Il Quattrocento
Gotico internazionale: definizioni
Fine 300, gotico internazionale: diverse nozioni per definirlo:
- Tardo gotico: ultima fiammata di un mondo morente, sottolinea la volontà di contrapporre questo movimento al rinascimento.
- Gotico cortese: centro principale sono le corti.
- Gotico internazionale: sottolinea il carattere cosmopolita della corrente. Le opere di questo periodo e gli artisti si contraddistinguono come “girovaghi”.
Maestro del dittico Wilton
Maestro del dittico Wilton, Dittico Wilton, 1395-99, National Gallery. Grande presenza di oro. Nella tavola a sinistra troviamo Re Riccardo II inginocchiato con 3 santi (il battista e 3 suoi avi), in quella di destra troviamo la Madonna con il bambino circondata da una schiera di angeli in blu con l'insegna del re sul petto. Molti influssi italiani e francesi. Forse realizzatori postumo rappresenta l'entrata in paradiso del sovrano.
Le caratteristiche di questo stile sono:
- Predilezione per la linea sinuosa e espressiva. Non significa che i risultati dell’arte giottesca siano stati dimenticati ma rappresenta un’alternativa. A volte troviamo le due soluzioni convivere in uno stesso spazio.
- Ricerca irrealtà affiancata a un interesse per il realismo minuto.
- Amore per il lusso (profusione oro).
Il gotico è una corrente bifronte, affacciata contemporaneamente su due secoli e due culture.
Artisti principali e centri del gotico internazionale
Del Maresciallo Boucicaut, Visitazione, Jacquemart Andre. Maestro delle Ore di Rohan, Mese di Novembre, 1448, Biblioteca Nazionale di Parigi.
- Maggior centro del gotico internazionale è la Francia e al suo interno Parigi.
- Maestro del Maresciallo Boucicaut XIV-1420. Grande interesse per sua definizione dello spazio e del paesaggio.
- Maestro delle Ore di Rohan XV. Particolarmente espressivo, accosta elementi aristocratici a altri popolari in composizioni nervose e dinamiche.
Importanti centri e artisti del gotico internazionale
Altro importante centro è Digione:
- Melchior Broederlam di Ypres - Pala di Dijon, 1350-1409 (Annunciazione, Visitazione, Presentazione al tempio, Fuga in Egitto).
- Claus Sluter (1340-1405). La sua opera è quasi tutta raccolta nella certosa di Champmol e propone una nuova ampiezza e grandiosità delle forme oltre a una grande carica realistica: Pozzo dei profeti, 1395-1406, certosa di Champmol. Monumento di Filippo l’Ardito, Museo di Belle Arti di Digione, dal 1404 in poi il lavoro viene portato avanti dal nipote Claus de Werve a causa della morte dell’artista.
Tra Digione e Bruges operano invece i fratelli Limbourg (Pol, Hermant, Jahannequin) artisti dalla cultura composita con influssi italiani autori delle Très Riches Heures del duca di Berry aperto da uno splendido calendario. Gli artisti dimostrano una predilezione per la linea morbida, ritmica affiancata da una nuova sensibilità nella resa della natura che si rivelerà fondamentale per l’esperienza di Van Eyck - Mese di Maggio, 1412-15. Chantilly Musée Condé (corteo di cavalieri e dame) - Mese di Ottobre, 1412-15, Chantilly Musée Condé (due contadini lavorano i campi e un castello sullo sfondo).
Weicher Stil in Boemia
Tra la seconda metà del 300 e la prima del 400 prende piede in Boemia il Weicher Stil, lo stile molle. Versione ulteriormente addolcita del gotico internazionale che sviluppa le premesse poste a metà 300 dal Maestro Teodorico da Praga. Esplicativa delle caratteristiche di questo stile - Maestro Boemo, Madonna di Jindrichuv Hradec, metà XV, Praga (linea vibrante, esiti di grande virtuosismo nel panneggio. La Madonna avvolta da un manto blu che non mostra nessuna fisicità nella parte superiore mostra il bambino avvolto da un velo. Sullo sfondo oro due angeli ai lati alzando un manto rosso).
