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Storia dell'America latina - Prof. Bellingeri Marco - Appunti

Appunti di storia dell'America latina basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bellingeri dell’università degli Studi di Torino - Unito, facoltà di Scienze politiche, Corso di laurea in scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia dell'America latina docente Prof. M. Bellingeri

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Altri prodotti importanti erano i coloranti e i medicinali.

Dalla fine del ‘500 iniziarono, inoltre, ad essere realizzate delle miniere(soprattutto

nelle zone sotto il controllo spagnolo): ricordiamo la famosa miniera di Potosì,

nell’attuale Bolivia, dove veniva estratto l’argento. Le miniere erano realizzate in

prossimità dei centri urbani per facilitare lo sfruttamento della forza-lavoro. Veniva

applicato il sistema della mita per cui i lavoratori venivano trasportati dai centri

urbani alle miniere dove lavoravano e venivano pagati. Altra miniera importante fu

quella di Huancavelica, in Cile, dove si estraeva il mercurio, che poi veniva portato a

Potosì per raffinare l’argento.

Importante fu anche lo sviluppo dei traffici commerciali: in Messico ricordiamo ad

es. Veracruz e Acapulco: la prima è importante perché è il luogo di partenza/arrivo

per/da l’Europa; la seconda come punto di traffico con l’Oriente(Cina, ecc. i prodotti

erano ….). Riguardo all’Europa inizialmente la città che assunse un’importanza di

livello globale fu Siviglia, situata nell’entroterra della Spagna. Pur non dando

direttamente sul mare, c’era un fiume che veniva transitato dalle navi per giungere

nell’Atlantico e infine in America latina. Era uno, ma non l’unico, dei pochi porti

adibiti al commercio con l’estero. In un secondo momento, questo primato fu

superato dalla città spagnola di Cadice.

Per quanto riguarda l’organizzazione del territorio, nelle terre americane controllate

dagli spagnoli era diffusa l’Hacienda, una particolare forma di organizzazione della

proprietà terriera. Tale forma si distingueva dalle altre poiché in essa era presente

un’edificio centrale, delle abitazioni di lusso e intorno c’era la grande-media

proprietà terriera. All’esterno dell’Hacienda si trovavano i villaggi indigeni, degli

indios che di giorno si spostavano nell’Hacienda per lavorare; si trovavano anche le

città spagnole dove vivevano ad es. l’amministratore dell’Hacienda(l’hacendado, un

grande proprietario terriero), le autorità locali, ecc. Ricordiamo infatti che in America

latina la società era molto complessa, c’erano i segmenti bianco(gli spagnoli),

indio(gli indigeni nativi) e i meticci. Nell’Hacienda c’erano delle pseudo-monete, e

anche delle monete, a uso interno(nell’Hacienda) e non c’erano dei salari veri e

propri. Gli spagnoli vivevano nella Repùblica de los españoles e gli indios nella

Repùblica de los indios. Per Repubblica non si intende ciò che intendiamo noi, ma si

indica la comunità. In teoria(formalmente) queste comunità dovevano restare

separate(per mantenere intatta, non corrotta, la purezza del sangue europeo, spagnolo,

civilizzato), ma in realtà si mescolarono tra loro dando vita alla razza meticcia. Più

che parlare di sincretismo, è avvenuto un vero proprio meticciato.

Gli indios erano considerati una razza pura, avevano una loro legislazione; i neri

erano invece schiavi, l’indio era superiore al nero. C’erano i peones, che non erano né

dei lavoratori liberi né degli schiavi(o servi?), ma una via di mezzo.

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Tornando all’Hacienda, il sistema creato dagli spagnoli prevedeva l’indebitamento di

coloro che in essa ci lavoravano. L’hacendado era spagnolo, nell’Hacienda

lavoravano gli indigeni. Costoro dunque si indebitavano fin da subito, se volevano

sopravvivere potevano solo lavorare nell’Hacienda, per l’hacendado, che in cambio

forniva loro protezione e tutto ciò di cui avevano bisogno, ma se l’indigeno in

questione aveva con esso contratto dei debiti, non potva andarsene via dall’Hacienda

fino a quando non si sdebitava. Per quanto riguarda l’accesso al credito, le uniche

istituzioni che erogavano dei prestiti(da restituire con gli interessi) erano la Chiesa, le

parrocchie. Se ad es. l’hacendado, per gestire l’Hacienda aveva bisogno di denaro

poteva chiedere loro un prestito, ma in caso di fallimento, esso era personale cioè

falliva solo l’hacendado e non l’Hacienda. L’hacendado era l’amministratore

dell’Hacienda, ma questo era un ruolo informale, non una carica formale

riconosciuta: ecco che quindi aumentò il suo interesse per l’acquisizione di cariche

pubbliche ad es. di comandante dell’esercito.

