Storia del cinema
Nel 1895, nel cinema si usa principalmente pellicola 35mm (ma anche 16mm, 8mm, super8), composta da fotogrammi e una banda laterale verde: la banda sonora. La pellicola scorre a 24fps (in tv 25fps); la legge della persistenza dell’immagine sulla retina permette di percepire il movimento da 16 fps a 24fps. Nel cinema muto era 16fps o 18 fps. La pellicola è altamente infiammabile, molte sale proiezione incendiate nei primi anni.
Negli anni '70 si inizia a usare l'elettronica: attraverso impulsi elettrici che danno l'immagine, non in HD, si vedono punti e righe, o pixel. Si passa da un legame molto stretto con la sala cinematografica a una circolazione di massa tramite tv e VHS. La rivoluzione si avrà negli anni '90 con il web e la nascita di nuovi devices.
Prima proiezione cinematografica
La prima proiezione cinematografica avvenne a Parigi, realizzata dai fratelli Lumiere con "L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat". Non esisteva il sonoro, quindi la proiezione era muta. Nei locali c'era un pianista o un’orchestrina che suonava live. I fratelli Lumiere riprendono la realtà, l’attualità e ricostruiscono fatti. Il cinema era considerato “il teatro per il volgo”.
Gli operatori venivano mandati a filmare accadimenti, e se non arrivavano in tempo, li ricostruivano. Non veniva considerata un'arte, anzi venne molto ostacolata perché “corrompeva le anime”.
Georges Méliès
Méliès era un prestigiatore, acquistò una macchina da presa e un giorno, per sbaglio, si inceppò e scoprì che si potevano fare tagli, trucchi visivi ed effetti speciali. Inventò la sovrapposizione, la dissolvenza, ed è insomma il padre degli effetti speciali. Il cinema passa dalla realtà alla finzione.
Dai romanzi di Verne: 1902 "A trip to the moon". (ne esisteva una versione colorata a mano fotogramma per fotogramma!)
Perché si usa ancora la pellicola?
Ha maggiore profondità di campo, più definizione. Il digitale ha abbattuto i costi di produzione, ha meno ingombro, è maneggiabile, non devo cambiare la pellicola ogni tot, posso vedere in anteprima, mi servono meno luci perché posso settare gli ISO.
Internet e la memoria del cinema
Internet (YouTube) aumenta l’accumulo e la memoria del cinema ma contemporaneamente la qualità si riduce a minimi storici. La circolazione dei film è veloce, ma il film “scade” altrettanto velocemente. La velocità di consumo uccide la memoria del cinema?
Grandi poli cinematografici
- USA
- India
- Cina
Termini tecnici nel cinema
Inquadratura: Tutto ciò che è nel quadro (shot).
Sequenza: Insieme di inquadrature unite logicamente tra loro.
Pianosequenza: Un’unica inquadratura; insieme di inquadrature senza stacchi.
Scena: Ciò che si svolge in un luogo-tempo-spazio; azione e ambiente dove essa si svolge.
Profondità di campo: Tutto ciò che è a fuoco nell’inquadratura.
Sonoro nel cinema
Presa diretta: Il sonoro viene registrato direttamente col video (maggiori rumori fondo etc), costa meno ma ci sono più problemi di rumori di fondo indesiderati, interruzioni, il regista non può intervenire dando istruzioni agli attori né voci fuori campo. Viene sempre presa una pista sonora dell’ambiente.
Doppiaggio: Il suono viene registrato separatamente. La musica viene aggiunta per enfatizzare emozioni, scene, creare suspense, contrasto, contestualizzare il periodo storico, dare ritmo al montaggio, far percepire un ambiente.
Attrezzature e tecniche
Meccaniche, en plein air digitali: Le scenografie sono oppure normale teleobiettivo. I tre obiettivi principali sono il 50mm, il grandangolare (>50mm) e il teleobiettivo (<50mm).
I piani (Primissimo piano, Primo piano, 1/2 figura, Piano americano, Campo Figura intera, Dettaglio) riguardano le persone, i (Campolunghissimo, Campo lungo, Campo medio, Campo totale) riguardano il paesaggio.
Effetto notte: François Truffaut, 1973. Il titolo prende il nome da una lente blu che veniva applicata alla camera per girare le scene notturne.
Effetti visivi e scenografie
Titoli di testa: Sui titoli di testa ci sono linee che si muovono, rappresentano il sonoro e si riferiscono alle linee zigrinate della pellicola (è la presentazione del sonoro). Sotto si sente la voce del regista che dà delle istruzioni. Prima scena: carrello laterale sulla scena della città, non capiamo chi sta seguendo la macchina da presa fino alla fine (schiaffo). Finale: la camera lascia gli attori che si salutano alla fine del lavoro, si alza e inquadra il set, con le scenografie ricostruite con le case che hanno solo la facciata etc.
