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Storia dell'Europa- i titoli nobiliari Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia dell'Europa per l'esame del professor Benigno sui titoli nobiliari. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il mondo sociale, i titoli nobiliari, il concetto di classe, le realtà urbane e le funzioni svolte dagli ecclesiastici.

Esame di Storia dell'Europa docente Prof. F. Benigno

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capitolare di Quierzy dell’877 dichiara che i feudi sono trasmissibili di padre in figlio). Dato che il

feudo era ereditabile da una sola persona, gli altri fratelli maschi, i cadetti, facevano fortuna

diventando cavalieri e mettendo le loro armi al servizio dl signore che li reclutava o del sovrano

Cavalleria gruppo sociale separato, specializzato nell’arte di combattere a cavallo

Tra il XIV e XVIII sec negli esercii prevale la figura del mercenario (professionista della guerra

che combatte a pagamento per il miglior offerente. I mercenari non offrono i loro servizi

singolarmente ma si presentano in formazioni ben organizzate. In Italia si diffusero le compagnie di

Ventura, gruppi di armati guidati da capitani o condottieri di Ventura). Le conseguenze negative

della preferenza a far combattere la guerra a professionisti sono state due:

- appesantimento delle spese militari

- i mercenari tendevano spesso ad una conduzione della guerra calcolata e prudente: ciò fece

nascere sospetti di accordi sottobanco tra opposti schieramenti mercenari per spillare

quattrini ai rispettivi committenti

La livrea: giacca con colori e addobbi che distinguevano il casato di appartenenza; era il segnale di

riconoscimento di un particolare battaglione e del suo comandante. In seguito si trasformeranno

nelle uniformi: con la professionalizzazione della guerra vi furono anche regioni o paesi che (come

la Svizzera) fondarono la loro economia sull’addestramento di soldati mercenari, inviati a

combattere nei paesi stranieri. In alcune zone si verificarono vere e proprie specializzazioni d’arma:

- Guascogna balestrieri

- Galles abili con l’arco lungo

- Svizzera picchieri e alabardieri

Dal ‘300 al ‘700 gli eserciti europei non erano espressione di singole comunità linguistiche o

etniche ma la somma di più formazioni mercenarie. Gli eserciti erano caratterizzati da un universo

cosmopolita che univa persone di nazionalità, lingue e costumi differenti

Ma a partire dal tardo ‘600 in alcuni stati si manifesta la tendenza a praticare forme di

arruolamento non volontario (servizio militare come alternativa alla prigione). In Russia e Prussia,

ad esempio, si arruolavano i contadini poiché questi vivevano già in una condizione semi-servile

Organizzazione e stabilizzazione degli eserciti:

- caserma (XVII sec) nasce a causa della resistenza opposta delle popolazioni agli

alloggiamenti. Diventano luogo di addestramento alle tecniche di combattimento e di

acquisizione della disciplina militare

- uniformi (dagli ornamenti e dai colori era possibile riconoscere il tipo di unità combattente,

le campagne di guerra effettuate, il grado di chi le indossava)

- accademie militari (per la formazione degli ufficiali, riservate spesso solo ai nobili. Vi si

apprendeva l’arte del comando)

I comandi o reggimenti (unità di combattimento guidate da un colonnello) costituivano un

importante presenza economica e sociale nel territorio

Nel secondo ‘700, il re di Prussia Federico II il Grande ricorre alla circoscrizione obbligatoria

(chiamata alle armi programmata e gestita dallo stato) che perfezionò l’esercito dando alla vita

militare l’aspetto che a noi, oggi, sembra ad essa connaturato. Durante il XVIII sec le forze armate

divennero la rappresentazione della forza e della virtù dello stato, rappresentavano un modello di

società ideale agli occhi dei governanti: la società degli ubbidienti, in cui tutte le relazioni sociali

venivano forgiate sul modello della disciplina militare (tendenza alla militarizzazione della società).