Gotico internazionale in Spagna e Italia
Altro centro non da dimenticare del gotico internazionale è senza dubbio la Spagna specialmente l’area della Catalogna e di Valencia. In quest'area sono attivi sia lo spagnolo Gonzalo Perez che il toscano Gherardo Starnina che è destinato a incidere la contemporanea pittura fiorentina dopo il suo ritorno in patria nel 1413 circa. - Gonzalo Perez, San Martino, particolare del Retablo dei S. Orsola, Martino e Antonio, Valencia Museo Provinciale - Gherardo Starnina, Dormitio Virginis, Philadelphia, John G. Johonson Collection (nelle sue opere convivono la cultura giottesca e le tensioni gotiche conseguenza dell’influenza spagnola).
Durante il gotico internazionale le Alpi più che barriera furono un crocevia culturale. Le zone alpine furono ampiamente interessate dall’ondata del Gotico Internazionale.
Piemonte: Giacomo Jaquerio La Savoia nel periodo tra 1416-51 visse un periodo artistico splendido (il duca Amedeo VIII strinse i rapporti con la Borgogna). Le aperture culturali del ducato di Savoia (operò tra gli altri anche Jean Bapteur) influenzarono l’attività del torinese Giacomo Jaquerio pittore di Amedeo VIII e degli Acaia. Artista itinerante lavora tra Torino, Ginevra e Thonon sviluppando sull’arte borgognona un linguaggio personale dalla limpida gamma cromatica, una linea espressiva e la compresenza dell’eleganza a spunti di realismo plebeo. - S. Pietro liberato dal carcere il donatore Vincenzo Aschieri, Museo di arte antica (TO) - Salita al Calvario, 1415/20, affresco, Ranverso chiesa di S. Antonio. Alla pittura di Jaquerio guarda anche il Maestro della Manta autore nell’omonimo castello del ciclo d’affreschi raffiguranti i nove prodi e le nove eroine dipinti con gusto cortese e con larghe campiture di colore smaltato.
Trentino: Maestro Venceslao
Nella zona di Trento, vicina al ducato del Tirolo, viene favorita la penetrazione di opere tedesche e dell’est europeo. Al Maestro Venceslao si deve a fine 300 la decorazione di una sala della torre dell’Aquila a Trento su commissione di Giorgio di Liechtenstein principe vescovo della città dal 1390. Sulle pareti della sala sono affrescati i mesi separati da esili colonne che inquadrano le scene. Il linguaggio è minuzioso e fresco. - Maestro Venceslao, Ciclo dei Mesi, Ottobre e Aprile, fine XIV, affresco Castello del Buon Consiglio.
Il cantiere cosmopolita del Duomo a Milano
Durante il governo di Gian Galeazzo Visconti e di Filippo Maria Visconti (fine 300 metà 400) Milano svolge un ruolo da protagonista nel gotico internazionale grazie all’accorta politica culturale e al grande cantiere del Duomo (dal 1386). A esso Gian Galeazzo impone una virata gotica facendone un punto di incontro di maestranze lombarde e straniere chiamate a dare di volta in volta il loro contributo all’edificio in marmo di Candoglia.
Attestata dal 1401 al 25 anche la presenza di Jacopino da Tradate massimo esponente lombardo della scultura gotica internazionale. - Jacopino da Tradate, Papa Martino V, 1419-21, Duomo (realizzata per uno dei piloni esterni, è giocata tra l’energico modellato del volto e il virtuosismo del panneggio).
