Storia dell'arte cinese
Neolitico
Una società ben sviluppata apparì in molte macroregioni cinesi nel 5000 a.C. circa, cioè nel periodo che viene chiamato “Tardo Neolitico” da 5000-2000 a.C. (Neolitico Nuova età della pietra - X millennio a.C.), che abbonda di due materiali: pietra e argilla. Le conoscenze di questo periodo ci arrivano dai materiali catalogati e dai vari tipi di ragionamenti applicati su di essi: infatti alcune lacune sui reperti catalogati ci fanno porre alcune domande su cui è difficile investigare e quindi molte dichiarazioni sono di carattere deduttivo.
Gli archeologi hanno utilizzato il termine “Neolitico” per caratterizzare le culture archeologiche che creavano utensili in pietra attraverso l’affilatura (con l’uso della mola) e la levigatura. La forma regolare e liscia delle superfici di tali strumenti è facilmente riconoscibile. Infatti, le pietre celtiche levigate (asce) portarono J. G. Andersson nel 1912 a investigare nel sito di Yangshao, che porta lo stesso nome della cultura Yangshao o Cultura “della ceramica dipinta”. Le forme, i bordi e la superficie rivelano che essi venivano colpiti con martelli di pietra o veniva applicata la pressione da una punta, come nel paleolitico.
Il più grande fenomeno neolitico è la rivoluzione neolitica, con la quale si intende il passaggio dal nomadismo al sedentarismo e il passaggio a un'economia di sussistenza basata su caccia e raccolta, allevamento di animali e piante. Questo cambiamento di dieta è attestato da “magazzini” e da vasellame creato per contenere cibo fino ad arrivare alla creazione di utensili in pietra adattati a tali scopi, come la macina e il rullo, e le ossa di animali, utilizzate secondo il tipo e la qualità per diverse funzioni.
Questi cambiamenti a volte includevano anche la fabbricazione in ceramica, che generalmente era il manufatto più abbondantemente ritrovato in siti del genere. Gli uomini iniziano quindi a vivere in villaggi e in abitazioni semi-permanenti: questi cambiamenti ci suggeriscono quindi la formazione di organizzazioni sempre più complesse rispetto all’organizzazione familiare. Organizzazioni sociali di questo tipo comprendevano parecchi gruppi di lignaggi che trovavano beneficio nel vivere insieme e nel condividere risorse e lavoro manuale per attività come l’agricoltura e la difesa collettiva.
Dal 5000 a.C., il profilo cinese si modifica e occupazioni discontinue riflettono l’instabilità di queste comunità: quest’ultima risulta anche dal rapido esaurimento di campi arabili che dimostrano come, ad esempio, fosse utilizzato il metodo “slash and burn” (taglia e brucia), che prevedeva l’abbattimento di alberi e il rogo del sottobosco, la cui cenere fertilizzava il sottobosco. Le prime società nel corso del tempo passarono da una organizzazione matriarcale, dove la donna occupava un posto privilegiato nella comunità e la discendenza è stata calcolata in base ad essa, a una organizzazione patriarcale. Sfortunatamente, poco o niente dei reperti archeologici, poiché ambigui, supporta l’esistenza di una o dell’altra organizzazione sociale o la transizione da una all’altra.
Vita nel villaggio
Per cultura neolitica si intende un insieme di comunità umane che condividono certe tecniche. Esse sono classificate in base allo studio tipologico della ceramica. Tale studio viene condotto attraverso i cosiddetti attributi: forma, colore, etc. Viene utilizzata la ceramica perché molto diffusa nel periodo neolitico e perché su di essa è più facile individuare somiglianze e differenze tra le varie tipologie.
Solo pochissimi villaggi esplorati sono ben conservati: due sono i siti a est della moderna Xi’an (Shaanxi) che rappresentano al meglio la cultura Yangshao, fornendoci la miglior visuale dei villaggi all’inizio del Neolitico. Il primo è il sito di Bampo, scoperto nel 1953, mentre il secondo è Jiangzhai, vicino a Lingtong, anch’esso a est di Xi’an, scoperto tra il 1972 e 1979. I loro punti in comune superano di gran lunga le loro differenze, e le presenti discussioni sono su entrambi. Entrambi i siti occupano terrazze sopra corsi d’acqua, in entrambi i casi tributari del fiume Wei. Entrambi i siti erano circondati da larghi fossati parecchio profondi; una parte non scavata fungeva da passerella per l’entrata e l’uscita.