Queste pratiche di militarizzazione trovavano uno scarso consenso delle popolazioni, ciò obbligava

lo stato a contenere la circoscrizione obbligatoria, favorendo l’arruolamento volontario. Tutto

cambierà con la rivoluzione francese:

- coscrizione obbligatoria di massa per difendersi da una possibile invasione straniera

- larga adesione all’idea che quando la patria è in pericolo è dovere dei cittadini difenderla

Durante il XIX sec la circoscrizione obbligatoria si diffuse enormemente insieme ai sentimenti

nazionalistici. Gli insubordinati (non obbedivano ai comandi) potevano essere puniti pesantemente

La comparsa delle armi da fuoco fu originata dalle particolari proprietà della polvere da sparo. È

nella regione tedesca della Renania, dal ‘300, che si sviluppano

- bombarda (antenato del cannone)

- archibugio (antenato del fucile)

Inizialmente i combattimenti avvenivano a piedi o a cavallo attraverso scontri corpo a corpo

all’arma bianca (armi non da fuoco), mediante il lancio di frecce con archi e balestre. Per quanto

riguarda le difese militari, sin dall’antichità erano caratterizzate dall’innalzamento di mura molto

alte. Anche sul mare il combattimento per millenni aveva subito poche varianti (arrembaggio:

assalto vero e proprio)

Introduzione polvere da sparo: prima dell’introduzione della polvere da sparo, per scavalcare le

mura, cercando di creare una breccia, si lanciavano massi con macchine a catapulta o scavando

galleria sotto le mura. Gli assediati si difendevano lanciando pece infiammabile o frecce dall’alto.

Ma era il blocco di rifornimenti che, privandogli assediati di viveri, ne provocava la morte

Cannoni XVI sec, le palle di cannone (prima di pietra, poi in ferro) riuscivano a sgretolare le

mura che quindi diventavano basse e solide con profili tondeggianti per attutire l’impatto delle palle

di cannone (tali mura erano chiamate bastioni)

Vele e cannoni i cannoni furono anche introdotti nelle guerre di mare nella galera (nave stretta e

lunga a remi) e nella nave da carico (più piccola e panciuta a vela), i cannoni venivano montati a

poppa o a prua. Successivamente i cannoni cominciarono ad essere disposti anche nelle fiancate

delle navi a vela: iniziano le battaglie navali (fuoco di bordata: più o meno contemporanea scarica

di tutti i cannoni di una fiancata)

Nelle battaglie terrestri, i primi cannoni erano non solo imprecisi ma spesso esplodevano, quindi

pericolosi più per chi li usava, poi migliorarono le tecniche di costruzione. Il vecchio e pesante

archibugio ad avancarica (che sparava sostenuto da una forcella) fu sostituito con il moschetto (più

agile)

Cambiamento nei sistemi di accensione della polvere da sparo nella canna:

- dal sistema a miccia (la polvere inserita nella camera di sparo doveva essere ogni volta

innescata e poi fatta esplodere)

- al sistema a pietra focaia (solo caricamento della polvere da sparo e della palla)

Nel XVIII sec si introdusse la baionetta (lama sulla canna dell’arma da fuoco per il corpo a corpo

col nemico). Cambia la disposizione delle forze sul campo: ridotte le file di combattimento a tre

righe che si alternavano nel caricamento e nel fuoco

XIX sec invenzione del caricamento dal retro (fucile a retrocarica) con cartucce di polvere da

sparo confezionate e palle; poi fucile in grado di sparare in rapida sequenza cartucce che

incorporavano materiale esplosivo e la pallottola (armi automatiche come la mitragliatrice che

sfrutta i gas prodotti dalle cartucce)

