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Storia dell’arte contemporanea I

dal 1860 al 1970

 La prima parte termina in corrispondenza alla prima guerra mondiale, snodo della storia dell’arte = CRISI

DELLE AVANGUARDIE PUNTO DI CRISI E CONQUISTA!

 

La seconda parte del corso arriverà all’arte CONCETTUALE = rinuncia alla materialità dell’opera ARTE

METALINGUISTA = si interroga su sé stessa.

 Il periodo scelto (1860-1970) rappresenta il corso di un fenomeno artistico basato su un’insieme di

pensieri L’ARTISTA DEVE RAPPRESENTARE L’OPERA + L’OPERA DEVE SPIEGARSI TRAMITE SE STESSA

CRONOLOGIA DELLA PRIMA PARTE DEL CORSO

1860 – 1870 Manet inizia a dipingere quadri che manifestano modernità + Monet dipinge paesaggi all’aria

aperta (en plain air).

1874 – 1886 maturità dell’IMPRESSIONISMO = si canonizza l’istituzione delle Mostre degli Impressionisti = 8

mostre. 

1887 – 1904 POSTIMPRESSIONISMO e NEOIMPRESSIONISMO = Van Gogh a Parigi si avvicina al puntinismo,

fedeltà alla natura e rappresentazione del proprio tempo NON sono più il canone. Matura l’idea che la pittura

sia una relazione fra SEGNI e COLORI.

 

1905 – 1912 i cubisti rinunciano alla prospettiva per una nuova forma di esperimento AVANGUARDIA.

1913 – 1918 l’appropriazione della realtà prende il posto della rappresentazione = ASSAMBLAGE oppure

ASTRAZIONE.

EDOUARD MANET E LA MODERNITÀ

Nell’Ottocento i quadri venivano esposti a livelli, per generi o formati, nei Salon = mostre biennali nate

dall’Accademia nel ‘600. La pittura era all’epoca un evento pubblico e i Salon cominciavano ad affollarsi 

l’Accademia iniziò a creare generi e valori di giudizio, fino ad istituire nel 1863 una giuria con regole ferree

SOLO 3 OPERE PER ARTISTA. Manet e Dorè si lamentarono di questo limite, al Salon arrivarono 6000 opere e

moltissime vennero escluse = CONTESTAZIONE DEL CANONE ARTISTICO.

Alla polemica partecipò Napoleone III istituì il Salon de Refuse (il salone dei rifiutati, con apertura il 15

maggio (2 settimane dopo l’ufficiale) = enorme successo ed attenzione di pubblico e media. La prima sala venne

riempita con i quadri ritenuti assurdi dalla giuria, fra cui “Dejeuner sur l'herbe” di Manet e “The White Girl” di

Whistler = ritenuti TROPPO MODERNI “Caricatura del Salon de Refuse”.

A vincere il Salon parigino quell’anno fu Alexandre

Cabanel con “La nascita di Venere”, centrale per il gusto

parigino dell’epoca. 1

James Whistler, “The White Girl ” 1863

Propose il quadro a vari Salon ma i riferimenti al titolo di un romanzo di Collins,

la cui protagonista viveva una doppia vita, crearono uno scandalo iconografico.

In una lettera si giustifica dicendo che la sua intenzione era dipingere un donna

vestita di bianco su uno sfondo bianco = TONO su TONO atteggiamento

METALINGUISTICO.

Cambia il titolo in “Simphony in White” per spostare la lettura del quadro e

riferirsi alla musica con l’armonia del bianco. Rinnega la necessità della pittura

di doversi riferire alla letteratura o a un genere = AUTONOMIA.

Inizialmente intitolato “Le

bain” nel tentativo di

collocarsi in una tradizione

con possibile riferimento

mitologico nel 1867

cambia il titolo in “Dejeuner

sur l'herbe”.

La figure rappresentate sono riconoscibili come CONTEMPORANEE, i 2 studenti parigini dell’epoca che

probabilmente Manet aveva realmente visto fuori Parigi, vengono dipinti con a modelli uno scultore (sx) e i due

fratelli di Manet (dx). Il nudo femminile dipinto accanto agli uomini vestiti rende l’opera un affronto al decoro

della società parigina, mostrando comportamenti licenziosi.

Sulle rive della Senna in quegli anni era diffusa la prostituzione, resa da nota da Courbet in un dipinto di

qualche anno prima = l’ambientazione di Manet diventa una chiara scena di prostituzione senza alcuna

giustificazione letteraria o mitologica. Un altro fattore offensivo consiste anche nella scelta del formato grande

per un quadro di questo genere. L’intenzione di Manet non era la provocazione, in quanto persona dotta e con

molti anni di studio nei musei, segue il suo spirito schietto verso la modernità ma cerca di velarlo con

riferimenti colti, che elevavano i suoi quadri al rango di opere d’arte.