Michelino da Besozzo
Tra il cantiere del Duomo e la biblioteca pavese avviene la formazione dell’artista figura chiave della pittura settentrionale di inizio secolo. Pittore e miniatore sovrappone alle conoscenze di Giovannino de Grassi gli stimoli della pittura d’oltralpe specie francese raggiungendo esiti di grande qualità:
- Adorazione dei Magi, Libro d’Ore d’Avignone, XIV-XV, biblioteca comunale (lampante qui la sua dote di disegnatore)
- Sposalizio mistico di Santa Caterina, 1420, tempera su tavola, Siena Pinacoteca Nazionale (le figure sono ritmate da una linea cedevole, emergono evanescenti dal fondo oro)
L’artista si impone in poco tempo in Lombardia, a lui si richiamano gli affreschi della cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza del 1444 realizzati dalla famiglia Zavattari e i contemporanei giochi di aristocratici di un anonimo maestro nel palazzo Borromeo a Milano. In Lombardia trova seguito oltre all’addolcita versione del gotico di Michelino una seconda più grottesca. Ottimi esempi possono essere gli affreschi di Filippolo e Franco de Veris (1400) all’esterno della chiesa di S. Maria dei Ghirli a Campione d’Italia e le miniature dell’inquieto Belbello da Pavia.
Il Veneto
Prima dell’affermazione di Pisanello presentava in quanto possedimento visconteo un orientamento fortemente lombardo come si può vedere dalle opere di Jacopo da Verona (figlio d’arte, Jean d’Arbois pittore di Filippo di Borgogna). Si forma a Pavia a contatto con l’opera del padre e di Michelino da Besozzo: predilige linea morbida, colori teneri e una materia pittorica fusa:
- Adorazione dei Magi (firmata e datata), 1435, oro e tempera su tavola, Brera.
Diversa situazione a Venezia dove a inizio 400 si impone uno svecchiamento della tradizione di marca bizantina. Importantissima la presenza di artisti stranieri come Gentile da Fabriano e Pisanello attivi nella decorazione di Palazzo Ducale (sala di maggior consiglio). Sarà il modo del primo a imprimere una svolta nell’arte veneziana come si può vedere nell’opera di Jacobello del Fiore, Michele Giambono e anche dagli esordi di Jacopo Bellini. - Jacobello del Fiore, Storie di Santa Lucia: L’elemosina dei poveri, 1410-20, oro e tempera su tavola, Fermo. Questa spinta di rinnovamento viene data dai cantieri per il coronamento della basilica di San Marco e per la conclusione dell’esterno di Palazzo Ducale: i due edifici sono uniti dal prolungamento del lato di Palazzo Ducale. Sulla basilica pinnacoli e riccioli fitomorfi mentre Palazzo Ducale viene decorato con un paramento marmoreo sovrastato da una profonda loggia. A saldare le due strutture la Porta della Carta (1438-42) opera dei veneziani Giovanni e Bartolomeo Buon. Altro importante cantiere è quello della Ca’ d’Oro tra 1421-40, edificio privato affidato a maestranze lombarde. La facciata sul Canal Grande è alleggerita da 3 logge sovrapposte decorate da intagli e con un intelligente riuso delle precedenti cornici marmoree (XII).
Gotico internazionale in centro e sud Italia
Il cantiere di San Petronio (BO) voluto dal consiglio dei seicento si apre nel 1388 e viene affidato a Antonio di Vincenzo. L’enorme edificio mai terminato (manca parte superiore facciata) è composto da tre navate coperte da volte cuspidate rette da 10 pilastri con capitelli fogliari. Lo slancio verticale della navate centrale è equilibrato dall’ampio spazio a lato destinato alle cappelle. Nella decorazione pittorica della basilica è impegnato il massimo esponente del gotico internazionale emiliano Giovanni da Modena (a BO tra il 1409 e il 1456). Attorno al 1410 affresca la cappella del mercante di sete Bartolomeo Bolognini. Sulle pareti sono raffigurate con stile tagliente: Giudizio Universale, Scene della vita di San Petronio e Storie dei Magi. Si legge una straordinaria carica espressiva che rasenta il grottesco (attenzione alle suggestioni popolari) - Storie dei Magi (8o episodio, rientro per mare dei Magi), Cappella Bolognini in S. Petronio, BO 1412 - Storie dei Magi (apparizione stella cometa), Cappella Bolognini in S. Petronio, BO, 1412.