Guerra di posizione nasce il sistema della trincea (fossati scavati nel terreno per riparare i

soldati dal fuoco nemico in attesa dell’occasione per lanciare un attacco). Da provvisorie, le trincee

diventano le sedi permanenti dei reparti di prima linea: guerra di posizione. Per colpire gli avversari

annidati nelle trincee, viene fatta la prima sperimentazione di guerra chimica: gas tossici che

uccisero migliaia di uomini. Se per secoli la morte in battaglia era un evento che coinvolgeva

prevalentemente gente che aveva scelto di combattere, dal secondo ‘800 il servizio militare,

divenuto obbligatorio, è stato per molte famiglie legato al dolore e alla scomparsa di persone care

Guerra di movimento invenzione del carro armato (primi esempi utilizzati nell’ultimo scorcio

della Grande Guerra). Guerre dinamiche, di movimento. Seconda guerra mondiale: guerra lampo,

d’aviazione

Nel corso del XIX sec le industrie produttrici di armi conoscono una grande fioritura, soprattutto

negli USA

L’elemento fondamentale per la militarizzazione della società è la creazione di reti di infrastrutture

per il trasporto, rifornimento e alloggiamento dei soldati (introduzione delle ferrovie: prima di esse

erano muli e cavalli a sostenere la mobilità delle truppe). Grazie all’industria tessile c’è la

standardizzazione delle tende da campo e indumenti, mentre si sviluppa anche l’industria

conserviera (latte in polvere, carne in scatola)

La grande guerra e la militarizzazione di massa: nuovo modo di fare la guerra (enorme macchina

industriale) 

Grande guerra 20'000'000 morti

Seconda guerra mondiale 50'000'000 morti

- accresciuta potenza delle armi

- coinvolgimento della popolazione civile (bombardamento delle città per fiaccare il morale

del nemico)

- utilizzo della bomba atomica messa a punto da un team americano di scienziati (progetto

Manhattan) Capitolo 4. il conflitto politico

Ha oggi ancora senso la distinzione politica destra-sinistra?

Destra: sostenitrice delle gerarchie e delle autorità e di una società in cui è il mercato a regolare le

posizioni sociali

Sinistra: sostenitrice della necessità di utilizzare i poteri pubblici per livellare le condizioni

economiche, proteggere i più deboli

Questa domanda è pertinente in quanto, a partire dagli anni ’70, iniziano a moltiplicarsi i movimenti

collettivi che è difficile catalogare in destra o sinistra:

- movimento del ‘68

- movimento femminista

- movimento ecologista

L’Europa medievale e della prima età moderna concepiva la politica come arte di governo (accordo

armonico tra le leggi di Dio e l’universo terreno). I protagonisti di questo accordo sono i ceti o

corpi sociali che svolgono una precisa funzione nella società. L’unico criterio di rappresentanza

legittimo era il ceto e i vari ceti erano in competizione

La corte, residenza del sovrano (fissata in una reggia), era il luogo in cui venivano prese le

decisioni politiche. I collegè di nomina regia discutono le varie questioni; sulla base dei loro pareri,

il re assumeva decisioni politiche. Accadeva che schieramenti cortigiani nati attorno una singola

questione mantenessero una consistenza nel tempo: veniva chiamata fazione, alla testa della quale

vi era un nobile influente in grado di influenzare le scelte del sovrano. Spesso le fazioni (capeggiate

da famiglie avverse) entravano in conflitto per massimizzare la propria influenza sulle decisioni

pubbliche. Con la crescita degli apparati statali, accanto alla fazione viene ad affiancarsi la clientela

(un cliente è colui che offre i propri servizi in cambio di un potere pubblico, uno stipendio). Erano i

grandi nobili che esercitavano questo tipo di protezione assumendo avvocati, artisti, religiosi ecc. I

rapporti clientelari erano quindi fondati sull’interesse reciproco (il padrone piazzava il cliente in

posti pubblici da dove poteva controllare e influenzare le decisioni, il cliente otteneva

riconoscimenti e avanzamenti di carriera). Le fazioni non potevano mettere in discussione la

legittimità del potere sovrano (lesa maestà o fellonia), accusati altrimenti di congiura che poteva

diventare colpo di stato. Tutto ciò poteva sfociare in una rivolta in cui la popolazione prendeva le

armi provando ad abbattere l’ordine stabilito. Spesso il momento della congiura coincideva con il

passaggio dinastico poiché ogni cambiamento di sovrano rappresentava un evento traumatico