Le fonti: riferimenti alla pittura colta e studiata dal vivo = ambientazioni di tensione fra erotismo femminile e

presenza maschile “Il giudizio di Paride” di Raimondi, su disegno di Raffaello, preleva le figure in vicinanza

carnale ma distanza mentale; “Concerto campestre” e “Madonna del coniglio” di Tiziano, ripresa della natura

.

morta 2

Tecnica: pennellate veloci nello spazio in sottofondo, quasi come se il dipinto avvenisse en plain air, mentre il

nudo di Victorine (modella) è illuminato da una luce orientata quindi dipinto in studio ma viene dipinto quasi

sommariamente, senza mezzi toni che le avrebbero conferito un profilo netto. Il critico Castagny definisce

Manet incerto e poco dettagliato la veste che cade da Victorine viene dipinta senza tessuto pittorico

amalgamato = mescola direttamente il colore sulla tela.

L’opera sembra composta di un collage di parti diverse che poco hanno senso assieme, ogni entità pare

staccata e a sé rispetto alle altre.

Sensibilità dell’ambiente, stesura del colore che manifesta il lavoro pittorico e distanza focale (effetti

illuministici che si determinano a distanza) permettono la lettura della tecnica pittorica considerata

all’epoca NEGLIGENZA, ma effetto ricercato da Manet. “Olympia” opera esposta nel 1865 da Manet

e accettata al Salon di Parigi.

In quest’opera Victorine è nuda distesa su un

letto con una serva che le porge un mazzo di

fiori e un gattino nero sul letto .

Il quadro viene accettato al Salon di Parigi ed esposto a una critica spietata quadro di prostituzione,

corpo anatomicamente sproporzionato; del tutto incoerente con altre opere presentate al Salon dall’artista,

come “Cristo deriso dai soldati”. Famosa la caricatura di Bertall in cui il mazzo enorme e

scarabocchiato rappresenta l’incapacità di Manet di

rappresentare i piani ordinatamente e l’anatomia della donna,

nonché i dettagli dei fiori.

Un altro critico descrive l’opera come “La regina di picche appena uscita dal bagno” = allude alla maniera in

cui una figura contrasta dallo sfondo mancanza di piani = nudo in piena luce con mancanza di chiaro-

scuro. Manet usa l’ombra al posto del contorno effetto NON capito all’epoca. Lo sguardo di Victorine è

alienato guardando lo spettatore figura modernissima, non più teatrale ma contemporanea e moderna =

psicologicamente evoluta, minaccia lo status quo. Le fonti: “Venere di Urbino” di

Tiziano e copiata da Manet;

“Maja desnuda” di Goya con

ripresa del rapporto pittorico del

corpo su sfondo bianco e

contorno netto dei profili. 3

La RICEZIONE dell’opera diventa contesa fra giuria (il potere), critici e giornali (mediatori),

pubblico (destinatario indefinito) e artista che reclama la propria AUTONOMIA. Avviene una

rottura del patto sociale con lo spettatore = effrazione dalla norma. Gli artisti scoprono di

potersi organizzare fra di loro per esporre e il rapporto con la tradizione si rompe.

AN PLAIN AIR E MODERNITÀ

1863 Baudelaire scrive degli articoli su “Figarò” nei quali usa per la prima volta il termine MODERNITE parlando

di Constantin Guys celebre illustratore non considerato artista ma molto conosciuto. Rappresentare la

realtà del proprio tempo = ispirarsi alla vita dinamica della MODERNITÀ!

Viene celebrato da Baudelaire come UNICO a

rappresentare la propria epoca = FLANEOR colui che

vive nella metropoli osservandola nei suoi elementi di

modernità, dimorando nella folla e lasciandosi trascinare

dalla vita sociale.

Qualche mese prima Manet aveva dipinto “Musica alle Tuileries” = una folla riunita per ascoltare della musica.

Quadro al limite fra scena naturale e ritratto = alcune

figure posano e manca l’azione della musica. Pennellate

veloci sulle fronde distanti e sull’ombrellino in primo

piano. Manca la narrazione, rappresenta un rito sociale

accostato a una pittura vaga e veloce.

AN PLAIN AIR idea di dipingere all'aperto, per raggiungere una risposta immediata, confrontabile tra ciò che

si osserva e ciò che si rappresenta, ha una lunga storia le cui radici risalgono fino al Settecento, se non oltre.

Molti artisti che si occupavano della pittura di paesaggio facevano disegni, acquerelli o schizzi ad olio sul

posto attorno alla prima metà del XIX sec. una serie di innovazioni consentì la pittura all’aperto. Inizialmente

questo genere di pittura non venne considerata accettabile per una tela finale.

