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STORIA DEL PROCESSO PENALE

24.02.14

Premessa

I concetti di diritto penale, giustizia penale e giustizia criminale non sono necessariamente

sinonimi perché talvolta si mette l'accento sull’aspetto sociologico, sul criminale l'altro sulla

pena, sull'aspetto punitivo.

La storia della materia penale è storia di legislazioni e storie di idee di giustizia, ma è anche

storia dei processi perché nelle aule di tribunale il penale trova vita. Il penale, sia sostanziale

che processuale, è lo specchio della società, della politica ed è per questo che è importante il

nesso tra Stato -forma di governo-materia penale e, in particolare, il processo penale. Nel

processo penale diventa vivo il rapporto tra l'individuo, ciò che ha fatto e l'autorità. Rapporto

tra diritti della collettività e diritti del singolo individuo che variano a seconda delle forme di

governo. Nelle forme di governo autoritative, i diritti del singolo sono sacrificati di fronte a

quelli della collettività, il processo penale è lo strumento principe per il mantenimento

dell'ordine, per il controllo della società. La concezione dell'individuo è sacrificata. La stessa

concezione del reato assume sfumature diverse per esempio l'omicidio viene punito perché

uccidere una persona altera l'ordine sociale, la morte di un individuo produttivo, l'omicidio va

perseguito perché rischia di scatenare la faida tra le famiglie. Solo in ultima analisi si può

pensare che sia importante la tutela del singolo. Storicamente alle forme di governo autoritario

è corrisposto un modello processuale di stampo inquisitorio dalle caratteristiche: processo in

cui la figura del giudice è dominante perché racchiude enormi poteri sia dal punto di vista delle

indagini sia dal punto di vista del giudizio, in cui le difese del singolo individuo sono in

disparte, in cui hanno la prevalenza la scrittura e il segreto. Mentre storicamente le forme di

governo più liberali si sono concentrate sui diritti d'individuo e si sono accompagnate a un

processo di stampo accusatorio in cui i protagonisti del processo sono tre: il giudice, una parte

che accusa e una parte che è accusata; in cui ci sono fasi orali e il tutto è esposto a pubblicità

ritenendo che queste forme siano di maggior tutela per i diritti degli individui. Storicamente c'è

l'antitesi tra due modelli quello accusatorio e quello inquisitorio. Si parla di modelli perché non

esiste un processo accusatorio o un processo inquisitorio ci sono delle linee di fondo nell'uno e

nell'altro che poi vengono declinati diversamente a seconda dei contesti storici, a seconda dei

luoghi, dei tempi e delle persone. La contrapposizione tra questi due modelli può essere rigida

ma è una contrapposizione che realmente si è verificata nel tempo con una prevalenza storica

del modello inquisitorio, ma che ha trovato anche dei punti di contatto con quello accusatorio

creando dei modelli ibridi. Nel medioevo le due forme si succedono, ma c'è anche un momento

di convivenza.

Aspetti da tenere in considerazione:

• rapporto tra le società statuarie e il processo;

• come e in che forma si sviluppa il processo e quale importanza ha la legislazione (per

secoli la legislazione dello Stato non atteneva al processo la cui materia era frutto della

dottrina);

• figura del giudice, quali poteri ha nello svolgimento del processo nella storia; quanto è

ampio il suo potere arbitrario;

• rapporto tra le scelte di garantire o di punire: aspetti che si contrappongono;

• diritti di difesa dell'imputato

• i sistemi probatori.

Alto medioevo

Definizione convenzionale dalla caduta dell'impero Romano d'Occidente all'anno 1000. Con le

invasioni dei popoli germanici e la caduta dell'impero la situazione cambia. Questa interazione

diventa dominazione da parte dei popoli germanici e cominciano a scomparire le forme di

giustizia e di diritto elaborati per secoli dai romani. I popoli germanici introducono le loro

usanze e lo fanno soprattutto nel campo del penale. Il penale è il campo in cui si mantiene

l'ordine e la sicurezza e il controllo e nell'alto medioevo vige il principio di personalità che vale

però solo nei rapporti privati cioè nell'ambito del diritto privato ciascuno poteva scegliere di

avvalersi del diritto della propria etnia invece il campo del penale riguarda la dominazione e

quindi la materia penale è gestita dal dominatore. Il processo penale romano viene sostituito

dalle forme dei popoli germanici. Costoro non distinguevano il processo civile da quello

penale. Risolvevano le questioni riguardanti i loro rapporti privati allo stesso modo di questioni

penali. E si svolgeva con norme particolari attraverso il duello, l’ordalia e il giuramento.

