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Abbazia di Lorsch in Renania (768-774)

lungo complesso privo di transetto, presenta un corpo di

ingresso antistante inteso come luogo regio, la Torhalle:

triplice arco di passaggio, riprende il tipo dell'arco di trionfo

romano ma senza aderire fedelmente agli ordini: sulla

superficie si articolano paraste liberamente collegate con un

capitello corinzio stilizzato e vi è una lavorazione a tasselli

regolari di pietre diverse

fascia architravale retta da capitelli con sottostante

decorazione bianca e rossa disposta con quadrati ad angolo

sopra specie di loggiato aperto applicato alla parete, soluzione

di triangoli chiari ed esagoni rossi

diventa il supporto per una grande sala al piano superiore

scale a chiocciola per la salita

Sacello di San Satiro, Milano (IX sec)

cambiamento del disegno di copertura con trombe

angolari:partenza rettilinea, dalla ghiera esterna

dell'arco partono torsi di pietre più sporgenti e piccole

volte espanse per appoggiare un lato dell'ottagono

che chiude la composizione Saint Germigny des Prés (806-810)

impianto quadrangolare cruciforme al centro con nuclei

laterali (derivazione bizantina)

absidi non semicircolari ma più ampie

richiamano i modelli spagnoli (arabi) per le arcate a ferro

di cavallo

Monastero di S.Giovanni a Munstair Grigioni

(800)

all'esterno ricorda Treviri (richiami ad altra

costruzioni riconosciuti solo dal clero colto)

invasioni dall'Europa orientale restringono l'impero carolingio, mentre la dinastia degli

Ottoni in territorio renano assumono dal X sec un forte potere e vengono investiti dal papa

come fiìondatori del Sacro Romano Impero

la politica ottoniana si basa anch'essa su un sistema feudale

l'architettura riprende i motivi carolingi

Chiesa di San Ciriaco a Genrode in Sassonia (X sec, epoca ottoniana)

la pianta richiama le chiese biabsidate

della tradizione carolingia e presenta

anche un transetto continuo, non sono

però presenti torri lanterne

scansione particolare della breve navata:

essa presenta un primo livello con pilastri

e colonne alternate e un secondo livello

con matronei costituiti da tre gruppi di sei

colonne ciascuno (forse influenza

bizantina a cui probabilmente si deve

anche una singolare decorazione dei

capitelli)

San Michele di Hildesheim (1010-1033)

tre navate con doppio transetto e doppio coro

grande abside sporgente con corpo dell'altare

sopraelevato sulla cripta

la parte d'ingresso presenta corpo occidentale

carolingio ma perfezionato: sviluppato in altezza

e triabsidato, torri laterali con scale, nucleo

quadrangolare centrale coperto a torre che la

parte centrale del transetto, quadrangolare,

costituisce il modulo per la costruzione delle

navate

spazi segnati da colonne e pilastri, raccordati da

arcate e volte a botte

grande sviluppo in verticale

copertura lignea piana della navata centrale

volontà di costruire uno spazio su base modulare

(la navata centrale può essere divisa in tre

quadrati) anche all'incrocio di navate e transetto

troviamo torri

serie di volumi fa percepire la differenza

delle varie parti, puù aumento degli elementi

verticali che diventano un mezzo per

caratterizzare l'autorità di vescovi e

imperatori

l'inserzione di elementi della cappella palatina serve a rimarcare il significato della

protezione imperiale chiesa dei SS.Pietro e Paolo a Ottmarsheim (inizio

XI sec)

pianta rigidamente ottagonale sia all'interno che

all'esterno

sistema di scale inserite in un corpo unico di ingresso

(mentre ad Aquisgrana vi erano due torri scalarie ai

lati)

l'interesse per la muratura rende più pesante

l'articolazione dell'interno:massicce arcate al piano

inferiore e un sistema di arcate tripartite da colonne

con capitelli cubici nella galleria superiore

abbazia di NotreDame di Jumièges (1037-1066)

