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Storia dell'arte cinese

L'età d'oro della cultura cinese

Arte buddhista - periodo Tang

Monastero di Nanchan: Nán Chán Sì Monte Wutai (Shanxi)

Nel periodo Tang il buddhismo sia come religione sia come arte raggiunge la maturazione. È straordinario che il buddhismo sia arrivato e abbia messo le radici in Cina perché i messaggi che portava erano completamente alieni alla società cinese (la salvezza, la cremazione e la rinascita, la realtà non realtà...). Ci è voluto un po' però perché all'inizio non veniva compreso. Nel periodo Tang il buddhismo è stato completamente assorbito e compreso, non sinizzato. Nascono diverse scuole (Tiantai, Terra pura, Chan). Della Chan non abbiamo molti esempi di arte nella dinastia Tang, per dei resti sopravvissuti dobbiamo aspettare la dinastia Song. Nelle grandi città era pieno di templi ma non è rimasto quasi niente per le repressioni, una dopo la rivolta di An Lushang e una nel 892 che fu proprio catastrofica e da quella il buddhismo non riaffiorò più facilmente.

È una questione sia politica che economica perché i monasteri erano grandi proprietà con terreni ed erano esenti da tasse anche i monaci. I monaci erano potenti anche a livello politico. Sappiamo che i monasteri erano tantissimi grazie ai testi scritti e sappiamo che in epoca Tang la maggior parte delle strutture erano in legno che sono andate tutte distrutte nella persecuzione dopo la rivolta di An Lushan. Ci sono pochissimi esempi come: il monastero di Nanchan sul monte Wutai che ha una sala centrale con parti ancora in legno.

Sala centrale del monastero di Nanchan Monte Wutai (Shanxi)

782 da iscrizione su trave del tetto 10x11,75 m (3x3 campate) La piattaforma è di terra battuta rivestita di pietra. Ci sono scalini che portano alla piattaforma e a una terrazza aperta di fronte all'entrata principale dove i fedeli si raccolgono. È piccolo 10x12m ed è 3 campate per 3. La campata principale ha la porta e quelle laterali hanno delle finestre. Le colonne sostengono l'edificio e sulle travi ci sono le mensole a traci che è un sistema che permette di costruire edifici anche molto grandi. La struttura: colonna con sopra un blocco di legno tagliato per ospitare due mensole a U che si incrociano ad angolo retto e poi mano a mano si possono aggiungere mensole per alzare l'edificio e ampliare la base d'appoggio. Qui l'edificio non è grande ma il tetto è considerevole. Sul tetto delle decorazioni senza funzione strutturale. I tetti cinesi hanno una linea interrotta (tetti a coda di civetta), ovvero l'inclinazione cambia e si rialza leggermente. All'interno non ci sono colonne, e ci sono 17 sculture sull'altare originali del periodo Tang.

Sala centrale orientale del monastero Foguang Monte Wutai (Shanxi), c. 857

L'altro edificio sul monte Wutai è il monastero Foguang (monastero del Buddha radioso). Risale al periodo Wei settentrionale ma la sala centrale è del periodo Tang. 34x18m - 7x4m campate, molto più grande dell'altra. Le 5 campate centrali sono dominate dalla porta, le altre da finestre. Le altre pareti sono tutte cieche in muratura, solo le colonne sono di legno. Qui le colonne all'interno ci sono perché è molto più grande. Il tetto ha falde principali davanti e dietro e le laterali più corte. I templi al contrario delle chiese sono larghi e non lunghi. Anche qui il sistema delle mensole, sistema molto semplice perché erano prefabbricate.

Pagode del periodo Tang

Altri edifici di epoca Tang sono le pagode. Le pagode dobbiamo dividerle: pagode reliquiario e pagode funerarie.

