Archeologia e storia dell'arte musulmana
- Mihrab = abside o nicchia che indica la qibla, ovvero l'esatta direzione della Mecca e quindi della Ka'ba (il primo nella moschea di Medina)
- Transetto o navata trasversale = navata che interseca il corpo architettonico principale
- Muro Qibli = direzione preghiera
- Minbar = scala da dove si guida la preghiera (risale al profeta: erano 2 scalini di legno)
- Minareto = similtorre (tipo campanile)
- Contrafforti = torrioni grandi, larghi
Le moschee: origini ed evoluzione (Omayyadi)
Prima degli arabi, l'Impero Sassanide e Bizantino influenzarono le architetture seguenti. Infatti, il primo secolo sarà un secolo formativo (primi 100 anni) per gli Arabi che prenderanno spunto dalle tradizioni preesistenti. Esempi di città già civilizzate prima degli arabi: Jerash, Petra e Palmira. Non abbiamo moschee conservate del periodo di Muhammad ma solo fonti scritte. Le uniche arrivateci sono quelle del periodo 705-715, fatte costruire da al-Walid: Medina, Gerusalemme, Damasco. Nel periodo degli Omayyadi, la fase formativa è già completata.
Moschea di Damasco
È la più antica e più originale. La pianta è rettangolare con un perimetro precostituito (muro preesistente) da un tempio romano dedicato a Giove (che poi diventa una chiesa). Si manteneva sempre la posizione degli edifici religiosi, di culto. All'interno abbiamo una grande corte circondata da porticati su 3 lati. Nella corte c'è la fontana e un ambiente (Bayt al Mal) dove viene custodito il tesoro della comunità. La sala di preghiera è coperta, divisa in 3 navate parallele al muro Qibli. Davanti al Mihrab c'è una cupola (che inizialmente era sopra) e un grande transetto che ne sottolinea l'importanza. Il Mihrab di questa moschea non è quello originale, c'è stato un reimpiego di colonne (prese da altri edifici abbandonati o crollati) utilizzate insieme ad archi anche per alzare l'altezza della sala, per avere un doppio ordine.
Nella moschea ci sono 3 minareti, 2 agli angoli del muro Qibli e 1 all'ingresso del Mihrab (non sono quelli originali). I Minareti vengono introdotti per la prima volta nel 670 nella moschea di Fustaat, erano 4. Li troveremo nel 709 a Medina, 4 e nel 715 a Damasco. Sulla facciata del transetto c'è una decorazione a mosaico (ricomposto negli anni '50). Il mosaico meglio conservato si trova nel portico ovest e rappresenta boschi fiorenti, vegetazione e architetture immaginarie per esprimere un mondo ideale e paradisiaco. Alcuni, per esaltare il valore dei mosaici, hanno detto che sono stati fatti dai bizantini. Elemento in comune con il mondo bizantino è la copertura a capriate in legno.
Moschea di Kufa
Viene fondata in Iraq dagli arabi conquistatori. La sua pianta è quadrata, abbiamo una corte centrale e portici intorno e la sala di preghiera. Non c'è il Mihrab ma il Minbar. Gli studiosi scoprono che questi 2 elementi erano già presenti nella tradizione passata della regione perché li ritrovano in una sinagoga (Dura Europos) del IV sec.
Cosa c'era prima della moschea di Kufa?
Ricostruzione attraverso fonti scritte:
- 1° fase 637: area religiosa delimitata da fossati, trincee (a Basra siepe di canne). La zona era coperta con tronchi di palma e il tetto era come le chiese dei bizantini: capriate e spioventi.
- 2° fase 650 (ricostruzione moschea da architetto di tradizione sassanide): al posto dei fossati viene costruito un muro con contrafforti, al centro una corte e intorno dei portici. Nel portico più profondo c'è la sala di preghiera. Il materiale è più nobile: riutilizzo di colonne di marmo di una città vicina.
Kaaba di Mecca
Santuario forse costruito da uno straniero. Fatto di 6 pilastri di legno. Semplicità nei materiali e nella forma.
