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Scena iniziale: piano sequenza che segue più personaggi, continua a

cambiare il personaggio inquadrato, ci sembra continui a cambiare il

protagonista fino alla scena dello schiaffo. Per girarla viene usato un

CARRELLO LATERALE (il carrello viene inventato da un italiano per il

film Cabiria nel 1914), lo si vede appena allarga l’inquadratura svelando

la presenza di un set cinematografico e dei binari del carrello.

Steadycam (quella arrivata a noi venne perfezionata per shining

da Garrett Brown, prima c’erano solo dei prototipi). Macchina a spalla.

Zoom. Panoramica.

SEGRETARIO DI EDIZIONE: si occupa del funzionamento di tutto,

tiene il conto delle inquadrature da tenere e di quelle da buttare

SEGRETARIO DI PRODUZIONE: si occupa del set, posiziona attori,

oggetti, si occupa di evitare goofs (vestiti, errori di posizione, errore di

trucco) e discrepanze.

DISSOLVENZA INCROCIATA STACCO DISSOLVENZA A NERO

- - (di

solito per quando finisce una situazione, un ‘’capitolo’’)

PRODUTTORE

il è quello che finanzia il film, ora generalmente ci si

rivolge a privati, tv, commerciali, case produzione etc, raramente a un

solo produttore

FIGURANTE

Il è quello che appare ma non recita, mentre la

.

COMPARSA ha una piccola parte, anche solo una battuta

METODO STANISLAVSKIJ

Il è uno stile di insegnamento della

recitazione messo a punto da Konstantin Sergeevič Stanislavskij (che

solitamente lo chiama psicotecnica) nei primi anni del '900.

Il metodo si basa sull'approfondimento psicologico del personaggio e

sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello

dell'attore. Si basa sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso

la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo. Per ottenere la

credibilità scenica, il maestro Stanislavskij creò esercizi che

stimolassero le emozioni da provare sulla scena, dopo aver analizzato in

modo profondo gli atteggiamenti non verbali e il sottotesto del

messaggio da trasmettere.

In italia non si usa. Qui sta la differenza tra interpretazione e

personificazione.

il FOTOGRAFO DI SCENA fa foto per servizi stampa, interviste, articoli,

web etc

Prima dei ’90 il montaggio si faceva con la moviola, un apparecchio con

due piatti e uno schermo da cui si vedevano i fotogrammi e si sceglieva

dove tagliare. Ora si monta in digitale.

il SOGGETTO è la prima stesura in forma narrativa della storia del film:

dove, quando, plot principale. Poi ho la scaletta, il trattamento e la

sceneggiatura, o SCRIPT. La sceneggiatura è divisa in scene (per le

luci) e può essere all’americana

Scena 1 interno pomeriggio

blablabla descrizione della scena

• battute

• sound effects

oppure all’italiana

Scena 1 interno pomeriggio

blabla descrizione scena Sonoro

azione

la FABULA è la serie di eventi in ordine cronologico mentre

l’INTRECCIO è come poi viene sviluppato nel film.

Nel CINEMA REALISTA vengono scelti attori veri, o non attori (persone

per strada), i luoghi e le ambientazioni sono veri, non ricostruiti, le

tematiche sono diverse, sociali, politiche, la costruzione della narrazione

è lineare, le inquadrature sono generalmente fisse sul soggetto, non ci

sono dettagli e cambi come nel thriller per dare suspense.

Milano, 1898 cinematografo, prime sale di proiezione ma anche enormi

cinema

Primo regista italiano Luca Comerio, pioniere del documentario

Negli usa nel 1909-10 nasce Hollywood, in california perchè ci sono

grandi spazi, una grande varietà di ambienti, molta luce

In italia si fanno colossal storici, su roma, pompei, e adattamenti di

romanzi. Anche gli scrittori scrivevano film, come D’annunzio (Cabiria),

Pascoli, Pirandello

ESPRESSIONISMO TEDESCO

L’artista dà la sua rappresentazione della realtà, le scenografie non sono

realistiche, sono grottesche, bianchi e neri estremamente contrastati,

inquadrature particolari, giochi con le ombre, architetture gotiche

(trascendenza e quindi aldilà), poche inq di dettagli, vengono usate solo

a scopo narrativo più che descrittivo. Nel western invece le lunghe inq

ricche di dettagli vengono usate per dilatare il tempo. Il gabinetto del

dottor Caligari fu il film simbolo dell'espressionismo, quello in cui si

ritrovano tutte le caratteristiche fondamentali del movimento. Quando

venne girato, nel 1919, l'espressionismo nell'arte era già un movimento

noto e conosciuto, per cui il film ne segnò il punto più alto, aprendo una

nuova strada anche nella cinematografia.

Grande importanza nella creazione di questi mondi irreali ebbe la

scoperta del cosiddetto effetto Schüfftan, che permetteva la creazione di

mondi virtuali a costi molto bassi rispetto alle scenografie. Esso

consisteva nell'uso di cartoni disegnati che venivano proiettati e

ingigantiti con un gioco di specchi, fino a divenire sfondo di una parte

dell'inquadratura, mentre in un'altra si muovevano gli attori in carne ed

ossa, magari inquadrati da lontano. Nacquero così intere città fantasma

e architetture vertiginose, vere e proprie antenate del blue screen

contemporaneo. L'esempio più evidente dell'utilizzo di tale metodo nel

cinema espressionista tedesco è costituito dall'imponente e moderna

città che dà il nome al film Metropolis(1927), resa gigante proprio

dall'impiego del metodo Schüfftan.