  • Pagode reliquiario: quindi per custodire reliquie del Buddha e oggetti preziosi, all'interno solitamente un grande pilastro di legno che rappresenta la comunicazione diretta con il cielo, però erano parte di monasteri non venivano costruite singolarmente. Non raccolgono masse di fedeli perché non si svolgevano lì le cerimonie.
  • Pagoda della Grande Oca Selvaggia Tempio dedicato da Gaozong a sua madre, ricostruito da Wu Zetian VII sec., restaurata nel 648; H. 64 m Le pagode reliquiario hanno due forme principali, una è come quella della Pagoda della Grande Oca Selvaggia (Xi’An) faceva parte di un monastero enorme dedicato da Gaozong a sua madre e poi ricostruito da Wu Zetian nel VIII. Lei è stata l'unica imperatrice che regna. La famiglia Tang aveva dichiarato religione di stato il taoismo però molti imperatori hanno patrocinato opere legate al buddhismo, l'unico periodo in cui il buddhismo è religione di stato è quello di Wuzetian. Questo tipo di pagoda è il tipo “lou”. È a pianta quadrata a 7 piani il primo dei quali è più alto degli altri e poi alzandosi diminuisce la larghezza. La porta di accesso è su uno dei lati del basamento mentre sui piani successivi c'è un'apertura su ogni lato. Nonostante sia in muratura la decorazione ricalca quella in legno. Ci sono mattoncini più sporgenti che formano delle colonne come a dividerle in campate e anche qui ci sono le mensole a braccio e sopra ci sono le travi e i piani sono separati da gronde anche se non ho un tetto tra un piano e l'altro, fatto semplicemente mettendo una fila di mattoni più sporgenti, Sul tetto poi c'è il coronamento che termina in un fiore.
  • Pagoda della Piccola Oca Selvaggia Tempio di Qianfu c. 707-709; H. 50 m Un altro tipo di pagoda reliquiario è la Pagoda della Piccola Oca Selvaggia sempre a Xi An risale al primo decennio dell'VIII sec. Ciò che colpisce è proprio la forma, il profilo traccia una curva parabolica, non è più un “lou” cinese ma si chiama sicara che in sanscrito vuol dire picco di montagna, che quindi deriva da edifici induisti. Anche in questo caso si riproduce la struttura in legno, il piano terra è molto alto rispetto a quelli superiori, ma molto di più rispetto alle altre pagode e sempre piano piano si riducono ma non in maniera regolare come prima. Il coronamento non lo abbiamo perché andato distrutto in un terremoto.
  • Pagoda del monaco Jingzang, Tempio di Huishan (Pagoda del tipo funerario) Monte Song, Dengfeng, Henan. c. 746 Poi ci sono le pagode funerarie. I monaci quando morivano venivano cremati e quelli più importanti venivano sepolti in cimiteri vicini al monastero. Questi cimiteri vengono chiamati foreste di pagode. Queste pagode tendono ad essere più simili agli stupa indiani che alle pagode. Anche questo è in muratura con basamento ottagonale, è dal periodo Tang in poi che verranno costruiti così. La base è a due livelli con una parte più alta che si restringe, la parte principale della pagoda ha 4 finestre e 4 porte divise sui lati. Su ogni lato ci sono dei pilastri e sopra una mensola semplice che sembra sostenere la gronda. La pianta ottagonale è un'innovazione però ci sono dei triangoli rovesciati che sono elementi tipici delle strutture precedenti. In cima c'è poi un coronamento con un grande fiore di loto con un gioiello fiammeggiante (simbolo buddhista).

Grotta del Grande Vairocana (Nicchia della Grande Immagine)

Tempio di Fengxian, Grotte di Longmen Completata c. 675 Calcare, h. 17 m La grotta più famosa e più grande è la Grotta del Grande Vairocana (Nicchia della Grande Immagine). La grotta è scavata nella roccia, con Buddha al centro e i Bodhisattva. Sui fianchi ci sono due guardiani, uno celeste e uno umano. Questa grotta fu patrocinata prima da Gaozong e poi da Wu Zetian che la finanziò. Questa grotta è importante perché è legata a questo sviluppo delle teorie buddhiste, è legato al sutra del mantra fiorita che è il più difficile del canone mahayano. Parla della divisione dei tre corpi del Buddha, la prima è la trasformazione che è rappresentata da Shakyamuni il cui corpo è limitato nello spazio e nel tempo, poi c'è il corpo della beatitudine rappresentato da Amithaba il cui corpo è limitato nello spazio ma non nel tempo, il terzo corpo è quello del Dharma rappresentato da Vairocana il cui corpo è illimitato. Questa grotta rappresenta il grande Vairocana e viene chiamata anche nicchia della grande immagine.

La figura stessa del Buddha è in buona parte rovinata. Le gambe erano incrociate ma sono andate perdute ma il busto e il viso sono rimasti intatti e ci fanno capire subito come la scultura Tang sia progredita. Si va verso un naturalismo perfetto, è perché il buddhismo ha raggiunto la sua maturità e quindi anche l'arte. Il contatto con l'India diventa diretto perché il regno si amplia. Queste sono figure più vicine al nostro gusto, molto realistiche come la nostra arte antica. Sono figure in cui la carne si avverte. Le pieghe sono molto leggere e non sono tutte distanti uguali, e lasciano vedere il corpo sottostante. C'è un equilibrio esterni perfetto tra le forme, le vesti, ma anche un equilibrio interno perché sembrano corpi di carne, con labbra carnose, un bel naso e gli occhi con un bel l'arco sopraccigliare, gli occhi profondi e semichiusi, i capelli sono più morbidi, le orecchie sono allungate ma meno enormi e le righe del collo fanno proprio parte della carne. È un alto rilievo, non una scultura a tuttotondo. La sua aureola è molto ricca con fiamme e animali in volo.