L’Hacienda costituiva solo il 20-25% del totale delle terre latinoamericane sotto

controllo spagnolo, erano dunque una piccola parte ma di migliore qualità(resa

agricola).

Possiamo dire che le terre erano suddivise in 3 categorie:

- quelle degli indios: erano soltanto loro e non potevano essere vendute né concesse

né agli spagnoli né ad un vecino(a quest’ultimo solo in affitto?): il vecino poteva

essere un indio oppure uno spagnolo, per essere considerato come tale doveva

possedere 3 requisiti:

1) Essere conosciuto, localmente;

2) Possedere un’abitazione;

3) Vivere dignitosamente: essere a posto con la legge, non aver commesso dei reati;

- quelle degli spagnoli;

- le terre libere: erano libere quindi non degli indios, e gli spagnoli se ne potevano

appropriare.

Essendo importante anche il ruolo giocato in America latina dagli ordini religiosi,

erano diffuse 3 giurisdizioni:

1) quella degli spagnoli: dovevano essere applicate le leggi/decisioni della corona

spagnola; col passare del tempo, però, la popolazione e le autorità locali si diedero

delle leggi proprie per rendersi indipendenti dalla madrepatria spagnola;

2) quella degli indios: i loro usi e costumi costituivano una sorta di loro “diritto

consuetudinario”, delle leggi proprie che valevano nella Repùblica de los indios;

3) quella degli ordini religiosi che erano dotati di una certa autonomia dalla Chiesa di

Roma. 12

A livello generale, era diffusa l’encomienda che prevedeva il pagamento delle tasse

da parte degli indios nei confronti delle autorità locali spagnole; queste tasse

andavano poi al re spagnolo. In America latina furono poi apportate delle modifiche

con delle leggi, introducendo la clausola del repartimiento, secondo la quale le tasse

pagate venivano ripartite(date) a coloro che ne avessero bisogno. Col repartimiento si

pose fine all’encomienda tra i nobili(che era ereditaria da padre in figlio) e si impedì

dunque la diffusione in America latina del sistema feudale, presente invece in Europa.

Con gli spagnoli, in America latina vennero fondati dei vicereami, i 2 principali erano

quello del Perù, con capitale Lima, e quello della Nueva España, con capitale Città

del Messico; in seguito quello del Perù si digregò e sulle sue rovine ne sorsero degli

altri: in seguito sorsero quelli del Rio de la Plata, quello della Gran Colombia, ecc. Il

vicereame era amministrato dal vicerè che in teoria doveva essere soltanto un

rappresentante del re spagnolo in America latina, ma per mezzo di alcune istituzioni

egli riuscì ad assumere dei ruoli/funzioni. Riguardo alla politica, in Europa c’erano

dei governi di funzionari, mentre in America latina dei governi di

magistrati(amministrazione della giustizia).

Iniziava a formarsi un vero e proprio esercito americano.

Lezione sul Brasile

Prima dell’arrivo dei portoghesi, in Brasile si contavano dai 2 ai 6 milioni di indios

brasiliani; con l’arrivo degli europei si ridussero a non più di 700.000 che vivevano

lungo le coste; si pensa che fossero 1 milione i portoghesi che si spostarono in

Brasile, tra di essi c’era anche la dinastia regia portoghese dei Braganza che a

differenza della famiglia reale spagnola(catturata(e uccisa?) da Napoleone Bonaparte

nella Rivoluzione francese), essa riuscì a fuggire, prima dell’arrivo di Napoleone