Queste sono le forme processuali di risoluzione dei problemi attinenti la sfera penale che erano

conosciute dai popoli germanici. Quando le strutture statuali diventano più salde allora con il

tempo c'è anche una raffinazione dei metodi processuali. Uso del giuramento in modo

abbastanza massiccio, poteva essere non necessariamente reso da parte di una persona, ma

anche da altri che giuravano a garanzia di altra persona i cosiddetti congiuratori e non

giuravano sul fatto in discussione ma giuravano sulla credibilità del soggetto. Ciò che importa è

porre fine alle faide e alle eventuali vendette che possono nascere a causa dei litigi, delle

violenze, dei reati. Qualsiasi strumento è valido. Il giuramento in quell'ottica è uno strumento

efficace, pone fine alla lite. I popoli germanici hanno grande fede nel soprannaturale, il

giuramento è una prova importante e portava con sé una carica di stress che era pari a qualsiasi

altra ordalia. I documenti pervenutici testimoniano anche di persone che non ce la facevano a

giurare perché avevano paura dello spergiuro. Il giuramento come strumento efficace è

connesso al contesto (testimonianza di un vescovo che accusa un altro vescovo e nel momento

in cui deve giurare si ferma perché non ce la fa). Il giuramento come le altre ordalie vede

coinvolta la figura di Dio. L’ordalia è il giudizio divino. Quindi la causa penale si risolve

giurando o duellando o sostenendo una prova nella convinzione che chi vince ha ragione perché

è sostenuto dalla divinità. Tutto perfettamente coerente con la situazione e con lo scopo che si

vuole perseguire. Ci si rivolge al giudizio di Dio perché Dio è infallibile per definizione e non

può sbagliare e poi il giudizio di Dio è definitivo. Ci sono sempre delle forze miracolose a cui

affidarsi. Questa coerenza nell'assoluta affidabilità al giudizio di Dio è socialmente accettata. Il

giudice è presente però è colui che sceglie la prova da sostenere, una sorta di arbitro. Il

giuramento è una prova di Dio, ma ha una sua autonomia, anche il duello possiamo

considerarlo un’ordalia perché c'è sempre il giudizio di Dio però ha un suo sviluppo autonomo.

Testimonianze un po' più tarde ci descrivono quali sono i momenti che precedono le ordalie,

innanzitutto chi deve sostenere la prova viene isolato dal resto della comunità perché deve

meditare magari viene rinchiuso in un monastero. Il cristianesimo si infiltra nei popoli

germanici quindi magari è accompagnato da un prete che gli legge gli esempi biblici di coloro

che hanno sostenuto prove per prepararlo psicologicamente. E poi deve sorvegliarlo perché

innanzitutto non fugga, ma soprattutto non si ingegni per trovare qualche formula magica per

consentire di superare la prova perché se è vero che il giudizio di Dio è infallibile lo è sempre

che non ci sia l'imbroglio di chi sia sottoposto a prova. Possiamo dividere le ordalie in

unilaterali e bilaterali in questo caso il duello rientra nelle bilaterali. Due parti si sfidano e chi

vince ha ragione. Esistono diversi tipi di ordalia: L’ordalia dell'acqua fredda prevedeva che chi

dovesse sostenere la prova veniva legato e gettato in un fiume a seconda dei luoghi il risultato

poteva significare colpevolezza o innocenza. Interpretazioni non univoche. Secondo alcune

alcuni popoli era innocente se riemergeva perché la natura quindi Dio lo salvava se invece

rimaneva a fondo in quel caso era colpevole. Altri popoli invece ritenevano il contrario se

riemergeva era colpevole perché la natura lo respingeva se invece rimaneva sul fondo allora era

innocente. Ordalia dell'acqua calda si prendeva un pentolone di acqua bollente e si buttava

all'interno un oggetto chi doveva sostenere la prova doveva recuperare l'oggetto, dopo il

braccio che aveva inserito nel recipiente veniva bendato e dopo alcuni giorni di solito tre si

toglieva la fasciatura e si vedeva se c'erano delle ferite in questo caso la prova non era superata

se invece non c'erano si era innocenti perché la divinità aveva indicato in tal modo l'innocenza.