Fratelli Salimbeni
Nelle Marche i rapporti dei signori con Veneto e Lombardia fanno sì che la penetrazione del gotico internazionale sia precoce. Esemplare è il caso dei fratelli Salimbeni: Lorenzo e Jacopo.
- Jacopo Salimbeni, Trittico con Sposalizio mistico di S. Caterina, 1400, tempera su tavola, S. Severino (la figura aristocratica della Vergine, l’elaborazione dei panneggi della Vergine e la delicatezza degli incarnati tradiscono un’indipendenza dalla pittura di Gentile e un aggiornamento sulle miniature lombarde e francesi).
- Lorenzo & Jacopo Salimbeni, Battesimo di Cristo, affresco, Oratorio di S. Giovanni Urbino, 1416 (affrescano l’oratorio con le storie del Battista, vita del santo affiancata da episodi di vita quotidiana che danno un tono spensierato, e la Crocifissione).
Firenze e il gotico internazionale
Caso a sé nel panorama del gotico internazionale è la città di Firenze dove gli stilemi del gotico si legano alla forte tradizione dell’arte toscana che porta spesso a uno stile severo (visibile specie nella scultura) lontano dalle tensioni estreme del gotico nord italiano.
Italia meridionale
Nella Sicilia, unita al Regno di Napoli, fioriscono a inizio secolo scambi con Francia, Spagna, ecc. La complessa cultura del periodo porta a Palermo a un’opera isolata - Maestro del Trionfo della Morte, Trionfo della Morte, 1458, Palazzo Sclafani oggi Galleria Regionale della Sicilia. In origine collocato nel cortile di Palazzo Sclafani tramutato in ospedale nel 1446: probabile che questa data sia da riferire all’opera. Nell’opera la morte a cavallo di un destriero scheletrico entra in un giardino e schiaccia i rappresentanti di diversi strati sociali puntando verso un gruppo di nobili. La linea tagliente e la semplificazione delle forme fanno pensare a un siciliano di nascita impregnato dalla cultura borgognona e aperto agli sviluppi della pittura catalana visibile a Napoli.
Gentile da Fabriano
Gentile da Fabriano (1370 circa-1427), si può annoverare tra i massimi maestri del Gotico internazionale, sia per la qualità della pittura che per le sue vicende biografiche, che ci restituiscono l’immagine di un artista girovago, in continuo movimento tra corti e città prestigiose, la cui fama supera ben presto i confini della penisola. La sua pittura appare caratterizzata da eleganza, estrema sensibilità per la luce e il colore, grande virtuosismo tecnico. Tappe più importanti della vicenda di Gentile: probabilmente tra il 1405 e il 1415 trova a Venezia (dal 1409 per realizzare la perduta decorazione di Palazzo Ducale): dal 1414 al 1419 esegue per Pandolfo Malatesta gli affreschi del Broletto di Brescia, nel 1422 è a Firenze, dove si trattiene fino al 1425. Nel 1427 raggiunge Roma per affrescare un ciclo di S. Giovanni in Laterano, incompiuto per l’improvvisa morte del maestro e verrà terminato da Pisanello. È probabile che la sua formazione sia avvenuta in contatto con l’ambiente cosmopolita della corte viscontea. Sembra denunciarlo una delle prime opere del catalogo del maestro, la Madonna col Bambino e i Santi Nicola e Caterina d’Alessandria nella Galleria Nazionale di Perugia, che mette in campo numerosi riferimenti all’arte lombarda: alla miniatura di Giovannino de’ Grassi da pensare la veste della Vergine, non mancano neanche diverse assonanze con le opere giovanili di Michelino da Besozzo. Le stesse osservazioni possono valere per uno dei capolavori di Gentile, il Polittico di Valle Romita, realizzato nel primo decennio del ‘400 e inviato all’omonimo eremo francescano nei pressi di Fabriano. Le figure si stagliano su un fondo oro lavorato, vestite di abiti e manti dei quali si riesce a percepire la consistenza materica. I quattro Santi laterali (Girolamo, Francesco, Domenico, Maria Maddalena), poggiano su prati coperti di fiori. I loro volti sono dipinti a punta di pennello con un finissimo tratteggio.
Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano
Se il Polittico di Valle Romita può fornirci un’idea della qualità esibite da Gentile a Venezia, la fase successiva della sua arte è testimoniata dall’Adorazione dei Magi dipinta nel 1423 per la cappella Strozzi in S. Trinità a Firenze, dove si percepisce una maggiore solidità nella definizione della figure ed un interesse più pronunciato per la resa dello spazio. Tali elementi caratterizzano con maggior forza il Polittico dipinto da Gentile nel 1425 per la famiglia fiorentina Quaratesi e trovano una ragione nell’approfondimento delle novità messe in opera, contemporaneamente, dalle avanguardie rinascimentali fiorentine. L’adorazione dei Magi, fu affidata a Gentile da Fabriano da Palla di Nofri Strozzi. Trovava originariamente posto nella cappella di famiglia in S. Trinità a Firenze, costruzione terminata nel 1423, a sovraintendere i lavori fu probabilmente chiamato Ghiberti. La cappella Strozzi, è costruita da due ambienti: al vano principale che ospitava la grande tavola di Gentile, se ne affianca uno minore, dedicato da Palazzo alla memoria del padre. Decisamente inusitata è l’organizzazione della pala, che presenta nelle cuspidi tre tondi circondati da figure di Profeti (rappresentano l’Annunciazione ai lati e Cristo giudice al centro), nella predella le scene della Natività di Gesù, della Fuga in Egitto e la Presentazione al tempio e nella tavola centrale la puntuale narrazione del lungo viaggio che porta i Magi alla stalla di Betlemme, distinta in episodi sfruttando le lunette superiori della cornice. Il modo in cui è organizzata la pala e la descrizione minuta della natura, costumi esotici dei Magi e loro seguito fiabesco costringono l’osservatore a soffermarsi su ogni particolare. Si tratta di un tipo di fruizione che presenta uno stringente parallelo con il metodo dell’ekphrasis, la tipologia descrittiva della tradizione letteraria greco-bizantina. Opera curata da Gentile in ogni minimo dettaglio (si vede anche la cornice, decorata con splendidi brani floreali negli interstizi delle colonnine laterali), l’Adorazione dei Magi si configura come un prodigio di naturalismo e di ricerca luministica: esplicative in questo seno sono le tre scene della vita di Cristo nella predella, ambientate in contesti urbani e naturali descritti con amorevole precisione.
Pisanello, Antonio Pisano
Pisanello, Antonio Pisano (1390-1450) non abbiamo la data di nascita, conta l’anno in cui con la madre vedova si trasferì da Pisa a Verona: 1395. Fu detto Pisano, Pisano da Verona o Pisanello. Mancano totalmente notizie sulla sua formazione artistica riferibile interamente all’area settentrionale guarda soprattutto Gentile (vedi affreschi di San Fermo con l’Annunciazione), Michelino da Besozzo e Stefano da Verona.
Dal 1409 partecipò con Fabriano agli affreschi della sala nova in Palazzo Ducale a Venezia poi perduti in un incendio. Risulta anche autore di affreschi nel Castello Visconti a Pavia oggi perduti. Nel 1422 risiede a Mantova dove ha rapporti con Gian Francesco Gonzaga e dichiara la possibilità di potersi spostare tra varie corti del nord Italia come Padova, Milano, Cremona, Trento ecc.
Nel 1426 conclude i lavori in San Fermo a Verona per il monumento funebre a Nicolò Brenzoni. Esegue e firma tutte le parti con l’Annunciazione e i santi Raffaele e Michele con la collaborazione di Nanni di Bartolo per lo scolpito. Continua a spostarsi tra le corti del nord.
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