1922 NOSFERATU ( F W Murnau) il vampiro è spaventoso, vive in un

castello, appare dal buio, tutto quello che lo riguarda è grottesco.

Nosferatu il vampiro è ispirato liberamente al romanzo di Bram Stoker.

Murnau dovette modificare il titolo, i nomi dei personaggi (il Conte

Dracula diventa il Conte Orlok, interpretato da Max Schreck) e i luoghi

(da Londra a Wisborg) per problemi legati ai diritti legali dell'opera. Il

regista fu comunque denunciato dagli eredi di Stoker; perse la causa per

violazione del diritto d'autore e venne condannato a distruggere tutte le

copie della pellicola, tuttavia una copia "clandestina" fu salvata dallo

stesso Murnau, e il film è potuto sopravvivere ed arrivare ai giorni nostri.

un film muto ed è un adattamento di un testo letterario; appartiene

alla corrente dell’espressionismo tedesco (corrente artistica che

nasce in Germania all’inizio degli anni 10 e riguarda il teatro e il

cinema, gli espressionisti rappresentano il mondo come lo vedono

loro).

La recitazione è molto enfatica, gestuale e poco realistica perché

non potevano parlare.

C’erano le didascalie che informano lo spettatore sul dialogo e

situazione (alcune mostrano cosa stanno leggendo i personaggi); la

regia è descrittiva e ci sono anche inquadrature simboliche; il

montaggio ha sequenze che si chiudono ad x come dissolvenze a

nero.

Effetti speciali: quando la carrozza entra nel bosco c’è un

passaggio della pellicola dal positivo al negativo perché vuole

mostrare che si sta entrando nel mondo del male, poi vuole

mostrare che tutto è alla rovescia.

Accelerazione quando la carrozza si muove velocemente; quando

Nosferatu svanisce alla luce del sole; quando dalla bara si alza

Nosferatu ed è girato in stop motion.

Scenografie: richiamano lo stile gotico perché mira alla

trascendenza, cioè ad andare verso il male.

Fotografia: ci sono ombre molto marcate e hanno un significato

drammatico, viene evidenziato il contrasto tra bene e male e il

bianco è un elemento di purificazione (come quando appare la

moglie).

L’illuminazione centrale ad occhio di bue è determinato dalla poca

sensibilità della pellicola e da obiettivi luminosi al centro.

C’è un’inquadratura con un grande palazzo degradato, storto che

ha delle finestre che sembrano dei loculi di un cimitero, ed è storto

per dare un senso di disequilibrio come per la realtà; ci sono delle

sbarre che ci possono far pensare ad una prigione.

Hutter viene accompagnato fino ad un certo punto e poi si avvia da

solo; c’è un’apparizione del castello di Nosferatu sopra ad una rupe

che esprime potenza, solitudine, dominio.

Prima scena: dopo i titoli di testa vediamo la prima didascalia che

ci racconta chi è Nosferatu, inq dall’alto della città

Ultima scena: Nosferatu colpito dalla luce dell’alba si dissolve.

Inquadratura del dottore pazzo che dice ‘ Il maestro è morto’.

Didascalia finale. Inquadratura del castello diroccato.

LA FIGURA DEL VAMPIRO

1930 Bela Lugosi in Dracula, di Tod Browning invece dà un’immagine

del vampiro come un nobile, elegante, affascinante

1958 Dracula di Terence Fisher

1967 Dracula di Roman Polanski come parodia (per favore non

mordermi sul collo)

18979 Nosferatu principe delle tenebre di Werner Herzog

1994 Intervista col vampiro di Neil Jordan

durante a guerra non vengono fatti film sui vampiri, e nel tempo

l’immagine del vampiro cambia e si trasforma da orrenda creatura a

affascinante, misterioso, il fascino del cattivo, del male.

1927 METROPOLIS (Fritz Lang)

considerato tra le opere simbolo del cinema espressionista ma anche

come modello del primo cinema di fantascienza, essendo ambientato in

un futuro distopico.

Scenografie monumentali, geometrie, maestose, palazzi giganti. Le

scenografie caratterizzano l’oppressione sull’uomo, così come i

movimenti degli operai sono meccanici, disumanizzazione. Il bn è meno

contrastato, ma la luce ha un ruolo espressivo (vedi apparizione di

Maria)

Vengono usati molti effetti speciali meccanici ma anche ottici (effetto

Schufftan)

Gli operai che stanno entrando in miniera sono vestiti uguali e si

muovono in modo meccanico,

danno l’idea della spersonalizzazione, non c’è nessun primo piano

perché sono tutti uguali.

Le case dove i personaggi vanno a lavorare sono dei cubi asettici

con forme razionali e nulla è creativo; le finestre buie non hanno

segno di vita. Scenografie: sono enormi, sembrano finte e

disegnate e gli uomini sono dei piccoli dettagli.

Contrapposto al mondo degli altri predomina la luce e fa pensare

alle persone che vivono in uno

strato superiore del pianeta, le riprese sono fatte con la camera car.

Scenografie: sono l’espressione della potenza degli uomini, vivono

in giardini meravigliosi in un luogo che non ha nulla di realistico.

Si vede una sfocatura ai lati quando arriva Maria che arriva dal

basso.

