America
Europa
Russia
inizio 1900 - 89
cause?
partiamo dall’Europa - Germania -45 fine seconda guerra mondiale - Germania perde _ germania
totalmente distrutta, desolazione, miseria, povertà
I fattori storici e politici sono le cause del perchè nasce l’arte
Roberto Rossellini - 48 - FILM GERMANIA ANNO 0 (anno 0 inteso perché è come se la
germania riparta da quell’anno, con una nuova visione davanti).
Visione di Berlino dopo la guerra (46)_
Rossellini ha perso il figlio molto giovane, infatti il protagonista del film è Edmund, un bambino
di 12 anni che si ritrova in questa Berlino distrutta..
con una sorella prostituta, un padre malato e un fratello ex militante, senza documenti che non sa
cosa fare.
In questo film, Edmund, diciamo che sperimenta quale sia la legge del più forte. Nel dopoguerra,
in una Germania devastata dalle macerie, decide di uccidere il proprio padre malato dopo aver
dato ascolto alle teorie di un suo professore ex-nazista. Le ideologie che non sono altro che
criminale follia contaminano anche l'innocenza di un bambino e la sua prudenza, che crede di
trovare rimedio alla propria colpa con il suicidio.
DOCUMENTA 1
Si tiene nel 1955 la prima mostra di arte contemporanea nella Germania dell’Ovest; Documenta
a Kassel. Con la Germania come campo di battaglia del confronto capitalismo-comunismo, il
desiderio di sventolare i risultati della ricostruzione della Germania dell'Ovest in faccia alla parte
Est portò all'istituzione di una mostra internazionale, la Documenta 1, a Kassel, una città a pochi
km da un'installazione di missili puntanti sull'Unione Sovietica. La prima documenta fu nel 1955
e poi proseguì con scadenza quinquennale. Le partecipazioni americane nei primi anni
sottolinearono l'importanza di Pollock e di altri espressionisti astratti e lo splendore commerciale
della pop-art. risarcire la storia del passato
(Marcel Broodthaers → carte du monde politique / poetique /utopique (1968) Öyvind Fahlström
→ Sketch for World Map, 1972. Öyvind Fahlström, Column no.4, 1974)
IL PIEDISTALLO VUOTO
Il Piedistallo vuoto riunisce una costellazione di più di 40 artisti di 20 Paesi dell'Est Europa e
dell'ex URSS, per un totale di 100 opere: a partire dagli anni Settanta e intorno a due importanti
assi temporali: il 1989 con la caduta del muro di Berlino e il 1991 quando si dissolsero l'Unione
Sovietica e il Patto di Varsavia. A vent’anni anni di distanza, video, performances, installazioni,
fotografie, disegni e lavori pittorici di molti degli artisti che non avevano trovato spazio
all’interno della cultura socialista come di quelli della giovane generazione che ha riscosso un
ampio riconoscimento internazionale.
Idea dello spettro, del fantasma, non un mondo che ha a che fare con le rovine di qualcosa che è
passato, ma con degli spettri che in qualche modo continuano a vivere nel presente. Uno spirito
che appare e se appare vuol dire che c’è.
Vyacheslav Akhunov
Tra il 1976 e il 1978 concepisce un progetto in otto tavole che raccolgono 32 piedistalli. Di stile
e tempi diversi, questi piedistalli trovati in alcune città sovietiche sono le sole varianti di un'unica
statua, e sempre la stessa: quella di Lenin. Ma questa statua, stranamente, manca: è rimossa.
Oggi tutti vediamo in questo tuo lavoro dal titolo Il Piedistallo Vuoto una forte anticipazione
della leninoclastia seguita all'89. Quello che però mi interessa è la novità di questa opera che,
assieme ad altri lavori tuoi, fa sì che a quella data tu legga il comunismo come un passato, come
un'era del paleolitico verso cui ti poni come un archeologo.
Fantasmi dall'est-europa Il tema dell'INVISIBILE-VISIBILE è il denominatore comune di
questa mostra, assieme al “ritorno” di una cosa, mai replicata. Questo spazio non è propriamente
qualcosa di svuotato: è uno spazio virtuale, carico di potenzialità, di possibilità. Ospita una
presenza –assenza. È qualcosa che ancora non c'è stato, ma ritorna. “Un fantasma non muore mai
ma resta sempre a venire e a rivenire”. In questo senso possiamo dire che è lo spazio
dell’apparizione di un fantasma a venire! Il fantasma è qualcosa che è visibile ed invisibile allo
stesso tempo.