Questa è l'unica ordalia conosciuta dai longobardi. C'era poi l’ordalia del ferro rovente, si

prende un ferro rovente, chi è sottoposto alla prova lo deve afferrare e poi gli si benda la mano

dopo alcuni giorni se ci sono ferite è colpevole se non ci sono non è colpevole. Anche dopo la

prova bisognava controllare che non venissero effettuate medicazioni sulla ferita. Ci sono molte

altre ordalie che i popoli germanici avevano ideato per dimostrare il giudizio di Dio. Quella del

cadavere ad esempio si legava l'uomo con il cadavere della persona che si affermava di aver

ucciso; l’ordalia del seppellimento. Si veniva sottoposti a un’ordalia piuttosto che ad un'altra a

seconda del popolo e dello status: la posizione sociale ricoperta. Il problema di questa età, VI-

VII secolo è che ci sono poche testimonianze di questi processi, conserviamo soprattutto i

processi civili perché era importante stabilire l'esistenza di diritti sui beni. Le testimonianze di

queste ordalie si trovano soprattutto nelle fonti letterarie e in alcune epistole soprattutto in

quelle dei vescovi che scrivevano per dare indicazioni su come risolvere le questioni. Per

esempio una fonte dell'Inghilterra delle X-XI secolo riporta un’ ordalia a cui è sottoposto un

servo accusato di un reato e quindi il giudice locale decide di sottoporlo all’ordalia del ferro

rovente. Il suo padrone che tiene parecchio al suo servo si offre di pagare l'altra parte per

compensare il danno subito perché occorre tener presente che visto che la finalità è quella di

evitare vendette e di mantenere la pace sociale uno dei mezzi per terminare le cause era

rifondere l'altra parte, invece, in questo caso il giudice non accetta il denaro offerto dal padrone

del servo e sottopone il servo alla prova del ferro rovente. La mano del servo viene bendata e il

padrone disperato prega tanto e al termine dei tre giorni la mano destra del servo viene liberata

dalle bende e il giudice rimane allibito perché la mano è guarita. Dio è intervenuto per

intercessione di questo santo. Il miracolo è doppio perché in realtà tutti tranne il giudice vedono

le ferite nella mano del servo, per il giudice Dio si è espresso. Mezzi efficaci che con il tempo

cominciano a risentire dei mutamenti sociali che sono dovuti all'interazione con altri popoli e

all'intervento di un fattore fondamentale, la Chiesa. Luitprando nell' VII secolo riesce a far

penetrare i principi cristiani all'interno del suo editto e quindi avvalora altri strumenti da usare

nel processo come ad esempio le testimonianze e i documenti scritti. La Chiesa esercita una

forte influenza, ma non è sempre efficace. L'evoluzione di molti strumenti nel processo penale

è condizionata dalla Chiesa non solo in ambito processuale, ma anche in ambito penale

sostanziale per esempio il diritto penale sostanziale germanico è fondato sull'oggettività senza

star a distinguere quello che ora chiamiamo elemento soggettivo cioè la volontarietà nell'atto,

invece, la Chiesa questo lo distingue soprattutto nel foro interno per quanto riguarda la

coscienza. Si pone l'accento sulla volontarietà o meno del fatto. Una figura notevole e

importante di questo periodo, VII- VIII secolo è Gregorio Magno che vive a cavallo tra questi

due secoli. Gregorio Magno ha in mente alcuni principi fondamentali che devono

regolamentare l'amministrazione della giustizia ad esempio il principio di imparzialità del

giudice, il rispetto della legge, la ricerca della verità che deve guidare l'operato del giudice e

quale giudice deve usare anche misericordia al fine di temperare il rigore della legge laddove la

legge dovesse risultare troppo severa nel caso specifico. Gregorio vive in tempi in cui i popoli

germanici sono molto attivi eppure ha una visione diversa rispetto a questi perché si ispira a

fonti diverse non alla sola violenza ma alle sacre scritture e al diritto romano. Cerca nelle sacre

scritture i riferimenti che possono essere utili nell'amministrazione della giustizia e in più

conosce qualcosa di diritto romano. In base a questi principi anche lo scopo che persegue

Gregorio è diverso, lo scopo dell'ordalia, del giuramento e del duello è ristabilire un ordine, per