Corot nel 1926 dipinge an plein air “Il

ponte di Narni” = lavori cromatici senza

toni intermedi per catturare la luce del

momento. Tornato in atelier rielabora la

tela con lavorazioni di colori e aggiunta di

elementi. 4

Solo intorno al 1860, i pittori cominciarono a valutare i difficili confronti con l'esterno non più come espedienti

per opere più calcolate, da essere, poi, finite nello studio, ma come opere complete in se stesse.

Ma quali furono i problemi di questa nuova tecnica pittorica?

 

Durata dell’esecuzione effetto della luce che cambia durante la giornata = RAPIDITÀ necessaria per

aderire alla naturalità del QUI E ORA

 

Luminosità della natura nei dipinti risulta spenta = si cerca di non mescolare i colori ma di giocare

con CONTRASTI senza sfumature

 

Scelta della posizione dalla quale dipingere viene a mancare la precisione prospettica della fredda

geometrica = DINAMISMO

 

La prospettiva rinunciando alla composizione meditata bisognava trovare altre soluzioni

convincenti LINEA D’ORIZZONTE NETTA e DIAGONALE (Jonkind) oppure ORGANIZZAZIONE per

BANDE ORIZZONTALI (Boudin) rimpicciolendo le figure STAMPE GIAPPONESI = non disponevano

della prospettiva matematica ma di effetti semplici ed efficaci con tinte monotone.

Claude Monet

Nasce come caricaturista in Normandia in una famiglia molto modesta e verso gli anni ’60 grazie agli zii

riesce a recarsi a Parigi per compiere degli studi ma non presso accademie. In Normandia conosce 2 pittori

fondamentali per la sua carriera artistica Boudin e Jonkind artisti abituati a dipingere su tavolette an

plein air fortissima influenza su Monet. Eugene Boudin trascorse la maggior parte della sua vita

come un artista nella sua natale Normandia, sulla costa dove

poté guardare i cieli in continuo mutamento e l’atmosfera

delle spiagge battute dal vento, i movimenti della gente,

delle barche e del mare.

Monet “Point de la Hève a Saint-Addresse” 1864 dipinto an

plein air. Linea di orizzonte e diagonale che segue la costa, i

sottili cambiamenti di pennellata distinguono i gruppi di

onde. Sforzo per trovare l'esatto equivalente in pittura di un

panorama di percezioni diverse, che vanno dalle spiagge

indistinte e lontane, al primo piano granuloso per l'acqua

agitata, al lento movimento delle nuvole che si abbassano.

Monet “La terrazza a Saint – Addresse” 1867

Tripartizione con piccola linea prospettica, effetti di

impostazione a più spazi e in scala. Scena di corteggiamento

sotto gli occhi dei genitori, sfrutta la macchia per creare

andamenti, esecuzione e mimesi = macchie circolari per

fiori e natura = EMANCIPAZIONE del PAESAGGIO. 5

1864 Monet incontra nell’Atelier di GLEYRE Renoir, Sisley e Bazille = interesse collettivo per l’an plein air.

Bazille, con Monet inizia a spostarsi in treno presso le

località vicine a Parigi, per dipingere la natura 

realizza il primo quadro di SOLA natura nel 1865

“Paesaggio a Chailly”, pittura accesa e piena di luce,

pennellate libere e contrasti accesi = LUMINOSITÀ

Le suggestioni di pittura an plein air iniziate da Manet portano avanti un problema = DIPINGERE LE FIGURE

 

a cui Monet cerca di ovviare con il dipinto “Donne in giardino” del 1866 preparato per il Salon dell’87

ma rifiutato. Nel giardino di una casa presa in affitto, Monet scavò una larga trincea, così che il dipinto

potesse essere alzato o abbassato per raggiungere le parti alte della tela. Quattro donne, per ognuna delle

quali posò come modella l'amante di Monet, si riposano piacevolmente in un giorno d'estate.

Increspature delle vesti, studio delle ombre con valore cromatico

= non più nere ma dal grigio al ceruleo = luminosità delle vesti

sotto il sole. I volti sono semplificati ma la pittura precisa e

l’attenzione cromatica netta. Tentativo di rappresentare la natura

accompagnata da figure.

Opera rifiutata al Salon per la luminosità eccessiva e il fastidio

creato dai bollini di luce sulle vesti = ombre delle fronde.

Bazille “La veduta del villaggio” 1868, esposto al Salon del ‘69

Compromesso tramite la figura rigida e malinconica, composta con classico

chiaro – scuro, toni morbidi e luce studiata da sinistra con ombre funzionali =

lavoro in studio. Manca coerenza con la luminosità del paesaggio dipinto an

plein air veste poco luminosa anche se alla luce.