Bonaparte, in Brasile a Rio de Janeiro che diventò la capitale dell’impero del Brasile

fino agli anni ’60 del ‘900 quando fu poi spostata a Brasilia. In America latina, in

generale, la società è molto complessa da descrivere, specialmente in Brasile: qui

sono presenti gli indios brasiliani, divisi tra loro in diverse tribù, la società è

segmentata e non c’è dunque un potere accentratore come in Europa. Facciamo le

dovute distinzioni tra popolazioni nomadi, seminomadi, semisedentarie e sedentarie;

nota bene che seminomade è diverso da semisedentario. Le tribù in Brasile sono

semisedentarie, ovvero sono sedentarie in un determinato luogo per un certo periodo

di tempo, dopodichè si spostano in un altro luogo dove rimarranno per un altro

periodo di tempo, e così via. Tra le tribù di indios brasiliani possiamo ricordare quella

dei TUPI, popolazione semisedentaria che visse inizialmente nell’area della foresta

amazzonica, per poi spostarsi in altre aree del Brasile seguendo una rotazione

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antioraria per ritornare infine in Amazzonia. Vivevano in villaggi con capanne

plurifamiliari disposte in senso circolare attorno alle quali erano poste delle palizzate

come difesa contro gli animali pericolosi e per eventuali agguati di altre tribù. I

villaggi erano formati da 500 massimo 800 abitanti.

Riguardo ai periodi economici, indichiamo:

- il periodo del “pau brasil”: una pianta brasiliana (da cui si ricavava un colorante?)

il cui legname era esportato; non si trattava di una vera e propria economia;

- il periodo dello zucchero(2° metà del ‘500-fine ‘600): prodotto fondamentale; fino

alla metà del ‘700 era prodotto solo dal Portogallo, ma in seguito anche dagli inglesi

e olandesi, e dunque aumentò la sua quantità disponibile sul mercato che né provocò

la riduzione del prezzo;

- il periodo dell’Oro(‘700): divenne molto importante, e in parallelo continuò ad

esserlo anche lo zucchero. Venne cercato nel territorio del Brasile durante le

spedizioni esplorative; venne trovato dell’oro(quello alluvionale, presente nei corsi

dei fiumi) ma non l’argento e in Brasile non ci furono miniere molto importanti,

come invece lo era quella di Potosì in Bolivia.

Caffè(‘800-crisi del 1929): divenne il maggior prodotto d’esportazione.

Crisi del 1929 a livello mondiale.

Dal 2° dopoguerra in poi, industrializzazione e crescita delle metropoli, aumento

vertiginoso della popolazione.

Altri aspetti importanti del Brasile sono:

- la società urbana(ad es. esistevano due tipi di schiavi: quelli delle piantagioni e

quelli che lavoravano nelle zone urbane; una parte di questi ultimi aveva anche dei

diritti come ad es. andare al teatro(sia schiavi indios che neri));

- il sistema organizzativo dei Gesuiti nelle repubbliche gesuitiche (l’engenio, la

casagrande, la sensala). La loro società era basata su una struttura sociale gerarchica,

l’economia era pianificata e i proventi del lavoro erano ripartiti tra le famiglie. I

Gesuiti organizzavano il loro territorio, secondo il sistema della reducciòn(la

riduzione gesuitica) dove erano presenti:

- la casagrande: l’abitazione del signore locale dell’Engenio;

- l’Engenio: la grande-media proprietà terriera dove si coltivava lo zucchero; era

diverso dall’Hacienda spagnola. Attorno all’Engenio vivevano i “lavradores de cana”

(i lavoratori della canna da zucchero, che lavoravano nell’engenio);

- la sensala(villaggi più o meno simili a delle caserme);

- cimiteri: era importante dividere i vivi dai morti;

- ecc.

Sia gli spagnoli che i Gesuiti fecero delle missioni esplorative nel Brasile:

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- gli spagnoli inizialmente erano situati nelle regioni di Minas Gerais e Sao Paulo, poi

organizzarono delle “missioni esplorative” dette bandeiras organizzate dai

bandeirantes per conoscere meglio il territorio e le sue risorse(trovarono dell’oro ma

non l’argento), ma soprattutto per trovare nuovi indios per la manodopera. In tali

missioni, in realtà vennero uccisi degli indios(alle bandeiras, il volere degli spagnoli,

alcuni indios si sottomettevano e altri invece si ribellavano andando però incontro

alla morte). Gli indios sottomessi erano arruolati nell’esercito degli spagnoli contro i

Gesuiti;

- i Gesuiti in un primo momento fecero anche loro delle esplorazioni ad es. nell’area

amazzonica, poi in seguito si stanziarono nell’area meridionale del Brasile, dove

fondarono delle vere e proprie repubbliche gesuitiche(erano autonome e legalmente

autorizzate). Cercarono anche loro di arruolare nuovi indios; quindi alcuni indios si

alleavano con gli spagnoli, altri con i Gesuiti e altri ancora si ribellavano.

