Appunti storia del cinema e della televisione
La nascita del cinema
Il cinema nasce il 28 dicembre 1895 al Grand Café di Parigi, quando i Fratelli Lumiere effettuarono la loro prima proiezione. Per arrivare alla prima proiezione, durante l'800, c'è stato lo sviluppo della meccanica del cinema e della chimica delle immagini. Nel 1826 viene scattata la prima fotografia (dagherrotipo, Nietzsche). Da qui si lavora per sviluppare e migliorare la pellicola: 8, Super 8 (muto), 16mm, 35mm, 70mm (colossal).
La pellicola è composta da fotogrammi con dei fori ai lati che servivano per trascinarla, e le righe verdi trasportavano il sonoro. Alla base della pellicola c'è un processo chimico alla cui base c'è la luce. La pellicola fu il supporto esclusivo del cinema fino agli anni '70 e '90. Per far sì che l'occhio percepisse il movimento, la pellicola doveva scorrere da 16 a 24 fps. Ai tempi del cinema muto la pellicola scorreva a 16 fps, oggi scorre a 24 fps, mentre nella TV a 25 fps.
Il cinema oggi
Negli anni '70 prende piede l'immagine elettronica (TV) e le cassette VHS. (1954 = arriva in Italia la TV). Nell'elettronica l'immagine si crea in base ad impulsi elettrici. Nelle cassette VHS i video funzionavano con immagini elettroniche, questo peggiorò la qualità e la definizione, il vantaggio era il costo inferiore. Negli anni '90 nasce il digitale, l'immagine non si formava più con le pellicole ma con i pixel.
I film si montavano in post produzione e si usavano molti effetti speciali. Il digitale venne usato prima nella post produzione, perché il film veniva girato in pellicola e montato in digitale. Oggi i film si girano sia in digitale che in pellicola. Le case di produzione vendono dei file contenenti i film, ma molti scelgono ancora di utilizzare la pellicola perché la qualità resta sempre migliore di quella del digitale.
Differenze tra digitale e pellicola
- Digitale: Poca luce, file "pronto", montaggio immediato, vantaggio economico.
- Pellicola: Molta luce, file da sviluppare, da sviluppare.
Differenze macchina da presa e telecamera
La macchina da presa registra su pellicola, serve a riprendere. La telecamera registra sulla memoria. Negli anni '70 i film si vedevano solo al cinema, con la diffusione della televisione i film hanno iniziato ad essere trasmessi anche lì, ma la vera rivoluzione è stata l'home video. Fino a quando poi è arrivata la rivoluzione del digitale dove i film possono essere visti in streaming.
I pro e i contro della visione su computer
La possibilità di vedere i film a computer ha avuto pro:
- Film molto rari resi disponibili
- Ampliamento della conoscenza
- Più materiale a disposizione
e contro:
- Visione su schermi piccoli
- Persa la bellezza della visione e della percezione
- Persa la visione con attenzione
Noi oggi siamo invasi dai film e data la loro grande quantità essi si rottamano velocemente. Le serie tv sono i romanzi contemporanei. I maggiori produttori di film sono USA, India e Cina. Il cinema italiano non viene apprezzato dal pubblico per vari motivi:
- Assenza di storie interessanti
- Incapacità di raccontarle
- Attori senza appeal e che non sanno recitare
- Scarsi investimenti
- Impossibile il successo all'estero perché tratta di temi strettamente italiani
Processi di produzione del film
Il processo di produzione di un film si suddivide in:
Pre-produzione
- Progettazione (idea, soggetto, scaletta, trattamento, sceneggiatura, storyboard)
- Pianificazione (piano finanziario, spoglio sceneggiatura, preventivo)
- Preparazione (locations, casting, scenografie, costumi, storyboard, sceneggiatura tecnica, piano di lavorazione)
- Troupe (regia, produzione, amministrazione, fotografia, suono, macchinisti, elettricisti, scenografi, costumisti, truccatori)
Produzione
- Equipaggiamento tecnico (macchina da presa, pellicola, obiettivi, luci, sonoro, supporti)
- Lavorazione (diario delle riprese, foglio di montaggio)
- Regia (regista, inquadratura sequenza, movimenti di macchina)
- Attori e recitazione
- Fotografia (luce, modalità di illuminazione)
Post-produzione
- Montaggio (funzioni del montaggio, montaggio narrativo, montaggio alternato, montaggio parallelo, montaggio poetico, montaggio concettuale)
- Missaggio
- Edizione
- Diffusione
Il soggetto contiene il dove, quando, protagonisti e plot della storia. Tutto scritto in modo sintetico. La produzione non avviene più con un unico produttore che tira fuori i soldi, ma con l'unione di tutti i produttori (reti televisive, banche, industrie).
