Storia dell'architettura
Dall'architettura carolingia al gotico
VI sec: invasione dei Longobardi: Pavia diventa capitale del regno. Adozione della religione cristiana e costruzione di palazzi per la gestione del potere e costruzioni religiose.
In Spagna regno dei Visigoti e invasione degli Arabi dal Mediterraneo. In Francia il regno dei Franchi nell'VIII secolo controlla la penisola sconfiggendo i Longobardi. Divisione netta tra Oriente e Occidente.
Primi gruppi religiosi che vivono in comunità in aree periferiche lavorando la terra: monastero di Clonmacnoise e di Glendalough, Irlanda (X sec).
Gruppi di miniatori trasformano l'arte romana con elementi decorativi a valenza simbolica, che verranno riutilizzati nell'architettura romanica, come in Santa Maria a Burgos, Spagna.
Architettura e strutture religiose
Nord-ovest (VII sec): pianta cruciforme, apparecchio lapideo irregolare, costruzione compatta con sistemi ad arco e coperture lignee a botte.
Santa Maria in Valle, Cividale (VIII sec): aula di ridotte dimensioni, quadrangolare coperta da una volta a crociera, sacrario rettangolare suddiviso in tre navate da coppie di colonne unite da architrave e copertura con piccole volte a botte. Lavorazione in stucco bianco con utilizzo di maestranze orientali o ravennati, che utilizzano elementi decorativi della tradizione bizantina.
Chiesa di Santa Sofia, Benevento (VIII sec): cappella palatina del palazzo ducale, impianto centrale con percorso d'accesso sottolineato, la parte finale è evidenziata da tre absidiole. All'interno, primo nucleo di colonne più un secondo giro irregolare con serie di trame di coperture incardinate su voltine a botte con setti laterali di raccordo.
Architettura carolingia
Carlo Magno (regna dal 768 all'814) conquista il regno dei Longobardi e instaura un forte rapporto col clero. Circondato da una corte di dotti che lo consigliano, cerca di costruire un nuovo impero d'occidente legato al cristianesimo: nell'800 si fa incoronare imperatore dal papa, interpretando il potere religioso in potere politico.
Abbazia di Fulda (VIII-X sec, ricostruita nel 790-819): legata ad un insediamento monastico in campagna, prima fase edificio a tre navate che richiama modelli paleocristiani, ma presenta grandi dimensioni, un quadriportico e un transetto molto sporgente con due parti laterali (S. Pietro). Seconda fase aggiunta di una specie di secondo transetto e seconda abside, contrapposti ai primi, per via dello sviluppo del culto per la tomba di S. Bonifacio posta nella parte ovest. Ingresso laterale: vedute molteplici quindi diversa percezione dello spazio interno. Terza fase secondo recinto absidale e sacello posteriore.
Centula, abbazia carolingia: ingresso centrale, specie di doppio transetto. Carlo Magno favorisce gli insediamenti monastici per controllare le province. Piano per il monastero di San Gallo: minuzioso schema progettuale per il monastero e per l'abbazia, pianta con due cori contrapposti (Fulda), accesso non diretto ma passaggio obbligato dalla navata laterale. Sequenza di spazi particolari definiti da colonne.
Abbazia di Corvey (IX sec): westwerk = corpo occidentale ovvero enfatizzazione del gruppo d'ingresso. Corpo occidentale incentrato fra due torri sviluppato come vero e proprio spazio d'ingresso, coperto da un'ulteriore torre. Impianto longitudinale con tre navate e suddivisioni interne per spazi diversificati. Ingresso con arco pilastrato, archi anche verso la navata tra le colonne d'ingresso volte a crociera. L'atrio d'ingresso immette nella navata, la parte superiore è una grande sala coronata a torre, era lo spazio imperiale da cui l'imperatore assisteva alle cerimonie. Alle spalle dell'abside articolazione complessa per il culto delle reliquie.
Cappella Palatina e Residenza di Acquisgrana
Recupera l'impianto della basilica. Lungo corridoio di collegamento alla cappella di palazzo, pianta centrale a doppio involucro (S. Vitale a Ravenna: Carlo vuole qualificarsi anche come imperatore romano d'Oriente! Da Ravenna fa arrivare anche le maestranze e i materiali per la costruzione). Corpo esterno a sedici lati, internamente nucleo di impianto ottagonale con pilastri da cui partono grandi arcate sviluppate su due livelli: primo piano basamentale, deambulatorio superiore con cattedra per l'imperatore che si pone al di sopra di tutti. Al secondo livello arcate più alte e slanciate, all'interno divise in due livelli da altre colonne più basse che al primo livello sono raccordate da arcate e al secondo reggono direttamente la grande ghiera. Corpo interno più alto, finestrato. Coperture: a crociera nel deambulatorio inferiore, alternate con volte triangolari, a botte rampante nel piano superiore dove sostengono la cupola centrale, a padiglione nella parte occidentale corpo a tre torri di cui le laterali contengono le scale, che si identifica internamente con l'atrio a piano terra e con la galleria al primo piano. Nella parte opposta coro di dimensioni piuttosto ridotte e forma quadrata. Colonne in porfido rosso importato, doppia ghiera.