Il Brasile era un impero municipale, c’erano i così chiamati “coroneis”(colonnelli).

Dalle riforme borboniche del ‘700 in poi

Nel ‘700 la Spagna fece le riforme borboniche che prevedevano l’aumento del

prelievo fiscale della corona spagnola nei territori oltreoceano, principalmente.

Tali riforme erano dunque:

- economico-amministrative: perché prevedevano innanzitutto la creazione delle

Intendencias, delle forme di governo controllate dal re spagnolo che erano

organizzate dagli intendenti, per eliminare ogni possibile tentativo di autogoverno in

America latina. Le intendenze erano delle vere forme di governo, l’intendente era un

superprefetto(magistrato, ecc.) e governava nei Vicereami(Nueva España, quello che

restava del V. del Perù e quello di rio de la Plata con capitale Buenos Aires).

L’intendente non imponeva la legge, ma contrattava(interagiva con le persone locali).

Sul piano amministrativo vennero riformate le città, furono suddivise in

quartieri(governati dai cabildos) e parrocchie(governate dalle autorità ecclesiastiche);

in ogni parrocchia era presente un vecino che aveva una rappresentanza, che

diventerà poi anche politica(la figura del vecino secondo alcuni divenne quella del

cittadino).

Per quanto riguarda il diritto di voto:

- in Europa era censitario, si votava cioè in base al censo(reddito) e perciò se non

avevi un certo censo non potevi votare: es. nel Regno Unito votavano solo i grandi

proprietari terrieri, tale sistema era diffuso anche nell’impero del Brasile;

- in America non era censitario, per poter votare bisognava essere un vecino(secondo

i requisiti già indicati); era così nelle aree latinoamericane sottomesse agli spagnoli.

Sul piano amministrativo, i Vicereami erano più(es. il Perù) o meno fedeli al re.

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- militari: si voleva creare un esercito gestito dalla corona spagnola(i militari di tale

esercito, per incentivare gli indios a partecipare, offrivano loro delle cariche

pubbliche utili per migliorare la propria condizione sociale); tale esercito andava

rafforzato, sia l’esercito che la marina(come già detto iniziò dunque a formarsi un

esercito americano). Questo in contrapposizione all’esercito esistente, gestito da

signori locali(anche indios con cariche importanti) e i cui membri erano anche gli

indigeni;

- religiose: allo scopo di sconfiggere il potere del clero regolare: ad es. furono

espropriate le terre dei Gesuiti(gliele toglievano e tra l’altro alcune di esse non erano

nemmeno utilizzate), furono cacciati via dal Portogallo e dall’America latina, in

Spagna il re riuscì a sciogliere il loro ordine religioso nella metà del ‘700, e si riformò

nei primi decenni dell‘800. La Chiesa(il clero secolare) era contraria agli ordini

religiosi, troppo autonomi.

Gli intendenti diventarono molto potenti(erano al servizio del re), e cercarono di

eliminare i Vicereami(togliere il potere ai vicerè che in realtà governavano, anziché

rappresentare il re!).

La Spagna riceveva poche ricchezze dall’America latina, così decise di liberalizzare

la produzione, dunque aumentò la quantità prodotta. Sul piano giuridico furono create

nuove istituzioni come il tribunal de minerìa, che si occupava della risoluzione delle

controversie tra operatori del settore minerario.

Sul piano militare, con le riforme borboniche del ‘700 ci fu per la prima volta un

esercito fatto di creoli(??ma anche indios, non solo spagnoli, e questo non andava

molto bene alla Chiesa perché voleva un esercito i cui membri fossero spagnoli, di

sangue puro).

Napoleone Bonaparte nel 1808 invade la Spagna e cattura la dinastia dei

Borbone(dinastia spagnola di origine francese) e buona parte della corte spagnola era

filo-francese, i civili spagnoli si rivoltano contro Napoleone ma vengono uccisi. In

Spagna dunque manca il re Ferdinando VII chiamato il “deseado”(il desiderato,

perché gli spagnoli lo rivolevano, anche le province spagnole americane dell’America

latina). Inoltre, in America latina, approfittando dell’assenza del re i latinoamericani

organizzarono delle elezioni informali di loro rappresentanti per eliminare gli

intendenti(al servizio del re) e le riforme economiche che avevano appena emesso.