Orizzonte alto effetto quasi di tappezzeria sopra la veduta del paesaggio =

idea che la figura fosse seduta di fronte a un dipinto piatto eseguito

rozzamente.

1867 Monet capisce che la pittura an plein air non deve scendere a compromessi con le figure ma

piuttosto puntare su NATURA e MODERNITÀ = capisaldi dell’IMPRESSIONISMO.

“Saint Germaine l’Auxerrois” 1867

Chiede il permesso di dipingere dalla terrazza del Louvre, spostando il

punto di vista e approfittando di una visuale dall’alto = figure come

macchie e dimensioni a scalare (prospettiva). Sole a picco e luce

primaverile = mancanza di ombre che dipinge solo a macchia di

leopardo dalle fronde degli alberi. Lavora la scena con toni e usa gli

edifici per la prospettiva. 6

Monet e Renoir “La Grenouillere” 1869 = due quadri fondamentali

Stesso quadro, stesso soggetto, stesse sessioni, pittori ancora giovani e non affermati; Monet si trova in una

difficile situazione economica dopo vari studi autonomi sull’an plein air prova a dipingere un grande

quadro da Salon a seguito di vari studi su tele medie e più vedute del soggetto.

Descrizione e storia dell’opera 

La ferrovia attorno a Parigi comporta maggior mobilità per le gite fuori porta lungo la Senna Bougival =

luogo di svago borghese, di ritrovo e mescolanza del ceto medio presso un locale all’aperto su piattaforma

galleggiante con isolette circolari dalle quali tuffarsi e fare il bagno = LUOGO MODERNO E A CONTATTO CON

LA NATURA. Questo quadro rappresenta per Monet una cesura giunge a maturazione l’an plein air.

Stile di un gruppo Monet

Le figure sono molto veloci in entrambi i quadri, possiamo leggere l’esecuzione dei pittori in cui manca una

sensazione di elaborazione e un’incertezza della posizione spaziale.

Monet utilizza un effetto bifocale per i riflessi

dell’acqua = i riflessi si colgono a distanza,

mentre la trama pittorica è visibile in prossimità

del dipinto. Usa 4 colori giallo ocra per i

riflessi delle fronde degli alberi illuminate dal

sole, azzurro chiaro su stesura bianca per il

riflesso del cielo e delle nuvole e nero diluito

per le ombre di isolotti e alberi. Nessun colore

rappresenta l’acqua che diventa la superficie

speculare = COLORE INDOTTO = colori che

l’ambiente proietta su una superficie.

Le pennellate non sono MAI casuali, l’irregolarità dei riflessi viene resa da pennellate orizzontali a simulare

movimento = ondulate e interrotte. Nella transizione fra ombra e sole assottiglia il nero che diventa quasi

blu e sparisce lasciando il posto al solo bianco e azzurro; l’ocra rimane lo stesso ma il CONTRASTO crea

effetti diversi, lo stesso vale per l’azzurro in ombra e in luce.

Differenze L’impostazione prospettica di Renoir varia

leggermente come anche la dimensione.

I riflessi presentano tinte più mescolate e ricche

cromaticamente grazie ai riflessi delle persone.

Il contrasto appare minore. Le fronte degli alberi

verso il fondo sono sfumate, il verde dei riflessi

e delle barche più scuro = usa colori cosmetici,

sgargianti e con tinte innaturali. Renoir decide

di curare maggiormente figure e costumi,

rispetto alla luce e all’effetto luminoso. 7

La pittura dei 2 quadri avviene simultaneamente e dalla stessa posizione: Monet rimane più coerente nella

rappresentazione di ogni elemento e nella cura mentre Renoir diventa quasi approssimativo in alcuni

punti del dipinto, in cui cade l’osservazione focale. Le barche vengono usate come VETTORI PROSPETTICI

ma mentre Monet decide di allontanare il gruppo sociale, Renoir invece lo avvicina utilizzando le barche

per il movimento.

Quando l’an plein air arriva a maturazione la Natura incomincia a contrapporsi all’Atelier, con una serie di

valori intrinseci:

 Immediatezza vs. compiutezza

 Spontaneità vs. controllo

 Contrasto vs. sfumato

 Impressione vs. rielaborazione

 Prospettiva vissuta vs. geometria

 Accidentalità vs. composizione

1871 Monet si rifugia in Inghilterra durante la guerra Franco – prussiana e dipinge alcune vedute nebulose

di Londra = porta a compimento l’an plein air capace ora di dipingere qualsiasi situazione climatica.

“Il Tamigi e il Parlamento&

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

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