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La comunicazione antica e le pitture rupestri

La comunicazione ha una storia antica e avverte il bisogno di comunicare non solo con la parola ma anche con altre forme di comunicazione. L'uomo, attraverso le pitture rupestri, dipinge perché fonte di sopravvivenza. Con l'impronta della mano (in un'epoca in cui non è ancora stata inventata la scrittura) firma una differenza data dalla comunicazione, non dal linguaggio. Uomo vs bestia: cioè l’aver lasciato una traccia scritta, un messaggio.

Unica testimonianza dell’epoca sono le pitture rupestri. Non sappiamo se l’uomo dell’epoca avesse la coscienza della posteriorità, ma le pitture avevano funzione per le persone dell’epoca. Erano rituali (l'animale ha funzione divina da cui dipende la vita/morte dell’uomo, quindi vengono celebrati) e simboli della vita (luogo in cui la comunità si radunava e faceva culti ispirati alla sopravvivenza).

Il messaggio e la comunicazione nel tempo

Il messaggio vuole restare nel tempo, quindi si usano pigmenti da pelle animali o sangue e terra. Ritrovamenti di tracce involontarie (scheletri, sepolture, tombe, armi, vasellame) ma unica traccia volontaria sono le pitture. La comunicazione è strumento di coesione e identità, tiene insieme le persone e dà loro un punto di coesione e identità.

Oggi servono come strumenti di coesione sociale ed identità, come giornali e web. Per molto tempo si è pensato di poter appartenere a una sola comunità (1900 le dittature hanno prosperato su questa idea). Oggi il web dimostra che si può appartenere contemporaneamente a più comunità (cittadini del mondo). La comunicazione è apertura alla relazione, ma può anche essere chiusura e diffidenza (come nelle grotte, per chi veniva da fuori).

Le prime forme di scrittura

Non c’è guerra, non c’è il possesso della terra, sono cacciatori-raccoglitori nomadi: consumato tutto, si spostano altrove. Con l’invenzione dell’agricoltura (5000 a.C.: età della pietra) si pone il problema della guerra. Esami del DNA dimostrano che l’uomo si è spostato dal cuore dell’Africa fino all’estremo Oriente e fino alle Americhe. Siamo sempre stati migranti. Le razze non esistono, sono adattamenti ambientali del corpo ai diversi climi.

Le prime forme di scrittura sono geroglifici e scrittura cuneiforme. Hanno lo stesso ruolo sociale delle pitture rupestri (non più solo immagini, ma lettere e parole). La comunicazione si complica e nasce l’alfabeto. La scrittura si presta a diverse funzioni: funzione religiosa e funzione civile. Lo scriba è l’unico che conosce la scrittura in una società analfabeta, ha un ruolo sociale importante. Mestiere riservato al sesso maschile (potere che si fonda su esclusioni).

La comunicazione verticale e orizzontale

La scrittura permette di scrivere le leggi del faraone sul papiro con degli inchiostri. La comunicazione serve al potere per informare il popolo. La comunicazione ha una doppia caratteristica: comunicazione orizzontale (da pari a pari, non si riconosce un’autorità: es. pitture rupestri) e comunicazione verticale (dall'alto verso il basso, es. le leggi sul papiro del faraone).

Oggi, la comunicazione orizzontale è il web 2.0 (es. TripAdvisor, Wikipedia, ci si fida più degli utenti che dell’autorità) mentre la comunicazione verticale è il web 1.0 (es. siti ufficiali che riconoscono un’autorità). L’Enciclopedia degli Illuministi era un centro che stabiliva chi poteva scrivere.

  • Grafica-visiva (immagini)
  • Scrittura (testo)
  • Sonora (tam-tam di bocca in bocca, in passato era una forma di comunicazione sonora basata sui tamburi utilizzati per richiamare l’attenzione quando non si era a distanza ravvicinata)

La comunicazione e il computer

Il computer è l’unico strumento che può riprodurre tutte e tre le forme di comunicazione. Il file digitale significa multimediale: mettere insieme immagine, testo, tam-tam. Dal latino, medium è un “mezzo” che mette in comunicazione e filo sorgente/emittente, target/destinatario.

Medium vs creazione artistica: medium ha un target preciso per chi la commissiona, è arte che celebra la grandezza (comunicazione verticale). Il giornalismo ha un target preciso, il bravo giornalista è capace di catturare l’attenzione del suo target. Bisogna farsi capire da chi legge. Non c’è notizia senza informazione. Senza comunicazione di un medium, la fonte non arriva al target. La letteratura non ha un target preciso, è il frutto della creatività dell’artista.

Seconda lezione: Gutenberg e l'invenzione della stampa

Gutenberg: 1450 Mainz, al cuore della Germania. Appartiene alla corporazione degli orafi che gli permette di costruire l’invenzione della stampa a caratteri mobili, da egli stesso definita scritto artificiale. Destinato a durare per altri 4 secoli perché in anticipo sui tempi.

Funzionamento: pezzi di piombo sui quali c’è impressa una lettera dell’alfabeto in rilievo. Caratteri mobili: caratteri in stile gotico (ripresi poi da Hitler). Scrivania divisa a scomparti per inserire le lettere, pinze con le quali il tipografo prendeva le lettere che gli servivano. Piano sul quale si componeva la pagina legando tra di loro i caratteri mobili. Torch: macchina usata per la spremitura dell’uva con una vite che spinge dall’alto verso il basso una superficie di legno piatta.