In tal modo si crea una frattura tra la corona spagnola e i possedimenti oltreoceano:

mancando il re, manca la burocrazia(“non c’è più il re, non c’è più la legge”) e perciò

l’apparato burocratico non può più funzionare; l’azione di Napoleone in Europa

favorì il raggiungimento dell’indipendenza nei Paesi latinoamericani. Dopo la

rivoluzione francese, la Francia è sconfitta e le resta solo il Canada francese(il

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Quebec). Come già detto, in America latina c’era un governo di magistrati che

interpretavano a modo proprio le leggi del re, e governavano di conseguenza.

Nel 1812 fu emanata la Costituzione di Cadice(considerata la più liberale dell’800,

ispirò i moti carbonari del 1820-21 in Italia in particolare anche in Piemonte) che

mise in crisi il modello giacobino, secondo cui il potere era solo del re e dei vecinos.

Il regno spagnolo risiedeva nelle comunità(Repùblica de los españoles e quella de los

indios?), era una sovranità mitica.

Con tale Costituzione, nelle città con un certo numero di abitanti si formano i

municipi(sono anche delle corporazioni: oltre a imporre le tasse, avevano anche delle

proprietà terriere); tale Costituzione è strana perché:

- da un lato, riafferma le vecchie tradizioni(es. il vecino);

- dall’altro crea i municipi.

Come già detto, era il vecino che poteva votare(l’indio ma non il nero, anche se

esistevano dei metodi per far passare un nero per meticcio).

Un deputato di Città del Messico diffuse la teoria per cui in mancanza del re il potere

tornava al vecchio regno americano(potere delle autorità locali!), ma tale teoria era

scomoda alla corona spagnola che lo trasferì in Spagna dove fu processato. Di lì a

breve ci furono le rivolte che sfociarono nelle guerre d’indipendenza; le rivolte

furono sedate dall’oligarchia creola.

Dato che il periodo della prima metà dell’800(fino al 1880!) non è ben chiaro perché

non si hanno fonti sufficienti, esso fu interpretato con due ipotesi prevalenti:

- secondo alcuni fu il periodo di “dispersione della sovranità”(non essendoci più il

re nella persona del quale la sovranità era concentrata, essa si disperde sul territorio:

prima la sovranità era concentrata al centro, poi si è dispersa dal centro verso le

periferie, dalla città alla campagna, dove non esisteva una vera e propria nobiltà).

Dispersione della sovranità(caso messicano)

Rimane il Vicereame della Nueva España(area mesoamericana), la sua parte

settentrionale entrò a far parte degli USA. Un caudillo, insieme all’ultimo vicerè,

stabilì la fine dell’influenza spagnola nell’area e proclamò l’indipendenza

messicana(1910-1920). Nel 1914 iniziò la rivoluzione messicana(che partì dallo Stato

di Sonora) e finì circa nel 1921 e si pose fine allo schiavismo(vedi più in basso:

McCormick nella penisola dello Yucatàn). In Messico importante l’utilizzo della

ferrovia, il commercio di schiavi dallo Stato di Sonora(Messico settentrionale) verso

sud fino alla penisola dello Yucatàn. C’era anche l’affitto di cinesi e coreani sul

mercato internazionale. La rivoluzione partì Poi ci furono dei tentativi di instaurare

delle monarchie imperiali(tra queste ricordiamo il primo tentativo da parte di un

individuo che prese il controllo del palazzo imperiale, pensando di possedere il

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potere, ma in realtà non fu così perché il potere era frammentato. Il secondo, quella

dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo che andando in Messico fu costretto a

rinunciare ai possedimenti europei e alla linea di successione. Nella guerra di

secessione americana i sudisti(chiamati “confederati”) vedono in Massimiliano

d’Asburgo un valido alleato contro i nordisti. Massimiliano quindi andò in Messico

con delle truppe dove riportò alcune vittorie ma anche delle sconfitte(come a Pueblo,

nel centro del Messico), fu condannato a morte da Benito Juarez e fu ucciso); nel

1824 fu fondata la 1° federazione di Stati messicana durata fino al 1857(fondata sulle

rovine di quelle che erano le vecchie intendenze).

