Riassunti esame Testi e questioni di letteratura portoghese e Brasiliana
Prof Pincherle, testo consigliato Storia del Brasile, B. Fausto.
Capitolo 2: Il Brasile coloniale 1500-1822
Gli Indio
Possiamo distinguere due grandi blocchi all’interno di questa popolazione: i tupì-guaranì e i tupuia. I primi erano diffusi su quasi tutta la costa brasiliana. I portoghesi avevano identificato molte “nazioni” indigene.
È difficile analizzare la società e le abitudini degli indigeni. Vi si manifesta una distinzione tra indio con qualità positive e indio con qualità negative, a seconda del grado di resistenza opposta ai portoghesi.
Quando la Corona pubblicò la prima legge nella quale si proibiva la schiavitù degli indigeni (1570), solamente gli aimoré furono esplicitamente esclusi dal divieto.
Per praticare l’agricoltura, i tupì disboscavano e bruciavano parte della foresta, tecnica che sarà poi usata dai colonizzatori.
L’economia era solitamente di sussistenza e destinata al consumo interno.
Esistevano contatti per lo scambio di donne e di beni di lusso.
L’arrivo dei portoghesi rappresentò per gli indio una vera catastrofe. I bianchi erano al contempo rispettati, temuti e odiati come uomini dotati di poteri speciali.
Gli indio che si sottomisero o che furono sottomessi furono vittime di violenza culturale, epidemie e morte.
Dal contatto con l’Europa derivò una popolazione meticcia.
I periodi del Brasile coloniale
Possiamo dividere la storia del Brasile coloniale in tre parti: il primo va dall’arrivo di Cabral all’insediamento del Governo generale, nel 1549; il secondo va tra il Governo generale e gli ultimi decenni del 700; il terzo va da qui all’Indipendenza nel 1822.
Il primo periodo è caratterizzato dall’esplorazione e dalla presa di possesso della terra.
Con la creazione del Governo generale inizia l’insediamento coloniale che in due secoli si consoliderà. Negli ultimi decenni del 700 una serie di trasformazioni provocherà la crisi del sistema coloniale.
Primi tentativi di esplorazione
Il Brasile appare come una terra dalle possibilità di sfruttamento e dai contorni geografici sconosciuti.
Il nome Brasile cominciò ad apparire nel 1503. Fu associato alla principale ricchezza della terra nel primo periodo, il pau-brasil.
I primi tentativi d’esplorazione del litorale brasiliano adottarono il sistema delle feitoria. Il Brasile fu ceduto per tre anni a un consorzio di commercianti di Lisbona, con a capo l’ebreo convertito Fernão di Loronha, impegnandosi in cambio a inviare ogni anni sei navi per esplorare trecento leghe di coste e a costruire un feitoria.
Nei primi anni tra il 1500 e 1534, la principale attività economica fu l’estrazione del pau-brasil.
Ma per il Portogallo la maggiore minaccia al possesso del Brasile venne dai francesi. I francesi entrarono nel commercio del pau-brasil e praticarono la pirateria. In momenti diversi, si sarebbero più tardi stabiliti nello stato di Rio de Janeiro e nel Maranhão.
Inizio della colonizzazione: le Capitania ereditarie
Considerazioni politiche convinsero la Corona portoghese della necessità di colonizzare la nuova terra. Il Brasile fu diviso in 15 parti che furono assegnate ai cosiddetti capitão-donatario, composti da piccola nobiltà, burocrati, commercianti, i quali avevano in comune il legame con la Corona.
Prima del 1532, Fernão de Noronha ricevette dal re la prima Capitania del Brasile.
Nessun membro dell’alta nobiltà compariva nella lista dei donatario.
La Corona concedeva le terre ai donatario in quanto possessori e non proprietari.
Dal punto di vista amministrativo essi avevano il monopolio della giustizia, l’autorizzazione a fondare villaggi, arruolare coloni per scopi militari e formare esercizi da loro comandati.
Il re manteneva il monopolio delle droghe e delle spezie, così come la riscossione di parti dei tributi.
Nominava una serie di funzionari per garantire la riscossione dei tributi della Corona.
Sappiamo che, eccezione fatta per la Capitania di Sao Vicente e Pernambuco, le altre fallirono, per mancanza di risorse, disaccordi interni o attacchi indigeni.
Tra il 1752 al 1754, il marchese di Pombal porta praticamente a termine il processo del passaggio della Capitania dal controllo privato al settore pubblico.
Il governo generale
L’istituzione del governo generale rappresenta un passo importante nell’organizzazione amministrativa della colonia. Tomè de Sousa arrivò a Baia seguito da più di 1000 persone e portando con sé lunghe istruzioni scritte che indicavano il proposito di garantire processo della nuova terra, di colonizzare la e di organizzare le rendite per la Corona.
Furono create alcune cariche tra cui l’ouvidor al quale spettava l’amministrazione della giustizia, il capitão-mor responsabile della vigilanza delle Coste e il provedor-mor incaricato del controllo e dell’incremento della riscossione dei tributi.
Con il governatore generale arrivano i primi Gesuiti.
De Sousa intraprese lungo lavoro di costruzione di San Salvador, capitale del Brasile fino al 1763.
La colonizzazione si consolida
Dopo i primi tre decenni la colonizzazione comincia a prendere forma. La politica della Metropoli portoghese favoriva l’impresa commerciale, basata sui pochi prodotti esportabili su larga scala, ed è collegata alla grande proprietà.
Il lavoro obbligatorio
Diverse forme di lavoro obbligatorio nell’America spagnola, mentre una sola, la schiavitù del Brasile. E non sarebbe stato facile mantenere lavoratori r
-
Riassunto esame testi e questioni di letteratura portoghese e brasiliana, prof Pincherle, libro consigliato Storia …
-
Riassunto esame Testi e questioni di letteratura portoghese e brasiliana, docente Pincherle, libro consigliato Stor…
-
Riassunto esame Testi e questioni di letteratura portoghese e brasiliana, docente Pincherle, libro consigliato Il S…
-
Riassunti esame lingua portoghese e brasiliana II, docente Celani, libro consigliato Introduzione alla linguistica …