Scena iniziale: Piano sequenza che segue più personaggi, continua a cambiare il personaggio inquadrato, ci sembra continui a cambiare il protagonista fino alla scena dello schiaffo. Per girarla viene usato un carrello laterale (il carrello viene inventato da un italiano per il film Cabiria nel 1914), lo si vede appena allarga l’inquadratura svelando la presenza di un set cinematografico e dei binari del carrello.
Steadycam (quella arrivata a noi venne perfezionata per Shining da Garrett Brown, prima c’erano solo dei prototipi). Macchina a spalla. Zoom. Panoramica.
Figure nel cinema
Segretario di edizione: Si occupa del funzionamento di tutto, tiene il conto delle inquadrature da tenere e di quelle da buttare.
Segretario di produzione: Si occupa del set, posiziona attori, oggetti, si occupa di evitare goofs (vestiti, errori di posizione, errore di trucco) e discrepanze.
Dissolvenza incrociata, stacco, dissolvenza a nero (di solito per quando finisce una situazione, un ‘capitolo’).
Produttore: È quello che finanzia il film, ora generalmente si rivolge a privati, tv, commerciali, case di produzione etc, raramente a un solo produttore.
Figurante: È quello che appare ma non recita, mentre la comparsa ha una piccola parte, anche solo una battuta.
Metodo Stanislavskij
Il metodo Stanislavskij è uno stile di insegnamento della recitazione messo a punto da Konstantin Sergeevič Stanislavskij (che solitamente lo chiama psicotecnica) nei primi anni del '900. Il metodo si basa sull'approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell'attore.
Si basa sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo. Per ottenere la credibilità scenica, il maestro Stanislavskij creò esercizi che stimolassero le emozioni da provare sulla scena, dopo aver analizzato in modo profondo gli atteggiamenti non verbali e il sottotesto del messaggio da trasmettere. In Italia non si usa. Qui sta la differenza tra interpretazione e personificazione.
Il fotografo di scena fa foto per servizi stampa, interviste, articoli, web etc.
Prima dei ’90 il montaggio si faceva con la moviola, un apparecchio con due piatti e uno schermo da cui si vedevano i fotogrammi e si sceglieva dove tagliare. Ora si monta in digitale.
Soggetto e sceneggiatura
Il soggetto è la prima stesura in forma narrativa della storia del film: dove, quando, plot principale. Poi ho la scaletta, il trattamento e la sceneggiatura, o script. La sceneggiatura è divisa in scene (per le luci) e può essere all’americana:
Scena 1 interno pomeriggio
- Battute
- Sound effects
Oppure all’italiana:
Scena 1 interno pomeriggio
Descrizione scena
Sonoro
Azione
La fabula è la serie di eventi in ordine cronologico mentre l’intreccio è come poi viene sviluppato nel film.
Cinema realista
Nel cinema realista vengono scelti attori veri, o non attori (persone per strada), i luoghi e le ambientazioni sono veri, non ricostruiti. Le tematiche sono diverse, sociali, politiche, la costruzione della narrazione è lineare, le inquadrature sono generalmente fisse sul soggetto, non ci sono dettagli e cambi come nel thriller per dare suspense.
Il cinema in Italia e negli USA
Milano, 1898: cinematografo, prime sale di proiezione ma anche enormi cinema. Primo regista italiano Luca Comerio, pioniere del documentario. Negli USA nel 1909-10 nasce Hollywood, in California perché ci sono grandi spazi, una grande varietà di ambienti, molta luce. In Italia si fanno colossal storici, su Roma, Pompei, e adattamenti di romanzi. Anche gli scrittori scrivevano film, come D’Annunzio (Cabiria), Pascoli, Pirandello.
Espressionismo tedesco
L'artista dà la sua rappresentazione della realtà, le scenografie non sono realistiche, sono grottesche, bianchi e neri estremamente contrastati, inquadrature particolari, giochi con le ombre, architetture gotiche (trascendenza e quindi aldilà), poche inquadrature di dettagli, vengono usate solo a scopo narrativo più che descrittivo.
Nel western invece le lunghe inquadrature ricche di dettagli vengono usate per dilatare il tempo. "Il gabinetto del dottor Caligari" fu il film simbolo dell'espressionismo, quello in cui si ritrovano tutte le caratteristiche fondamentali del movimento. Quando venne girato, nel 1919, l'espressionismo nell'arte era già un movimento noto e conosciuto, per cui il film ne segnò il punto più alto, aprendo una nuova strada anche nella cinematografia.