fronte a due torri di base quadrata e poligonali nella parte alta,

corpo centrale sporgente

sala d'accesso a doppio livello con sala regia al primo piano

tre navate con transetto

due absidi minori e grande abside centrale

navata maggiore molto slanciata con copertura lignea, navate

minori e navatelle coperte da volte a crociera

grandi spazi quadrangolari modulari, definiti da pilastri complessi

che si alternano a supporti intermedi più piccoli (sistema

obbligato)

transetto diviso in tre navate, all'incrocio torre lanterna quadrata

abside con deambulatorio coperto a crociera, riservato al clero

decorazione di tipo geometrico, essenziale

ordine interno a tre piani: archi a tutto sesto su pilastri, triforio,

finestre

doppia ghiera che scava in profondità l'arco, specie di

materializzazione dello spessore del muro per evitare gli effetti di

plasticità tridimensionale legati alla forma circolare (tipico

dell'epoca ottoniana)

cattedrale di Spira (prima fase 1030 ca.)

impianto basilicale a tre navate con transetto molto

ampio diviso in tre campate quadrangolari, di cui quella

centrale sormontata da una torre coperta con volta a

padiglione ottagonale

coro allungato serrato da due torri

westwerk trasversale con due torri

navata centrale coperta a tetto, scandita da imponenti

arcate che abbracciano anche le finestre superiori

(Treviri)

navate laterali coperte a crociera articolate con

contrarchi (archi ciechi che ribattono le arcate divisorie)

e semicolonne associate ai pilastri

cripta sottostante il coro e l'intero transetto: volte a

crociera impostate su pesanti capitelli cubici (tipici della

Germania) ricostruzione del 1080-1106

da un'architettura per volumi

essenziali diventa un sistema più

complesso con colonnine, strutture ad

arco di sostegno a gallerie esterne

percorribili che arricchiscono la

struttura

testate della continuazione della

navata nel presbiterio presentano un

movimento ad archetti che materializzano lo

spessore della muratura

numerose aperture nelle torri

la navata centrale è ora scandita da sei

campate coperte da volte a crociera con

nervature, scandite da grandi archi trasversi a

tutto sesto

nelle navate laterali il numero delle campate si

raddoppia, creando nei sostegni un ritmico

alternarsi di pilastri con sporgenze più e meno

accentuate

solo il coro rimane con volta a botte

Elementi della chiesa romanica

abbazia di Cluny II (981)

tre navate con spazio porticato davanti

transetto con torre molto alta all'incrocio

con la navata

forse torri laterali alla facciata

scansione per moduli dello spazio con

arcate trasversali che sorreggono in

parte il tetto

copertura lignea al centro, poi a botte S. Philibert a Tournus (1008-1056)

navata ad archi trasversi che definiscono gli

spazi delle volte a botte con direzione opposta

agli archi

doppia ghiera: ciò per ovviare alla scarsa

illuminazione che accompagna l'uso della

copertura a botte, che messa

longitudinalmente scaricava il proprio peso

sulle pareti rendendo impossibile grosse

aperture

nartece a tre navi coperto a botti trasversali

con crociere centrali

pilastri cilindrici diversi

coro con deambulatorio a cappelle radiali

rettangolari

facciata molto alta con partizioni verticali e

archeggiature (decorazione di tipo lombardo importata dai maestri comacini: archetti

pensili e lesene)

chiese di pellegrinaggio

imponente corpo di ingresso

tre o cinque navate

grande transetto

tante piccole cappelle laterali

matrice comune

le vie di pellegrinaggio diventano strade molto importanti

le abbazie segnano delle tappe per i pellegrini e si circondano anche di infermerie,

alberghi, case, luoghi di lavoro Sante Foy di Conques (metà XI sec)