Effetto Schufftan: si basa sull'utilizzo di uno specchio biriflettente

posto a quarantacinque gradi rispetto alla macchina da presa, in

modo da riprodurre il riflesso di oggetti e miniature poste

frontalmente (fuori campo) che possono essere ingrandite.

Prima scena: titoli di testa con la scritta METROPOLIS creata da

fasci di luce / sfuma su un inquadratura della città / sfuma e

abbiamo immagine frenetiche di macchinari che lavorano / musica

incalzante / inquadratura dell’orologio che scandisce le ore di lavoro

Ultima scena: Maria viene salvata, i due si baciano. Inquadratura

della chiesa da fuori e tutti gli operai che ‘marciano’ formando un

triangolo verso l’entrata. L’operaio e il padrone si stringono la mano

“mente e braccia vogliono riunirsi ma non hanno il cuore per farlo”,

Freder fa da mediatore e fa si che i due si “riappacifichino”. “il

mediatore tra mente e braccia dev’essere il cuore”.

EVOLUZIONE DELLA FANTASCIENZA

macchine, spazio, alieni, mutazioni genetiche, società utopiche/

distopiche, futuro, scoperte scientifiche, viaggi nella mente

’30 King Kong

tra ’40 e ’50 si fermano, riprendono nel ’50 con film sugli alieni

(ultimatum alla terra, guerra dei mondi, la cosa dell’altro mondo) gli alieni

sono brutti e cattivi perchè siamo nel periodo della guerra fredda,

rappresentano i russi vs gli americani buoni

’60 Kubrick dr Stranamore e Odissea nello spazio

’70 Incontri ravvicinati del terzo tipo e Alien

’80 ET e Blade Runner

’90 arrivano gli effetti speciali, decollo della fantascienza (Matrix,

Independence day, terminator etc)

In Italia fantascienza tra ’60 e ’70, un po’ di serie B, low budget

In russia Solaris

1929 UN CHIEN ANDALOU (Luis Bunuel & Salvador Dalì)

cinema surrealista (tematiche del sogno, morte, tempo, sesso, amore,

inconscio, trasgressione, opposizione) Il film ha l'obiettivo di provocare

un impatto morale sullo spettatore attraverso l'aggressività delle

immagini, offensive per l'epoca. È una temperie di assurdità, oniricità,

stranezze, creatività che i surrealisti utilizzano per evidenziare

l'inafferrabilità dell'esistenza e quindi la sua intrinseca meravigliosità.

Taglio dell’occhio come metafora: squarcio della visione classica, solo

con un occhio nuovo posso vedere la surrealtà. Inquadratura dell’alto= a

piombo.

Uno dei grandi impulsi al cinema surrealista fu si il disprezzo per la

tradizione estetica ortodossa, ma anche le nascenti teorie psicanalitiche,

che spinsero morti artisti ad attribuire importanza all’inconscio. Cercano

di tradurre in immagini il linguaggio incoerente del sogno, senza controlli

da parte del pensiero conscio. Man ray gira il suo primo film surrealista,

Emak Bakia, nel 1926. Il film che meglio incarnò lo spirito del

surrealismo fu Un Chien Andalou, cortometraggio d’esordio di Louis

Bunuel.

I personaggi non hanno nome nè identità, si muovono in una

dimensione temporale fluttuante, spostandosi in ambienti mai definiti.

Prima scena: un uomo affila un rasoio vicino alla finestra, esce sul

balcone e osserva la luna, poi scena del taglio dell’occhio

Ultima scena: Sulla spiaggia i due amanti raccolgono degli oggetti

e poi camminano abbracciati allontanandosi, poi vengono

inquadrate due persone sommerse fino al busto nella sabbia

LA COMMEDIA E IL COMICO

La GAG è una breve scena divertente (gag verbali / gag

comportamentali)

Ma qual è la differenza tra commedia e comico? la commedia è più

verosimile, non ha eccessi, è tutto sommato realistico. il comico non ha

leggi di finica nè di logica, è irreale, esagerato, esasperato, impossibile,

non ha limiti.

1924 IL NAVIGATORE (Buster Keaton)

Il meccanismo di risata è dato dal personaggio che fa cose paradossali,

ma come se fossero super normali; il rapporto strano con gli oggetti;

trovare soluzioni assurde ai problemi (scena dove rema sulla scialuppa

pensando di trascinare la nave)

K lavora come regista fino al ’28, sparisce con l’avvento del sonoro, con

cui le sue gag visive sono incompatibili, finisce a fare piccole parti.

Prima scena: musica allegra, motivetto. Prima didascalia ci

introduce la storia. inquadratura di uomini che dibattono seriamente

su questioni di guerra

Ultima scena: i due protagonisti si salvano grazie al sottomarino

che arriva a recuperarli. scena del sottomarino che gira sottosopra.

CHAPLIN invece ha un meccanismo diverso, per far ridere è più

caratterizzato, il personaggio ha la consapevolezza di fare cose bizzarre

(Charlot). Decide di adattarsi all’avvento del sonoro. Charlot è un

personaggio critico verso la società del tempo, critica la tecnologia, il

rapporto uomo-macchina, la catena di montaggio.