(cambiavano consiglieri, ministri e direttive politiche). Favorevole per chi volesse tentare una

congiura era la successione di un re minorenne o infermo o senza eredi. In queste occasioni si

creavano organismi di reggenza. Per progettare una vera rivolta era necessario coinvolgere non solo

i politici cortigiani ma anche signorie feudali, città e terre demaniali. Invece quando una rivolta

vedeva protagonista la parte più povera della popolazione veniva chiamata tumulto (assalti a forni o

mulini o ai castelli, potevano essere manovrati da potenti)

Con l’avvento della riforma protestante cambia anche il modo di concepire il mondo, quindi

legittimare l’ordine politico (lotta ideologica)

Ideologia visione del mondo che si possiede e si cerca di imporre agli altri

Con la riforma la lotta politica si ideologizza

Francia, seconda metà ‘500:

- cattolici (famiglia dei Guisa)

- ugonotti (calvinisti, famiglia Borbone)

Il matrimonio tra Enrico di Borbone e Margherita di Valois (sorella cattolica del re Carlo IX di

Valois) fu un occasione per i cattolici di eliminare gli ugonotti (notte di san Bartolomeo,

24/8/1572, 2000 ugonotti a Parigi per assistere alle nozze furono massacrati, iniziano le guerre di

religione in Francia, 1562-1598). I Guisa volevano impedire l’ascesa al trono di Enrico di Borbone:

il re Enrico III di Valois (in disaccordo con i Guisa) fu costretto a causa di una rivolta popolare a

fuggire ed avvicinarsi al partito ugonotto, fu in seguito ucciso da un aderente alla lega cattolica.

Enrico di Borbone, designato come Enrico IV, fu costretto ad abbracciare la fede cattolica ma con

l’editto di Nantes (1598) concesse la libertà di culto agli ugonotti, revocato poi nel 1685 da Luigi

XVI che l’informità religiosa

- si diffonde tra i protestanti la teoria che l’obbedienza al re è condizionata da una buona

condotta, ad un tiranno non è dovuta alcuna obbedienza

- difficoltà nel separare il potere politico da quello religioso (cristiani di diversa confessione

trattati da eretici, infedeli)

Anche nei Paesi Bassi, dove si era largamente diffuso il protestantesimo, si organizza una rivolta

(capeggiata da Guglielmo d’Orange) finalizzata a combattere l’oppressiva politica spagnola (Filippo

II) intenta ad imporre il cattolicesimo. Istituito il consiglio dei torbidi che prevedeva l’eliminazione

fisica o la conversione forzata dei protestanti. Le sette province settentrionali dei Paesi Bassi

proclamarono la secessione della repubblica delle province unite (Olanda) reclamano principi di

autodeterminazione (diritto di una popolazione residente in un determinato territorio, unita da

cultura e interessi economici, di stabilire le forme di governo a cui si intende aderire)

Sul finire del ‘500 si afferma nei principali regni europei la figura del primo ministro a cui il

sovrano conferisce pieni poteri, con la prevalenza della fazione del primo ministro (fazione

governativa o ministeriale): era ora possibile discutere le scelte de governo e opporsi al primo

ministro senza incorrere nel reato di lesa maestà

Guerra dei 30 anni divisione religiosa, lacerazioni delle fazioni ministeriali

XVII sec le monarchie europee subiscono una serie di rivolte:

- rivolta antiministeriale in Francia (fronda)