È legato in parte alla storia e in parte ai processi di visibilità. L’arte al di là del muro di Berlino
esisteva, c’era, ma non veniva fatta vedere, fatta passare dalle mostre. Siamo abituati al fatto che
una cosa per esistere ha bisogno di apparire, esiste solo ciò che vedo, i mass media, la tv, i
computer, il grande fratello orwelliano ci introducono in questa pan-ottica. Questa mostra
sollevava alcuni problemi legati alla storia e alla geografia. La mostra si divide successivamente
in “Il teatro dei gesti” e “ L’archeologia delle cose”, due sezioni che ocmunque richiamano la
materialità di una statua.
Lampadario – con lettere a intermittenza “Enter the ghost”, “Exit the ghost”.
Roman Ondak → Il custode all'ingresso di questa mostra c'è / non c'è, abbiamo solo la sua sedia
con la giacca (opera di Roman Ondak).Al personale è stato poi chiesto di mettere gli abiti di 30
anni prima (l'artista preferisce intervenire su cose poco visibili). Quando il custode c'è, ammira
due opere, o meglio il fantasma di due opere di Dorothy Miller, curatrice di 12 Americans e
SAD, conservate al Museum of American Art di Berlino.
È come se il custode fosse evaporato: lui è a conoscenza che la storia dell’arte va riscritta, perché
tutti i libri comprendono solo la storia della cultura americana e non dell’est del mondo.
Dorothy Miller – 12 Americans
Sono copie “fantasmiche” delle copertine di cataloghi del 1996 per il MOMA di New York, che
dopo la WW2 esporta l'arte (e la democrazia) astratta. Jackson Pollock. Dorothy Miller escogita
una serie di mostre itineranti per il MOMA, partecipa anche Frank Stella. La mostra “12
Americans” arriva anche a Belgrado (Serbia), questa soglia di un est che guarda ciò che accade
nell'ovest. Gli Americani sono i winners che scrivono la storia dell'arte contemporanea.
Erbossyn Meldibekov - Family Album (kazako) → Persone davanti ad un monumento di Lenin
in posa, si ripresentano di fronte allo stesso monumento invecchiate. Non c'è più la statua di
Lenin ma un cavaliere a cavallo. Perchè fotografarsi di fronte ad un monumento? Perchè
dobbiamo ancorare l'immagine a qualcosa di persistente. E perchè non sotto un'albero? Perchè
voglio proiettare la mia piccola storia su qualcosa di più grande, eterno, su una macrostoria. I
monumenti sono carichi di storia. Le prime foto avevano già quell'intento, ma poi qualcosa è
stato capovolto. Sono di fronte ad una storia precaria che cambia più velocemente di quanto non
faccia io. foto in bianco e nero scattata prima della caduta di Berlino, e poi ha invitato le stesse
famiglie fotografate prima, a riposizionarsi sotto i monumenti ormai cambiati (perché hanno
distrutto tute le statue di Lenin) ma a colori.
Yerbossyn Meldibekov N. Oris, Tashkent. Lenin
(dalla serie/from the series “Family Album”), 2008.
Fotografie/Photographs, 40 x 55 cm. Collezione privata.
Elena Kovylina → Egalitè (2008) Piazza di Mosca. Undici persone con uno sgabello di altezza
differente. Salgono sullo sgabello e formano una linea egualitaria per poi scendere, creando una
performance. Sono persone di età, nazionalità, mesterie, salute differente. Vediamo che le loro
teste sono utopicamente alla stessa altezza, come proclama la democrazia in Russia. Ma se
spostiamo lo sguardo dai loro volti sorridenti vediamo che la base della loro euguaglianza sono
degli sgabelli regolati, non c'è una vera solidità, è un'illusione. Al centro di una stanza c'è un
piedistallo vuoto. Architetto utopista (da U-Topos = non luogo). Friegmon, struttura di tetraedri
in espansione. → 32 disegni di piedistalli
Akhunov → disegni per The Empty Pedestal_ Un artista vincolato dallo stato, dissidente
uzbeko. The Empty Pedestal, del 1977 precedente alla Leninoclastia, aveva raccolto 32
piedistalli svitati dall'antica stessa scultura. Aveva attaccato dei post-it gialli con scritto “torno
subito” “Sono a comprare la vodka” ma fa capire che già nel 76 non c'erano più gli ideali di
Lenin e tanto valeva che scendesse dal piedistallo. Akhunov raccoglieva taccuini facilmente
nascondibili (tema fantasma) mescolanza tra avanguardie storiche, socialismo e scrittura comica.
Nei piedistalli ci sarebbe dovuto essere Lenin, ma lui non lo rappresentava, perchp vedeva già
una crisi e una fine del socialismo.