Terminologia cinematografica
- Fotogramma: Singola immagine di una pellicola.
- Inquadratura (Shot): Tutto ciò che è compreso all'interno della cornice.
- Sequenza: Serie di inquadrature che sono concettualmente o narrativamente legate tra loro.
- Scena: È il luogo più l'azione. Per ogni luogo ho un'azione che si svolge in quel luogo.
- Piano sequenza: Inquadratura senza stacchi (tempo e lo spazio dell'azione coincidono alla realtà)
Metodi di transizione tra inquadrature
- Stacco netto (Cut)
- Dissolvenza incrociata: Da un senso di continuità.
- Dissolvenza a nero: Chiude un momento e inizia qualcosa di nuovo (rottura della narrazione).
- Tendina laterale o verticale.
Il sonoro
Il sonoro può essere registrato in:
- Presa diretta: Il sonoro è registrato in contemporanea alle immagini. Costa meno ma dà problemi: durante le riprese non si possono fare rumori, non si possono dare ordini, ci possono essere imprevisti.
- Doppiaggio: Il sonoro viene aggiunto in post produzione.
Il sonoro in un film è costituito dal parlato, dai sound effects, musica e silenzio. Funzioni della musica in un film:
- Può servire a contestualizzare storicamente le immagini
- Stabilisce il periodo storico
- Accosta le esperienze simili anche se in epoche diverse
- Funzione comunicativa commerciale allo spettatore
- Funzione narrativa: dà il ritmo alle inquadrature, al montaggio, alla narrazione. (es. Il gabinetto del Dr. Caligari, Nosferatu, Metropolis)
Quando si monta con la moviola, suono e immagini devono essere in sincronia. Il nastro nero trasporta le immagini, quello marroncino il sonoro.
La scenografia
Le scenografie si dividono in:
- Meccaniche: Sono ricostruite nella realtà e obbligano a determinati punti di vista.
- Digitali: Permettono punti di vista innaturali e originali; la recitazione è molto più impegnativa perché si recita davanti a un croma key (green screen) e hanno costi quasi equivalenti a quelle meccaniche.
L'attore e i modelli recitativi
Metodo Stanislavsky: L'attore è obbligato a ripensare a momenti della sua vita che gli fanno rivivere emozioni richieste dal copione. L'attore deve saper mettere sempre in scena e deve essere in grado di vendersi.
Metodo interpretativo: Interpretare significa trovare il modo di essere qualcun altro. Gli attori italiani utilizzano questo metodo, dando la loro interpretazione del personaggio.
Ruoli sul set
- Regista: Il suo compito fondamentale è decidere dove va messa la MDP, decide l'inquadratura.
- Segretaria di dizione: Si occupava di tenere sotto controllo tutto.
Tipi di regia
- Regia descrittiva: Una regia che ha fini realistici, che osserva la realtà.
- Regia interpretativa: Una regia che dà scorci della realtà e che quindi la interpreta.
La sceneggiatura
Testo scritto che serve per la messa in scena del film, è divisa per scene. Con tanti luoghi quanti sono le scene. Rappresenta il film sulla carta, soggetta a cambiamenti che possono avvenire per svariati motivi (es. morte di attori, condizioni climatiche diverse, dialoghi non funzionanti quando recitati, idee del cast, ecc.). Si dice "Sceneggiatura di ferro" la sceneggiatura che non viene cambiata per niente. Regista e segretaria di redazione riscrivono le sceneggiature.
Cinema realista
È un tipo di cinema ispirato alla realtà, ad eventi riconosciuti come fatti di cronaca e storici. Utilizza attori non professionisti e non viene mai girato su un set, ma nella realtà. Ha scenografie reali e preesistenti al film, utilizza inquadrature classiche, frontali, all'altezza del personaggio, ma non usa mai PDV interpretativi. In questo genere di film la MDP ha funzione descrittiva, le luci simulano quelle reali, il sonoro è in presa diretta. C'è da ricordare che anche nel film più realista possibile è presente la messa in scena.
Il cinema non mostra mai la realtà, ma una realtà rappresentata e cinematografica. Anche se è molto vicina alla realtà, c'è sempre una scelta del regista e un meccanismo per cui si mette in scena. Anche il documentario realizza la realtà ma dipende da come la si inquadra.