Nel 1834 il Texas diventa una repubblica indipendente per aver vinto la guerra contro

Sant’Ana, gli USA non lo volevano perché era uno Stato schiavista. Gli Stati

schiavisti erano stati divisi da quelli non secondo la linea Madison; tale linea non fu

rispettata e quindi alla fine dell’800 provocò la guerra civile(di secessione)

americana, tra nordamericani(“USA del Nord” vs “USA del Sud” e i messicani) nella

quale il Messico perde il Texas(“lo Stato della stella solitaria”) e i territori delle

attuali California, Arizona e New Mexico(è importante sapere non il singolo caso, ma

il contesto storico-geografico).

Diventa importante la figura di Benito Juarez che guidò i “liberali liberali” nella

guerra contro i liberali conservatori, fedeli all’imperatore e alla Chiesa.

Tornando alle ipotesi sulla 1° metà dell’800, riguardo la seconda:

- altri parlano di un periodo di “repubbliche senza Stato”(es. Rio de la Plata). Sono

repubbliche, senza Stato cioè che non hanno la sovranità fiscale: la ricchezza è sparsa

sul territorio e non c’è più un potere accentratore che consenta di trasferire le imposte

dalle periferie verso l’interno. Ciò che può riguardare la sovranità fiscale è soltanto

l’attività di import-export gestita dai caudillos.

I cabildos erano delle forme di governo locale mutuate dalla corona spagnola, ed

erano contro fra loro per il controllo dei territori.

L’indipendenza del Messico finisce nel 1824 e si crea la 1° Costituzione

federale(dell’America latina?), le intendenze(cioè le “province unite”) diventano gli

attuali Stati federali, e così avviene anche in Ecuador e Paraguay.

Nell’800 assunse molta importanza la figura del caudillo. Erano “uomini di terre e di

uomini”(erano dei grandi proprietari terrieri che godevano di ampie reti di

clientelismo). C’è un periodo di guerra(12-13 anni) tra gli americani(realisti(del re)

vs autonomisti-indipendentisti(per l’indipendenza)). Dopo i fatti del 1824-

1825(guerre d’indipendenza) i caudillos diventano molto importanti: sono dei signori

della guerra che a volte avevano ottenuto il potere illegalmente(con la forza), allora

assunsero cariche politiche per legittimarlo. Furono i primi soggetti che diedero la

possibilità al mondo agricolo di emergere. In Argentina(come nel resto

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dell’America latina) le province erano gestite dai caudillos; in Argentina costoro

erano guidati dal caudillo(fu un dittatore) Manuel de Rosas che prende il potere,

instaura un governo centralista(di province confederate, una repubblica liberale) e da

molte terre a pochi, favorisce lo sviluppo dell’allevamento, era provvisto di una

polizia segreta formata dai caudillos a lui fedeli.

Le guerre d’indipendenza portarono distruzione, le miniere vanno in crisi(c’era

bisogno di forza-lavoro che invece era impegnata in guerra) e servono i capitali e

investimenti(anche stranieri) che anziché “arrivare”, “se ne vanno”. In tale contesto si

sviluppa il fenomeno del banditismo, che sfociò in certi casi nella guerriglia. Le

“repubbliche senza Stato” e la Spagna hanno bisogno di capitale e perciò iniziano a

indebitarsi con altri Paesi che erogano dei prestiti(capitale + interessi usurai) e in

cambio come garanzia hanno il monopolio del sale e del tabacco; cercano di pagare

con la massa di metallico, che poi però finì.

Le fazioni politiche in America latina erano distinte in “liberali liberali”(liberali veri

e propri) e liberali conservatori”, che:

- erano entrambe d’accordo sull’avere un’economia liberoscambista(però i primi non

volevano imporre i dazi e invece i secondi sì, per salvare le manifatture locali);

- riguardo al rapporto Stato-Chiesa, i liberali le volevano disgregate mentre i secondi,

essendo conservatori le preferivano unite, sostenevano che l’esercito e la religione

fossero gli unici 2 elementi necessari per tenere unita l’America latina(l’unità

nazionale).