Moschea di Medina
Unica fonte scritta del periodo è il Corano. Il profeta non si era posto il problema di un edificio dove pregare perché egli andava fuori città all'aperto. L'unica prescrizione della nuova fede è che si preghi il venerdì insieme a tutta la comunità, che quindi si deve riunire = serve un edificio. Il primo punto di raccolta della Umma era la casa del profeta (a Medina) che fu di ispirazione per le prime moschee. Ricostruzione casa del Profeta: recinto costruito con terra cruda (fango e paglia), pianta quadrangolare e ambienti intorno per il Profeta e la moglie, uno spazio privato e 2 zone coperte: una per i fedeli e l'altra come ricovero (sono coperti ma non hanno porte). Le colonne sono tronchi di palma. La casa del Profeta verrà trasformata in moschea da Al-Walid. 1° Mihrab di cui non ci resta nulla. Questa zona era sottolineata da una cupola. La navata che conduce al Mihrab è un po' più alta delle altre e non è in asse. Le coperture sono piane e posate su colonne.
Omayyadi a Damasco
Massima espansione e esaltazione arabismo: Abd al-Malik introduce l'arabo nell'amministrazione e nella riforma monetaria (prima le scritte sulle monete erano greco-bizantine).
Cupola della Roccia a Gerusalemme (NO MOSCHEA)
È l'edificio più antico che si sia conservato. Si trova sulla spianata delle moschee, luogo sacro da tempo. La cupola della roccia è un monumento di vittoria dei musulmani, è un edificio religioso e serve a sottolineare la sacralità dell'area (che era irregolare, infatti ci venne costruito un terrapieno). Si crede che quel posto sia il luogo del "non sacrificio" di Isacco da parte di Abramo. La pianta è ottagonale con 2 sorta di anelli o corridoi circolari e con al centro la Roccia. La copertura è appunto una cupola lignea altissima, ricoperta di rame (verde perché ossidato). Le colonne sono di rimpiego e i pilastri sono ricoperti da pannellature in marmo. La decorazione è composta da mosaici. Le piastrelle esterne invece vennero posizionate in un restauro durante il periodo ottomano del 500 perché i mosaici originali erano deteriorati. Per i temi delle decorazioni si fa riferimento sia ai bizantini che ai sasanidi e non è animata: sono forme naturalistiche rielaborate. Ci sono gioielli, corone che nel mondo sasanide significavano la regalità del principe. Anche la forma è tradizionale dei mausolei bizantini. All'inizio infatti si credeva fosse un edificio bizantino e venne attribuito ai musulmani solo nell'800 grazie al lavoro di uno studioso svizzero che decifrò un'iscrizione in arabo che corre tutto intorno dove c'è scritto: "Fatto costruire dal califfo ….." In realtà quest'ultimo aveva fatto sostituire il suo nome. Infatti grazie a degli studi sappiamo che risale ad Abd al-Malik nel 691.
I Qusur: castelli del deserto
Sono edifici di culto/religiosi sparsi per il territorio tra Siria, Giordania e Palestina. Circa 20 edifici definiti in letteratura castelli del deserto. Ci sono state diverse definizioni:
- Sono costruiti per il piacere del califfo (mecenatismo Omayyade) per la nostalgia del deserto => definizione rigettata perché l'edificio ha delle vere e proprie funzionalità e a volte ci sono delle terme e una moschea.
