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GIORGIONE

VITA

a)

Non ci sono molti cenni storici che permettano di ricostruire interamente la vita di Giorgione MA

alcune opere e scritte. leggibile sul retro del Ritratto di donna (Kunthistorisches museum di

1.Scritta

Vienna) —> fornisce tre informazioni: la data di esecuzione (1 giugno 1506), il

nome dell’autore e l’identità del committente. —> dubbio se originale o di poco

posteriore —> documento storico sia la scritta che il quadro —> vera e propria

epifania di novità

2. Atto ufficiale del 14 agosto del 1507, da Nicolò Aurelio —> tre membri del Consiglio dei Dieci

incaricano il nobile Francesco Venier di pagare 30 ducati all’architetto Giorgio Spavento e 20 al

maestro Zorzi da Castelfranco per una tela nella Sala delle Udienze —> non si sa cosa

rappresentasse la tela —> i 20 ducati erano un acconto a cui ne seguirono altri 25 il 24 gennaio

1508 —> nel 1557 la stanza fu demolita

3. Documento che riferisce che la Illustrissima Signoria aveva commissionato a Zorzi la facciata

principale sul Canal Grande con un compenso parziale di 100 ducati. —> Giovanni Bellini nomina

una commissione valutatrice—> si pronunciano per 150 ducati complessivi —> di tali affreschi

resta pochissimo

b) MORTE

La notizia della morte nel 1510 arriva a Isabella d’Este —> una delle collezioniste più esigenti

1. d’Europa —> cerca di trasformare il Palazzo Ducale in un giardino di delizie—> si rivolgeva a

vari artisti italiani come Perugino, Bellini, Leonardo —> veniva informata da Bembo sul mercato

artistico locale. —> nel 1509 suo marito Francesco viene imprigionato e Isabella regna—> nel

1510 viene liberato

Risposta di Taddeo a Isabella —> fa capire che Zorzi è morto da parecchi giorni —> a causa

2. della peste contratta, scriveva comunque agli amici—> dipinti: uno presso Taddeo Contarini e

un altro presso Vittore Becharo —> non venderebbero mai i loro dipinti perché sono fatti per il

proprio godimento e non hanno un quantificabile valore in denaro

c) DOVE SONO GLI ALTRI LAVORI?

potevano trovare in case private o nei luoghi pubblici (NO guide)

1.Si case private —> grazie a testamenti ed inventari —> sequenze di

2.Nelle

passaggi di proprietà

collezione del cardinale Marino Grimani—> Ritratto de Zorzon di

3.Nella

sua man fatto per david e Golia —> lo si desume da un inventario del

1528 sappiamo molto grazie a Notizia d’opere di disegno di Michiel —>

4.Noi

descrizione di opere d’arte nelle case ed edifici di Padova, Cremona,

Milano, Pavia, Bergamo, Crema e Venezia. —> Michiel, nato nel 1484

aveva viaggiato molto a Bergamo, Roma, Napoli—> carriera stroncata per

uno scandalo —> in contatto con figure di notevole caratura letteraria —> Sannazzaro, Bembo,

Beazzano, Navagero, Tebaldeo, Aretino—> sembra di leggere frammentarie sequenze di

appunti —> lavoro in fieri —> figura del connoisseur —> diciassette pezzi riconducibili a Zorzi e

alla sua scuola

In casa de messer Tadeo Contarino, 1525

a)

- Descrive tre opere di Bellini, due di Palma il Vecchio, una di Romanino

-

La prima opera di Zorzi riconosciuta è Tre filosofi (K.M. Vienna) —>

osservandola dal vivo sembra aver avuto un’uniformità esecutiva MA le

radiografie hanno evidenziato mutamenti in corso d’opera.