Abbazia di Lorsch in Renania (768-774): lungo complesso privo di transetto, presenta un corpo di ingresso antistante inteso come luogo regio, la Torhalle: triplice arco di passaggio, riprende il tipo dell'arco di trionfo romano ma senza aderire fedelmente agli ordini: sulla superficie si articolano paraste liberamente collegate con un capitello corinzio stilizzato e vi è una lavorazione a tasselli regolari di pietre diverse. Fascia architravale retta da capitelli con sottostante decorazione bianca e rossa disposta con quadrati ad angolo. Sopra specie di loggiato aperto applicato alla parete, soluzione di triangoli chiari ed esagoni rossi diventa il supporto per una grande sala al piano superiore. Scale a chiocciola per la salita.
Architettura ottoniana e gotica
Sacello di San Satiro, Milano (IX sec): cambiamento del disegno di copertura con trombe angolari: partenza rettilinea, dalla ghiera esterna dell'arco partono torsi di pietre più sporgenti e piccole volte espanse per appoggiare un lato dell'ottagono che chiude la composizione.
Saint Germigny des Prés (806-810): impianto quadrangolare cruciforme al centro con nuclei laterali (derivazione bizantina), absidi non semicircolari ma più ampie richiamano i modelli spagnoli (arabi) per le arcate a ferro di cavallo.
Monastero di S. Giovanni a Munstair Grigioni (800): all'esterno ricorda Treviri (richiami ad altra costruzione riconosciuti solo dal clero colto). Invasioni dall'Europa orientale restringono l'impero carolingio, mentre la dinastia degli Ottoni in territorio renano assume dal X sec un forte potere e viene investita dal papa come fondatori del Sacro Romano Impero. La politica ottoniana si basa anch'essa su un sistema feudale, l'architettura riprende i motivi carolingi.
Chiesa di San Ciriaco a Genrode in Sassonia (X sec, epoca ottoniana): la pianta richiama le chiese biabsidate della tradizione carolingia e presenta anche un transetto continuo, non sono però presenti torri lanterne. Scansione particolare della breve navata: essa presenta un primo livello con pilastri e colonne alternate e un secondo livello con matronei costituiti da tre gruppi di sei colonne ciascuno (forse influenza bizantina a cui probabilmente si deve anche una singolare decorazione dei capitelli).
San Michele di Hildesheim (1010-1033): tre navate con doppio transetto e doppio coro, grande abside sporgente con corpo dell'altare sopraelevato sulla cripta, la parte d'ingresso presenta corpo occidentale carolingio ma perfezionato: sviluppato in altezza e triabsidato, torri laterali con scale, nucleo quadrangolare centrale coperto a torre che la parte centrale del transetto, quadrangolare, costituisce il modulo per la costruzione delle navate. Spazi segnati da colonne e pilastri, raccordati da arcate e volte a botte, grande sviluppo in verticale. Copertura lignea piana della navata centrale, volontà di costruire uno spazio su base modulare (la navata centrale può essere divisa in tre quadrati) anche all'incrocio di navate e transetto troviamo torri, serie di volumi fa percepire la differenza delle varie parti, più aumento degli elementi verticali che diventano un mezzo per caratterizzare l'autorità di vescovi e imperatori. L'inserzione di elementi della cappella palatina serve a rimarcare il significato della protezione imperiale.
Chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Ottmarsheim (inizio XI sec): pianta rigidamente ottagonale sia all'interno che all'esterno, sistema di scale inserite in un corpo unico di ingresso (mentre ad Aquisgrana vi erano due torri scalarie ai lati), l'interesse per la muratura rende più pesante l'articolazione dell'interno: massicce arcate al piano inferiore e un sistema di arcate tripartite da colonne con capitelli cubici nella galleria superiore.
Abbazia di Notre-Dame di Jumièges (1037-1066): fronte a due torri di base quadrata e poligonali nella parte alta, corpo centrale sporgente, sala d'accesso a doppio livello con sala regia al primo piano, tre navate con transetto, due absidi minori e grande abside centrale, navata maggiore molto slanciata con copertura lignea, navate minori e navatelle coperte da volte a crociera. Grandi spazi quadrangolari modulari, definiti da pilastri complessi che si alternano a supporti intermedi più piccoli (sistema obbligato), transetto diviso in tre navate, all'incrocio torre lanterna quadrata, abside con deambulatorio coperto a crociera, riservato al clero, decorazione di tipo geometrico, essenziale. Ordine interno a tre piani: archi a tutto sesto su pilastri, triforio, finestre, doppia ghiera che scava in profondità l'arco, specie di materializzazione dello spessore del muro per evitare gli effetti di plasticità tridimensionale legati alla forma circolare (tipico dell'epoca ottoniana).