Yona Friedman → Space Chain, 1959 Al centro, è stato posizionato li per giochi di luce, è un
piedistallo in cartone con sopra un modello di città utopistica, col fil di ferro, sono tutti tetraedri
che si moltiplicano. È un qualcosa che non ha luogo (utopos=senza luogo). È un modello perché
è un modello matematico.
Lei pensa che le città del futuro saranno galleggianti in aria, un aggroviglio di corde; (le sue
sculture solitamente sono sempre appese, o sospese).
Teatro dei gesti
Pawel Althamer → One of Many - Bambino di rame regalato a Beatrice Trussardi, una
presenza fantasmatica che ci porta ad interrogarci.
Miroslaw Balka → Sweets of sin In un'installazione astratta, un “uomo che fa la pipì” con un
litro di thè e 20 di whiskey ( vedi James Joyce era sempre ubriaco). L’artista interessa agli
oggetti che accompagnano accolgono il corpo.
Dell’uomo nelle varie fasi della sua vita (il letto, la bara l’urna), come sudore, urina, sperma e
lacrime.
David Ter-Oganyan & Alexandra Galkina → Four People in Metro: figure astratte di un
giovane artista russo. Quadri che in realtà sono mappe di attentati terroristici, riprende
stilisticamente le avanguardie.
Said Atabekov → Un'arista kazako, che è testimone della cultura del nomadismo, senza
allevamento, solo con un cavallo per spostarsi. I tappeti di feltro usati come bandiera nazionale
vengono portati nella steppa, territorio degli antenati. Come se il Kazakistan si fosse
nazionalizzato.
Julius Koller → Ping Pong Club Lavora negli anni 70' in Cecoslovacchia, rappresenta se
stesso come giocatore di ping pong. Gioco della comunicazione. Con un muro al posto della rete,
che fa sempre comunque tornare la pallina indietro. (richiamo al Muro di Berlino) forma del
monologo dell'artista con se stesso, mentre sarebbe bello che ci fosse una regola prestabilita,
della sana rivalità, uno scambio di opinioni. UFO → era il suo approcio al mondo dell'arte, UFO-
naut wordplay (apparizione e scomparsa, fantasma, non identificato).
Sub sezione: il corpo indifeso e l'uniforme.
L'idea che abbiamo di questi paesi è di fermezza e solidità, quasi come una statua, ma gli artisti
ci mostrano un corpo fragile e indifeso.
Deimantas Narkevicius → Holy War : Fila di scarponi di soldati con incenso, che sono come
evaporati. Di fronte viene proiettato un video dei soldati dell'arma che prima vestiti cantano un
rito patriottico, poi vengono invitati a spogliarsi in una palestra, rimanendo solo con fucile e
scarponi.
Fece scandalo per presa in girlo dell'arma polacca. (forse apparsa vulnerabile). 5 handicappati in
una camera a gas. Idea dell'esposiizione della fragilità e della debolezza del corpo contrapposta
ai sistemi dittatoriali di forza e rigidità. Richiamo al cosmonauta. Missile. Giochi per bambini,
come da Piccolo Principe.
Robert Kusmirowski → paraelement: Cosmorama → ricostruito una miniera (o lo spettro
della miniera) con lavoratori all'interno. RK costruiva delle replice di oggetti antichi, per offrire
un nuovo punto di vista su temi storici.
Miroslav Tichy → ossessionato dalle figure femminili del suo villaggo, ricoverato in
manicomio. Faceva delle piccole macchine fotografiche dagherrotipiche, produceva migliaia di
foto sulle donne del suo paese. Come nei dagherrotipi sono immagini spettrali, quasi apparizioni
delle donne colte in momenti quotidiani.
Ion Grigoriescu → fotografava se stesso nudo (le proiettava anche).
Marina Abramovich → Le labbra di Thomas, performance. Si presentò nuda, mangiò un kg di
miele, bevve un litro di vino, si incide una stella, si stende su una croce di ghiaccio e ha le
convulsioni. Quanto può sopportare un corpo? Il pubblico diventa partecipe della performance
rompendo gli schemi generali quando decide di salvarla.
L'archeologia delle cose
Petrit Halilaj → Bathroom: Artista Kosovaro → scappato dalla guerra, ricostruisce le tubature
della sua casa (acqua calda e fredda) con anche giornale e vestiti per terra, per ricordare ciò che
ha lasciato. Ilya e Emilia Kabakov → un giorno mentre metteva a posto i mobili di casa sua è
caduta della vernice bianca, e sono stati reinterpretati come piccoli soldatini che attaccano
l'ambiente domestico.
Petra Feriancova → archivio fotografico, cornice di grandi foto non visibili.
Mircea Cantor → in un 16 mm una bandiera brucia nell'arco di tre secondi. Non è la
distruzione, è il varco di possibilità lasciato aperto da questo gesto. È una bandiera in cui ogni
nazione si può riconoscere.