1936 TEMPI MODERNI (Charlie Chaplin)

inquadratura EXTRADIEGETICA= esterna alla storia, es pecore all’inizio

del film, non c’entra niente con la storia, ma è una metafora che

paragona le pecore agli operai.

il montaggio è CONCETTUALE.

l’orologio rappresenta l’ossessione del tempo misurato sul ritmo

dell’industria/risparmiare tempo. L’unico che parla è il padrone, pochi

dialoghi, musica. Eppure siamo dieci anni dopo l’avvento del sonoro.

Perchè? Perchè rappresenta un personaggio che all’interno della

società non ha voce.

Perchè all’inizio accettare il sonoro avrebbe “imbarstardito il cinema”?

“Il silenzio è l’essenza del cinema. Nei miei film non parlo mai. Non

credo che la voce possa aggiungere alcunché alle mie commedie. Al

contrario, distruggerebbe l’illusione che voglio creare, quella di una

piccola immagine simbolica buffa, non un personaggio reale, ma

un’idea umoristica, un’astrazione comica.”

“Il passaggio meccanico dal cinema muto a quello parlato è

inammissibile: l’immagine creata dalla rappresentazione di un film muto

non è conciliabile con la parola. Per le parole bisogna creare

un’immagine diversa.”

La macchina da presa a servizio del comico. Venne messo sotto

inchiesta dal maccartismo per essere a un filorusso. gli viene impedito

di tornare negli USA. All’inizio dei ’40 viene processato per aver sedotto

una minorenne e viene costretto a sposarla, poi divorzia e sposa la

O’neill. Nel cinema i diritti decadono dopo 50 anni. Per evitare che i film

dei ’30 li perdano lui li riedita cambiando piccoli dettagli, o la musica.

Prima scena: titoli di testa su immagine dell’orologio che scandisce

il tempo. inquadratura delle pecore. inquadratura di operai che

entrano in fabbrica

Ultima scena: i due innamorati scappano dal ristorante, si ritrovano

all’alba, per strada, a chiedersi che ne sarà di loro. inquadratura f

inale dei due che camminano verso l’orizzonte.

CANTANDO SOTTO LA PIOGGIA

1952 (Stanley Donen & Gene Kelly)

Film musicali esplodono nei ’30/’50, film di svago, c’è la guerra fredda,

mc carthy caccia gli oppositori (comunisti), il clima oppressivo favorisce

il fiorire del film d’intrattenimento. è un metafilm. la narrazione è lineare,

con interruzioni musicali, girato in studio, principalmente le inq sono

altezza personaggio, poche diverse (es scena del ballo col dolly) ma

giustificate da necessità narrative. Inq esplicative, didascaliche, queste

sono le caratteristiche del cinema classico americano. i colori sono

saturi, creano un’atmosfera quasi fiabesca. è un metafilm perchè ci

racconta del passaggio al sonoro, dei problemi di sincronizzazione ma

anche dell’importanza che ha la sceneggiatura, delle necessità di

rivedere lo stile di recitazione, i problemi del doppiaggio etc… C’è una

grande differenza anche nella regia, nelle inquadrature, campo/

controcampo, nei dialoghi. ora posso anche non inquadrare un attore

mentre “dice” qualcosa.

Il musical è un genere tipicamente americano, in italia nei ’60 si fanno i

film canzonette, o tratti da liriche, non ha mai avuto un grandissimo

successo.

Prima scena: titoli di testa inquadratura di tre in impermeabile con

l’ombrello che iniziano a cantare la canzoncina. Poi dissolvenza e

sulla copertina di quello che sembra un disco appaiono i credits.

Prima scena inq cinema dall’esterno, poi dentro con una

presentatrice che presenta l’arrivo delle star a un festival.

Ultima scena: viene svelato il trucco del doppiaggio della canzone,

mentre Lina canta. Kathy viene creditata come vera voce. I due

cantano una canzone d’amore. Immagine di lui sfuma sul disegno

di lui su un cartellone che pubblicizza il loro film ‘singing in the rain’.

zoom su loro che si baciano.

1960 PSYCHO (Alfred Hitchcock)

SUSPENSE vs SORPRESA: si parla di suspense quando lo spettatore è

a conoscenza di qualcosa che il protagonista ignora (es la finestra sul

cortile quando G kelly è nell’appartamento e noi vediamo arrivare

l’assassino). Si parla di sorpresa quando accade qualcosa che nessuno

prevedeva.

Psycho è in BN: non volevo si vedesse il colore nel sangue, ma anche

perchè aumenta la drammaticità.

Le donne sono tutte bionde perché sono viste come pure e

rientrano nella sua suspense, appaiono angeliche, secondo lui

nascondono un mistero, gli interessa quello che nascondono.

Hitchcock nasce a londra, studia ingegneria, inizia nei primi anni 20

come titolista (scrive le didascalie), gira il primo film nel ’22 ma il primo

che considererà veramente sarà nel ’27 The Lodger.

PERIODO INGLESE: nel primo periodo, muto, sperimenta molti generi,

il cinema, per lui, è solo immagine. Critica il sonoro, i dialoghi sono

RUMORI. appare nei suoi film come cammeo, prima per necessità di

comparse, poi come vero cammeo, generalmente nei primi minuti, così

che non ci si concentri a “cercarlo” (finestra sul cortile: tizio che aggiusta

l’orologio nella casa di fianco, psycho appare in strada con un cappello

da texano, vertigo appare al porto). Nel ’39 si trasferirà a Hollywood.