Tracce di palizzate di legno a Jiangzhai suggeriscono che i fossati servissero come difesa. All’interno delle recinzioni dei fossati erano raggruppate a Jiangzhai circa 100 case divise in 5 gruppi che includevano una singola casa più grande. Ciò riconduce alla conclusione che il villaggio era forse organizzato sotto 5 clan che vivevano in 5 distinte aree. La casa più grande poteva essere servita come luogo d’incontro dei clan.
Il grande spazio aperto al centro del villaggio aveva la funzione di cimitero e le porte delle case davano generalmente su questo spazio. Entrambi i villaggi hanno poi centinaia di fosse sotterranee per conservare cibi e risorse: infatti le risorse agricole venivano mantenute all’interno del villaggio, mentre la produzione della ceramica aveva luogo al margine con l’uso di fornaci comuni. Queste popolazioni producevano miglio come cereale principale. È molto probabile che alcuni degli utensili per il terreno servissero a pulire ed arare i campi o a raccogliere i cereali.
Maiali e cani addomesticati fornivano proteine animali, alle quali venivano aggiunte quelle degli animali selvatici come cervi e dei pesci. Le case più grandi potevano anche essere usate da un gruppo familiare composto da 5 o più individui. Questi villaggi in Bampo e Jiangzhai furono occupati per circa un periodo che va dal 5000 al 4000 a.C.
Abbiamo minori prove di altre culture e villaggi che si concentrano nello stesso periodo, come quella Dawenkou che si concentra sul fiume Giallo e sulla costa orientale cinese. Nel sito di Hemudu a sud di Hangzhou Bay, tracce di palafitte in legno indicano che qui la popolazione viveva sui margini delle paludi o dei laghi. Tracce di abitazioni primitive sono state poi trovate sul corso del Fiume Giallo e sembrano anticipare abitazioni contadine delle terre “loess” cioè formate su sedimenti eolici di argilla e limo. Nelle macroregioni del Nord-est (come la Mongolia interna e Liaoning) la pietra giocava un ruolo fondamentale nella costruzione di case come a Xinglongwa. Tra il 3000 e il 2000 a.C. diverse macroregioni lasciano il posto a larghi insediamenti murati. Le costruzioni di questi siti implicano una organizzazione che avrebbe potuto dirigere un’ingente forza-lavoro, probabilmente diretta da un capotribù, che ci fa pensare a una organizzazione statale agli inizi.
Il mondo dei morti
Mentre gli abitanti di Bampo e Jiangzhai seppellivano i bambini vicino alle abitazioni in urne interne al perimetro dei fossati, gli adulti venivano seppelliti lungo le strade cimiteriali. A Bampo furono trovate 174 bare di adulti mentre a Jiangzhai, un numero simile di bare furono ritrovate nei pressi del fossato e al centro del villaggio.
Molte delle sepolture sono formate da tombe singole: una persona sepolta con alcuni beni funerari come utensili in pietra, ceramiche e ornamenti personali. Più avanti col tempo apparirono nei siti Yangshao delle sepolture secondarie, cioè delle fosse con un gran numero di scheletri interrati in seguito alla sepoltura iniziale. Dai beni funerari, Banpo e Jiangzhai appaiono come delle società egualitarie.
In altri cimiteri Neolitici, tuttavia, delle disparità nella costruzione e nell'arredamento suggeriscono delle differenziazioni sociali. I contrasti nelle sepolture suggeriscono che alcuni membri di questi villaggi godessero di uno status sociale più elevato e di maggiori ricchezze in vita rispetto agli altri. Il sito di Dakenwou (nella provincia dello Shandong) dà uno dei migliori esempi di differenziazione nella grandezza e arredamento dei sepolcri. Portato alla luce nell'estate del 1959, questo vasto cimitero conteneva almeno 133 tombe che possono poi essere classificate in tre periodi successivi.
La tomba 10 è locata in un insieme di dodici sepolture che si trovano nella parte settentrionale del cimitero. Comprendeva i resti dello scheletro di una donna di circa 50-55 anni, età molto avanzata per quel tempo. Posizionate intorno a lei sul perimetro furono ritrovate una dozzina di vasi di ceramica di vario colore (bianchi, neri e dipinti) insieme a delle teste di asce di pietra dura e dei tubi d'avorio scolpiti. Lei stessa indossava tre collane di pietra oltre ad altri gioielli. Quest'arredamento potrebbe indicare un elaborato rito funerario. Mentre la maggior parte degli oggetti di cui si è discusso provenissero da delle tombe, la maggior parte non venne creata specificamente per la sepoltura. Oggetti di pietra e ceramiche sono molto comuni nelle aree abitate dei villaggi Neolitici ma raramente vengono ritrovati conservati propriamente se scoperti lì.