Cattedrale di Spira (prima fase 1030 ca.): impianto basilicale a tre navate con transetto molto ampio diviso in tre campate quadrangolari, di cui quella centrale sormontata da una torre coperta con volta a padiglione ottagonale, coro allungato serrato da due torri, westwerk trasversale con due torri, navata centrale coperta a tetto, scandita da imponenti arcate che abbracciano anche le finestre superiori (Treviri), navate laterali coperte a crociera articolate con contrarchi (archi ciechi che ribattono le arcate divisorie) e semicolonne associate ai pilastri, cripta sottostante il coro e l'intero transetto: volte a crociera impostate su pesanti capitelli cubici (tipici della Germania), ricostruzione del 1080-1106. Da un'architettura per volumi essenziali diventa un sistema più complesso con colonnine, strutture ad arco di sostegno a gallerie esterne percorribili che arricchiscono la struttura. Testate della continuazione della navata nel presbiterio presentano un movimento ad archetti che materializzano lo spessore della muratura, numerose aperture nelle torri, la navata centrale è ora scandita da sei campate coperte da volte a crociera con nervature, scandite da grandi archi trasversi a tutto sesto, nelle navate laterali il numero delle campate si raddoppia, creando nei sostegni un ritmico alternarsi di pilastri con sporgenze più e meno accentuate, solo il coro rimane con volta a botte.
Elementi della chiesa romanica: abbazia di Cluny II (981) tre navate con spazio porticato davanti, transetto con torre molto alta all'incrocio con la navata, forse torri laterali alla facciata, scansione per moduli dello spazio con arcate trasversali che sorreggono in parte il tetto, copertura lignea al centro, poi a botte.
S. Philibert a Tournus (1008-1056): navata ad archi trasversi che definiscono gli spazi delle volte a botte con direzione opposta agli archi, doppia ghiera: ciò per ovviare alla scarsa illuminazione che accompagna l'uso della copertura a botte, che messa longitudinalmente scaricava il proprio peso sulle pareti rendendo impossibile grosse aperture, nartece a tre navi coperto a botti trasversali con crociere centrali, pilastri cilindrici diversi, coro con deambulatorio a cappelle radiali rettangolari, facciata molto alta con partizioni verticali e archeggiature (decorazione di tipo lombardo importata dai maestri comacini: archetti pensili e lesene).
Chiese di pellegrinaggio: imponente corpo di ingresso, tre o cinque navate, grande transetto, tante piccole cappelle laterali, matrice comune, le vie di pellegrinaggio diventano strade molto importanti, le abbazie segnano delle tappe per i pellegrini e si circondano anche di infermerie, alberghi, case, luoghi di lavoro.
Sante Foy di Conques (metà XI sec), Saint Sernin di Tolosa (1080-1118): sistema di contrafforti che assorbono le spinte delle volte di copertura (equilibrio statico), matroneo: spazio apposito per le donne.
Cluny III (927-1088): cinque navate con terminazione a deambulatorio con cappelle radiali, due transetti con cappelle orientate, il transetto maggiore presenta all'incrocio una grossa torre ottagona, nartece e numerose torri d'ingresso, pilastri a fascio scandiscono campate rettangolari, trovando una continuità nei costoloni della volta a botte, la volta a botte della navata centrale viene impostata molto in alto riuscendo ad aprire al di sotto di essa una fila di finestre: l'alzato risulta così a tre ordini con snelle arcate ogivali, triforio, finestre. Inizia a comparire l'arco a sesto acuto, idoneo per lo sviluppo in altezza in quanto ha bisogno di spalle meno massicce su cui scaricare il peso, prelude quindi il gotico nello slanciare le campate a grande altezza, nell'uso dell'arco ogivale e nell'eliminazione dei matronei.
Saint-Pierre ad Angouleme (1105-1128) e Abbazia di Fontevrault (1119): impianto a nave unica con transetto, sviluppo parte presbiteriale cappelle MA differente articolazione dello spazio: nuclei coperti non da tetto ligneo o volte a crociera ma da spazi cupolati! All'interno pilastri cruciformi (colonnine addossate) con impianto quadrangolare diventano il punto di appoggio per gli archi che definiscono le campate, doppie arcate nette di cui la maggiore scarica sul pilastro e la seconda sulla colonnina, pennacchi angolari per il passaggio dalla forma quadrangolare della campata a quella circolare della cupola (influsso da Costantinopoli, S. Sofia), parete articolata con successione di arcate cieche che alleggeriscono la muratura e fanno concentrare il peso su alcune parti (all'esterno corrispondono dei contrafforti), abside polilobata a quattro cappelle.
Saint-Front a Perigueux (1120): impianto centrico incardinato su quattro bracci riuniti in unità centrale, cupola al centro più su ogni braccio (impianto a quincrux), influssi dall'Oriente MA esalta la massa architettonica, grandi nuclei pilastrati (tetrapili raccordati da volte a botte) ai quattro angoli della parte centrale e ai limiti dei bracci, pennacchi angolari introducono la cu
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