- La seconda opera non è connettibile a nessun dipinto che ci è giunto

ma si è supposto che possa essere la nocte non molto perfetta —>

come Inferno

- La terza sarebbe una delle sue prime opere —> produzione giovanile

b) In casa de messer Hieronimo Marcello, 1525

-

Descrive 8 dipinti—> 6 ritratti—> 2 di Tiziano, 1 di Bellini, 1 di Palma il

vecchio e 3 di Giorgione

-

Il Ritratto di Girolamo Marcello sembra combaciare con uno che si trova

al K di Vienna ma la precisazione di Marcantonio sul fatto che lui volta la

testa sembra non collimare

-

Marcello era un diretto committente di Giorgione

-

Il San Girolamo non sappiamo come si presentasse

c) In casa de Messer Chabriel Vendramin, 1530

-

Conservava La tempesta (Gallerie dell’Accademia, Venezia)

-

Conservava sculture, disegni e miniature, pezzi antichi acquisiti dopo

la morte di Giorgione

-

3 ritratti di Bellini, molti album, disegni di raffaello e numerosi quadri

fiamminghi

-

Nel suo testamento ricorda che le opere non vanno ricordate solo per

il loro valore economico ma soprattutto per quello intrinseco—> da

non vendersi MAI—> ovviamente le vendettero

d) In casa de Messer Zuam Ruam, 1530

- Possedeva una raccolta varia con

dipinti nordici, veneti e 2 teste di

Giorgione

- Per la prima si è pensato al Fanciullo

(Galleria Knoedler, NY)

- Per il secondo, al Giovane con freccia

(Kunst. di Vienna)

e) In casa de Messer Antonio Pasqualino, 1532

- Due quadri di Da Fabriano, 1 di Bellini

- 2 di Giorgione —> San Giacomo maggiore con in mano il bastone da pellegrino , Il Giovane con

freccia

f) In casa de Messer Andrea di Oddoni, 1532

- Vi si trova una copia di un lavoro di Giorgione—> un San Geronimo nudo in un ambiente

notturno

g) In casa di Michele Contarini alla Misericordia, 1543

-

Un disegno che però non abbiamo—> non compare nel testamento

-

Compare un altro disegno che potrebbe corrispondere a Il tramonto

(National Gallery)

d) Castiglione, Pino, Dolce

Tra 400 e 500 si assiste ad un cambiamento elitario della professione dell’artista —> alcuni si

permettevano persino di scartare alcune commissioni, tanto abbondavano —> nuovo modo di

esprimere la cultura e le esigenze dell’epoca

CASTIGLIONE

1.

Giorgione —> additato da Castiglione nel suo Cortegiano come uno tra i pochi eccellentissimi della

pittura —> libro best seller dell’epoca, edito a Firenze e Venezia nel 1528

Ariosto lo toglie dai migliori e lo sostituisce con Giovanni Bellini

Castiglione ne rimarca 3 aspetti:

peculiarità

a.la coerenza

b.la perfezione di stile

c.la

Era cresciuto con Mantegna (Mantova), si era formato a Milano con

Leonardo, si installa a Urbino dove incontra Raffaello e poi a Roma con

Michelangelo. —> Giorgione lo conobbe nelle sue opere a Venezia nel

1517

2. PINO Pino scrive Dialogo di pittura nel 1548 —> tema del paragone e del confronto

(i pittori facevano a gara per essere migliori degli altri) —> Giorgione

presentato come l’antesignano dei maestri del pennello

Confusione per l’attribuzione delle opere —> armigero che viene accreditato a

Giorgione in realtà potrebbe essere di altri

3. DOLCE Dolce scrive nel 1557 il Dialogo della pittura intitolato l’Aretino in cui si legge

della leggenda di Giorgione chiuso in casa perché ferito dall’apprezzamento

maggiore per le opere di Tiziano che per le sue —> voce messa in giro da

Tiziano che attuava un’opera di automitizzazione

e) Sforzo e contraddizioni di Vasari

Giorgio Vasari cerca di ricostruire la vita di Giorgione —> interviste e puzzle di opere disseminate

Scrive Vite e’più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani da Cimabue insano a’tempi nostri

Viaggia per scrivere a : Firenze, Modena, Bologna, Roma, Città di Castello, Parma, Milano,

Mantova, Verona, Venezia, Napoli, Rimini, Ravenna, Urbino

Si basa su:

memoria

a. verosimiglianza

b. fantasia

c.

Il primo a dargli informazioni su Giorgione fu Aretino —> si basava sulla visione diretta di poche

cose —> indica Giorgione come tra i fondatori della maniera moderna

La biografia di Zorzi —> unicum rivelatori e spiazzante perché mescola info già conosciute a

nuove inedite

Nasce nel 1477 a Castelfranco da una famiglia di basso rilievo sociale —> formazione a

1. Venezia

Inizialmente si occupa di Ritratti e madonne, poi agli affreschi

2. Morto per il contagio di peste da una delle sue amanti nel 1511

3.