Grande importanza nella creazione di questi mondi irreali ebbe la scoperta del cosiddetto effetto Schüfftan, che permetteva la creazione di mondi virtuali a costi molto bassi rispetto alle scenografie. Esso consisteva nell'uso di cartoni disegnati che venivano proiettati e ingigantiti con un gioco di specchi, fino a divenire sfondo di una parte dell'inquadratura, mentre in un'altra si muovevano gli attori in carne ed ossa, magari inquadrati da lontano.
Nacquero così intere città fantasma e architetture vertiginose, vere e proprie antenate del blue screen contemporaneo. L'esempio più evidente dell'utilizzo di tale metodo nel cinema espressionista tedesco è costituito dall'imponente e moderna città che dà il nome al film "Metropolis" (1927), resa gigante proprio dall'impiego del metodo Schüfftan.
Nosferatu
Nel 1922 "Nosferatu" (F.W. Murnau): il vampiro è spaventoso, vive in un castello, appare dal buio, tutto quello che lo riguarda è grottesco. "Nosferatu il vampiro" è ispirato liberamente al romanzo di Bram Stoker. Murnau dovette modificare il titolo, i nomi dei personaggi (il Conte Dracula diventa il Conte Orlok, interpretato da Max Schreck) e i luoghi (da Londra a Wisborg) per problemi legati ai diritti legali dell'opera. Il regista fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker; perse la causa per violazione del diritto d'autore e venne condannato a distruggere tutte le copie della pellicola, tuttavia una copia "clandestina" fu salvata dallo stesso Murnau, e il film è potuto sopravvivere ed arrivare ai giorni nostri.
È un film muto ed è un adattamento di un testo letterario; appartiene alla corrente dell’espressionismo tedesco (corrente artistica che nasce in Germania all’inizio degli anni '10 e riguarda il teatro e il cinema, gli espressionisti rappresentano il mondo come lo vedono loro). La recitazione è molto enfatica, gestuale e poco realistica perché non potevano parlare.
C’erano le didascalie che informano lo spettatore sul dialogo e situazione (alcune mostrano cosa stanno leggendo i personaggi); la regia è descrittiva e ci sono anche inquadrature simboliche; il montaggio ha sequenze che si chiudono ad x come dissolvenze a nero.
Effetti speciali: Quando la carrozza entra nel bosco c’è un passaggio della pellicola dal positivo al negativo perché vuole mostrare che si sta entrando nel mondo del male, poi vuole mostrare che tutto è alla rovescia. Accelerazione quando la carrozza si muove velocemente; quando Nosferatu svanisce alla luce del sole; quando dalla bara si alza Nosferatu ed è girato in stop motion. Scenografie richiamano lo stile gotico perché mira alla trascendenza, cioè ad andare verso il male. Fotografia: ci sono ombre molto marcate e hanno un significato drammatico, viene evidenziato il contrasto tra bene e male e il bianco è un elemento di purificazione (come quando appare la moglie).
L’illuminazione centrale ad occhio di bue è determinato dalla poca sensibilità della pellicola e da obiettivi luminosi al centro. C’è un’inquadratura con un grande palazzo degradato, storto che ha delle finestre che sembrano dei loculi di un cimitero, ed è storto per dare un senso di disequilibrio come per la realtà; ci sono delle sbarre che ci possono far pensare a una prigione. Hutter viene accompagnato fino a un certo punto e poi si avvia da solo; c’è un’apparizione del castello di Nosferatu sopra a una rupe che esprime potenza, solitudine, dominio.
Prima scena: dopo i titoli di testa vediamo la prima didascalia che ci racconta chi è Nosferatu, inquadratura dall’alto della città.
Ultima scena: Nosferatu colpito dalla luce dell’alba si dissolve. Inquadratura del dottore pazzo che dice ‘Il maestro è morto’. Didascalia finale. Inquadratura del castello diroccato.
La figura del vampiro
- 1930 Bela Lugosi in Dracula, di Tod Browning invece dà un’immagine del vampiro come un nobile, elegante, affascinante.
- 1958 Dracula di Terence Fisher.
- 1967 Dracula di Roman Polanski come parodia (per favore non mordermi sul collo).
- 1979 Nosferatu principe delle tenebre di Werner Herzog.
- 1994 Intervista col vampiro di Neil Jordan.