Possiamo chiamarli insediamenti. Uno dei più famosi si trova in Siria nella zona Palmira e si chiama SHARQI (recinto, riserva di caccia), fondato nel 728. La zona dell'insediamento è centrale per il commercio ed era possibile anche l'agricoltura perché la zona era semiarida. Per questo la definizione castelli del deserto cade. È composto da 2 complessi centrali: uno piccolo e uno grande. Inizialmente vennero considerati romani. Il complesso più piccolo è un quadrato con dei contrafforti (no funzione difensiva ma strutturale per resistenza) semicircolari. Due si trovano anche ai lati dell'ingresso assiale (dritto). L'edificio è costruito in pietra e le decorazioni delle facciate sono in mattone ma la sommità è fatta sia di pietra che di mattone (a scopo decorativo). Sopra l'ingresso c'è un balconcino cavo, senza pavimento, dal quale posso vedere chi si avvicina e lanciare armi per ucciderlo o allontanarlo. Questo piccolo complesso, all'interno, è composto da una corte e degli ambienti (residenza del principe) addossati ai muri perimetrali. La forma e lo schema si ritrovano nell'edilizia del luogo. Gli ambienti sono unità abitative identiche (con corte e stanze intorno). Si ripropone quindi sempre lo stesso modello. All'angolo c'è la moschea (simile a quella di Damasco): una sala di preghiera, 3 navate parallele al muro qibli e una navata transetto.
Un altro dei qusur meglio conservati è Mafjar (prima metà VIII sec). Si compone di una corte con fontana al centro e ambienti addossati al muro. L'edificio laterale è simile a Sharqi: quadrato con torrioni semicircolari e un unico ingresso (con torrioni quadrangolari). La moschea ha sala di preghiera, 2 navate ma non ha la corte. La struttura all'angolo è un impianto termale di tradizione romana importata dalle province. C'è un enorme salone (sala di rappresentanza) con delle pareti fatte da nicchioni. L'impianto ha due ingressi: uno monumentale (portale) e uno piccolo privato del califfo. Struttura terme: A+B spogliatoi, C tiepidario, D calidario collegato a fornace. In C e D il pavimento è retto da colonnette e scaldato da caldaia, questa è una tecnica del periodo romano. Manca il frigidario (tradizione romana) forse perché era difficile mantenere una stanza fredda. Le coperture sono a cupole rette su pilastri. L'edificio è molto decorato (ancora forte tradizione bizantina). C'è un ambiente con mosaico pavimentale: un albero di melograno e due gazzelle, una a sinistra che rappresenta la pace quindi il mondo sotto l'Islam, e una a destra attaccata da un leone che rappresenta il mondo NON sotto l'Islam. Questo mosaico si trova in una piccola stanza, forse per ricevimenti privati. Il resto della decorazione di ispira ai Sasanidi: stucco intagliato sulle pareti e sulle colonne. Sono state ritrovate statue in rilievo di stucco come la statua del califfo rappresentato come sovrano sasanide: tunica lunga sotto alla quale porta i calzoni alla turca ed un pugnale. Queste testimonianze sono molto importanti perché la scultura nel mondo islamico sarà poco sviluppata. Ci sono anche statue di danzatrici a petto scoperto anche dipinte che ci danno testimonianza della vita di corte. Altro qusur a Amra (Giordania) zona semiarida. Viene scoperto da un viaggiatore ottocentesco. Qui è conservato solo l'impianto termale e non c'è il frigidario. Ambienti: sala principale di ricevimento (ha la forma di una basilica con absidi ai lati, 3 navate e ingresso assiale) con navate coperte da volte a botte, spogliatoi, terme e fornace. L'interno è decorato da affresco restaurato con scene di vita di corte (danzatrici senza veli). Vediamo come prevale la tradizione classica bizantina nella rappresentazione dei volti e in una raffigurazione del califfo. C'è un'iscrizione con i nomi dei 6 re della terra, sconfitti dall'Islam: Basileus bizantino – Sasanide – Roderigo Spagna – Bissinia (ne restano 4). Iscrizione in greco tradotta in arabo. Importante per datazione è Roderigo che regna nel 711-712, quindi sappiamo che l'iscrizione è del 712 almeno.
Un altro qusur: Gharbi. Pianta quadrangolare con torrioni semicircolari. Corte centrale e ambienti ai lati. L'ingresso è decorato con stucco e l'interno (cortile e porticati) è a doppio livello. La forma architettonica è quella di una casa romana. Il pavimento è pitturato imitando il mosaico (rielaborazione sperimentale, qualcosa ispirato all'Asia). Troviamo statue del mondo romano ma anche una raffigurante il califfo di tradizione sasanide (stucco). Mix di 2 mondi.