Katerina Seda → Over and Over Thea Djordjadze → I trust the liar: sovverte l'algebra, porta
alla luce ciò che è nascosto – Tappeti
Moltissimi artisti dopo l’89 hanno lavorato con un'altra idea di tempo, che non vede il passato
ma vede il virtuale e l’attuale,
l’attuale è quello che vedo, il virtuale c’è ma lo vedo solo nel momento in cui appare
Quindi non c’è un prima e non c’è un dopo.
Uno dei massimi operatori era Deimantas Narkecicius che fa un video della piazza principale di
Vilnius, dove fa vedere il momento in cui viene messa la statua di Lenin, e tutti gioiscono.
Lui in realtà ha preso il video da un tg nazionale, dove toglievano la statua e lo mette in rewind,
dove sembra che la gente sia felice, in realtà è felice che venga tolta. Quindi viene creato un gap
temporale.
USA
Andiamo in America, e vediamo come questi fattori (storici, psicologici, politici ed economici),
un esempio palese è il MoMa (Museum of Modern Art) – ideato nel 28, da una donna
(incredibile), Ebby Rockfeller che decise con due sue amiche di ideare un museo, perché si
interessano alle avanguardie. Queste tre ragazze vengono chiamate The ledies, ma anche e
soprattutto “The adamantine” quindi forte, un gruppo di donne che vogliono spaziare nel
mondo dell’arte e andare contro i pregiudizi, sia sessuali che a livello di soldi.
Il MoMA apre nel 29 (crisi del ’29 Wall Street) 7 giorni dopo la crisi di Wall Street, è uno dei
meccanismi piu importanti che farà nascere molte delle avanguardie.
Questo museo diventa il più importante focolare d’arte d’America, perché ospita i più importanti
artisti dell’avanguardia (Van Gogh, Geugein, Cezanne).
La fama più grande però la guadagna nel 39 con Picasso, quindi cubismo e le avanguardie che
hanno fatto la storia.
Pensiero di molti : il luogo fa l’arte – ora l’arte è molto più ideologica rispetto a prima, magari è
passata da quadri oggettivi di paesaggi_ poi diventa più laboratoriale, si smaterializza. I musei
diventano quasi una fortezza per far si che nascano queste nuove correnti.
Un altro museo importante Gugghenaim inizialmente nel 37 era solamente una fondazione per
cercare di curare e proteggere le avanguardie in modo che si sviluppi e che vada avanti e si
sviluppi.
Perché si chiamano avanguardie? Termine militare che indica la prima linea, quella d’attacco,
quindi sono i primi ad esporsi, che fanno un passo verso l’ignoto, quindi qualcosa che ancora non
si conosce; sono quelli che sperimentano e provano e tentano tecniche e lo fanno per la prima
volta; coloro che hanno completamente stravolto la concezione dell’arte.
Perché la maggior parte delle avanguardie si sviluppa in America? Perché in Europa c’è il
nazismo, e coloro che vogliono sviluppare un’arte in Europa, non gli è permesso, e visto che non
hanno lavoro e sbocchi partono e vanno in America, perché in America li fanno fare successo.
Quindi dopo la crisi del 29, quindi con il New Deal di Roosvelt, ci sono nuove riforme
economiche e un tentativo di rinascita dalla crisi, e tutti fuggono, vanno di la.
Grosso esempio di libertà The Family of Man
È una mostra fotografica del ’55 fatta dal direttore della fotografia del MoMa Edward
Steichen.
È un’ambiziosa mostra fatta nel 55 _ mostra itinerante che avrà un tour di 8 anni in giro per il
mondo, per 6 continenti 503 foto, 68 paesi.
L'America esce dalla WW2 ed entra nella guerra fredda. La nuova situazione politica aveva
prodotto un mondo dove c'era un “noi” e c'era un “loro”. In America, per quanto riguarda la
produzione delle immagini, si ha una contrapposizione tra fotografia realistica e pittura astratta
(Pollock).
Perché è un’arma incredibile per gli stati uniti The Family of Man? Perché fa migrare tanti artisti
in America? Perché è un simbolo? (politica e arte messi insieme) in Europa essendoci tutte le
dittatura, chiaramente anche l’informazione era ridotta al minimo, in questa mostra fanno vedere
veramente tantissime foto del mondo intero, infatti il titolo è “la famiglia dell’uomo”. Anche
quando c’erano le slide con le
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Lezioni, Storia dell'arte contemporanea
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Storia dell'arte contemporanea - modulo I
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Riassunto esame storia dell'arte contemporanea, prof. Tordella, libro consigliato Storia dell'arte, Gobrich
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Storia dell'arte