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Storia dell'assistenza infermieristica

Introduzione

Il termine assistere deriva dal latino ad-sistere e significa stare vicino. L'uomo è un essere sociale, che necessità della presenza di altri uomini per vivere, possiamo quindi dire che la storia dell'assistere è sovrapponibile alla storia del vivere dell'uomo (con la nascita dell'uomo nasce anche l'assistenza). Per assistenza si intende quell'evento quotidiano che soddisfa le necessità del vivere soprattutto in riferimento alle abitudini culturali date per provvedere a sé e agli altri. L'assistenza si compie con atti, culturalmente significativi, quali il mangiare, il dormire, il muoversi, il riposare, il lavarsi e così via.

Storia interna e storia esterna

Il termine storia deriva dal greco historia e significa descrizione, la storia nasce con l'uomo e solo le azioni umane, nelle loro più varie manifestazioni, sono oggetto di indagine storica. La storia è quindi la risultante di una lunga lotta compiuta dall'uomo, mediante la ragione, per comprendere l'ambiente che lo circonda e interagire con esso. In questo ambito distinguiamo una storia esterna e una storia interna; la storia esterna è una visione più globale e rappresenta la storia dell'assistenza, mentre la storia interna rappresenta una parte più specifica della globalità, ovvero la storia dell'assistenza infermieristica. L'assistenza è la concretizzazione culturale e fattuale del principio di solidarietà umana, è caratteristica peculiare dell'essere umano e fondamento del vivere quotidiano.

Civiltà antiche ed era precristiana

Fin dall'antichità gli uomini primitivi hanno appreso, insegnato e vissuto l'assistenza. Già in questo periodo possiamo considerare la figura femminile come attore della scena assistenziale. In questi anni le cure assistenziali erano maggiori per quanto riguarda i riti funebri, mentre erano meno sviluppate per quanto riguarda il periodo in vita.

L'essenza maschile e femminile dell'assistenza

Molto spesso il pensiero umano si divide in schematismi molto semplici, i quali generalmente si presentano in antitesi es. bianco e nero. Frequentemente queste contrapposizioni dualistiche sono riferibili a due grandi categorizzazioni: il maschile e il femminile. Possiamo distinguere due grandi forze che governano l'umanità: il maschile e il femminile. L'entità maschile può essere definita come un'essenza di forza, di potere, di serietà, di lontananza e di morte. L'entità femminile può essere definita come un'essenza calda, generante, fertile, vicina e amorosa. Si pensa perciò che, indipendentemente da chi la esercita, l'assistenza e l'assistenza infermieristica appartenga all'entità femminile. Le donne del mondo preistorico hanno affinato il principio di solidarietà, le donne preistoriche hanno affinato un sapere che si è strutturato essenzialmente su un metodo chiamato "per tentativi".

Neolitico in Europa

Il neolitico è un momento fondamentale in quanto inizia a svilupparsi un pensiero assistenziale di ordine spirituale verso i morti, per permettere la sopravvivenza dell'anima dopo la morte. Nel neolitico l'uomo inoltre da nomade diventa stanziale e si formano così i primi villaggi. In tale contesto sociale l'assistenza assume quindi un ruolo ancora più rilevante. Nascono le prime civiltà monumentali in Egitto e Mesopotamia, sorgono sulle rive di fiumi; è in questo momento che si sviluppa il culto della dea madre. Alcune donne cominciano a dedicarsi al culto della dea madre diventando come delle "sacerdotesse" che esercitavano un ruolo di assistenza inizialmente diretto alla persona spirituale, successivamente un'assistenza di tipo spirituale.

Nel mezzo del pieno sviluppo delle civiltà monumentali, compaiono nella scena assistenziale la figura dello schiavo e della schiava, alle quali erano in genere affidati ruoli inferiori. Con lo sviluppo della civiltà ebraica si concepisce l'anima come il modo di vivere del corpo, non c'è quindi una separazione tra anima e corpo. C'è inoltre l'idea nella civiltà ebraica che colui che assiste è Dio.