PERIODO AMERICANO: gli uccelli, psycho, l’uomo che sapeva troppo,

la finestra sul cortile, la donna che visse due volte..

si concentra sul thriller, il suo thriller è lineare, con incipit descrittivi per

contestualizzare, quasi didascalici.

Prima scena: titoli di testa con linee grigie/nero che creano le

parole, frammentato, instabilità psicologica, personalità

frammentata, musica di violini piuttosto veloce e tesa. Prima scena

inq di Phoenix, ci viene detto tramite una didascalia, panoramica.

due e quarantatre, close-up su una finestra. entra dalla finestra e ci

fa vedere i due protagonisti sul letto. ci fa capire la clandestinità del

loro rapporto.

Ultima scena: Il detective spiega la storia di Norman, spiega il

conflitto nella mente di Norman tra la madre e lui stesso, dice che

una delle personalità ha vinto. Inq di Norman dentro la stanza, la

voce che sentiamo, fuoricampo, è quella della madre. La

personalità di lei prende potere e sopprime il figlio. Si paragona agli

uccelli impagliati e dice che è giusto che rinchiudano il figlio.

Sguardo inquietante. Chiusura con auto che viene recuperata dal

lago.

1954 LA FINESTRA SUL CORTILE

metafora del voyeurismo del regista, attraverso l’inizio e la fine con la

finestra che si apre e chiude come un sipario stabilisce che il film è una

finzione.

IRONIA: il fotografo che si rompe due gambe, i tizi che dormono sul

balcone, il rapporto con l’infermiera. Serve come elemento per

alleggerire la tensione. (in vertigo l’elemento ironico sarà l’amica di

Scotty)

TEMA DEL DOPPIO: Norman e la madre / Le due donne

“i miei film non sono pezzi di vita, sono pezzi di torta” quindi la finzione

come piacere, è un cinema di identificazione, di emozione, di messe in

scena. H prende le storie dai romanzi, non ci sono sceneggiature

originali, non vuole dare un messaggio, la storia non è “importante”, non

gli serve fare la morale, non prende i grandi, ma sceglie libri di genere.

Gli interessa il meccanismo della storia. Tutto è già pensato prima che si

inizi a girare, una volta fatto lo storyboard “potrebbe andarsene”, tutto è

già scelto e scritto, non c’è improvvisazione, non c’è invenzione. La

macchina da presa è a servizio della storia: ogni inquadratura serve a

raccontare la storia, non ci sono inq espressioniste.

Titoli di testa: le scritte si compongono di linee, molteplice personalità.

Non si interessa all’indagine che porterà alla soluzione, ma alla

tensione, alla suspense “il ramma è una vita da cui sono stati eliminati i

momenti noiosi”. Le sue storie devono essere verosimili, non gli

interessa che siano vere. è asciutto: non ci sono inq che non siano

funzionali, idem per i dialoghi.

Le inq sono classiche, la macchina presa centrale sul soggetto. Il

soggetto stesso è parte della storia, non è necessario che sia

caratterizzato più di tanto, a meno che dirci qualcosa di lui serva alla

storia.

Prima scena: la finestra si apre sul cortile, ci viene data la misura

della messinscena, le tre tendine si aprono per svelarci la storia ma

anche per dirci “è un teatro, è finzione”. Carrello in avanti sul cortile.

inquadratura del cortile, ci vengono presentati i primi vicini, ci viene

mostrata la scenografia. Inqudratura della fronte sudata,

termometro, vicino che ascolta la radio, vicini che si svegliano sul

balcone, ci dà la stagione e una certa ironia. Di nuovo lui, gamba

ingessata con dedica, macchina fotografica distrutta, foto alle

pareti, foto sulla rivista sul tavolino. ci sta presentando il

personaggio.

Ultima scena: Lui si salva flashando l’assassino, scena

velocizzata. cade dalla finestra. Catturano l’assassino. inq si nuovo

sul termometro, la vicina sola si accoppia col musicista, i vicini

hanno un nuovo cane, la ballerina accoglie il ritorno del fidanzato,

gli sposini litifano, lui dorme beato. con DUE gambe rotte. E

accanto a lui c’è lei che legge un libro. Chiusura con una tendina

che questa volta si chiude sul cortile.

in LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE 1958: vortice- occhio. viaggio

dentro se stesso, guardare dentro, pausa di guardare giù. Il personaggio

viene caratterizzato, ci viene raccontata la sua paura delle altezze

perchè funzionale alla storia. (titoli sdi Saul Bass)

Scena delle scale ricreata con un carrello all’indietro e uno zoom in

avanti. Frequenti usi della soggettiva per condividere con Scottie il

senso di vertigine.

Dopo i ’60 non ha piu molto successo, la rivoluzione sociale e dei

costumi fa che il suo tipo di narrazione non incontri più i gusti del

pubblico. sono cambiati i tempi e con essi l’idea di cinema.

Prima scena: Titoli di testa con vortice, indi dettagli della donna,

labbra, occhi. inquietudine. nell’occhio appare il titolo.poi una

spirale, senso di vertigine ma anche simbolo del viaggio

introspettivo che Scotty dovrà fare dentro se stesso. vortici colorati.

Prima scena scotty che rincorre un fuggitivo, notte, sono sui tetti, si

sente sparare, scotty rimane appeso alla grondaia di un tetto, il

collega cerca di aiutarlo ma cade porgendogli la mano e muore. inq

dall’alto del tipo schiantato.