Cinema muto
Il cinema muto va dal 1895 al 1927. Durante questo periodo le riprese venivano effettuate con il cinematografo Lumiere (dispositivo a manovella). Infatti si riproduceva a 16-18 fps. In ogni sala cinematografica era presente un accompagnamento musicale. I primi film avevano un pubblico popolare; la borghesia e l'alta cultura consideravano il cinema "divertimento per il popolo".
A loro interessava il teatro. Il cinema erano immagini e chi non sapeva leggere o scrivere, trovava un piacere che non avrebbe trovato in nessun altro modo.
Lumiere e Melies
Caratteristiche del cinema delle origini
Fratelli Lumiere: Riprendevano episodi di vita quotidiana. Macchina fissa, frontale, nessun montaggio, unica inquadratura. Si riprende ciò che accade davanti alla macchina. Cinema di tipo documentaristico, film molto brevi e la MDP veniva utilizzata anche per proiettare. Alcuni loro film sono: Uscita degli operai dalla fabbrica (Primo film in assoluto della storia del cinema), Colazione del bebè, Primo esempio di comica, Arrivo del treno alla stazione. Dopo le prime riprese mandano in giro molti operatori che riprendevano i fatti di cronaca che avvenivano. Inventano ciò che si chiama "realtà ricostruita": ricostruivano gli eventi storici che non erano in grado di filmare con dei modellini. La durata dei film era dai 30 secondi a qualche minuto.
George Melies: Melies rimane affascinato dal cinema, compra una macchina da presa e inizia a fare film. Scopre i primi effetti cinematografici. A questo punto il cinema diventa un mezzo per reinventare la realtà. Durante una ripresa il meccanismo si inceppa. Dopo aver sistemato e sviluppato la pellicola scopre il primo effetto speciale: Il cavallo era stato sostituito da un carro funebre. Da questo momento in poi si specializza in tutti gli artifici possibili con pellicola e macchina da presa, inventa i primi effetti ottici del cinema. Melies reinventa la realtà; percepisce la grande possibilità del cinema di raccontare storie. Quindi costruisce storie ispirandosi alle novelle di Jules Verne.
Viaggio sulla luna (1902)
Non c'è montaggio, inquadratura teatrale, personaggi grotteschi. Nessun intento realistico o di rappresentare la realtà ma solo uno sviluppo fantasioso e una rappresentazione più immaginaria possibile della realtà. L'azione è affidata agli attori davanti alla macchina da presa. I fondali sono dipinti, di cartone o cartapesta. Inventa la dissolvenza incrociata. La luna è umanizzata, antropomorfa. Come se si fosse a teatro la rappresentazione va avanti. PV frontale centrale. Passa la cometa, e arrivano le stelle, con volti di donna, dissolvenze per altri elementi. Paesaggio terrestre esagerato. Gli abitanti della luna si muovono come le scimmie.
Diffusione del cinema
Il cinema si sviluppa in Germania, Francia e Stati Uniti. Negli USA Edison fonda la prima industria cinematografica. Viene filmato nel 1902 "La grande rapina al treno": primo film montato che racconta una storia. Il cinema si sviluppa a New York fino a quando nel 1910 si trasferisce in California e nasce Hollywood. Il cinema si trasferisce in California per un motivo preciso: giornate lunghe e bel tempo, presenza di tutte le possibili location per fare da sfondo alle storie. I generi predominanti dei film Hollywoodiani sono western, comici, gangster e drammatici. In Italia il cinema arriva nel 1896-7. I film venivano prodotti a Milano, Genova e Roma. Erano principalmente colossal ambientati ai tempi dei romani o adattamenti di romanzi celebri melodrammatici. Molti autori importanti si dedicarono al cinema anche se lo reputavano di serie b.
Formati del cinema e date importanti
- 1:1 Cinema muto
- Panoramico
- Cinema scope (16:9): La televisione teneva la gente a casa, quindi il cinema inventa il 16:9 per portare gli spettatori al cinema e combattere la concorrenza.
- 1902: Primo film colorato a mano da George Melies.
- 1927: Passaggio dal muto al sonoro.
- 1932: Primo film in technicolor.
- 1952: Invenzione del cinema 16:9 obiettivo anamorfico.
- 1982: Esce Tron, primo film che utilizza la computer animation.