Funzione dei Qusur in sintesi
I qusur hanno tutti la stessa forma con contrafforti o torrioni romani che perdono la funzione di difesa. Gli ingressi sono monumentali, c'è una corte, dei portici e mix di tecniche e decorazioni del mondo sasanide e bizantino. 3 Funzioni + dimensione di svago (piacere e caccia):
- Ruolo principale: centro direzionale per agricoltura (messa in valore agricola della regione). Agricoltura importante per non espropriare nelle zone predesertiche e per raccogliere le tasse per mantenimento corte.
- Tappa dei carovanieri, perché collocati su viabilità dell'epoca.
- Funzione di rappresentanza/politica: fare visite regolari per mantenere rapporti con tribù per assicurarsi un esercito.
Omayyadi 650-750 Ammanc
Città preesistente chiamata Philadelphia su un altopiano. All'arrivo degli arabi ci sono quindi degli edifici che verranno trasformati. L'edificio nel punto più alto della collina diventerà quello del principe. Questa zona "alta" era la "zona delle 10 città" unificata poi sotto i romani e i bizantini. Cronologia di equipe: '30 italiani, '50/'60 inglesi, '70/'80 Alastair Northedge, '90 spagnoli. La muratura del palazzo di Amman risale ai romani (differenza di datazione: linee più scure). All'interno c'è un muro che viene sfruttato per una divisione interno tra l'aria pubblica e intima.
Parte 1
La pianta dell'ingresso (vestibolo) è a croce e si immette in una corte con una via colonnata e degli appartamenti ai lati. Lo spazio centrale, che Northedge interpreta come una corte, è un quadrato dove si affacciano 4 iwan (ambienti aperti sul lato, tipo nicchie). Altri 2 sono in asse e aperti con portoni. Gli iwan hanno delle coperture diverse (mezza cupola o volta a botte). L'interno è decoratissimo, il tutto è realizzato in pietra scolpita perché è più resistente all'ambiente aperto. Abbiamo 2 registri di decorazione: uno inferiore che corre tutto intorno e le nicchiette sono separate da una doppia colonnetta. I temi sono vegetali circondati da forme geometriche. Gli spagnoli troveranno vicino ad Amman dei mausolei romani con la stessa pianta del palazzo; realizzano quindi che gli omayyadi riprendono la tradizione locale per la pianta. Scavando troveranno sotto il palazzo un altro edificio, capiscono quindi che la struttura preesistente era di un periodo antico. Nel cornicione ci sono dei piccoli scavi che si crede siano stati appoggi di finestre che si affacciavano sullo spazio centrale. Gli spagnoli concludono che l'apertura del vestibolo era una cupola forse lignea, per questo decidono di ricostruirla.
Parte 2
Strada colonnata ci porta alla seconda parte. Attraverso il muro ci ritroviamo in una corte con un iwan, dopo le quali c'è la sala del trono cupolata fuori c'è una grande cisterna tonda e nella piazza delle botteghe. Abbiamo poi la moschea semplice con una grande scalinata e l'impianto termale. Questo è il palazzo più antico degli omayyadi, probabilmente di architettura palatina del mondo sasanide per l'apparato cerimoniale e per gli appartamenti ai lati.
Kufa-Dar Al Imara
La funzione e gli elementi sono simili al palazzo di Amman con uno spazio centrale e l'iwan. Vediamo qui le influenze orientali per le nicchie cieche per la decorazione scolpita (assente la foglia di acanto) e per i spazi di rappresentanza in modello orientale. Mentre delle tradizioni preesistenti abbiamo l'apparato cerimoniale, gli appartamenti e l'iwan.
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Appunti archeologia e storia dell'arte musulmana
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Archeologia e Storia dell'Arte Musulmana
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Archeologia e storia dell'arte musulmana, prima parte
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Storia dell'arte