- in Inghilterra il dissidio interno alla chiesa anglicana tra filo-cattolici e filo-protestanti

spalleggiati dai puritani (puritanesimo: movimento religioso nato in seno alla chiesa

anglicana che ne voleva la riforma radicale: smantellamento della gerarchia episcopale,

separazione dal potere politico. Nelle sette puritane si diffusero tendenze democratiche e di

contestazione dell’ordine sociale gerarchico. L’ala militare puritana, le teste rotonde, si

sentiva chiamata da Dio ad una missione di purificazione del paese dai residui cattolici

In questi decenni inizia a diffondersi il concetto di rivoluzione che sta proprio a significare crisi

politiche che conducono a mutamenti di governo

dopo

Destra e sinistra la seconda rivoluzione inglese e il consolidamento di un governo

parlamentare, prende forma in Inghilterra la prima divisione in partiti in Europa:

- whigs

- tories

Durante il corso del XVIII sec whigs e tories si alternano al potere. Si iniziano a formare gli

ingredienti della dialettica parlamentare moderna:

- ruolo decisivo degli elettori che determinano la composizione del parlamento

- diritto/dovere della maggioranza parlamentare di esprimere la volontà del primo ministro

- opposizione della minoranza per evitare svolte autoritarie del governo

L’Inghilterra appariva quindi un modello cui guardare con ammirazione. Nel resto d’Europa

l’opinione pubblica si esprimeva attraverso libri e gazzette, la discussione politica avveniva nei

caffè e nei salotti

La partecipazione politica che avveniva in maniera informale e in sedi non pubbliche converge nelle

società segrete, specie nella massoneria. Nata in Inghilterra e formalizzata nel 1722, si diffuse

rapidamente in tutta Europa, si ispirava ad idee di pace, fratellanza universale e tolleranza religiosa.

Caratterizzata da rituali di stampo para-religioso, aprì, nel corso del ‘700, logge (luoghi di riunione

degli associati) nelle principali città europee. Alla massoneria partecipavano uomini di diversa

estrazione. A causa della mancanza di libertà di stampa e di associazione, la sua attività si svolgeva

segretamente

Rivoluzione americana: fu anche attraverso i canali massonici che si andarono diffondendo la

contestazione della monarchia assoluta e del dispotismo, in nome di quegli ideali che si erano

affermati per la prima volta nel corso della rivoluzione americana (la corona inglese non era

disposta ad applicare ai coloni americani gli stessi principi liberali stabilizzati in Inghilterra; gli

americani erano tassati senza una propria rappresentanza parlamentare)

Nascita degli USA:

- federalisti (costruzione di forti poteri centrali attraverso la creazione di un sistema fiscale

unitario e un esercito permanente)

- democratico-repubblicani (sospettavano di apparati centrali e si richiamavano alle idee

democratiche della rivoluzione. Nel 1800 vanno al potere, scindendosi in democratici e

repubblicani, questi ultimi recuperano alcune istanze federaliste)

In Francia, nel 1789, ci fu la convocazione degli stati generali (che non erano più stati convocati dal

1614). Il motivo era la grave crisi finanziaria che aveva colpito la corona. Vi erano coloro che

puntavano ad una monarchia parlamentare di stampo inglese; imporre al sovrano una costituzione di

stampo USA. Ovviamente nobiltà e clero schierati nella difesa dei propri interessi. Scelto il sistema

di votazione per ordine, ci fu la confluenza delle minoranze riformatrici del primo e secondo ordine

nel terzo stato e l’autoproclamazione di questo raggruppamento in assemblea nazionale costituente,

con l’obiettivo di dare alla Francia una costituzione. Il popolo di Parigi difese con le armi la

minaccia del governo di sciogliere con la forza l’assemblea

14/7/1789 assalto alla Bastiglia, prigione simbolo del dispotismo

Tutto ciò provocò la fuga di molti esponenti della corte, nobili, reazionari che costituirono una sorta

di partito degli emigrati

Nell’assemblea nazionale costituente, la rivoluzione, per alcuni rappresentava un evento in divenire

per una maggiore democratizzazione della società francese, per altri un evento da fermare

stabilizzandone le conquiste. I primi vennero definiti come sinistra, i secondi come destra (dalla

disposizione fisica dei gruppi nell’assemblea). A destra e al centro inizialmente sedevano i

monarchici (fautori di una monarchia costituzionale e parlamentare). Dopo l’esecuzione di Luigi