Ultima scena: Scotty porta Julie sulla torre del campanile,

costringendola a confessare. Una volta in cima lui ricostruisce

l’accaduto, lei gli confessa il suo amore, lui la rifiuta, si baciano,

appare una suora dalle scale e lei si lancia giù.

KUBRICK nasce a ny nel 1928, gia da piccolo si interessa alla

fotografia, nel ’49 gira il suo primo corto: Day of the fight. nel ’53 il primo

e proprio film, Fear and Desire, che poi ripudierà per considerare come

suo primo vero film il terzo (dopo Il bacio dell’assassino) che sarà nel 55:

Rapina a mano armata.

Nella vita girerà 13 film (Hitchcock ne girò 53)

Girerà film di vari generi, sperimentando. è un filmmaker, ovvero si

occupa di tutto, dall’idea alla realizzazione alla produzione.

inizia la sua carriera facendo il fotografo freelance per la rivista

Look (fa dei racconti fotografici descrivendo la giornata di varie

persone); riguardo al cinema è autodidatta e questo influenzerà il

suo fare cinema e possiamo definirlo Film Maker perché nella

produzione segue tutte le fasi (sceneggiatura, fotografia, regia,

montaggio).

Inizia la carriera facendo dei documentari negli anni 50 su vari

argomenti, poi girerà Paura e desiderio e Il bacio dell’assassino; il

primo film Kubrikiano è Rapina a mano armata.

La differenza tra AUTORE e REGISTA è nello stile. L’autore ha uno stile

riconoscibile. K usa una macchina mobile, molti piani sequenza,

simmetrie, un uso particolare della colonna sonora in contrasto con

l’immagine.

Le tematiche: un’ambiguità credibile; non c’è una verità assoluta, il suo è

un cinema delle linee di confine. Il confine tra realtà e sogno in Eyes

Wide Shut, tra guerra e pace in FMJ, tra follia e sanità in shining, tra

violenza sociale e individuale in arancia meccanica, tra moralismo ed

erotismo in lolita. A questa tensione tra opposti non dà una soluzione.

Nemmeno lui usa sceneggiature originali.

In K gli ambienti hanno un valore caratterizzante (es caserma ha un

potere deindividualizzante, mentre l’hotel in shining attraverso la

grandezza e il labirinto dà il senso di perdita)

Piani sequenza iniziali per inserire il personaggio nell’ambiente per

farcelo conoscere e contestualizzarlo nell’ambiente.

K scapperà dall’america per stabilirsi in inghilterra (dicevano avesse

girato le false scene di allunaggio) ma in realtà scappa per non farsi

influenzare da hollywood

Agli attori chiede di DIVENTARE il personaggio, non solo di metterlo in

scena. I personaggi sono estremamente caratterizzati.

FULL METAL JACKET 1987

il film è diviso in due atti: CASERMA e GUERRA.

"Full Metal Jacket" non è soltanto un film sul Vietnam, sulla guerra, sulla

violenza. Tratta anche di un concetto ostico e profondo, ovvero di quella

eredità fatta di odio, perversione e malignità che l'uomo si porta appresso

da sempre, e che inalterata continua ad agire come parte integrante della

nostra natura.

In questo film, vita e morte si alternano su due campi di battaglia: quello

di addestramento e quello vero e proprio del Vietnam; si tratta di realtà

lontane fra loro, ma allo stesso tempo accomunate dal raccapricciante

livello di disumanizzazione che presentano. Lo scenario che delineano è

infatti riconducibile ad un'unica forma: un luogo stilizzato dove gli oggetti

e i sentimenti si modificano, e dove l'aggressività, divenendo proiezione

del nostro essere, risulta l'unico metodo di relazione interpersonale

attuabile. Anche se nella seconda parte del film la "lobotomizzazione"

iniziale cederà il posto ad una qualche sorta di presa di coscienza, essa

non sarà finalizzata allo smascheramento dei diabolici meccanismi che

portano l'uomo ad essere solamente bestialità, ma renderà chiaro

l'inutilità e la debolezza del proprio essere che, regredito allo stato

larvale, gioca con la morte altrui per conservare la propria miserabile

esistenza.

Nella prima parte del film, Kubrick ci presenta il corpo dei marines degli

Stati Uniti come un "corpo mistico" e descrive l'addestramento militare

come una sorta di "rito di passaggio" maschile, dove il rapporto con l'altro

sesso si sublima nel culto delle armi e della violenza.

All'inizio del corso, il sergente incaricato dell'addestramento dichiara che

tutte le reclute subiranno il medesimo trattamento, a prescindere da

qualsiasi discriminante di religione, nazionalità o razza, secondo i principi

di una concezione egualitaria, incapace però di cogliere le differenze fra le

persone, e pertanto orientata verso il mantenimento delle disuguaglianze,

che si esplica attraverso i due opposti atteggiamenti di aggressività e

sottomissione. Nell'esercito infatti, l'individuo non può avere esistenza

autonoma, ma deve incastonarsi perfettamente in un gigantesco disegno

prefigurato e comandato dal governo, che risponda prontamente ad ogni

ordine (od impulso) che gli viene somministrato: ogni soldato deve o

sottomettersi o comandare a seconda dell'altezza del proprio ruolo,

ovvero secondo uno schema piramidale che presenta una base

amplissima (la massa dei soldati semplici) ed un minuscolo vertice (i

comandanti militari, ovvero il governo).