I Bodhisattva invece sono meno proporzionati però scolpiti comunque con grande maestria. Le sculture meglio riuscite oltre al Buddha sono i due guardiani che sono stati studiati insieme e all'interno di una nicchia a parte perché non sono sullo stesso livello. I guardiani celesti erano quattro e li si riconosce in base a ciò che hanno in mano, l'altro invece è un guardiano umano e lo si riconosce dall'espressione del volto. Quello celeste è accigliato ma comunque paffuto e fiero, con un abito decorato ma non pesante, anche lui con le labbra carnose (tipico di epoca Tang). Il guardiano umano invece è ancora più accigliato con le rughe e la bocca aperta con i denti che si vedono. Il re guardiano è appoggiato sulla sua gamba sinistra e l'altra è piegata, mentre al contrario il suo braccio sinistro è piegato e l'altro regge una piccola pagoda. Il guardiano umano ha tutte e due le gambe dritte con il peso sulla sinistra e il braccio destro piegato, quindi tra loro le due sculture sono equilibrate.

Statua raffigurante il Buddha Maitreya

Dinastia Tang (618-907), 700 circa Pietra calcarea; H. 240, L. 170, profond. 110 Rinvenuta nella grotta meridionale di Leigutai (grotta 2050), Longmen Istituto di Ricerca delle Grotte di Longmen Un'altra scultura il Buddha Maitreya, sempre nelle grotte di Longmen ed essendo più piccola si vede meglio l'equilibrio del corpo.

È stata difficile l'identificazione del Buddha, si pensava fosse Vairocana, ma grazie a dei disegni che erano stati fatti da un monaco si sa che è Maitreya perché è scritto. Ha una corona bellissima fatta di nuvole con riccioli e le orecchie allungate, volto paffuto, pieghe sul collo. I pettorali si vedono con dorso scoperto dove si vede il gioiello e il mantello appoggiato su una sola spalla, il modo in cui cade è molto naturale e si avverte la leggerezza del tessuto. Gli occhi semichiusi ci danno un senso di concentrazione.

Grotta 328 - Cappelle di Mogao

Tardo VII-inizio VIII sec Qui la costruzione di grotte continua anche fino all'epoca Song. Lo stile è leggermente diverso perché più vicino all'Asia centrale e l'influenza indiana è ancora più forte. Qui noi abbiamo la pentade tipica con Buddha, due coppie di discepoli e Bodhisattva. Qui ci sono anche figure dipinte oltre a quelle scolpite che fanno parte della scena. L'ambientazione cambia sul soffitto dove abbiamo una triade con altre divinità. Le figure del Kasyapa e del bodhisattva sono un po' diverse perché sono più longilinee. Il Kasyapa è effettivamente umano e anziano, le mani sono giunte sotto il mento che danno l'impressione della preghiera e della devozione, il mantello è colorato e cade perfettamente. Le pieghe verticali del mantello sono contrastate dal drappeggio orizzontale ad archi, non più a U, del vestito sottostante, serve anche a dare l'impressione della magrezza. Il Bodhisattva invece è un principe indiano nella posa della serenità regale. Ha bellissimi gioielli e baffi, il volto è leggermente voltato imprimendo una naturalezza alla figura, è meno statico. Il corpo mostra le rotondità soprattutto sulla vita e la pancia ed è ben fatto il drappeggio sul trono. Vicino c'è un Bodhisattva minore inginocchiato.

Buddha nell'atto di predicare

Tang, VIII sec. Bronzo dorato h. 20. MET I capelli sono stati come intrecciati e fatti a crocchia e sulla fronte si forma come una rosa di capelli. Il corpo è dorato mentre i capelli no. L'attaccatura dei capelli taglia la fronte ma è più naturale, il sopracciglio è lungo con arco ampio, naso bellissimo e labbra carnose. Il torso è un volume sagomato e levigato e si avverte il petto e fa riflettere la luce ed è in contrasto con la veste sottostante che è meno levigata e più opaca. La piega sulla spalla è sempre leggera. Le mani sono meravigliose nel gesto del predicare.