Durante la guerra non vengono fatti film sui vampiri, e nel tempo l’immagine del vampiro cambia e si trasforma da orrenda creatura a affascinante, misterioso, il fascino del cattivo, del male.
Metropolis
1927 "Metropolis" (Fritz Lang) è considerato tra le opere simbolo del cinema espressionista ma anche come modello del primo cinema di fantascienza, essendo ambientato in un futuro distopico. Scenografie monumentali, geometrie, maestose, palazzi giganti. Le scenografie caratterizzano l’oppressione sull’uomo, così come i movimenti degli operai sono meccanici, disumanizzazione.
Il bianco e nero è meno contrastato, ma la luce ha un ruolo espressivo (vedi apparizione di Maria). Vengono usati molti effetti speciali meccanici ma anche ottici (effetto Schüfftan). Gli operai che stanno entrando in miniera sono vestiti uguali e si muovono in modo meccanico, danno l’idea della spersonalizzazione, non c’è nessun primo piano perché sono tutti uguali. Le case dove i personaggi vanno a lavorare sono dei cubi asettici con forme razionali e nulla è creativo; le finestre buie non hanno segno di vita.
Scenografie: sono enormi, sembrano finte e disegnate e gli uomini sono dei piccoli dettagli. Contrapposto al mondo degli altri predomina la luce e fa pensare alle persone che vivono in uno strato superiore del pianeta, le riprese sono fatte con la camera car.
Scenografie: sono l’espressione della potenza degli uomini, vivono in giardini meravigliosi in un luogo che non ha nulla di realistico. Si vede una sfocatura ai lati quando arriva Maria che arriva dal basso.
Effetto Schüfftan
Effetto Schüfftan: si basa sull'utilizzo di uno specchio biriflettente posto a quarantacinque gradi rispetto alla macchina da presa, in modo da riprodurre il riflesso di oggetti e miniature poste frontalmente (fuori campo) che possono essere ingrandite.
Prima scena: titoli di testa con la scritta METROPOLIS creata da fasci di luce / sfuma su un inquadratura della città / sfuma e abbiamo immagine frenetiche di macchinari che lavorano / musica incalzante / inquadratura dell’orologio che scandisce le ore di lavoro.
Ultima scena: Maria viene salvata, i due si baciano. Inquadratura della chiesa da fuori e tutti gli operai che ‘marciano’ formando un triangolo verso l’entrata. L’operaio e il padrone si stringono la mano “mente e braccia vogliono riunirsi ma non hanno il cuore per farlo”, Freder fa da mediatore e fa sì che i due si “riappacifichino”. “Il mediatore tra mente e braccia dev’essere il cuore”.
Evoluzione della fantascienza
Macchine, spazio, alieni, mutazioni genetiche, società utopiche/distopiche, futuro, scoperte scientifiche, viaggi nella mente. Anni '30: King Kong. Tra ’40 e ’50 si fermano, riprendono nel ’50 con film sugli alieni (Ultimatum alla terra, Guerra dei mondi, La cosa dell’altro mondo) gli alieni sono brutti e cattivi perché siamo nel periodo della guerra fredda, rappresentano i russi vs gli americani buoni.
Anni '60: Kubrick "Dr. Stranamore" e "Odissea nello spazio".
Anni '70: "Incontri ravvicinati del terzo tipo" e "Alien".
Anni '80: "ET" e "Blade Runner".
Anni '90: Arrivano gli effetti speciali, decollo della fantascienza (Matrix, Independence Day, Terminator etc).
In Italia fantascienza tra '60 e '70, un po’ di serie B, low budget. In Russia "Solaris".
Un chien andalou
1929 "Un chien andalou" (Luis Bunuel & Salvador Dalí) è un film surrealista (tematiche del sogno, morte, tempo, sesso, amore, inconscio, trasgressione, opposizione). Il film ha l'obiettivo di provocare un impatto morale sullo spettatore attraverso l'aggressività delle immagini, offensive per l'epoca. È una temperie di assurdità, oniricità, stranezze, creatività che i surrealisti utilizzano per evidenziare l'inafferrabilità dell'esistenza e quindi la sua intrinseca meravigliosità.
Il taglio dell’occhio come metafora: squarcio della visione classica, solo con un occhio nuovo posso vedere la surrealtà. Inquadratura dall’alto = a piombo. Uno dei grandi impulsi al cinema surrealista fu sì il disprezzo per la tradizione estetica ortodossa, ma anche le nascenti teorie psicanalitiche, che spinsero molti artisti ad attribuire importanza all’inconscio. Cercano di tradurre in immagini il linguaggio incoerente del sogno, senza controllo da parte del pensiero conscio.
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