Saint Sernin di Tolosa (1080-1118)

sistema di contrafforti che assorbono le spinte delle

volte di copertura (equilibrio statico)

matroneo:spazio apposito per le donne

Cluny III (927-1088)

cinque navate con terminazione a

deambulatorio con cappelle radiali,

due transetti con cappelle orientate, il

transetto maggiore presenta

all'incrocio una grossa torre ottagona

nartece e numerose torri d'ingresso

pilastri a fascio scandiscono campate

rettangolari, trovando una continuità

nei costoloni della volta a botte

la volta a botte della navata centrale viene impostata molto in alto

riuscendo ad aprire al di sotto di essa una fila di finestre: l'alzato

risulta così a tre ordini con snelle arcate ogivali, triforio, finestre

inizia a comparire l'arco a sesto acuto, idoneo per lo sviluppo in

altezza in quanto ha bisogno di spalle meno massicce su cui

scaricare il peso

prelude quindi il gotico nello slanciare le campate a grande altezza,

nell'uso dell'arco ogivale e nell'eliminazione dei matronei

Saint-Pierre ad Angouleme

(1105-1128) e Abbazia di

Fontevrault (1119)

impianto a nave unica con transetto, sviluppo parte

presbiteriale cappelle MA differente articolazione dello spazio:

nuclei coperti non da tetto ligneo o volte a crociera ma da spazi

cupolati!

All'interno pilastri cruciformi (colonnine addossate) con

impianto quadrangolare diventano il punto di appoggio per gli

archi che definiscono le campate

doppie arcate nette di cui la maggiore scarica sul pilastro e la

seconda sula colonnina

pennacchi angolari per il passaggio dalla forma quadrangolare

della campata a quella circolare della cupola (influsso da

Costantinopoli, S.Sofia)

parete articolata con successione di arcate cieche che alleggeriscono la muratura e fanno

concentrare il peso su alcune parti (all'esterno corrispondono dei contrafforti)

abside polilobata a quattro cappelle Saint-Front a Perigueux (1120)

impianto centrico incardinato su quattro bracci riuniti

in unità centrale, cupola al centro più su ogni braccio

(impianto a quincrux)

influssi dall'Oriente MA esalta la massa architettonica

grandi nuclei pilastrati (tetrapili raccordati da volte a

botte) ai quattro angoli della parte centrale e ai limiti

dei bracci

pennacchi angolari introducono la cupola

presenta arcatelle vicino al muro che simulano le

navate laterali

scuola dell'Aquitania: pianta a una sola nave divisa

in campate quadrate e senza deambulatorio

copertura a cupola o crociera

ordine interno con finestre sulle pareti alle quali si

addossano pilastri o colonne che reggono la

copertura

decorazione rara abbazia di St.Albans (1077)

pianta molto allungata con transetto sporgente e coro profondo

(tipici elementi del romanico inglese)

divisione in tre navate con robusti pilastri articolati in maniera

complessa che riflettono il progressivo svuotamento della

sequenza di arcate che li congiungono

nuclei più piccoli su più livelli verticali nella divisione tra navata

centrale e minori: abbiamo in successione arcate, tribune e

claristorio con anteposta una galleria di tipo normanno

(matroneo)

tensione verticale

divisione in campate da piatte sporgenze rettangolari

copertura piatta, lignea

al centro torre lanterna quadrata e aperta

(senza cupola)

coro a gradoni

Cattedrale di Ely (1090)

atrio (o transetto occidentale) e endonartece, con una grande torre

sull'asse ornata da quattro torrette cilindriche minori e altre quattro

torri poligonali agli angoli

corpo principale e transetto entrambi divisi in tre navate

la parte orientale viene ricostruita innestandola direttamente

sull'edificio normanno al posto dell'abside: troviamo transetto e coro

con terminazione a testata piatta

Abbazia di Maria Laach (1093-1200)