Collegata alla logica della cancellazione della propria identità ed

individualità, si consuma,

nelle scene finali del film, l'uccisione della soldatessa vietnamita morente,

che porta a riflettere sullo stravolgimento in atto nel rapporto fra

individui: la donna, creatrice di vita, si ritrova ad elargire morte verso dei

soldati che, intonando melanconici la canzone di topolino, tentano di

riacquistare l'ingenuità dell'infanzia e la non-coscienza dello stato

embrionale attraverso la ricerca di una primitiva e distruttiva istintualità

ed irrazionalità

"Full Metal Jacket" si configura, quindi, come una forte testimonianza

della degenerazione dell'uomo nel momento in cui gli è vietato

appoggiarsi sulla propria individualità, duplicemente attaccata dalla

massificazione e dalla esasperata logica della violenza irrazionale,

dimostrando quanto sia debole il divario che ci separa dalla sottomissione

alla follia.

Marcia di topolino sulla scena finale: topolino è il simbolo dell’america

ma anche una metafora del recupero dell’infanzia(stanno tornando a

casa)

Prima scena: Musica allegra (kiss me goodbye), ragazzi che

vengono rasati al militare, estremo contrasto tra le loro facce

rassegnate e spente e la musichetta allegra. Inquadratura dei

capelli per terra. Poi scena in caserma, discorso di Hartman, piano

sequenza, ci fa vedere l’atmosfera e il luogo dove ci troviamo, ci dà

un’immagine dell’asetticità della caserma.

Ultima scena: Uccidono la ragazza-cecchino. “adesso sei

veramente un duro”. i soldati si allontanano, controluce col fuoco

dietro. stanno tornando a casa, cantando la marcia di topolino.

Voce fuori campo di lui che pensa a tornare e immagina cose, e

ringrazia di essere vivo, pur essendo in un mondo di merda.

EYES WIDE SHUT 1999

Ultimo film di K, che non finirà

Piano sequenza iniziale per legare: i personaggi tra di loro, i personaggi

con l’ambiente. N kidman presentata nuda tra due colonne come una

statua greca, come una bellezza irraggiungibile. sarà questo il motore

della storia.

Uso del colore: scena del litigio in camera, colori caldi per rappresentare

l’intimità mentre colori freddi per rappresentare il mondo esterno.

Eyes Wide Shut: occhi aperti sul sogno e chiusi sulla realtà, poiché il

film è anche un saggio sull’essere e sul sembrare, sul rapporto

realtà-sogno che qui trova il suo terreno ideale nel confondersi degli

antichi desideri di Alice con l’orgiastico incubo che sconvolge la

stessa donna, e nelle drammatiche fantasie fatte da Bill sulla base

del desiderio represso della moglie con la vera orgia alla quale egli

assiste: uno spettacolo così assurdo nella sua ritualità da sembrare

il parto di un incubo. Oppure, più semplicemente, attraverso le

contrastanti (come il wide-shut del titolo) realtà che incredibilmente

riescono a convivere pur essendo fondamentalmente antitetiche: il

sesso e la morte (la prostituta svenuta all’inizio e morta alla fine), la

bellezza desiderabile e la malattia (la prostituta sieropositiva), la

vita pubblica e la morbosa segretezza di quella privata (i

partecipanti all’orgia sono tutte persone "importanti" la cui identità,

proprio per questo motivo, non può essere svelata), i moralismi che

poi si rivelano fasulli (il grottesco episodio del padre che prima si

scandalizza della sessualità clandestina della figlia e poi non esita ad

accettarne il desiderio di prostituirsi dietro compenso).

Ma ora - dolci signore - con esattezza, dove mi state portando?". "Dove

finisce l'arcobaleno". "Non le interessa vedere la fine dell'arcobaleno?".

"Certo, ma dove finisce l'arcobaleno?". "Lo cerchiamo insieme no?".

Durante la festa che costituisce il prologo di questo film due avvenenti

ragazze invitano l'altrettanto avvenente protagonista maschile Bill (Tom

Cruise) ad abbandonare la splendida moglie Alice (Nicole Kidman) per

partire con loro alla ricerca dell'arcobaleno, o meglio, della sua fine;

"Rainbow Fashions" è¨ il nome del negozio di costumi - piattaforma

dalla quale Bill partirà per vivere una notte che non sara facile

dimenticare.

Prima scena: titoli di testa con solo nomi di tom cruise nicole

kidman e stanley kubrick. lei si spoglia inquadrata tra due colonne.

nero. titolo del film. città. di nuovo dentro, loro si stanno

preparando. piano sequenza di lui che cerca il portafoglio per casa

e poi la raggiunge in bagno, lei fa pipì. intimità. la camera rimane

con lei, escono dal bagno e escono dalla stanza. stacco sulla porta

che si chiude. salutano la figlia ed escono.

Ultima scena: negozio di giocattoli, portano la figlia a scegliere il

regalo di natale. inq lei che dice che dovrebbero ringraziare il

destino per averli fatti uscire bene dalle avventure, sia quelle vere

che quelle sognate. Conclude dicendo che dovrebbero andare a

casa a scopare. fine.

SHINING 1980

Ha unità narrative temporali distinte con un titolo: il colloquio, 1 mese

dopo, giovedì, sabato.

il crescendo di follia che innesca la spirale di orrore che esiste

all'Overloock Hotel, ma come si innesca questa spirale se non aprendo

la porta dove il guardiano ha detto al bambino di non aprirla?