Primo bilancio provvisorio:

Alcune informazioni coincidono con ciò che sappiamo —> collaborazione al Fondaco dei

a. tedeschi e morte di peste

Alcune opere menzionate sono giunte fino a noi—> Pala di San Giovanni Crisostomo (non

b. veramente sua ma di Del Piombo), La Tempesta, Il Cristo portacroce

Alcune informazioni sono indimostrabili

c.

Dal 1560 Vasari cerca di creare una nuova versione dell’opera, in quanto la precedente era troppo

toscanocentrica —> nuovi informatori da altre regioni come Bartoli e Verdizzotti per i veneti

Nel 1566 fa un tour di aggiornamento tra Umbria, Marche, Emilia, Lombardia e Veneto

I cambiamenti su Giorgione furono numerosi e radicali —> stesso impianto ma mescolamento di

dati —> nasce nel 1478 + incontro con l’arte di Leonardo è aggiunta opere:

Autoritratto come David

a. Giovane con il suo maestro (National Gallery WDC)

b. Affreschi del Fondaco —> stupisce che non riesca ad interpretarne l’iconografia

c. ribadisce la paternità del San Rocco

d. Ritratto di Caterina Cornaro

e.

Tra gli allievi fa comparire anche Giovanni da Udine

A 50 ANNI DALLA MORTE L’IDEA DELL’ARTISTA E DELLA SUA PITTURA E’ CONFUSA E

CONTRADDITTORIA

f) Fu allevato in Vinegia

Le opere del Giorgione manifestano una formazione lagunare —> fu presto messo a bottega da

qualche buon pittore

LA VENEZIA DEL XVI SECOLO

- Possiamo leggerne i diari grazie all’opera di Marin Sanudo Diarii + pittura di de Barbari

- Era un microcosmo autosufficiente —> specificità, dignità e grandezza —> una Nuova

Gerusalemme e nuova Costantinopoli

- Retta da un regime oligarchico

- Cosmopolita

- Palazzi, soffitti intagliati, fregi e tappezzerie alle pareti

NELLE CHIESE

- Zorzi cerca di vedere più quadri possibili —> più facile nelle chiese

- Le chiese stavano cambiando —> gli arredi erano sempre più ricchi —> nel 400 erano luoghi in

cui si conservavano le reliquie dei santi —> nel 500 cambiamento del gusto e introduzione di

nuovi simboli e figure —> Bellini conduce la pittura veneziana dentro una nuova dimensione

creativa

GIOVANNI LEONI SOTTO AL COLLEONI

Non solo nelle chiese si assisteva al trapasso della cultura figurativa —> monumento di

Bartolomeo Colleoni da collocare in piazza San Marco —> ci si rivolge a Verrocchio, a Leonardo,a

Ghirlandaio e a Perugino —> posto nel 1476 in piazza San Marco, il monumento simboleggia la

vocazione militare della città —> grandi nomi arrivano in città in quel periodo come Durer e

Leonardo e Michelangelo

IL MERCATO DELL’ARTE

Crescita del collezionismo dell’antichità —> alimentato dai ritrovamenti romani nell’Egeo —>

attrazione della Grecia sulla cultura veneta con umanisti come Squarcione, Marcanova —> si

sognava di trovare gli originali di Fidia, Prassitele e Lisippo —> Venezia ambiva a diventare la

nuova Atene

Le opere erano di ogni qualità —> si trovano anche nei negozi —> il prezzo variata a seconda

dell’abilità riconosciuta al singolo —> le attività manifatturiere si imposero a tal punto da sostituire i

traffici navali —> fu la competizione tra botteghe ad abbattere i costi

Occasioni di vendite istituzionalizzate erano le feste come quella dell’Ascensione —> di tutti i tipi,

da quelle icone di Creta alle pitture fiamminghe

COMMITTENZA ALLO SPECCHIO

La presenza di quadri come quelli di Memling e Bosh implica due fattori di fondo:

il gusto cercava stili alloglotti

a. il loro possesso condizionava la produzione locale

b.

