Il pensiero di Viroli e l'amore di patria
I sudditi disposti ad appoggiarlo (!! affezione!). Secondo Viroli, sarebbero utili i mezzi pacifici ma se ciò è impossibile allora il fine può essere giustificato da mezzi, come ad esempio la guerra. Per Viroli, l'affezione dei sudditi può essere ricondotta sotto il concetto di "amor di patria", il fine del principe è di creare istituzioni a favore dello stato in modo che lo stato sia fedele al principe.
Il pensiero utopico
Se Machiavelli studia la verità così com'è e non come si vorrebbe fosse, ciò fa sì che il suo linguaggio sia semplice e immediato per una facile comprensione, il pensiero utopico invece corrisponde a pretese completamente opposte. Il filone utopico inizia nel 1500 con Tommaso Moro. Il termine "utopia," può assumere valenza negativa in quanto le idee degli utopisti sono quelle che non troveranno mai applicazioni (per Machiavelli chi culla un’aspirazione senza interrogarsi sull'applicabilità di tale idea è un poeta "disarmato"). La parola "utopia," deriva dal greco "u!!topos."
In questo periodo invece l'uomo utopista è caratterizzato da un forte realismo, quest'uomo si chiede se il suo programma è applicabile, il suo progetto ha delle basi che ne decretano un tale radicalità da renderlo prematuro. L'utopista di questo periodo lo rende amministratore dell'immaturità delle sue idee ma crede più in un'applicabilità futura che immediata.
L'utopia secondo Luigi Firpo
Luigi Firpo afferma che l'utopia sia paragonabile ad un SMS in bottiglia che "arriverà dopo". L'utopista è un riformatore così radicale che è il primo a rendersi conto di questa "posticipazione". Il riformatore utopista riforma la società e ha nel DNA la volontà di correzione della società, non è un rivoluzionario.
Utopista, stesse idee di fallimento rivoluzionario, riforma buon fine.
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