Nella 2° metà dell’800 salirono al potere i liberali che criticavano il disordine della 1°

metà dell’800. Costoro dicevano “civilizaciòn o barbarie?” perché evidenziare la

contrapposizione tra il mondo rurale, barbaro, e quello europeo di civiltà(infatti era

tipico della cultura di fine ‘800 effettuare una divisione tra la civiltà ovvero i baicnhi

e le barbarie ovvero gli indios). Le “repubbliche senza Stato” instaurarono un nuovo

rapporto con l’Europa sotto la sfera di egemonia della Gran Bretagna. Però i prodotti

dall’Europa rovinano le manifatture locali, gli europei crearono delle case

commerciali(che davano agevolazioni ai latinoamericani) in America latina per

vendere i propri prodotti. In tale periodo l’America latina diventa un partner

commerciale dell’Europa(l’America latina sviluppò il commercio estero es. con

Londra, Amburgo e poi, ma solo a fine ‘800, con gli USA), i prodotti latinoamericani

vengono esportati altrove, come l’argento del Messico che andava soprattutto in

California e in Oriente. Commerciati anche il cacao (es. quello del Venezuela che

diventa uno dei nuovi prodotti esportati verso la Spagna), il caffè del Brasile,

pellami, sottoprodotti dell’allevamento, grano, carne(soprattutto a fine ‘800).

L’Inghilterra ebbe un ruolo commerciale e intervenne raramente a supporto militare

per l’America latina. 19

Nell’800 ci fu la rivoluzione industriale che arrivò prima in certi paesi europei come

la Germania e la Francia e poi solo in seguito ad es. in Italia e Giappone; la

rivoluzione industriale fu di prodotti come soprattutto il rame, lo stagno, il piombo e

i fertilizzanti(della rivoluzione agricola dell’800).

L’America latina a inizio ’800 ebbe difficoltà a creare delle nuove forme di

economia, ma poi basò la sua economia sull’esportazione di materie prime(prodotti

dell’agricoltura e del settore estrattivo, il petrolio solo più tardi) e l’importazione di

prodotti finiti(sia beni di consumo come cibo, vestiario, ecc. sia beni di capitale

come la tecnologia) e diede dei buoni risultati soprattutto dal 1830-40 fino all’inizio

del ‘900, a cui seguirà una fase di relativa stabilizzazione e poi la crisi del 1929 che

dimezzò la quantità dei traffici mondiali e ancora dopo l’America latina iniziò

finalmente la sua fase di industrializzazione e le riforme agricole da tanto attese.

Infatti nel 1939 venne realizzata la prima acciaieria del Brasile voluta da Vargas. Si

verificò l’aumento del prezzo di alcuni mezzi di trasporto(il treno) e di prodotti(le

commodities cioè le materie prime soprattutto agricole come il cacao e il caffè)

rispetto a quello dei prodotti industriali. In America latina(??) boom del latifondo(ma

non avevamo detto che furono fatte delle leggi per impedirne l’instaurazione??).

Nella 2° metà dell’800 divenne importante la ferrovia(e le relative compagnie

ferroviarie), furono realizzate perché i costi di trasporto interni(di altri mezzi) erano

troppo alti. Solo a fine ‘800 furono eliminati i dazi interni in America latina per

essere sostituiti con la fiscalità moderna. La Gran Bretagna si pose in contrasto con

Cuba, il Brasile e i Paesi meridionali degli USA perché lo schiavismo era in contrasto

con il libero mercato.

Nel corso dell’800 il sogno spagnolo di tornare in America latina svanì, anche a causa

della politica estera USA della dottrina Monroe del 1823. A livello di relazioni

internazionali, le “repubbliche senza Stato” non sono ufficialmente riconosciute e la

Gran Bretagna fece degli accordi commerciali con l’America latina e in seguito

fecero cosi anche la Francia, la Prussia(il potentato più ricco della Germania, a nord-

est), ecc. Importante il processo di state-building(di costruzione dello Stato,

dell’identità nazionale) che culminò con la formazione degli Stati-Nazione

latinoamericani, con modalità diverse rispetto all’Europa.

Le “repubbliche senza Stato”, per far sì che diventino degli Stati veri e propri devono:

- acquisire la sovranità fiscale;

- disporre di un capitale umano;

- possedere un mercato interno.

Veniva fatto a volte il pronunciamiento ossia la ribellione contro i governi considerati

illegittimi. Era necessario inventare una nazione; a fine ‘700 col termine compatrioti

si intendevano coloro che erano nati nello stesso luogo(anche gli indios). Ma erano

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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali, dello sviluppo e della cooperazione
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Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marco Marquino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'America latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Bellingeri Marco.

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