Concorso per la porta nord del Battistero di Firenze
Nel 1401 venne bandito a Firenze il concorso per la decorazione della porta nord del Battistero. Tra i vari artisti spiccarono Brunelleschi e Ghilberti. Il tema era quello di scolpire una formella in bronzo con il tema del sacrificio di Isacco. Vinse Ghilberti, ma entrambe le formelle erano apprezzate, nonostante la diversità. Nella sua composizione il gruppo dei personaggi di sinistra è simmetrico a quello di destra per creare equilibrio e compostezza di sicura ispirazione classica. La roccia che divide geometricamente la scena sottolinea i 2 diversi momenti della narrazione. A sinistra gli ignari servitori colloquiano tra loro, a destra Abramo e Isacco realizzati con grande perizia tecnica e di particolari, ma dai loro gesti armoniosi non traspare la drammaticità del momento e l’angelo sembra di presenza puramente simbolica. In Brunelleschi invece, non troviamo più la serena pacatezza di Ghilberti, anzi si anima di accenti drammatici. L’angelo è tutt’altro che simbolico, è rappresentato nell’atto di bloccare fisicamente con forza il braccio di Abramo con la mano. Divino e umano entrano drammaticamente in contatto. Significativi anche i servi ripresi in un momento quotidiano intenti nelle loro faccende.
Il gotico e l'architettura
Il gotico nasce in Francia con l’abbazia di Saint Denis dell’abate Souger, da lì a poco si diffuse in tutta Europa. Questo tipo di architettura utilizza intensamente l’arco a sesto acuto e la volta a crociera. Alla base ci sono la matematica e la geometria, con le sue proporzioni è una visione dell’arte come scienza che si deve rifare a proporzioni presenti in natura (Dio). La novità è la scomparsa delle spessa mura, ora il peso è distribuito sui pilastri, sugli archi rampanti e sui contrafforti. Questo svuotamento permette l’inserimento di ampie vetrate.
Opere di Leon Battista Alberti
Il tempio Malatestiano
Il tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti (1451) fu il primo intervento architettonico attuato dall’artista, che consisteva nel rifacimento della chiesa gotica di San Francesco a Rimini per commissione del Signore Malatesta, come sepolcro di famiglia, ma ciò non piacque al papa che li scomunicò. La struttura progettata da Alberti non fu mai terminata per mancanza di fondi. L’interno è un'unica campata con cappelle laterali. All’esterno ideò un involucro marmoreo che lasciasse intatto l’edificio preesistente. Punto focale è il portone centrale sormontato da timpano triangolare. La facciata è tripartita con archi inquadrati da semicolonne, mentre nella parte superiore era previsto una sorta di frontone. Le fiancate sono composte da una serie di archi su pilastri. Il tutto è unificato da un alto zoccolo che isola la costruzione dallo spazio circostante. Alberti si rifà all’architettura classica, ma anche a spunti locali come l’arco trionfale di Augusto.
Facciata di Santa Maria Novella
Facciata di Santa Maria Novella a Firenze, di Leon Battista Alberti (1456). Su commissione la famiglia Rucellai diede all’artista il compito di disegnare il grande portone centrale e la facciata in marmo bianco e verde scuro della basilica. Alberti armonizzò la parte già esistente, inferiore medioevale e quella gotica con la tarsia marmorea fiorentina. Limitò il suo intervento al portale centrale che inserì all’interno di un arco a tutto sesto incorniciato da due semicolonne corinzie. L’arco introduce a una breve volta a botte cassettonata. La parte superiore è costituita da un alto attico con 4 paraste zebrate che sorreggono trabeazione e timpano. Ai lati di questa troviamo due ampie volute decorate che raccordano l’ordine superiore all’attico, nascondendo gli spioventi del tetto. La facciata è inscritta in una griglia di proporzioni che lega le parti tra loro, è suddivisa in 16 parti che scandiscono le sezioni fondamentali: zona inferiore, ordine superiore e ingressi. L’interno è gotico con pianta divisa in 3 navate e 6 ampie campate.
Contributo alla prospettiva
Leon Battista Alberti è il primo a codificare le regole prospettiche nel trattato “De pictura” dove definisce le regole della prospettiva centrale con un punto di distanza. Parte dai concetti di Brunelleschi e semplificando il procedimento introduce la convergenza verso un punto di fuga unico e la progressiva diminuzione delle dimensioni apparenti con il crescere della loro distanza.
Lo Spedale degli Innocenti di Brunelleschi
Lo Spedale degli Innocenti, di Brunelleschi - Firenze (1419). Primo luogo in cui si accoglievano e allevavano i neonati in Europa. L’edificio rinascimentale si articola attorno ad un chiostro centrale, affiancato dalla chiesa e dal dormitorio per gli orfani. Il portico si erge su un ripiano a cui si arriva tramite 9 scalini. 9 sono anche le arcate a tutto sesto del porticato e altrettante le campate coperte da volte a vela. E 9 sono le finestre di forma classica che ricordano quelle del Battistero di S. Giovanni a Firenze. Sormontate da un timpano poggiano direttamente sulla cornice della trabeazione. L’intercolumnio è pari all’altezza delle colonne e alla profondità del porticato; la campata è di forma cubica. Per contenere i costi usarono materiali come la pietra serena, l’intonaco e mano d’opera poco esperta.
Il Cappellone degli Spagnoli e la Trinità di Masaccio
Il Cappellone degli Spagnoli è l’antica sala capitolare di S. Maria Novella a Firenze, famoso per l’intatto ciclo di affreschi di Andrea di Bonaiuto (1365-67). Rappresentano la passione, la morte, la resurrezione di Cristo e la missione dell’ordine domenicano nella chiesa, che lotta contro l’eresia per la salvezza della chiesa. Nell’immagine il Trionfo di S. Tommaso D’Aquino, nel particolare lo si vede seduto su un maestoso trono al centro della composizione, con ai piedi i grandi eretici sconfitti. L’artista accantonò le conquiste formali di Giotto, non utilizzò la prospettiva intuitiva e non dispose realisticamente le figure nello spazio. Queste ultime sono invece schematiche, con alcuni dettagli patetici, come lo svenimento della Madonna nella scena della crocifissione. Come i suoi coetanei pittori del tempo, anche le sue figure sono statiche, prive di movimento.
Affresco, La trinità di Masaccio (1426-28) a S. Maria Novella Firenze. È un’opera fondamentale per la nascita del rinascimento. Il committente e la moglie sono raffigurati ai lati del dipinto. Le figure sono massicce e pesanti con forme spigolose e solide. I soggetti principali sono le figure della Trinità con il Padre che regge la croce di Cristo. Tutto si staglia su uno sfondo architettonico dipinto e illusionistico, in cui tutto appare reale.
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Storia dell'arte moderna - il 1400
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