Anfora cultura Yangshao, fase Bampo V millennio a.C.
Oggetto puramente funzionale in terracotta. Bocca stretta di forma cilindrica, il collo è più stretto e si allarga verso le spalle, la cui curva è molto lunga. Il ventre è inclinato verso la base molto stretta e piatta. Circa a metà del ventre troviamo due manici a bretella.
Ciotola con decorazione dipinta Cultura Yangshao, fase Bampo - V millennio a.C.
La decorazione interna consiste in due pesci, forse legati a un rituale propiziatorio. Il motivo in riserva sul bordo è stato realizzato intorno alla decorazione. La base è piatta da cui parte il ventre arrotondato che si allarga e si restringe verso la bocca, il cui labbro è estroflesso.
Bacile con decorazione dipinta Cultura Yangshao, fase Bampo - V millennio
Il maestro che dà il nome all'opera, Lie Yukou (abbreviato in Liezi), sarebbe vissuto nel IV secolo a.C. Tuttavia, questa raccolta di dialoghi, aneddoti e brevi trattazioni dottrinali è menzionata per la prima volta soltanto nel 14 a.C.: il primo commentario pervenutoci, quello di Zhang Zhan, risale al IV secolo d.C. Intorno alla metà dell'VIII secolo, per editto imperiale, l'opera sarà innalzata al rango di classico taoista e a partire dal 1007 sarà nota con il titolo di La scrittura reale del vuoto abissale e della potenza suprema.
Vaso con decorazione dipinta Terracotta, cultura Yangshao, fase Majiayao, IV millennio
Il collo del vaso è lungo e cilindrico che si alza verso la bocca estroflessa. La decorazione non corrisponde a fasce o registri (porzioni di vaso), ma su tutta la superficie e sul collo e sulla base con linee parallele mentre sulle spalle sono bottoni.
Ceramica
CERAMICA è il termine generico che indica tutto ciò che è fatto con un impasto di argilla e acqua e che viene cotto. In base al tipo di argilla ho:
- Porcellana formata da un solo tipo di argilla refrattaria chiamata caoline e di colore bianco cotta tra i 1300 – 1400°. In Cina compare per la prima volta durante l’epoca Tang (600 d.C.).
- Terracotta fatta da argille fusibili cotte a basse temperature che non superano i 900°, poiché a temperature superiori, fonde.
- Gres (terraglia) fatta da argille refrattarie che cuociono ad alte temperature di almeno 1100° e sono resistenti e impermeabili come la porcellana. Viene inventata in Cina nel VI secolo a.C. mentre in Europa circa 1000 anni dopo.
Nonostante la ceramica possa essere trovata nei siti del primo neolitico prima 7500 a.C., solamente nelle culture del medio neolitico diventa veramente abbondante. La ceramica veniva creata sia da uomini che da donne. A Bampo e Jangzhai, le fornaci raggruppate alle estremità del villaggio suggeriscono che tutti gli abitanti avessero accesso alle fornaci in modo da cuocere gli utensili. Inoltre, la ceramica può essere una fonte di dati sui processi cognitivi e la comunicazione simbolica. Decorazioni di superficie, soprattutto la pittura, offre la possibilità di un approfondimento nella mente dell'antico ceramista. I ceramisti di Yangshao decoravano i loro bacili e le loro bottiglie con una varietà di disegni figurativi e non figurativi. Gli utensili in ceramica avevano una funzione pratica sia per chi li creasse sia per chi li usasse, ma intorno al tardo neolitico certe ceramiche avevano anche delle funzioni non utilitarie. Una consistente combinazione di attributi definisce un tipo ma anche un singolo tipo poteva avere più funzione e vari tipi potevano condividere più funzioni.
Cultura Dawenkou
È leggermente più tarda della Yangshao e durante questa cultura abbiamo l’invenzione della ruota del vasaio (prima veniva usato il metodo a colombina) e dalle tombe traiamo le notizie più importanti, poiché si nota la stratificazione sociale: dal tipo di tomba ma anche dal corredo.
La tomba presenta una bara in legno con una fossa centrale con un piccolo rialzo, che contiene il corredo, con oggetti in terracotta, denti di maiale e teste di maiale, denti di cervo e alcuni oggetti in giada. Abbiamo poi stelle a 8 punte e conchiglie che servivano da ornamento e oggetti preziosi. Due sono i principali tipi di terracotta: quella grigia, che non riceve ossigeno nella cottura e quella bianca, molto particolare da ottenere, e veniva utilizzata per forma rituale. La tomba M10 è una delle meglio conservate.