Il mondo greco

Si sviluppa in questi anni la civiltà greca che introduce nel mondo umano e nel mondo assistenziale il concetto di specializzazione e consacrazione. Nel mondo greco vi è una distinzione tra assistenza fisica, assicurata da donne e schiavi, e un'assistenza di tipo spirituale assicurata da persone consacrate agli dei. Per persona consacrata si intende colei che ha esplicitamente affermato davanti alla comunità la totale dedizione all'adorazione divina. Nella civiltà greca la donna assume connotati negativi, tanto da essere definita da alcuni filosofi un uomo deforme. Nonostante tale connotato negativo la donna viene vista come colei che è in grado di governare vita e morte: nasce la figura dell'ostetrica, infatti la donna era presente in primo piano per aiutare le partorienti.

Contemporaneamente nella penisola italiana si diffonde la civiltà romana, la cui popolazione era suddivisa essenzialmente in tre classi:

  • Patrizi
  • Plebei
  • Schiavi

La donna aveva un ruolo marginale ed era di proprietà dell'uomo, il pater familias; il ruolo dell'assistenza era invece prevalentemente riservato agli schiavi.

Il cristianesimo

La cultura cristiana influenza molto il campo assistenziale in questo periodo. Il messaggio evangelico annulla infatti la differenza tra i due sessi, poiché Gesù non si rivolge né all'uomo né alla donna. Il cristiano al fine della salvezza deve assistere e stare vicino, non perché uomo o donna, ma perché seguace di Cristo: tutti sono chiamati ad assistere perché l'assistenza porta alla salvezza.

L'assistenza nella chiesa apostolica

Nasce e si sviluppa successivamente anche la chiesa apostolica, organizzata in diaconie che avevano la funzione di assistenza pubblica. Compare in questo contesto la figura della diaconessa, donne nubili o vedove, che ricevevano una consacrazione e assistevano a domicilio i malati. Le diaconesse dovevano fornire un'assistenza sia fisica che spirituale. C'erano inoltre le matrone romane cristiane, donne facoltose che si dedicavano all'assistenza, tra queste una delle più importanti è Fabiola, che dopo aver tradito il marito e essersi pentita decide di dedicare la sua vita ai poveri e ai mendicanti ospitandoli nell'ospizio da lei fondato.

Monachesimo e assistenza

Il monachesimo si sviluppa dapprima in oriente e successivamente nell'alto medioevo anche in Europa dove si distingue in:

  • Vita monastica eremitica
  • Vita monastica cenobitica

Nei monasteri cenobiti nascono i primi problemi assistenziali legati alla convivenza. Basilio (un monaco), vescovo di Cesarea, fa costruire nella periferia della stessa città, un complesso contenente sia spazi di preghiera, sia spazi destinati all'assistenza di liberi e stranieri. L'assistenza diventa parte dei monasteri; per ora è riservata solo ai confratelli ma più avanti, quando i monasteri diventeranno luoghi di aggregazione sociale o luoghi di tappa verso le mete di pellegrinaggio, si estenderà ai laici bisognosi.

L'assistenza nelle grandi religioni monoteistiche

In tutti i principali sistemi religiosi l'evoluzione e la descrizione assistenziale sono sempre in stretta relazione con il ruolo della donna e dell'essenza femminile. Per quanto riguarda la religione islamica appare un personaggio molto importante: Rofaida Al Islamah, donna che avrebbe accompagnato Maometto durante le guerre islamiche, con il compito di organizzare l'assistenza ai feriti.

L'alto Medioevo e la nascita dell'Europa

Nel V secolo l'Europa assiste al fenomeno delle invasioni barbariche. Inoltre compaiono figure come quella di S. Benedetto che fondano ordini monastici con precise regole di convivenza. In questo periodo chiunque può entrare a far parte della vita monastica. Le donne nonostante occupino nuovamente nella società una posizione subordinata, possono acquistare dignità abbracciando la vita religiosa. Nell'alto medioevo si sviluppa e si caratterizza anche il fenomeno del feudalesimo che fornisce agli uomini abitazioni, cibo e protezione in cambio del lavoro della terra. Per le classi più povere diventa un'epoca di miseria. Il signore feudale dimora dentro il feudo e la sua donna deve occuparsi della casa e dei figli. Alla moglie del signore spetta inoltre il ruolo dell'assistenza ai malati, fungendo sia da medico che da assistente.