doppia abside

all'ingresso atrio quadriporticato con accessi laterali e torri ai

due lati

transetto diviso in tre campate e con due absidi laterali, non

vi è il tiburio ottagono all'incrocio

copertura con volte a crociera su campate divise da archi

trasversi

la navata centrale ha lo stesso numero di campate delle

laterali (e perciò sono più allungate)

pilastri robusti a impianto cruciforme, non alternati

sottolineatura dei punti di incrocio delle crociere

finestre aperte anche nelle navate laterali

anche l'esterno viene misurato in partizioni verticali e

orizzontali con colonnine, arcate e archetti ciechi

Cattedrale di Worms (1170-1181)

tre navate, molto allungata, doppia abside entrambe con coppie di

torri scalari accanto

grande campata nella navata centrale con due corrispondenti

navate quadrangolari più piccole nelle navate minori, tutte coperte

a crociera e costolonate (nervature in diagonale che segnano i

punti di incrocio delle volte a botte di origine)

i costoloni possono essere costruiti anche prima delle vele di

riempimento e diventano strutture portanti

costruzione in pietra arenaria: muratura compatta scandita in parti

con arcature strombate, semicolonnine, archetti e logge cieche

che mostrano una tendenza alla monumentalità

le due absidi all'esterno sono una poligonale e una piatta e sono

poderosi ma slanciati grazie ai tetti a forte spiovente e dai tiburi

Cattedrale di Durham (1093)

corpo di accesso (nartece)con torri laterali

navata centrale divisa dalle laterali con supporti obbligati

alternati quadrangolari e rotondi

archi di raccordo sottolineano lo scavo della parete: passaggi

in spessore di muro

abside centrale più due minori ai lati

prima costruzione nella

quale siano state realizzate

volte a crociera su costoloni

posti a formare gli archi

trasversali e diagonali (sulle

navate laterali del coro) e

un contraffortamento della

navata centrale mediante

delle specie di archi

rampanti (nascosti sotto le

coperture delle tribune)

le volte del transetto, che presenta una navatella sul lato orientale, e quelle della navata

centrale risultano vicine all'impianto gotico

il sistema obbligato, i capitelli cubici, i grossi spessori murari indicano comunque

un'aderenza al linguaggio romanico

Saint-Etienne a Caen (1068-1081)

pilastri di un solo tipo con semicolonnine addossate che

nella navata centrale salgono fino alla copertura, in

origine lignea e oggi a crociera

sopra gli archi delle navate minori troviamo matronei con

arcate della stessa altezza, presenti anche nell'ultima

campata dei bracci del transetto, e finestre con ballatoio

coro con abside semicircolare lungo come la navata

principale

all'incrocio torre lanterna

facciata armonica: scandita in tre parti dalle alte torri

laterali che rispecchiano la divisione interna dello spazio

imitazioni in Europa del Santo Sepolcro di Gerusalemme

(impianto centrale a doppio involucro, copertura conica etc)

utilizzando murature tipicamente romaniche

Cambridge, Santo Sepolcro

Abbazia di Pomposa (IX-XI sec)

impianto legato al modello ravennate paleocristiano MA presenta

già elementi romanici!esonartece a tre arcate su colonne tra due

superfici di muro pieno in cotto, decorate simmetricamente con

marmi a traforo e pezzi d'accatto

alternanza (una colonna sì e una no) di sottili lesene che

raggiungono la parte alta della facciata scandendo il claristorio in

diverse unità costruzione di una torre

campanaria (1063):

suddivisione verticale in diversi

livelli con colonnine e archetti

pensili che suddividono in piani

monofore che si moltiplicano salendo fino a diventare

quadrifore al piano più alto

S.Maria di Lomello (XI sec)

pianta longitudinale con terminazione triabsidale (di

costruzione precedente)

scansione modulare data da archi trasversi nella navata

centrale, con setti murari superiori che si agganciano alla

copertura lignea

gli archi trasversi partivano con pilastrini da un pilastro sì e

uno no

ad ogni campata centrale corrispondono due campate a

crociera nelle navate minori

costruzione in mattoni

Abbazia di S.Abbondio a Como (1063-1095)