Prima di Gutenberg e l'innovazione della stampa

Prima di Gutenberg: i codici miniati, scritti a mano da monaci amanuensi su fogli di pergamena spessa e pesante. Restavano lì dove venivano scritti. Miniatura: arte di fare decorazioni.

Gutenberg vs codici miniati: capolettera decorata a mano è l’unica cosa che viene anche da Gutenberg. Leggerezza e trasportabilità (la Bibbia è più leggera e può essere trasportata). Sistema di riproduzione in serie (l’operazione con il torchio può essere ripetuta un numero infinito di volte).

Gutenberg e le corporazioni medievali

Gutenberg crea un nuovo mestiere non più regolato dalle corporazioni. Non è più un orafo, ma un fuorilegge perché ha inventato lo scritto artificiale. Costruisce qualcosa che si automantiene, che genera soldi.

La Bibbia di Gutenberg: testo sacro, insindacabile. Ne stampa 12 esemplari. Bibbia delle 42 linee, formato 2 colonne. Gutenberg vuole rendere il contenuto più fruibile per vendere di più. Impaginazione ovvero la presentazione: il modo in cui si rende fruibile, visibile, il contenuto. Grafica: l’arte di rendere appetibile il contenuto.

Grande imitazione e diffusione dell’invenzione: aprono stamperie in tutta Europa. Perché: l’attività economica di chi non è figlio di qualcuno iscritto alle corporazioni è uno spazio libero. Il torchio non è una macchina costosa (è un’attività economica potenzialmente aperta a molte persone).

La stampa e l'impresa giornalistica

Impresa giornalistica: impresa commerciale. Non c’è niente di immorale. È un meccanismo capitalistico che però genera risultati positivi. In quanto per vendere bisogna essere attendibili. 1450-1500: la stampa è un fenomeno leader, nessun controllo né corporazioni né controllo politico. Il potere politico non percepisce la stampa come un pericolo perché stampano la Bibbia (qualcosa di insindacabile).

Fino al 1800: la stampa riguarda una minoranza ristretta (quelli che sanno leggere). I tassi di analfabetismo sono del 90%.

Le rivoluzioni del libro secondo Eisenstein

  • Prima rivoluzione è religiosa: 1517 Lutero affigge le 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg (base teorica dello scisma della chiesa protestante dalla chiesa romana corrotta, che pratica la simonia). Lutero vuole il libero arbitrio nell’interpretazione dei testi sacri e può dire questo grazie all’invenzione di Gutenberg. La Bibbia è trasportabile, la Bibbia la si può leggere in privato. La stampa fa sì che Lutero possa costruire la sua teoria anche perché le sue tesi vengono stampate e fanno il giro del mondo.
  • Seconda rivoluzione è la standardizzazione delle lingue nazionali: dal punto di vista calligrafico, grazie ai caratteri mobili, in una stamperia di Padova, Aldo Manuzio inventa il corsivo. Ma anche per lo sviluppo della lingua attraverso i racconti di Canterbury e la Divina Commedia. La seconda rivoluzione crea un rapporto diretto tra stampa e lingue nazionali.
  • Terza rivoluzione è il passaggio dalla cultura orale alla cultura scritta: la Bibbia nasce dai racconti dei pastori intorno al fuoco. Prima di Gutenberg la comunicazione tra persone è orale (passaparola), ora avviene una trasformazione psicologica: si sviluppa il concetto dell’optical point, il punto in cui istintivamente guardiamo alla vista di un testo scritto. Optical point cambia da cultura a cultura, il punto di richiamo è il capolettera.

Il giornalismo e il periodico

Media: sono sempre alla ricerca di un mix tra realtà e fiction. Esempio di comunicazione scritta di sempre: 1609 primo periodico. Periodico: ripetitiva nel tempo, testi diversi. Dato dal fatto di dare sempre un’appeal: informazione diversa. Intrattiene un rapporto continuativo col proprio lettore. Attraverso elementi di grafica si attrae l’attenzione.

  • Il lettore legge sempre la stessa testata ma avrà sempre un contenuto diverso.
  • Decorazioni: sono una reminiscenza dei codici miniati e attirano lo sguardo dello spettatore.
  • Logo: per riconoscere il prodotto mediante un simbolo.
  • Testata: è il titolo che resta sempre uguale.

Caratteristica del periodico: è la serialità. Novità del periodico: è il rapporto continuativo nel tempo col proprio target. Cerca di garantire l’affidabilità cioè la capacità di dare notizie attendibili. Il giornalismo è un racconto oggettivo che si fonda su delle fonti ma la caratteristica principale è quella di fingere di scrivere i fatti come se fossero loro a essere testimoni. C’è sempre un elemento di truffa.

Terza lezione: censura e privilegio

Due strumenti con cui il potere politico si occupa di stampa sono censura e privilegio. Gutenberg ha goduto di un regime di libertà sia dalle corporazioni sia dal potere politico. Con le tesi di Lutero il continente si divide dal punto di vista religioso. Lutero attira l’attenzione dei monarchi europei circa la capacità della stampa. Le parole possono essere armi, possono mettere in movimento persone.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MariannaA. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del giornalismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Gozzini Giovanni.
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