- Primi anni 90: Il digitale entra nel cinema.
Effetto Notte - Truffaut (1973)
È un metafilm, cioè un film che parla del cinema. L'effetto notte si ottiene quando si gira una scena notturna di giorno mettendo dei filtri blu davanti alla cinepresa. Il problema era che tutto ciò che veniva ripreso diventava blu. Truffaut sceglie di intitolare così il film perché è un omaggio al cinema americano. Analisi: Truffaut è uno dei protagonisti del film, il regista. Per tutta la durata del film sono inquadrate le attrezzature utilizzate a girare il film. Si sentono le voci dell'aiuto regista che dà ordini, fa capire che il film verrà poi doppiato. Il film ha una scenografia meccanica in un set. Questo film fa scoprire i vari componenti di una troupe cinematografica.
Espressionismo
L'espressionismo è l'interpretazione della realtà da parte del PV dell'artista. Nasce in Germania e riguarda musica, architettura, teatro e cinema. I temi sono la morte, la paura, l'angoscia e il male. Le caratteristiche dell'espressionismo tedesco sono:
- Luce espressiva
- Contrasto B/N molto accentuato
- Scenografie espressive e simboliche, alterate e grottesche
Il gabinetto del Dottor Caligari - Robert Wiene (1920)
È il primo film dichiaratamente espressionista. Le scenografie finte servono a dare un'idea di realtà distorta, alterata e oppressiva. La recitazione è caricata, enfatizzata, esagerata, come in tutti i film muti per compensare l'assenza del parlato. Nella prima inquadratura la luce esalta il volto del personaggio da una parte sola. Il resto dell'inquadratura è buia. Riprende il contrasto tra luce/buio, bene/male, inferno/paradiso.
Nosferatu il vampiro - Murnau (1922)
La fotografia di questo film getta le fondamenta del drammaticismo dei film horror. In Nosferatu il vampiro è brutto, la prima volta che appare esce dal buio. Scenografia: La scenografia è irrealistica. Le case sono storte e si vedono attraverso delle sbarre (oppressione, costrizione, chiusura). Si ispirano all'architettura gotica per l'idea della trascendenza. Il castello di Nosferatu viene inquadrato per la prima volta dal basso in cima a una montagna. Crea lo stereotipo del cinema horror. Amplifica il senso di oppressione, solitudine, potere e distanza dall'umanità. All'interno del film non si distinguono facilmente il giorno dalla notte perché per riprendere serviva molta luce. E nel finale bisogna far vedere il gallo per rendere esplicite situazioni che senza l'ausilio del sonoro sarebbero impossibili.
Sono presenti diversi animali simbolici:
- La iena rappresentava la schifezza perché si nutre di carogne.
- I cavalli che corrono rappresentano le persone ignare.
Effetti speciali
Stop motion: Porte che si chiudono, Nosferatu che si solleva dalla bara.
Pellicola in negativo: Ingresso nella foresta per far percepire l'ingresso nel regno delle ombre.
Dissolvenza: Morte di Nosferatu.
Regia
La narrazione è lineare e la macchina da presa è ferma con PV all'altezza del personaggio. Viene privilegiata la mezza figura e il dettaglio è riservato a pochi elementi (taglio del dito). Il dettaglio serve esclusivamente per far andare avanti la narrazione.
L'evoluzione del vampiro
- 1930 - "Dracula" - Bela Lugosi: Il vampiro diventa sonoro. Vengono usate scenografie maestose. Il bianco e nero è contrastato. Il male cambia registro, non è più brutto e repellente ma ha una forma più accettabile. Nei primi piani la luce incornicia gli occhi del vampiro per evidenziare lo sguardo magnetico e ipnotico. Cambiano anche le riprese, vengono usate carrellate in avanti sullo sguardo di Dracula. Il vampiro sembra aristocratico.
- 1958 - "Dracula il vampiro" - Christopher Lee: Il vampiro è più animale e meno umano, si riconoscono i canini.
- 1967 - "Per favore non mordermi sul collo" - Polaski: Parodia molto intelligente. I colori sono smorti tranne il rosso del vestito della protagonista. I vampiri non si riflettono nello specchio.
- 1979 - "Nosferatu il principe delle tenebre" - Herzog: Con l'arrivo del vampiro arriva il male, peste e distruzione. Molto presente la simbologia di morte. Il vampiro è consapevole del proprio stato, è impossibilitato a provare emozioni positive.
- 1994 - "Intervista col vampiro"
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.