, è legittimo in quanto la gente crede che sia giusto:
- Consuetudine (il concetto di antichità del potere)
- Legalità (un potere è legittimo quando è previsto e regolato dalla legge)
- Sacralità (nella società europea per molto tempo il potere religioso ha avuto grandissima importanza)
Il carisma è la caratteristica fondamentale del leader, colui che si pone al posto di comando.
Società di massa: struttura e organizzazione sociale affermatosi in Europa e USA tra '800-'900 caratterizzata da:
- Inurbamento della popolazione
- Industrializzazione e economia di mercato
- Avvento mezzi di informazione
- Istituzioni a diffusione nazionale (partiti, sindacati ecc.)
Con l’avvento della TV la gente comune può guardare in faccia i potenti, immedesimarsi in loro. Per i leader, la TV è fondamentale per la ricerca del consenso.
Ma larga parte del potere è invisibile, quel potere che ha origine dalla potenza economica (lobby) che permette ad individui di finanziare campagne elettorali influenzando le scelte legislative dei parlamentari ed inoltre di acquistare mezzi di comunicazione di massa.
La monarchia è l’istituzione che prevede la concentrazione del potere politico nelle mani di un solo individuo. Nelle monarchie europee, in età medievale, il re era capo militare, legislatore, giudice, rappresentante di Cristo.
Simboli del potere:
- Scettro (bastone di legno o metallo, originariamente designava colui che guidava le truppe nelle azioni belliche)
- Trono (sedia sopraelevata che denota la superiorità di chi vi è seduto)
- Corona (simbolo del fondamento sacrale del potere monarchico, viene indossata durante la cerimonia d’investitura, il nuovo re riceve a capo chino la corona da un’autorità religiosa)
I sovrani dell’antico regime legittimavano il loro potere attraverso l’idea che Dio aveva voluto che un esponente di una data famiglia regnasse (la sacralizzazione della monarchia aveva l’obiettivo di allontanare la monarchia elettiva). Carattere soprannaturale della sovranità: nei primi secoli dell’età moderna, i re di Francia e Inghilterra si dicevano in grado di guarire la scrofolosi (malattia che fa gonfiare le ghiandole del collo).
Il potere del sovrano era in molti sensi limitato:
- Rispetto della legge di Dio e rispetto di leggi e consuetudini antiche
- Rispetto dei diritti dei corpi sociali a cui spettavano privilegi
- Limitazione di potere sul feudo (il feudo si trasmetteva di padre in figlio, il ritorno del feudo alla corona avveniva in due casi: lesa maestà o fellonia)
In tutte le principali monarchie europee medievali il re era affiancato da un’assemblea dei rappresentanti del regno. Inghilterra, parlamento bicamerale:
- House of Lords (non elettiva)
- House of Commons (rappresentanti delle città e delle terre non infeudate)
In via generale, i parlamenti non erano delle istituzioni permanenti, ma assemblee che si riunivano con cadenza periodica. In queste riunioni il sovrano chiedeva contributi per le casse della corona:
- Tasse indirette (tasse sui consumi, in base alla quantità)
- Tasse dirette (sui beni come case, terreni ecc.)
A fronte di queste concessioni economiche (donativi) i rappresentanti richiedevano:
- Munificenza (capacità del sovrano di distribuire titoli, privilegi)
- Equa amministrazione della giustizia (il sovrano poteva riparare errori portati da qualche atto emanato che aveva violato diritti, legge divina o leggi fondamentali del regno)
Nella prima età moderna (XIV-XVI sec) il potere sovrano non era illimitato e le più importanti cariche di governo erano appannaggio di grandi famiglie nobili. Erano anche stati creati organi di controllo per verificare le norme regie che, se non adatte, venivano rimandate al sovrano perché le emendasse. Nel regno di Francia questa funzione era affidata al parlement che rimandava il testo al re in un gioco che terminava solo quando il sovrano si riuniva in seduta comunque con il parlamento. In Inghilterra per prendere decisioni importanti, la volontà regia si rafforzava con il consiglio dei parlamentari (King in Parliament).
Di fronte a tanti vincoli il potere regio ha innescato una serie di processi:
- Crescita dell’apparato burocratico e finanziario statale
- Ridimensionamento del controllo della chiesa (con la riforma protestante, molti sovrani riuscirono a impossessarsi dei beni materiali della chiesa, maggiore controllo sul clero decidendone le nomine)
- Concezione della sovranità (teorizza la possibilità per il sovrano di svincolarsi dal rispetto delle leggi consuetudinarie o stabilite in precedenza assolutismo)
L’enorme potenza dell’apparato statale richiedeva una maggiore organizzazione: tra '500-'600 tra i sovrani si diffonde l’uso di delegare il proprio potere ad un ministro di fiducia (primo ministro). Il sovrano inviava propri emissari di fiducia per controllare l’esecuzione dell...
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