cinque navate ognuna con terminazione absidale, le minori

mascherate all'esterno dallo spessore del muro mentre la

maggiore molto sporgente e fiancheggiato da due torri

campanarie (probabilmente l'abate committente aveva

legami col Reno)

niente transetto

all'interno: pilastri cilindrici con capitelli cubici

niente matronei

copertura con volte a crociera nella parte presbiteriale e

nella prima campata centrale all'ingresso, il resto ha

copertura lignea all'esterno: perimetro

murario scandito da lesene

e arcatelle cieche,

moltiplicazione di finestre

salendo verso l'alto

facciata a salienti scandita verticalmente in

corrispondenza delle cinque navate

ogni settore è scandito da contrafforti

portale d'accesso con ghiera sotto il tetto: archeggiature

cieche che al centro si materializzano affiancate da

colonnine verticali

S.Ambrogio a Milano (ricostruita nel 1080 su quella

paleocristiana)

impianto a tre navate con volte a crociera quadrate costolonate

nelle navate laterali e copertura lignea sulla centrale,

successivamente volte a crociera costolonate anche nella centrale e

sistema proporzionale (una campata centrale e quattro minori

laterali)

in ogni campata della navata maggiore affacciano due matronei

sulle due arcate sottostanti

gli archi trasversi dei matronei scaricano la spinta sui muri

perimetrali, dotati di contrafforti esterni

quadriportico e esonartece coperti a crociera

torre posta prima del presbiterio

due campanili: uno vescovile e uno benedettino di forma diversa

dopo il crollo della terza campata

viene ricostruita in modo diverso

succesivamente cupola a

padiglione cassettonata (1500)

rivestita esternamente da un tiburio

con tamburo centrale

in seguito a restauri si riporta la

costruzione all'impianto originario,

con un tiburio molto alto all'esterno

con gallerie sovrapposte per

alleggerire la massa facciata a capanna (tetto continuo) con ripetizione su

due ordini delle arcate del nartece, fonte di luce

principale per la navata maggiore (indiretta perchè

percorre la galleria che sovrasta l'atrio): infatti le

finestre laterali che affacciano sui matronei in alto e

sulle navatelle in basso sono piccolissime poiché la

spessa muratura doveva sostenere la copertura! il

nartece e il tiburio erano finestrati

decorazione con semicolonnine e archetti ciechi

all'interno sistema obbligato (pilastri grandi e piccoli)

S.Michele a Pavia (1120-1150)

impianto simile a S.Ambrogio con pilastri cruciformi

alternati, matronei, cupola ottagonale e grandi volte a

crociera nelle navate MA presenta un transetto (coperto

a botte), presenta uno spazio più slanciato e non ha

quadriportico né nartece

coro fortemente rialzato

facciata a capanna in pietra arenaria, monumentale:

tre portali strombati (spessore muratura materializzata da

tagli progressivi) con una fascia architravale da cui

staccano le ghiere progressivamente scavate in

profondità

tripartita da pilastri a fascio con piedritti e colonnine,

presenta poi nella parte superiore una fila di loggiati

inclinati (archi su colonnine)

poche aperture nelle pareti compatte, strutturali

contrafforti esterni per le volte a crociera

Duomo di Parma (XII sec)

collegato a battistero e palazzo vescovile

edificio a tre navate con transetto alto come la navata centrale

terminante con absidiole laterali

la navata centrale ha crociere a impianto rettangolare

probabilmente perché costruite successivamente

facciata a capanna, ingresso con protiro e edicola superiore

gallerie cieche di alleggerimento

torre campanaria

contraffortature esterne per sorreggere le volte

Duomo di Modena (1099-1110)

tre navate, transetto non sporgente alto come la navata

centrale, cripta forse successiva

sistema obbligato di pilastri compositi con semicolonnine

addossate, vanno fino al secondo ordine dove si trovava uno

spazio libero coperto a volta (finto matroneo)