L’intreccio tra il collezionismo e la committente fu essenziale per l’evoluzione della scuola pittorica

veneziana —> i committenti passavano dal ruolo di modello passivo all’espressione attiva di

impegni e sentimenti

INTRECCI DI SAPERE E PIACERE

L’allargamento degli orizzonti della ritrattistica a Venzia dipendeva da più fattori:

intervento di forestieri che cambiarono approccio

a. incontro dei locali con nuove tendenze e fenomeni

b.

LUCA PACIOLI —> matematico, nel 1494 pubblica il De summa aritmetica nel 1496 si ferma a

Milano dove ottiene la cattedra di insegnante pubblico di matematica —> conosce Leonardo,

collabora con lui ne De divina proporzione —> scappano insieme per Mantova e Venezia

La matematica legava quasi tutte le espressioni artistiche dell’epoca

Anche la musica aveva avuto una reimpostazione teorica —> Gaffurio ne Pratica musicae —>

tematiche amorose anche in teatro

(manca un pezzo, prendilo dalle lezioni)

ANALISI DELLA PRODUZIONE DI GIORGIONE

OPERA NUMERO 1: SATURNO IN ESILIO (NATIONAL GALLERY, LONDRA)

-

In una radura un personaggio dall’aria malinconica, vestito

di scuro ma con un vistoso mantello giallo siede su un trono

ricoperto da tappeti orientali, circondato da libri

- Di fronte a lui un fanciullo vestito con un pesante abito

grigio è come in attesa

-

Dietro un servitore vestito con una tunica rosa cangiante

porge una coppa di fiori e frutti

- Sul primo gradino un suonatore di liuto con dietro un

cilindro nero

- Sulla sinistra un albero con un pavone appollaiato su un

ramo secco e sotto un leopardo

-

In secondo piano una rupe con radici e fusti e un

barbagianni e uno sparviere

-

Al centro 4 o 5 animali, probabilmente antilopi

ATTRIBUZIONE

Probabilmente di Zorzi —> opera senza paragoni nel contesto dell’epoca —> incongruenze nel

vestiario

Prima segnalazione nel 1603 nella collezione di Aldobrandini dove portava l’attribuzione a

Raffaello —> entra alla National Gallery nel 1885 —> si pensava fosse Giasone o Giove—> in

realtà Saturno (tema molto raro)

SIGNIFICATO

- Sospensione meditativa che invita a riflettere sul tema della violenza

- Ammissione degli ebrei nel contesto sociale —> figura di Saturno consuetudine nella stirpe

israelitica, giallo del manto è il colore degli ebrei, cilindro tipicamente ebraico

- Eseguita con precisione miniaturista

- Oggetto di pentimenti—> figure incerte, disegni gracili inducono a pensare ad un pittore agli

esordi

OPERE NUMERO 2 E 3: PROVA DI MOSE’ (UFFIZI) E GIUDIZIO DI SALOMONE (UFFIZI)

- Segnalate nel 1692 nella villa medicea di Poggio Imperiale come di Giovanni Bellini

- Nel 1795 entrano in Galleria già con l’attribuzione a Giorgione

- Entrambe con cornici con rappresentazioni vegetali

- Un tempo adibite ad ante di un mobile e furono apposte due traverse di sostegno

PROVA DI MOSE’

- Rappresenta il piccolo Mosè che fa cadere la corona del Faraone giocando ed è costretto a

scegliere tra una coppa di monete e una di braci. Sceglie quella con le braci e la porta alla

bocca, provocandosi la balbuzie

- La scena si imposta sul paesaggio che occupa due terzi della tela , l’atmosfera è calda

- La sequenza narrativa parte dal gesto del faraone a sinistra che solleva la destra protendendo

l’indice nel segno del comando (adlocutio)

- Si rivolge al vecchio barbuto che replica il gesto

- Una donna regge Mosè

- Alla scena assistono 10 personaggi —> alcuni sono militari, alcuni portano mantelli avvolgenti

- Il faraone sembra un generico orientale con il turbante—> la pedana che lo sostiene presenta

un bassorilievo

- la figura principale è un satiro (potrebbe essere Prometeo)

- Sullo sfondo u

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niveschiari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Dal Pozzolo Enrico.
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