La regola benedettina e l'assistenza

I vari monasteri soprattutto quelli benedettini, si muniscono della figura dell'infirmarius, ovvero colui che deve prendersi cura delle monache e dei monaci malati. Il monastero si dota anche di un hospitalarius per tutti coloro che hanno necessità. Nei monasteri l'assistenza si divide in assistenza spirituale operata dai monaci e un'assistenza al corpo o fisica operata da conversi o servi.

In questo periodo nasce anche una disputa tra i vescovi e i monasteri su chi dovesse avere l'autorità circa la gestione dell'assistenza. Si comincia però anche a pensare che l'assistenza non dovesse essere un compito riservato alle sole cariche ecclesiastiche, ma fosse una problematica di tipo sociale. Dopo il monachesimo maschile si nota anche una progressione dei monasteri femminili, questa rappresenta infatti un'occasione unica per le donne di poter esplicare le proprie capacità. Nei monasteri femminili il tutto era gestito dalle badesse, donne appartenenti all'alta società alle quali spettava il compito di mantenere l'ordine e la disciplina.

Le donne laiche mantengono invece solo una figura marginale, dovevano occuparsi dei figli e della famiglia. Ci sono però un gruppo di donne laiche che riescono a trovare una posizione sociale rilevante fondando ospedali e strutture assistenziali. La perfetta uguaglianza tra uomo e donna, stabilità nei testi evangelici, viene di fatto disattesa e coloro che si occupano di assistenza cominciano ad essere considerate soggetti da tenere sotto controllo. La donna viene spesso associata dalla chiesa alla figura di Eva, viene quindi vista come tentatrice e negativa.

Medioevo e umanesimo

Dopo l'anno mille il fenomeno del feudalesimo comincia progressivamente a sparire, le famiglie contadine iniziano a vivere nei villaggi e si sviluppano anche le corporazioni, istituzioni di tutti i lavori che dovevano tutelare il lavoro e i lavoratori. In questo periodo una delle parole più utilizzate e alle quali si fa maggiormente ricorso per spiegare i fenomeni è soprannaturale.

Peste e povertà medievali

In questi anni l'età media di morte delle persone è compresa tra i 20 e 30 anni di vita, c'è inoltre un elevato tasso di mortalità infantile. Causa di tutto ciò sono in primis le carestie, le malattie e le epidemie come quella della peste. Anche le persone dei ceti medio alti morivano specialmente a causa delle epidemie che dilagano in questi anni e per le guerre nelle quali combattevano.

A partire dal 1450 in poi migliorano parzialmente le condizioni socio-economiche, questo permette un notevole aumento demografico della popolazione europea. Compaiono molti centri urbani che si sostituiscono definitivamente al feudo, rinascono così i commerci e in questo contesto la povertà assume un valore interiore. Nella civiltà che si sviluppa in questi anni permea il cristianesimo, in essa compare la figura dei pauperes christi, persone che perseguono il messaggio e gli insegnamenti di Cristo rinunciando ad ogni tipo di ricchezza. Il povero assume anche un certo contesto sociale, diventa infatti la persona per mezzo della quale gli altri riescono a giungere alla salvezza eterna grazie alle opere di carità e elemosina.

Ci sono poi i miseri che sono poveri non per scelta ma perché privi di mezzi di sostentamento e di ruolo sociale. Ci sono infine i falsi poveri, ovvero coloro che, pur avendo le condizioni per uscire dalla povertà, intendono rimanervi vivendo di mendicità. In questo periodo si distingue una chiesa ricca interessata all'accumulo delle ricchezze e alla svendita delle indulgenze e una chiesa povera, che si occupava dei poveri e dei mendicanti. C'erano anche quelli che venivano definiti pauperes verecundi, ovvero quei poveri che non volevano mostrare la loro condizione.

Assistenza e riforma degli ordini monastici

Nasce il movimento delle beghine, comunità di donne che aspirano ad una vita ascetica a servizio del prossimo. In questi anni in seguito alla riforma degli ordini monastici, nascono nuovi ordini monastici come quello dei francescani o dei domenicani, che miravano a riavere una chiesa povera e fatta per i poveri. Nel 1298 Bonifacio VIII emana la bolla papale periculoso che toglierà per molto tempo la donna consacrata dalla scena assistenziale in quanto costretta a vivere nei conventi.