campate quadrate con copertura inizialmente lignea (diventa

a crociera nel Quattrocento)

contrafforti definiscono la navata centrale

parete verticale scandita ritmicamente dai pilastri: per ogni

campata due arcate, due finti matronei a triforio e due

finestre

il ritmo dei trifori è riportato all'esterno e prosegue nelle

absidi e sulla facciata

facciata in marmo bianco a salienti, inscrivibile in un

quadrato con due pilastri che scandiscono larghezza e

altezza della navata centrale

all'ingresso principale protiro a due piani (rosone del 1400)

torre campanaria nella parte absidale

Battistero di S.Giovanni a Firenze (1070-1230)

in asse con l'ingresso della basilica

forma ottagonale con quattro ingressi

pareti interne tripartite da colonne in basso e lesene

in alto, tra cui si aprono delle false bifore

entrambi gli ordino presentano una trabeazione

classica

parete rivestita da lastre marmoree verde scuro e

bianche che creano un disegno geometrico,

colonne corinzie di recupero in porfido

successivamente si opera un'estroflessione a livello

della galleria per cui si realizza un tamburo da cui

parte l'elemento di copertura della cupola (a

padiglione ottagonale decorata a mosaico), inoltre

si sostituisce l'abside semicircolare con una

rettangolare (scarsella) che interrompe la

trabeazione al primo livello

all'esterno in basso lesene trabeate e in alto colonne con archi che

racchiudono alternativamente finestre a timpani e a ghiera

i pilastri bicromi che delimitano i lati dell'ottagono arrivano all'altezza

dell'imposta degli archi al secondo ordine

il piano superiore, su cui poggia il tetto a cuspide, è più arretrato ed è

scandito da lesene architravate che agli angoli si avvicinano senza

toccarsi (come all'interno)

S.Miniato al Monte, Firenze (XI sec)

pianta basilicale a tre navate di cui la centrale larga il doppio delle

minori, niente transetto

ogni due colonne un pilastro cruciforme per i tre archi trasversali

copertura lignea

presbiterio innalzato su cripta

abside rivestita da arcate cieche su colonne (che includono finestre),

e legata alla navata maggiore con una trabeazione continua

facciata: piano terra a cinque arcate

(come un nartece applicato alla parete)

con colonne simili a modelli classici e

sormontate da trabeazione su cui è

impostato il corpo più stretto della navata maggiore, scandito

da 4 lesene con al centro una finestra a timpano (la facciata

risulta quindi a salienti ma tra la navata centrale e le laterali c'è

un raccordo con parti triangolari decorate)

le arcate inquadrano tre portali veri e due finti

anche all'interno riquadrature geometriche marmoree in due colori

navate separate da arcate su colonne alternate con pilastri cruciformi

il sistema della trabeazione è tradotto in un disegno lineare

Duomo di Pisa (1064-1125)

impianto a cinque navate con transetto monumentale a

tre navate, posto in avanti rispetto abside a creare una

forma a croce

i due bracci del transetto sono divisi in tre navate e

presentano una terminazione absidale, inoltre sono isolati

grazie al proseguimento della parete della navata

centrale

parete bicroma in fasce marmoree orizzontali creano un

ritmo che esalta l'estensione in lunghezza dell'impianto,

scandita da da arcate su colonne, specie di matronei (in

realtà sono gallerie) e finestrelle

copertura lignea sulla navata centrale, a crociera nelle

minori (dal 1300)

nucleo centrale coperto con cupola ogivale (originariamente estradossata, rivestita nel