Il corredo è formato da:
- Vaso He, terracotta dipinta, - tomba M10 a Tai’an, Shandong - cultura Dawenkou, V millennio, presenta un collo alto, cilindrico, che si stringe verso le spalle rotonde e la base è piatta ma leggermente rialzata, formando un piccolo piede. La decorazione non è solo nero su rosso, ma il corpo di terracotta è tinto da ingobbio, una mistura di argilla e acqua colorata con minerali diversi, come caolino di colore bianco e fuliggine, di colore nero. Sul collo la decorazione è formata da cerchietti bianchi e neri. Sulle spalle troviamo un occhio al centro da cui partono diverse spirali, con una decorazione principale formata da un triangolo. Sulla base e sul piede, troviamo un nastro nero con piccoli bottoni bianchi.
- Bacile con decorazione dipinta, Terracotta, - Cultura Dawenkou - IV millennio, presenta una base piatta, con pareti fortemente rastremate (oblique), il collo non è presente ma troviamo un piccolo accenno di bocca, formata da un solo bordo. La decorazione è a motivo floreale bianco su sfondo rosso.
- Calice con decorazione dipinta, Terracotta - Cultura Dawenkou - IV millennio, la decorazione è in bianco su sfondo marrone. La bocca presenta dei motivi geometrici, mentre sul ventre abbiamo una stella ripetuta, divisa dalle altre da due linee parallele. Sul piede abbiamo invece dei moduli a conchiglie.
- Calice, Terracotta nera - Cultura Dawenkou, metà III millennio, la superficie è nera, dovuta dalla fuliggine che si è depositata sulla parte esterna: infatti l’oggetto all’interno è grigio. Il calice è molto sottile ed è stato creato sulla ruota: è stato fatto in tre pezzi distinti, uniti dalla barbantina, un misto di argilla e acqua, molto liquido che fa da collante.
Brocca Gui, Terracotta bianca - Tomba M10 a Tai’an, Shandong - Cultura Dawenkou, V millennio, presenta un collo a imbuto con un beccuccio alto. Non si imposta sul centro dell’oggetto ma è leggermente decentrato. Le spalle sono rotonde e il ventre suddiviso in tre registri. Esso è mamelliforme, cioè presenta tre piedi a mammella che fanno da piedistallo. Inoltre, ad unire il ventre all’imbuto, abbiamo un manico a bretella. La decorazione si trova sul punto d’incontro tra le spalle e il recipiente ed è formata da un bordo sollevato.
Recipiente Zun con pittogramma, terracotta grigia, cultura Dawenkou, IV millennio, la decorazione è incisa e rappresenta un albero su una montagna, con una falce di luna e di sole. Si pensa che questi pittogrammi possano essere gli antenati dei caratteri cinesi.
Cultura Hongshan e Liangzhu
La quantità di pietradura e la loro fine qualità ha fatto sì che si parlasse di “età della giada” come periodo che si sviluppa tra l'età neolitica e la prima età del bronzo. La grande diffusione di pietradura nelle culture suggerisce un aumento della complessità sociale. Gli scavi hanno documentato un uso della giada nelle prime culture nelle regioni bonificate del fiume Liao a nord-est.
La cultura Hongshan è datata dal 5 ai primi del 3 millennio a.C., contemporaneamente alla cultura Yangshao nel nord e nel nord-ovest e si sviluppa nel Liaoning e Mongolia interna. Fu scoperta negli anni 20 da alcuni Giapponesi. Negli anni 70 sono stati ritrovati siti con elementi in giada.
LA GIADA può essere di due tipi:
- Giadente risale al 18° secolo e arriva in Cina dalla Birmania.
- Nefrite, viene utilizzato dal neolitico e va dal bianco al nero. È una pietra molto dura si lavora solo per “molatura”, cioè tagliare e modellare attraverso sabbie quarziche sfregate sulla superficie.
In questa società nasce l’artigianato che comporta un ulteriore stratificazione sociale. Nei siti come Hutougou e Niuheliang (entrambi nello Liaoning) sono stati ritrovati piccoli pezzi di pietradura a forma di uccello e di nuvole astratte. Altri due manufatti caratteristici sono il “maiale-dragone” e il “polsino” che sono stati notati in numerose bare: si trovavano nei pressi della vita e della testa dello scheletro e potevano essere parte del vestiario o utilizzati come copricapo. In generale, la giada di questa cultura ha forme piuttosto semplici e la superficie presenta dettagli minimi.
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