L'assistenza nelle crociate

Durante il medioevo vengono organizzate anche le 7 crociate, che miravano a liberare il santo sepolcro a Gerusalemme dal dominio turco. Nelle crociate vediamo impegnati soldati di ordini cavallereschi neonati che successivamente avranno anche un ruolo molto importante dal punto di vista assistenziale. Le crociate fallirono nel loro intento, possiamo giudicare positiva solo la prima. Nel corso delle stesse si diffusero e propagarono anche molte malattie e epidemie.

Nelle crociate vediamo coinvolti ordini cavallereschi tra i quali: i cavalieri ospitalieri di San Giovanni (cavalieri di Malta), i templari e ordine teutonico. Gli appartenenti a tali ordini non si dedicano solamente ai combattimenti ma svolgono importanti ruoli di assistenza ai feriti e negli ospedali.

Assistenza e confraternite

Nel basso medioevo una parte rilevante dell'assistenza è affidata ai laici. Nascono infatti le confraternite, composte di uomini e donne, che operavano in ospedali già esistenti o nuovi. In questo periodo si forma anche una nuova classe sociale: la borghesia. Lo sviluppo della società produce fenomeni assistenziali specializzati e, a volte, esclusivi. È il caso delle confraternite, veri e propri laboratori di mutuo soccorso.

L'assistenza ostetrica nel medioevo

Durante il medioevo nasce anche l'ordine delle ostetriche. L'assistenza ostetrica era affidata alle donne che in questo campo non subivano la concorrenza maschile. Molte ostetriche lavorano in un sistema pubblico di assistenza sanitaria e, per questo motivo, l'esigenza degli ordini è tale per regolamentare la formazione, i compiti e i doveri.

Le beghine

Le beghine sono comunità di donne laiche, le quali vivono in modo religioso, senza l'obbligo di alcun voto. Le comunità di beghine si formano attorno al XIII secolo e si occupano di assistenza a poveri e malati e vengono anche implementate nel personale ospedaliero. Ogni donna che vuole entrare a far parte delle beghine riceve una preparazione assistenziale. A partire dal XV secolo però le alte cariche religiose sciolgono i gruppi delle beghine, intimoriti forse dal loro successo e dalla loro religiosità priva di clausura. Vengono addirittura giudicate eretiche dalla chiesa. Negli anni successivi si assisterà ad un decadimento dell'assistenza, infatti la stessa verrà affidata prevalentemente a persone laiche, in genere ex prostitute o persone di ceti sociali molto bassi.

Nel medioevo quindi la donna laica viene allontanata dall'assistenza e dalla vita pubblica, ma diventa anche soggetto attivo a causa dell'impossibilità delle donne consacrate di prestare assistenza ai bisognosi. Nonostante i documenti ufficiali, ancora alla fine del medioevo l'obbligo di clausura per la donna non è applicato.

L'età della Riforma

Nel cinquecento si verificheranno grandi cambiamenti e sconvolgimenti all'interno della chiesa. Ci sono svariati motivi di malcontento e di protesta nei confronti della chiesa:

  • La chiesa era ricca e questo provocava il rilassamento di molti esponenti ecclesiali, che erano occupati ad interessarsi delle finanze e non della vita spirituale.
  • Gli esponenti della chiesa facevano una vita mondana e ricca di privilegi e benefici, disinteressandosi totalmente dell'aspetto spirituale e dei loro compiti.
  • Vendita di indulgenze e confessioni.

L'ispirazione a riforme ecclesiastiche è condivisa da tutti; tuttavia il rinnovato sentimento religioso si sviluppa in un ambiente ancora medievale, caratterizzato dal persistere di superstizioni e di atteggiamenti di ingenua fiducia nei miracoli e nelle visioni, beatifiche e diaboliche. Si sviluppa il movimento della riforma tedesca, a partire da Martin Lutero che nel 1514 brucia la bolla papale di scomunica e pubblica le 95 tesi dando origine alla riforma protestante. Lutero traduce la Bibbia in tedesco.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ade1994 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di scienze infermieristiche ed ostetriche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Spedale Valentina.
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