1300) su pianta ellittica, delimitato da due archi trasversali ogivali e da ponti che

permettono il passaggio tra i matronei del presbiterio e quelli delle navate

trattamento murario esterno scandito da arcate cieche su lesene, raddoppiate nell'ordine

superiore trabeato e replicate sulla parete della nave principale e sulle absidi (la maggiore

presenta due ordini di logge)

nel 1100 la chiesa viene allungata di tre campate (l'aggiunta è visibile dai diversi capitelli

che sono ora figurativi e non più classici) e viene creata una nuova facciata: riprende il

motivo delle arcate cieche sui fianchi della chiesa, mettendole su colonne, e presenta

quattro ordini di gallerie ad archetti che seguono la variazione di larghezza e la linea di

pendenza della copertura

influenze lombarde (lesene e arcatelle), classiche (capitelli), paleocristiane (finestre),

bizantine (bicromia e matronei) e orientali (losanghe, alti piedritti sotto le arcatelle, arco di

trionfo acuto, cupola ogivale su trombe)

in asse con l'entrata del Duomo c'è il battistero (1152-1265):

pianta circolare, presenta un deambulatorio creato da 8

colonne e archi con pilastri bicromi nella galleria che affaccia

sul vano centrale

viene effettuato un cambiamento di impianto nella seconda

metà del XIII sec con un un

coronamento conico (S.Sepolcro) al

centro della cupola

alti plinti per gli archi del piano

inferiore (di derivazione orientale)

Torre campanaria (1174)

costruita su terreno sabbioso, presenta fin dall'inizio cedimenti

varie fasi costruttive (già notevole cedimento nel 1274:si cerca di

riassestare in altezza la parte d'attacco) terminata nel 1350

S.Nicola a Bari (1087-1105) zona di dominio bizantino fino al 1071, poi

conquistata dai normanni

costruzione della chiesa in occasione

dell'arrivo a Bari delle spoglie di S.Nicola

tre navate, le minori coperte a crociera la

centrale copertura lignea a tetto, ma con

pilastri più robusti (successivamente archi

trasversi di rinforzo su doppie colonne)

transetto non sporgente, sopraelevato sulla

cripta e separato dalle navi tramite

un'iconostasi a tre archi su colonne

grande abside centrale e due piccole laterali,

tutte e tre nascoste nella muratura

l'alzato a tre piani (colonne e pilastri, matronei

e sopra finestre) è di tipo lombardo, come gli

archetti pensili in facciata e le logge sui fianchi

i pilastri verticali, che scandiscono la

larghezza della nave maggiore, il protiro

schiacciato e le bifore dei matronei

presentano influssi modenesi

nella decorazione dei capitelli e nella lavorazione di alcuni portali ad arco rialzato si

ritrovano influssi bizantini

facciata a salienti con due torri di epoche diverse, una articolata a bugnato (la più antica,

collegava alla residenza dei re normanni)

sul fianco in origine vi erano dei sarcofagi, successivamente trasformate in cappelle

(restaurate in sarcofagi con i restauri)

Cattedrale di Monreale in Sicilia (fine XII sec)

conquistata dai normanni ma continuano gli influssi arabi e bizantini

due torri all'ingresso fiancheggiano il nartece

alto presbiterio

tre absidi decorate in calcare e trachite (bicromia) con archi acuti

intrecciati (motivo orientale)

archi ciechi a sesto acuto, incrociati con alti piedritti (arco arabo)

copertura lignea (alleggerimento struttura quindi si arriva molto in alto

con le decorazioni)

chiostro a colonne binate e archi acuti con plinti a soffietto

San Giovanni degli Eremiti a Palermo (1132)

pianta longitudinale ad aula unica, senza sostegni liberi, transetto e torre campanaria

presenta due cupole sullo sviluppo longitudinale, una sul punto di convergenza col

transetto e una anche sul campanile

cupola di rotazione: setti concentrici che si vanno restringendo(derivazione bizantina),

trombe angolari (sistema occidentale)

all'esterno calotta liscia emisferica, rialzata e dipinta di rosso


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in architettura ambientale (MILANO - PIACENZA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AriannaQuarti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Architettura e degli Insediamenti Umani in età antica e moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano - Polimi o del prof Scotti Aurora.

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