Bodhisattva Mahāsthāmaprāpta [Arrivo della grande forza]

710 circa Pietra calcarea. H. 83 cm Monastero di Fengxian, Longmen Istituto di Ricerca Grotte di Longmen I capelli sono presi e avvolti sulla fronte, c'è un ciuffo che cade sulle orecchie e ciuffi di capelli sciolti sulle spalle. Il petto pieno, la vita stretta e una pancetta, la schiena dritta perché è regale. Il drappo lo copre.

Statua raffigurante il Bodhisattva Jinji

Dinastia Tang (618-907), 821 circa Pietra calcarea grigia; altezza 170 cm Rinvenuta nel 1976 nel sito del monastero di Dahai a Xingyang (Henan) Museo di Zhengzhou Questa perfezione la si perde dopo il 765. Guardando questa statua ci si accorge qui si perde qualcosa. La faccia è più allungata e troppo paffuta, e la pancia è esagerata e il petto non è più possente.

L'impero è stato stravolto e perde territori occidentali e deve convergere più su se stesso quindi l'impero è ancora ricco ma si è persa un po' la potenza. Questo Bodhisattva ha un'espressione più rassegnata, nostalgica e meno regale,

Cappelle di Mogao, grotta 217, parete settentrionale con al centro la Terra Pura di Amitabha

Inizio VIII sec. Di esempi di pittura li abbiamo sia su seta sia parietali. Ci concentriamo su quelle parietali. Le grotte sono più o meno strutturate allo stesso modo, si entra, in fondo c'è il gruppo scultoreo e poi sulla parete e il soffitto il dipinto. Questa è una pittura sulla parete di sinistra suddivisa in 3 parti, una centrale grande e 2 laterali più strette.

Amitabha rappresentava il secondo dei 3 corpi di Buddha, significa Buddha della luce infinita; in cinese c'è sia la traslitterazione Amituo sia la traduzione in cinese Wuliangguang. Presiede alla terra della beatitudine o terra pura occidentale. Questo occidente è molto importante in Cina perché sui monti occidentali abitano gli immortali e la regina madre d'occidente. In origine era il Bodhisattva Dharmakara che aveva fatto voto per creare una terra pura in cui chi vi rinasce non è più soggetto ad altre rinascite. Poi nascerà la scuola della terra pura e si diffonde così tanto perché si presta a un contesto molto popolare.

Amitābha Buddha o Buddha della Luce (ābhā) infinita (amita); in cinese traslitterato Āmítuó, tradotto Wúliángguāng; Uno dei cinque Buddha cosmici (insieme a Akṣobhya, Amoghasiddhi, Ratnasambhava, e Vairocana), Amitābha presiede alla terra della beatitudine o Terra Pura (sanscrito Sukhāvatī, cinese Jìngtǔ) Occidentale In origine era il bodhisattva Dharmakara (Miniera della Legge) che, in un'epoca remota, aveva fatto voto, ponendolo come condizione alla propria illuminazione, di creare una terra pura in cui chi vi rinasce non è più soggetto ad altre rinascite. Portato a compimento il proprio impegno, Dharmakara divenne il Buddha Amitābha che per un tempo lunghissimo svolgerà la sua missione salvifica accompagnando nella terra pura tutti coloro che hanno voto di rinascervi (N. Celli, Buddhismo, Dizionari delle Religioni, Mondadori Electa, 2006, p. 166) (Celli. Buddhismo, Dizionario delle religioni).

Questa è una rappresentazione tipica che rappresenta la terra pura occidentale con al centro il Buddha Amithaba seduto in posizione del loto sul trono decorato, sotto ha una baldacchino e si trova al centro su una sorta di terrazza sulla parte anteriore della quale ci sono delle anime che sono rinate. Di fianco ci sono altre terrazze piastrellate con colori accesi come il verde, il blu e il rosso; in gianco ci sono altre due sculture Mahāsthāmaprāpta e Avalokitasvara. Il primo sull'acconciatura ha un vasetto dell'acqua santa e l'altro un'immagine di Amitabha. Davanti ci sono altri due Buddha stanti e alle estremità due Buddha assisi. Nella parte posteriore ci sono degli edifici, molto alti. Questi edifici sono disposti in modo da chiudere e proteggere la scena che si svolge davanti a questi edifici. Sono stati disegnati in modo molto geometrici e formano linee ortogonali che sono ripresi poi sulle terrazze. Per esempio la torre ha degli elementi verticali e se sii continuano arrivano fino alle balaustre e verso l'alto al centro dell'edificio centrale. Se si tracciano queste diagonali si crea una griglia che serve a dare una forte solidità al dipinto, non sono evidenti ma servono a distinguere le 3 (6 con davanti) porzioni del dipinto. Si può leggere un messaggio simbolico, un posto

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BassSyndrome di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte cinese 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Rastelli Sabrina.
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