L'Overloock Hotel è il teatro delle morti bizzarre che sono avvenute

molto tempo prima, quando Jack, accetta di fare il custode nell'albergo

isolato dal mondo con la sua famiglia, sottovaluta il grande dono di suo

figlio, ovvero la luccicanza, cos'è? La luccicanza è il dono che ti

permette di parlare con le altre persone senza aprire bocca, con altre

persone che posseggono questo dono, e di vedere i fantasmi,

soprattutto vedere i fantasmi, il bambino parla con un altro fantasma che

comunica attraverso la sua bocca, e gli dice che suo padre accetterà di

fare il custode ma che è una cosa sbagliata, ovviamente arriveranno

all'Overloock, in un primo momento sembra andare tutto per il verso

giusto, ma piano piano si sentono strane presenze nell'albergo, Danny

vede due bambine che lo invitano a giocare con loro, poi le vede morte

stese a terra e piene di sangue, e le vede soltanto Danny per il suo

dono, ma appena la porta della stanza sarà aperta, come una malattia

che contagierà tutti il male invaderà la famiglia, soprattuttoJack.

Da qui inizia la discesa verso la follia, che avvolgerà come una spirale

Jack, che tenterà di uccidere sua moglie e suo figlio, che faranno in tutti

i modi per salvarsi la vita, ma perchè accade questo all'Overloock Hotel?

Che cosa c'è di strano in questo albergo che fa perdere il lume della

ragione a chi accetta di fare il custode? Semplice, è stato costruito su un

cimitero indiano, quindi l'aurea maledetta se la porta sin dall'idea della

costruzione, è una discesa agli inferi che non porterà la luce, almeno per

Jack, il suo destino è segnato fin quando accetta di fare il custode

dell'albergo, anche se l'amministratore glielo aveva detto, che il

precedente custode aveva ucciso moglie e figlie e si era suicidato

“Shining” altro non è che la luccicanza, la lucidità, dunque, in

opposizione alla follia.

L’Overlook Hotel, strutturato come un labirinto, è a mio avviso,

un’enorme metafora della mente umana, così come i protagonisti

rappresenterebbero un modo di rapportarsi all’isolamento, alla loro

condizione di esseri umani presi singolarmente e tenuti a distanza dal

contatto di altri simili.

L’Overlook Hotel fungerebbe dunque non solo da metafora della mente

umana, ma anche e soprattutto da “luogo di prova” dove le cavie

sperimentano la solitudine. Private del contatto con altri esseri umani, le

cavie ripiegano su se stesse ed entrano i contatto con i propri fantasmi.

K lascia comunque l’opera incompiuta, nel senso positivo del termine,

vale a dire lasciando – come nel finale di 2001 – allo spettatore la

possibilità di siglare e chiudere il film, come nell’enigmatica sequenza

che lo conclude.

La metafora del labirinto appare dunque abbastanza chiara: egli scruta

dall’alto un modellino del claustrofobico labirinto situato all’esterno

dell’hotel; nel contempo sua moglie ed il figlio si trovano proprio lì, e

quasi rischiano di perdersi.

Prima scena: Viene inquadrato l’ambiente, carrello sul lago. poi

dall’alto viene ripresa la macchina che percorre la strada per l’hotel,

vediamo le montagne, descrizione dell’ambiente. titoli sulla scena.

musica greve, inquietante. inq dell’hotel dall’alto. personaggio che

entra.

Ultima scena: jack muore nel labirinto, viene inquadrato congelato,

la mattina dopo. carrello che si avvicina a una parete con delle foto,

zoom su una foto datata 1921, e sul volto di un personaggio. jack?

CINEMA ASIATICO (india, cina, corea sud)

in india hanno Bollywood, molti musical, film d’amore..

LADY VENDETTA 2005 Park Chan Wook

film grottesco, modo non realistico di rappresentare la storia

il tempo è indefinito, lo spazio è poco accogliente, le case sono chiuse,

le persone fredde. Fa parte della trilogia della vendetta: MR VENDETTA

- OLDBOY - LADY VENDETTA. fotografia non realistica, predominanza

del rosso.

si alternano campi lunghi e primi piani senza passaggi intermedi-

SINTESI

il simbolismo richiede un atteggiamento cognitivo, la linearità viene

spezzata. il suo è un cinema narrativo ma anche concettuale, anche lo

spazio ha un valore simbolico che riflette lo stato d’animo del

personaggio, la fotografia è interpretativa, il personaggio ci viene

raccontato attraverso la costruzione e le sue varie sfaccettature.

Voce fuori campo che fa da narratrice.

"in fin dei conti, volevo che la vendetta fosse un atto di redenzione, una

vendetta effettuata da una persona che cerchi di salvarsi l'anima. Ed è

così che è nato Sympathy for Lady Vengeance”.

Simbolismo: bianco come purezza ma anche colore della morte in

contrasto col rosso, il tofu che le viene offerto uscendo dal carcere e

poi la neve sulla scena finale.

Il film sfuma fino a trasformarsi in bianco e nero sulla scena finale

dell’omicidio.

“La vendetta, in quanto giustizia sommaria del singolo, è proibita


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Graphic Design e Art Direction
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliabojjoe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Nuova Accademia di Belle Arti - NABA o del prof Carlini Fabio.

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