XVI i moderati vennero chiamati pianura (seduti nei banchi bassi al centro), mentre i montagnardi

(radicali democratici) erano seduti nei banchi in alto. A sinistra ci sono due raggruppamenti:

- giacobini (forte potere esecutivo centrale)

- girondini (visione di stampo federalista)

Assemblea nazionale costituente 1789-91

Assemblea legislativa 1791-92

Convenzione 1792-95

Nella vicenda rivoluzionaria, fu importante la presenza di associazioni politiche locali (sezioni):

controllavano gli esponenti di governo e intervenivano in tutte le questioni rilevanti. A Parigi nasce

il movimento dei sanculotti (rivoluzionari che non volevano portare addosso i segni dell’antico

regime. Volevano un controllo diretto dei governati sui governanti, democratizzazione delle

strutture politiche, interventi pubblici per i bisogni elementari della gente). La diffusione di rivolte

contro-rivoluzionarie spinsero la maggioranza giacobina (1793) a istituire il tribunale rivoluzionario

che condannava comportamenti antirivoluzionari e il comitato di salute pubblica (guidato da

Robespierre) che prevalse sulla convenzione. Iniziava così l’invio alla ghigliottina di tutti coloro

che fossero sospetti di connivenza con l’antico regime, poi dei moderati, poi dei girondini, con la

consegna di tutto il potere nelle mani dei giacobini, travolgendo gli stessi principi rivoluzionari:

terrore (1793-94), alla fine coinvolse lo stesso gruppo giacobino, i cui rappresentanti si accusavano

a vicenda. Nel 1794 con il colpo di stato detto Termidoro (mese di luglio) si sciolse il governo

giacobino mettendone a morte i capi (Robespierre). Ora erano i giacobini ed i sanculotti ad essere

perseguitati (terrore bianco) mentre andava istituendosi il direttorio (sistema di divisione dei poteri,

costituito da 5 membri). La rivoluzione francese ha maturato termini e condizioni che hanno

caratterizzato il conflitto politico per tutto il XIX sec.

Congresso di Vienna (1814-15) azzerare gli effetti della rivoluzione francese ristabilendo

l’ordine politico precedente il 1789, restaurando le dinastie legittime prima della rivoluzione. Ma il

ricorso a metodi dispotici ed a un clericalismo oppressivo preparava il ritorno alla rivoluzione

Rivoluzioni 1820-21: 

- 1820, Spagna, Cadice si ottiene il ripristino della costituzione spagnola, modellata su

quella francese, abolita nel 1814

- moti di stampo costituzionale si diffondevano anche in Italia (Piemonte, Napoli, nasce la

carboneria) 

- 1830, Francia nel luglio 1830, di fronte al tentativo di svolta autoritaria di Carlo X che

aveva fortemente limitato i diritti di voto e libertà personale e sciolto l’assemblea elettiva

della camera dei deputati, la popolazione si ribellò combattendo per tre giorni (le tre

giornate gloriose) costringendo il sovrano alla fuga. Seguì Filippo d’Orleans, che giurava

sulla costituzione accettando le limitazioni del suo potere

- anche in Inghilterra iniziò a prendere piede un movimento per il riconoscimento del diritto

di associazione dei lavoratori, allargamento del suffragio e democratizzazione delle elezioni

(1832, legge di riforma del sistema elettorale che provvedeva all’allargamento del suffragio)

La richiesta di allargamento dei diritti politici, si incontra con la richiesta di ampliamento i diritti

sociali e miglioramento delle condizioni di vita e lavoro. Nasce così lo sciopero (sospensione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
Università: Teramo - Unite
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Europa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Teramo - Unite o del prof Benigno Francesco.

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