Gregorio non è sufficiente, la giustizia dev'essere giusta, è per quello che riscopre i mezzi

probatori del diritto romano, la testimonianza e i documenti scritti. Il tentativo di influenzare le

popolazioni germaniche inizia in questo modo. Ci sono poi delle implicazioni etiche che

derivano dalla sacre scritture che riguardano persone occupate all'interno del processo, ad

esempio su chi giudica pesa la prescrizione che chi giudica sarà giudicato con lo stesso metro

con cui giudica, prescrizione che riguarda i giudici i quali devono stare attenti ad amministrare

in modo giusto la giustizia. C'è la necessità etica di trovare delle soluzioni corrette e conformi a

giustizia. È vero che il giudizio di Dio giudica in modo corretto, ma esistono altri strumenti e

le scritture e il diritto romano mettono a disposizione per risolvere la causa soprattutto le prove

testimoniali, i documenti scritti e anche la confessione. In una lettera che scrive a un vescovo

per indicargli come risolvere una questione sorta tra vescovi, Gregorio Magno dà le indicazioni

di come bisogna procedere o meglio quali caratteristiche deve avere il procedimento. Si

raccomanda che se ci siano dei testimoni, questi prima di deporre giurino, bisogna verificare la

condizione di chi accusa e di chi è accusato magari due sono avversari e potrebbe essere che

quella accusa sia infondata e si riferisca all'inimicizia, e poi se ci sono dei testimoni bisogna

accertarsi che abbiano visto ciò di cui parlano e non che ne abbiano semplicemente sentito

parlare. In queste poche indicazioni c'è un abisso rispetto alle ordalie dei popoli germanici. I

principi ispiratori di Gregorio si ritrovano nel diritto romano, Gregorio cita passi delle diritto

romano per giustificare questi suoi suggerimenti innanzitutto è evidente come Gregorio rifiuti

la figura mista di accusatore testimone che invece era presente in altre tradizioni come quella

giudaica anzi Gregorio indica la testimonianza come la regina delle prove. È anche vero che

Gregorio parla di giuramento in questa lettera e dice che qualora non sia possibile trovare

testimoni e risolvere la causa attraverso di essi allora bisognerà ricorrere al giuramento quindi

Gregorio mantiene il giuramento, ma attribuisce allo stesso una funzione suppletiva cioè solo

nel caso in cui gli altri strumenti a disposizione non servano. È così che in seno alla Chiesa si

comincia a pensare sulla figura dei testimoni. Ad esempio Isidoro di Siviglia dice che perché la

testimonianza sia valida i testimoni siano tre, come un numero assolutamente simbolico, il tre

che si inserisce a sua volta in un discorso più ampio quello sui numeri delle persone che devono

comporre il giudizio: un giudice, un accusatore e un accusato. Sei persone che danno la

giustizia umana se fossero state 7, che è il numero della perfezione divina, sarebbe giustizia

divina. Isidoro fa uno schema su quali caratteristiche devono avere i testimoni devono essere in

condizione libera; non devono essere donne e devono aver visto quello di cui parlano e in

questo riprende Gregorio Magno. Il numero dei testimoni è necessario perché il processo sia

validamente costituito se è inferiore non si può provare il fatto con la testimonianza. Queste

comunicazioni fatte epistolarmente riguardano il processo all'interno della Chiesa, controversie

di natura penale tra vescovi, prelati, ma si legge l'auspicio che queste forme entrino anche nel

processo laico che era quello germanico che usa l'ordalia, il duello e il giuramento. Quindi la

Chiesa comincia dal suo interno a mutare il modo di procedere che si basa su un principio

fondamentale che è quello della denunciatio evangelica. Nel Vangelo di Matteo si legge “ Se

un tuo fratello pecca chiamalo da parte e riprendilo. Se il tuo fratello continua a peccare vai

da lui con un altro tuo fratello e digli che sta sbagliando. Se nonostante ciò continua a peccare

va davanti all'assemblea e dì che tuo fratello sta peccando”, dopo questi tentativi non succede

nulla. Quindi ad avvisare una volta, avvisare con qualcuno e avvisare davanti all'assemblea. Chi

avvisa ha la coscienza a posto chi continua peccare ne pagherà le conseguenze. Questo è il

fondamento del modo di procedere all'interno della chiesa che attua con il meccanismo del

cosiddetto giudizio sinodale. Tra i compiti del vescovo vi è quello di far visita alla parrocchie e

lo fa anche per cercare di risolvere quelle controversie che siano nate dal mancato rispetto da

parte dei laici dei principi e dei comandamenti. E lo fa il vescovo o personalme

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Scienze giuridiche IUS/16 Diritto processuale penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 91sarah di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del processo penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Massironi Andrea.
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